Chi la croce accoglierà come te, Maria, Cristo Redentore lo salverà.
O Maria, madre dei dolori, prega per noi il tuo Gesù.
10 Tu donavi all'assetato un'acqua di vita: egli amaro fiele ti preparò.
18 Essi stanno a guardare e mi osservano:
19 si dividono le mie vesti,
sulla mia tunica gettano la sorte.
20 Ma tu, Signore, non stare lontano,
mia forza, vieni presto in mio aiuto.
(dal Salmo 22,18b-20)
23 I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti - una per ciascun soldato -, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d'un pezzo da cima a fondo. 24 Perciò dissero tra loro: "Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca". Così si compiva la Scrittura, che dice:
Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte.
E i soldati fecero così.
Tu Signore hai investito tanto in questa nostra umanità.
Hai investito in fiducia, amicizia, amore...e tanto altro.
Ci hai dato talenti, ma non per noi stessi.
Ci hai scelto, ma non perché siamo i migliori.
Cadiamo Signore, cadiamo spesso.
Cadiamo quando non siamo consapevoli che, avere un tuo dono,
implica praticarlo anche per chi non ce l'ha.
Amare per chi non ama,
pregare per chi non prega,
avere fede per chi non crede.
Ci consola che tu sia caduto Signore.
Ci consola che tu ti sia rialzato.
Aiutaci a proseguire il nostro cammino
rialzandoci dalle nostre fatiche,
dai nostri impedimenti e suggestioni.
(Daniela)
X Stazione - audio
Ti preghiamo Signore
di aiutarci ad amare come tu hai amato
Vogliamo essere testimoni del tuo amore
che si prende cura di ogni vita.
Via da noi ogni ipocrisia,
il sentirci a posto soltanto perché
non abbiamo mai concretamente
commesso errori gravissimi.
Signore Gesù, tu che conosci i cuori,
aiutaci a scoprire, con l'aiuto della tua Parola,
le profondità del nostro cuore
e a liberarci dal male che lo attanaglia,
affinché siamo resi liberi di amare. Amen.
106. C’è un riconoscimento basilare, essenziale da compiere per camminare verso l’amicizia sociale e la fraternità universale: rendersi conto di quanto vale un essere umano, quanto vale una persona, sempre e in qualunque circostanza. Se ciascuno vale tanto, bisogna dire con chiarezza e fermezza che «il solo fatto di essere nati in un luogo con minori risorse o minor sviluppo non giustifica che alcune persone vivano con minore dignità» [Esort. ap. Evangelii gaudium (24 novembre 2013), 190: AAS 105 (2013), 1100]. Questo è un principio elementare della vita sociale, che viene abitualmente e in vari modi ignorato da quanti vedono che non conviene alla loro visione del mondo o non serve ai loro fini.