• Bhakti Yoga in breve Un metodo efficace e completo di realizzazione spirituale, con supporto scientifico e riscontro pratico personale immediato. ATTIVITA' PRIMARIA: 1) CANTO/RECITA E/O ASCOLTO DEL MAHA MANTRA HARE KRISHNA Il Bhakti Yoga inizia con il canto/recita e/o ascolto (tot volte al giorno) del mantra: Om Sri Ram Jay Ram Jay Jay Ram oppure Hare Krishna Hare Krishna Krishna Krishna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare che proviene dal piano spirituale, ed e' chiamato "il grande mantra della liberazione". ATTIVITA' PRIMARIA: 2) LETTURA DEI TESTI Occorre poi leggere regolarmente i testi vedici (in italiano se ne trovano online in versione digitale tantissimi gratuitamente), per una piena comprensione della scienza trascendentale. Si tratta di una conoscenza ...
    Inviato in data 04 nov 2016, 01:56 da TEMPO diSERVIRE
  • Shivaismo  Lo Shivaismo1) introduzione Non mancano studiosi moderni che considerano i millenari movimenti spirituali come lo shivaismo (più propriamente detto shaiva) o il vaishnavismo delle sette, scaturite da interpretazioni faziose dei testi Vedici. Questi, affermano costoro, vogliono stabilire le loro divinità preferite come supreme mediante arditi giochi di manipolazioni linguistiche. Niente di più sbagliato. In realtà nei quattro Veda originali, così come nei Purana e nelle Upanishad, si parla di Vishnu e di Shiva, così come della pratiche devozionali che Li riguardano. Un Dio unico esiste di certo: tutte le scritture lo affermano. Il problema sta nello stabilire chi Egli sia. I devoti di Shiva sostengono che quell'Essere Supremo sia la loro divinità e che nessun altro possa essere ...
    Inviato in data 03 ott 2014, 12:46 da TEMPO diSERVIRE
  • Krishna Krishna è l’unico grande uomo in tutta la nostra storia che ha raggiunto l’assoluta altezza e profondità della religione eppure egli non appare serio, né triste, né in lacrime. In linea di massima, la caratteristica primaria di una persona religiosa è il fatto che sia sobria, seria e dall’aspetto triste come una persona sconfitta nella battaglia della vita, una persona che fugga dalla vita. In questa lunga fila di saggi è solo Krishna che si mostra mentre danza, canta e ride. I religiosi del passato erano tutti negatori della vita e masochisti, decantavano il dolore e la sofferenza come grandi virtù.  Una religione ridente, una religione che accetta la vita nella sua totalità, deve ancora nascere. Ed ...
    Inviato in data 14 lug 2014, 04:12 da TEMPO diSERVIRE
  • Yoga Kundalini Upanishad Chitta e il controllo del Prana1. Chitta è la mente subcosciente. È la sostanza mentale. È deposito della memoria. I samskara o impressioni delle azioni sono quivi impressi. Esso è uno dei quattro strumenti interni costituenti l'antahkarana, e cioè: mente, intelletto, chitta e ahamkara o ego.2. La mente è formata dal vento; e cosi si muove rapidamente come il vento. L'intelletto è formato dal fuoco. Il chitta è formato dall'acqua e l'ego dalla terra.3. Il chitta ha due cause che lo fanno esistere, e cioè i vasana o desideri sottili e la vibrazione del prana.4. Se una di queste è controllata, il risultato è che si controllano entrambe.Mitaharo, Asana e Shakti ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 04:19 da TEMPO diSERVIRE
  • Kundalini Yoga di Sivananda KUNDALINI YOGA di Swami SivanandaKUNDALINI La parola Kundalini è familiare a tutti gli studenti di yoga, essendo nota come il potere, sotto forma di un serpente avvolto a spirale, residente nel muladhara chakra, il primo dei sette chakra; gli altri sei chakra sono, nell'ordine: svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara. Tutte le sadhana sotto forma di japa, meditazione, kirtan e preghiera, come pure ogni sviluppo delle virtù, e l'osservanza di austerità come verità, non-violenza e continenza sono intese, nella migliore delle ipotesi, solo per ridestare il Potere del Serpente e farlo passare in successione attraverso tutti i chakra, dal svadhishthana al sahasrara. Quest'ultimo è chiamato anche loto dai mille petali, sede di Sadavisa o ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 04:16 da TEMPO diSERVIRE
  • Lezioni Pratiche bello Yoga di Sivananda Questo libro intitolato “Lezioni Pratiche nello Yoga” consiste di dodici facili e interessanti lezioni.Introduzione e Preghiera UniversaleLa Prima Lezione tratta lo Yoga e i suoi Obiettivi.La Seconda Lezione affronta la Yoga Sadhana,ovvero la pratica dello Yoga, e contiene una chiara e lucida descrizione dei quattro cammini importanti: Karma Yoga, Bhakti Yoga, Raja Yoga e Jnana Yoga. Ognuno può facilmente scegliere per sé un cammino secondo il suo gusto,temperamento e capacità personale grazie ad un accurato studio di questa Lezione. Sono fermamente convinto che nessuno desideroso di diventare un perfetto Yogi può realizzare il suo desiderio se non comincia le sue pratiche Yogiche con il Karma Yoga, che vuol dire agire al fine dell’azione stessa ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 04:12 da TEMPO diSERVIRE
  • la Potenza del Pensiero di Sivananda SWAMI SIVANANDALA POTENZA DEL PENSIEROCapitolo IFisica e filosofia del pensiero1. Il pensiero è più veloce della luceMentre la luce viaggia a velocità di trecentomila chilometri al secondo, ilpensiero, praticamente, raggiunge istantaneamente infinite lontananze. Ilpensiero è impercettibile, impalpabile, invisibile; è più sottile dell'etere, ilmezzo dell'elettricità. Difatti, pur stando tranquillamente nella vostra casa,per mezzo di un sintonizzatore, potete ascoltare un cantante che canta in unalontana stazione radio. Tutti i messaggi lanciati nello spazio viaggiano tramitele onde e vengono ricevuti mediante un apparecchio radio. Anche la vostra menteè simile ad un apparecchio radio, ma più perfetta. Un santo che ha conquistatola pace, l'equilibrio e l'armonia, continuamente ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 04:08 da TEMPO diSERVIRE
  • Yoga Sutra YOGA SUTRA di PatanjaliLibro Primo: Samadhi Pada1. [Si illustra] ora la disciplina dello Yoga 2. Yoga è l'arresto delle modificazioni mentali.3. A questo punto il testimone è stabile in sé stesso.4. Negli altri stati esiste identificazione con i mutamenti della mente.5. Le modificazioni della mente sono cinque. Possono essere dolorose o non dolorose.6. Esse sono: retta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria.7. La retta conoscenza ha tre fonti: percezione diretta, deduzione e testimonianza.8. Il falso sapere è un costrutto che non corrisponde alla realtà.9. Immaginazione è un'attività mentale evocata da parole, priva di fondamento.10. La modificazione della mente fondata sull'assenza di ogni contenuto è il sonno ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 04:02 da TEMPO diSERVIRE
  • Shiva Samhita SHIVA CAPITOLO I Tutto ciò che esiste è uno. 1. Solo la conoscenza (Jñâna) è eterna, senza inizio né fine, non esiste altra sostanza reale. Le diversità che noi vediamo nel mondo sono il risultato della percezione sensoriale; allorché quest'ultima cessa, soltanto la conoscenza, e nient'altro, rimane. 2-3. Io, Ishvara, amante dei miei devoti e dispensatore di emancipazione spirituale per tutte le creature, così espongo la scienza dello Yoganusâsana: Essa non ha niente a che fare con tutte quelle dottrine speculative che portano alla falsa conoscenza. Essa è per la liberazione spirituale di quelle persone le cui menti non distratte sono pienamente rivolte verso di Me. Differenze di opinione. 4-5. Alcuni lodano la verità, altri la ...
    Inviato in data 13 lug 2014, 03:56 da TEMPO diSERVIRE
  • Hare Krishna e Sesso a cura del Nuovo Movimento Hare Krishna, Associazione Internazionale per la Coscienza Spirituale "Sole e Luna" http://goo.gl/XK4GDm - http://goo.gl/5eXIFLa Chiesa cattolica ammette i rapporti sessuali soltanto all'interno del matrimonio e soltanto per avere figli - cosa che e' in diretta osservanza del comando biblico, "andate e moltiplicatevi" e della maledizione verso la donna, "partorirai i tuoi figli con dolore".L'atto sessuale e' considerato comunque un peccato, il "peccato originale" dal quale sono macchiati tutti gli esseri umani alla nascita, proprio per l'associazione con la naturale e creativa energia sessuale femminile. L'ordine e' "repressione" e "punizione corporale".Il risultato e' evidente: innumerevoli violenze e abusi che si sono susseguiti senza sosta fin ...
    Inviato in data 10 lug 2014, 01:57 da TEMPO diSERVIRE
  • Raja Yoga RAJA YOGA  Raya Joga    Cos'è il Raja Yoga?Ogni sofferenza è creata dalla mente. Il Raja Yoga lavora sul mentale per conoscerlo e purificarloTutte le correnti dello Yoga hanno come fine ultimo la realizzazione dell'uomo. Yoga vuol dire unione e questa unione si realizza purificando corpo e mente per farne potenti strumenti dell'anima.Alla nascita l'uomo è un mammifero con tutti gli istinti propri di un animale: molto spesso queste tendenze invece di venire dissolte durante la vita, sono esaltate da una mente e da un ego che si immedesimano nel contingente.Lo Yoga afferma che ogni sofferenza è creata dalla mente. Partendo da questo presupposto, lo Yoga (e in particolare il Raja Yoga) lavora ...
    Inviato in data 10 lug 2014, 01:32 da TEMPO diSERVIRE
  • Ramdas "Buddha, Krishna, Cristo e Maometto: nessuna differenza." Lo scopo di tutte le religioni è quello di sottolineare il percorso che conduce a perfetta libertà, pace e gioia. Questo stato benedetto può essere realizzato solo dalla eliminazione del senso dell'ego attraverso la resa al divino. La vita divina deve fluire attraverso di noi, l'amore di Dio deve abitare nei nostri cuori e la luce divina deve ispirare tutte le nostre attività; il nostro cuore deve adoperarsi per promuovere il Suo amore, il nostro intelletto è illuminato con la Sua sapienza e il nostro corpo è lavorato dalla Sua volontà. Questo è lo scopo della vita umana. Per insegnare questa grande verità vennero Buddha, Krishna, Cristo e Maometto. Essi dichiarano ...
    Inviato in data 15 dic 2015, 02:23 da Nirvanananda Atma
  • Nasce un Nuovo Movimento Hare Krishna DICHIARAZIONE UFFICIALE Giovedì 10 luglio 2014 i sottoscritti Fondatori dell'Associazione Internazionale per la Coscienza Spirituale dichiarano Ufficialmente di NON appartenere al cosiddetto Movimento Hare Krishna italiano I.S.C.KON perché noi Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna da oggi SIAMO NOI Ufficialmente il Nuovo Movimento Hare Krishna italiano. http://goo.gl/XK4GDm Il nostro amato Maestro Spirituale Swami Ramdas (1884-1963) ottenne la realizzazione di Dio cantando semplicemente il mantra Om Sri Ram Jay Ram Jay Jay Ram. Dopo l’iniziazione, nel 1922 rinunciò alla vita del mondo e cominciò a vivere da sadhu itinerante, viaggiando per tutta l’India e l’Himalaya in uno stato d’intossicazione divina, con il sacro e onnipotente Ram-mantram sempre ...
    Inviato in data 10 lug 2014, 01:19 da TEMPO diSERVIRE
  • Escatologia vedica ESCATOLOGIA VEDICA Escatologia vedica  ESCATOLOGIA VEDICAL'escatologia vedica può essere considerata in riferimento ai suoi due temi principali presenti nel RGVEDA: la credenza di una vita dopo la morte e la conoscenza di una realtà al di là della morte, l'immortalità.Attraversare le porte della morte significava per il popolo vedico solamente il prolungamento dell'esistenza che, priva del corpo fisico, si svolgeva in uno stato di più elevata consapevolezza la cui nota dominante è la gioia. L'IMMORTALITA significava assai più che la semplice sopravvivenza, era il raggiungimento della condizione degli dei e quindi dell'intuizione divina che implicava onniscienza e onnipotenza.LA CONCEZIONE DELLA MORTEGià nel Rgveda appare evidente come la morte non fosse altro ...
    Inviato in data 09 lug 2014, 23:35 da TEMPO diSERVIRE
  • Un gusto Superiore  E’ con una canzone/poesia scritta nel 1983 da Claudio Rocchi e contenuta nel disco ‘Un gusto Superiore’ realizzato assieme a Paolo Tofani, che vorremmo cogliere l’occasione non solo per ricordarlo come amico e confratello spirituale, ma anche per offrire chiarimenti e spunti relativi ai testi Veda e al suono che è insito in essi.  Dio nelle terre ricche, Dio nel suono, Dio nell’intelligenza, Dio nell’uomo, Dio che si può cantare, Dio che è vita, Dio dentro gli universi, Dio nei cani, Dio come certezza, Dio come il domani, Dio oltre le parole, Dio che gioca, Dio che ti lascia libero di fare, Dio che non riesco neanche a immaginare, Dio nella strada ovunque stiamo andando, Dio ...
    Inviato in data 06 lug 2014, 00:41 da TEMPO diSERVIRE
  • Cosmogonia Vedica Cosmogonia Vedica   Cosmogonia Vedica Articolo pubblicato sulla rivista nazionale NEXUS-NEW TIMES n°52/2004 L'Universo di Krishnadi T. Valentinuzzi I Veda sono un’eredità preziosa dell’India. Il termine “Veda” significa conoscenza e include anche la conoscenza astronomica. In molte fonti vediche si può notare l’importanza attribuita all’osservazione del cielo e al calcolo delle posizioni del Sole e della Luna, dei principali pianeti e delle stelle. Nella storia dell’astronomia occidentale tuttavia è stato quasi del tutto trascurato il contributo indovedico, spesso ignorato perché considerato ascientifico e mitologico o postulando che attingesse alla tradizione greco-babilonese, e che quindi non costituisse un apporto originale. In realtà ci sono tracce, talvolta evidenti e talvolta nascoste nella ...
    Inviato in data 02 lug 2014, 11:31 da TEMPO diSERVIRE
  • la Preghiera  "CHIEDI E TI SARÀ DATO" (Matteo, 7,7-11)"Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Poiché tutti coloro che chiedono riceveranno, Tutti coloro che cercano troveranno, A tutti coloro che bussano verrà aperto".AL MATTINO: "Lo spirito di Dio"I miei primi pensieri, quando mi alzo determinano il tono di tutto il giorno.Per questo, faccio sì che essi riflettano la gratitudine per la presenza di Dio che mi circonda.Sento il Suo spirito come una presenza sacra che mi ispira e mi rinnova. Dio ed io siamo uno. Guardando i volti di coloro che mi circondano, vedo magnifiche creazioni di Dio.La scintilla di vita che brilla negli occhi degli esseri che ...
    Inviato in data 27 giu 2014, 16:03 da TEMPO diSERVIRE
  • Decreto per conseguire una Perfetta Salute Saint Germain "Molto Amato corpo fisico / nel Nome del Poderoso Sacro Cristo Interiore "IO SONO" / a quelli che servono il Tempio / io ti benedico e ringrazio / per l'inestimabile servizio concessomi / nel permettermi compiere la mia missione / in questo piano fisico di Luce / che rende possibile la mia evoluzione fisica e spirituale. Benedico e ringrazio il Deva Elementale / che lavora in te / per sua direzione e cooperazione / Riconosco ed accetto la Sua intelligenza / capace di ricevere ed eseguire un ordine / ed è per questo che ti ricordo / Amato Deva Elementale / l'obbligo di di manifestare armonia / sanità, salute, equilibrio e vitalità. Nel nome del mio Cristo Solare "IO SONO" / ti ordino con amore /  RINNOVARE E RIGENERARE  RINNOVARE E RIGENERARE RINNOVARE ...
    Inviato in data 21 giu 2014, 02:45 da TEMPO diSERVIRE
  • Cosmologia Vedica Cosmologia  Vedica  Dentro e fuori dal tempo e dallo spazio: visita al mondo trascendentale, a quello materiale e ritorno a casa.Questo e' un modo semplificato di capire il vagabondaggio di un'anima spirituale nel "samsara", il ciclo di nascite e morti. Vengono illustrati gli argomenti di base per capire il mondo e la vita in esso, e per aiutare ad imparare i diversi modi di vita che portano all'elevazione o alla degradazione. Con queste informazioni potrai controllare meglio la tua vita, in armonia con l'universo e le sue leggi:Questo "tour" e' basato su scritture Vediche come la Bhagavad-Gita (BG), lo Srimad Bhagavatam (SB), la Caitanya Caritamrita (CC), la Brahma-Samhita (BS) ed altre risorse Vaisnava ...
    Inviato in data 19 giu 2014, 12:27 da TEMPO diSERVIRE
  • la Madre Nera Nell' Induismo, tutte le Dee sono una raffigurazione di Devi (Dea). Le innumerevoli forme in cui viene rappresentata servono soltanto a consentire alle nostre menti umane di poter vedere le sue innumerevoli manifestazioni nel mondo che ci circonda.Come Devi, Essa è la madre della morte e del tempo che porterà tutto verso la fine, al sonno senza tempo da cui si risveglieranno nuove ere. Come sue ipotesi di raffigurazione è Parvati che si manifesta come appassionato attaccamento alla sessualità, come Shakti (potere animatore) e padrona di Shiva (creatore e distruttore).Come Durga, la guerriera che libera il mondo dal male. Altri suoi nomi sono Shaarikanel Kashmir, Sati (la donna virtuosa), Mahadevi (la Grande Madre), Jaganmata (la madre del ...
    Inviato in data 15 giu 2014, 08:12 da TEMPO diSERVIRE
  • Astrologia Vedica  ASTROLOGIA VEDICAChe cos’è l’Astrologia Vedica?In India, la scienza dell’astrologia è chiamata “Jyotish” che in sanscrito significa “luce interiore”. È lo studio della reazione dell’uomo alle onde di luce che emanano dai pianeti e dalle stelle. In India “Jyotish” è praticata da migliaia di anni. È un settore dell’antica conoscenza vedica che ha dato origine alle scienze dello Yoga e dell’Ayurveda. Queste tre scienze sorelle ci aiutano a diventare più consapevoli delle nostre uniche e innate caratteristiche. Ci insegnano anche ad affinare la consapevolezza e a funzionare in armonia con le realtà universali.L’astrologia vedica è intimamente legata al concetto di karma. L’oroscopo vedico rivela il passato karmico: come dice Paramhansa ...
    Inviato in data 14 giu 2014, 15:02 da TEMPO diSERVIRE
  • Cultura Vedica CULTURA VEDICA      A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada     FONDATORE ACARYA DELL'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE PER LA COSCIENZA DI KRISHNA Si pensa erroneamente che il Movimento per la Coscienza di Krishna rappresenti la religione Induista.  In realtà la Coscienza di Krishna non è né una fede né una religione che intende contrapporsi ad altre fedi o religione: è un movimento essenzialmente culturale rivolto a tutta la società e non contempla nessuna particolare fede settaria. Questo movimento culturale è stato particolarmente concepito per insegnare alla gente come amare Dio.  A volte gli Indiani, in India e al di fuori dell'India, ritengono che noi predichiamo la religione Induista, cosa che in effetti non facciamo. Il termine "indù" non è mai menzionato né nella Bhagavad ...
    Inviato in data 13 giu 2014, 03:07 da TEMPO diSERVIRE
  • Religione Vedica  RELIGIONE VEDICA Il seguace della religione vedica ricerca sulla terra un vita felice e lunga, ma nulla di più; non vi è, nei Veda, alcuna allusione precisa al tema della reincarnazione. Una tendenza al monotesimo si manifesta nell'idea del Rita, cioè di un ordine universale, di una forza astratta attraverso la natura, sulla quale si basa la teoria del sacrificio. La realizzazione del Rita esige che il multiplo sia unificato; questo compito, che consiste in una enorme sintesi, è di Prajapati, dio supremo, padre di tutte le cose. Ma questo dio - dal ruolo poco sviluppato - non è puramente vedico: egli compare soltanto nel Brahmana, cioè nell'epoca post-vedica. Il culto vedico si basa essenzialmente sul sacrificio, che è ...
    Inviato in data 12 giu 2014, 02:57 da TEMPO diSERVIRE
  • Mantra   I Mantra “Quantistici”   (Su base Sinusoidale)   In molte pratiche spirituali vengono spesso richiamate parole sacre che poi ripetute (Mantra) danno un effetto benefico all’interessato, per esempio Mantra Buddisti, Induisti, Veda ecc…   Esempio: - Om Sri Ram Jai Ram Jai Jai Ram - - Om Mani Padme Hum -   - Om Namah Shivaya -   Un mantra perchè possa “funzionare” deve essere ripetuto con gioia, concentrazione, devozione, o anche cantato “Bajans” . La ripetizione prolungata di queste parole sacre crea veramente un beneficio, possiamo dire un nutrimento per l’anima.   Il tutto si traduce in auto-guarigione spirituale…
    Inviato in data 12 mar 2015, 01:09 da Nirvanananda Atma
  • Bhairavi Bhairavi è anche identificata con Mahapralaya, la dissoluzione universale al termine di un ciclo cosmico, durante il quale tutte le cose, dopo essersi consumate nel fuoco, si dissolveranno nelle acque informi della pro-creazione. Lei è la forza che volge verso la dissoluzione. Questa forza, inoltre, che è Bhairavi stessa, è presente in ogni persona come invecchiamento, indebolimento e infine trapasso. La distruzione è data ovunque, e quindi Bhairavi è presente ovunque.Un commento al kalpasutra Parashurama dice che il nome Bhairavi è derivato dalle parole bharana (creare), Ramana (proteggere), e vamana (emettere o rigettare). Il commentatore, quindi, incica come discernere il significato profondo del nome Bhairavi attraverso l’identificazione di lei con le funzioni cosmiche di creazione, mantenimento e ...
    Inviato in data 08 giu 2014, 09:53 da TEMPO diSERVIRE
  • Parama Karuna Devi La Bhagavad Gita Introduzione Capitolo_1 Capitolo_3 Capitolo_6 Capitolo_9 Capitolo_12 Capitolo_16 Gli Hare Krishna ed il Sesso Principi Regolatori Concetti fondamentali della Filosofia Indiana Cos'è il Karma Kumbha Mela CucinaVegetariana di ParamaKaruna Presentazione della rubrica Perchè Vegetariani Gli Ingredienti Consigli utili La Cucina Dietetica Ricette Fast Food Ricette base latticini Cenone Vegetariano I Dolci di Natale Mondo Vegetariano Grecia e Regione Balcanica Italia e Spagna Francia e Olanda Ricette specialissime e gustose Il Karma e la Cucina Socializzare oggi
    Inviato in data 16 mar 2015, 10:06 da Nirvanananda Atma
  • Escatologia vedica ESCATOLOGIA VEDICA Escatologia vedica  ESCATOLOGIA VEDICAL'escatologia vedica può essere considerata in riferimento ai suoi due temi principali presenti nel RGVEDA: la credenza di una vita dopo la morte e la conoscenza di una realtà al di là della morte, l'immortalità.Attraversare le porte della morte significava per il popolo vedico solamente il prolungamento dell'esistenza che, priva del corpo fisico, si svolgeva in uno stato di più elevata consapevolezza la cui nota dominante è la gioia. L'IMMORTALITA significava assai più che la semplice sopravvivenza, era il raggiungimento della condizione degli dei e quindi dell'intuizione divina che implicava onniscienza e onnipotenza.LA CONCEZIONE DELLA MORTEGià nel Rgveda appare evidente come la morte non fosse altro ...
    Inviato in data 08 giu 2014, 07:04 da TEMPO diSERVIRE
  • Panchakarma PANCHAKARMA Panchakarma:  CURA DELLA MALATTIA IN AYURVEDA Ayurveda dà risalto alle terapie preventive e di guarigione con i vari metodi di purificazione e di ringiovanimento. Ayurveda è più di un sistema di guarigione puro, è una scienza, e un'arte della vita, adatta per contribuisce a realizzare la longevità. Può anche guidare ogni individuo  alla prevenzione della malattia dal ricevere benefici adottando questo sistema. Per realizzare questa condizione sia del corpo, della mente e della coscienza, Ayurveda prescrive la terapia di Panchakarma per la pulizia delle tossine del corpo.  Che cosa è Panchakarma    il nome , Pancha in Sanscrito corrisponde a cinque e Karma corrisponde alle misureterapeutiche quindi significa cinque tipi di misure terapeutiche. Questi sono intrapresi per la purificazione ...
    Inviato in data 08 giu 2014, 06:40 da TEMPO diSERVIRE
  • Psicologia Vedica Psicologia Vedica  Psicologia vedica Filosofia e Psicologia Vediche Gran parte dell’erudizione accademica rispecchia il proverbiale caso medico: “l’operazione è riuscita, ma il paziente è morto”. Il paragone è particolarmente significativo in quanto si può osservare che tra le elucubrazioni mentali e la logica “infallibile” di teorie e argomentazioni filosofiche, è spesso la vita a rimetterci. La filosofia indiana trae origine e ispirazione dalla vita e, dopo essere passata per scuole e teorie, ritorna a calarsi nella vita. Si può dire che ogni sistema filosofico indiano è alla ricerca della verità così come i sistemi filosofici occidentali, ma questa verità non è quella accademica, conoscenza fine a se stessa, non è come per l’occidente una verità che porta ...
    Inviato in data 08 giu 2014, 03:19 da TEMPO diSERVIRE
  • Ayurveda AYURVEDAAyurveda, il millenario sapere indiano  L’antica medicina tradizionale indiana non cura solo malattie e squilibri fisici: è soprattutto maestra di conoscenza. Ayurveda in sanscrito significa infatti scienza di vita.Ayurveda è un termine sanscrito costituito dall’unione di due parole: Ayu che significa "vita" e Veda che traduciamo con "conoscenza" o "scienza". L’ayurveda è dunque la scienza della vita. Oltre alla ricerca di metodi di cura per alleviare le malattie, l’ayurveda ha come scopo il raggiungimento di uno stato di felicità mentale e spirituale, armonizzando l’individuo con il resto dell’universo. L’Ayurveda, non a caso, è parte dei Veda, antichi trattati sacri che riguardano la vita e la conoscenza, trattati che risalirebbero a cinquemila ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 12:54 da TEMPO diSERVIRE
  • Bhakti Yoga   Bhakti  Yoga Il bhakti yoga nella Bhagavad Gítá Il bhakti-márga, che la Gítá definisce bhakti-yoga, delinea il sentiero della devozione La bhakti è un attaccamento sentimentale nei confronti del Signore, a cui sono dedicate tutte le capacità emotive. Attraverso il sentimento religioso si instaura un legame tra il devoto e Dio, che lo fa approdare alla percezione dell'Essere supremo.  Questa via è aperta a tutti, poiché essendo la più facile, può essere perseguita da chiunque, infatti, mediante il bhakti-yoga, gli illetterati, gli ignoranti, i deboli e gli umili possono raggiungere l'unione col divino . Al contrario, il karma-yoga e lo jñána-yoga sono vie ardue, in quanto è necessario accordare la volontà umana con ...
    Inviato in data 21 lug 2015, 09:37 da Nirvanananda Atma
  • Tulasi e Mala Japa TULASI E MALA JAPA  Pianta tulasi Se dovessimo descrivere tutte le proprietà terapeutiche e gli effetti benefici del tulsi, qualcuno potrebbe pensare che stiamo raccontando una leggenda, ma in realtà è proprio così poiché questa pianta cura un gran numero di malattie ed ha un'influenza estremamente positiva sull'ambiente in cui cresce e viene coltivata.Il termine sanscrito tulsi o tulasi significa ciò che non ha paragoni, l'ineguagliabile, proprio a indicare il suo grande valore, e il suo nome botanico è ocimum sanctum ossia basilico santo. Praticamente il tulsi non è altro che una delle numerose varietà del nostro ben noto basilico, ocimum basilicum, a cui la cucina mediterranea riserva un posto d'onore per rendere profumate e ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 10:56 da TEMPO diSERVIRE
  • Srimad Bhagavatam  SRIMAD BHAGAVATAM   Srimad Bhagavatam Mahatmyam Le glorie dello Srimad Bhagavatam dal Padma Purana, Uttara kandaPer la traduzione dall'Inglese all' Italiano hanno collaborato:Srimati Kirtida Devi Dasi e Sua Grazia Suptavigraha das CAPITOLO 1 - Bhakti deviParte PrimaOffriamo i nostri omaggi al Signore Sri Krsna, la cui forma trascendentale è beatitudine personificata. Egli è la causa della creazione, mantenimento, e distruzione dell'universo e il distruttore dei tre tipi di miserie. Offriamo i nostri omaggi a Sri Sukadeva Gosvami che è come l'Anima Suprema. Egli lasciò subito la casa dopo la sua nascita, benché non si fosse sottoposto ad alcun tipo di samskara, o cerimonie purificatrici. Mentre si allontanava, suo padre per il dolore della separazione lo ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 10:49 da TEMPO diSERVIRE
  • Upanishad  UPANISHADUpanishadLe Upanisad sono trattati di estensione variabile, appartenenti ad epoche diverse, in prosa e in versi, alcune miste, dedite a indirizzare l'aspirante alla verità trascendente il piano di realtà del grossolano attraverso la contemplazione o la stimolazione della buddhi (ragion pura) attraverso l'ascolto delle verità supreme che vertono quali siano l'origine e il destino dell'uomo, quale ragione regga le varie vicende dell'esistenza, quale sia il fondamento ultimo dell'universo e della vita.Le Upanishad costituiscono la parte conclusiva dei Veda. In origine diverse migliaia, ne rimangono più di 200, benché‚ per tradizione, quelle più considerate  siano 108. La loro datazione è incerta: le più antiche dovrebbero risalire all'VIII e al VII secolo ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 10:13 da TEMPO diSERVIRE
  • Vedanta  Il Vedanta1) introduzione La parola Vedanta significa "ciò che sta alla fine dei Veda". Tutte quelle idee che mirano a spiegare lo scopo vero, il significato filosofico reale, ciò che i testi vedici vogliono intendere, possono essere definite Vedanta. Come sappiamo, i Veda sono un'ampia raccolta di libri che trattano nume-rosissimi argomenti. La funzione del Vedanta, nella logica totale del Darshana, è quella di darne il siddhanta, o la conclusione filosofica autentica. Naturalmente non possono mancare i contrasti ideologici, per cui oggi ci sono diversi sistemi che si definiscono Vedanta. Il problema è stabilire quale sia quello giusto. Le correnti di pensiero più importanti, e che si sono dati lunga battaglia, sono due: quella personalistica di Badarayana ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 08:39 da TEMPO diSERVIRE
  • Comparazione delle Religioni   COMPARAZIONE DELLE MAGGIORI RELIGIONI   Religioni del mondo 1. Ebreo in preghiera, 2-5. Brahman nell' India orientale, 6-8. Dei ed Esseri celesti dell'India, 9. Grande Sacerdote del fuoco di Parsee, 10-11. Sacerdoti cinesi, 12. Confucio, 13. Preghiera con il tubo ed il tamburo, 14. Idolo Siamese, 15. Sacerdote Virginiano. “In ogni sistema religioso, è accettato che Dio è il Padre Supremo di tutte le entità viventi. Secondo il Cristianesimo, il Padre Supremo, Dio, fornisce alle entità viventi tutte le necessità della vita. Di conseguenza essi pregano: " dacci oggi  il nostro pane quotidiano.„ Qualsiasi religione che non accetta il Signore Supremo come Padre Assoluto è denominato kaitava-dharma, o  religione truffante. Tali sistemi religiosi sono rifiutati dallo Srimad ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 09:07 da TEMPO diSERVIRE
  • Chakra IL Gran Libro Sui Chakras  IL GRAN LIBROSUI CHAKRAS Traduzione: Dr. Ermanno Valitutto Ph. D.   Conoscenza e tecniche per Ri-svegliare l'energia interna       SHALIIA SHAR&DOM E      BODO J. BAGINSKI                                                        Questo libro vuole  facilitare la diffusione e la conoscenza sui chakra,  col proposito che  possa  arrivare a molti.Dr. ermanno valitutto  Ph.D.  Prefazione                  Praticamente  tutti ci siamo fatti qualche volta nella vita queste domande: "Chi sono?" "Quali sono le forze che agiscono in me?" "Che capacità ci sono nascoste in me?" "Come posso sfruttare al massimo tutto il mio potenziale di felicità e creatività?"                 Pensiamo che in nessun  ambito del sapere si può rispondere a queste domande di forma tanto ampia come la conoscenza dei centri ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 09:10 da TEMPO diSERVIRE
  • Shiva Shakti SHIVA  Forma cosmica di Śhiva.Presso la religione induista, Śiva (devanagari शिव, solitamente anglicizzato in Shiva) è uno degli aspetti di Dio, nonché la terza Persona della Trimurti (chiamata anche Trinità indù, composta da Brahma, Vishnu e Śhiva), all'interno della quale è conosciuto come il Distruttore. È inoltre il supremo aspetto di Dio presso lo Śivaismo, una delle due principali confessioni devozionali monoteiste contemporanee (l'altra è il Vaishnavismo, monoteismo di Vishnu).Tempio di Śiva a Bangalore, India.IntroduzionePoche rappresentazioni della Divinità risultano complesse e ricche di significati come quella di Śhiva; tale figura ha origini antichissime e nel corso del tempo ha assunto valori e sembianze diverse, incarnando valenze e significati talvolta in netta contraddizione tra ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 09:14 da TEMPO diSERVIRE
  • il Tantra TANTRISMOIl TANTRISMO (dal sanscrito «trama», «tessuto», «canestro») è una ricca "tessitura" di pensieri, scuole e dottrine fiorite nel subcontinente indiano nel IV/V secolo della nostra era (ma che affondano le radici in epoche molto più remote). In questa "tessitura" variegata confluiscono uno stupefacente corpo di tradizioni psicologiche altamente sviluppate, fisiologiche, spirituali e mitologiche.Viene chiamata così una forma dell'induismo che si basa essenzialmente sui Tantra (i Libri) composti fra l'VIII e il XV secolo della nostra era. Si dà come scopo la salvezza mediante la conoscenza esoterica delle leggi della natura .I 64 tantra sono soprattutto dei manuali di magia e di occultismo; essi descrivono lettere, suoni, formule, incantesimi «miracolosi», capaci di agire sugli uomini e ...
    Inviato in data 07 giu 2014, 09:17 da TEMPO diSERVIRE
Post visualizzati 1 - 39 di 39. Visualizza altro »


Bhakti Yoga in breve

pubblicato 21 lug 2015, 09:32 da Nirvanananda Atma   [ aggiornato il 04 nov 2016, 01:56 da TEMPO diSERVIRE ]




Un metodo efficace e completo di realizzazione spirituale, con supporto scientifico e riscontro pratico personale immediato.
ATTIVITA' PRIMARIA: 1) CANTO/RECITA E/O ASCOLTO DEL MAHA MANTRA HARE KRISHNA
Il Bhakti Yoga inizia con il canto/recita e/o ascolto (tot volte al giorno) del mantra:
Om Sri Ram Jay Ram Jay Jay Ram
oppure
Hare Krishna Hare Krishna
Krishna Krishna Hare Hare
Hare Rama Hare Rama
Rama Rama Hare Hare
che proviene dal piano spirituale, ed e' chiamato "il grande mantra della liberazione".
ATTIVITA' PRIMARIA: 2) LETTURA DEI TESTI
Occorre poi leggere regolarmente i testi vedici (in italiano se ne trovano online in versione digitale tantissimi gratuitamente), per una piena comprensione della scienza trascendentale. Si tratta di una conoscenza superiore, spirituale, che viene rivelata sempre più, man mano la nostra purificazione procede, grazie alla recita del mantra e alla lettura stessa (divya jnana).
ATTIVITA' OPZIONALI: 3) PROGRAMMA SPIRITUALE
Altre pratiche, poi, facilitano e rendono più rapido il nostro avanzamento spirituale, in particolare il "programma del mattino", quello seguito in ogni tempio per la coscienza di Krishna (si trovano online delle versioni audio e/o video da seguire facilmente senza muoversi dal salotto di casa propria).
ATTIVITA' OPZIONALI: 4) SEGUIRE I PRINCIPI REGOLATORI*
Simultaneamente alle attività descritte sopra,, per raggiungere celermente la più alta realizzazione, e per mantenerci sempre su un piano trascendentale ("brahma bhuta"), dove le sofferenze materiali non ci disturberanno e la felicità spirituale sarà sempre in aumento, dovremmo seguire quattro principi di sanità e purezza, ed inserirli nella nostra vita, anche gradualmente:
1) Astenersi dal consumo di carne
2) Astenersi dall'uso di qualsiasi intossicante 
3) Astenersi dalle attività sessuali se non per procreare ecc. ecc. (insomma come tutti i monaci di tutte le tradizioni)...sempre come attività opzionale! non spaventatevi!
4) Astenersi da ogni gioco d'azzardo e da ogni speculazione mentale o intellettuale non necessaria.

vedi anche: (clicca qui)

---

*Principi regolatori

Carissimo Ramananda das, Hare Krishna! 
Grazie per la buona domanda, che mi da' l'occasione di parlare di 
Krishna e 
dei Suoi insegnamenti. 

Srila Rupa Govami (benedetto lui) dice che nella coscienza di 
Krishna 
esistono solo due principi regolatori: 
1. Ricordarsi sempre di Krishna 
2. Non dimenticarsi mai di Krishna 

Per aiutarsi ad arrivare a questo punto, esiste una milionata di 
regole "di 
assistenza", che pian piano ci portano al livello del puro amore per 
Dio. 
Sempre Rupa Gosvami (benedetto, benedetto) dice che ci sono due cose 
che ci 
fanno cadere dal ricordo di Krishna (cioe' dalla COSCIENZA di 
Krishna): 
1. Non seguire le regole 
2. Seguire le regole per le regole 

Infatti, non dobbiamo seguire le regole in modo stupido: Srila 
Prabhupada 
(benedetto) diceva spessisimo, in un sacco di conversazioni con 
devoti 
che 
gli chiedevano come "regolarsi", che NON C'E' NIENTE CHE POSSA 
SOSTITUIRE 
IL BUON SENSO. E ne diede la dimostrazione pratica in un sacco di 
esempi, 
piu' o meno passati sotto silenzio dai biografi ufficiali. Ho letto 
da 
qualche parte l'episodio della zuppa di cipolle: Srila Prabhupada 
era 
stato 
invitato a pranzo da un Life Member ed era naturalmente andato con i 
suoi 
discepoli. Il poverino, a cui piaceva molto la zuppa di cipolle, 
penso' 
bene di prepararla per i suoi onorati ospiti e i devoti, 
scandalizzati 
orripilati, fecero un mucchio di facce a tavola. Srila Prabhupada, 
imperturbabile, prese il cucchiaio e spazzolo' la zuppa (che era 
piena 
di 
amore e devozione) obbligando cosi' i discepoli a seguire il suo 
esempio, e 
in seguito spiego' agli allibiti sannyasi che la crescita della 
coscienza 
di Krishna di quell'anima sincera non doveva essere tarpata da 
considerazioni marginali come il non mangiare cipolle. Avranno 
capito? 
Mah. 

Le regole, in altre parole, devono servire ad aiutarci nel nostro 
sviluppo 
della coscienza di Krishna e nel mantenerci in forma per servire 
praticamente la missione di Krishna. Se vediamo che ci stanno 
portando 
da 
un'altra parte o ci friggono il cervello e' piu' furbo mollarle 
(magari 
anche solo temporaneamente) prima di violentare tutti i bambini 
della 
Gurukula o comunque di dare fuori di matto in altri modi pericolosi 
(tipo 
farsi prendere da attacchi di mania di grandezza o avidita' politica 
complesso di Torquemada). L'idea e' quella di guidare la barca 
secondo 
le 
istruzioni personali del guru che ti conosce, sa com'e' il percorso 
ti 
ripesca in caso di necessita'. Questo e' il significato di guru e di 
iniziazione: iniziare una relazione molto personale in cui, tra 
tentativi, 
fallimenti e successi, si serve sinceramente Krishna. Un altro motto 
favorito di Srila Prabhupada e': "Il fallimento e' la base del 
successo." 
Niente inferni eterni per chi sdrucciola, per carita', senno' chi fa 
fatica 
preferisce fare la maria goretti (la morte piuttosto che il peccato) 
sprecando cosi' il resto della preziosa vita umana e dovendo 
ricominciare 
daccapo con anni di sofferenze nell'infanzia prima di poter essere 
in 
grado 
di combinare qualcosa di buono. 

Nel capitolo 6 della Bhagavad gita, Krishna rassicura Arjuna, che fa 
delle 
domande simili: 

2. Cio' che viene chiamato sannyasa (rinuncia) non e' differente 
dallo 
yoga 
(la disciplina della consapevolezza), perche' nessuno puo' mai 
diventare 
uno yogi se non rinuncia al desiderio per il piacere dei sensi. 
5. Bisogna usare la propria mente per liberarsi e non per 
degradarsi, 
perche' la mente dell'anima condizionata puo' essere la sua migliore 
amica 
o la sua peggiore nemica. Non c'e' migliore amico o peggiore nemico 
del 
proprio se' inferiore. 
6. Per chi ha conquistato il se' inferiore, questo diventa il suo 
migliore 
amico, ma per chi non e' riuscito a vincerlo la mente e' un nemico 
che 
lo 
tormenta continuamente. 
14. Tranquillo e libero dalla paura, osservando le regole del 
brahmacharya, 
deve controllare le attivita' della mente e concentrare la 
consapevolezza 
in Me, perche' Io sono lo scopo della meditazione. 
Arjuna disse: 
33. O Madhusudana (uccisore del demone Madhu), il metodo dello yoga 
che mi 
hai descritto mi sembra difficile da praticare per lungo tempo, 
perche' la 
mente e' instabile e irrequieta. 
34. O Krishna (che sei infinitamente affascinante e puoi affascinare 
la mia 
mente), la mente e' sempre attratta a correre qua e la' in modo 
insensato. 
Per di piu' e' estremamente forte e ostinata. Secondo me sarebbe 
piu' 
facile controllare il vento. 

