Chi la croce accoglierà come te, Maria, Cristo Redentore lo salverà.
O Maria, madre dei dolori, prega per noi il tuo Gesù.
13 Quel tuo Figlio che nutrivi d'amore infinito, morto per amore ritorna a te.
1 Signore, tu mi scruti e mi conosci,
2 tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
3 osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
4 La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
5 Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
6 Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.
7 Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
8 Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.
9 Se prendo le ali dell'aurora
per abitare all'estremità del mare,
10 anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.
11 Se dico: "Almeno le tenebre mi avvolgano
e la luce intorno a me sia notte",
12 nemmeno le tenebre per te sono tenebre
e la notte è luminosa come il giorno;
per te le tenebre sono come luce. (Salmo 139)
31 Era il giorno della Parasceve e i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il sabato - era infatti un giorno solenne quel sabato -, chiesero a Pilato che fossero spezzate loro le gambe e fossero portati via. 32 Vennero dunque i soldati e spezzarono le gambe all'uno e all'altro che erano stati crocifissi insieme con lui. 33 Venuti però da Gesù, vedendo che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati con una lancia gli colpì il fianco, e subito ne uscì sangue e acqua.
È un passo evangelico doloroso dell’Evangelo di Giovanni. Prendiamo coscienza della morte fisica di Gesù: la vita umana si è spenta alla vigilia della Pasqua.
Gesù innocente è morto. Il Figlio del Dio vivente, l’unto del Signore ha subito la fine della vita, quella che Dio stesso aveva creato. Ai compagni di condanna in croce vengono spezzate le gambe. Un’operazione cruenta per farli morire del tutto. Gesù è risparmiato. La scena straziante, incredibilmente senza senso, si conclude con un ulteriore intervento sul corpo di Gesù, il soldato con la lancia trafigge il costato. Ecco il segno del dolore, della sofferenza umana trasformarsi in sangue e acqua: due segni della vita. La morte fisica di una persona, di un genitore, di un figlio, di una persona amata, ci lascia sempre senza parole. Le parole sono inutili, il silenzio ci coinvolge. Tutti noi abbiamo provato il dolore del distacco. Forse possiamo cogliere che il sangue e l’acqua, segni della morte, contengono la vita, quella a cui siamo attaccati sino all’ultimo. Signore della vita ci aiuti ad amare la vita. Ci aiuti ad amare quel Gesù che si è preso carico delle nostre fragilità umane, delle nostre cruenti nefandezze.
(Lucio e Rita)
XIII Stazione - audio
Ti ringraziamo, Signore Gesù,
perché ci hai amati al punto
che non possiamo fare altro che amarti
con tutto il cuore, con tutta la mente, con tutta la vita.
Sì, Gesù, il tuo amore ci abbraccia, ci circonda:
siamo in te e possiamo contemplare in tutto
la tua gloria, il tuo amore che si dona.
Ogni uomo e ogni donna della terra
sono avvolti dallo stesso Spirito d’Amore.
E lo sono pure i nostri peccati,
lo sono tutte le situazioni che incontriamo.
Facci crescere, Gesù, in questo tuo amore!
(C. M. Martini)
94. L’amore implica dunque qualcosa di più che una serie di azioni benefiche. Le azioni derivano da un’unione che inclina sempre più verso l’altro considerandolo prezioso, degno, gradito e bello, al di là delle apparenze fisiche o morali. L’amore all’altro per quello che è ci spinge a cercare il meglio per la sua vita. Solo coltivando questo modo di relazionarci renderemo possibile l’amicizia sociale che non esclude nessuno e la fraternità aperta a tutti.