(inserisco qui un'importante citazione dal capitolo 2: 
58. Chi e' capace di distaccarsi completamente dalle sensazioni 
esteriori, 
ritraendo i sensi dagli oggetti dei sensi come una tartaruga ritrae 
le 
sue 
membra nel guscio, ha raggiunto una consapevolezza costante. 
59. L'anima incarnata puo' praticare l'astensione dagli oggetti di 
piacere, 
ma spesso non riesce a liberarsi dal desiderio per essi. Se pero' 
sperimenta qualcosa di superiore lascia facilmente i piaceri 
inferiori. 
!!!!! 
60. O figlio di Kunti, i sensi possono agitare la mente con grande 
forza, 
anche in un uomo che si sforza di controllarli con l'intelligenza e 
la 
discriminazione. 
61. Bisogna dunque tenere sotto controllo tutti i sensi, 
impegnandoli 
in 
una disciplina spirituale in relazione a Me e meditando su di Me; in 
questo 
modo i sensi possono essere stabillmente impegnati nella 
consapevolezza. 
!!!! 
67. La mente che segue gli impulsi dei sensi viene trascinata da 
essi 
l'intelligenza ne viene travolta, cosi' come una barca sull'acqua 
viene 
trascinata via da un forte vento. 
70. L'oceano non trabocca mai nonostante vi affluiscano cosi' tanti 
fiumi; 
una persona che accoglie nello stesso modo equilibrato e 
indifferente 
tutti 
i desideri diventa veramente tranquilla. Chi invece continua a 
fantasticare 
sui desideri di piacere non potra' mai ottenere la pace. 
71. Un uomo che ha abbandonato ogni desiderio di piacere dei sensi e 
si 
muove libero, vivendo in modo distaccato, senza considerarsi padrone 
proprietario di nulla, senza identificarsi con definizioni 
materiali, 
raggiunge la pace perfetta, il brahma-nirvana. 
72. O figlio di Pritha, questo e' il livello spirituale. Chi l'ha 
raggiunto 
non rimane mai confuso e al momento della morte si eleva alla 
liberazione 
spirituale. 

si torna al capitolo 6) 

Il Signore disse: 
35. Senza dubbio, o guerriero dalle forti braccia, figlio di Kunti 
(che e' 
un personaggio eccezionale, essendo anche Mia zia), la mente e' 
difficile 
da vincere e irrequieta, ma puo' venire controllata con la pratica 
costante 
e il distacco. 
36. Secondo la Mia opinione e' estremamente difficile raggiungere la 
realizzazione spirituale senza controllare e disciplinare la mente, 
ma 
e' 
possibile applicare dei metodi pratici per raggiungere questo fine. 
!!!!!! 
Arjuna disse: 
37. Caro Krishna, cosa accade a colui che pratica con fede il metodo 
dello 
yoga ma per qualche motivo fallisce prima di raggiungere il 
successo, 
causa della turbolenza della mente? 
38. Una persona che si smarrisce sulla via della trascendenza non 
resta 
forse senza appiglio, sradicata sia dalla vita materiale che da 
quella 
spirituale -- avendo abbandonato entrambe -- e ne viene lacerata 
come 
una 
nuvola che si disperde nel cielo? 
39. Questo e' il mio dubbio, Krishna. Ti prego di risolverlo 
completamente, 
perche' nessun altro all'infuori di Te e' in grado di rispondere a 
questa 
domanda. 
Il Signore disse: 
40. O figlio di Pritha (e' un nome di Kunti, ma indica anche "la 
Terra"), 
per chi si impegna in attivita' positive non c'e' mai distruzione 
ne' 
in 
questa vita ne' nella prossima. Amico mio, una persona che desidera 
fare il 
bene non e' mai sopraffatta dal male. 
41. Chi fallisce sulla via dello yoga raggiungera' dopo la morte il 
paradiso delle persone virtuose, dove potra' risiedere per 
moltissimi 
anni. 
In seguito rinascera' nella casa di persone ricche o di animo 
nobile. 
42. Potra' anche rinascere in una famiglia di yogi e spiritualisti, 
come 
figlio di saggi che possiedono la conoscenza. Certamente e' molto 
raro 
ottenere una simile nascita in questo mondo. 
43. Durante quella nuova vita sente risvegliarsi in se' quella 
consapevolezza che aveva acquisito durante la vita precedente, e 
torna 
quindi a sforzarsi di raggiungere la perfezione, o gioia dei Kuru 
(tra 
tutti i Kuru, tu sei quello che tiene alto il livello). 
44. Cio' che aveva gia' realizzato con la pratica nella vita 
precedente gli 
risulta estremamente facile e attraente e prova un intenso desiderio 
di 
comprendere meglio la via spirituale dello yoga. La sua posizione e' 
molto 
superiore ai principi rituali delle scritture, che ha gia' lasciato 
dietro 
di se'. 
45. E quando si impegna nella pratica della consapevolezza, ogni 
impurita' 
e ogni errore viene spazzato via, finche' dopo numerose vite (cioe' 
numerose dall'inizio della pratica, quindi magari anche una vita 
sola) 
raggiunge finalmente la destinazione suprema. 
46. Lo yogi che pratica la disciplina della consapevolezza (cioe' la 
coscienza di Krishna) e' superiore al tapasvi (l'asceta che si 
dedica 
all'austerita'), al jnani (il ricercatore che studia la conoscenza 
scientifica), al karmi (la persona virtuosa che compie buone 
azioni). 
Non 
c'e' nessuno che sia piu' glorioso di chi pratica questa disciplina 
dello 
yoga della consapevolezza: in ogni circostanza sii uno yogi, caro 
Arjuna. 

Nel 12 capitolo della Bhagavad gita, Krishna da' ad Arjuna delle 
istruzioni 
molto precise sulla coscienza di Krishna. Riporto le citazioni (e ti 
spediro' via email la mia traduzione letterale e veloce della 
Bhagavad 
gita, tipo "pronto soccorso"): 

2. Coloro che fissano la propria consapevolezza su di me e si 
impegnano 
costantemente con fede trascendentale nella Mia adorazione sono 
considerati 
da Me i piu' perfetti nello yoga. 
8. Fissa la tua mente su di Me, applica la tua intelligenza al Mio 
servizio 
e certamente vivrai sempre in Me in eterno.!!!!!! 
9. Se pero' non risci a mantenere la consapevolezza sempre 
concentrata 
su 
di Me con una perfetta pratica dello yoga, cerca almeno di 
desiderare 
di 
raggiungerMi. 
10. Se in pratica non sei capace di fare nemmeno questo, dovresti 
dedicarti 
al Mio servizio, perche' potrai raggiungere la perfezione attraverso 
l'azione agendo per Me. 
11. Nel caso che tu non riuscissi a compiere le attivita' del 
servizio 
devozionale offerto a Me, cerca di situarti nella consapevolezza del 
se' 
rinunciando ai frutti delle tue azioni. 
12. Questa pratica e' superiore alla ricerca della conoscenza, e la 
pratica 
della conoscenza e' superiore alla semplice meditazione (dhyana). 
Tale 
rinuncia ai frutti dell'azione puo' darti la pace della mente. 
13. Chi non e' ostile verso nessun essere vivente, anzi ha un 
atteggiamento 
gentile e amichevole, privo di senso di possesso e false 
identificazioni 
materiali, equilibrato nella sofferenza e nella gioia, pronto a 
perdonare, 
14. sempre soddisfatto, disciplinato nello yoga e determinato nelle 
sue 
attivita', che impegna la mente e l'intelligenza al Mio servizio, e' 
un Mio 
devoto e Mi e' molto caro. 

Chiarimenti: 

A. Osservando le regole del brahmacarya. Stando in India ho avuto la 
fortuna di conoscere dei veri brahmacari, sono come i quattro 
Kumara, 
che 
pur essendo i primogeniti di Brahma (e cioe' abbastanza vecchi) 
scelgono di 
mantenere sempre un corpo da bambini per non avere problemi. Chi non 
ha 
molti poteri mistici magari non e' in grado di arrestare la crescita 
del 
corpo, ma si trovano qui molti deliziosi bambini con la mente pura. 
Ti 
ricordi da bambino? Ecco, Gesu' diceva la stessa cosa. Bisogna 
essere 
sinceri, puliti ed entusiasti come bambini per poter fare i 
brahmacari, e 
per poter vedere gli altri come persone e non come corpi da godere. 

B. Controllo dei sensi. Significa che uno diventa in grado di 
decidere 
cosa 
fare senza essere trascinato di qua e di la' dai venti. Si tratta 
della 
stella polare del nostro viaggio, che ci consente di avere un punto 
di 
riferimento costante anche in mezzo alle peggiori mareggiate. Le 
burrasche 
in mare sono una cosa inevitabile, e se vogliamo attraversare 
l'oceano 
dobbiamo aspettarcele, tenendo la barca nelle migliori condizioni 
possibili 
per non affondare. Con la pratica costante e il distacco (cioe' non 
continuare a tormentarsi) si arriva a raggiungere lo scopo. 

C. IL GUSTO SUPERIORE 
Ecco la risposta a tutte le domande. Quando Srila Prabhupada 
comincio' 
predicare, non faceva del terrorismo spirituale dicendo alla gente 
che 
non 
doveva fare questo e quello, che doveva alzarsi alle 3 di mattina e 
via 
dicendo (come fanno invece i neofiti per impressionare il prossimo 
con 
la 
loro grande austerita'). Chiedeva loro di: 
1. cantare Hare Krishna (in tutti i modi possibili) e ascoltare cio' 
che 
riguarda Krishna 
2. prendere prasada (un prasada piu' buono possibile) 
3. stare in compagnia dei devoti (scegliendo quelli che hanno lo 
stesso 
tipo di mentalita') 
4. fare qualcosa di bello per Krishna (offriva i servizi piu' 
entusiasmanti 
e accettava quasi qualsiasi idea dei devoti) 

La strategia di Prabhupada era che quando uno aveva assaggiato il 
gusto 
superiore, gli diventava piu' facile mollare il resto. La cosa 
funziona su 
vari livelli: piu' si assaggia il gusto superiore, piu' si riesce a 
lasciar 
perdere gli altri gusti. Fino al gusto supremo. 

Per quanto riguarda le domande specifiche, noto anche problemi sulle 
uova e 
sugli "intossicanti". Secondo la mia esperienza, le uova sono 
sostituibilissime. Ampliando la gamma delle ricette che si conoscono 
si 
preparano e scegliendo quelle piu' adatte al proprio gusto, si 
trovano 
cibi 
molto piu' soddisfacenti e le uova diventano semplicemente quello 
che 
sono: 
ovulazioni di gallina piu' o meno fecondate. (bleah!) 
Per gli intossicanti, credo che il problema sia simile. Con un gusto 
superiore (anche solo materiale) si puo' facilmente smettere. Un 
sacco 
di 
gente smette di bere alcolici e caffe' e fumare sigarette senza 
sperimentare l'estasi spirituale. 
Come regola generale, quando si vuole smettere di fare qualcosa, 
bisogna 
sempre chiedersi, "cosa mi da' questa assuefazione per soddisfare i 
miei 
bisogni?" Poi ci si regola di conseguenza, sostituendo con qualcosa 
di 
piu' 
sano e innocuo. 

Mi riservo di proseguire la dissertazione in un prossimo messaggio, 
perche' 
il file e' diventato enorme e il sole sta sorgendo (e' scaduto il 
mio 
tempo 
da e-mail). Nel frattempo ti auguro ogni successo nella vita 
spirituale 
(che e' basata sulla sincerita', quindi mi sembra che sei messo 
bene). 
Se 
un devoto per un'intera vita rimane devoto nonostante non riesca a 
passare 
alla fase successiva (dopo quella iniziale), torna a Krishna. A 
Krishna 
tornano quelli che si ricordano di Lui al momento della morte, non 
quelli 
che hanno il bollino blu delle banane. 
A presto, 
PK 

Carissimo Renzo, Hare Krishna. 
Siccome l'argomento e' estremamente importante, credo che sia 
necessario 
procedere alla seconda parte della discussione per chiarire ancora 
meglio i 
concetti. 
Nel messaggio precedente abbiamo visto che: 

1. La cosa piu' importante nella coscienza di Krishna e' ricordarsi 
di 
Krishna, e le regole devono servire ad aiutarci in questo senso. 
2. Per arrivare a pensare sempre a Krishna bisogna diventare capaci 
di 
controllare la mente e i sensi, altrimenti continueremo a pensare ad 
altre 
cose; questa pratica della meditazione attiva su Krishna e' un 
processo 
graduale nel quale e' normale attraversare dei momenti di debolezza 
persino dei fallimenti (o lunghe fasi preparatorie prima di riuscire 
situarsi su un livello di controllo dei sensi sufficiente), perche' 
la 
potenza della mente e dei sensi (che sono emanazioni di Maya, che e' 
un'energia divina) non e' da sottovalutare. Per ampliare il concetto 
di 
come mente e sensi sono emanazioni di Maya, cliccare (??) cioe' fare 
la 
domanda. 
3. E' necessario mantenersi ben saldi nel buon senso e 
nell'intelligenza, 
usando il fallimento come pilastro del successo. 
4. Per controllare i sensi e la mente l'unico sistema e' quello di 
concentrarli su un gusto superiore e impegnarli nel servizio attivo 
(kirtana, prasada, servizio ecc.). Cioe' quando Maya viene impegnata 
nel 
servizio a Krishna diventa YOGA-MAYA (yoga significa unire, 
impegnare). 
Fantastico, eh? Bello il sanscrito, gia' imparando il sanscrito si 
puo' 
capire molto piu' facilmente la filosofia. 

Possiamo ora procedere con la dimostrazione dei punti seguenti: 

5. E' meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece 
che 
stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi. 
6. Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per 
uscire 
dall'ignoranza, e la virtu' per uscire dalla passione. 
7. Quando si offre a Krishna tutto cio' che si fa, le nostre azioni 
vengono 
purificate (diventa tutto prasada). 
8. Il primo passo nel controllo dei sensi e' il controllo della 
lingua, 
attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada. 


E' meglio procedere gradualmente al controllo dei sensi invece che 
stringere troppo la cinghia tutto insieme e reprimersi 

La Bhagavad gita raccomanda nel capitolo 3: 
4. Non e' semplicemente astenendosi dall'agire che l'uomo puo' 
liberarsi 
dall'azione, ne' la pura rinuncia puo' portare al successo. 
6. Chi si astiene dalle azioni sensoriali (di occhi, lingua, naso, 
tatto e 
genitali) ma continua ancora a pensare agli oggetti dei sensi e' 
certamente 
uno sciocco che cerca di imbrogliare se stesso. 
7. O Arjuna, molto piu' apprezzabile di questo impostore e' colui 
che 
comincia a controllare la mente e i sensi impegnando questi stessi 
organi 
(vedi sopra) in attivita' regolate cercando di superare 
l'attacamento. 
11. I deva, signori dell'universo, saranno compiaciuti dal 
compimento 
del 
sacrificio (azione sacra, cioe' diffusione della coscienza di 
Krishna) 
e vi 
ricambieranno dispensandovi ogni benedizione e felicita'. 
12. Soddisfatti dal vostro lavoro spirituale, certamente i deva vi 
concederanno i piaceri che desiderate e di cui avete bisogno per 
vivere. 
29. Coloro che sono confusi dalle influenze della natura materiale 
si 
impegnano in azioni materiali; poiche' si tratta di persone 
ignoranti 
tendenzialmente pigre, non vanno distolte dall'azione. Il saggio fa 
attenzione a non turbare tali persone. 
33. Persino il saggio che conosce la verita' tende ad agire seguendo 
le 
proprie caratteristiche naturali. A che serve reprimere la propria 
natura? 

Bisogna dunque procedere gradualmente (gradualmente non significa 
sempre 
lentamente, bensi' "in modo sicuro") cercando di migliorare sempre, 
senza 
pero' scoppiare. Cercare di strafare, quando costituisce 
un'imposizione 
artificiale e non un impeto spontaneo (come nelle maratone o quando 
si 
e' 
in estasi), porta sofferenza e distrugge il servizio devozionale. 
Chi 
si 
ingozza si regole poi finisce per vomitare, il progresso spirituale 
deve 
essere digerito bene. 
* Se vuoi smettere di fumare e non riesci a smettere in un giorno 
solo, 
diminuisci gradualmente e sostituisci. 
Tanto che, mi dicono, molti seguaci di Mahaprabhu (Narottama das 
Thakur, 
Syamananda Prabhu ecc.) sono andati a predicare in Bengala e stati 
del 
Nord 
est India chiedendo alla gente semplicemente di cantare Hare 
Krishna, 
senza 
nemmeno aspettarsi che seguissero delle regole (prova a convincere 
un 
Bengali o un Oriya a smettere di mangiare pesce, se ci riesci). Chi 
segue 
tutte le regole qui di solito vive in una Math e ti assicuro che ce 
ne 
sono 
pochissimi, le Math sono quasi deserte. Come "ricompensa" del 
seguire 
tutte 
le regole, i residenti si sentono autorizzati a farsi mantenere 
dalla 
Math 
senza fare un tubo (tranne poche anime veramente sincere) e quindi 
la 
Math 
diventa semplicemente un albergo (di quindicesima categoria, ma 
tanto 
loro 
prima vivevano uguale se non peggio) aggratis per mangiare e dormire 
spaziare tutto il giorno. Prabhupada aveva altre idee in mente, come 
ben 
sai. 


Bisogna utilizzare i guna per elevarsi, usando la passione per 
uscire 
dall'ignoranza, e la virtu' per uscire dalla passione 

C'e' una tecnica specifica per arrivare a controllare i sensi e la 
mente, 
che consiste nell'utilizzare i guna come una scala per poi passare 
anche al 
di la' della scala. Quando siamo immersi nell'ignoranza e nella 
passione, 
e' assurdo cercare di fare i trascendentali austeri o i brahmacari 
di 
ferro 
(che quando piove si arrugginiscono). 
Dall'ignoranza (irresponsabilita', illusione, pazzia, ignoranza, 
sonno, 
perdita di tempo, ubriachezza ecc.) dobbiamo passare alla passione 
(azione, 
lavoro, costruzione, impegno, responsabilita', matrimonio, sviluppo 
delle 
relazioni, ecc.) 
Dalla passione (attaccamento, possesso, lussuria) dobbiamo passare 
alla 
virtu' (pulizia, onesta', scopo superiore, desiderio di fare il bene 
degli 
altri, altruismo, dedizione, purezza, nobilta' d'animo, distacco, 
ecc.) 
Dalla virtu' possiamo facilmente passare alla pura virtu', che e' la 
posizione trascendentale. 

Quando si offre a Krishna tutto cio' che si fa, le nostre azioni 
vengono 
purificate (diventa tutto prasada) 

Come passare alla posizione trascendentale? Offrendo a Krishna tutto 
cio' 
che facciamo (cioe' agendo in ogni circostanza considerandoci 
servitori di 
Krishna e persone impegnate nella vita spirituale). Se leggi il 
libro 
di 
Krishna nel finalino del capitolo sul brahmana Sudama (da povero 
diventato 
ricchissimo) c'e' scritto ben chiaro. Sudama visse per il resto dei 
suoi 
giorni gratificandosi con i regali di Krishna e accettandoli come 
prasada. 
In altre parole: 

a. si puo' mangiare per Krishnasi mangia pensando: il mio corpo e 
la 
mia 
mente hanno bisogno di questo nutrimento, di questi sapori e di 
questa 
soddisfazione (cioe' gratificazione) per funzionare bene e svolgere 
il 
servizio a Krishna che e' la mia missione in questa vita; devo fare 
in 
modo 
da scegliere i cibi piu' adatti e mangiare la giusta quantita' nel 
modo 
giusto e nell'ambiente giusto per stare meglio in salute e mantenere 
la mia 
mente soddisfatta. Questo e' il passo successivo (e separato) del 
fatto di 
offrire il cibo a Krishna prima di mangiare, che e' tutto un altro 
discorso 
su cui si puo' dire moltissimo. 
b. si puo' dormire per Krishnasi va a dormire pensando: il mio 
corpo 
e la 
mia mente hanno bisogno di dormire per recuperare le energie, 
altrimenti 
non saro' in grado di fare un buon servizio a Krishna; se e' 
necessario per 
la tranquillita' e l'efficacia del riposo devo usare un buon letto 
con 
buone lenzuola ecc. E desiderare di sognare Krishna (magari se 
leggiamo 
qualche cosa di adatto prima di andare a dormire la cosa aiuta). 
c. si puo' persino andare al gabinetto per Krishnasi pensa: ora 
devo 
prendermi cura delle esigenze del mio corpo in modo da mantenerlo in 
buona 
salute ed evitare che la pressione e le tossine mi offuschino il 
cervello e 
quindi ostacolino la mia meditazione e il mio servizio. Il mio corpo 
svolge 
queste funzioni automaticamente e in modo meraviglioso, secondo il 
piano di 
Krishna che e' il piu' grande scienziato e ha progettato questa 
macchina 
meravigliosa. Che meraviglia, osservare in che modo le sostanze di 
scarto 
vengono eliminate per tenere pulito l'organismo. Krishna e' davvero 
insuperabile. 
Eccetera. (ah, si puo' anche pulire il gabinetto per Krishna, 
pensando 
che 
si sta mantenendo la pulizia per aumentare il livello di vibrazioni 
sattviche nel luogo dove si vive) 

d. si puo' guardare la televisione per Krishnasi pensa: questo 
programma 
e' utile e interessante, e mi puo' dare buone informazioni che poi 
usero' 
per il mio lavoro di predica, devo guardarlo e mettere a buon uso le 
risorse dell'energia materiale, che appartiene a Krishna. Quando 
c'e' 
qualche programma che invece mi puo' appesantire la mente (orrore, 
stupidita', ecc.) metto la televisione al servizio di Krishna 
spegnendola 
(un atto di predica come protesta politica, se vogliamo, dato che ci 
sono i 
Grandi Fratelli che guardano quanta gente sceglie quali programmi, 
si 
chiama indice di ascolto). 
e. si possono prendere delle medicine per Krishnaanche se non e' 
necessario offrirle in modo rituale, diventano prasada se si pensa: 
queste 
medicine (anche se possono contenere sostanze intossicanti o che 
comunque 
non si possono offrire a Krishna direttamente) sono necessarie per 
la 
mia 
salute, in modo che io possa continuare a fare un buon servizio a 
Krishna, 
desidero che Krishna benedica questa mia intenzione e questo mio 
sforzo di 
prendermi cura di questo corpo, che e' Sua proprieta'. Idem dicasi 
se 
invece di prendere la medicina sotto forma di pillola la si prende 
sotto 
altra forma; esempio la caffeina e' la cura migliore per i dolori 
mestruali. Invece di inghiottire pillole di Antalgil (98% caffeina, 
2% 
eccipienti) e bucarsi lo stomaco, e' meglio bere una cocacola o un 
caffe' 
poco prima del e durante il periodo mestruale. Garantito, funziona. 
A volte l'alcol viene usato per aiutare la digestione, ci sono molti 
devoti 
che prendono un preparato ayurvedico per la digestione che contiene 
una 
piccola percentuale di alcol. Questo non significa che va bene 
sbronzarsi o 
diventare assuefatti al bicchiere di vino; si puo' mantenere la dose 
al 
minimo "medicinale". 
La stessa cosa vale per il te' (Prabhupada lo dimostro' direttamente 
nei 
primi anni a Mukunda Mj, credo, il quale racconta come un giorno lo 
sorprese mentre stava bevendo del te' e Prabhupada commento' che si 
puo' 
bere se uno ne ha bisogno come medicina). 
Per le sigarette e' un po' piu' difficile, perche' sappiamo bene che 
il 
tabacco porta una grave assuefazione in men che non si dica, e la 
sua 
utilita' medicinale non e' un granche' (oltre a far venire il cancro 
ai 
polmoni e un cifra di altri problemi se uno volesse morire alla 
svelta). Ti 
parla una che fumava due pacchetti al giorno (cercando inutilmente 
di 
smettere per diverso tempo) e ha smesso di colpo trasferendosi 
all'ashram 
di Gaurakrishna a Milano nel 78, sostituendo la sigaretta con il 
japa. 
Funziona, tiene impegnata la bocca e le dita allo stesso tempo. 
f. si possono lavare e stirare i propri panni per Krishnasi pensa: 
se io 
mi presento alla gente con vestiti puliti e in ordine, mi sara' piu' 
facile 
convincerla ad apprezzare la bonta' della coscienza di Krishna e ad 
ascoltare il Suo messaggio, inoltre la sensazione di benessere 
sattvico dei 
vestiti puliti e in ordine mi aiutera' a mantenere pulita e in 
ordine 
la 
mia mente cosi' che io possa ricordarmi piu' facilmente di Krishna e 
del 
Suo servizio, mentre faccio servizio diretto (pujari o cucina) o 
indiretto 
(qualsiasi altro servizio). 
g. si puo' fare la spesa per Krishnasi pensa: per facilitare il 
mio 
servizio a Krishna ho bisogno di andare a radunare degli oggetti e 
degli 
ingredienti, nello stesso tempo devo assicurarmi di usare nel modo 
migliore 
l'energia di Krishna (il denaro) non spendendo piu' del necessario e 
non 
facendomi imbrogliare (cioe' devo evitare che i Ravana materialisti 
approfittino di Laksmidevi). 
Eccetera. 


Il primo passo nel controllo dei sensi e' il controllo della lingua, 
attraverso la vibrazione sonora spirituale e il prasada 

Seguendo il principio filosofico di cui sopra, e' possibile essere 
devoti e 
coscienti di Krishna senza venire ossessionati e strangolati dalle 
regole. 
In fondo, molta gente sceglie di appartenere a una chiesa o a un 
gruppo 
solo come segno di distinzione sociale (tipo quelli che vogliono 
prendere 
l'iniziazione solo per avere il nome spirituale ed essere 
"rispettabili"), 
e ne segue le regole come seguisse le regole di un club, stabilite a 
capriccio dai fondatori, senza apprezzarne il significato. Tipo gli 
ebrei 
che non mangiano carne con il latte (kosher), invece di evitare di 
mangiare 
la carne del tutto si arrampicano sui vetri per seguire la regola 
alla 
lettera tenendosi ben lontani dallo spirito perche' e' troppo 
difficile. 
Idem dicasi per la storia di "non mangiare carne col sangue". Com'e' 
possibile non mangiare sangue quando si mangia carne, che e' fatta 
di 
sangue? 

Lo scopo del predicatore della coscienza di Krishna e del guru (come 
dimostro' ampiamente Srila Prabhupada) consiste nel rendere la 
coscienza di 
Krishna piu' facile e attraente per tutti, in modo che la gente 
possa 
tornare a Krishna felicemente e senza alcuna fatica (susukham kartum 
avyayam), senza paranoie e senza falso orgoglio. Benvenuto nel club. 
guru 
che non fanno questo lavoro non sono all'altezza delle descrizioni 
degli 
shastra, oppure si occupano di un certo gruppo di persone soltanto 
(bigotti, chiesaioli, ecc.) e saranno responsabili delle loro azioni 
del 
(mancato) progresso spirituale reale dei loro discepoli. 

Per quanto riguarda il controllo dei sensi in generale, l'istruzione 
fondamentale e' quella di controllare per prima cosa la lingua 
attraverso 
la vibrazione sonora spirituale (la recitazione del japa, il canto, 
la 
recitazione di preghiere e mantra vari, la predica, lo scambio di 
opinioni 
tra devoti, la discussione su come sviluppare la coscienza di 
Krishna 
diffonderla il piu' possibile) e il prasada (piu' buono possibile); 
anche 
la distribuzione di questi due fondamentali strumenti e' di grande 
aiuto 
per la nostra personale sadhana. In altre parole, se distribuisci 
prasada e 
fai in modo che gli altri lo apprezzino, anche la tua lingua verra' 
controllata, insieme agli altri sensi, dal Maestro dei sensi 
(Hrishikesha). 
Bello, no? 

Per quanto riguarda la domanda "quando si deve ritenere conclusa la 
fase 
iniziale", non e' mai conclusa, siamo tutti principianti. Srila 
Pabhupada 
stesso diceva ai suoi discepoli: prego sempre Krishna che non mi 
faccia 
cadere perche' in questo mondo dimenticarsi di Krishna e' molto 
facile. 
Come abbiamo visto, anche i grandi guroni possono trovarsi in serie 
difficolta', tanto piu' serie quanto per "mantenere la facciata" 
vogliono 
far finta di non avere mai problemi. Se tengono ben chiuso il 
coperchio 
della pentola a pressione e otturano la valvola perche' nessuno la 
senta 
fischiare, prima o poi ci sara' un bel botto. Tutti sbagliano, tutti 
falliscono, tutti hanno dei limiti che si stanno sforzando di 
superare. 
Anche i guru, perfino se non lo dicono, devono andare al gabinetto, 
si 
ammalano, si dimenticano delle cose, si confondono le citazioni 
degli 
shastra. Non per questo un devoto sincero deve essere considerato un 
fallito (api cet suduracaro bhajate mam ananya bhak, sadhur eva sa 
mantavyah samyag vyavasthito hi sah). Se tu sei situato 
nella "bhajate 
mam 
ananya bhak", cioe' servi Krishna in modo sincero, non devi 
preoccuparti di 
niente, sei un santo, anche se e' sempre bene mantentere umilmente 
la 
visione della propria vera posizione per evitare di perdere la 
testa. 


Shivaismo

pubblicato 03 ott 2014, 12:46 da TEMPO diSERVIRE

 





Lo Shivaismo




1) introduzione 
Non mancano studiosi moderni che considerano i millenari movimenti spirituali come lo shivaismo (più propriamente detto shaiva) o il vaishnavismo delle sette, scaturite da interpretazioni faziose dei testi Vedici. Questi, affermano costoro, vogliono stabilire le loro divinità preferite come supreme mediante arditi giochi di manipolazioni linguistiche. 

Niente di più sbagliato. In realtà nei quattro Veda originali, così come nei Purana e nelle Upanishad, si parla di Vishnu e di Shiva, così come della pratiche devozionali che Li riguardano. Un Dio unico esiste di certo: tutte le scritture lo affermano. Il problema sta nello stabilire chi Egli sia. 

I devoti di Shiva sostengono che quell'Essere Supremo sia la loro divinità e che nessun altro possa essere superiore a Lui. Questo è vero, e nello stesso tempo non lo è. Nei canoni della scienza spirituale vedica è spiegato come sia Vishnu che Shiva sono personaggi divini e che ognuno di Loro ha funzioni particolari nel creato. In questo capitolo ci occuperemo brevemente delle varie correnti di pensiero shivaite. 

Una particolarità che le caratterizza è che questi, a differenza dei Vaishnava e degli appartenenti ad altri grandi movimenti spirituali, non hanno mai amato particolarmente fare grande uso del Vedanta-sutra, preferendo sviluppare una propria tradizione letteraria. Ma ci sono state delle eccezioni, come ad esempio gli Shaiva-siddhanta. 

Le scritture shivaite più importanti sono i ventotto Agama, che si occupano principalmente di spiegare il rapporto che intercorre tra Shiva e le anime. Alcune di queste shastra sono di tipo monistico, altre di tipo pluralistico. Ma, come spesso accade quando si tratta del pensiero indiano, la contraddizione è solo apparente. 

Infatti questi scritti furono originalmente rivelati dal saggio Durvasa ai suoi tre figli, ma ad ognuno di loro in modo differente. Così enunciò la stessa filosofia adattandola al diverso stato di coscienza dei suoi figli, che in quel momento si ponevano come rappresentanti dei vari esseri viventi. I figli del Muni erano Tryambaka, Amardaka e Shrinatha. Tryambaka avrebbe fondato una metafisica a carattere monistico assoluto (tutto è Uno), Amardaka di tipo monistico qualificato (tutto è uno, ma solo in qualità), Shrinatha di tipo pluralistico (esistono diverse entità). Questo spiega la ragione per cui fin dalle origini nello shivaismo siano esistite convinzioni filosofiche tanto diverse. 

Della figura di Shiva si parla in tutte le maggiori scritture vediche. E' un personaggio divino eccezionalmente interessante e che spesso presenta aspetti apparentemente ambigui. 

Il Bhagavata Purana racconta che all'origine dei tempi Vishnu generò dapprima gli universi e poi Brahma, il primo essere creato. Quando quest'ultimo volle riempire di esseri viventi l'enorme "uovo cosmico" (andam), incaricò di ciò i suoi primi quattro figli, i Kumara. Ma essi rifiutarono, dicendo che preferivano la vita ascetica. Per questo grave rifiuto, Brahma si adirò al punto che dalla sua fronte scaturì Shiva, il quale subito emise delle furiose grida; per questo suo primo possente strillo venne poi chiamato anche Rudra. 

Secondo i Purana, Egli non è una normale entità vivente come tutte le altre che in seguito avrebbero popolato l'universo, bensì una particolare incarnazione di Narayana con specifici compiti da assolvere. Questi sono: 

a) facilitare l'ingresso delle jiva condizionate in questo universo attraverso il contatto con madre Durga, 
b) distruggere i mondi quando il tempo sarebbe stato maturo, e 
c) prendersi cura delle anime più degradate. 

Ovviamente non si può dire quali di questi compiti siano più importanti di altri, però è il terzo a balzare maggiormente all'attenzione. Questa è la ragione per cui Egli, sebbene sia una delle personalità più evolute dell'universo, è sempre dipinto e descritto come in compagnia di esseri immondi come folletti, fantasmi e demoni di vario genere. Indossa una ghirlanda di teschi umani, è sempre ricoperto di cenere e porta dei serpenti al collo. Ancora oggi i suoi devoti fumano anche droghe, si puliscono poco e spesso si dedicano a pratiche considerate ributtanti dalle persone comuni. Ciò perché la sua funzione è di permettere la liberazione, o comunque un qualche avanzamento, alle persone dal basso livello di coscienza. 


2) Il Lakulisha-pashupata 
I testi principali di questa corrente shivaita sono il Pashupata-sutra (del quale non si conosce l'autore) e le Gana-karika di Bhasarvajna. Il fondatore di questa setta potrebbe essere un maestro lakulin (portatore di clava), del quale non si conosce nulla. Per poter capire bene i loro punti, crediamo che la cosa migliore sia andare a una veloce lettura dei 162 sutra che costituiscono il Pashupata-sutra. 

Il testo comincia descrivendo le austerità che deve compiere chi intende avanzare nella realizzazione di Shiva, quali immergersi tre volte al giorno nella cenere, dove deve giacere a lungo, indossare le ghirlande offerte al Dio in sacrificio, esibire le prove della sua devozione (come appunto la cenere cosparsa in tutto il corpo e le ghirlande), risiedere in luoghi sacri e osservare con spirito sottomesso le regole del riso, del canto, della danza e della preghiera. Tutto deve essere fatto in onore di Mahadeva (Shiva). 

Vestito di una sola veste o in certi casi anche nudo, non deve guardare l'urina o lo sterco umano e gli è proibito parlare con donne o con persone degradate. Se ciò per qualsiasi ragione dovesse accadere, gli è d'obbligo purificarsi immediatamente spalmandosi di cenere, eseguire esercizi per controllare il respiro e mormorare i mantra in preghiera a Rudra (che è fondamentalmente il gayatri shivaita). 

Chi è puro di mente e pratica le suddette regole, progredisce velocemente e in modo felice in direzione dell'unione col Signore. Su questo sentiero sviluppa gli otto poteri mistici, che sono: 

essere in grado di vedere ogni cosa, 
poter udire tutti i suoni, 
poter comprendere tutto, 
conoscere tutte le scritture, 
essere al corrente di qualsiasi cosa che accada, 
divenire veloce come la mente, 
essere in grado di assumere qualsiasi forma si voglia e 
poter fare qualsiasi cosa sia nei propri desideri. 

E ciò anche nei momenti in cui i sensi non sono operativi (come nel sonno o in altri stati di incoscienza).

Shiva è il Signore Supremo; nessuno è al di là di Lui. Chi Lo adora può stare in Sua compagnia per sempre. I sutra che seguono esprimono preghiere a Rudra. 

Nulla Gli è precluso e non deve dipendere da niente e da nessuno. Al contrario delle persone comuni, le Sue attività non sono soggette al karma. Con Lui tutte le cose cattive divengono buone e tutto ciò che è di cattivo auspicio diventa immediatamente positivo. Tutti i deva provengono da Lui; dunque è Shiva il titolare di tutti i sacrifici vedici. Chi si rifiuta di gioire dei risultati delle proprie azioni, ottiene lo stato del Grande Essere, cioè la Trascendenza, nel quale non esistono disturbi di nessun genere. Queste pratiche sono di importanza primaria e la nostra adorazione deve essere rivolta a Shiva, solo a Lui e a nessun altro. 

Lo yogi deve fare in modo di essere disprezzato dalla società e non deve fare sfoggio delle proprie conquiste (cioè dei poteri acquisiti). L'assenza di orgoglio è considerata la migliore delle pratiche. Non deve rendere pubblico il proprio status spirituale e gli è permesso di mangiare solo ciò che gli viene offerto in elemosina. Questo è l'unico retto cammino. Chi si comporta secondo questi canoni raggiunge la perfezione. I sutra che seguono sono dedicati alla lode di Shiva. 

Così il devoto diventa privo di attaccamenti e quando le impurità dei desideri e delle sensazioni sono oramai sconfitte, questi si congiunge a Lui e si dedica perennemente al suo servizio. Ma tutto ciò è possibile solo se i sensi sono sotto completo controllo. Si deve abitare in capanne solitarie o in grotte e dedicarsi solo a Dio, domando i sensi. Così facendo, entro sei mesi iniziano ad apparire i primi poteri sovrannaturali. Allora non si è più condizionati dal karma. 

Recitando il gayatri e meditando sulla sillaba Om, si deve concentrare in essa tutto il proprio cuore ed è sempre d'obbligo glorificare Shiva. Pensando ininterrottamente a Lui, alla fine è possibile raggiungerlo. Gli ultimi sutra contengono ancora glorificazioni a Mahadeva. 

Nel corso della storia, da questa setta ne sono sorte innumerevoli altre, come la Kapalika, la Kalamukha e la Mahavratadhara, che mettevano in atto pratiche e discipline veramente ripugnanti. Col passare del tempo, la dottrina si modificò e slittò dalla sua forma originale, cioè di una vera e propria bhakti (devozione al Dio) a quella dove fondamentalmente si mirava ad ottenere uno splendore e una perfezione del tutto simili a quelli di Shiva stesso. In altre parole, lo scopo era diventare Dio. 


3) la dottrina del "riconoscimento in Shiva". 
Il maestro principale di questa setta shaiva che ebbe un'eccezionale diffusione nel Kashmir verso il 200 d.C., è Vasugupta, autore (per qualcuno solo lo scopritore) degli Shiva-sutra, com-posti di 78 versi. 

Secondo ciò che si narra, questa dottrina sarebbe antichissima, di molto precedente al maestro ma, essendo caduta nell'oblio, Shiva stesso gli sarebbe apparso in un sogno. Seguendo le istruzioni ricevute, il saggio andò sul monte Mahadeva dove, scolpiti su una pietra, ritrovò i sutra immortali recitati dalla divinità stessa. Questi sono alla base della dottrina. 

In seguito grandi maestri quali Kallata, Abhinavagupta e Kshemaraja la elaborarono, facendola diventare una delle filosofie shivaite più influenti. Ma con l'avvento dell'islamismo (cioè in un'epoca che va dal 1315 in poi), questa cominciò a perdere di importanza. La dottrina viene anche chiamata Kashmiri, in quanto si diffuse maggiormente proprio in questa regione settentrionale dell'India, per poi propagarsi in tutta la nazione. Ma ancora oggi in Kashmir si possono trovare molti devoti di Shiva di questa particolare tendenza filosofica. 

Diamo ora un riassunto degli Shiva-sutra. 

Prima di tutto viene introdotto il concetto del sé, il quale viene definito come "pura coscienza". Subito dopo si offrono delucidazioni sulla ragione della prigionia che l'anima deve subire in questo mondo, che è l'identificazione con la falsità, che causa il karma e dunque gli avvenimenti del mondo delle illusioni. Alla base dell'ignoranza c'è l'insieme dei fonemi che compongono l'alfabeto, e cioè l'energia materiale. 

Poi i sutra specificano che in realtà la falsità assoluta non esiste, in quanto tutto è energia dinamica di Shiva; come tale nulla viene mai distrutto, anche quando si è prigionieri nel mondo di maya. In altre parole, la nostra prigionia non causa la distruzione dello spirito. 

La conoscenza pura è causata da uno stato di veglia, mentre le rappresentazioni mentali sono generate da uno stato di sogno; la non discriminazione (o l'ignoranza) proviene da un qualcosa del tutto simile a un sogno, maya, che ci tiene prigionieri. Lo yogi che ha ottenuto la perfezione ha il dominio su tutti e tre gli stati. 

Quando si medita con volontà ferrea su come distruggere il male, si ottiene la potenza più grande di tutte. In realtà il corpo dello yogi diventa "l'esistente stesso". Grazie al raccoglimento della mente all'interno del proprio cuore, lo yogi ottiene la perfetta visione di tutto e, grazie a tale meditazione, raggiunge la Rivelazione. 

In cosa consiste questa Rivelazione? Che in realtà "io sono Shiva". In questo stato di coscienza si può ottenere un'estasi interiore priva di difetto, che è totale felicità e conoscenza. E quando si realizza che "io sono Shiva" tutti i poteri sbocciano e si mostrano appieno. 

I sutra poi iniziano a parlare dell'importanza dei mantra, tema ricorrente in tutti i testi vedici. Grazie alla loro somma potenza, diviene possibile meditare sulla Coscienza Suprema, sperimentando in sé stessi la loro efficacia. Il mantra è spirituale e può conferire ogni potere. 

Ma non bisogna assolutamente accontentarsi dei grandi poteri che scaturiscono da questa pratica poiché, adagiandosi sulla sensazione di potenza che si prova, si rischia di perdere i veri benefici, che sono ben altri. L'essenza dei mantra sta nel loro essere costituiti di conoscenza perfetta, cioè di energia spirituale. Per questa ragione si possono ottenere ambedue, cioè i poteri mistici e il sapere trascendentale. Divenuti spirito grazie a tale contatto, si guadagna lo status spirituale che è proprio di Shiva. 

Per avere tutto ciò è fondamentale l'azione del maestro spirituale (il guru), il quale risveglia il discepolo. Quest'ultimo deve dare tutto al proprio insegnante e stare bene attento a non ricadere nel circolo vizioso delle rappresentazioni discorsive. Deve badare a non ricadere vittima di maya. 

Allo yogi viene consigliato di meditare sulla dissoluzione di tutti i principi che costituiscono il suo corpo materiale. Ci sono molti tipi di meditazioni capaci di condurre alla perfezione, ma questi non possono conferire meccanicamente la perfezione massima se lo yogi non ha il cuore puro. E quando riesce a sopraffare l'offuscamento di maya, sente nascere in lui la conoscenza, che dà sommo potere. 

Questo mondo è prodotto dall'energia di chi ha già raggiunto la liberazione. Seduto in una posizione che risulti comoda, egli deve immergersi all'interno della propria coscienza e così può divenire creatore e dissolutore di ogni cosa. In altre parole, diventa Dio stesso. Di conseguenza non rinasce più. Tale yogi diviene del tutto simile a Shiva. 

Ogni cosa deve essere uno strumento per adorare e venerare Lui: il corpo, la lingua, la conoscenza stessa. Come una delle principali forme di servizio devozionale da offrire alla Divinità, il devoto deve donare la propria conoscenza agli altri. 

Egli non vede più differenziazioni: per lui tutto ciò che esiste non è altro che un'espressione delle sue stesse potenze. Questo ottiene lo yogi liberato. 

L'anima cade nell'illusione per colpa del desiderio, ma quando questo è esaurito, la prigionia si dissolve. Tutti gli elementi materiali si distaccano da lui e diviene un'anima liberata, piena e perfetta, uguale sotto ogni punto di vista al Signore. A quel punto avverrà il reincontro con Shiva. 

Per gli shivaiti kashmiri la salvezza è dunque possibile solo quando l'anima si riconosce in Shiva, e cioè quando realizza che io non sono un altro io, bensì Shiva stesso. Questo concetto è dunque una condanna per il dualismo spiritualistico e vuole così affermare la completa uguaglianza fra l'individuo e l'Assoluto, per cui esisterebbe un solo Ente Supremo. 

Un altro testo fondamentale dello shivaismo kashmiri è lo Spanda-karika (52 sutra), anche questo attribuito a Vasugupta, il quale elabora in modo forse più ampio alcuni dei concetti già espressi nello Shiva-sutra. 

Questa dottrina del "riconoscimento in Shiva" è anche denominata trika, in quanto si fonda sull'ipotesi dell'esistenza di tre principi: Shiva (il principio supremo), shakti (le sue energie) e jiva (l'anima individuale). Ma tutti e tre questi principi in realtà non sono altro che Shiva stesso. Quindi per i Kashmiri il mondo è l'oggettivizzazione del pensiero divino e quindi non esiste l'irreale, in quanto tutto ciò che la Realtà Suprema fa deve essere totalmente reale. 

Rudra crea tutto senza servirsi di nulla, semplicemente facendo agire le sue energie (shakti). Queste energie sono allo stesso tempo uguali e distinte dal Signore, e sono cinque. Con queste, Dio causa il divenire cosmico. 

Lo spirito universale diviene individuale per l'energia di maya e viene limitato da corazze (kancuka), o strati di elementi materiali, divenendo così vittima dei tre guna e subendo così sentimenti che procurano gioia, dolore e apatia. All'inizio questi tre guna sono in equilibrio, ma quando lo stato di perfetta quiete viene scosso da un urto (kshobha), l'energia materiale (prakriti) si evolve nei vari tattva (i principi che compongono la creazione materiale). 

Quando l'anima non ricorda più di essere lui stesso Dio, erra per il samsara, provocando il karma. 

Ci sono tre impurità innate, detti anche vizi fondamentali, che condizionano l'esistenza. E sono: 

l'anava-mala, il male dell'individuazione (cioè pensare di essere qualcosa che non si è), 
il karma-mala (provocare e subire il karma), e 
il maya-mala (per il quale ci si sente un essere corporeo in un mondo che immagina esistente al di fuori di lui stesso). 

Incatenate dalle tre impurità, le anime vengono munite di organi che la limitano. 

Il mezzo per conseguire la liberazione è l'annientamento dell'ignoranza e dell'individualità, cioè il samavesha (entrare o consumarsi in Dio), che si ottiene coltivando pazientemente la conoscenza perfetta. 

Di particolare importanza è l'accettazione di un guru autentico e la recitazione sapiente dei mantra. E quando l'energia divina (shakti) entra nel devoto e s'impossessa di lui, egli torna ad essere "uguale a Shiva" (Shiva-tulya). 


4) lo Shaiva-siddhanta 
Contrariamente allo shivaismo kashmiri, questo sistema presuppone l'esistenza eterna di sostanze diverse, anche se provenienti dalla stessa sorgente. Dunque, mentre da una parte si può definire monista un sistema che fa risalire tutto a una sorgente unica, questa dottrina, vista da una certa prospettiva, è definibile come pluralistica. Infatti spicca l'idea che l'Uno-tutto, nel suo divenire, si differenzi. 

Anche se non tutti sono d'accordo, pare che il primo organizzatore dello shaiva-siddhanta sia stato Meykanda, che scrisse, in lingua tamil, lo Shiva-jnana-bodha (Risvegliarsi alla Conoscenza di Shiva). Ma i praticanti di questa dottrina amano rifarsi anche al filosofo Shrikantha, probabilmente contemporaneo di Ramanuja e quindi vissuto nel 1100 circa, il quale scrisse un poderoso commento ai Brahma-sutra. La sua posizione dottrinale si chiama Shiva-vishishtadvaita ed è una forma di monismo secondo cui Shiva è Brahman e, grazie all'azione delle Sue energie, Egli è andato gradualmente distinguendosi. 

Ma il monismo dello shaiva-siddhanta sembra più apparente che reale, in quanto poi viene da loro affermato che dopo la liberazione ognuno mantiene la propria individualità. Vengono infatti riconosciute tre sostanze eterne: Dio, le anime e la materia. Con quest'ultima energia il Signore (pati) lega (pasha) le anime (pashu). Per questa ragione Shiva viene anche chiamato Pashupati. 


5) il Vira-shaiva 
I vira-shaiva sono i devoti fedelissimi di Shiva e vengono anche chiamati lingayat, in quanto portano sempre con loro il Linga. Per loro non esiste nessun altro Dio all'infuori di Shiva e lo venerano appunto con questo simbolo, il Linga appunto, che è una divinità a forma di fallo. La ragione per cui Mahadeva viene adorato con questa particolare murti va ricercata nella convinzione che Shiva sia il progenitore di tutti e dunque il padre di tutte le creature. 

La comunità Vira-shaiva venne organizzata nel dodicesimo secolo circa da Basava, che era un importante ministro di un re kanarese, ma non ci sono dubbi che tali dottrine provengano dalle notti dei tempi. In origine dovette svilupparsi come movimento di protesta contro i soprusi e le prepotenze dei brahmana del tempo, ma in seguito proposero severe riforme e svilupparono una propria dottrina filosofica. Anche loro vantano un proprio commento ai Brahma-sutra, cioè lo Shrikara-bhashya di Shripati, compilato indicativamente verso il 1400. 

La definizione tecnica della loro filosofia può essere a ragione chiamata visheshadvaita, cioè una forma di monismo differenziato. Shiva è l'Ente Supremo, il Dio oltre il quale non esiste nulla e nessuno; la pluralità presente nel mondo è prodotta da Lui attraverso la shakti, la sua energia divina. Anche le anime individuali sono di natura divina: non potrebbe essere diversamente, in quanto tutto proviene dalla stessa sorgente, cioè da Shiva. Originalmente la jiva è un tutt'uno con Lui, ma la forza della shakti provoca un movimento (kshobha) che destabilizza l'equilibrio eterno, per cui l'entità spirituale si divide in due: il lingasthala, cioè il Dio che deve essere venerato, e l'angasthala, l'anima individuale che deve ubbidire e venerare Dio. 

Quest'ultima cade vittima di maya, per cui si ritrova in situazioni dove la sua coscienza appare profondamente mutata. Perciò deve adorare il Supremo in modi altrettanto variegati, a seconda della situazione in cui si trova. Se lo yogi vuole raggiungere la perfezione massima, deve praticare gli esercizi spirituali e abbandonarsi con fiducia nel grembo di Shiva. 

In cosa consistono queste pratiche? In una sorta di bhakti, cioè di servizio devozionale a Shiva, il quale deve essere servito con tutto l'amore e l'adorazione di cui si è capaci. 

Shiva ha due energie: shakti e bhakti. Con la prima crea il mondo, mentre con la seconda libera le anime da tutto ciò che è terreno e dunque illusorio. In un certo senso, non c'è una totale identificazione con Shiva, ma un eterno rapporto d'amore con Lui. 

 

 

 

 

  


 


Krishna

pubblicato 14 lug 2014, 04:07 da TEMPO diSERVIRE   [ aggiornato in data 14 lug 2014, 04:12 ]






Krishna è l’unico grande uomo in tutta la nostra storia che ha raggiunto l’assoluta altezza e profondità della religione eppure egli non appare serio, né triste, né in lacrime. In linea di massima, la caratteristica primaria di una persona religiosa è il fatto che sia sobria, seria e dall’aspetto triste come una persona sconfitta nella battaglia della vita, una persona che fugga dalla vita. In questa lunga fila di saggi è solo Krishna che si mostra mentre danza, canta e ride. I religiosi del passato erano tutti negatori della vita e masochisti, decantavano il dolore e la sofferenza come grandi virtù.  Una religione ridente, una religione che accetta la vita nella sua totalità, deve ancora nascere. Ed è buono cosi che le vecchie religioni siano morte e che, con esse, il vecchio Dio, il Dio dei nostri vecchi concetti, sia anch’egli morto.

Solo Krishna accetta la vita nella sua interezza.
Possiamo dire che sia una piccola oasi di danza e celebrazioni
gioiose in un immenso deserto di tristezza e negatività.
Solo Krishna accetta il corpo nella sua totalità.
E lo accetta in tutte le sue dimensioni.

Oltre a Krishna, un altro è Zarathustra. Di lui si dice che sia nato ridendo. Ogni bambino entra nel proprio mondo con il pianto. Solo un bambino in tutta la storia rise al momento della propria nascita, e quello era Zarathustra. E questo è indicativo del fatto che un genere umano felice e ridente deve ancora nascere. Le vecchie religioni hanno insegnato la soppressione come la strada che ci porta verso Dio. All’uomo è stato chiesto di sopprimere qualsiasi cosa – per raggiungere, da solo, Dio. Senza dubbio deve esserci stato qualche errore fondamentale, nei fondamenti stessi di queste religioni.  Il successo di una religione si dovrebbe acclamare come tale unicamente quando tutti gli alberi del giardino sono fioriti. Se un uomo combatte con se stesso potrà solamente giungere alla propria rovina e alla propria distruzione. Ecco come, attraverso la negazione e la soppressione dei propri istinti e delle proprie emozioni naturali, l’uomo è diventato suicida e si è ucciso.

Krishna accetta la vita in tutte le sue sfaccettature, in ogni suo clima e colore. Egli, da solo non sceglie, accetta la vita incondizionatamente. Come colui che ha conosciuto ed ha sentito Dio, egli, da solo non volta le spalle alla guerra. Egli è pieno di amore e compassione, eppure ha il coraggio di accettare una guerra e di combattere. Infatti, colui che conosce gli immortali dovrebbe essere libero dalla paura della morte. A cosa servirebbe infatti quel nettare che ha paura della morte? Che tipo di non-violenza è quella che ha paura della violenza? E come può lo spirito, l'anima, temere il corpo e fuggire da esso.
 

Krishna accetta la dualità, la dialettica della vita nel suo complesso e pertanto trascende la dualità. La trascendenza è possibile solo quando si accetta il tutto senza possibilità di  scelta. Ecco perché Krishna ha un grande significato per il futuro. La fiamma di Krishna raggiungerà il suo picco, dirigendosi verso il culmine della propria brillantezza. Non è difficile accettare che la fiamma di una candela continui a brillare immobile in un luogo ben riparato dai venti e dalle tempeste, ma come si può credere che una candela continui a bruciare allo stesso modo anche nel mezzo della furia di tempeste e uragani? È stato sperimentato, e si è scoperto, che un uomo può rimanere, come il fior di loto nell’acqua, intatto e inattaccato mentre passa attraverso una relazione travagliata. Si è scoperto che un uomo può rimanere attaccato al proprio amore ed alla propria compassione anche sul campo di battaglia, il che rende difficile comprendere Krishna. Pertanto, coloro che lo hanno amato e adorato lo hanno fatto dividendolo in parti. Nessuno ha accettato ed adorato tutto Krishna, nessuno lo ha abbracciato nella sua interezza. Giorno e notte, estate e inverno, guerra e pace, amore e violenza, vita e morte, tutte camminano con lui, mano nella mano.


NELLA MENTE DI ARJUNA È CRESCIUTO UN GRANDE IMPETO DI NON-VIOLENZA, ED EGLI SEMBRA PROTESTARE CON FORZA CONTRO LA GUERRA.  KRISHNA CON FORZA SPINGE ARJUNA AD ABBANDONARE LA PROPRIA CODARDIA ED A COMBATTERE COME UN VERO GUERRIERO. ED I SUOI ARGOMENTI A SOSTEGNO DELLA GUERRA SONO BELLISSIMI, RARI ED UNICI.

Mai prima nel corso della storia sono stati avanzati argomenti così unici e magnifici a favore del combattimento, a sostegno della guerra.

NON SI MUORE  -  NON C'È MORTE
PER COLUI CHE CONOSCE LA VERITÀ

Quindi Krishna continua ad esortare Arjuna nel GEETA, “Si tratta solo di recitare; uccidere o morire fa solo parte del copione.” La vita di Krishna non accetta restrizioni. Non è vincolata ad alcuna regola, è vasta e senza limiti. Krishna è libero, illimitatamente libero. Non v’è suolo che egli non possa calpestare; nessun punto che i suoi passi debbano temere o sul quale debbano esitare, nessun limite che egli non possa oltrepassare. E questa libertà, questa vastità di Krishna, nasce dalla propria esperienza di autoconoscenza. È l’ultimo frutto della sua illuminazione. Per questo motivo il problema della violenza ha perso di significato nella vita di Krishna. Laddove la violenza non ha significato, anche la non-violenza perde la sua importanza. La spiritualità rifiuta sia la violenza che la non-violenza. Essa accetta l’immortalità dell’anima. E una tale spiritualità trasforma persino la guerra in gioco. La spiritualità o la religione accettano tutte le dimensioni della vita. Accettano insieme sesso ed affetto, relazione ed indulgenza, amore e devozione.  È santo solo colui che è tutto. Krishna non è un falco, né un sostenitore della guerra per amore della guerra. Ma certamente non è preparato a sfuggire la guerra ad ogni costo ...

Krishna mostra ad Arjuna la sua vera natura. ...

Pertanto Krishna ti dice di trasformare anche il combattimento in un evento beato e gioioso.

Nella vita c’è sempre una scelta fra il bene ed il male. Non c’è bisogno di avere paura della guerra. Krishna non ha nulla che vedere con alcun “ismo”. Infatti un “ismo” indica una scelta, cioè noi scegliamo uno degli contendenti. Krishna è  un “non-ismo”. Afferma che qualsiasi cosa sia in grado di portare  beatitudine e benedizione, e contribuisca alla crescita della religione, è la benvenuta. Ma una mente irrequieta è incapace di combattere. La vita è un’avventura di energie. Nel firmamento dei luminari religiosi, Krishna è la sola eccezione che accetta completamente l’intera vita. Non crede in una vita qui per il bene di un altro mondo e di un’altra vita. La libertà di Krishna è qui, ed ora. Le religioni del passato vedevano la vita negativamente, erano disfattiste, masochiste ed escapiste, ma Krishna afferma che questo mondo è divino. Egli afferma l’accettazione totale – l’accettazione del tutto ...

Poiché la felicità è l’inizio della beatitudine – la beatitudine è l’apice della felicità

Se prestiamo attenzione al dialogo fra i due, Arjuna sembra essere il più religioso, e ciò che Krishna dice non è poi così religioso. Krishna lo incita a combattere e Arjuna si rifiuta di farlo. Ogni persona religiosa dirà che Arjuna è un uomo saggio. Ma Krishna gli dice: “Sei matto se pensi di poter uccidere qualcuno. Nessuno muore mai. E non potrai sfuggire alla guerra, né potrai essere non violento, perché fintanto che io esisto – la non violenza è quasi impossibile”. Accetta ciò che ti sta di fronte. Ed è la guerra che ti sta di fronte. E devi lanciarti. Dopo di che potrai essere solo un giocatore, un attore. Un attore non ha una personalità. Così descriviamo la vita di Krishna come una recita, una rappresentazione. La vita di Krishna è un gioco aperto a tutti, il leela. Un uomo di carattere deve scegliere fra il bene e il male fra ciò che dovrebbe fare e ciò che non dovrebbe. Krishna sta cercando di fare di lui un attore. Krishna gli chiede di accettare ciò che è, ciò che egli incontra e di non scegliere,  di non soffermarsi a pensare. Si tratta di un’accettazione assoluta – dove non vi è  nulla da negare. Accettazione assoluta indica che non vi è niente di buono o di cattivo, né vizio né virtù, né dolore né piacere. Krishna dice ad Arjuna che nessuno è mai nato e nessuno mai morirà, che nessuno uccide e nessuno viene ucciso, in modo che Arjuna possa buttarsi a capofitto nella guerra senza paura e con abbandono.

Tutto su questa terra è divino

Tutto nell’esistenza è divino, quindi il problema che sia giusto o sbagliato non si pone. La non violenza dipende dalla violenza. Si tratta di due poli di una sola ed unica verità. Krishna dice: “Scegli e sbaglierai, scegli ed andrai fuori strada, scegli e sarai frammentato”. Krishna è senza scelta, è totale, è integrato, e perciò è il tutto ed è completo. L’oceano di Krishna è davvero dappertutto; è dilagante. La sua pace non ha limiti, eppure il suo amore è infinito, eppure ancora, egli non esiterà ad uccidere se sarà necessario. Egli ama Dio in modo incredibile. Egli è impegnato verso il tutto. Egli è il tutto. Strane sono le vie della vita. Si può comprendere Krishna solo quando si accettano insieme la felicità e la miseria, allo stesso livello. Sarà uno stato di beatitudine. Allora non sarai felice né infelice. Ora le cose sono come sono; ciò che è, è. Dolore e piacere, felicità e sofferenza sono come nubi in movimento nel cielo, senza che il cielo ne sia toccato. E questa è la tua coscienza. Questa è la coscienza di Krishna. Ed essere nella coscienza di Krishna significa essere in uno stato di beatitudine. Beatitudine significa verità, tutta la verità. Chiunque si trovi vuoto, è il tutto. Il vuoto è il fondamento del tutto. La mancanza di scelta ti porta al vuoto, al nulla. Ecco allora che sei ciò che sei, ma non puoi dire chi sei, cosa sei. La vita è misteriosa; ha le sue leggi. Se scelgo di essere qualcosa, questo “qualcosa” diventerà la mia prigione. Il tutto di Krishna sta nel fatto che egli non ha una sua personalità, che egli non è un individuo – ma l’esistenza stessa. Egli è semplicemente il vuoto. Egli non fa altro che riflettere qualsiasi cosa vi si ponga di fronte. Krishna non ha forma, è incorporeo. Egli non ha limiti. Soltanto il tutto può essere privo di forma, indefinibile. Egli è uno specchio vuoto. Non ha una sua immagine; è puro vuoto.

Krishna simbolizza l’impossibile! È assolutamente ineguagliabile …
DOPO CHE TE NE SEI ALLONTANATO, ALLORA EGLI RIFLETTE IL VUOTO.
EGLI RISPECCHIA QUALSIASI COSA SI TROVI DI FRONTE A LUI, ESATTAMENTE COM'È.
KRISHNA È UN FIORE IMMAGINARIO: LA SUA VASTITÀ È SEMPLICMENTE SENZA FINE, IMMENSA.
COSÌ IL TUTTO DI KRISHNA RAPPRESENTA L'INFINITO. EGLI È INFINITO. LA MORTE DI KRISHNA
SEMBRA ESSERE INSIGNIFICANTE. FA PARTE DELL'ORDINARIO COME LO SBOCCIARE DI UN FIORE,
IL SUO AVVIZZIRSI O MORIRE. QUEST'UOMO VIVE SENZA ALCUN PIANO, ALCUN PROGRAMMA.
EGLI VIVE NEL MOMENTO. CIÒ CHE ACCADRÀ, ACCADRÀ ... 

Anche in questo senso – Krishna è nell’infinito!

Vivere in questo modo, senza scegliere, è vivere nell’infinito. Nessun tempo, luogo o situazione rappresentano un problema per lui. Egli sarà tutt’uno con qualsiasi epoca, con qualsiasi periodo della storia dell’umanità. Il suo fiore germoglierà dovunque egli sia ed in qualsiasi momento. Ma egli non appartiene ad alcun momento o luogo particolare, egli può accadere in qualsiasi momento. E non è attaccato ad uno stile di vita idealizzato. L’essenza della vita di Krishna non è alcun tipo di disciplina spirituale, è un salto diretto nel risveglio, nell’illuminazione. La libertà è un tipo di esplosione completamente al di fuori di un concatenamento causa-effetto. Krishna non prescrive alcuna disciplina, codice morale o rituale, come fanno in generale le religioni. Krishna ti chiede solo di svegliarti e di aprire gli occhi per guardare ed il tuo ego scomparirà in un istante. Siamo il vuoto stesso, pertanto non dobbiamo diventarlo. Il vuoto è proprio la nostra natura; Krishna non ha affetti, eppure egli sa amare. Il vuoto di Krishna è al di là della nostra capacità di comprensione. Coloro che raggiungono il vuoto supremo spariranno presto da questa terra. Egli non sembra sostenere alcuno dei nostri convincimenti morali. Al contrario, egli disturba e scompiglia tutto quanto. Tutta la sua vita ed il suo vuoto sono il nulla vivente. Krishna afferma che, ovunque egli sia, si trova nel moksha, e non ha alcuna difficoltà di alcun tipo, a tornare qui ogni volta. Krishna fa una dichiarazione straordinaria sul campo di battaglia di Kurukshetra, quando dice ad Arjuna: “Continuerò a tornare ogni volta che il mondo è nei guai”. Il suo vuoto è positivo e completo, vivo e dinamico ...

L’illuminazione comincia dove il tempo ha fine. L’illuminazione è senza tempo.
ILLUMINAZIONE SIGNIFICA TRASCENDERE IL TEMPO. IL SAMADHI, O ILLUMINAZIONE,
ACCADE QUANDO IL MOMENTO CESSA DI ESISTERE. IL SAMADHI VA AL DI LÀ DEL PIACERE
 E DEL DOLORE. È UNO STATO DI BEATITUDINE E NELLA BEATITUDINE NON C'È UN TEMPO. NON 
SOLO L'ESSENZA DI KRISHNA, MA L'ESSENZA DI CIASCUNO DURA PER SEMPRE, È ETERNA.
 TUTTO L'ESSERE È ETERNO. E NEL SAMADHI LA MENTE CESSA DI ESISTERE.
Il Samadhi è uno stato della non-mente. Krishna è incommensurabile, eterno.

Krishna afferma che è meglio morire nella propria natura che vivere nella natura di qualcun altro, che l’imitazione è distruttiva, suicida. Krishna dice ad Arjuna, “Sii immacolatamente te stesso.” E lo esorta a trovare la sua propria natura, la sua individualità intrinseca, il suo essere principale, il suo volto autentico, e ad esserlo. Gli dice di non essere in alcun modo diverso da ciò che egli sia. Puoi trovare la  tua gioia solo nell’avventura, nell’affrontare sfide, nel combattimento. Puoi trovare te stesso solo attraverso un atto di avventura. Quindi, trova te stesso e sii te stesso, autenticamente te stesso. È meglio morire mantenendo la propria natura che vivere una vita in prestito, che non è nient’altro che orrore. Muori come un guerriero, piuttosto che vivere come un rinnegato. Krishna dice ad Arjuna “Non essere incerto, indeciso. Sii certo e deciso. Usa la tua intelligenza per decidere!"

Non seguire nessuno tranne te stesso

Krishna vive senza causa, vive con abbandono, vive solo per la gioia di vivere.
E quando Krishna arriva, per questa sua libertà, egli è libero di andare e venire come preferisce. 
Krishna non viene qui a causa tua. Viene da solo. Non ha vincoli, è la libertà stessa.

Se cammini con Krishna,
dovrai camminare senza fine. Il suo viaggio non ha destinazione,
poiché il viaggiare stesso è la sua destinazione.


Ma non seguire nessuno – nemmeno Krishna,
Buddha o Cristo.

Segui la tua natura intrinseca!

Ma, per quanto ti riguarda,
tu vorresti raggiungere un qualche luogo e riposare.
Ma Krishna direbbe: “Dobbiamo proseguire e andare ancora più lontano.”
Nella vita di ognuno dovrebbe arrivare il momento in cui si trascendono
i pensieri, in cui si va al di là delle parole e delle immagini.

Krishna sa suonare il flauto, sa danzare e con la stessa facilità egli sa combattere il nemico sul campo di battaglia con il suo chakra, la sua arma a forma di ruota. E non c’è contraddizione fra i due ruoli. Krishna è una sola persona in così tanti ruoli diversi – ed in questo sta la sua grandezza, la sua gloria. A questa è l’unicità di Krishna, la sua individualità. Chiamiamo Krishna l’incarnazione completa di Dio. È la completa simbolizzazione della vita; egli rappresenta la vita totalmente. Krishna è andato al di là dei pensieri, ha trasceso i pensieri. E si è diretto verso quell’integrità dell’anima, che è capace di trovarsi in ogni pensiero, in ogni tipo di pensiero. L’energia sessuale ha trovato nella vita di Krishna la sua espressione più naturale e più  bella. Egli ha accettato il sesso senza riserve, senza pretese. Krishna prende la vita come una festa, come gioco, come divertimento.  Fatta eccezione per l’uomo, tutto sotto il sole è gioco, è un carnevale. Fatta eccezione per l’uomo, l’intero cosmo festeggia. Ogni suo momento è una festa. Krishna porta questa festa nella vita dell’uomo. Egli dice, lasciate che l’uomo sia un tutt’uno con questa celebrazione cosmica.

È vincitore solo colui che non vuole vincere
È VINCITORE SOLO COLUI CHE NON DESIDERA VINCERE
e colui che vuole vincere, perde …

Infatti, la sconfitta si nasconde nel desiderio stesso di vincere,
nelle profondità di questo desiderio. E l’assenza di questo desiderio di vittoria indica che
la persona interessata ha già vinto!

Se qualcuno desidera vincere nella vita e lotta per la vittoria, questo indica che nel profondo gli manca qualcosa. Nel profondo questa persona è consapevole dell’inferiorità che sta cercando di coprire con la vittoria. E se, al contrario, questa persona non si sforza di vincere, egli ha già stabilito la propria eminenza, non c’è nemmeno un’ombra di inferiorità in lui che egli debba sfatare facendo ricorso alla vittoria. Il tuo stesso desiderio di vincere si trasformerà nella tua sconfitta. È la brama di successo che in ultima analisi si trasforma in fallimento. La tua ossessione per la salute si trasforma necessariamente in malattia ...

Dove si ottiene la scultura scimmia in guerre mafia?   "La schimmia pensa, la mafia fa - Quando la fantasia supera la realtà"

La regola principale del judo recita: mai attaccare; colui che attacca sarà sconfitto sul campo. Poiché si ritiene che nell’attacco si sprechi molta energia, è sempre utile che io provochi il mio avversario, inducendolo ad attaccarmi mentre rimango a mio agio, rilassato. Non dovrei fare niente di mia iniziativa tranne che provocare l’avversario ad attaccarmi. Mentre dovrei alimentare la sua rabbia, la sua ostilità, dovrei fare attenzione a mantenere la mia pace interiore, nonostante le provocazioni del mio avversario. Questo è il segreto del judo. Non attaccare per primo, provoca il tuo avversario e spingilo all’attacco e se vieni attaccato, accogli l’attacco rimanendo perfettamente a tuo agio e fai in modo di assorbirlo. Se qualcuno ti colpisce, accetta il colpo senza opporre resistenza. È difficile apprendere quest’arte. Non devi tenerti sull’offensiva né sulla difensiva, perché in entrambi i casi sprechi energia. Piuttosto che colpire il tuo avversario devi indurlo ad attaccarti, a colpirti, e devi trovarti completamente pronto a ricevere il colpo e ad assorbirlo. Per farla breve, devi fonderti con esso. Se farai così, non solo non ti farai male, ma otterrai quell’energia in più che deriva dall’attacco dell’avversario. Accade così spesso che il contendete più debole vinca e che il suo fortissimo avversario perda.

SE KRISHNA HA VINTO CONTRO I SUOI POTENTI NEMICI,
È STATO PERCHÉ, PER LUI COMBATTERE È STATO UN GIOCO, UNA FINZIONE, DIVERTIMENTO ...
KRISHNA NON È AGRESSIVO. SONO SEMPRE GLI ALTRI AD ATTACCARLO CON L'INTENZIONE DI DISTRUGGERLO.
IL SEGRETO DELLA VITTORIA DI KRISHNA SUI SUOI POTENTI AVVERSARI STA NEL SUO ESSERE BAMBINO,
MITE E DEBOLE!

STA NEL FATTO CHE EGLI NON AMA COMBATTERE NÉ SCONFIGGERE ALCUNO. STA NELLA SUA TOTALE MANCANZA DI DESIDERI.
KRISHNA PRENDE TUTTO, ANCHE L'ATTACO DI UN NEMICO - COME UN GIOCO, E VI RISPONDE DI CONSEGUENZA
CON LA PIÙ COMPLETA GIOCOSITÀ. D'ALTRO CANTO, COLUI CHE LO ATTACCA È TESO ED ANSIOSO;
È DIVISO, È SPEZZATO E QUINDI NECESSARIAMENTE PERDERÀ CONTRO KRISHNA!

TUTTO CIÒ SIGNIFICA CHE È DIFFICILE SCONFIGGERE UN BAMBINO
SE AVESSIMO GLI OCCHI - POTREMMO VEDERE L’UNIVERSO DAPPERTUTTO

Se sai osservare con occhi in grado di amare,
vedrai il divino ovunque. 
Tutto ciò di cui hai bisogno è avere occhi in grado di vedere.
Se sai guardare profondamente e totalmente dentro una goccia d’acqua,
vi vedrai celato l’intero oceano.

ANCHE ARJUNA POTÈ VEDERE,
PERCHÉ EGLI AMA TOTALMENTE KRISHNA
È DI  RARO TIPO L’AMICIZIA CHE ESISTE FRA LUI E KRISHNA

NON C’È DA MERAVIGLIARSI   CHE ARJUNA IN UN MOMENTO
 DI PROFONDA INTIMITÀ CON KRISHNA VEDA IN LUI
LA FORMA UNIVERSALE DEL DIVINO

LA VISIONE DEL DIVINO PUÒ VERIFICARSI QUALCHE VOLTA E PUÒ PERDERSI DI NUOVO

Ma è molto difficile vivere su quell’apice;
ci vogliono milioni di vite per meritarlo, per guadagnarsi questa benedizione.
La visione del divino si manifesta e basta; non è qualcosa che si può dare o prendere.
Ma Krishna compie il miracolo; trasforma la morte in una benedizione …

Persino la morte è  bellissima

La bellezza dipende dalla qualità
della persona che la possiede.
Ecco come nelle mani di Krishna
anche la morte è beatitudine!
 

Krishna è colui che vive nel momento;
egli accetta ciò che ogni nuovo momento porta con sé.
Se porta la guerra, Krishna la accetterà ed andrà in guerra.
Colui che vive in libertà vive nel momento.

Krishna è un uomo spirituale, egli non è religioso!

Krishna accetta la vita con tutti i suoi fiori e le sue spine,
la luce e l’ombra, il dolce e l’amaro.
Accetta la vita senza scegliere,
... incondizionatamente!

La vita di Krishna contiene sia vittorie che sconfitte.
Non è votato alla vittoria, non è un egoista che non è in grado di accettare una sconfitta. Krishna è preparato per qualunque cosa la vita gli presenti. Accetta gli alti e i bassi della vita, incondizionatamente; davvero egli non ha scelta.  La vita di Krishna è un fluire; egli si muove con i venti. Non può scegliere da solo di andare qui o là né in alcun altro luogo; va con la vita, totalmente. C’è un detto di Lao Tzu: Sii come i venti; muoviti come i venti; vai ovunque essi ti portino. E non scegliere. E ci sono persone che dicono “Sì” alla vita, che si pone lungo le correnti e si muove con loro senza sforzo e felicemente. Queste persone hanno un senso di profonda familiarità con l’esistenza; si muovono con essa, con una canzone nel cuore. C’è un flauto nelle mani di Krishna ...
... perché egli ha lasciato se stesso nelle mani dell’esistenza!

 

È pronto ad andare dovunque il fiume della vita lo conduca.
E dovunque egli sia danza e festeggia. La mancanza di scelta è la porta verso la beatitudine, l’estasi.   La forma corporea di Krishna, la sua voce e la sua musica sono come le onde. Krishna era come un’onda nata dall’oceano, che ha danzato per un po’ con i venti ed è scomparsa di nuovo nel medesimo oceano. Krishna danza come un’onda è consapevole di appartenere all’oceano, egli è l’oceano stesso. Ma “noi” dimentichiamo di essere l’oceano. Il corpo materiale di Krishna, la sua immagine, la sua statua possono essere usati per entrare in contatto con la forma oceanica di Krishna – la sua anima. Il potere dei nostri pensieri inconsci è enorme. Ma non seguire nessuno, nemmeno Krishna.
L’imitazione è di per sé sbagliata, ed è suicida!

Krishna non imita mai nessuno.
E Buddha non segue mai qualcun altro. Ma noi tutti cerchiamo di imitare gli altri. E l’imitazione è pericolosa. L’imitazione in sé è innaturale, sgradevole e sbagliata.   Ognuno è diverso, unico e irripetibile. Dio è la creatività stessa; è sempre originale e tutto ciò che egli crea è originale. Non fa mai copie, non si ripete mai. E pertanto, se neghi la tua individualità e tenti di seguire qualcun altro e di essere come lui, stai violando la legge fondamentale della vita. L’imitazione è un crimine contro Dio. E questo è un pericolo intrinseco, spirituale. È una sorta di lento avvelenamento. Sia che tu imiti Krishna, o Buddha, non fa differenza;
... qualsiasi imitazione è suicida ...


OSHO / KRISHNA - L'Esperienza della Divinità

---

fonte http://www.mira-mare.net/krishna_it.htm

Yoga Kundalini Upanishad

pubblicato 13 lug 2014, 04:19 da TEMPO diSERVIRE

Chitta e il controllo del Prana
1. Chitta è la mente subcosciente. È la sostanza mentale. È deposito della memoria. I samskara o impressioni delle azioni sono quivi impressi. Esso è uno dei quattro strumenti interni costituenti l'antahkarana, e cioè: mente, intelletto, chitta e ahamkara o ego.
2. La mente è formata dal vento; e cosi si muove rapidamente come il vento. L'intelletto è formato dal fuoco. Il chitta è formato dall'acqua e l'ego dalla terra.
3. Il chitta ha due cause che lo fanno esistere, e cioè i vasana o desideri sottili e la vibrazione del prana.
4. Se una di queste è controllata, il risultato è che si controllano entrambe.

Mitaharo, Asana e Shakti-Chalana
5. Di questi due, prana e vasana, lo studente di yoga deve controllare il prana, con la moderazione nel cibo (mitahara), con gli asana o posizioni yogiche e, terzo, mediante shakti chalana.
6. O Gautama! Spiegherò la natura di queste tre discipline. Ascolta con retta attenzione.
7. Lo yogi deve prendere cibo dolce e nutriente. Egli deve riempire di cibo metà stomaco; deve bere acqua per un quarto dello stomaco, e lasciare il rimanente quarto vuoto per propiziare il Signore Shiva, il Signore degli yogi. Questa è la moderazione nella dieta.

Padma e Vajra Asana
8. Porre il piede destro sulla coscia sinistra e il piede sinistro sulla coscia destra è padmasana. Questa posizione distrugge tutti i peccati.
9. Porre un tallone sotto il muladhara e l'altro su di esso, e sedere con il tronco, il collo e la testa in linea retta è la posizione adamantina o vajrasana. Mulakanda è la radice del kanda, L'organo genitale.

Risveglio di Kundalini
10. Un saggio yogi deve portare la Kundalini dal muladhara al sahasrara o loto dai mille petali in cima alla testa. Questo processo si chiama shakti-chalana.
11. La Kundalini deve passare attraverso lo svadhishthana chakra, il manipura chakra nell'ombelico, l'anahata chakra nel cuore, il vishuddha chakra nella gola e l'ajna chakra tra le sopracciglia o trikuti.
12. Due cose sono necessarie per la pratica di shakti-chalana. Una è Saraswati chalana e l'altra il controllo del prana o respiro.

Saraswati Chalana
13. Saraswati chalana è stimolare la Saraswati nadi. La Saraswati nadi è situata nella parte occidentale dell'ombelico, tra le quattordici nadi. Saraswati è chiamata arundhati. Letteralmente significa: ciò che aiuta a compiere buone azioni.
14. Attraverso la pratica del Saraswati chalana e il controllo del prana, la Kundalini che è avvolta a spirale
diviene dritta.
15. La Kundalini è risvegliata solo stimolando la Saraswati.
16. Quando il prana o respiro passa attraverso la propria ida o narice sinistra, uno deve sedere fermamente in padmasana e allungare internamente di 4 misure l'akasa di 12 misure. Nell'esalazione il prana esce per 16 misure e nell'inalazione entra solo per 12 misure, perdendo così 4 misure. Ma se viene inalato per sedici misure, allora la Kundalini viene destata.
17. Il saggio yogi deve prendere la Saraswati nadi per mezzo di questo respiro allungato e, tenendo fermamente assieme entrambe le costole vicine all'ombelico, con gli indici e i pollici delle mani, una mano per lato, deve scuotere Kundalini con tutta la sua forza, da destra a sinistra, continuamente. Questa stimolazione si può estendere per un periodo di 48 minuti.
18. Quindi egli deve fermarsi un po', quando Kundalini trova l'entrata della sushumna. Questo è il mezzo con cui la Kundalini entra per la bocca della sushumna.
19. Assieme a Kundalini, anche il prana entra da se nella sushumna.
20. Lo studente deve inoltre espandere l'ombelico, comprimendo il collo. Dopo di ciò, scuotendo Saraswati, il prana è mandato fin sopra il torace. Con la contrazione del collo, il prana va al di là del torace.
21. Saraswati ha il suono nel suo grembo. Essa dev'essere messa in vibrazione o scossa ogni giorno.
22. Semplicemente scuotendo Saraswati si è curati d'idropisia (jalodara), gulma (una malattia dello stomaco), pliha (una malattia della milza) e da tutte le altre malattie che nascono dentro la pancia.

Tipi di Pranayama
23. Adesso ti descriverò in breve il pranayama. Il prana è il vayu che scorre nel corpo. Il controllo del prana all'interno è conosciuto come kumbhaka.
24. Il kumbhaka è di due tipi, cioè sahita e kevala.
25. Finché non ottiene il kevala, lo studente deve praticare il sahita.
26. Ci sono quattro divisioni o bheda. Queste divisioni sono: surya, ujjayi, sitali e bhastrika. Il sahita kumbhaka è il kumbhaka pertinente a questi quattro.

Suryabheda Kumbhaka
27. Scegli un posto puro, bello e libero da ciottoli, spine, ecc. Dev'essere della lunghezza di un arco, libero da freddo, fuoco e acqua. In questo luogo, prendi un puro e piacevole posto che non sia né troppo alto né troppo basso, e là siedi in padmasana. Ora, scuoti o metti in vibrazione Saraswati. Inala lentamente il respiro con la narice destra, fin quando ti è confortevole; poi esala con la narice sinistra. Esala dopo aver purificato la testa, forzando il respiro all'insù. Ciò distrugge i quattro tipi di mali causati dal vayu, e distrugge anche i vermi intestinali. Questo dev'essere ripetuto spesso: è chiamato suryabheda.

Ujjayi Kumbhaka
28. Chiudi la bocca. Aspira lentamente il respiro da entrambe le narici. Trattienilo nello spazio tra il cuore e il collo. Quindi esala dalla narice sinistra.
29. Ciò rimuove sia il calore causato nella testa, sia il muco nella gola. Elimina tutte le malattie. Purifica il corpo e aumenta il fuoco gastrico. Rimuove tutti i mali che sorgono nelle nadi, l'idropisia, cioè l'acqua nella pancia, e il dhatus. Il nome di questo kumbhaka è ujjayi. Può essere praticato anche in piedi o camminando.

Sitali e Bhastrika Kumbhaka
30. Aspira il respiro attraverso la lingua, con il suono sibilante ' sa '. Trattienilo come prima. Quindi esala lentamente da entrambe le narici. Questo è chiamato sitali kumbhaka.
31. Il sitali kumbhaka rinfresca il corpo; distrugge la dispepsia cronica, pliha (una malattia della milza), tubercolosi, bile, febbre, sete e veleno.
32. Siedi in padmasana con pancia e collo eretti. Chiudi la bocca ed esala dalle narici. Quindi inala un po' fino al collo, cosicché il respiro, facendo rumore, colmi lo spazio tra il collo e la testa. Quindi esala e inala in continuazione allo stesso modo. Come i mantici del fabbro, che si muovono pieni d'aria e poi la fanno uscire, così devi muovere l'aria dentro il corpo. Quando sei stanco, inala dalla narice destra. Se il ventre è pieno di vayu, stringi bene le narici con tutte le tue dita, eccetto l'indice. Fai kumbhaka ed esala dalla narice sinistra.
33. Questo pranayama rimuove l'infiammazione della gola, e aumenta il digestivo fuoco gastrico interno. Mette in grado di conoscere Kundalini. Produce purezza, rimuove i peccati, dà piacere e felicità e distrugge il muco, che è la spranga o ostacolo della porta all'ingresso della brahmanadi o sushumna.
34. Inoltre esso perfora i tre granthi o nodi contraddistinti mediante i tre modi o guna della Natura. I tre granthi o nodi sono il Vishnu granthi, il Brahma granthi e il Rudra granthi. Questo kumbhaka è chiamato bhastrika. Esso dev'essere praticato specialmente dagli studenti d'hatha yoga.

I Tre Bandha
35. Lo studente deve ora praticare i tre bandha, che sono: mula bandha, uddiyana bandha e jalandhara bandha.
36. Mula banda: l'apana (respiro), che ha la tendenza verso il basso, è forzato all'insù dai muscoli anali dello sfintere. Il nome di questo processo è mula bandha.
37. Quando l'apana è innalzato e raggiunge la sfera di agni (fuoco), allora la fiamma di agni si allunga, essendo alimentata dal vayu.
38. Allora, in uno stato surriscaldato, agni e apana si mischiano con il prana. Quest'agni è molto violento; per suo tramite sorge nel corpo il fuoco che sveglia, col suo calore, la Kundalini addormentata.
39 Quindi Kundalini fa un suono sibilante. Diviene eretta come un serpente percosso da un bastone ed entra nel buco della brahmanadi o sushumna. Perciò gli yogi devono praticare ogni giorno e spesso mulabandha. 40.Uddiyana bandha: uddiyana bandha dev'essere praticato alla fine del kumbhaka e all'inizio dell'espirazione. Poiché prana uddiyate, ovvero il prana ascende la sushumna con questo bandha, gli yogi lo chiamano uddiyana.
41. Siedi in vajrasana. Tieni fermamente le punte dei piedi con le mani. Quindi fai pressione sul kanda e in prossimità delle caviglie. Dopo, porta gradualmente verso l'alto tana - la nadi che si trova nel lato occidentale dapprima nella parte superiore dell'addome sopra l'ombelico, quindi nel cuore e poi nel collo. Quando il prana raggiunge sandhi ovvero la giuntura dell'ombelico, esso rimuove lentamente le impurità e le malattie dell'ombelico. Per questo motivo dev'essere praticato frequentemente
42. Jalandhara bandha: dev'essere praticato alla fine del puraka (dopo l'inalazione). È fatto dalla contrazione del collo ed è un impedimento al passaggio del vayu (all'insù).
43. Il prana va lungo la brahmanadi sulla tana occidentale nel mezzo, quando il collo viene improvvisamente contratto curvandolo all'ingiù, cosicché il mento possa toccare il torace. Assumendo la posizione menzionata prima, lo yogi deve scuotere Saraswati e controllare il prana.
44. Il primo giorno, il kumbhaka dev'essere praticato quattro volte.
45. Dev'essere fatto dieci volte il secondo giorno, e quindi separatamente altre cinque volte. 46. Il terzo giorno, venti volte sarà sufficiente. Dopo, il kumbhaka dev'essere praticato con i tre bandha e con un aumento di cinque volte al giorno.

Ostacoli alla Pratica dello Yoga e Come Superarli
47. Sette sono le cause di malattie nel corpo. Dormire durante il giorno è la prima, lunghe veglie notturne è la seconda, eccesso dl rapporti sessuali la terza, muoversi in mezzo alle folle la quarta La quinta causa è il risultato del cibo malsano la sesta è l'arresto dell'eliminazione di urina e feci; la settima è la laboriosa operazione mentale con il prana.
48. Quando è attaccato da queste malattie, lo yogi che ne ha paura dice: ' Le mie malattie sono nate dalle pratiche yoga ' Allora interromperà la pratica. Questo è il primo ostacolo allo yoga.
49. Il secondo ostacolo allo yoga è il dubbio riguardo l'efficacia della pratica yoga.
50. Terzo ostacolo è la trascuratezza o lo stato di confusione.
51. Il quarto è l'indifferenza o pigrizia.
52. Il sonno costituisce il quinto ostacolo alla pratica yoga.
53. Il sesto è il non lasciare gli oggetti dei sensi; il settimo è la percezione erronea o illusione.
54. L'ottavo è l'intento o la partecipazione sensuale negli affari del mondo. Il nono è la mancanza di fede. Il decimo è l'incapacità di comprendere le verità dello yoga.

Il Risveglio di Kundalini
55. L'intelligente praticante di yoga deve, per mezzo di profonda analisi e grande deliberazione, evitare questi dieci ostacoli.
56. La pratica del pranayama dev'essere compiuta quotidianamente, con la mente fermamente fissata sulla Verità. Allora la mente si riposa nella sushumna. Perciò il prana non si muove.
57. Quando le impurità della mente sono rimosse e il prana viene assorbito nella sushumna, uno diviene un vero yogi.
58. Quando l'impurità accumulata che ostruisce la sushumna nadi è completamente rimossa e si effettua l passaggio dell'aria vitale attraverso la sushumna facendo il kevala kumbhaka, lo yogi spinge violentemente l'apana (dal corso discendente) a sollevarsi insù per mezzo della contrazione dell'ano (mula bandha).
59. Così sollevato, l'apana si mischia con agni; e quindi ascendono velocemente alla sede del prana. Allora, prana e apana uniti l'uno all'altro vanno da Kundalini, che è addormentata avvolta a spirale.
60. Scaldata da agni e stimolata dal vayu, Kundalini allunga il suo corpo all'interno della bocca della sushumna.

Kundalini Raggiunge il Sahasrara Passando Attraverso i Tre Nodi
61. La Kundalini passa attraverso il Brahmagranthi formato di rajas, e guizza subito come il lampo nella bocca della sushumna.
62. Dopo, Kundalini ascende subito al cuore per il Vishnugranthi. Quindi, ascende per il Rudragranthi e al di sopra di esso, nel mezzo delle sopracciglia.
63. Avendo perforato questo posto, la Kundalini ascende alla sfera (mandala) della luna; e asciuga l'umidità prodotta dalla luna nell'anahata chakra, che ha dodici petali.
64. Quando il sangue è agitato, per la velocità del prana, a contatto con il Sole diviene bile. Quindi va nella sfera della luna; quivi assume la natura di puro muco.
65. Quando va lì, com'è che il sangue, che è molto freddo, diviene caldo?
66. Perché nel frattempo la forma bianco intenso della luna è rapidamente scaldata. L'agitata Kundalini si muove all'insù e la pioggia di nettare scende più abbondantemente.
67. Come risultato per avere inghiottito questo nettare, il chitta dello yogi si allontana da tutti i piaceri sensuali. Lo yogi è assorto solamente nell'Atman, condividendo l'offerta sacrificale chiamata nettare. Egli prende posto nel suo Sé.
68. Egli gode questo stato superiore. Diventa devoto all'Atman e ottiene la pace.

Dissoluzione del prana
69. Allora la Kundalini va nel sahasrara, e abbandona le otto forme di Prakriti: terra, acqua, fuoco, aria, etere, mente, intelletto e egoismo.
70. Dopo avere stretto l'occhio, la mente, il prana e gli altri nel suo abbraccio, kundalini va da Shiva e, abbracciando anche Lui, si dissolve nel sahasrara.
71. Così il rajas-sukla, o il fluido seminale che ascende, va da Shiva assieme al marut o vayu. Prana e apana, che vengono sempre prodotti, diventano uguali.
72. I prana scorrono in tutte le cose, piccole e grandi, descrivibili o indescrivibili, come il fuoco nell'oro. Anche il respiro si dissolve.
73. Nati assieme dalla stessa qualità, anche prana e apana si dissolvono in presenza di Shiva, nel sahasrara. Avendo raggiunto una condizione d'equilibrio, essi non vanno più su o giù.
74. Allora lo yogi prospera con il prana diffuso esternamente nella forma degli elementi assottigliati o nel mero ricordo di essi, la mente essendo stata ridotta sotto forma di vaghe impressioni e la parola rimanendo solo sotto forma di reminiscenza.
75. Quindi tutte le arie vitali si diffondono completamente nel suo corpo, come l'oro in un crogiolo posto sul fuoco.

Sperimentare ogni cosa come coscienza durante il samadhi
76. Il corpo dello yogi ottiene lo stato molto sottile del puro Brahman. Facendo in modo che il corpo composto dagli elementi sia assorbito in uno stato sottile nella forma del Paramatman o Divinità suprema, il corpo dello yogi abbandona il suo impuro stato corporale.
77. Quella soltanto è la Verità che sta alla base di tutte le cose, che è realizzata dallo stato d'insensibilità ed è priva d'impurità.
78. Quello soltanto che ha la natura dell'Assoluta Coscienza, che in tutti gli esseri ha il carattere dell'attributo ' io', il Brahman, solo la forma più sottile di Questo è la Verità che sta alla base di tutte le cose.
79. La liberazione dall'idea che Brahman è qualificato, dall'illusione circa l'esistenza o l'inesistenza di qualcosa separata da Brahman (che dev'essere annullata), e altre esperienze simili, in queste lo yogi deve riconoscere il Brahman. Nello stesso tempo in cui attinge questa conoscenza della forma dell'Atman, egli ottiene la liberazione.
80. Quando non è così, sorgono solo ogni tipo di idee assurde e impossibili. Prodotte dall'illusione, prendono vita la corda-serpente e altre assurdità del genere. Nascono assurdità, come l'idea che uomini e donne hanno dell'argento nella conchiglia dell'ostrica perlifera.
81. Lo yogi deve realizzare l'unità del Visvatman e degli altri, fino al turiya. Egli deve realizzare l'unità del microcosmo con il Virat Atman e gli altri, fino al turiya, del macrocosmo, e anche del Lingam con il Sutratman, del Sé con lo stato non- manifesto dell'Atman manifestato nel proprio Sé con l'Atman della Coscienza.

Samadhi Yoga
82. La Kundalini Shakti è come un filo nel loto. È risplendente. Con la sua bocca addenta l'estremità superiore del suo corpo, al la radice del loto, il mulakanda o muladhara.
83. È in contatto con il buco della brahmanadi, nella sushumna, afferrandosi la coda con la bocca.
84. Seduta in padmasana, se una persona che si è abituata alla contrazione dell'ano (mula bandha) fa andare il vayu all'insù, con la mente intenta nel kumbhaka, l'agni perviene al fiammeggiante svadhishthana a causa del soffiare del vayu.
85. Col soffiare di vayu e agni, Kundalini passa attraverso il Brahmagranthi; e quindi attraverso il Vishnugranthi.
86. Dopo, Kundalini trapassa il Rudragranthi; e quindi perfora tutti i sei loti o plessi. Allora la Kundalini Shakti è felice con Shiva nel sahasradala kamala, il loto dai mille petali. Questo deve essere riconosciuto come l'avastha o stato più alto.
Questo soltanto è elargitore della beatitudine finale.

fonte http://goo.gl/MLEmQh

Kundalini Yoga di Sivananda

pubblicato 13 lug 2014, 04:16 da TEMPO diSERVIRE


KUNDALINI YOGA di Swami Sivananda


KUNDALINI 
La parola Kundalini è familiare a tutti gli studenti di yoga, essendo nota come il potere, sotto forma di un serpente avvolto a spirale, residente nel muladhara chakra, il primo dei sette chakra; gli altri sei chakra sono, nell'ordine: svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara. Tutte le sadhana sotto forma di japa, meditazione, kirtan e preghiera, come pure ogni sviluppo delle virtù, e l'osservanza di austerità come verità, non-violenza e continenza sono intese, nella migliore delle ipotesi, solo per ridestare il Potere del Serpente e farlo passare in successione attraverso tutti i chakra, dal svadhishthana al sahasrara. Quest'ultimo è chiamato anche loto dai mille petali, sede di Sadavisa o Parabrahman o dell'Assoluto, separata dal quale giace la Kundalini o Shakti nel muladhara, e per unirsi al quale la Kundalini passa per tutti i chakra, come spiegato prima, conferendo la liberazione all'aspirante che pratica assiduamente lo yoga (o la tecnica di unire Lei al suo Signore) e ottiene successo nel suo sforzo. Nelle persone del mondo, date al godimento dei piaceri sensuali e sessuali, il potere di Kundalini è addormentato per mancanza di qualsiasi stimolo, sotto forma di pratiche spirituali, poiché solo il potere generato da queste pratiche ridesta il Potere del Serpente, e non un qualsiasi altro potere derivato dal possesso di ricchezze e abbondanze mondane. Quando l'aspirante pratica seriamente tutte le discipline come prescritto negli Shastra, e secondo l'istruzione del precettore, nel quale la Kundalini dev'essere già desta e aver raggiunto la sua dimora o Sadasiva - solo acquisendo questa benedetta realizzazione una persona viene intitolata ad agire come guru o precettore spirituale, a guidare e ad aiutare anche gli altri a conseguire lo stesso fine - allora i veli o strati che avviluppano Kundalini cominciano ad aprirsi e infine sono fatti a pezzi, e il Potere del Serpente è spinto o per così dire guidato verso l'alto. Visioni sovrasensibili appaiono davanti all'occhio mentale dell'aspirante, nuovi mondi con meraviglie e fascini indescrivibili si rivelano davanti allo yogi. Piani dopo piani svelano la loro esistenza e grandiosità al praticante. Lo yogi ottiene conoscenza, potere e beatitudine divina in grado crescente, quando Kundalini attraversa chakra dopo chakra, facendoli fiorire in tutta la loro gloria - mentre prima del tocco di Kundalini non esprimevano i loro poteri - emanando la loro fragranza e luce divina) e rivela i fenomeni e i segreti divini che stanno nascosti dall'occhio delle persone mondane, che rifiutano di crederne la stessa esistenza. Quando Kundalini ascende un chakra, o centro yogico, anche lo yogi ascende un gradino, o piolo, nella scala yogica; egli legge una pagina in più, quella seguente, nel libro divino; più Kundalini si muove verso l'alto, più anche lo yogi avanza in relazione verso la meta o perfezione spirituale. Quando Kundalini raggiunge il sesto centro o ajna chakra, lo yogi ottiene la visione di Dio Personale o saguna Brahman; e quando il Potere del Serpente raggiunge l'ultimo centro sul capo, il sahasrara chakra o loto dai mille petali, lo yogi perde la sua individualità nell'oceano di Sat-Chit-Ananda o Esistenza-Conoscenza-Beatitudine Assoluta e diviene uno con il Signore o Anima suprema. Egli non è più un uomo comune, e nemmeno un semplice yogi, ma un saggio pienamente illuminato, avendo conquistato l'eterno e illimitato regno divino; un eroe, avendo vinto la battaglia contro l'illusione; un mukta o liberato, avendo attraversato l'oceano dell'ignoranza o l'esistenza trasmigratoria; e un superuomo, avendo l'autorità e la capacità di salvare le altre anime che lottano nel mondo relativo. Le Scritture acclamano lui e la sua realizzazione nel modo più grande e glorificante possibile. Gli esseri celesti lo invidiano, inclusa la Trinità, cioè Brahma, Vishnu e Shiva.


KUNDALINI E SADHANA TANTRICA 
Il kundalini yoga appartiene invero alla sadhana tantrica, che dà una descrizione dettagliata del Potere del Serpente e dei chakra, come menzionato prima. La Madre Divina, l'aspetto attivo dell'Esistenza-Conoscenza-Beatitudine Assoluta, risiede nel corpo di uomini e donne nella forma di Kundalini, e tutta la sadhana tantrica ha lo scopo di ridestarLa e farLa unire con il Signore Sadasiva nel sahasrara, come descritto all'inizio. Nella sadhana tantrica, i metodi adottati per conseguire questo fine sono il japa del nome della Madre, la preghiera e vari altri rituali. 


KUNDALINI E HATHA YOGA 
Anche l'hatha yoga costruisce la sua filosofia attorno a Kundalini, ma i metodi adottati sono differenti da quelli della sadhana tantrica. L'hatha yoga cerca di risvegliare Kundalini mediante la disciplina del corpo fisico, la purificazione delle nadi e il controllo del prana. Attraverso una serie di posizioni fisiche, chiamate asana, esso tonifica l'intero sistema nervoso e lo porta sotto il controllo cosciente dello yogi; tramite bandha e mudra controlla il prana, ne regola i movimenti e perfino lo blocca e lo sigilla, impedendogli di muoversi; per mezzo di kriya purifica gli organi interni del corpo fisico, e infine mediante il pranayama porta la stessa mente sotto il controllo dello yogi. Kundalini è fatta ascendere verso il sahasrara attraverso questi metodi combinati.


KUNDALINI E RAJA YOGA 
Il raja yoga non menziona niente di Kundalini, ma propone un sentiero ancora più alto e sottile, filosofico e razionale, e chiede all'aspirante di controllare la mente, di ritirare tutti i sensi e d'immergersi in meditazione. Diversamente dall'hatha yoga, che è meccanico e mistico, il raja yoga insegna una tecnica con otto passi, appellandosi al cuore e all'intelletto degli aspiranti. Sostiene lo sviluppo morale ed etico con yama e niyama, promuove lo sviluppo intellettuale e culturale con svadhyaya, o studio delle sacre scritture, soddisfa l'aspetto emotivo e devozionale della natura umana, ingiungendo di abbandonarsi alla volontà del Creatore, ha un elemento di misticismo includendo il pranayama come uno degli otto passi, e infine prepara l'aspirante alla meditazione ininterrotta sull'Assoluto mediante un penultimo passo di concentrazione. Né nella filosofia, né nella prescrizione dei metodi il raja yoga fa menzione di Kundalini, ma pone la mente umana e il chitta come gli obiettivi da distruggere, giacché fanno dimenticare all'anima individuale la sua vera natura e le causano nascita e morte, e tutti i guai dell'esistenza fenomenica. 


KUNDALINI E VEDANTA 
Ma quando passiamo al vedanta, non vi è questione di Kundalini né di qualsiasi tipo di metodi mistici o meccanici. È tutta ricerca e speculazione filosofica. Secondo il vedanta la sola cosa che dev'essere distrutta è l'ignoranza circa la propria vera natura, e quest'ignoranza non può essere distrutta, né dallo studio, né dal pranayama, né dall'azione, né da un certo numero di torsioni e torture fisiche, ma solo conoscendo la propria vera natura, che è Sat-Chit-Ananda o Esistenza-Conoscenza-Beatitudine. L'uomo è sempre divino, libero e uno con lo Spirito supremo, che egli dimentica, identificandosi con la materia, la quale è un'apparenza illusoria e una sovrapposizione sullo Spirito. Liberazione è libertà dall'ignoranza, e all'aspirante viene consigliato costantemente di dissociarsi da tutte le limitazioni e d'identificarsi con l'onnipervadente, non-duale, beato, pacifico e omogeneo Spirito o Brahman. Quando la meditazione viene intensificata, l'aspirante perde la sua individualità nell'oceano dell'Esistenza ,o piuttosto l'individualità è assorbita completamente. Come una goccia d'acqua sulla padella è immediatamente assorbita e svanisce alla percezione, così la coscienza individuale è sorbita dalla Coscienza Universale e assorbita in Essa. Secondo il vedanta non ci può essere vera liberazione in uno stato di molteplicità; lo stato di completa Unità è la meta a cui aspirare, verso cui soltanto l'intera creazione si sta lentamente muovendo.


INTRODUZIONE 


ESSENZA DEL KUNDALINI YOGA 
La parola YOGA viene dalla radice yuj che significa unire, e nel suo senso spirituale è quel processo mediante il quale lo spirito umano è immerso o portato in intima e cosciente comunione con lo Spirito Divino, secondo che la natura dello spirito umano si consideri separato da (dvaita, visishtadvaita) o uno (advaita) con lo Spirito Divino. Poiché nel vedanta è affermata quest'ultima proposizione, lo yoga è quel processo per cui l'identità dei due (jivatman e Paramatman) - identità che in effetti esiste sempre - è realizzata dallo yogi. È realizzata perché lo Spirito ha allora penetrato il velo di maya, che come mente e materia oscura questa conoscenza. Il mezzo col quale si raggiunge ciò è il processo yoga, che libera il jiva da maya. Perciò la Gheranda Samhita dice: « Non c'è legame simile in forza a maya, e nessun potere più grande per distruggere questo legame che lo yoga ». Dal punto di vista advaita o monistico, lo yoga nel senso di un'unione finale è inapplicabile, poiché l'unione implica un dualismo tra lo spirito umano e il Divino. In questo caso, denota il processo piuttosto che il risultato. Quando i due sono considerati distinti, yoga può applicarsi ad entrambi. Una persona che pratica yoga è chiamata yogi. Non tutti sono in grado di provare lo yoga; solo pochissimi lo sono. In questa, o in altre vite, uno dev'essere passato per il servizio disinteressato e le osservanze ritualistiche senza attaccamento alle azioni o ai loro frutti, e per l'adorazione devozionale (upasana), e deve averne ottenuto il frutto, cioè una mente pura (chittasuddhi). Questo non significa semplicemente una mente libera dall'impurità sessuale. Il conseguimento di questa e altre qualità è l'A B C della sadhana. Una persona può avere la mente pura in questo senso, e tuttavia essere completamente incapace di yoga. Chittasuddhi non consiste semplicemente nella purezza morale di ogni tipo, ma in conoscenza, distacco, capacità per il puro funzionamento intellettuale, attenzione, meditazione e cosi via. Quando, mediante il karma yoga e l'upasana, la mente è portata a questo punto e quando, nel caso del jnana yoga, c'è non attaccamento e distacco dal mondo e dai suoi desideri, allora il sentiero yoga è aperto alla realizzazione della Verità ultima. Invero, pochissime persone sono idonee allo yoga nella sua forma più alta. La maggioranza deve cercare l'avanzamento lungo il sentiero del karma yoga e della devozione. Secondo una scuola di pensiero, ci sono quattro forme principali di yoga, cioè: mantra yoga, hatha yoga, laya yoga e raja yoga; il kundalini yoga è in realtà laya yoga. C'è un'altra classificazione: jnana yoga, raja yoga, laya yoga, hatha yoga e mantra yoga. Questa è basata sull'idea che vi sono cinque aspetti della vita spirituale: - dharma, kriya, bhava, jnana e yoga; il mantra yoga viene considerato di due tipi, a seconda che viene seguito lungo il sentiero del kriya o del bhava. Ci sono sette sadhana di yoga, cioè: sat-karma, asana, mudra, pratyahara, pranayama, dhyana e samadhi; che sono: pulizia del corpo, posizioni a sedere a fini yogici, l'astrazione dei sensi dai loro oggetti, controllo del respiro, meditazione ed estasi, che è di due tipi - imperfetta (savikalpa) in cui il dualismo non è completamente superato, e perfetta (nirvikalpa) che è completa esperienza monistica, la realizzazione della Verità del Mahavakya AHAM BRAHMASMI, una conoscenza nel senso di realizzazione che, si deve osservare, non produce la liberazione (moksha) ma è la stessa liberazione. Il samadhi del laya yoga è detto savikalpa samadhi e quello del completo raja yoga è detto nirvikalpa samadhi. I primi quattro processi sono fisici, gli ultimi tre mentali e sovramentali. Con questi sette processi si guadagnano rispettivamente certe qualità, cioè: purezza (sodhana), fermezza e forza (dridhata), coraggio morale (sthirata), uniformità (dhairya), leggerezza (laghava), realizzazione (pratyaksha) e il distacco che porta alla Liberazione (nirliptattva). Quanto è conosciuto come yoga dagli otto passi (ashtanga yoga) contiene cinque delle suindicate sadhana (asana, pranayama, pratyahara, dhyana e samadhi) più altre tre, e cioè: yama o autocontrollo per mezzo di castità, moderazione, non violenza (ahimsa), e altre virtù; niyama o osservanze religiose, carità e così via, e devozione al Signore (Ishvara-pranidhana); e dharana, il fissare l'organo interno sul suo oggetto, secondo la pratica yoga. L'uomo è un microcosmo (kshudra brahmanda). Qualunque cosa esiste nell'universo esterno esiste in lui. Tutti i tattva e i mondi sono dentro di lui e così pure il supremo Shiva-Shakti. Il corpo può essere diviso in due parti principali, e cioè la testa e il tronco da un lato, e le gambe dall'altro. Nell'uomo il centro del corpo è tra questi due, alla base della spina dorsale, dove cominciano le gambe. Sostenente il tronco e lungo tutto il corpo c'è la colonna spinale. Questa è l'asse del corpo, come il monte Meru è l'asse della terra. Perciò la colonna spinale dell'uomo è chiamata merudanda. Le gambe e i piedi sono grossolani e mostrano meno segni di coscienza che non il tronco con la sua materia spinale bianca e grigia; in questo senso lo stesso tronco è immensamente subordinato alla testa contenente l'organo della mente, o cervello fisico, con la sua materia bianca e grigia. Le posizioni della materia bianca e grigia nella testa e nella colonna spinale sono rispettivamente capovolte. Il corpo e le gambe sotto il centro sono i sette mondi inferiori sostenuti dalle Shakti o Poteri dell'universo. Dal centro in su, la coscienza si manifesta più liberamente mediante i centri spinali e cerebrali. Qui ci sono le sette regioni superiori (o loka), un termine che significa 'cosa è visto' (lokyante), cioè sperimentato, e sono quindi i frutti del karma sotto forma di una particolare nascita. Queste regioni, e cioè: bhuh, bhuvah, svah, tapa, jana, maha e satya loka corrispondono ai sei centri; cinque nel tronco, il sesto nel centro cerebrale inferiore, e il settimo nella parte più alta del cervello o satyaloka, dimora del supremo Shiva-Shakti. I sei centri sono: il muladhara o radice-supporto situato alla base della colonna spinale a metà del perineo, tra la radice dei genitali e l'ano; sopra di esso, nella regione dei genitali, dell'addome, del cuore, del petto e della gola, e nella fronte tra i due occhi, si trovano rispettivamente svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna chakra. Questi sono i centri principali, sebbene alcuni testi parlino di altri ancora, come il lalana, manas e soma chakra. La settima regione oltre i chakra è il cervello superiore, il centro supremo della manifestazione della coscienza nel corpo e quindi dimora del supremo Shiva- Shakti. Quando si dice che ne è la ' dimora ', non significa che il Supremo è localizzato nel senso del nostro ' essere posto ', cioè è lì e non altrove! Il Supremo non è mai localizzato, mentre lo sono le sue manifestazioni. È ovunque, sia dentro che fuori del corpo, ma si dice che è nel sahasrara perché è qui che viene realizzato il supremo Shiva-Shakti. E deve essere così perché la coscienza è realizzata entrando e passando attraverso la manifestazione superiore della mente, il sattvamayi buddhi, sopra e oltre la quale è Chit e le stesse Chidrupini Shakti. Dal loro aspetto tattva Shiva-Shakti si evolve la mente [nelle sue forme di buddhi, ahamkara, manas e i sensi (indriya) associativi], il cui centro è sopra l'ajna chakra e sotto il sahasrara. Dall'ahamkara procedono i tanmatra, o elementi sottili, che evolvono le cinque forme di materia sensibile (bhuta), e cioè: akasa (etere), vayu (aria), agni (fuoco), apah (acqua) e prithvi (terra). La traduzione data non implica che i bhuta sono simili agli elementi di aria, fuoco, acqua e terra. I termini indicano diversi tipi di materia, dall'etereo al solido. Così prithvi o terra è qualsiasi materia nello stato prithvi, e cioè che può essere sentito dall'indriya dell'olfatto. Mente e materia pervadono l'intero corpo. Ma ci sono dei centri in esso in cui sono predominanti. Così ajna è il centro della mente, e i cinque chakra più in basso sono i centri dei cinque bhuta; vishuddha dell'akasa, anahata del vayu, manipura di agni, svadhishthana di apah e muladhara di prithvi. In breve, l'uomo come microcosmo è lo Spirito onnipervadente (che molto puramente si manifesta nel sahasrara) condotto dalla Shakti nelle forme di mente e materia, i cui centri sono rispettivamente il sesto e i cinque chakra seguenti. I sei chakra sono stati identificati con i seguenti plessi, a cominciare dal più basso, il muladhara: il plesso sacrococcigeo, il plesso sacrale, il plesso solare (che forma la grande unione delle catene simpatiche destra e sinistra ida e pingala con l'asse cerebro-spinale. Connesso a questo è il plesso lombare. Quindi, segue il plesso cardiaco (anahata), il plesso laringeo e ultimo l'ajna o cervelletto con i suoi due lobi. Sopra questo c'è il manas-chakra o cervello mediano, e infine il sahasrara o cervello superiore. Gli stessi sei chakra sono centri vitali all'interno della colonna spinale, nella materia bianca e grigia. Comunque, essi possono e probabilmente influenzano e governano il tratto grossolano esterno alla spina dorsale nella regione corporea laterale e coestensiva con quella sezione della colonna spinale in cui è situato ogni particolare centro. I chakra sono centri di Shakti come forza vitale. In altre parole, sono centri di pranashakti manifestati nel corpo vivente dal pranavayu, e le divinità che vi presiedono sono nomi della Coscienza Universale che si manifesta nella forma di questi centri. I chakra non sono percepibili dai sensi grossolani. Anche se fossero percepibili nel corpo vivente che aiutano a organizzare, scompaiono con la disintegrazione dell'organismo nella morte. Solo perché l'autopsia del corpo non rivela questi chakra nella colonna spinale, alcune persone pensano che essi non esistono affatto e sono mera invenzione di un cervello fertile. Quest'attitudine ci ricorda di un medico che dichiarò di aver compiuto molte autopsie senza aver mai scoperto un'anima! I petali dei loti variano, essendo rispettivamente 4, 6, 10, 12, 16 e 2 a partire da muladhara e finendo con ajna. Sono cinquanta in tutto, come le lettere dell'alfabeto che sono nei petali; cioè, i matrika (lettere) sono associati con i tattva, poiché entrambi sono prodotti dello stesso processo creativo cosmico che si manifesta come funzione fisiologica o psicologica. È da notare che il numero dei petali è quello delle lettere, tralasciando ksha o la seconda la, e che queste 50 moltiplicate per 20 sono nei mille petali del sahasrara, un numero che è indicativo di infinità. Ma perché, si può chiedere, i petali variano di numero? Perché, per esempio, sono 4 nel muladhara e 6 nello svadhishthana? La risposta è che il numero dei petali in ciascun chakra è determinato dal numero e posizione delle nadi o nervi-yoga attorno a quel chakra. Così, quattro nadi che circondano e passano attraverso i movimenti vitali del muladhara chakra gli danno l'apparenza di un loto di quattro petali, i quali sono perciò raffigurazioni fatte dalle posizioni delle nadi in ogni centro particolare. Queste nadi non sono quelle conosciute dai medici; queste ultime sono grossolani nervi fisici. Ma quelle di cui si parla qui sono chiamate yoga-nadi e sono canali sottili (vivara) lungo cui scorrono le correnti praniche. Il termine nadi viene dalla radice nad che significa movimento. Il corpo è pieno d'innumerevoli nadi. Se fossero visibili all'occhio, il corpo presenterebbe l'aspetto di una complicatissima carta di correnti oceaniche. Superficialmente l'acqua sembra una e la stessa, ma l'esame dimostra che essa si sta muovendo con diversi gradi di forza in tutte le direzioni. Tutti questi loti esistono nella colonna spinale. Il merudanda è la colonna vertebrale. L'anatomia occidentale la divide in cinque parti; e si deve notare, in corroborazione della teoria qui esposta, che queste corrispondono con le regioni in cui sono situati i cinque chakra. Il sistema spinale centrale comprende il cervello o encefalo contenuto dentr o il cranio (in cui sono il lalana, ajna, manas e soma chakra e il sahasrara); come pure il midollo spinale, che si estende dal confine superiore dell'atlante, sotto il cervelletto, e discendente fino alla seconda vertebra lombare, dove si rastrema in un punto chiamato filum terminalis. Dentro la colonna spinale c'è il midollo, un composto di materia cerebrale bianca e grigia, in cui si trovano i cinque chakra inferiori. È da notare che il filum terminalis era considerato anticamente un mero cordone fibroso, un veicolo inadeguato, si poteva pensare, per il muladhara chakra e la Kundalini Shakti. Recenti ricerche al microscopio hanno tuttavia svelato l'esistenza di materia grigia altamente sensibile nel filum terminalis, che rappresenta la posizione del muladhara. Secondo la scienza occidentale, il midollo spinale non è semplicemente un conduttore tra la periferia e i centri della sensazione e della volontà, ma è anche un centro indipendente o un gruppo di centri. La sushumna è una nadi nel centro della colonna spinale; la sua base è chiamata Brahma-dvara o porta di Brahman Per quanto riguarda le relazioni fisiologiche dei chakra, tutto quello che si può dire con qualche grado di certezza è che i quattro al di sopra del muladhara hanno relazione con la funzione genito-escretoria, digestiva, cardiaca e respiratoria; e che i due centri superiori, l'ajna (con i chakra associati) e il sahasrara denotano varie forme dell'attività cerebrale, terminando nel riposo della Pura Coscienza guadagnato tramite lo yoga. Le nadi di ciascun lato, ida e pingala, sono i midolli simpatici sinistro e destro che attraversano la colonna centrale da un lato all'altro. Con la sushumna, esse formano ad ajna un triplice nodo chiamato triveni, che si dice sia il punto nel midollo allungato dove si uniscono e da dove traggono origine i midolli simpatici. Queste nadi, assieme all'ajna a due lobi e alla sushumna, formano la figura del caduceo del dio Mercurio, che alcuni dicono rappresenti. Com'è che il risveglio di Kundalini Shakti e la sua unione con Shiva produce lo stato di unione estatica (samadhi) e l'esperienza spirituale che si dichiara? In primo luogo, ci sono due linee principali di yoga, cioè dhyana o bhavana-yoga e kundalini yoga; e c'è una differenza marcata tra i due. Il primo tipo di yoga è quello in cui l'estasi (samadhi) si ottiene per mezzo di processi intellettivi (kriya-jnana) di meditazione e simili, con l'aiuto, può darsi, di processi ausiliari di mantra o hatha yoga (diversi dal risveglio di Kundalini), e con il distacco dal mondo; il secondo sta a parte come quella porzione dell'hatha yoga in cui, malgrado i processi intellettivi non sono negati, la Shakti creativa e sostenente l'intero corpo è effettivamente e veramente unita con la Coscienza del Signore. Lo yogi fa che Lei lo introduca al Suo Signore, e gode la beatitudine dell'unione tramite Lei. Sebbene è lui che la desta, è Lei che dà la conoscenza o jnana, poiché Lei stessa è jnana. Il dhyana yogi ottiene quella conoscenza dello stato supremo che i suoi poteri di meditazione possono dargli, e non conosce il godimento dell'unione con Shiva attraverso il fondamentale potere corporeo. Le due forme di yoga differiscono sia come metodo che come risultato. L'hatha yogi considera il suo yoga e i suoi frutti come i migliori; il jnana yogi può pensare similmente del suo. Kundalini è cosi famosa che molti cercano di conoscerLa. Avendo studiato la teoria di questo yoga, uno può chiedere: « Si può fare a meno di esso? ». La risposta è: « Dipende da quello che cercate ». Se volete destare la Kundalini Shakti, godere la beatitudine dell'unione di Shiva e Shakti tramite Lei e ottenere i poteri (siddhi) che ne derivano, è ovvio che questo fine può essere conseguito solo dal kundalini yoga. In questo caso, ci si espone ad alcuni rischi. Ma se si cerca la Liberazione, senza desiderare l'unione tramite Kundalini, allora questo yoga non è necessario, poiché la Liberazione può essere ottenuta dal puro jnana yoga mediante il distacco, l'esercizio e quindi il quietamento della mente, senza destare affatto il potere corporeo centrale. Invece di avviarsi nel e dal mondo per unirsi a Shiva, per ottenere questo risultato il jnana yogi si distacca dal mondo. Uno è il sentiero del godimento e l'altro dell'ascetismo. Il samadhi può ugualmente essere ottenuto sul sentiero della devozione (bhakti) che su quello della conoscenza. Invero, la devozione suprema (para bhakti) non è differente dalla conoscenza. Entrambe sono Realizzazione. Ma mentre la Liberazione (mukti) è ottenibile con ambo i metodi, ci sono altre notevoli differenze tra i due. Un dhyana yogi non deve trascurare il suo corpo, poiché sa di essere mente e materia, e che l'una reagisce sull'altra. La noncuranza o la mera mortificazione del corpo è più atta a produrre un'immaginazione disordinata che una vera esperienza spirituale. Comunque, egli non è interessato al corpo nel senso in cui lo è l'hatha yogi. È possibile essere un dhyana yogi coronato dal successo e tuttavia essere debole nel corpo e nella salute, malato e di vita breve. Il suo corpo, e non lui, determina quando deve morire. Egli non può morire di sua volontà. Quando è in samadhi, Kundalini Shakti è ancora addormentata nel muladhara, e nel suo caso non si osserva nessuno dei sintomi fisici e la beatitudine psichica o i poteri (siddhi) che si descrivono accompagnano il Suo risveglio. L'estasi che egli chiama 'Liberazione mentre ancora vivente' (jivanmukti) non è uno stato come quello della vera Liberazione. Egli può essere ancora soggetto a un corpo sofferente da cui si libera solo alla morte, semmai è liberato. La sua estasi ha la natura di una meditazione che passa nel Vuoto (bhavana-samadhi), causato attraverso la negazione di ogni forma-pensiero (chitta-vritti) e il distacco dal mondo - un processo comparativamente negativo, nel quale non prende parte l'atto positivo di sollevare il potere centrale del corpo. Con il suo sforzo, la mente (che è un prodotto di Kundalini come Prakriti Shakti), assieme ai suoi desideri mondani, viene calmata così che il velo prodotto dal funzionamento mentale è rimosso dalla Coscienza. Nel laya yoga, la stessa Kundalini, quando risvegliata dallo yogi (poiché tale risveglio è suo atto e parte), consegue per lui l'illuminazione. Ma perché, si può chiedere, uno deve tormentare il corpo e il suo potere centrale, e ancor più perché si è alle prese con rischi e difficoltà non comuni? La risposta è già stata data. C'è compiutezza e certezza di Realizzazione tramite l'agenzia del Potere che è la Conoscenza stessa (jnanarupa Shakti), un'acquisizione intermedia di poteri (siddhi), e un godimento intermedio e finale. Se la Realtà ultima è l'Uno, che esiste nei due aspetti di quiescente godimento del Sé, e di liberazione da ogni forma e godimento attivo degli oggetti, cioè come Puro Spirito e Spirito nella materia, allora un'unione completa con la Realtà richiede quest'unità in entrambi i suoi aspetti. Dev'essere conosciuta sia qui (iha), che li' (amutra). Quando giustamente compresa e praticata, c'è verità nella dottrina che insegna che l'uomo deve fare il meglio di entrambi i mondi. Non c'è vera incompatibilità tra i due, a condizione che l'azione è considerata in conformità con la legge universale di manifestazione. È considerato un falso insegnamento che la felicità nell'al di là si può avere solo con l'assenza di godimento qui, adesso, o nel cercare deliberatamente sofferenze e mortificazioni. L'unico Shiva, che è la Suprema Esperienza di Beatitudine, appare sotto forma di uomo con una vita fatta da un misto di piacere e dolore. Si può ottenere la felicità qui, e la beatitudine della Liberazione qui e nell'al di là, se si realizza l'identità di questi Shiva in ogni atto umano. Ciò sarà conseguito facendo di ogni funzione umana, senza eccezione, un religioso atto di sacrificio e adorazione (yajna). Nell'antico rituale vedico, il godimento per mezzo di cibo e bevanda era preceduto e accompagnato dal sacrificio e dal rituale cerimoniale. Questo godimento era frutto del sacrificio e dono degli dei. Nello stadio superiore della vita di un sadhaka, è offerto all'Uno da cui vengono tutti i doni e di cui i devata sono forme limitate inferiori. Ma anche quest'offerta comporta un dualismo da cui è libera la più elevata sadhana monista (advaita). Qui la vita individuale e la vita del mondo sono viste come una. E quando il sadhaka mangia o beve o adempie qualunque altra delle funzioni naturali del corpo, fa questo dicendo e sentendo ' Shivoham '. Non è solamente l'individuo separato che agisce e gode in questo modo; è Shiva che fa così in e attraverso lui. Un tale individuo riconosce, come è stato detto, che la sua vita e il gioco di tutte le sue attività non sono una cosa a parte, da possedere e perseguire egotisticamente per i loro e il suo amor proprio, come se il godimento fosse qualcosa da rubacchiare alla vita con la sua sola forza e con un senso di separazione; ma la sua vita e tutte le sue attività sono concepite come parte dell'azione Divina nella Natura (Shakti), che si manifesta e opera nella forma dell'uomo. Egli realizza nel battito pulsante del suo cuore il ritmo che pulsa attraverso ed è il canto della Vita Universale. Trascurare o negare i bisogni del corpo, pensare a esso come a qualcosa di non divino, significa trascurare e negare la vita più grande di cui è parte, e contraffare la grande dottrina dell'Unità di tutto e dell'identità ultima di Spirito e Materia. Governati da un tale concetto, anche i più bassi bisogni fisici assumono un significato cosmico. Il corpo è Shakti; i suoi bisogni sono i bisogni della Shakti. Quando l'uomo gode, è la Shakti che gode tramite lui. In tutto quanto egli vede e fa, è la Madre che guarda e agisce, occhi e mani sono i Suoi. Il corpo intero e tutte le sue funzioni sono Sue manifestazioni. Realizzare pienamente Lei in questo modo è perfezionare quella particolare manifestazione di Lei che è lui. Quando l'uomo cerca di essere maestro di se stesso, cerca questo su tutti i piani - fisico, mentale e spirituale - né questi possono essere divisi, poiché sono tutti correlati, essendo solo aspetti differenti dell'unica Coscienza onnipervadente. Chi è più divino, si può chiedere, chi trascura e rigetta il corpo o la mente affinché possa ottenere qualche immaginaria superiorità spirituale, o chi giustamente ha cura di entrambe come forme dell'Unico Spirito che essi rivestono? La realizzazione è più velocemente e veramente ottenuta discernendo lo Spirito in e come ogni essere e le sue attività, che scartando e mettendo da parte questi come esseri non spirituali o illusori e impedimenti nel sentiero. Se non concepiti rettamente, possono essere impedimenti e causa di cadute; altrimenti diventano strumenti di realizzazione; e quali altri sono lì a portata di mano? È così, quando le azioni sono fatte nel giusto sentimento e stato d'animo (bhava), questi atti danno godimento; e ripetuto e prolungato bhava produce a lungo andare quell'esperienza divina (tattva-jnana) che è la Liberazione. Quando la Madre è vista in tutte le cose, è infine realizzata come Colei che è al di là di tutte queste. Questi principi generali hanno la loro più frequente applicazione nella vita del mondo, prima di entrare propriamente nel sentiero dello yoga. Lo yoga qui descritto è, comunque, anche una applicazione di questi stessi principi, in quanto si afferma che con tale mezzo si ottengono sia bhukti che mukti (godimento e liberazione). Con i processi inferiori dell'hatha yoga si cerca di ottenere un perfetto corpo fisico, che sarà pure uno strumento veramente adeguato attraverso cui possa funzionare la mente. Di nuovo, una mente perfetta si avvicina e, in samadhi, passa nella stessa pura Coscienza. L'hatha yogi cerca un corpo che sarà forte come l'acciaio, salubre, libero dalla sofferenza e perciò di lunga vita. Egli è maestro del corpo - maestro di entrambe, vita e morte. La sua forma luminosa gode la vitalità della gioventù; vive finché ha volontà di vivere e godere nel mondo delle forme. La sua morte è morte volontaria (iccha-mrityu); quando fa il grande, meraviglioso ed espressivo gesto della dissoluzione (samhara-mudra), egli se ne diparte grandiosamente. Ma, si può dire, gli hatha yogi si ammalano e muoiono. In primo luogo, l'intensa disciplina è difficile e rischiosa, e può essere perseguita solo sotto la guida di un guru qualificato. La pratica solitaria e senza successo può condurre non solo a malattia, ma alla morte. Chi cerca di conquistare il Signore della morte corre il rischio, fallendo, di una più veloce conquista da parte Sua. Naturalmente, non tutti quelli che tentano questo yoga hanno successo o incontrano la stessa misura di successo. Quelli che falliscono incorrono non solo nelle infermità degli uomini normali, ma anche in altre portate dalle pratiche che sono state mal perseguite o per cui non sono idonei. Inoltre, quelli che hanno successo, ne hanno in varia misura. Uno può prolungare la sua vita fino alla sacra età di 84 anni, altri fino a 100, altri ancora più in là. In teoria almeno, quelli che sono perfetti (siddha) partono da questo piano quando vogliono. Non tutti hanno la stessa capacità o opportunità, per mancanza di volontà, forza corporea o circostanze. Non tutti possono volere o essere in grado di seguire le strette regole necessarie al successo. Né la vita moderna offre in generale le opportunità per una cultura fisica così completa. Non tutti gli uomini possono desiderare una tale vita o pensare che il guadagno vale la difficoltà richiesta. Alcuni possono desiderare di essere liberati dal loro corpo, e questo il più velocemente possibile. Si dice perciò che è più facile guadagnare la Liberazione che l'Immortalità! La prima può aversi per mezzo di altruismo, distacco dal mondo, disciplina morale e mentale. Ma conquistare la morte è più difficile, perché questi atti e qualità da soli non serviranno. Colui che riesce tiene la vita nel palmo di una mano e, se fosse uno yogi coronato dal successo (siddha), la Liberazione nell'altra; egli ha godimento e Liberazione. È l'Imperatore, il Maestro del mondo, e il possessore della Beatitudine che è al di là di tutti i mondi. Perciò, gli hatha yogi affermano che ogni altra sadhana è inferiore all'hatha yoga!
L'hatha yogi che opera per la Liberazione lo fa tramite laya yoga sadhana o kundalini yoga, che dà sia godimento che Liberazione. In ogni centro in cui desta Kundalini, egli fa esperienza di forme speciali di beatitudine e guadagna poteri particolari. PortandoLa allo Shiva del suo centro cerebrale, egli gode la Beatitudine suprema che nella sua natura è quella della Liberazione, e che quando stabilita in permanenza è la stessa Liberazione sciolta da corpo e mente. L'Energia (Shakti) si polarizza in due forme, e cioè statica o potenziale (Kundalini), e dinamica (le forze operanti del corpo come prana). Sotto ogni attività c'è una base statica. Il centro statico nel corpo umano è il centrale Potere del Serpente nel muladhara (supporto-base). È il potere che è il supporto statico (adhara) del corpo intero e di tutte le sue dinamiche forze praniche. Questo centro (kendra) di Potenza è una forma grossolana di Chit o Coscienza; cioè, in se stesso (svarupa) è Coscienza; ed appare come un Potere che, come forma più elevata di Forza, è una manifestazione di essa. Come c'è distinzione (sebbene alla base identici) tra la suprema Coscienza Quiescente e il suo Potere attivo (Shakti), così quando la Coscienza si manifesta come Energia (Shakti) possiede gli aspetti gemelli di Energia potenziale e cinetica. Non ci può essere partizione di fatto nella Realtà. Per L'occhio perfetto del siddha il processo del divenire è una lode al Signore (Abhyasa). Per l'occhio imperfetto del sadhaka, cioè l'aspirante al siddhi (perfetto compimento), per l'aspirante che si affatica ancora nei piani più bassi e che s'identifica variamente con essi divenire è tendere ad apparire, e un'apparenza è reale. Il kundalini yoga è un rendimento della Verità vedantica da questo pratico punto di vista, e rappresenta il processo del mondo come una polarizzazione nella stessa Coscienza. Questa polarità che esiste nel e come corpo è distrutta dallo yoga, che disturba l'equilibrio della coscienza corporea, coscienza che è il risultato del mantenimento di questi due poli. Il corpo umano, il polo potenziale di Energia che è il supremo Potere, è incitato all'azione, per cui le forze dinamiche (Shakti dinamica) sostenute da esso sono spinte a ciò, e l'intero dinamismo così generato si muove verso l'alto per unirsi con la calma Coscienza nel loto più alto. C'è la polarizzazione della Shakti in due forme - statica e dinamica. Questa polarizzazione tra la pura Chit e la Forza che è racchiusa in essa si osserva con evidenza nella mente e nell'esperienza. Questa Forza o Shakti sviluppa la mente attraverso un'infinità di forme e mutamenti nel puro e illimitato Etere della Coscienza - Chidakasa. Quest'analisi mette in mostra la Shakti primordiale nella stessa forma bipolare di prima, statica e dinamica. Qui la polarità è assai fondamentale e rasenta l'assolutezza, sebbene si deve naturalmente ricordare che non c'è quiete assoluta eccetto nella pura Chit. L'Energia Cosmica è un equilibrio relativo e non assoluto. Lasciando la mente, prendiamo la materia. L'atomo della scienza moderna ha cessato di essere un atomo nel senso di una unità indivisibile di materia. Secondo la teoria dell'elettrone, l'atomo è un universo in miniatura che somiglia al nostro sistema solare. Al centro di questo sistema atomico abbiamo una carica di elettricità positiva, attorno a cui gira una nuvola di cariche negative chiamate elettroni. Le cariche positive si tengono a freno reciprocamente, cosicché l'atomo è in una condizione di energia equilibrata e generalmente non si disperde, sebbene può far ciò nella dissociazione, che è la caratteristica di tutta la materia, e che si manifesta chiaramente nella radioattività del radio. Qui abbiamo di nuovo una carica positiva in riposo al centro, e cariche negative in movimento attorno al centro. Quanto è stato detto riguardo l'atomo si applica all'intero sistema cosmico e all'universo. Nel sistema solare, i pianeti ruotano attorno al sole, e questo sistema è probabilmente (considerato nell'insieme) una massa che si muove attorno a qualche altro centro relativamente statico, finché arriviamo al Brahma-bindu che è il punto di assoluto riposo, attorno al quale girano tutte le forme e per mezzo del quale tutte sono mantenute. Similmente, nei tessuti del corpo vivente, l'energia operante è polarizzata in due forme di energia - anabolica e catabolica, una tendente a cambiare e l'altra a conservare i tessuti; la condizione attuale dei tessuti è semplicemente la risultante di queste due attività coesistenti. In breve, quando si manifesta, la Shakti si divide in due aspetti - statico e dinamico - il che implica che non potete averla in una forma dinamica senza averla nello stesso tempo in una forma statica, molto simile ai poli di un magnete In ogni data sfera di attività di forza dobbiamo avere, secondo il principio cosmico di una base statica, la Shakti a riposo o ' avvolta a spirale '. Questa verità scientifica è illustrata nella figura di Kali, la Madre Divina che si muove come Shakti cinetica sul petto di Sadasiva, che è la base statica di pura Chit priva d'azione, mentre la Madre Gunamayi è tutta attività. La Shakti cosmica è la collettività (samashti), in relazione alla quale la Kundalini nei corpi particolari è la Shakti individuale (vyashti). Come ho già detto, il corpo è un microcosmo (kshudra-brahmanda). Nel corpo vivente c'è perciò la stessa polarizzazione di cui ho già parlato. L'universo è sorto da Mahakundalini. Nella sua forma suprema Lei è in riposo, avvolta attorno e una (come Chidrupini) con lo Shiva-bindu. Lei è allora in riposo. Quindi si snoda per manifestarsi. I tre giri di cui parla il kundalini yoga sono i tre guna, e i tre giri e mezzo sono Prakriti e i suoi tre guna, assieme ai vikriti. I suoi cinquanta giri sono le lettere dell'alfabeto. Man mano che si snoda, scaturiscono da Lei i tattva e i matrika, madri dei varna. Ella si muove così, e continua a muoversi nei tattva creati anche dopo la creazione; poiché questi, essendo nati dal movimento, continuano a muoversi. Tutto il mondo (jagat), come implica il termine sanscrito, si sta muovendo. Ella continua ad essere creativamente attiva fino a quando non ha evoluto il prithvi, l'ultimo dei tattva. Prima ha creato la mente, e poi la materia. Quest'ultima diviene sempre più densa. È stato suggerito che i mahabhuta sono le densità della scienza moderna: la densità dell'aria associata con la velocità massima della gravità; la densità del fuoco associata con la velocità della luce; la densità dell'acqua o fluido associata alla velocità molecolare e alla velocità equatoriale della rotazione della terra; e la densità della terra, quella del basalto associata con la velocità newtoniana del suono. Per quanto sia, è certo che i bhuta rappresentano una crescente densità di materia fino a raggiungere la sua tridimensionale forma solida. Quando la Shakti ha creato l'ultimo prithvi tattva, che c'è ancora da fare per Lei? Niente. Quindi si riposa di nuovo. A riposo, ancora, vuol dire che assume una forma statica. La Shakti, tuttavia, non è mai esaurita, cioè svuotata in qualcuna delle sue forme. Perciò, Kundalini Shakti a questo punto è, per così dire, la Shakti rimasta (sebbene ancora un plenum) dopo che è stato creato il prithvi, l'ultimo dei bhuta. Abbiamo così Mahakundalini a riposo come Chidrupini Shakti nel sahasrara, il punto di assoluto riposo; e quindi il corpo, in cui il centro statico relativo è Kundalini in riposo, e attorno a questo centro si muovono tutte le forze corporee. Queste sono Shakti, e tale è Kundalini Shakti. La differenza tra loro è che le prime sono Shakti in movimento in specifiche forme differenziate; mentre Kundalini Shakti è indifferenziata, residua Shakti a riposo, cioè avvolta a spirale. Ella è avvolta a spirale nel muladhara, che significa ' supporto fondamentale ', e che è nello stesso tempo sede del prithvi - l'ultimo tattva solido - e della Shakti residua o Kundalini. Il corpo può quindi essere paragonato a un magnete con due poli. Il muladhara, in quanto sede di Kundalini Shakti, una forma comparativamente grossolana di Chit (essendo Chit-Shakti e Mayashakti), è il polo statico in relazione al resto del corpo, che è dinamico. L'operare del corpo presuppone ed ha necessariamente tale supporto statico; da qui il nome muladhara. In un certo senso, la Shakti statica nel muladhara è necessariamente coesistente con la Shakti del corpo che crea ed evolve, perché l'aspetto o polo dinamico non può mai esistere senza la sua controparte statica. In un altro senso, è la Shakti residua rimasta dopo tale operazione. Che succede allora con la pratica di questo yoga? La Shakti statica è stimolata dal pranayama e da altri processi yogici e diviene dinamica. Così, quando completamente dinamica, cioè quando Kundalini si unisce con Shiva nel sahasrara, la polarizzazione del corpo scompare. I due poli sono uniti in uno e c'è lo stato di coscienza chiamato samadhi. Naturalmente, la polarizzazione avviene nella coscienza. Il corpo continua effettivamente ad esistere come oggetto di osservazione per gli altri; la sua vita organica continua; ma la coscienza umana del corpo e di tutti gli altri oggetti è ritirata perché la mente, per quel che riguarda la sua coscienza, ha cessato di funzionare, essendo stata ritirata nel suo campo, che è la Coscienza. Com'è sostenuto il corpo? In primo luogo, sebbene la Kundalini Shakti è il centro statico del corpo intero, come un completo organismo cosciente, tuttavia ciascuna parte del corpo e le loro cellule costituenti hanno i loro centri statici che sostengono tali parti o cellule. Ancora, la teoria degli stessi yogi è che Kundalini ascende e che il corpo, come organismo completo, è mantenuto dal nettare che fluisce dall'unione di Shiva e Shakti nel sahasrara. Questo nettare è un'emissione di potere generato dalla loro unione. La potenziale Kundalini Shakti viene solo parzialmente e non completamente convertita in Shakti cinetica; e tuttavia, poiché la Shakti anche nel muladhara - è un'infinità, non è esaurita; il deposito potenziale rimane sempre pieno. In questo caso, l'equivalente dinamico è la conversione parziale di un modo di energia in un altro. Se però il potere avvolto a spirale nel muladhara divenisse totalmente snodato, ne risulterebbe la dissoluzione dei tre orpi - grossolano, sottile e causale - e di conseguenza videhamukti, la Liberazione senza corpo; perché la base statica relativa a una particolare forma di esistenza, secondo questa ipotesi, avrebbe completamente ceduto. Quando la Shakti lo lascia, il corpo diventa freddo come un cadavere, non a causa di esaurimento o privazione del potere statico nel muladhara, ma per la concentrazione o convergenza del potere dinamico generalmente diffuso su tutto il corpo, così che l'equivalente dinamico che è innalzato sulla base statica di Kundalini Shakti è solo il diffuso quintuplice prana portato a casa - ritirato dagli altri tessuti del corpo e concentrato lungo l'asse. Così, generalmente, l'equivalente dinamico è il prana diffuso su tutti i tessuti; nello yoga esso è fatto convergere lungo l'asse, l'equivalente statico di Kundalini Shakti, permanente in entrambi i casi. Una parte del prana dinamico già a disposizione è fatto agire alla base dell'asse in maniera opportuna, per la qual cosa il centro base o muladhara diviene, per così dire, supersaturato e reagisce sull'intero potere dinamico (prana) diffuso del corpo, ritirandolo dai tessuti e convergendolo lungo la linea dell'asse. In questo modo, il diffuso equivalente dinamico diviene l'equivalente dinamico concentrato lungo l'asse. Secondo questa opinione, ciò che ascende non è l'intera Shakti, ma un'emissione come di lampo condensato che alla fine raggiunge il Parama-Shivasthana. Qui il Potere centrale che sostiene l'individuale coscienza del mondo è immersa nella suprema Coscienza. La coscienza limitata, trascendendo gli effimeri concetti della vita mondana, intuisce direttamente la Realtà immutabile che sottostà all'intero flusso fenomenico. Quando Kundalini Shakti dorme nel muladhara, l'uomo è desto al mondo; quando Lei si sveglia per unirsi, e si unisce, con la suprema Coscienza statica che è Shiva, allora la coscienza è addormentata per il mondo ed è una con la Luce di tutte le cose. Il principio fondamentale è che quando desta, Kundalini Shakti, Lei o la Sua emissione, cessa di essere il Potere statico che sostiene la coscienza del mondo, cosa che fa solo fintanto che dorme; e una volta messa in movimento è attirata verso l'altro centro statico, nel loto dai mille petali (sahasrara), che è Lei in unione con la Coscienza di Shiva o Coscienza dell'estasi oltre il mondo della forma. Quando Kundalini dorme, l'uomo è desto a questo mondo. Quando Lei veglia, egli dorme - cioè, perde ogni coscienza del mondo ed entra nel corpo causale. Nello yoga, egli passa al di là nella Coscienza senza forma. Gloria, gloria a Madre Kundalini, che mediante la Sua Infinita Grazia e Potenza, conduce gentilmente il sadhaka di chakra in chakra, illumina il suo intelletto e gli fa realizzare la sua identità con il supremo Brahman! Possano le Sue Benedizioni essere su tutti voi!


Capitolo Primo


PRELIMINARE 
Patanjali - Vyasamukhan Gurunanyamscha bhaktitah Natosmi vangmanah kayairajnanadhvanta - bhaskaran. Offriamo la nostra obbedienza con parola, mente e corpo a Patanjali, a Vyasa e a tutti gli altri Rishi e Maestri di yoga che sono come tanti soli che rimuovono l'oscurità dell'ajnana. 


Fondamento - Vairagya 
L'uomo, ignorante della sua vera natura Divina, cerca invano di procurarsi la felicità nei deperibili oggetti di quest'illusorio universo sensibile. Ogni uomo di questo mondo è agitato, scontento e insoddisfatto. Egli sente realmente di essere in cerca di qualcosa, la cui natura non comprende veramente. Cerca il riposo e la pace, di cui sente di avere bisogno, nel compimento di progetti ambiziosi. Ma trova che la grandezza mondana, anche quando procurata, è un'illusione e una trappola; senza dubbio non trova nessuna felicità in essa. Egli ottiene diplomi, lauree, titoli, onori, poteri, nome e fama; si sposa, ha figli e, in breve, ottiene tutto quanto immagina gli dovrebbe dare la felicità. Ma tuttavia, non trova pace e riposo. Non vi vergognate di ripetere continuamente lo stesso processo di mangiare, dormire e parlare? Non siete veramente stufi degli oggetti illusori creati dai giochi di prestigio di maya? Avete avuto un solo amico sincero in quest'universo? C'è qualche differenza tra un animale e il cosiddetto nobilitato essere umano dal millantato intelletto, se egli non pratica quotidianamente nessuna sadhana spirituale per avere l'Autorealizzazione? Per quanto tempo volete rimanere schiavi di passioni, indriya, donne e corpo? Vergogna su quei miserabili individui che si dilettano nella sozzura e che hanno dimenticato la loro vera natura Atmica e i loro poteri nascosti! Le cosiddette persone educate sono soltanto raffinati sensualisti. Il piacere sensuale non è affatto piacere. I sensi vi stanno ingannando in ogni momento. Il piacere misto a dolore, sofferenza, paura, peccato e malattia non è affatto piacevole. La felicità che dipende da oggetti deperibili non è felicità. Se muore vostra moglie voi piangete. Se perdete denaro o proprietà, vi sprofondate nel dolore. Quanto tempo volete rimanere in questo abbietto e degradato stato? Quelli che sprecano la loro preziosa vita mangiando, dormendo e chiacchierando, senza fare nessuna sadhana, sono soltanto bruti. Avete dimenticato il vostro vero svarupa o scopo della vita a causa di avidya, maya, moha e raga. Siete sospinto qui e là senza meta dalle due correnti di raga e dwesha. Siete preso nella ruota del samsara a causa del vostro egoismo, dei vasana, dei desideri e delle passioni di vario tipo. Voi volete un'Ananda eterna (nitya), indipendente (nirupadhika) e infinita (niratisaya), che troverete solo nella vostra realizzazione del Sé. Allora soltanto cesseranno tutte le vostre miserie e tribolazioni. Avete assunto questo corpo solo per conseguire questo fine. ' Din nike bite jate hain - I giorni stanno passando velocemente '. Il giorno è venuto e passato. Sperpererete anche la notte? Aashaya badhyate loko karmana bahu-chintaya Ayukshinam na janati tasmat Jagrata Jagrata. ' Sei legato in questo mondo da desideri, azioni e innumerevoli ansietà. Perciò non sai che la tua vita sta lentamente decadendo ed è sprecata. Perciò svegliati, svegliati'. Adesso svegliatevi. Aprite gli occhi. Applicatevi diligentemente alla sadhana spirituale. Non sprecate nemmeno un minuto. Molti yogi e jnani, Dattatreya, Patanjali, Cristo, Buddha, Gorakhnath, Matsyendranath, Ramdas e altri hanno già percorso il sentiero spirituale e realizzato mediante la sadhana. Seguite implicitamente i loro insegnamenti e le loro istruzioni. Coraggio, Potenza, Forza, Saggezza, Gioia e Felicità sono vostra Eredità Divina, vostro diritto di nascita. Abbiateli tutti mediante la giusta sadhana. È semplicemente assurdo pensare che il vostro guru farà la sadhana per voi. Voi siete il vostro redentore. Guru e acharya vi mostreranno il sentiero spirituale, rimuoveranno dubbi e problemi e vi daranno ispirazione. Voi dovrete percorrere il sentiero spirituale. Ricordate bene questo punto. Voi stesso dovrete fare ogni singolo passo nel sentiero spirituale. Perciò fate vera sadhana. Liberatevi da nascita e morte e godete la più alta Beatitudine. 


Che Cos'è lo Yoga? 
La parola ' yoga ' viene dalla radice sanscrita ' yuj ', che significa unire. In senso spirituale, è quel processo per cui lo yogi realizza l'identità tra jivatman e Paramatman. L'anima umana è portata in cosciente comunione con Dio. ' Yoga è dominare le modificazioni mentali. Yoga è quell'inibizione delle funzioni della mente che conduce all'attenersi dello Spirito nella sua vera natura. Il controllo di queste funzioni della mente avviene per mezzo di abhyasa e vairagya'. (Yoga sutra). Lo yoga è la scienza che insegna il metodo di unire lo Spirito umano con Dio. Lo yoga è la scienza divina che disincaglia il jiva dal mondo fenomenico degli oggetti dei sensi e lo lega con l'infinita Beatitudine (ananta Ananda), la Pace suprema (parama Shanti), la Gioia continua e una Potenza che sono attributi inerenti dell'Assoluto. Lo yoga dà mukti attraverso l'asamprajnata samadhi, distruggendo tutti i sankalpa di tutte le precedenti funzioni mentali. 
Il samadhi non è possibile senza ridestare Kundalini. Quando lo yogi ottiene lo stato più elevato tutti i suoi karma vengono bruciati, e consegue la liberazione dalla ruota del samsara. 


L'Importanza del Kundalini Yoga
Nel kundalini yoga la Shakti creatrice e sostenente l'intero corpo è effettivamente e veramente unita col Signore Shiva. Lo yogi La incita a introdurlo al Suo Signore. 
Il risveglio di Kundalini Shakti e la Sua unione col Signore Shiva produce lo stato di samadhi (unione estatica) e di anubhava (esperienza) spirituale. È Lei che dà la Conoscenza o Jnana, perché questa è Lei stessa. La stessa Kundalini, quando risvegliata dagli yogi, consegue per loro l'illuminazione (Jnana). Kundalini può essere risvegliata con vari mezzi, e questi metodi differenti sono chiamati con diversi nomi, cioè: raja yoga, hatha yoga, ecc. Chi pratica il kundalini yoga afferma che esso è migliore di qualsiasi altro processo e che il samadhi ottenuto suo tramite è più perfetto. La ragione che essi adducono è questa: nel dhyana yoga, l'estasi ha luogo mediante il distacco dal mondo e la concentrazione mentale, guidando la varietà dell'operazione mentale (vritti) del levarsi della pura coscienza non ostacolata dalle limitazioni della mente. Il grado in cui si compie questo svelarsi della coscienza dipende dal potere meditativo, dhyana shakti, del sadhaka e dalla misura di distacco dal mondo. D'altro canto, Kundalini - è tutta Shakti e perciò è Lei stessa jnana Shakti - quando destata dagli yogi, concede jnana e mukti. Inoltre, nel kundalini yoga non c'è semplicemente il samadhi tramite la meditazione, ma il potere centrale del jiva porta con sé le forme di corpo e mente. L'unione in questo senso è considerata più completa di quella procurata soltanto attraverso metodi. Sebbene in entrambi i casi si perde la coscienza del corpo, nel kundalini yoga non soltanto la mente ma anche il corpo, in quanto rappresentato dal suo potere centrale, è effettivamente unito col Signore Shiva nel sahasrara chakra. Quest'unione (samadhi) produce bhukti (godimento), che un dhyana yogi non possiede. Un kundalini yogi possiede entrambi bhukti (godimento) e mukti (liberazione) nel senso più pieno e letterale. Perciò, questo yoga è osannato come il più eminente di tutti gli yoga. Quando la dormiente Kundalini è risvegliata dai kriya yogici, forza un passaggio verso l'alto attraverso i diversi chakra (shat-chakra bheda). Li eccita, o stimola ad un'intensa attività. Durante la sua ascesa, strato dopo strato della mente, si apre pienamente. Tutte le afflizioni (klesha) e i tre tipi di tapa (bruciore) svaniscono. Lo yogi fa esperienza di varie visioni e poteri, di beatitudine e conoscenza. Quando raggiunge il sahasrara chakra nel cervello, lo yogi ottiene il massimo di conoscenza, beatitudine, potenza e siddhi; raggiunge il gradino più alto nella scala yogica. Ottiene il perfetto distacco da corpo e mente, e diviene libero in ogni senso. È uno Yogi completamente sbocciato (purna yogi). 


Qualità Importanti di un Sadhaka 
Quando l'intera vitalità del corpo è fiaccata, uno non può fare nessuna rigida sadhana. La giovinezza è il miglior periodo per yoga abhyasa. Questa è la prima e più importante qualità di un sadhaka: ci deve essere vigore e vitalità. Chi ha una mente calma, chi ha fede nelle parole del suo guru e degli Shastra, chi è moderato nel mangiare e nel dormire e chi ha un intenso desiderio di liberarsi dalla ruota del samsara è una persona qualificata alla pratica dello yoga.
Ahamkaram balam darpam Kaman Krodham parigraham Vimuchya nirmanah Santo Brahmabhuyaya Kalpate. 'Avendo ripudiato egoismo, violenza, arroganza, desiderio, collera e cupidigia, disinteressato e pacifico - egli è degno di diventare ETERNO'. Coloro che sono dediti ai piaceri sensuali, o che sono arroganti e orgogliosi, disonesti, falsi, diplomatici, furbi e infidi e che non rispettano il guru, i sadhu e gli anziani e trovano piacere nelle vane controversie e in azioni mondane, non possono mai ottenere successo nelle pratiche yogiche.
Kama, krodha, lobha, moha, mada e tutte le altre impurità devono essere completamente annientate. Uno non può diventare puro e perfetto quando ha tante qualità impure.
I sadhaka devono sviluppare le seguenti qualità virtuose: Rettitudine, servizio al guru e alle persone malate e anziane, non violenza, castità, generosità spontanea, visione equanime, titiksha, samata, spirito di servizio, altruismo, tolleranza, mitahara, umiltà, onestà e altre virtù, in misura enorme. Gli aspiranti non saranno beneficati in alcun modo se mancano di queste virtù, anche se si sforzano molto di destare Kundalini tramite gli esercizi yogici. Gli aspiranti devono aprire liberamente i loro cuori al guru. Devono essere franchi e candidi; devono abbandonare l'auto-assertiva e rajasica veemenza, la vanità e l'arroganza, e mettere in atto le istruzioni del loro maestro con fede e amore (sraddha e prem). La costante auto- giustificazione è un'abitudine pericolosa per un sadhaka. L'energia è dissipata nel troppo parlare, nelle preoccupazioni inutili e in vane paure. Pettegolezzo e ciarle devono essere abbandonati completamente. Un vero sadhaka è un uomo di poche parole, essenziali, e anche queste solo su cose spirituali. I sadhaka devono sempre rimanere da soli. Mauna è un grande desideratum. Mischiarsi con capifamiglia è estremamente pericoloso per un sadhaka.


Dieta Yogica 
Un sadhaka deve osservare una disciplina perfetta. Dev'essere civile, pulito, cortese, gentile, nobile e grazioso nel comportamento. Nella sadhana, deve avere perseveranza, volontà adamantina, pazienza asinina e tenacità da sanguisuga.
Dev'essere perfettamente autocontrollato, puro e devoto al guru. Un ghiottone, o chi è schiavo dei sensi, e ha parecchie cattive abitudini, non è idoneo per il sentiero spirituale. 
Mitaharam vina yastu Yogarambham tu karayet Nanarogo bhavettasya kinchit Yogo na siddhyati. Senza osservare moderazione nella dieta, se uno intraprende le pratiche yogiche non può ottenere nessun beneficio, ma prende diverse malattie'. (Gheranda Samhita V-16). Il cibo svolge un ruolo importante nella sadhana yoga. Un'aspirante dev'essere molto attento nella selezione di articoli di natura sattvica, specialmente all'inizio dei suo periodo di sadhana. In seguito, ottenuta la perfezione (siddhi), le drastiche dietetiche possono essere rimosse. La purità del cibo conduce alla purezza della mente. Il cibo sattvico favorisce la meditazione. La disciplina del cibo è veramente molto necessaria per la sadhana yogica. Se la lingua è controllata, sono controllati tutti gli altri sensi. Ahara Suddhau Sattva Suddhih, Sattva Suddhau dhruva smritih; Smriti labhe sarva granthinam vipramokshah. ' Dalla purità del cibo segue la purificazione della natura interiore, con la purificazione della natura interiore la memoria diviene ferma; e rafforzando la memoria ne consegue lo scioglimento di tutti i legami, e così il saggio ottiene Moksha '.


Articoli Sattvici
Vi darò una lista di articoli sattvici per un sadhaka. Latte, riso, orzo, farina, havirannam, charu, formaggio, burro, lenticchie verdi, mandorle, zucchero candito, uvetta, kichidi, diversi tipi di vegetali, piantaggine, parwal, bhindi, melograni, arance, uva, mele, banane, mango, datteri, miele, zenzero essiccato, pepe nero, ecc., sono gli articoli sattvici della dieta prescritta per il praticante yoga. Charu: bollite mezza misura di latte assieme a del riso bollito, ghì (burro chiarificato) e zucchero. È un cibo eccellente per gli yogi. Questo per il giorno; per la sera, mezza misura di latte basterà. Il latte non dev'essere bollito troppo; dev'essere tolto dal fuoco non appena raggiunge il punto di ebollizione. Il troppo bollire ne distrugge i principi nutritivi e le vitamine, e lo rende del tutto inutile. È un cibo ideale per i sadhaka, un cibo di per sé perfetto. Una dieta di frutta esercita un'influenza benefica sulla costituzione. È una forma naturale di dieta. I frutti sono grandissimi produttori di energia. Una dieta di frutta e latte aiuta la concentrazione e facilita la focalizzazione mentale. Orzo, farina, latte e ghì favoriscono la longevità e aumentano forza e potenza. Il succo di frutta e l'acqua in cui è disciolto dello zucchero candito sono ottime bevande. Si possono prendere burro mischiato con zucchero candito, e mandorle inzuppate nell'acqua. Queste rinfrescheranno il sistema.


Articoli Proibiti
Piatti acidi, caldi, piccanti e aspri, sale, senape, assafetida, peperoncino, tamarindo, yogurt aspro, chutny, carne, uova, pesce, aglio, cipolla, bevande alcoliche, cose acide, cibo passato, frutti troppo o poco maturi, e altri articoli che non si confanno col vostro sistema devono essere evitati completamente.
Il cibo rajasico distrae la mente; eccita la passione. Vivete una vita naturale. Prendete cibo semplice e piacevole, Dovete avere il vostro menù per soddisfare la vostra costituzione. Voi stesso siete la migliore autorità per selezionare una dieta sattvica. L'esperto nello yoga deve abbandonare gli articoli di cibo nocivi alla pratica yoga. Durante la sadhana intensa viene prescritto latte (e anche ghì). Ho dato sopra parecchi articoli di natura sattvica. Questo non significa che dovete prendere tutto. Dovrete scegliere quelle cose che sono facilmente ottenibili e adatte a voi. Il latte è il cibo migliore per gli yogi. Ma, per alcuni, anche una piccola quantità di latte è dannosa; inoltre può non essere adatto a tutte le costituzioni. Se una forma di dieta non è adatta o vi sentite stitici, cambiate dieta e provate altri articoli sattvici. Questo è yukti. In materia di cibo e bevande dovete essere un maestro. Non dovete avere il minimo desiderio o brama dei sensi verso nessun cibo particolare. Non dovete diventare schiavo di nessun oggetto particolare. 


Mitahara
Il cibo pesante conduce allo stato tamasico e induce solo sonno. Esiste il malinteso comune che è necessaria una grande quantità di cibo per avere forza e salute. Molto dipende dal potere d'assimilazione e d'assorbimento. Generalmente, nella stragrande maggioranza dei casi, molta parte del cibo passa via non digerito assieme alle feci. Riempite metà stomaco con cibo sano, riempitene un quarto con acqua pura, e lasciate il resto libero. Questo è mitahara, che gioca una parte vitale nel mantenersi in perfetta salute. Quasi tutte le malattie sono dovute all'irregolarità dei pasti, al mangiare troppo e al cibo insano. Mangiare ogni cosa in qualsiasi momento come una scimmia è molto pericoloso. Un tale uomo può diventare facilmente un rogi (ammalato), ma mai uno yogi. Ascoltatel'enfatica dichiarazione del Signore Krishna: ' Il successo nello yoga non è per colui che mangia troppo o troppo poco - né per colui che dorme troppo o troppo poco' (Bhagavad Gita VI-16). Di nuovo, nella diciottesima strofa dello stesso capitolo, dice: ' Per colui che è moderato nel mangiare, nel dormire e nella veglia, lo yoga diventa distruttore di miseria'. Un ghiottone non può avere fin dall'inizio una regolamentazione della dieta e osservare mitahara. Deve praticar questo gradualmente. Dapprima prenda meno quantità, due volte al giorno come al solito. Quindi, invece dell'usuale pesante pasto serale, prenda per alcuni giorni soltanto frutta e latte. A tempo debito, può evitare completamente il pasto serale e cercare di prendere frutta e latte durante il giorno. Quelli che fanno sadhana intensa devono prendere soltanto latte, che è un cibo in sé perfetto. Se necessario possono prendere qualche frutto facilmente digeribile. Se un ghiottone, tutto d'un tratto, si volge a una dieta di frutta o latte, desidererà ogni momento mangiare una cosa o l'altra. Questo è brutto. Ripeto ancora una volta, è necessaria una pratica graduale. Non digiunate molto; ciò produrrà debolezza in voi. Un digiuno occasionale, una volta al mese o quando le passioni vi turbano molto, sarà sufficiente. Durante il digiuno non dovete nemmeno pensare ai diversi tipi di cibo. Il pensiero costante del cibo, quando digiunate, non può portarvi il risultato desiderato. Durante il digiuno, evitate le compagnie. Vivete da soli. Utilizzate il vostro tempo nella sadhana yogica. Dopo un digiuno, non prendete nessun cibo pesante; è benefico il latte o del succo di frutta. Non fate molto chiasso circa la vostra dieta. Non c'è bisogno di avvisare tutti, se siete in grado di procedere con una forma particolare di dieta. L'osservanza di tali niyama è per il vostro progresso nel sentiero spirituale, e non sarete spiritualmente beneficiati facendo pubblicità alla vostra sadhana. Ci sono molti oggigiorno che fanno una professione per guadagnar soldi e il loro vivere compiendo qualche asana e pranayama o avendo qualche regolamentazione dietetica come mangiare solo cose crude o foglie o radici. Questi non possono avere nessuna crescita spirituale. La meta della vita è l'Autorealizzazione. I sadhaka devono mantenere la Meta sempre in vista e praticare un'intensa sadhana, secondo i metodi prescritti. 


Il Luogo per la Sadhana
La sadhana dev'essere fatta in un luogo solitario. Non ci dev'essere interruzione da parte di nessuno. Se vivete in una casa, una stanza ben ventilata dev'essere riservata ai fini della sadhana. Non permettete a nessuno di entrare in questa stanza; tenetela sotto chiave. Non permettete nemmeno a vostra moglie, ai figli o agli amici intimi di entrare nella stanza. Questa dev'essere mantenuta pura e sacra; dev'essere libera da zanzare, mosche e parassiti ed assolutamente priva d'umidità. Non tenete troppe cose nella stanza, che di tanto in tanto vi distrarranno. Inoltre, nessun rumore circostante vi deve disturbare. La stanza non dev'essere troppo grande, altrimenti gli occhi cominceranno a vagare. Per la pratica yoga si richiedono posti con clima freddo, o temperato, poiché in posti caldi vi stanchereste facilmente. Dovete scegliere un posto dove potete stare confortevolmente per tutto l'anno, in estate, in inverno e durante la stagione delle piogge. Dovete fermarvi in un posto per tutto il periodo della sadhana. Scegliete un luogo bello e piacevole, dove non ci sono disturbi, sulle rive di un fiume, di un lago o del mare, o in cima a un monte, dove c'è una bella sorgente e crescono alberi, e dove latte e cibo sono facilmente reperibili. Dovete scegliere un posto dove ci sono altri praticanti yoga. Quando vedete altre persone devote alle pratiche yogiche, voi stesso vi applicherete diligentemente alle vostre pratiche; inoltre, potete consultarli in tempi di difficoltà. Non girovagate qui e là in cerca di un posto dove avrete ogni convenienza. Non cambiate posto molto spesso, quando trovate qualche inconveniente. Dovete rimanere lì. Ogni posto ha qualche vantaggio e svantaggio; trovate un posto dove avete molti vantaggi e pochi svantaggi. I seguenti posti (in India) sono molto indicati, ammirabilmente adatti. Lo scenario è incantevole e le vibrazioni spirituali sono meravigliose ed elevanti. Ci sono parecchi kutir (casupole) in cui possono vivere dei veri abhyasi, oppure potete costruirvi la vostra capanna. Latte e altri prodotti sono disponibili in tutti i posti, dai villaggi vicini. Ogni villaggio solitario sulle rive di Gange, Narmada, Jamuna, Godavari, Krishna e Kaveri è adatto. Vi dirò alcuni posti importanti per la meditazione: La valle di Kulu, la valle di Champa e Srinagar nel Kashmir; Banrughi Guha vicino Tehri; Brahmavarta vicino Kampur; Joshi (Prayag) ad Allahabad; le grotte Canary vicino Bombay; Mussori; Monte Abu; Nainital; Brindavan; Benares; Puri; Uttara Brindavan (14 miglia da Almora); Hardwar; Rishikesh; Lakshman Jhula; la foresta Brahmapuri; Ram Guha nella foresta Brahmapuri; Garuda Chatty; Nilkant; Vasishtha Guha; Uttarkashi; Deva Prayag; Badrinarayan; Gangotri; Nasik e i monti Nandi nel Mysore. Se costruite un kutir in un posto affollato, la gente vi disturberà spinta dalla curiosità. Non avrete vibrazioni spirituali, e inoltre ci saranno un gran numero di altri disturbi. Ancora, sarete senza protezione alcuna se costruite il vostro kutir in una densa foresta; ladri e animali feroci vi disturberanno, sorgerà la questione del cibo. Dovete considerare bene tutti questi punti prima di scegliere il posto della vostra sadhana. Se non potete andare in posti simili, convertite una stanza solitaria in una foresta. Il vostro asana (seggio) per le pratiche yogiche non dev'essere né troppo alto, né troppo basso. Stendetevi erba kusha, pelle di tigre o di daino e quindi sedete. Ogni giorno accendete dell'incenso nella stanza. Nel periodo iniziale della vostra sadhana dovete essere molto scrupoloso riguardo tutte queste cose. Quando siete sufficientemente avanzati nella pratica, allora non avete bisogno di porre molta enfasi su queste regole. 


Il Tempo
Nella Gheranda Samhita si afferma che le pratiche yogiche non devono essere cominciate in inverno, in estate e nella stagione delle piogge, ma solo in primavera e in autunno. Questo dipende dalla temperatura del posto particolare e dalla forza dell'individuo. Generalmente, le ore fresche sono le più indicate. Nei luoghi caldi, non dovete praticare durante il giorno. Le prime ore della mattina sono adatte alle pratiche yogiche. In estate, dovete evitare completamente la pratica yoga in quei posti dove la temperatura è calda anche d'inverno. Se vivete in posti freddi come Kodaikanal, Ooty, Kashmir, Badrinarayan, Gangotri, ecc., potete praticare anche durante il giorno. Come ho detto nelle precedenti lezioni, non dovete praticare quando lo stomaco è appesantito. Generalmente, le pratiche yogiche devono essere fatte solo dopo un bagno. Un bagno immediatamente dopo le pratiche non è benefico. Non dovete sedere per le pratiche yogiche quando la vostra mente è agitata o quando siete molto preoccupati.


L'Età
I giovani sotto i 18 anni, i cui corpi sono molto teneri, non devono fare molta pratica. Essi hanno un corpo molto tenero che non può sopportare lo sforzo degli esercizi. Inoltre, la mente di un giovane è errabonda e instabile e perciò durante la gioventù non ci si può concentrare bene, mentre gli esercizi yogici richiedono intensa e profonda concentrazione. Nella vecchiaia, quando tutta la vitalità è stata fiaccata da preoccupazioni inutili, ansietà, affanni e altri vyavahara mondani, non si può fare nessuna pratica spirituale. Lo yoga richiede piena vitalità, energia, potenza e forza. Perciò, il periodo migliore per la pratica yoga è dai 20 ai 40 anni. Quelli che sono forti e salubri possono intraprendere le pratiche yogiche anche dopo i 50 anni. 


Necessità di un Guru
Nei tempi passati si chiedeva agli aspiranti di vivere con il guru per un certo numero di anni, cosi che il guru potesse studiarli accuratamente. Il cibo, durante la pratica, cosa praticare e come, se gli studenti sono idonei per il sentiero dello yoga, il temperamento degli aspiranti e altre cose importanti, devono essere considerate e giudicate dal guru. È il guru che deve decidere se gli aspiranti sono di tipo superiore, medio, o inferiore e prescrivere i diversi tipi di esercizi. La sadhana differisce secondo la natura, la capacità e le qualifiche dell'aspirante. Dopo aver compreso la teoria dello yoga, dovete apprenderne la pratica da un guru esperto.
Finché c'è il mondo, ci saranno libri sullo yoga, come pure insegnanti. Voi dovete cercarli con fede, devozione e sincerità. Potete avere facili lezioni dal guru e praticarle anche a casa, nella fase iniziale della pratica. Quando avanzate un po', per gli esercizi più avanzati e difficili dovete stare con il guru. Il contatto personale con il guru ha molteplici vantaggi. Sarete altamente beneficiati dalla spirituale aura magnetica del vostro guru. Per la pratica del bhakti yoga e del vedanta non c'è bisogno di avere il guru al vostro fianco. Dopo aver appreso per qualche tempo le Sruti dal guru, dovete riflettere e meditare da soli, in completa solitudine; mentre nel kundalini yoga dovrete infrangere i granthi e portare la Kundalini di chakra in chakra. Questi sono tutti processi difficili. Il metodo d'unire prana e apana, di mandarli lungo la sushumna e d'infrangere i granthi necessita l'aiuto di un guru. Dovrete sedere ai piedi del guru per parecchio tempo. Dovrete comprendere precisamente la locazione di nadi e chakra e la tecnica dettagliata di parecchi kriya yogici. Rivelate al vostro guru i segreti del vostro cuore; più lo farete, più grande sarà la simpatia e l'aiuto che riceverete dal guru. Questa simpatia significa, per voi, afflusso di forza nella battaglia contro il peccato e la tentazione. ' Apprendi questo per mezzo di disciplina, ricerca e servizio I saggi, i veggenti dell'Essenza delle cose ti istruiranno nella saggezza (Gita). Alcuni fanno per qualche anno meditazione, indipendentemente. In seguito, sentono effettivamente la necessità di un guru. Essi si imbattono in alcuni ostacoli sulla via; non sanno come procedere oltre e come superare questi ostacoli o impedimenti. Allora cominciano a cercare un maestro. Uno straniero, in una grande città, trova difficile ritornare al suo luogo di residenza, in una piccola viuzza, anche se ha percorso la strada mezza dozzina di volte. Se la difficoltà nasce anche per ritrovare la via attraverso strade e vicoli, quanto più difficile dev'essere nel sentiero della spiritualità, dove uno cammina da solo e con gli occhi chiusi! Sul sentiero spirituale, l'aspirante incontra ostacoli e impedimenti, pericoli, trappole e cadute; può pure commettere errori nella sadhana. Un guru, che ha già percorso il sentiero e raggiunto la meta, è estremamente necessario per guidarlo.


Chi è un Guru?
Guru è uno che ha piena Autoilluminazione e che rimuove il velo dell'ignoranza nei jiva illusi. Guru, Verità, Brahman, Ishwara, Atman, Dio e Om sono tutt'uno. Il numero di Anime realizzate in questo kali yuga può essere inferiore, se comparato a quello del satya yuga, ma esse sono sempre presenti per aiutare gli aspiranti, sempre in cerca delle giuste persone qualificate. Il guru è lo stesso Brahman. Il guru è lo stesso Ishwara. Il guru è Dio. Una parola da lui è una parola da Dio. Egli non ha bisogno d'insegnare a nessuno. Anche la sua stessa presenza, o compagnia è elevante, ispirante e tocca l'anima. La sua stessa compagnia è Autoilluminazione. Vivere in sua compagnia è educazione spirituale. Quello che viene dalle sue labbra è vangelo di verità (Veda). La sua stessa vita è un'incarnazione dei Veda. Il guru è vostra guida e precettore spirituale, vero padre, madre, fratello, parente e amico intimo. È un'incarnazione di misericordia e amore. Il suo tenero sorriso irradia luce, beatitudine, gioia, conoscenza e pace. È una benedizione per l'umanità sofferente. Qualsiasi cosa egli dice è upanishadico. Egli conosce il sentiero spirituale; conosce le fosse e le trappole sulla via. Dà avvisi agli aspiranti; rimuove gli ostacoli sul sentiero; imparte forza spirituale agli studenti; fa piovere la sua grazia sulle loro teste. Egli prende perfino il loro prarabdha su di sé. È un oceano di compassione. Tutte le agonie, le miserie, le tribolazioni, le ombre della mondanità, svaniscono in sua presenza. È Lui che trasmuta il piccolo jiva nel grande Brahman; è Lui che aggiusta i vecchi, sbagliati, viziosi samskara degli aspiranti e li sveglia al conseguimento della conoscenza del Sé. È Lui che solleva il jiva dalla palude del corpo e del samsara, rimuove il velo dell'avidya, tutti i dubbi, moha e paura, risveglia Kundalini e apre l'occhio interiore dell'intuizione. Il guru non dev'essere soltanto un Brahma-shrotri, ma anche un Brahma-nishtha. Il mero studio di libri non può rendere uno guru. Solo chi ha studiato i Veda e ha conoscenza diretta dell'Atman tramite anubhava può essere considerato un guru. Se potete trovar pace in presenza di un mahatma, se i vostri dubbi sono rimossi dalla sua sola presenza, potete prenderlo come vostro guru. Un guru può risvegliare la Kundalini di un aspirante tramite vista, contatto, parola, o mero sankalpa (pensiero). Egli può trasmettere spiritualità allo studente come uno porge un succo d'arancia a un altro. Quando un guru dà un mantra ai suoi discepoli, lo dà con il suo potere e con bhava sattvico. Il guru prova gli studenti in vari modi. Alcuni studenti non lo comprendono e perdono la fede in lui; perciò non sono beneficiati. Quelli che affrontano le prove coraggiosamente, alla fine ne vengono fuori con successo. Gli esami periodici all'università adhyatmica dei saggi sono davvero molto difficili. Nei giorni passati le prove erano molto severe. Una volta Gorakhnath chiese ad alcuni suoi studenti di arrampicarsi su un alto albero e di buttarsi a testa in giù su un tridente molto affilato. Molti studenti senza fede rimasero fermi, ma uno studente fedele si arrampicò subito sull'albero con la velocità del fulmine e si buttò giù. Fu protetto dalla mano invisibile di Gorakhnah, ed ebbe immediata Autorealizzazione. Egli non aveva deha-adhyasa (attaccamento al suo corpo). Gli altri studenti senza fede avevano forte attaccamento e ignoranza. C'è un'enormità di calorosi dibattiti e controversie, tra molte persone, circa la necessità di un guru. Alcuni asseriscono con forza e veemenza che per l'Autorealizzazione non è affatto necessario un precettore, e che si può avere progresso spirituale e Autoilluminazione soltanto attraverso i propri sforzi. Citano diversi passi delle scritture e trovano argomenti e ragionamenti che li sostengano. Altri asseriscono energicamente, con più grande enfasi e forza, che nessun progresso spirituale è possibile per un uomo, per quanto intelligente possa essere e per quanto faticosamente possa provare a sforzarsi nel sentiero spirituale, finché non ottiene la grazia benigna e la guida diretta di un precettore spirituale. Adesso, aprite gli occhi e osservate attentamente ciò che succede in questo mondo, in ogni professione. Perfino un cuoco ha bisogno di un maestro; presta servizio sotto un cuoco anziano per alcuni anni, gli obbedisce implicitamente, compiace il maestro in tutte le maniere possibili, e impara tutte le tecniche del cucinare. Ottiene conoscenza per grazia del cuoco anziano, suo maestro. Un giovane legale vuole l'aiuto e la guida di un avvocato più anziano. Gli studenti di matematica e medicina necessitano l'aiuto e la guida di un professore. Uno studente di scienze, musica e astronomia vuole la guida di uno scienziato, di un musicista e di un astronomo. Se è così per l'ordinaria conoscenza secolare, cosa dire allora dell'interiore sentiero spirituale, dove lo studente deve camminare da solo e con gli occhi chiusi? Quando siete in una fitta giungla, v'imbattete in parecchi incroci di sentieri. Siete in dubbio, non conoscete la direzione e per quale sentiero dovete andare. Siete confuso, e vorreste lì una guida che vi diriga sul giusto sentiero. È universalmente ammesso che su questo piano fisico c'è bisogno di un competente maestro in ogni ramo della conoscenza, e che la cultura e la crescita fisica, mentale e morale può aversi solo mediante l'aiuto e la guida di un capace maestro. Questa è un'universale e inesorabile legge della natura. Allora, amico, perché negate, nel regno della spiritualità, l'applicazione di questa legge universalmente accettata? La conoscenza spirituale è una questione di guruparampara. È trasmessa da guru a discepolo. Studiate la Brhadaranyaka Upanishad, capirete esaurientemente. Gaudapadacharya impartì la conoscenza del Sé al discepolo Govindacharya; Govindacharya al discepolo Shankaracharya; Shankaracharya al discepolo Gorakhnath; Gorakhnath a Nivrittinath; Nivrittinath a Jnanadeva. Totapuri diede la Conoscenza a Ramakrishna; Ramakrishna a Vivekananda. Fu la dr.ssa Annie Besant che modellò la carriera di Sri Krishnamurthi. Fu Ashtavakra che modellò la vita di re Janaka. Fu Gorakhnath che formò il destino spirituale di re Bartrihari. Fu il Signore Krishna che fece stabilire Arjuna e Uddhava nel sentiero spirituale, quando le loro menti erano in una condizione instabile. Lo studente e il maestro devono vivere insieme come padre e figlio devoto, o come marito e moglie, con estrema sincerità e devozione. L'aspirante deve avere un'attitudine sincera e ricettiva, per assimilare gli insegnamenti del maestro. Solo allora l'aspirante sarà spiritualmente beneficiato; altrimenti, non c'è per lui la minima speranza di vita spirituale e di completa rigenerazione della sua vecchia natura asurica. È un gran peccato che l'attuale sistema di educazione in India non è favorevole alla crescita spirituale dei sadhaka. Le menti degli studenti sono saturate dal veleno del materialismo. Gli aspiranti del giorno d'oggi non hanno nessuna idea della vera relazione tra guru e discepolo. Non è come la relazione tra uno studente e l'insegnante o il professore, nelle scuole e nelle università. La relazione spirituale è completamente differente; implica dedizione; è molto sacra, è puramente divina. Sfogliate le pagine delle Upanishad: nei tempi passati i brahmacari erano soliti avvicinare i loro maestri con profonda umiltà, sincerità e bhava. 


Potere Spirituale
Come potete dare un'arancia a un uomo e poi riprenderla, così il potere spirituale può essere trasmesso da una persona a un'altra e anche ripreso. Questo metodo di trasmettere il potere spirituale è chiamato ' shakti sanchara '. Gli uccelli tengono le uova sotto le ali, e mediante il calore le uova si schiudono. I pesci depongono le loro uova e le guardano, e queste si schiudono. La tartaruga depone le uova e pensa ad esse, che si schiudono. Allo stesso modo, il potere spirituale è trasmesso dal guru al discepolo mediante tocco (sparsha) come gli uccelli, vista (darshana) come i pesci, e pensiero o volontà (sankalpa) come la tartaruga. Il trasmettitore, lo yogi-guru, a volte entra nel corpo astrale dello studente e ne eleva la mente mediante il suo potere. Lo yogi (operatore) fa sedere il soggetto (discepolo) di fronte a sé e gli chiede di chiudere gli occhi, e quindi trasmette il suo potere spirituale. Il soggetto sente passare effettivamente il potere spirituale dal muladhara chakra su su fino al collo e alla sommità della testa. Il discepolo pratica da solo diversi kriya dell'hatha yoga, asana, pranayama, bandha, mudra, ecc.; lo studente non deve reprimere il suo iccha-Shakti; deve agire secondo il suo prerana (stimolo o emozione) interiore. La mente è elevata in alto. Nel momento in cui l'aspirante chiude gli occhi, la meditazione viene da sé. Mediante shakti-sanchara, la Kundalini è risvegliata nel discepolo per grazia del guru. Shakti-sanchara viene per parampara; che è una scienza mistica segreta, trasmessa da guru a discepolo. Il discepolo non deve restare soddisfatto con la trasmissione del potere da parte del guru. Deve lottare duramente nella sadhana, per ulteriore perfezione e conseguimenti. Shakti-sanchara è di due tipi: inferiore e superiore. L'inferiore è solo jada kriya, nel quale uno fa automaticamente asana, bandha e mudra senza nessuna istruzione, quando il guru imparte il potere allo studente. Questi dovrà praticare sravana, manana e nididhyasana per perfezionarsi; non può dipendere soltanto dal kriya. Questo kriya è solo un ausiliario; dà una spinta al sadhaka. Solo uno yogi pienamente sviluppato possiede il più alto tipo di shakti- sanchara.
Il Signore Gesù, per contatto, trasmise il suo potere spirituale ad alcuni dei suoi discepoli (tocco del Maestro). Samartha Ram Das toccò una prostituta, che entrò in samadhi. Sri Ramakrishna Paramahansa toccò Swami Vivekananda, che ebbe esperienze supercoscienti. Dopo il tocco, egli lottò duramente ancora per sette anni prima di ottenere la perfezione. Il Signore Krishna toccò gli occhi ciechi di Vilwamangal (Sur Das), e l'occhio interiore di Sur Das si aprì ed ebbe bhava samadhi. Il Signore Chaitanya, col suo tocco, produsse l'intossicazione Divina in molte persone e le convertì al suo seguito. Al suo contatto, anche gli atei danzarono in estasi per le strade, cantando canti di Hari. Gloria, gloria a questi eminenti yogi-guru.


Capitolo Secondo
KUNDALINI YOGA - TEORIA 


Yoga Nadi
Le nadi sono i canali astrali fatti di materia astrale, che portano le correnti psichiche. Il termine sanscrito ' nadi ' viene dalla radice ' nad', che significa ' movimento'. È attraverso queste nadi (sukshma, passaggi sottili) che si muove, o fluisce, la forza vitale, o corrente pranica. Poiché sono fatte di materia sottile, non possono essere viste dai nudi occhi fisici e sul piano fisico non potete fare nessun esperimento di prova. Queste yoga nadi non sono i comuni nervi, arterie e vene che si conoscono in anatomia e fisiologia (vaidya shastra); le yoga nadi sono completamente diverse da queste. Il corpo è pieno d'innumerevoli nadi, che non possono essere contate. Diversi autori specificano il numero delle nadi differentemente, da 72.000 a 350.000. Quando volgete la vostra attenzione alla struttura interna del corpo, siete presi da meraviglia e stupore; perché l'architetto è lo stesso Signore Divino, assistito da esperti ingegneri e muratori - maya, Prakriti, viswa karma, ecc. Le nadi svolgono una parte vitale in questo yoga. Kundalini, quando destata, passerà attraverso la sushumna nadi, e questo sarà possibile solo se le nadi sono pure. Perciò, il primo passo nel kundalini yoga è la purificazione delle nadi. Una conoscenza dettagliata delle nadi e dei chakra è assolutamente necessaria. Le loro ubicazioni, funzioni, nature, ecc., devono essere studiate per esteso. Le linee sottili, yoga nadi, influiscono sul corpo fisico. Prana, nadi e chakra sottili (sukshma) hanno manifestazioni e operazioni grossolane nel corpo fisico. I nervi e i plessi grossolani hanno relazione intima con quelli sottili. Dovete comprendere bene questo punto. Poiché i centri fisici hanno relazione intima con i centri astrali, le vibrazioni prodotte nei centri fisici coi metodi prescritti hanno gli effetti desiderati nei centri astrali.
Ovunque c'è un incrocio di parecchi nervi, arterie e vene, quel centro è chiamato ' plesso '. I plessi fisici materiali conosciuti dai vaidya shastra sono: pampiniforme, cervicale, brachiale, coccigeo, lombare, sacrale, cardiaco, esofageo, epatico, faringeo, polmonare, prostatico, ecc. Similmente, vi sono plessi, o centri di forze vitali, nelle sukshma nadi e sono conosciuti come ' padma ' (loto) o chakra. Istruzioni dettagliate su tutti questi centri sono date altrove. Tutte le nadi sorgono dal kanda, che è nella giunzione dove la sushumna nadi è connessa con il muladhara chakra. Alcuni dicono che questo kanda è dodici pollici sopra l'ano. Delle innumerevoli nadi, quattordici sono considerate le più importanti. Esse sono: 1) Sushumna 2) Ida 3) Pingala 4) Gandhari 5) Hastijihva 6) Kuhu 7) Sarasvati 8) Pusha 9) Sankhini 10) Payaswini 11) Varuni 12) Alambusha 13) Vishvodhara 14) Yasashvini Ancora, ida, pingala e sushumna sono le più importanti di queste quattordici nadi, e sushumna è la principale. È la più alta e la più ricercata dagli yogi; le altre nadi sono subordinate ad essa. Istruzioni dettagliate su ciascuna nadi e le sue funzioni, e sul metodo di risvegliare Kundalini e farla passare di chakra in chakra, sono date nelle pagine seguenti. 


Colonna Spinale
Prima di passare allo studio di nadi e chakra dovete sapere qualcosa circa la colonna spinale, poiché tutti i chakra sono connessi ad essa. La colonna spinale è conosciuta come merudanda; essa è l'asse del corpo, e, come il monte Meru, è l'asse della terra. Quindi la colonna spinale è chiamata meru, altrimenti conosciuta come spina dorsale, o colonna vertebrale. L'uomo è un microcosmo. Tutte le cose che si vedono nell'universo - montagne, fiumi, bhuta, ecc. - esistono anche nel corpo. Tutti i tattva e i loka (mondi) sono dentro il corpo. Il corpo può essere diviso in tre parti principali: testa, tronco e arti; il centro del corpo è tra la testa e le gambe. La colonna spinale si estende dalla prima vertebra, osso d'atlante, fino alla fine del tronco. La spina dorsale è formata da una serie di trentatré ossa, chiamate vertebre; ed è divisa in cinque regioni, a seconda della posizione che queste occupano: 1) Regione cervicale (collo) 7 vertebre 2) Regione toracica (torace) 12 vertebre 3) Regione lombare (vita o lombi) 5 vertebre 4) Regione sacrale (deretano, osso sacro) 5 vertebre 5) Regione coccigea (coccige, vertebre imperfette) 4 vertebre. Le ossa vertebrali sono sovrapposte le une sulle altre, formando così una colonna per il supporto del tronco e del cranio. Esse sono tenute insieme da processi spinosi, obliqui e articolari, e da cuscinetti di fibro-cartilagine tra le ossa. Gli archi delle vertebre formano una cavità cilindrica, ovvero un passaggio per il midollo spinale. Le dimensioni delle vertebre differiscono le une dalle altre. Per esempio, la dimensione delle vertebre nella regione cervicale è più piccola che in quella toracica, ma gli archi sono più grandi. Il corpo delle vertebre lombari è il più largo e il più grande. Tutta la spina dorsale non è come una corda rigida, ma ha delle curvature che le danno elasticità. Tutte le altre ossa del corpo sono connesse con questa colonna. Tra ogni coppia di vertebre ci sono aperture attraverso cui passano i nervi spinali, dal midollo spinale alle diverse parti e organi del corpo. Le cinque regioni della spina dorsale corrispondono alle regioni dei cinque chakra: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata e vishuddha. La sushumna nadi passa attraverso la cavità cilindrica della colonna vertebrale, mentre ida è sul Iato sinistro e pingala sul lato destro. 


Sukshma Sharira
Il corpo fisico è foggiato secondo la natura del corpo astrale; è qualcosa come l'acqua, sebbene di forma più grossolana (sthula). Quando l'acqua viene scaldata, il vapore acqueo corrisponde al corpo astrale. Allo stesso modo, il corpo astrale, o sukshma, è dentro il corpo fisico o grossolano. Il corpo grossolano non può fare niente senza il corpo astrale. Ogni centro grossolano del corpo ha il suo centro astrale. Una chiara conoscenza del corpo grossolano è di estrema importanza, poiché questo yoga si occupa dei centri del corpo astrale. Perciò, nei capitoli seguenti, troverete una breve descrizione dei centri del corpo grossolano e dei loro centri corrispondenti nel corpo sottile. Troverete la descrizione dei centri astrali e le funzioni loro connesse nel corpo fisico. 


Kanda
Questo è situato tra l'ano e la radice dell'organo di riproduzione. Ha la forma di un uovo ed è coperto di membrane. È proprio sopra il muladhara chakra. Tutte le nadi del corpo originano dal kanda, che è la giunzione dove la sushumna è connessa col muladhara chakra. I quattro petali del muladhara chakra sono ai lati del kanda, e la giunzione è chiamata granthi-sthana, dove l'influenza di maya è molto forte. In alcune Upanishad troverete che il kanda è nove dita sopra i genitali. Il kanda è il centro del corpo astrale da dove nascono le yoga nadi, i canali sottili, e da dove portano il sukshma prana (l'energia vitale) nelle diverse parti del corpo. Corrispondente a questo centro, nel corpo fisico grossolano c'è la coda equina. Il midollo spinale, che si estende dal cervello fino alla fine della colonna vertebrale, si assottiglia in un fine filo di seta. Prima del suo termine dà origine a innumerevoli fibre, ammassate in un mazzo di nervi. Questo mazzo di nervi è la coda equina del corpo grossolano; il centro astrale della coda equina è il kanda. 


Midollo Spinale
Il sistema nervoso centrale consiste del cervello e del midollo spinale, il centro o asse cerebro-spinale. La continuazione del midollo oblungato, o bulbo, è il mezzo di connessione tra il cervello e il midollo spinale. Il centro del midollo oblungato è intimamente connesso con le funzioni involontarie del respiro e della deglutizione. Il midollo spinale si estende dalla cima del canale spinale fino alla seconda vertebra della regione coccigea, dove si assottiglia in un fine filo di seta chiamato filum terminale. Il midollo spinale è una colonna di materia cerebrale bianca e grigia molto soffice.
La materia bianca è disposta ai lati della materia grigia. La materia bianca è composta di nervi midollari, mentre quella grigia è fatta di cellule e fibre nervose. Esso non è disposto fermamente nel canale spinale, ma vi è per così dire sospeso o calato, come il cervello nella cavità cranica. È nutrito dalle membrane.Il midollo spinale e il cervello fluttuano nel fluido cerebro-spinale, che previene qualsiasi danno fatto loro; inoltre il midollo spinale è protetto da un rivestimento di tessuto grasso. È diviso in due metà simmetriche da una fenditura anteriore e posteriore. Nel centro c'è un piccolo canale, chiamato canale centrale. La brahmanadi scorre lungo questo canale, dal muladhara al sahasrara chakra; è attraverso questa nadi che Kundalini, quando destata, passa al brahmarandhra. Il midollo spinale non è diviso, o separato, dal cervello, ma è contiguo ad esso. Tutti i nervi cranici e spinali sono connessi con il midollo. Ogni nervo del corpo vi è connesso. Gli organi di riproduzione, minzione, digestione, circolazione sanguigna e respirazione sono tutti controllati dal midollo spinale. Questo, nel quarto ventricolo del cervello, si dispiega nel midollo oblungato. Dal quarto ventricolo passa lungo il terzo, quindi nel quinto ventricolo del cervello e infine raggiunge la sommità della testa, il sahasrara chakra.


Sushumna Nadi
Quando studiamo la costruzione, l'ubicazione e la funzione del midollo spinale e della sushumna nadi, possiamo dire subito che il midollo spinale era chiamato sushumna nadi dagli yogi del passato. L'anatomia occidentale si occupa della forma e delle funzioni grossolane del midollo spinale, mentre gli yogi dei tempi antichi si occupano della natura sottile (sukshma) delle cose. Ora, nel kundalini yoga dovete avere una completa conoscenza di questa nadi. La sushumna si estende dal muladhara chakra (seconda vertebra della regione coccigea) al brahmarandhra. L'anatomia occidentale ammette che nel midollo spinale c'è un canale centrale chiamato 'canalis centralis', e che il midollo è fatto di materia cerebrale bianca e grigia. Il midollo spinale è sospeso, o calato, nella cavità della colonna spinale. Allo stesso modo, la sushumna è calata dentro il canale spinale ed ha sezioni sottili; è di colore rosso, come il fuoco (agni). Dentro sushumna c'è una nadi chiamata vajra, che è luminosa come il sole (surya), ed ha qualità rajasiche. Ancora, dentro questa vajra nadi c'è un'altra nadi chiamata chitra, che è di natura sattvica e di colore pallido. Le qualità di agni, surya e chandra (fuoco, sole e luna) sono i tre aspetti del shabda Brahman. Dentro questa chitra c'è un minuscolo canale sottile (conosciuto come ' canalis centralis'). Questo canale è conosciuto come brahmanadi, e tramite esso, Kundalini, quando risvegliata, passa dal muladhara al sahasrara chakra. In questo canale centrale si trovano tutti i sei chakra (loti, e cioè muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna). L'estremità inferiore della chitranadi e chiamata brahmadwara, la porta di Brahman, poiché Kundalini deve passare attraverso questa porta per raggiungere il brahmarandhra. Questa porta corrisponde ad Hardwar, che è la porta di Hari di Badrinarayan nel macrocosmo (piano fisico). La chitra termina nel cervelletto. In senso generale, la stessa sushumna nadi (midollo spinale grossolano) è chiamata brahma nadi, perché questa è dentro la sushumna. Anche il canale dentro la chitra è chiamato sushumna, perché questo canale è dentro la sushumna. Le nadi ida e pingala sono ai lati sinistro e destro della spina dorsale. Citra è la più alta e la più amata dagli yogi. È come un filo sottile di loti; splendente di cinque colori, è il centro della sushumna. È la parte più vitale del corpo. È chiamata la via Celeste; dispensatrice d'Immortalità. Contemplando i chakra che esistono in questa nadi, lo yogi distrugge tutti i peccati e ottiene la Beatitudine suprema. È dispensatrice di Liberazione (moksha). Quando il respiro scorre lungo sushumna, la mente diventa fissa. Questa fissità della mente è chiamata ' unmani avastha ', lo stato più alto dello yoga. Se sedete a meditare quando la sushumna è operante, avrete una meditazione meravigliosa. Quando le nadi sono piene d'impurità, il respiro non può passare nella nadi di mezzo. Perciò si deve praticare il pranayama per la purificazione delle nadi. 


Sistema Simpatico e Parasimpatico
Su entrambi i lati del midollo spinale vi sono i midolli simpatici e parasimpatici, una doppia catena di gangli, ovvero un cumulo di cellule nervose. Questi ostituiscono il ' sistema autonomo', che fornisce nervi agli organi involontari, come cuore, polmoni, intestini, reni, fegato, ecc., e li controlla. Il nervo vago, che svolge una parte vitale nell'economia umana, proviene dal sistema simpatico. Questo sistema stimola o accelera, mentre il sistema parasimpatico ritarda o inibisce. Vi sono nervi per dilatare o espandere le arterie che portano puro sangue ossigenato per nutrire i tessuti, gli organi e le cellule delle diverse parti del corpo; questi sono chiamati vasi-dilatatori. Le catene simpatiche di destra e di sinistra sono connesse da filamenti, che s'incrociano da destra a sinistra e viceversa, ma i punti esatti dove s'incrociano non si conoscono, sebbene parecchi hanno cercato di trovarli. M'kendrick e Snodgrass nel loro ' Fisiologia dei Sensi ' scrivono: «Dove le fibre sensorie s'incrociano da un lato all'altro non è conosciuto ... In alcune parti del midollo spinale le fibre sensorie s'incrociano da destra a sinistra e viceversa».


Ida e Pingala Nadi
Le nadi ida e pingala non sono le grossolane catene simpatiche, ma le nadi sottili che portano il sukshma prana. Nel corpo fisico corrispondono approssimativamente alle catene simpatiche di sinistra e di destra. Ida parte dal testicolo(ovaia) destro e pingala da quello (quella) sinistro; s'incontrano con la sushumna nadi nel maladhara chakra e formano un nodo. Questa giunzione di tre nadi nel muladhara chakra è conosciuta come mukta triveni. Gange, Yamuna e Saraswati dimorano rispettivamente nelle nadi pingala, ida e sushumna. Questo punto d'incontro è chiamato Brahma granthi. Queste nadi s'incontrano di nuovo nell'anahata e nell'ajna chakra. Anche nel macrocosmo c'è una triveni a Prayag, dove s'incontrano i tre fiumi Gange, Yamuna e Saraswati. Ida scorre per la narice sinistra e pingala per quella destra. Ida è chiamata anche chandra nadi (luna) e pingala surya nadi (sole). Ida è fresca e pingala è calda. Pingala digerisce il cibo. Ida è pallida, Shakti rupa; è la grande nutrice del mondo. Pingala è rosso vivo, Rudra rupa. Ida e pingala indicano il tempo (kala), mentre sushumna inghiotte il tempo. Lo yogi conosce il momento della sua morte; porta il suo prana nella sushumna, lo tiene nel brahmarandhra e sfida il tempo (kala - morte). Il famoso yogi Sri Chang Dev del Maharashtra combatté più volte contro la morte, portando il prana nella sushumna. Egli era un contemporaneo di Sri Jnana Dev di Alandi, vicino Poona. Fu lui che ebbe bhuta siddhi, il controllo sugli animali feroci, tramite le sue pratiche yogiche; andò sul dorso di una tigre a vedere Sri Jnana Dev. 


Svara Sadhana
Svara sadhana, la pratica del respiro, è rivelatrice di Satya, di Brahman, e dispensatrice di suprema Beatitudine e Conoscenza. Fate azioni calme durante il fluire di ida e azioni irruenti durante il fluire di pingala. Fate azioni risultanti nell'ottenimento di poteri psichici, yoga, meditazione, ecc., durante il fluire della sushumna. Seb il respiro nasce da ida (luna) all'alba e vi fluisce per tutto il giorno, e da pingala (sole) al tramonto fluendovi per tutta la notte, ciò conferisce considerevoli buoni risultati. Che il respiro scorra da ida durante il giorno e da pingala durante la notte. Chi pratica questo è veramente un grande yogi. 


Come cambiare il Flusso nelle Nadi
Gli esercizi seguenti sono per cambiare il flusso da ida a pingala. Scegliete uno qualsiasi dei metodi che meglio si adatta a voi. Per cambiare il flusso da pingala a ida, fate la stessa cosa dal lato opposto:
1 ) Tappate la narice sinistra con un piccolo pezzo di cotone o di stoffa delicata per alcuni minuti.
2) Stendetevi sul lato sinistro per dieci minuti.
3) Sedete eretto. Tirate su il ginocchio sinistro e mettete il tallone sinistro vicino alla natica sinistra. Adesso premete la cavità del braccio sinistro, l'ascella, sul ginocchio. In pochi secondi il flusso sarà attraverso pingala. 
4) Tenete assieme i due talloni vicino alla natica destra. Il ginocchio destro sarà sul ginocchio sinistro. Mettere il palmo sinistro sul terreno, a distanza di un piede, e fate che il peso del tronco rimanga sulla mano sinistra. Non curvate il gomito. Volgete anche la testa verso il lato sinistro. Questo è un metodo efficace. Afferrate la caviglia sinistra con la mano destra.
5) Il flusso del respiro può essere cambiato anche per mezzo del nauli kriya.
6) Vi sono alcuni che sono in grado di cambiare il flusso con la volontà.
7) Ponete lo yoga o hamsa danda (un bastone di legno lungo 50 centimetri con un sostegno a forma di U a un'estremità) nell'ascella sinistra e appoggiatevici dal lato sinistro.
8) Il risultato più efficace e istantaneo è prodotto cambiando il flusso mediante il khechari mudra. Lo yogi volge la lingua all'indietro e blocca il passaggio dell'aria con la punta della lingua. Questi esercizi sono intesi per la regolazione generale del respiro.
Molti altri esercizi speciali per la purificazione delle nadi e per risvegliare Kundalini saranno dati nei capitoli seguenti. Non si è mai visto o sentito di una conoscenza più segreta della scienza del respiro, di un amico più sincero della scienza del respiro. Amici sono riuniti dal potere del respiro. La ricchezza, l'agiatezza e la reputazione si ottengono mediante il potere del respiro. Col potere del respiro si acquisisce la conoscenza di passato, presente e futuro, e tutti gli altri siddhi, e un uomo raggiunge lo stato più elevato.
Voglio che pratichiate ogni giorno svara sadhana, sistematicamente e regolarmente. Lasciate il flusso del respiro per la narice sinistra durante il giorno e per la narice destra durante la notte. Ciò vi concederà indubbiamente dei benefici meravigliosi. La cattiva regolazione del respiro è causa di una moltitudine di malattie. L'osservanza della giusta regolazione, come descritto sopra, porta salute e lunga vita. In verità, in verità vi dico questo, miei cari figli! Praticatelo, praticatelo da oggi. Liberatevi della vostra abituale accidia, indolenza e inerzia. Lasciate le vostre futili chiacchiere. Fate qualcosa di pratico. Prima d'iniziare la pratica, pregate il Signore Shiva, donatore di questa scienza meravigliosa, pronunciando ' Om Namah Shivaya ', e Sri Ganesh, che rimuove tutti gli ostacoli.


Altre Nadi
Gandhari, hastajihva, kuhu, saraswati, pusha, sankhini, payasvini, varuni, alambusha, vishvodhara, yasaswini, ecc., sono alcune altre nadi importanti. Queste hanno origine dal kanda. Tutte queste nadi sono poste ai lati di sushumna, ida e pingala, e vanno in diverse parti del corpo per compiere certe funzioni particolari. Sono tutte nadi sottili. Innumerevoli nadi minori nascono da queste. Come la foglia dell'albero aswattha è coperta da minuscole fibre, così questo corpo è permeato da migliaia di nadi. 


Padma o Chakra
I chakra si trovano nel linga sharira (corpo astrale). Il linga sharira è formato da 17 tattva; e cioè: 5 jnanendriya (orecchie, pelle, occhi, lingua e naso); 5 karmendriya (parola, mani, gambe, genitali e ano); 5 prana (prana, apana, vyana, udana, samana); manas (mente) e buddhi (intelletto). Questi hanno centri corrispondenti nel midollo spinale e nei plessi nervosi del corpo grossolano. Ogni chakra ha controllo e funzione su un centro particolare del corpo grossolano. I chakra non possono essere visti dall'occhio nudo; alcuni medici folli li cercano nel corpo fisico, ma non li possono trovare. Poiché non possono trovare nessun chakra in un corpo morto, essi perdono la fede negli Shastra e nei kriya yogici. Il sukshma prana si muove nel sistema nervoso del linga sharira (corpo astrale). Sthula prana si muove nel sistema nervoso del grossolano corpo fisico. I due corsi sono intimamente connessi; agiscono e reagiscono l'uno sull'altro. I chakra sono nel corpo astrale anche dopo la disintegrazione dell'organismo fisico dopo la morte. Secondo una scuola di pensiero, i chakra si formano solo durante la concentrazione e la meditazione. Questo non è possibile. I chakra devono essere là in uno stato sottile, poiché la materia grossolana è il risultato della materia sottile. Senza il sottile, il corpo grossolano è impossibile.
Il significato della sentenza dev'essere interpretato che uno può sentire e comprendere i chakra sottili solo durante la concentrazione e la meditazione.
Dovunque c'è un intreccio di parecchi nervi, arterie e vene, quel centro è chiamato plesso. I plessi fisici grossolani conosciuti dai vaidya shastra sono: epatico, cervicale, brachiale, coccigeo, lombare, sacrale, cardiaco, epigastrico, esofageo, faringeo, polmonare, linguale, prostatico, ecc. Similmente, vi sono plessi o centri di sukshma prana nella sushumna nadi. Tutte le funzioni del corpo - nervosa, digestiva, circolatoria, respiratoria, genito-urinaria - e tutti gli altri sistemi del corpo sono sotto il controllo di questi centri nella sushumna. Questi sono centri sottili di energia vitale; sono centri di coscienza (chaitanya). I centri sottili della sushumna hanno i loro centri corrispondenti nel corpo fisico. Per esempio, l'anahata chakra che si trova nella sushumna nadi ha il suo centro corrispondente nel corpo fisico nel cuore (plesso cardiaco) I centri sottili nella sushumna nadi sono altrimenti conosciuti come loti o chakra. Un tattva particolare predomina in ogni chakra; in ogni chakra c'è una divinità che vi presiede. In ogni chakra è rappresentato un certo animale, che denota che il centro ha le qualità (tattva o guna) di quel particolare animale. Ci sono sei chakra importanti: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha e ajna. Il sahasrara è il chakra principale, e sta nella testa. Questi sette chakra corrispondono ai loka (bhuh, bhuvah, swah, maha, jana, tapa e satya loka). Da muladhara a vishuddha vi sono i centri dei cinque elementi (pancha bhuta): terra, acqua, fuoco, aria e etere. Quando Kundalini viene destata procede dal muladhara al sahasrara, passando per tutti i chakra. In ogni centro in cui lo yogi dirige la Kundalini, fa esperienza di una forma speciale di Ananda (Beatitudine) e ottiene particolari siddhi (poteri psichici) e conoscenza. Egli gode la Beatitudine suprema quando Kundalini è portata nel sahasrara chakra. Seguono alcuni altri chakra: adhara (un altro nome del muladhara chakra), amrita, ananda, lalita, balwana, brahmadwara, chandra, dipaka, karnamula, gulhaha, kuladipa, kundali, galabaddha, kaladaada, kaladhwara, karangaka, kalabhedan, lalana, mahotsaha, manas, talana, mahapadma, niradhara, naukula, prana, soma, triveni, urdhvarandhra, vajra, ecc. Alcuni di questi nomi si riferiscono ai sei chakra principali. Ci sono anche molti chakra minori. Alcuni hatha yogi dicono che ci sono 21 chakra minori oltre ai 13 maggiori; altri hatha yogi affermano che ci sono 49 chakra, mentre gli antichi yogi insegnavano che ci sono I44 chakra. Il talana chakra, con i suoi 12 petali rossi, è situato vicino alla base del palato; il manas chakra, con i suoi sei petali, è intimamente connesso con le sensazioni, i sogni e i viaggi astrali. Istruzioni dettagliate su ciascun chakra sono date nei capitoli seguenti. 


Petali sui Chakra
Ogni chakra ha un numero definito di petali, con una lettera sanscrita su ciascun petalo. La vibrazione che si produce in ciascun petalo è rappresentata dalla corrispondente lettera sanscrita. Ogni lettera denota il mantra di devi Kundalini. Le lettere esistono nei petali in forma latente, e possono essere manifestate e le vibrazioni delle nadi sentite durante la concentrazione. Il numero dei petali nei loti varia. Muladhara, svadhishthana, Manipura, Anahata, Vishuddha e Ajna chakra hanno rispettivamente 4, 6, 10, 12, 16 e 2 petali. Tutte le cinquanta lettere sanscrite sono sui cinquanta petali. Il numero dei petali in ciascun chakra è determinato dal numero e dalla posizione delle yoga nadi attorno al chakra. Sarò ancora più chiaro: da ogni chakra saltano fuori un numero definito di yoga nadi. Il chakra ha l'apparenza di un loto, con le nadi come petali. Il suono prodotto dalle vibrazioni delle yoga nadi è rappresentato dalle corrispondenti lettere sanscrite. Quando Kundalini si trova nel muladhara, i chakra con i loro petali sono volti in basso; quando è risvegliata, si voltano verso il brahmarandhra. Essi si volgono sempre dal lato di Kundalini. 


Muladhara Chakra
Muladhara chakra è situato alla base della colonna spinale; sta tra l'origine dell'organo di riproduzione e l'ano. È proprio sotto il kanda e la giunzione dove s'incontrano ida, pingala e sushumna nadi. Due dita sopra l'ano e due dita circa sotto i genitali, quattro dita in larghezza è lo spazio dov'è situato il muladhara chakra. Questo è l'adhara chakra (supporto), poiché gli altri chakra vi sono sopra. Kundalini, che dà potere ed energia a tutti i chakra, sta in questo chakra; quindi questo, che è il supporto di tutti gli altri, è chiamato muladhara o adhara chakra. Da questo chakra emanano quattro importanti nadi, che appaiono come petali di un loto. Le vibrazioni sottili fatte da ciascuna nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: vam, sam, sham e cam. La yoni che si trova al centro di questo chakra è chiamata kama ed è adorata dai siddha. Qui Kundalini giace addormentata. Ganesh è il devata di questo chakra. I sette mondi inferiori: atala, vitala, sutala, talatala, rasatala, mahatala e patala loka sono sotto questo chakra. Questo chakra corrisponde al bhu loka o bhumandal, piano fisico (regione della terra). Bhuvah, swah o swarga, maha, jana, tapa e satya loka sono sopra questo chakra. Tutti i mondi inferiori si riferiscono ad alcuni chakra minori negli arti, che sono controllati dal muladhara chakra. Quello yogi che ha penetrato questo chakra mediante il prithvi dharan ha conquistato il prithvi tattva. Egli non ha paura della morte da terra. Prithvi è di colore giallo. Il tripura (fuoco, sole e luna) dorato è chiamato ' bija '; è anche chiamato parama tejas (la grande energia), che sta sul muladhara chakra ed è conosciuto come swayambhu linga. Vicino a questo linga c'è la regione dorata conosciuta come kula; la divinità che vi presiede è Dakini (Shakti). Il Brahma granthi o nodo di Brahma è in questo chakra. Il Vishnu granthi e il Rudra granthi si trovano nell'anahata e nell'ajna chakra. Lam è il bija del muladhara chakra. Il saggio yogi che si concentra e medita sul muladhara chakra acquista piena conoscenza di Kundalini e dei mezzi per ridestarla. Quando Kundalini è ridestata, egli ottiene darduri siddhi, il potere di sollevarsi dal terreno. Può controllare il respiro, la mente e il seme; il suo prana entra nella brahmanadi; tutti i suoi peccati sono distrutti. Acquista conoscenza di passato, presente e futuro; e gode la beatitudine naturale (sahaja ananda). 


Svadhishthana Chakra
Svadhishthana è situato dentro la sushumna nadi, alla radice dell'organo di riproduzione. Corrisponde al bhuvah loka. Nel corpo fisico, ha controllo sul basso addome, sui reni, ecc. Jala mandal (la regione dell'acqua - apas tattva), è qui. All'interno di questo chakra c'è uno spazio come una luna crescente o dalla forma di conchiglia o di fiore kunda. La divinità che vi presiede è il Signore Brahma e devata è la dea Rakini. Il bijakshara vam, il bija di Varuna, si trova in questo chakra. Il colore del chakra è puro rosso sangue o color sindura (vermiglio). Da questo centro emanano sei yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: bam, bham, mam, yam, ram e lam. Chi si concentra su questo chakra e medita sul devata non ha paura dell'acqua, ed ha un perfetto controllo dell'elemento acqua; ottiene molti poteri psichici, conoscenza intuitiva e un perfetto controllo dei suoi sensi. Ha piena conoscenza delle entità astrali. Kama, krodha, lobha, moha, mada, matsarya ed altre qualità impure sono completamente annientate. Lo yogi diviene conquistatore della morte (mrityunjaya). 


Manipura Chakra
Manipura è il terzo chakra dal muladhara. È situato dentro la sushumna nadi, nella regione dell'ombelico (nabhi sthana). Qui ha il suo centro corrispondente nel corpo fisico, ed ha controllo su fegato, stomaco, ecc. È un centro molto importante. Da questo chakra emanano dieci yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: dam, dham, nam, tam, tham, dam, dham, nam, pam e pham. Il chakra ha il colore delle nuvole nere. Dentro c'è uno spazio di forma triangolare. È l'agni mandal (regione del fuoco - agni tattva). Il bijakshara ram, bija di Agni, è qui. Le divinità che vi presiedono sono Vishnu e la dea Lakshmi. Questo chakra corrisponde al swah o swarga loka, e al plesso solare nel corpo fisico. Lo yogi che si concentra su questo chakra ottiene patala siddhi, può acquisire tesori nascosti ed è libero da ogni malattia. Egli non ha affatto paura del fuoco (agni). 'Anche se è gettato nel fuoco ardente, rimane vivo senza temere la morte'. (Gheranda Samhita). 


Anahata Chakra
Anahata chakra è situato nella sushumna nadi. Ha controllo sul cuore; corrisponde al plesso cardiaco nel corpo fisico. Questo chakra corrisponde al maha loka; ed è di colore rosso profondo. Dentro questo chakra c'è uno spazio esagonale color fumo o nero scuro, simile al colore del collirio (usato per gli occhi) Questo chakra è il centro del vayu mandal (regione dell'aria - vayu tattva). Da qui emanano 12 yoga nadi. Il suono prodotto da ciascuna nadi è rappresentato dalle seguenti lettere sanscrite: kam, kham, gam, gham, gnam, cham, chham, jam, jham, jnam, tam e tham. Il bijakshara yam, bija di vayu, è qui. La divinità che vi presiede è Isha (Rudra), e devata è Kakini. Nel muladhara chakra c'è swayambhu linga e nell'anahata chakra abbiamo il bana linga. Il kalpa vriksha, che dà tutte le cose desiderate, è qui. In questo centro viene sentito il suono anahata, il suono del shabda Brahman. Potete sentirlo molto chiaramente quando vi concentrate attentamente su questo centro. Potete distintamente udire questo suono, quando fate sirshasana per lungo tempo. Vayu tattva è pieno di sattva guna. Il Vishnu granthi si trova in questo sthana. Chi medita su questo chakra ha pieno controllo sul vayu tattva. Egli ottiene buchari siddhi, khechari siddhi, kaya siddhi (il potere di volare nell'aria, di entrare nel corpo di un altro), ecc. Riceve l'Amore Cosmico e tutte le altre divine qualità sattviche.


Vishuddha Chakra
Vishuddha chakra è situato dentro la sushumna nadi, alla base della gola, kantha-mula sthana. Corrisponde al jana loka. È il centro dell'akasa tattva (l'elemento etere). Il tattva è di puro colore blu. Al di sopra di questo, tutti gli altri chakra appartengono al manas tattva. La divinità che vi presiede è Sadasiva (Itara linga), e la dea è Shakini. Da questo centro emanano 16 yoga nadi, che appaiono come i petali di un loto. Le vibrazioni prodotte dalle nadi sono rappresentate dalle 16 vocali sanscrite: am, am, im, im, um, um, rm, rm, lm, lm, em, aim, om, aum, am, ah. L'akasa mandal (la regione dell'etere) è di forma sferica, come la luna piena. In questo centro vi è il bija dell'akasa tattva, ham; esso è di colore bianco. Questo chakra corrisponde al plesso laringeo nel corpo fisico. La concentrazione sul tattva di questo chakra è chiamata akasi dharana. Chi pratica questa concentrazione non perirà nemmeno nel pralaya, e ottiene il massimo successo. Meditando su questo chakra, si ottiene la piena conoscenza dei quattro Veda; si diventa un trikala jnani (che conosce il passato, il presente e il futuro). 


Ajna Chakra
Ajna chakra è situato dentro la sushumna nadi, e il suo centro corrispondente nel corpo fisico è nello spazio tra le due sopracciglia, conosciuto come trikuti. La divinità che vi presiede, Paramasiva (Shambhu), ha la forma di un hamsa (cigno). C'è la dea Hakini (Shakti). Il pranava Om è il bijakshara di questo chakra. È la sede della mente. Ci sono due petali (yoga nadi) ai lati del loto (chakra), e le vibrazioni di queste nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite ham e ksham. È questo il granthi sthana (Rudra granthi). Il chakra è il colore bianco puro o come quello della luna piena (nel giorno di purnima). Il centro corrispondente nel corpo fisico è il plesso cavernoso. Chi si concentra su questo centro distrugge tutti i karma delle vite passate. I benefici derivati dalla concentrazione su questo chakra non possono essere descritti con le parole. Il praticante diventa un jivanmukta (un uomo liberato mentre è ancora in vita). Egli acquisisce tutti gli 8 siddhi maggiori e i 32 siddhi minori. Tutti gli yogi e i jnani si concentrano sul bijakshara di questo centro, il pranava. Ciò è chiamato bhrumadhya drishti (sguardo nello spazio tra le sopracciglia). Maggiori dettagli su quest'importante chakra saranno dati nelle lezioni seguenti.


Il Cervello
Il cervello e i nervi cranici sono le parti principali dell'intero sistema nervoso. È una massa Di tessuti nervosi composti DI soffice materia bianca e grigia, e occupa la totalità del cranio. Il cranio è come una cassaforte di ferro per custodire il tesoro, il cervello. È circondato da tre membrane o meningi, cioè: 1) dura madre, il fibroso tessuto connettivo a lato delle ossa craniche; 2) pia madre, il tessuto connettivo che contiene una rete di vasi sanguigni, e che penetra e nutrisce tutte le parti del cervello; 3) aracnoide, una membrana sottilissima attorno al cervello. Sotto l'aracnoide c'è lo spazio che contiene il fluido cerebro-spinale, che ha lo scopo di ostacolare qualsiasi offesa al cervello. Sembra come se il cervello galleggiasse su questo liquido. Il cervello può essere diviso in due metà, emisfero destro e sinistro, da un solco o tessuto centrale. Nel cervello vi sono parecchi lobi o parti più piccole, come i lobi parietali e temporali ai lati, il lobo occipitale nella parte posteriore del cervelletto, ecc. In ogni lobo vi sono molte circonvoluzioni. Ancora, per amore dello studio, possiamo dividere il cervello in quattro sezioni. 1) Cerebro: è la parte più larga del cervello, l'anteriore, di forma ovale. È situato nella parte superiore della cavità cranica. Contiene gli importanti centri dell'udito, della parola, della vista, ecc. La ghiandola pineale, che è considerata la sede dell'anima, e che gioca una parte prominente nel samadhi e nei fenomeni psichici, è situata qui. 2) Cervelletto: il cervello posteriore o piccolo; è questa la porzione principale del cervello, di forma oblungata, situata proprio sopra il quarto ventricolo e sotto e dietro il cervello. Qui la materia grigia è disposta sulla materia bianca. Regola il coordinamento muscolare. Durante i sogni, la mente rimane qui. 3) Midollo oblungato: è il luogo d'inizio del midollo spinale nella cavità cranica, dove si estende e si allarga in forma oblunga. Si trova tra i due emisferi. Qui la materia bianca è posta sulla materia grigia. Contiene i centri di funzioni importanti, come la circolatoria, la respiratoria, ecc. Questa parte dev'essere protetta attentamente. 4) Ponte di varolio: è il ponte che sta prima del midollo oblungato. È fatto di fibre bianche e grigie che vengono dal cervelletto e dal midollo. È la giunzione dove s'incontrano cervelletto e midollo. Vi sono cinque ventricoli del cervello. Il quarto è il più importante, ed è situato nel midollo oblungato. Il quarto ventrico è il canale centrale del midollo spinale, quando entra nella cavità cranica. Allora il piccolo canale diventa DI più grande dimensione. Ogni nervo del corpo è intimamente connesso con il cervello. Dodici paia di nervi cranici procedono da tutt'e due gli emisferi, attraverso le aperture alla base del cranio, verso le differenti parti del corpo: olfattori; ottici; motori oculari; patetici; trifacciali; abducenti; facciali; uditivi; glossofaringei; pneumogastrici; spinali accessori e ipoglossi. Questi nervi sono connessi con occhi, orecchie, lingua, naso, faringe, torace, ecc. Per uno studio dettagliato di questa sezione consultate un qualsiasi libro di anatomia. Qui ho dato le parti connesse con il kundalini yoga. 


Brahmarandhra
Brahmarandhra significa il buco di Brahman. È la casa di residenza dell'anima umana. È conosciuto anche come 'dasamdwara', la decima apertura, o porta. Il luogo incavato in cima alla testa, conosciuto come fontanella anteriore nel bimbo appena nato, è il brahmarandhra. Questo si trova tra le due ossa parietale e occipitale. Nel bambino, questa parte è molto soffice. Quando il bimbo cresce, viene obliterata dalla crescita delle ossa della testa. Brahma creò il corpo fisico ed entrò (pravishat) nel corpo per dargli luce all'interno attraverso il brahmarandhra; in alcune Upanishad si afferma così. È la parte più importante; molto adatta per il nirguna dhyana (meditazione astratta). Quando, al tempo della morte, lo yogi si separa dal corpo fisico, il brahmarandhra improvvisamente si apre e il prana fuoriesce da questa apertura (kapala moksha). 'Cento e uno sono i nervi del cuore. Di essi, uno (sushumna) è andato fuori perforando la testa; ascendendo tramite esso, si ottiene l'immortalità' (Kathopanishad). 


Sahasrara Chakra
Il sahasrara chakra è la dimora del Signore Shiva. Corrisponde al satya loka, ed e situato in cima alla testa. Quando Kundalini è unita col Signore Shiva nel sahasrara chakra, lo yogi gode la Beatitudine suprema, parama Ananda. Quando Kundalini è portata fino a questo centro, lo yogi ottiene lo stato supercosciente e la più alta conoscenza; diventa un jnani pienamente sbocciato (brahmavidvarishtha). La parola sahasradala-padma denota che questo padma ha mille petali; cioè,mille yoga nadi emanano da questo centro. Ci sono diverse opinioni circa l'esatto numero dei petali. È del tutto sufficiente se voi sapete che da questo centro procedono innumerevoli nadi. Come nel caso degli altri chakra, le vibrazioni prodotte dalle yoga nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite; qui, tutte le cinquanta lettere dell'alfabeto sanscrito sono ripetute continuamente su tutte le yoga nadi. Questo è un centro sottile; il centro corrispondente nel corpo fisico è nel cervello. Il termine 'shat-chakra' si riferisce solo ai sei chakra principali, cioè: muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, e ajna. Al di sopra di questi abbiamo il sahasrara chakra, che è il più importante di tutti i chakra. Tutti i chakra hanno un'intima connessione con questo centro. Esso non è considerato insieme ai sei chakra, ma è situato sopra tutti gli altri. 


Lalana Chakra
Il lalana chakra è situato nello spazio sopra ajna e sotto il sahasrara chakra. Da questo centro emanano 12 yoga nadi. Le vibrazioni prodotte dalle 12 nadi sono rappresentate dalle lettere sanscrite: ha, sa, ksha, ma, la, ve, ra, ya, ha, sa, kha e phrem. Ha Om come bija. In questo centro, lo yogi si concentra sulla forma del suo guru ed ottiene ogni conoscenza. Questo centro ha il controllo delle 12 paia di nervi che procedono dal cervello verso i differenti organi di senso.


Sommario delle Lezioni Precedenti
Gli aspiranti devono avere tutte le qualità sattviche e devono essere completamente liberi dalle impurità. Satsanga, solitudine, disciplina dietetica, buone maniere, buon carattere, brahmacharya, vairagya, ecc., formano le forti fondamenta della vita yogica l'aiuto di un guru, che ha già percorso il sentiero, è assolutamente necessario per un progresso veloce nel sentiero spirituale. Per yoga abhyasa, si richiedono posti con clima fresco e temperato. Le nadi sono i canali astrali (sukshma) attraverso cui scorre il prana (energia vitale) verso le differenti parti del corpo. Ida, pingala e sushumna sono le più importanti tra le innumerevoli nadi. Tutte le nadi partono dal kanda. Questo è situato nello spazio tra l'origine dell'organo di riproduzione e l'ano. Sushumna nadi è situata dentro la colonna spinale, nel canale spinale. All'interno della sushumna nadi c'è una nadi di nome vajra. Chitra nadi, un canale minuto, chiamato pure brahmanadi, è dentro questa vajra nadi. Kundalini, quando risvegliata, passa attraverso chitra nadi. Tutti questi sono centri sottili, e non potete fare nessuna prova o esperimento di laboratorio. Senza questi centri sottili, il corpo grossolano non può esistere e funzionare. Muladhara, svadhishthana, manipura, anahata, vishuddha, ajna e sahasrara sono i chakra più importanti. Quando Kundalini ascende di chakra in chakra, viene aperto uno strato dopo l'altro della mente e il sadhaka accede a più alti stati di coscienza. In ogni chakra ottiene vari siddhi. Ida, pingala e altre nadi si trovano ai lati della spina dorsale. Ida fluisce per la narice sinistra e pingala per la narice destra. Nella swara sadhana il respiro deve fluire per la narice sinistra durante il giorno e la narice destra durante la notte.


La Misteriosa Kundalini
' O Devi! Tu sei la mente, il cielo, l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra. Nulla è al di fuori di Te nella Tua trasformazione. Tu sei diventata la sacra regina di Shiva per alterare la tua beata forma cosciente nella forma del mondo'. Kundalini, il potere del serpente o fuoco mistico, è l'energia primordiale o Shakti che giace addormentata nel muladhara chakra, il centro del corpo. È chiamata potere serpentino o anulare a causa della sua forma serpentina.
È un elettrico, infuocato potere occulto, la grande forza originaria che costituisce il fondamento di tutta la materia organica e inorganica. Kundalini è il potere cosmico nei corpi individuali. Non è una forza materiale come l'elettricità, il magnetismo, la forza centripeta o centrifuga. È un potenziale potere cosmico (Shakti) spirituale. In realtà non ha forma. Il buddhi e la mente grossolana (sthula) devono seguire una forma particolare, nello stadio iniziale. Da questa forma grossolana, uno può facilmente comprendere la sottile e informe Kundalini. Prana, ahankara, buddhi, indriya, mente, i cinque elementi grossolani e i nervi sono tutti prodotti di Kundalini. Kundalini è la Divina Shakti addormentata, avvolta a spirale, che giace assopita in tutti gli esseri. Avete visto che nel muladhara chakra c'è lo svayambhu linga. La testa del linga è il posto dove la sushumna nadi è attaccata al kanda.
La misteriosa Kundalini sta a faccia in giù, alla bocca della sushumna nadi, sul capo dello svayambhu linga. Essa ha tre spire e mezzo, come un serpente. Quando è risvegliata, emette un suono sibilino come quello che fa un serpente percosso da un bastone; e procede verso gli altri chakra attraverso la brahmanadi, chiamata anche chitra nadi, dentro la sushumna. Perciò Kundalini è chiamata anche Bhujangini, potere del serpente. Le tre spire rappresentano i tre guna di prakriti: sattva, rajas e tamas e la mezza rappresenta la vikriti o modificazione di prakriti. Kundalini è la dea della parola ed è lodata da tutti. Lei stessa, quando risvegliata dallo yogi, consegue per lui l'illuminazione. Lei che dà mukti e jnana, poiché Lei stessa è queste due cose. anche chiamata Saraswati, poiché è la forma del shabda Brahman Ella è fonte di ogni Conoscenza e Beatitudine; è la stessa pura Coscienza; è Brahman; è prana Shakti, la Forza suprema, la Madre di prana, agni, bindu e nada. È per questa Shakti che esiste il mondo. In Lei sono creazione, preservazione, e dissoluzione. Il mondo è sostenuto soltanto dalla Sua Shakti. È mediante la Sua Shakti nel prana sottile che viene prodotto il nada (suono anahata). Mentre pronunciate un suono continuo o cantate il dirgha pranava Om, sentirete distintamente che la vera vibrazione parte dal muladhara chakra. Tutte le parti del corpo funzionano tramite la vibrazione di questo nada. Ella mantiene l'anima individuale attraverso il prana sottile. In ogni tipo di sadhana, la dea Kundalini è l'oggetto di adorazione, in una forma o nell'altra. Kundalini ha connessione con il prana sottile; questo ha connessione con le nadi e i chakra sottili. Le nadi sottili hanno connessione con la mente; questa ha connessione con tutto il corpo. Avete sentito che c'è mente in ogni cellula del corpo. Il prana è la forza operante del corpo; è dinamico. Questa Shakti statica viene stimolata dal pranayama e da altre pratiche yogiche e diviene dinamica. Queste due funzioni, statica e dinamica, sono chiamate ' sonno ' e ' risveglio ' di Kundalini.


Capitolo Terzo
SADHANA YOGA


Come Svegliare la Kundalini
Prima di tentare di svegliare Kundalini, uno deve diventare perfettamente privo di desideri e dev'essere pieno di vairagya. Essa può essere svegliata solo quando un uomo s'innalza sopra kama, krodha, lobha, moha, mada e altre impurità. Kundalini può essere svegliata innalzandosi al di sopra dei desideri dei sensi. Lo yogi che ha il cuore puro e la mente libera da passioni e desideri, svegliando Kundalini sarà beneficiato. Se un uomo con un gran numero d'impurità nella mente desta la Shakti con la mera forza, mediante asana, pranayama e mudra, si romperà le gambe e cadrà giù; non sarà in grado di ascendere la scala yogica.
Questa è la ragione principale per cui le persone fuoriescono dalla via, o subiscono delle infermità corporee. Non c'è niente di sbagliato nello yoga. La gente deve avere, per prima cosa, purezza; quindi, una conoscenza completa della sadhana, una giusta guida, e una pratica costante e graduale. Quando viene destata Kundalini ci sono molte tentazioni sulla via, e un sadhaka privo di purezza non avrà la forza di resistere. Una profonda conoscenza della teoria è essenziale quanto la pratica. Alcuni sono dell'opinione che la teoria non è affatto necessaria; essi adducono uno, o due, rari esempi, per provare che Kundalini è stata svegliata anche in quelli che non sanno niente di nadi, chakra e Kundalini. Ciò può essere dovuto alla grazia di un guru, o al puro caso; ma non tutti possono aspettarsi questo e trascurare il lato teorico. Se guardate l'uomo in cui Kundalini è stata svegliata per grazia del guru, comincerete subito a trascurare il lato pratico e a sprecare realmente il vostro tempo nel passare da un guru all'altro. L'uomo che ha una chiara conoscenza della teoria e fa una pratica costante, ottiene velocemente la metà desiderata. Kundalini può essere svegliata per mezzo di pranayama, asana e mudra dagli hatha yogi; per mezzo di concentrazione e controllo della mente dai raja yogi; per mezzo di devozione e perfetto abbandono di sé dai bhakta; per mezzo della volontà analitica dai jnani; per mezzo di mantra dai tantrika; e per grazia del guru (guru kripa) mediante tocco, vista o mero sankalpa. L'ascesa di Kundalini e la Sua unione con Shiva nel sahasrara chakra produce lo stato di samadhi e di mukti. Nessun samadhi è possibile senza risvegliare la Kundalini. Per pochi eletti, uno qualsiasi dei metodi sopra indicati è del tutto sufficiente a risvegliare la Kundalini; molti dovranno combinare diversi metodi, e ciò secondo la maturità e la posizione dei sadhaka nel sentiero spirituale. Il guru troverà la vera posizione dei sadhaka e prescriverà il metodo appropriato che risveglierà con successo la Kundalini in breve periodo. Ciò è qualcosa di simile al dottore che prescrive la medicina adatta a un paziente, per curare una particolare malattia. Un tipo di medicina non curerà le malattie di pazienti diversi. Similmente, un tipo di sadhana non può essere adatta a tutti. Oggigiorno, ci sono molte persone che immaginano follemente di aver raggiunto la purezza, commettono errori nello scegliere alcuni metodi e trascurano molte cose importanti della sadhana. Queste sono povere anime autoilluse. Arroganti, rajasici sadhaka, sceglieranno alcuni esercizi di loro fantasia, in maniera irregolare, e quando s'imbattono in qualche serio problema lasciano perdere tutto. Quando Kundalini è destata, il prana sale attraverso la brahmanadi assieme a mente e agni; dovete portarla su fino al sahasrara chakra mediante alcuni speciali esercizi, quali maha- bheda, shakti chalana, ecc. Non appena è destata, Ella fora (bheda) il muladhara chakra; e dev'essere portata fino al sahasrara attraverso i vari chakra. Quando Kundalini è in un chakra, vi si sente un calore intenso, e quando lascia quel centro per un altro chakra, quello di prima diviene molto freddo e appare senza vita. I segni che denotano il risveglio di Kundalini sono: libertà da kama, krodha, raga e dwesha, possedere mente bilanciata, Amore cosmico, visione astrale, suprema impavidità, assenza di desideri, siddhi, intossicazione divina e Ananda spirituale. Quand'Ella è in riposo, un uomo ha piena coscienza del mondo e dei suoi ambienti. Quand'Ella è sveglia, egli è morto al mondo; non ha coscienza del corpo, e ottiene lo stato unmani. Quando Kundalini passa di chakra in chakra, viene aperto uno strato dopo l'altro della mente e lo yogi acquisisce i poteri psichici; acquista il controllo sui cinque elementi. Quand'Ella raggiunge il sahasrara chakra, egli è nel Chidakasa (spazio della Conoscenza). Il risveglio della Kundalini Shakti, la sua unione con Shiva, godere il nettare, e altre funzioni del kundalini yoga descritte negli yoga shastra sono misinterpretate e prese in senso letterale da molti. Questi pensano di essere Shiva e le donne Shakti, e che lo scopo del kundalini yoga è la mera unione sessuale. Dopo aver avuto una cattiva interpretazione dei testi yogici, essi cominciano ad offrire fiori e ad adorare le loro mogli con tendenze lussuriose. Anche il termine ' intossicazione Divina derivata dal bere il nettare ' è misinterpretato. Prendono una gran quantità di vino e di altre bevande intossicanti e immaginano di avere goduto l'estasi Divina. È mera ignoranza; sono completamente in errore. Questa sorta di adorazione e unione non è affatto kundalini yoga. Essi spostano la loro concentrazione sui centri sessuali e si rovinano. Alcuni giovani folli praticano una, o due, asana, dei mudra ed un po' di pranayama per alcuni giorni, in qualsiasi modo preferiscono, e immaginano che la Kundalini è salita fino al loro collo. Essi posano come grandi yogi, mentre sono miserabili anime autoilluse. Anche un vedantin (uno studente di jnana yoga) può avere jnana nishtha solo tramite il risveglio della Kundalini Shakti, che giace addormentata nel muladhara chakra. Nessuno stato supercosciente o samadhi è possibile senza risvegliare quest'energia primordiale, sia tramite il raja yoga, il bhakti yoga, l'hatha yoga o il jnana yoga. È facile destare la Kundalini, ma è molto difficile portarla fino al sahasrara chakra attraverso i differenti chakra. Ciò richiede una grande quantità di pazienza, perseveranza, purezza e pratica costante. Lo yogi che l'ha portata fino al sahasrara chakra è il vero maestro di tutte le forze. Generalmente, gli studenti di yoga smettono la loro sadhana a metà strada, a causa di un falso senso di soddisfazione (tushti). Essi immaginano di avere raggiunto lo scopo non appena ottengono alcune esperienze mistiche e dei poteri psichici, e desiderano dimostrare questi poteri al pubblico per averne fama e reputazione e guadagnare. dei soldi. Questo è un brutto errore. Soltanto la piena realizzazione può dare la liberazione finale, la pace perfetta e la massima beatitudine. I diversi metodi di risvegliare Kundalini tramite l'hatha yoga, il bhakti yoga, il raja yoga e il jnana yoga saranno descritti ad uno ad uno. Alcuni aspiranti non arriveranno alla perfezione mediante un solo metodo; per la gran maggioranza delle persone è necessaria un'armoniosa combinazione di tutti questi metodi. Nelle pagine seguenti vi dirò i diversi esercizi intesi per risvegliare Kundalini. Se siete abbastanza saggio, dopo un'attenta lettura dei diversi esercizi, potete trovare facilmente il giusto metodo di sadhana che si adatta meglio a voi, e ottenere il successo. L'innalzare Kundalini e unirla a Shiva nel sahasrara chakra produce lo stato di samadhi e di mukti. Prima di risvegliare la kundalini dovete avere deha suddhi (purezza di corpo), nadi suddhi (purificazione delle nadi), manas suddhi (purezza di mente) e buddhi suddhi (purezza d'intelletto). Per la purificazione del corpo sono prescritti i seguenti sei esercizi: Dhauti, basti, neti, nauli, trataka e kapalabhati. Nell'hatha yoga, questi sono conosciuti come shat-karma o i sei esercizi di purificazione. 


Trataka
'Trataka' è guardare fisso a un punto o oggetto particolare senza battere le palpebre. Sebbene questo è uno dei sei esercizi di purificazione, è inteso principalmente per sviluppare la concentrazione e la focalizzazione mentale. È molto utile per gli studenti di hatha yoga, jnana yoga, bhakti yoga e raja yoga. Non c'è altro metodo più efficace per il controllo della mente. Alcuni studenti che affermano di appartenere al jnana yoga, negano quest'importante esercizio perché è descritto come parte dell'hatha yoga. Sri Ramana Maharshi, il famoso jnani di Tiruvannamalai, faceva quest'esercizio. Se foste stati al suo ashram per avere il suo darshan, avreste potuto vederlo chiaramente. Mentre stava seduto sul sofà, nella sua stanza, era solito guardare sui muri. Mentre sedeva nella veranda, su una sedia-sdraio, guardava fissamente le distanti colline o il cielo. Questo gli permetteva di mantenere uno stato bilanciato di mente. Nulla poteva distrarre la sua mente. Egli era sempre molto calmo e fresco. Non era assolutamente distratto da nessuno, anche se i suoi bhakta stavano parlando o cantando a fianco a lui.


PRANAYAMA 


Cos'è il Prana?
Il prana è la somma totale di tutta l'energia manifesta nell'universo. È la forza vitale, o sukshma. Il respiro è la manifestazione esterna del prana. Esercitando il controllo sul respiro grossolano, potete controllare il prana sottile all'interno. Controllo del prana significa controllo della mente. La mente non può operare senza l'aiuto del prana. Il sukshma prana è intimamente connesso con la mente. Il prana è la somma totale di tutte le forze latenti nascoste negli uomini e che si trovano ovunque attorno a noi. Calore, luce, elettricità, magnetismo sono tutte manifestazioni del prana. Il prana è connesso alla mente; tramite la mente alla volontà; tramite la volontà all'anima individuale; e tramite questa all'essere supremo. La sede del prana è il cuore. Il prana è uno, ma ha molte funzioni da svolgere. Quindi prende cinque nomi, secondo le diverse funzioni che compie, cioè: prana, apana, samana, udana e vyana. Questi occupano certi posti nel corpo, secondo le diverse funzioni che compiono. Il respiro diretto dal pensiero, sotto il controllo della volontà, è una forza vitalizzante e rigenerante, che può essere coscientemente utilizzata per l'autosviluppo, per guarire molte malattie incurabili e per molti altri scopi utili. Gli hatha yogi considerano il prana tattva superiore al manas tattva (mente), poiché il prana è presente anche quando la mente è assente, durante il sonno profondo. Quindi, il prana svolge una parte più vitale della mente. Se saprete come controllare le piccole onde di prana che operano attraverso la mente, allora conoscerete il segreto per soggiogare il prana universale. Lo yogi che diventa esperto nella conoscenza di questo segreto non ha paura di nessun potere, perché ha il dominio su tutte le manifestazioni di potere nell'universo. Quanto è comunemente conosciuto come ' potere della personalità ' non è altro che la capacità naturale che una persona ha di amministrare il suo prana. Nella vita, alcune persone sono più influenti e affascinanti di altre. Tutto ciò è dovuto al prana, che lo yogi usa coscientemente col comando della sua volontà. Avendo acquisito un'esauriente conoscenza della sede delle nadi e dei vayu, con le loro funzioni, uno deve iniziare la purificazione delle nadi. Una persona che possiede yama e niyama, evitando ogni compagnia, avendo finito il suo corso di studio, deliziato nella Verità e nelle virtù, avendo conquistato la collera, impegnato nel servizio del suo precettore spirituale e ben istruito in tutte le pratiche religiose, deve andare in un posto solitario per fare yoga abhyasa.
La purificazione delle nadi (nadi suddhi) è una cosa importante nei primi stadi dello yoga. Se ci sono impurità nelle nadi, l'ascesa di Kundalini nella sushumna è seriamente ritardata. La purità delle nadi facilita l'ascesa di Kundalini. Il pranayama determina la veloce purificazione delle nadi. Nadi suddhi è la base dello yoga; è il fondamento dello yoga; è la prima parte dello yoga. Come, se potete fermare il volano del motore, potete fermare tutte le altre ruote della fabbrica, così, se potete fermare le funzioni di tutti gli altri organi del corpo, controllando il respiro potete avere il controllo del sottile prana psichico. Questa è la ragione per cui viene prescritto il pranayama per controllare il prana. Il prana è il soprabito della mente. Se potete controllare il prana, potete controllare anche la mente e il virya (seme); perché prana, virya e mente sono sotto un unico collegamento (sambandha). Se potete controllare la mente, il respiro cessa da sé; il prana viene sotto controllo. Come c'è un sistema nervoso nel grossolano corpo fisico, così c'è un sistema nervoso nel corpo astrale. Il sistema nervoso del corpo fisico è sthula prana; il sistema nervoso del corpo astrale è sukshma prana. C'è un'intima connessione tra questi due prana; c'è interazione tra questi due prana. Controllando l'atto del respiro, potete controllare efficacemente tutte le varie funzioni del corpo. Potete controllare e sviluppare molto facilmente e velocemente corpo, mente e anima. Cura psichica, telepatia, chiaroveggenza, lettura del pensiero e altri siddhi sono effetti del controllo del prana. Il processo per cui il prana è controllato mediante la regolazione del respiro è chiamato 'pranayama'. È attraverso il pranayama che potete controllare le vostre circostanze e il vostro carattere, e armonizzare coscientemente l'universale vita individuale con la vita cosmica. 


Guarigione Pranica
Quelli che praticano il pranayama possono impartire il loro prana per guarire malattie morbose. Possono anche ricaricarsi di prana in un batter d'occhio, praticando kumbhaka. Non pensate mai che sarete svuotati del vostro prana, distribuendolo agli altri. Più ne darete, più esso fluirà a voi dalla sorgente cosmica (Hiranyagarbha). Questa è la legge della Natura. Non siate avaro. Se c'è un paziente coi reumatismi, frizionate gentilmente le sue gambe con le vostre mani. Mentre fate il massaggio, fate kumbhaka e immaginate che il prana scorra dalle vostre mani verso il paziente. Connettetevi con Hiranyagarbha, o prana cosmico, e immaginate che l'energia cosmica sta fluendo dalie vostre mani verso il malato. Il paziente si sentirà improvvisamente riscaldato, liberato e rafforzato. Potete curare mal di testa, coliche intestinali, o qualsiasi altra malattia, per mezzo del massaggio e del vostro tocco magnetico. Quando massaggiate il fegato, la milza, lo stomaco o qualsiasi altra parte o organo del corpo, potete parlare alle cellule e dare loro ordini: « O cellule! Compite adeguatamente le vostre funzioni. Io vi comando di fare cosi ». Esse obbediranno ai vostri ordini; anch'esse hanno un'intelligenza subcosciente. Ripetete il vostro mantra, quando passate il prana agli altri. Provate alcune volte; acquisterete competenza. Potete curare anche il morso dello scorpione; frizionate gentilmente la gamba e fate scendere giù il veleno. Praticando regolarmente il pranayama potete avere uno straordinario potere di concentrazione, forte volontà e un corpo perfettamente salubre e robusto. Dovete dirigere coscientemente il prana nelle parti malate del corpo. Supponiamo che avete un fegato indolente: sedete in padmasana, chiudete gli occhi e fate sukha purvaka pranayama. Dirigete il prana nella regione del fegato. Concentrate la vostra mente; fissate la vostra attenzione su quell'area. Immaginate che il prana interpenetra tutti i tessuti e le cellule dei lobi del fegato e vi fa la sua opera curativa, rigenerativa e costruttiva. Fede, immaginazione, attenzione e interesse svolgono un ruolo molto importante nel curare le malattie, portando il prana nelle zone malate. Durante l'esalazione, immaginate che le impurità morbose del fegato sono gettate via. Ripetete questo processo 12 volte la mattina e 12 volte la sera. L'indolenza del fegato svanirà in pochi giorni. Questo è un trattamento senza medicine; una cura naturale. Durante il pranayama, potete portare il prana in qualsiasi parte del corpo e curare qualsiasi tipo di malattia, sia essa acuta o cronica. Provate una volta, o due, a guarire voi stessi; le vostre convinzioni si rafforzeranno. Perché gridate come la donna che piange per l'olio quando ha il burro nelle mani, se avete sempre ai vostri ordini un rimedio o agente (prana) economico, potente e facilmente ottenibile! Usatelo con giudizio. Quando avanzate nella concentrazione e nella pratica, potete curare molte malattie col semplice tocco. Negli stadi avanzati, molte malattie sono curate con la sola volontà. 


Guarigione a Distanza
Viene conosciuta anche come ' trattamento assente '. Potete inviare il prana attraverso lo spazio a un vostro amico che vive lontano. Questi deve avere un'attitudine mentale ricettiva. Voi stessi dovete sentirvi in rapporto (in relazione diretta e in simpatia) con la persona che guarite con questo metodo di guarigione a distanza. Potete fissare le ore d'appuntamento per corrispondenza. Potete scrivere: « Siate pronto alle 8 di sera. Abbiate un'attitudine mentale ricettiva. Stendetevi su una sedia a sdraio. Chiudete gli occhi. Vi trasmetterò il mio prana». Dite mentalmente al paziente: «Sto trasmettendo una riserva di prana (forza vitale)». Quando mandate il prana, fate kumbhaka. Praticate pure una respirazione ritmica. Abbiate l'immagine mentale che il prana lascia la vostra mente e, passando attraverso lo spazio, entra nel sistema del malato. Il prana viaggia invisibile come le onde della radio e guizza come un lampo nello spazio. Il prana, colorato dal pensiero del guaritore, è proiettato all'esterno. Praticando kumbhaka, potete ricaricarvi di prana. Ciò richiede una pratica lunga, costante e regolare. 


Importanza del Pranayama
Tamas e rajas costituiscono la copertura, o velo. Questo velo è rimosso dalla pratica del pranayama. Dopo che il velo è rimosso, viene realizzata la vera natura dell'anima. Il chitta è di per sé composto di particelle sattviche, ma è circondato da rajas e tamas, così come il fuoco è circondato dal fumo. Non c'è azione purificatrice più grande del pranayama. Il pranayama dà purezza, e la luce della conoscenza risplende. Il karma dello yogi, che ricopre la conoscenza discriminativa, è annientato dalla pratica del pranayama. L'essenza, che è luminosa per natura, è coperta dal magico panorama del desiderio e il jiva o anima individuale è diretto verso il vizio. Questo karma dello yogi, che ricopre la Luce e lo lega a ripetute nascite, viene continuamente attenuato dalla pratica del pranayama ed infine è distrutto. Dharanasu cha yogyata manasah: ' La mente diviene pronta alla concentrazione' (yoga sutra II- 53). Sarete in grado di concentrare la mente perfettamente, dopo che è stato rimosso il velo dalla Luce. Non appena è stata rimossa l'energia disturbatrice, la mente sarà completamente stabile come una fiamma in un posto senza vento. La parola pranayama a volte è usata per indicare contemporaneamente inalazione, ritenzione ed esalazione del respiro e a volte per ciascuno di questi separatamente. Quando il prana vayu si muoverà nell'akasa tattva, il respiro diminuirà. In quel momento sarà facile fermare il respiro. La velocità della mente sarà lentamente diminuita dal pranayama, che indurrà anche al vairagya. 


Benefici del Pranayama
Il corpo diventa magro, forte e salubre. Il grasso in più è ridotto. C'è luminosità nel viso. Gli occhi splendono come diamanti. Il praticante diventa molto bello. La voce diventa dolce e melodiosa. I suoni interiori anahata si sentono distintamente. Lo studente è libero da ogni sorta di malattie, e si stabilisce nel brahmacharia. Il seme diventa fermo e stabile. Il fuoco gastrico (jatharagni) è aumentato. Lo studente, la studentessa, diventa così perfetto nel brahmacharia che la sua mente non sarà scossa nemmeno se una fanciulla, un fanciullo, cerca di abbracciarlo\a. L'appetito si restringe. Le nadi si purificano. Si elimina l'agitazione della mente (vikshepa), rajas e tamas sono distrutte. La mente è preparata per il dharana e il dhyana. Le feci diventano scarse. La pratica costante risveglia la forza spirituale interiore e apporta luce spirituale, felicità e pace di mente. Fa del praticante un urdhvareto-yogi. Si ottengono tutti i poteri psichici. Solo gli studenti progrediti otterranno tutti i benefici. 


Istruzioni sul Pranayama
1) Di prima mattina, rispondete ai bisogni della natura, e quindi sedete per le pratiche yogiche. Praticate il pranayama in una stanza asciutta e ben ventilata. Il pranayama richiede concentrazione e attenzione profonda. Non tenete nessuno al vostro fianco.
2) Prima di sedere per la pratica del pranayama, pulite completamente le narici. Quando finite la pratica, dopo dieci minuti prendete una tazza di latte o fate una leggera colazione.
3) Evitate strettamente il troppo parlare, mangiare e dormire, il mischiarsi con gli amici e lo sforzo. Quando prendete i vostri pasti, mettete un po' di ghì nel riso; questo lubrificherà le budella e permetterà al vayu di muoversi liberamente verso il basso.
4) Alcune persone muovono i muscoli della faccia, quando fanno il kumbhaka. Ciò dev'essere evitato. È un sintomo che indica che stanno andando oltre le loro capacità. Questo dev'essere fermamente evitato. Queste persone non possono avere un regolare rechaka e puraka.
5) Il pranayama può anche essere praticato non appena vi alzate dal letto, poco prima di fare japa e meditazione. Esso renderà il vostro corpo leggero e goderete la meditazione. Dovete avere una routine secondo il vostro tempo e la vostra convenienza.
6) Non muovete il corpo senza necessità. Muovendo spesso il corpo, anche la mente è disturbata. Non grattatevi il corpo di quando in quando. Quando fate pranayama, japa e meditazione, l'asana dev'essere stabile e fermo come una roccia.
7) Durante gli esercizi ripetete il mantra di Rama, di Shiva, o il Gayatri, o qualsiasi altro mantra, per un certo numero di volte o per qualsiasi altra unità di tempo, secondo la vostra inclinazione. Il Gayatri e Om sono i mantra migliori per il pranayama. All'inizio, dovete osservare qualche unità di tempo per fare puraka, kumbhaka e rechaka. L'unità di tempo e il giusto rapporto vengono da sé quando fate puraka, kumbhaka e rechaka finché potete farli confortevolmente. Quando sarete avanzati nella pratica, non avrete bisogno di contare o tenere nessuna unità di tempo. Sarete stabiliti naturalmente nel normale rapporto dalla forza dell'abitudine.
8) Per alcuni giorni, all'inizio, dovete contare il numero e vedere come progredite. Negli stadi avanzati, non c'è bisogno di distrarre la mente contando. I polmoni vi diranno quando avete finito il numero richiesto.
9) Non fate il pranayama, fin quando siete affaticati. Ci dev'essere sempre gioia e letizia di spirito durante e dopo la pratica. Dovete uscir fuori dalla pratica pienamente rinvigorito e rinfrescato. Non legatevi con tropperegole (niyama).
10) Non fate il bagno immediatamente dopo aver terminato il pranayama. Riposatevi per mezz'ora. Se durante la pratica emettete sudore, non asciugatelo con un asciugamano, ma strofinatelo con la mano. Quando sudate, non esponete il corpo alle correnti d'aria fredda.
11) Inalate ed esalate sempre molto lentamente. Non fate nessun rumore. In pranayama come bhastrika e kapalabhati potete produrre un suono leggero o il più basso possibile.
12) Non dovete aspettarvi i benefici dopo averlo fatto due o tre minuti soltanto per un giorno o due. Come minimo, all'inizio, dovete fare 15 minuti di pratica quotidiana, regolarmente, per giorni di seguito. Non ci sarà utilità se ogni giorno saltate da un esercizio all'altro.
13) Patanjali non pone molta enfasi sulla pratica dei diversi tipi di pranayama. Egli dice: «Esalate lentamente, quindi inalate e ritenete il respiro. Avrete una mente calma e stabile». Furono gli hatha yogi che svilupparono il pranayama come scienza, e che hanno menzionato vari esercizi per soddisfare differenti tipi di persone.
14) Un neofita, per alcuni giorni, deve fare solo puraka e rechaka, senza alcun kumbhaka. Mettete molto tempo per fare rechaka. La proporzione tra puraka e rechaka è di 1: 2.
15) Il pranayama, nella sua forma popolare e preparatoria, può essere praticato da chiunque, in qualsiasi posizione, seduti o camminando; e tuttavia è sicuro di mostrare i suoi benefici. Per quelli che lo praticano secondo i metodi prescritti, la fruttificazione sarà rapida.
16) Aumentate gradualmente il periodo del kumbhaka. Trattenete il respiro per quattro secondi la prima settimana, per otto la seconda settimana e per dodici secondi la terza settimana; e così via, finché siete capaci di trattenere il respiro secondo la vostra piena capacità.
17) Dovete aggiustare cosi bene puraka, kumbhaka e rechaka, che in nessuno stadio del pranayama dovete provare un senso di soffocamento o di disagio. Non dovete mai sentire la necessità di prendere pochi respiri normali tra due serie successive. La durata di puraka, kumbhaka e rechaka dev'essere aggiustata propriamente. Esercitate la dovuta cautela ed attenzione. Le cose diventeranno facili e coronate dal successo.
18) Non dovete prolungare senza motivo il periodo dell'esalazione. Se prolungate il tempo del rechaka, l'inalazione seguente sarà fatta in maniera affrettata e il ritmo ne sarà disturbato. Dovete regolare così accuratamente puraka, kumbhaka e rechaka, da essere in grado di fare con assoluto conforto e attenzione non solo un pranayama, ma tutto il corso o le serie prescritte di pranayama. Devo ripeterlo spesso: l'esperienza e la pratica vi renderanno perfetto. Siate costante. Un altro fattore importante è che dovete avere un efficiente controllo sui polmoni, alla fine del kumbhaka, per potere fare il rechaka dolcemente e in proporzione con il puraka.


MUDRA E BANDHA 


Esercizi
Mudra e bandha sono certe posizioni del corpo per mezzo delle quali Kundalini è risvegliata con successo. Nella Gheranda Samhita viene data la descrizione di 25 mudra e bandha. I 12 seguenti sono i più importanti: 1) Mula bandha 2) Jalandhara bandha 3) Uddiyana bandha 4) Maha mudra 5) Maha bandha 6) Maha vedha 7) Yoga mudra 8) Viparitakarani mudra 9) Khechari mudra 10) Vajroli mudra 11) Shakti chalana mudra 12) Yoni mudra. Molti di questi esercizi hanno un'intima connessione l'uno con l'altro. In un esercizio dovrete combinare 2 o 3 bandha e mudra. Vedrete questo quando leggerete le descrizioni. Molti aspiranti non sono in grado di trovare l'esatta tecnica di parecchi mudra descritti nei testi d'hatha yoga, e perciò non possono realizzarne i benefici. Gli esercizi yogici, quando praticati regolarmente e nella maniera giusta, vi daranno sicuramente tutto ciò che volete. "Nasti mudrasamam kinchit Siddhidam kshitimandale." In questo mondo non c'è niente che dà il successo come i mudra. Con mudra e bandha si curano dispepsia, costipazione, emorroidi, tosse, asma, ingrossamento della milza, malattie veneree, lebbra e tutti i tipi di malattie incurabili. Sono gli esercizi più efficaci per mantenere il brahmacharia, senza il quale non si può far nulla nel sentiero spirituale.


Mula Bandha
Pressate la yoni con il tallone sinistro. Tenete il tallone destro pressato nello spazio appena sopra l'organo di generazione. Contraete l'ano e tirate su l'apana vayu. Questo è chiamato mula bandha. L'apana vayu, che ha la funzione di espellere gli escrementi, ha la tendenza naturale di muoversi verso il basso. Mediante la pratica del mula bandha, l'apana vayu vien fatto muovere verso l'alto, tirandolo su con forza mentre si contrae l'ano. Il prana vayu è unito con l'apana e quest'unito prana-apana vayu viene fatto entrare nella sushumna nadi. Quindi lo yogi ottiene perfezione nello yoga; la Kundalini è risvegliata. Lo yogi beve il nettare dell'Immortalità; gode Shiva-pada nel sahasrara chakra; ottiene tutti i vibhuti e aishvarya divini. Quando l'apana è unito col prana, i suoni anahata (suoni mistici interiori) vengono sentiti molto chiaramente. Prana, apana, nada e bindu si uniscono e lo yogi raggiunge la perfezione nello yoga. Questo stadio massimo non può essere raggiunto al primo tentativo. Si deve praticare continuamente e per lungo tempo. Il siddhi nella pratica del pranayama si ottiene con l'aiuto di bandha e mudra. La pratica del mula bandha rende in grado di mantenere un perfetto brahmacharia, dà vigore ai nervi (dhatu- pushti), libera dalla costipazione e aumenta il jatharagni. Il mula bandha può essere combinato durante la pratica di concentrazione, meditazione, pranayama e di tutti gli altri kriya yogici. 


Jalandhara Bandha
Contraete la gola. Pressate con fermezza il mento contro il petto. Questo bandha è praticato alla fine del puraka e all'inizio del kumbhaka. Generalmente questo bandha è fatto solo durante il kumbhaka. Il fuoco gastrico, che è situato nella regione dell'ombelico, consuma il nettare che stilla dal sahasrara chakra attraverso il foro del palato; questo bandha impedisce che il nettare sia così consumato. 


Uddiyana Bandha
La parola sanscrita ' uddiyana ' viene dalle radici ' ut ' e ' di ' che significano ' alzarsi in volo '. Quando si pratica questo bandha, il prana si alza in volo lungo la sushumna nadi. Da qui il significativo nome. Vuotate i polmoni con una forte e violenta espirazione. I polmoni diventeranno completamente vuoti se esalate violentemente dalla bocca. Adesso contraete e tirate su verso il dorso gli intestini sopra e sotto l'ombelico, così che l'addome rimanga contro la parte posteriore del corpo, in alto nella cavità toracica. Questo è uddiyana bandha, che si pratica alla fine del kumbhaka e all'inizio del rechaka. Quando praticate questo bandha, il diaframma, la parte muscolare tra la cavità toracica e l'addome, è sollevato in alto e i muscoli addominali sono tirati all'indietro. Potete fare facilmente questo esercizio, se curvate il tronco in avanti. L'uddiyana bandha è la prima fase del nauli kriya; dovete conoscere l'uddiyana bandha, se volete praticare il nauli kriya. Generalmente il nauli kriya si fa in posizione eretta; mentre l'uddiyana bandha può essere praticato in posizione seduta o eretta. Quando lo fate mentre state in piedi, poggiate le mani sulle cosce. Quest'esercizio aiuta molto a mantenere il brahmacharia, e dà buona salute, forza, vigore e vitalità al praticante. Quando è combinato con il nauli kriya, serve come un potente tonico gastro-intestinale. Questi due sono le potenti armi degli yogi per combattere contro la costipazione, la debole peristalsi degli intestini e gli altri disordini del canale alimentare.
È solo con questi due kriya yogici che potete manovrare e massaggiare tutti i muscoli addominali. Per quanto riguarda gli esercizi addominali, niente può competere con l'uddiyana bandha e il nauli; essi stanno soli e senza pari tra tutti i sistemi di esercizi fisici. Nelle malattie croniche dello stomaco e degli intestini, dove medicine di ogni tipo hanno fallito, uddiyana e nauli hanno compiuto una cura meravigliosa, rapida e completa. Quando praticate il pranayama, potete magnificamente combinare mula bandha, jalandhara bandha e uddiyana bandha. Questo è bandha-traya. L'uddiyana bandha riduce il grasso nello stomaco. Nei casi in cui le pillole dimagranti non sono riuscite a ridurre il grasso, l'uddiyana bandha opererà meraviglie. Se le persone grasse smettono di prendere ghì (burro chiarificato) e riducono la quantità d'acqua bevuta saranno in grado di praticare uddiyana. Un viaggio a piedi a Kedar-Badri o sul monte Kailash preparerà le persone grasse alla pratica dell'uddiyana bandha.


Maha Mudra
È questo il più importante di tutti i mudra; quindi è chiamato ' maha mudra '. Premete con cura l'ano con il tallone sinistro. Allungate la gamba destra e afferrate le dita del piede con le due mani. Inalate e trattenete il respiro. Premete saldamente il mento contro il torace (jalandhara bandha). Fissate lo sguardo tra le sopracciglia (bhrumadhya drishti). Tenete la posizione il più a lungo che potete e quindi esalate lentamente. Praticate prima sulla gamba sinistra e quindi su quella destra. Questo cura la tubercolosi, le emorroidi, l'ingrossamento della milza, l'indigestione, la gastrite cronica, la lebbra, la stitichezza, la febbre e tutte le altre malattie. La vita è aumentata. Conferisce grandi siddhi al praticante. Generalmente lo yogi fa maha mudra, maha bandha e maha vedha; questa è una buona combinazione. Solo allora se ne traggono i massimi benefici. Fate così sei volte, mattina e sera. 


Maha Bandha
Maha mudra è l'esercizio preliminare a questo. Fate pressione sull'ano con il tallone sinistro. Ponete il piede destro sulla coscia sinistra. Contraete l'ano e i muscoli del perineo. Tirate l'apana vayu verso l'alto. Inalate lentamente il respiro e trattenetelo il più che potete con il jalandhara bandha. Quindi esalate lentamente. Praticate prima dal lato sinistro e quindi dal lato destro. Questo bandha distrugge decadenza e morte; lo yogi realizza tutti i suoi desideri e ottiene i siddhi.


Maha Vedha
Sedete nella posizione di maha bandha. Inalate lentamente il respiro. Trattenetelo. Spingete il mento contro il torace. Poggiate le palme delle mani sul pavimento. Appoggiate il corpo sulle palme. Sollevate lentamente le natiche e battetele gentilmente sul terreno. L'asana dev'essere integra e ferma, quando sollevate le natiche. Questo kriya distrugge decadenza e morte. Lo yogi ottiene il controllo della mente e conquista la morte. Non c'è molta differenza tra maha mudra, maha bandha e maha vedha; sono qualcosa come tre fasi di un unico esercizio. 


Yoga Mudra
Sedete in padmasana. Poggiate le palme delle mani sulle ginocchia. Esalate lentamente curvandovi in avanti, e toccate il terreno con la fronte. Se tenete la posizione per lungo tempo, potete respirare come di solito; oppure ritornate nella posizione di prima e inalate. Invece di tenere le mani sulle ginocchia, potete portarle sul dorso e afferrare il polso sinistro con la mano destra. Questa posizione elimina tutti i tipi di disordini dell'addome. 


Viparitakarani Mudra
Stendetevi sul terreno. Sollevate le gambe dritte in alto. Sostenete le natiche con le mani. Poggiate i gomiti sul terreno. Rimanete fermi. Il sole sta alla radice dell'ombelico e la luna alla base del palato. Il processo per cui il sole è portato in alto e la luna in basso si chiama Viparitakarani mudra. Le posizioni del sole e della luna sono capovolte. Il primo giorno fatelo per un minuto; aumentate gradualmente questo periodo fino a tre ore. Dopo sei mesi scompaiono le rughe sul viso e i capelli grigi. Lo yogi che lo pratica per tre ore al giorno conquista la morte. Poiché viene aumentato il fuoco gastrico, quelli che praticano questo mudra per lungo tempo devono prendere qualche leggero rinfresco, come latte, ecc., non appena finito il kriya. La posizione sirshasana è chiamata pure viparitakarani mudra. 


Shakti Chalana Mudra
Sedete in siddhasana in una stanza solitaria. Inalate con forza l'aria e unitela con l'apana. Fate mula bandha fino a che il vayu non entra nella sushumna. Trattenendo l'aria e sentendosi soffocata, la Kundalini si sveglia e trova la sua strada (per la sushumna) al brahmarandhra. Sedete in siddhasana. Prendete il piede vicino alla caviglia e battete lentamente il kanda con il piede. Questo è tadana kriya. Anche con questo metodo Kundalini può essere svegliata. Con la pratica di questo mudra uno può diventare un siddha. 


Yoni Mudra
Sedete in siddhasana. Chiudete le orecchie con i pollici, gli occhi con gli indici, le narici con le dita medie, le labbra superiori con gli anulari e le labbra inferiori con i mignoli. Questa è una bella posizione per fare japa. Immergetevi profondamente e meditate sui sei chakra e Kundalini. Questo mudra non è davvero facile per tutti come gli altri mudra. Dovete sforzarvi molto per avere successo in questo. Se volete un successo sicuro, dovete essere perfettamente stabiliti nel brahmacharia. ' Devanamapi durlabha - Molto difficile da essere ottenuto perfino dagli dei'. Perciò, realizzate l'importanza di questo mudra e praticatelo con molta cautela. Il vajroli mudra è chiamato anche yoni mudra. 


Altri Mudra
Ci sono il sambhavi, manduki, aswini, tadagi, matangini, bhuchari, aghori e vari altri mudra. Qui vi ho detto solo i mudra più importanti. Per istruzioni su tutti i mudra, consultate il mio libro 'Hatha Yoga'. 


Istruzioni su Mudra e Bandha
1 ) Maha mudra, maha bandha e maha vedha formano un unico gruppo; essi sono qualcosa come tre fasi di un solo esercizio. Allo stesso modo, mula bandha, uddiyana bandha e jalandhara bandha formano un altro gruppo. Mula bandha è praticato durante puraka, kumbhaka e rechaka e anche durante la meditazione e il japa. Uddiyana bandha è praticato durante il rechaka e jalandhara bandha durante il kumbhaka.
2) Come nel caso degli altri kriya, anche mudra e bandha devono essere praticati quando lo stomaco è vuoto. Le istruzioni generali date per asana e pranayama devono essere seguite anche per la pratica dei mudra.
3) I benefici dichiarati possono non essere realizzati con la pratica dei soli mudra. Dovete combinare pranayama, asana, japa, e altri kriya. 4) Khechari, shakti chalana, vajroli e altri corsi avanzati, non devono essere praticati da tutti. Gli aspiranti devono assicurarsi dal guru se sono idonei per questi esercizi avanzati, e devono anche vedere se hanno tutti gli altri requisiti per la pratica.
5) L'uddiyana bandha è chiamato anche tadagi mudra. Sit-krama e vyut-krama, descritti a pagina 86, sono chiamati matangini mudra. Fate mula bandha; allentate. Fate così in continuazione; ciò è chiamato aswini mudra.
6) Il vero successo nei mudra si può avere solo se c'è un'intensa concentrazione mentale. Un'istruzione dettagliata sulla concentrazione sarà data nelle pagine seguenti. 


ESERCIZI ETEROGENEI
Laya Yoga
Laya è lo stato di mente quando uno dimentica tutti gli oggetti dei sensi e viene assorbito nell'oggetto di meditazione;mette in grado di avere un perfetto controllo sui cinque tattva, su mente e indriya. Le fluttuazioni della mente cesseranno. Mente, corpo e prana saranno completamente soggiogati. Nel laya yoga, un metodo efficace è il sambhavi mudra, in cui ci si concentra intensamente su ciascuno dei sei chakra. L'esercizio del trataka svolge una parte vitale, per avere successo nel laya. Nel giusto corso della pratica, lo yogi è stabilito in samadhi; egli diventa un jivanmukta.


Suoni Anahata
Suoni mistici uditi dallo yogi durante la meditazione. È un segno della purificazione delle nadi. Alcuni studenti possono sentirli chiaramente da un orecchio ed alcuni da entrambe le orecchie. Ci sono suoni forti e suoni sottili Dal forte uno dovrà contemplare il sottile, e dal sottile il più sottile I principianti possono sentire il suono solo quando le orecchie sono chiuse. Gli studenti avanzati possono concentrarsi sui suoni anahata anche senza chiudere le orecchie. I suoni anahata sono chiamati anche Omkara dhvani; essi procedono dal centro anahata della sushumna nadi. Sedete nel vostro solito asana. Chiudete le orecchie con i pollici. Ascoltate e osservate minutamente i suoni interiori attraverso le orecchie. Il suono che sentite dentro vi farà sordo a tutti i suoni esterni. Chiudete anche gli occhi. All'inizio della pratica, sentirete molti suoni forti; in seguito, vengono sentiti in maniera leggera. La mente, concentrandosi dapprima su qualche suono, si fissa fermamente su questo e viene assorbita in esso. Divenendo insensibile alle impressioni esterne, la mente diventa uno con il suono, com e il latte con l'acqua, e quindi viene rapidamente assorbita nel Chidakasa. Come l'ape mangia soltanto il miele senza curarsi dell'odore, così il chitta sempre assorto nel suono interiore non desidera gli oggetti sensuali, poiché è legato dal dolce profumo o nada ed ha abbandonato la sua natura svolazzante. Il suono che procede dal pranava nada, che è Brahman, ha la natura dello splendore. La mente viene assorbita in esso. La mente esiste finché c'è il suono, ma con il suo cessare c'è quello stato chiamato turiya. È lo stato supremo, lo stato unmani. La mente viene assorbita insieme al prana, per la costante concentrazione sul nada. Il corpo appare come un ciocco di legno e non sente né caldo né freddo, né gioia né dolore. Dal cuore procedono diversi tipi di suoni (suoni anahata). Il nada sentito dalle orecchie è di dieci tipi. Primo è il suono ' chini ' (simile alla pronuncia della parola); secondo è ' chini-chini'; terzo è il suono della campana; quarto quello della conchiglia; quinto quello del liuto; sesto è il suono dei cembali; settimo è la melodia del flauto; ottavo il suono del tamburo (bheri); nono è il suono di un doppio tamburo (mridanga); e decimo è il suono del tuono. Non potete aspettarvi il suono immediatamente dopo aver chiuso le orecchie. Dovete concentrarvi e tenere la mente fissa su un punto. Il particolare suono che sentite oggi, potete non sentirlo ogni giorno. Ma sentirete ciascuno dei dieci suoni anahata. La descrizione data sopra è quella del laya attraverso il nada, il suono anahata. Allo stesso modo, si può avere il laya mediante la concentrazione sulla punta del naso (nasikagra drishti) o nello spazio tra le sopracciglia (bhrumadhya drishti), o con la meditazione sui cinque tattva, o sul mantra Soham, o sui Mahavakya ' Aham Brahma Asmi ', ' Tat Tvam Asi ', e anche con altri metodi.


Bhakti Yoga - Forme di Adorazione
Nel gradino più basso della scala del bhakti yoga c'è l'adorazione degli elementi e degli spiriti defunti. Questa è la forma più bassa di adorazione. Dopo viene l'adorazione di rishi, deva e pitri. La fede di ciascuno è modellata secondo la propria natura. L'uomo consiste di quello che è la sua fede; è sempre quello. La terza classe include quei seguaci che adorano avatar come Sri Rama, Krishna, Narasimha. Queste categorie di bhakta hanno la forma di adorazione saguna. Quindi, viene la classe di bhakta che fanno nirguna upasana sul Brahman senza attributi. Questa è la forma più alta di adorazione, adatta alle persone intelligenti che hanno forte volontà e fermo intendimento. Ciò è conosciuto come ahamgraha upasana o jnana yoga sadhana. La bhakti può essere acquisita e coltivata. La pratica dei nove metodi di devozione (nava vhida bhakti) infonderà bhakti. Continuo satsanga, japa, preghiera, meditazione, svadhyaya, bhajan, servizio ai santi, dana, yatra, ecc., svilupperanno la bhakti. Questi sono i nove metodi per sviluppare la bhakti: Sravana - ascoltare i Lila di Dio; Smarana - ricordare sempre Dio; Kirtan cantare le Sue lodi; Vandana - fare namaskar a Dio; Archana - offerte a Dio; Pada-sevana - assistenza; Sakhya - amicizia; Dasya - servizio; Atma-nivedana - abbandono al guru, o a Dio. Sri Ramanuja raccomanda le seguenti misure, per sviluppare la bhakti: Viveka - discriminazione; Vimoka - libertà da ogni cosa e desiderio di Dio; Abhyasa - continuo pensare a Dio; Kriya - fare bene agli altri; Kalyana desiderare il bene per tutti; Satyam - sincerità; Arjavam - integrità; Daya - compassione; Ahimsa - non violenza; Dana - carità. Nam Dev, Ramdas, Tulsi Das e altri furono alcune delle anime benedette a cui Dio diede il suo darshan. Questi bhakta furono yoga-bhrashta. Essi vennero in questo mondo con un gran patrimonio di samskara spirituali; adorarono Dio per parecchie nascite con sincera devozione, e non fecero molta sadhana nella loro incarnazione finale. In loro, questa devozione era naturale e spontanea per la forza dei precedenti samskara di bhakti. Le persone normali devono adottare misure drastiche e speciali e praticare una sadhana straordinaria, per sviluppare la bhakti rapidamente. Nuovi solchi, nuovi canali devono essere scolpiti nel vecchio cuore di pietra, privo di devozione al massimo grado. Con la continua preghiera, con japa, kirtan, servizio ai bhakta, carità, vrata, tapas, dhyana e samadhi, un bhakta deve sollevare la sua coscienza fino a un alto grado e acquisire para bhakti, la più alta conoscenza e la pace suprema. Negli stadi avanzati della meditazione, il meditante e il meditato, l'adoratore e l'adorato, l'upasaka e l'upasya diventeranno uno. Il dhyana culminerà nel samadhi. È necessaria una pratica regolare e costante. Un hatha yogi raggiunge lo stato più alto con la pratica di vari mudra, bandha, asana e altri esercizi; un jnani con la pratica di sravana, manana e nididhyasana; un karma yogi con le opere disinteressate (nishkama seva); un bhakta sviluppando la bhakti e l'abbandono di sé; e un raja yogi con la concentrazione profonda e il controllo della mente. La Meta è la stessa in tutti i casi, ma i metodi sono differenti. La concentrazione e la meditazione sull'energia primordiale, Shakti, è solo una modificazione della sadhana del jnana yoga. La concentrazione e la meditazione sui diversi centri di energia appartiene al raja yoga. La concentrazione sui diversi chakra e nadi e il risveglio della Shakti tramite metodi fisici appartiene all'hatha yoga. La concentrazione e la meditazione sul devata, la divinità che presiede ai diversi chakra interiori, si può considerare come un corso avanzato di bhakti yoga. Per un successo rapido si devono combinare diversi metodi di sadhana. Il bhakta, quando medita sul devata, immagina in ogni chakra una forma particolare di Dio. Nei libri di mantra shastra, per ogni chakra sono date elaborate descrizioni di Dio e dei devata; essi considerano la forma di Dio in maniere differenti, secondo il temperamento degli studenti. Le esperienze e i sentimenti degli aspiranti variano di caso in caso. Perciò non sto a dare la descrizione di tutti i deva e devata. Quando un uomo chiude gli occhi e medita sui chakra interiori, egli ha diverse visioni e vede le diverse forme di Dio; questa è la cosa migliore a cui deve aderire strettamente. Solo allora è possibile una vera crescita. Le informazioni generali date nella parte teorica di questo ' Kundalini Yoga ' sicuramente aiuteranno molto nella concentrazione e nella meditazione sui chakra.


Mantra
Il risveglio di Kundalini si effettua anche per mezzo di mantra. Ciò è una parte del bhakti yoga. Alcuni aspiranti devono ripetere il mantra dato loro dal guru anche centinaia di migliaia di volte. Durante il diksha di un uttama adhikari, il guru pronuncia un particolare mantra e kundalini è immediatamente destata. La coscienza dello studente è sollevata a un grado molto elevato. Questo dipende dalla fede dello studente nel guru e nel mantra. I mantra, quando ricevuti dal guru in persona, sono molto potenti. Nel kundalini yoga, gli aspiranti devono intraprendere la mantra sadhana solo dopo aver avuto un particolare mantra dal guru. Perciò non tocco questo punto nei dettagli. I mantra, quando appresi per mezzo di amici normali o di libri, non possono produrre assolutamente nessun beneficio. I mantra sono numerosi, e il guru deve scegliere un mantra particolare, attraverso cui possa essere risvegliata la coscienza di un particolare studente.


Gli Otto Siddhi Maggiori
Un compiuto purnayogi, nel sentiero del kundalini yoga, è in possesso degli otto siddhi maggiori, e cioè: anima, mahima, laghima, garima, prapti, prakamya, vashitvam e ishitvam. 1) Anima: lo yogi può diventare piccolo quanto gli piace. 2) Mahima: questo è l'opposto di anima. Egli può diventare grande quanto gli piace. Può fare assumere al suo corpo una dimensione molto grande; può riempire l'intero universo; può assumere una forma virat. 3) Laghima: egli può rendere il suo corpo leggero come il cotone o come una piuma. Vayustambham è fatto mediante questo siddhi; anche nel jalastambham è esercitato questo potere, in un grado molto ridotto. Il corpo è reso leggero con il plavini pranayama. Lo yogi causa una diminuzione del suo peso inghiottendo enormi boccate d'aria. Lo yogi viaggia nello spazio, con l'aiuto di questo siddhi. Egli può percorrere migliaia di miglia in un minuto. 4) Garima: è l'opposto di laghima; lo yogi acquisisce un aumento di peso specifico. Inghiottendo boccate d'aria, egli può rendere il suo corpo pesante come una montagna. 5) Prapti: lo yogi, stando sulla terra, può toccare le cose più alte; può toccare il sole o la luna o il cielo. Mediante questo siddhi, lo yogi ottiene gli oggetti desiderati e i poteri sovrannaturali. Acquista il potere di predire gli eventi futuri, e i poteri di chiaroveggenza, chiarudienza, telepatia, lettura del pensiero, ecc.; può comprendere il linguaggio degli animali e degli uccelli; può comprendere anche lingue sconosciute. Può curare tutte le malattie. 6) Prakamya: egli può immergersi nell'acqua e venirne fuori quando gli pare. Il defunto Trailanga Swami di Benares era solito vivere per sei mesi sotto il Gange. È il processo per cui uno yogi si rende a volte invisibile. Da alcuni scrittori è definito come il potere di entrare nel corpo di un altro (parakaya pravesh). Sri Shankara entrò nel corpo del Rajà Amaruka di Benares. Nel sud dell'India, Tirumular entrò nel corpo di un pastore; anche Rajà Vikramaditya fece questo. È anche il potere di mantenere un'apparenza giovanile per qualsiasi lunghezza di tempo; Rajà Yayati aveva questo potere. 7) Vashitvam: è il potere di addomesticare gli animali feroci e portarli sotto controllo. È il potere di ipnotizzare le persone con l'esercizio della volontà e di renderli obbedienti ai propri desideri e ordini. È il controllo delle passioni e delle emozioni; è il potere di assoggettare uomini, donne ed elementi. 8) Ishitvam: è il conseguimento del potere divino. Lo yogi diventa il Signore dell'universo. Chi ha questo potere può ridare la vita ai morti. Kabir, Tulsi Das, Akalkot Swami e altri avevano il potere di ridare la vita ai morti. 


Siddhi Minori
Lo yogi acquisisce anche i seguenti siddhi minori: 1) Libertà da fame e sete. 2) Libertà dagli effetti di caldo e freddo. 3) Libertà da raga-dwesha. 4) Dura darshan, chiaroveggenza o duradrishti. 5) Dura sravan, chiarudienza o dura sruti e dura prachana. 6) Mano-jaya, controllo della mente. 7) Kama rupa: lo yogi può assumere qualsiasi forma desideri. 8) Parakaya pravesh: può entrare in un altro corpo, può animare un corpo morto ed entrare in esso trasferendovi la sua anima. 9) Iccha-mrityu: morte a suo piacimento. 10) Devanam saha krida e darshan: giocare con i deva dopo averli visti. 11) Yatha sankalpa: può avere qualsiasi cosa desideri. 12) Trikala-jnana: conoscenza di passato, presente e futuro. 13) Advandva: oltre le coppie di contrari. 14) Vak-siddhi: qualsiasi cosa lo yogi predice avverrà, per la pratica di satya; profezia. 15) Lo yogi può mutare i metalli vili in oro. 16) Kaya-vyuha: prendere tanti corpi quanti lo yogi ne desidera, per esaurire tutto il suo karma in una vita. 17) Darduri-siddhi: il potere di saltare come una rana. 18) Patala-siddhi: lo yogi diventa Signore del desiderio, e distrugge dolori e malattie. 19) Ha conoscenza della sua vita passata. 20) Ha conoscenza dei gruppi di stelle e pianeti. 21) Ha il potere di percepire i siddha. 22) Ha il dominio degli elementi (bhuta jaya) e il dominio del prana (prana jaya). 23) Kamachari: può muoversi in qualsiasi posto desideri. 24) Ottiene onnipotenza e onniscienza. 25) Vayu-siddhi: lo yogi si solleva in aria e lascia il terreno. 26) Egli può indicare il posto dove sta nascosto un tesoro. 


Potere di uno Yogi
Uno yogi dimentica il corpo per concentrare la mente sul Signore. Egli conquista caldo e freddo, conoscendo a fondo il controllo del respiro e controllando il suo sistema nervoso. Uno yogi genera calore psichico nel corpo mediante la pratica del bhastrika pranayama. Egli può sopportare climi estremi senza soffrirne; si siede sulla neve e la scioglie col calore generato nel suo corpo. Uno yogi copre il suo corpo con un lenzuolo immerso nell'acqua freddissima e lo asciuga col calore yoga che emana dal suo corpo. Alcuni adepti hanno asciugato circa trenta lenzuola in una sola notte. Un perfetto yogi alla fine crema il suo corpo col calore yogico generato dal suo potere di yoga. 


Concentrazione (Dharana)
1) Fissate la mente su qualche oggetto, interno o esterno al corpo. Tenetevela ferma per qualche tempo. Questo è dharana. Dovete praticare ciò ogni giorno. Il laya yoga ha le sue basi nel dharana. 2) Dapprima purificare la mente con la pratica di yama e niyama e quindi datevi alla pratica del dharana. La concentrazione senza purezza non è di alcuna utilità. Vi sono alcuni occultisti che hanno della concentrazione, ma non hanno un buon carattere. Questa è la ragione per cui non fanno nessun progresso nella via spirituale. 3) Chi ha un asana stabile e ha purificato le yoga nadi sarà in grado di concentrarsi facilmente. La concentrazione sarà intensa se eliminate tutte le distrazioni. Un vero brahmachari, che ha preservato il suo seme (virya), avrà una concentrazione meravigliosa. 4) Alcuni studenti folli e impazienti si danno subito alla concentrazione, senza passare per il preliminare tirocinio etico. Questo è un serio errore. La perfezione etica è di suprema importanza. 5) Potete concentrarvi internamente su uno qualsiasi dei sette chakra ed esternamente su un qualsiasi devata: Hari, Krishna o la Devi. 6) L'attenzione svolge una parte prominente nella concentrazione. Chi ha sviluppato il suo potere d'attenzione avrà una buona concentrazione. Un uomo pieno di passione e di tutti i tipi di desideri fantastici, può difficilmente concentrarsi su un oggetto anche per un secondo. La sua mente salterà come una scimmia. 7) Chi ha guadagnato il pratyahara (ritirare i sensi dagli oggetti) avrà una buona concentrazione. Nel sentiero spirituale, dovete marciare passo dopo passo, fase dopo fase. Per cominciare, ponete le fondamenta di yama, niyama, asana, pranayama e pratyahara. Solo allora la sovrastruttura di dharana e dhyana avrà successo. 8) Dovete essere in grado di visualizzare molto chiaramente l'oggetto di concentrazione anche in sua assenza. Dovete richiamare l'immagine mentale in un momento. Se avete una buona pratica della concentrazione, potete farlo senza molte difficoltà. 9) Nella fase iniziale della pratica, potete concentrarvi sul ticchettio di un orologio o sulla fiamma di una candela o su qualsiasi altro oggetto gradito alla vostra mente. Questa è la concentrazione concreta. Non vi può essere concentrazione senza qualcosa su cui la mente possa posarsi. La mente può essere fissata su un oggetto piacevole. All'inizio, è molto difficile fissare la mente su un oggetto che non le piace. 10) Se volete aumentare il vostro potere di concentrazione dovete ridurre le vostre attività mondane. 11) Praticare la concentrazione finché la mente non è ben stabilita sull'oggetto di concentrazione. Quando la mente si allontana dall'oggetto, riportatela di nuovo indietro. 12) Quando la concentrazione è intensa e profonda, tutti gli altri sensi non possono operare. Chi pratica la concentrazione per un'ora al giorno ha tremendi poteri psichici; egli avrà un forte potere di volontà. 13) I vedantin cercano di fissare la mente sull'Atman; questa è la loro concentrazione. Hatha yogi e raja yogi concentrano le loro menti sui sei chakra. I bhakta si concentrano sul loro ishta devata. Altri oggetti di meditazione sono descritti sotto c trataka ' e ' laya yoga'. La concentrazione è necessaria per tutti gli aspiranti. 14) Quelli che praticano la concentrazione si evolvono velocemente. Essi possono fare in un baleno qualsiasi lavoro con più grande efficienza. Cosa gli altri possono fare in sei ore, può essere fatto in mezz'ora da uno che ha la mente concentrata. La concentrazione purifica e calma le emozioni agitate, rafforza la corrente del pensiero e schiarisce le idee. La concentrazione aiuta un uomo anche nel progresso materiale; egli svolgerà un lavoro molto buono in ufficio o nel negozio. Ciò che prima era nuvoloso e confuso diventa più chiaro e definito; ciò che prima era molto difficile adesso diventa facile; e ciò che prima era complesso, sconcertante e confuso, viene facilmente alla comprensione mentale. Con la concentrazione potete acquisire qualsiasi cosa; niente è impossibile per uno che pratica regolarmente la concentrazione. Chiaroveggenza, chiarudienza, mesmerismo, ipnotismo, lettura del pensiero, musica, matematica e tutte le scienze dipendono dalla concentrazione. 15) Ritiratevi in una stanza tranquilla. Chiudete gli occhi. Vedete cosa succede quando pensate a una mela. Potete pensare al suo colore, alla forma, alla dimensione, alle sue differenti parti, quali pelle, polpa, semi, ecc. Potete pensare ai posti da dove è importata, Australia o Kashmir. Potete pensare al suo gesto acido o dolce, e ai suoi effetti sul sistema digestivo e sul sangue. Per la legge dell'associazione, possono cercare d'entrare anche idee di qualche altro frutto. La mente può cominciare a considerare qualche altra idea estranea; può cominciare a vagabondare. Può pensare che deve incontrare un amico alla stazione alle quattro del pomeriggio. Può pensare di comprare un asciugamano o una scatola di tè o di biscotti. Dovete cercare di avere una definita linea di pensiero. Non ci dev'essere nessuna interruzione nella linea di pensiero. Non dovete avere nessun altro pensiero che non sia connesso col soggetto considerato. La mente farà del suo meglio per correre alle sue vecchie abitudini. All'inizio dovete lottare duramente. Il tentativo è qualcosa come scalare un'erta montagna. Gioirete e sentirete un'immensa felicità quando otterrete successo nella concentrazione. 16) Come nel piano fisico operano le leggi di gravità, coesione, ecc., così nel piano mentale o mondo del pensiero operano definite leggi di pensiero, come le leggi di associazione, relatività, continuità, ecc. Quelli che praticano la concentrazione devono comprendere totalmente queste leggi. Quando la mente pensa a un oggetto, può pensare anche alle sue qualità e alle sue parti. Quando pensa a una causa, può pensare anche al suo effetto. 17) Se leggete parecchie volte con concentrazione la Bhagavad Gita o il ' Vicar ' di Wakefield, potete attingere ogni volta nuove idee. Tramite la concentrazione otterrete l'intuito. Sottili significati esoterici baleneranno nel campo della coscienza mentale; comprenderete la profondità interiore del significato filosofico. 18) Quando vi concentrate su un oggetto, non lottate con la mente. Evitate la tensione in qualsiasi parte del corpo. Pensate gentilmente all'oggetto in maniera continua. È molto difficile praticare la concentrazione quando uno è molto affamato o soffre di una malattia acuta. 19) Se durante la concentrazione le emozioni vi disturbano, non badateci; esse andranno via presto. Se cercate di mandarle via dovrete mettere a dura prova la vostra forza di volontà. Tenete un'attitudine indifferente. Per mandare via le emozioni, il vedantin usa la formula: ' Io sono un testimone (sakshi) delle modificazioni mentali. Non mi preoccupo. Andate fuori. Il bhakta prega semplicemente, e l'aiuto viene da Dio. 20) Educate la mente a concentrarsi su diversi oggetti) grossolani e sottili, di varie dimensioni. Col tempo si formerà una forte abitudine. Nel momento in cui sedete per concentrarvi, la disposizione verrà subito, molto facilmente. 21) Quando leggete un libro, dovete leggere con concentrazione. Non c'è utilità a saltare tra le pagine in maniera frettolosa. Leggete una pagina. Chiudete il libro. Concentratevi su cosa avete letto. Trovate righe consimili nella Gita, nelle Upanishad, ecc. 22) Per un neofita, la pratica della concentrazione è all'inizio disgustosa e stancante. Egli deve tracciare nuovi solchi nella mente e nel cervello. Dopo qualche tempo, due o tre mesi circa, egli ha grande interesse; gode un nuovo tipo di felicità. La concentrazione è il solo modo di liberarsi di miserie e tribolazioni. Il vostro solo dovere è di acquisire concentrazione, e tramite questa ottenere la beatitudine finale, l'Autorealizzazione. La carità e il rajasuya yajna sono niente se comparati alla concentrazione. 23) Quando nella mente sorgono dei desideri, non cercate di adempierli; rigettateli appena nascono. Così, con la pratica graduale, i desideri possono essere ridotti; anche le modificazioni della mente diminuiranno molto. 24) Dovete liberarvi di ogni sorta di debolezza mentale, delle superstizioni, dei falsi ed erronei samskara. Solo allora sarete in grado di concentrare la vostra mente.


Esperienze Mistiche - Visioni di Luci
Diversi tipi di luci si manifestano durante la meditazione, a causa della concentrazione profonda. All'inizio apparirà nella fronte, nello spazio tra le sopracciglia, che corrisponde sperimentalmente all'ajna chakra, una splendente luce bianca, grande quanto una punta di spillo. Quando gli occhi sono chiusi, noterete diverse luci colorate, bianche, gialle, rosse, color fumo, blu, verdi, luci mischiate, bagliori simili a lampi, fuoco, luna, sole, stelle e scintille. Queste sono luci tanmatriche. Ogni tanmatra ha il suo colore specifico. Le luci bianche e gialle si vedono con molta frequenza. All'inizio, piccole sfere di luce bianca o rossa fluttuano davanti all'occhio della mente. Quando osservate questo per la prima volta, siate certi che la mente sta diventando più ferma e che voi state progredendo nella concentrazione. Dopo qualche mese, la dimensione della luce aumenterà e vedrete una bella e abbondante fiammata di luce bianca, più grande del sole. All'inizio queste luci non sono stabili; vengono e subito scompaiono. Quando avrete una pratica di meditazione costante e sistematica per 2 o 3 ore, queste luci appariranno più frequentemente e rimarranno fisse per lungo tempo. La visione delle luci è un grande incoraggiamento nella sadhana; vi incita a perseguire fermamente la sadhana; vi dà una fede salda nelle cose sovrasensibili. L'apparizione delle luci denota che state trascendendo la coscienza fisica. Quando appaiono le luci, siete in uno stato semi cosciente; siete tra i due posti. Non dovete muovere il corpo, quando si manifestano queste luci; dovete stare perfettamente immobili nel vostro asana, e respirare lentamente.
A volte vedrete delle forme luminose di devata o altre forme fisiche. Vedrete il vostro guru, o l'ishta devata. Siddha, rishi e altri concedono il loro darshan per incoraggiarvi. Potete vedere dei bei giardini, palazzi maestosi, fiumi, montagne, templi d'oro e paesaggi così belli e pittoreschi che non possono essere descritti adeguatamente. Durante l'intensa concentrazione, molti sono in grado di sentire certe sensazioni peculiari, come se una corrente elettrica passasse dal muladhara chakra. Subito disturbano il loro corpo e, per la paura, ridiscendono nella coscienza fisica; ma non devono assolutamente avere paura; devono rimanere fermi e aspettare ulteriori esperienze. Le esperienze variano nei diversi individui. L'esperienza di un uomo può non essere uguale a quella di un altro uomo. Molti, quando hanno queste esperienze, credono erroneamente di avere realizzato il Sé, cessano la sadhana e cercano d'andare in giro a predicare e a fare loka- sangraha. Questo è un serio errore; non è affatto realizzazione. Tutte queste visioni sono semplici incoraggiamenti da parte del vostro ishta-devata per convincervi della più alta vita spirituale e spronarvi nella vostra pratica sistematica e incessante, dandovi zelo ed entusiasmo. Dovete ignorare e discacciare queste cose come avete fatto con gli oggetti del mondo. Non vi deve importare minimamente, quando avete queste visioni; dovete porre la vostra concentrazione (lakshya) sulla Meta. In alcune persone le visioni possono presentarsi dopo pochi giorni, mentre in altre entro sei, o nove mesi. Ciò dipende dallo stato mentale e dal grado di concentrazione. Alcune persone possono non avere queste esperienze, ma progredire sul sentiero spirituale. A volte avrete delle potentissime luci abbaglianti, più grandi del sole. Esse sono bianche. All'inizio, vengono e scompaiono velocemente. In seguito diventano fisse anche per 10 o 15 minuti, secondo il grado di concentrazione. Le luci appariranno davanti agli occhi, o in qualcuno dei chakra. A volte la luce è così potente e abbagliante che dovete ritrarvi dal guardare e interrompere la meditazione. Alcune persone hanno paura, e non sanno cosa fare e come procedere oltre. Con la pratica costante, la mente impegnata nella concentrazione svanirà. Gli esseri e gli oggetti con cui siete in contatto durante il primo periodo della sadhana appartengono al mondo astrale. Le forme luminose sono devata superiori di più alti piani mentali, che vengono a dare darshana e a incoraggiare il sadhaka. Diverse Shakti si manifestano sotto forme luminose. AdorateLe; non appena appaiono davanti a voi, fate puja mentalmente. Non sprecate il vostro tempo a guardare queste visioni; è solo una curiosità. Sono solo incoraggiamenti, per convincervi dell'esistenza delle realtà superfisiche e metafisiche. Le visioni sono, sia soggettive, che oggettive, creazioni mentali vostre, o di realtà che stanno sui piani più sottili della materia. L'universo consiste di piani di materia a vari gradi di densità. La vibrazione ritmica e in vari gradi dei tanmatra dà origine alla formazione dei diversi piani. Le visioni possono essere di queste cose o esseri; oppure, in molti casi, possono essere semplicemente immaginarie. Possono essere la cristallizzazione del vostro intenso pensare. Dovete discriminare bene.


Elementali
A volte, durante la meditazione appaiono gli elementali. Sono figure strane; alcune con denti lunghi e grandi facce, alcune con tre teste, altre con le facce nello stomaco, altre ancora senza carne e pelle, ecc. Sono abitanti del bhuvar loka; sono bhuta. Si suppone che siano servitori del Signore Shiva. Hanno forme terrificanti, ma non causano assolutamente alcun male. Essi appaiono semplicemente in scena; vengono per provare la vostra forza e il vostro coraggio. Non possono fare niente; non possono stare davanti a un aspirante puro e morale. La ripetizione di Om o del mantra datovi dal vostro guru li caccerà lontano. Quando i giovani guardano un corpo morto, o quando vedono un impiccato, o un crudele assassinio, rimurginano sempre sulla cosa. Quel pensiero verrà anche durante la meditazione, e prenderà forme particolari. Vedranno in continuazione la stessa forma davanti ai loro occhi. Non devono assolutamente aver paura; è solo una loro creazione mentale. Un codardo non è per niente idoneo alla via spirituale. Distruggete la paura. Sviluppate il coraggio. Siate audaci.


Vita nel Piano Astrale
Un giorno, durante il corso della pratica, sentirete che vi siete separati dal corpo. Sentirete un'immensa gioia mischiata a paura; gioia nel possesso di una nuova luce, il corpo astrale; e paura dovuta all'entrata in un piano estraneo e sconosciuto. All'inizio, la nuova coscienza nel nuovo piano è molto rudimentale. Sentirete soltanto di avere un corpo aereo di luce e percepirete una limitata, roteante, vibrante atmosfera astrale illuminata da luci, oggetti ed esseri dorati. Potete sentire di stare fluttuando nell'aria. Non cadrete mai, ma la nuova esperienza di sottilità genera all'inizio nuovi sentimenti e sensazioni. Come fate a lasciare il corpo e a rimanervi, è sconosciuto. Non siete consapevoli di come vi siete completamente separati dal corpo. La nuova gioia è inesprimibile. Voi stessi dovrete sentirla e sperimentarla praticamente. Quando ritornate nella coscienza del corpo, c'è un intenso desiderio di riguadagnare la nuova coscienza e di rimanere per sempre in quello stato. Per caso, con ripetuti tentativi, siete in grado d'andare oltre la coscienza del corpo una volta al mese, o quasi, nel corso della sadhana. Se procedete pazientemente con le pratiche yogiche, sarete in grado di lasciare il corpo a volontà e starne fuori per lungo tempo.
Con il semplice volere, potete viaggiare con il corpo astrale in qualsiasi posto desiderate, e lì, materializzarlo attingendo i materiali necessari o dall'ahamkara o dal deposito universale. Il processo è molto semplice per gli occultisti e gli yogi che conoscono la tecnica razionale e, particolareggiata delle varie operazioni. La lettura e il trasferimento del pensiero, la guarigione psichica e a distanza, ecc., possono essere compiute molto facilmente da quelli che possono agire con il corpo astrale. I raggi mentali concentrati possono penetrare muri spessi e viaggiare per miglia e miglia. 


Avvertimenti sullo Yoga
Brahmacharia è molto, molto essenziale. Dovete essere liberi dai pensieri lussuriosi anche nei sogni. Ciò richiede una lunga pratica e un'attenta osservazione della mente e dei sensi (indriya). Le persone folli passano frettolosamente, ma invano, ai corsi superiori di yoga, senza avere quest'importante requisito, molto utile per la sadhana spirituale. In genere, i sogni bagnati (eiaculazioni nel sogno) accadono nell'ultimo quarto della notte. Quelli che hanno l'abitudine di alzarsi dal letto tra le tre e le quattro di mattina (brahmamuhurta) e fare japa, pranayama e dhyana non possono mai cadere vittime delle polluzioni notturne. Quell'uomo in cui l'idea del sesso è profondamente radicata non può mai sognare di comprendere yoga e vedanta neanche in cento nascite. Tenete la mente pienamente occupata. Questa è la miglior panacea, o rimedio sovrano, per mantenere il brahmacharia. Fate japa, meditazione, lettura di libri religiosi, kirtan, satsanga, servizio, discorsi religiosi, pregate, camminate, scrivete, ecc. Indossate sempre un kopin, o langoti (perizoma). Ciò è scientifico e anche spirituale. State attenti nello scegliere i vostri compagni. Abbandonate il teatro, i salotti, la lettura di novelle e altre storie d'amore. Non usate fiori e lusinghe. Osservate mauna (silenzio). Non mischiatevi con nessuno. Leggete buoni libri, religiosi e ispiranti. Se nella mente vi sorgono dei desideri, non adempiteli; schiacciateli immediatamente. Non scherzate e ridete troppo. Tutte queste cose sono solo manifestazioni esteriori. Quando camminate per la strada, non guardate qui e là come una scimmia. Quando avanzate nella pratica spirituale, sarà molto difficile per voi fare nello stesso tempo la meditazione e il quotidiano lavoro d'ufficio e di casa, perché la mente sarà sottoposta a un doppio sforzo. Essa trova molto difficile adeguarsi ad attività differenti e incompatibili.
Perciò, gli avanzati studenti-grihastha dovranno smettere ogni attività mondana. Quando avanzano nella meditazione, se desiderano avanzare ulteriormente, essi devono intraprendere la solitudine e staccarsi completamente dalle attività del mondo. Per gli studenti progrediti, il lavoro è un ostacolo alla meditazione. Vivete da soli. Osservate mauna e registrate nel vostro diario i benefici che ne derivate. Non fate gesti e segni: ' hu, hu, hu '. Questo hu, hu, hu è uguale a parlare. C'è maggior spreco d'energia in questo fare hu, hu, hu. Utilizzate l'energia accumulata per fare japa e meditazione. I sadhaka che intraprendono il nivritti marga generalmente, dopo qualche tempo, diventano indolenti, poiché non sanno come utilizzare l'energia mentale, non mantengono nessuna routine quotidiana e non seguono le istruzioni del loro guru. Naturalmente hanno vairagya, ma non hanno esperienza nella via spirituale. Alla fine non fanno nessun progresso spirituale. Quelli che vogliono intraprendere la solitudine e il nivritti marga, devono osservare mauna e disciplinare la mente, i sensi e il corpo mentre vivono nel mondo. Devono addestrarsi a una vita dura e difficile, al cibo scadente, a camminare senza scarpe e ombrello. Solo allora possono sostenere la vita rigorosa di un asceta. Essi devono abbandonare completamente la timidezza. Se le circostanze v'impediscono di osservare il silenzio, evitate strettamente i lunghi, i grandi e gli enormi discorsi e tutti i tipi di vane discussioni, e ritiratevi dalla società il più possibile. Parlare troppo è semplicemente uno spreco d'energia. Se quest'energia è conservata col silenzio, essa sarà trasmutata in ojas shakti e v'aiuterà nella vostra sadhana. Il sadhaka deve sempre rimanere da solo. Questo è un fattore importante per il progresso spirituale. Mischiarsi con i capifamiglia è altamente pericoloso. Per la sadhana, la solitudine è un grande desideratum. Tutte le energie devono essere conservate accuratamente. Gli aspiranti non devono rientrare nel mondo, dopo una breve permanenza nella solitudine. Quanto essi hanno guadagnato per mezzo di duro tapas in cinque anni di solitudine, sarà irrimediabilmente perso in un mese, mischiandosi con le persone del mondo. Parecchie persone si sono lamentate con me di aver perso il potere della concentrazione. Dopo avere ottenuto la perfezione nello yoga, uno può rientrare nel mondo, se non è toccato nemmeno un po' dalle sfavorevoli e ostili correnti del mondo. Non c'è male se vi mischiate a una compagnia congeniale, anch'essa devota alla pratica yoga. Potete discutere diversi punti filosofici; potete stare in compagnia di più alti personaggi spirituali che vanno in samadhi. Molte persone rientrano nel mondo prima di raggiungere la perfezione nello yoga, per dimostrare i loro poteri minori nel nome del loka-sangraha e per avere fama. Questi sono stati ridotti a un livello peggiore dell'uomo del mondo.
Ogni cosa dev'essere fatta gradualmente. È molto difficile per un uomo che stava nel mondo vivere in completa solitudine. Per un novizio ciò sarà molto doloroso e fastidioso; egli deve addestrarsi lentamente, osservando spesso mauna. Il posto dove potete avere concentrazione di mente è adatto alle vostre pratiche yogiche. Questa è una regola generale. Non ci sarà profitto se correte da un luogo all'altro. Quando fate karma yoga, dovete essere liberi dall'egoismo. Non dovete aspettarvi nessuna ricompensa o apprezzamento per il lavoro che fate (nishkama). Dovete avere una mente bilanciata nel successo e nel fallimento. Nel momento in cui ottenete chitta-suddhi, dovete smettere di fare nishkama karma e intraprendere la pura meditazione in solitudine. Molte difficoltà nascono nella vostra vita quotidiana se non avete il giusto controllo della mente. Per esempio, se un uomo vi fa del male volete istantaneamente vendetta, avere dente per dente, ricambiare colpo per colpo, ritornare odio all'odio. Ogni cattiva reazione mostra che la mente non è sotto controllo. Con l'ira uno perde la sua energia, e lo stato bilanciato di mente è impossibile. Dalla collera provengono tutte le altre impurità. L'ira, controllata propriamente, viene trasmutata in un'energia così potente da muovere il mondo intero. Un leggero appesantimento dello stomaco turba la meditazione. La mente ha una connessione diretta con i nervi gastrici dello stomaco. Avrete anche sonnolenza. Dovete addestrarvi al ' mitahara '. All'inizio, quando praticate la moderazione nella dieta, immaginerete di star diventando più magro e più debole. Per di più, amici e parenti vi metteranno paura. Non ascoltateli. In pochi giorni sarete completamente a posto. In caso d'indigestione e stitichezza, fate una lunga e corroborante passeggiata mattutina. Non appena vi alzate dal letto, bevete una grande quantità d'acqua. Fate Paschimottanasana, mayurasana, trikonasana, nauli e uddiyana. Fate anche esercizi fisici. In caso di stitichezza cronica, provate a cambiare dieta. Se prendete riso, allora prendete farina, e vedete. Se rimanete nella stessa condizione, provate una dieta di frutta e latte. Allora starete perfettamente bene. Il cambiamento di dieta è un rimedio sicuro. Se avete la cattiva abitudine di bere vino, ponce, caffè, ecc., e se volete smetterla, andate nella stanza di meditazione e promettete davanti alla Divinità che smetterete la cattiva abitudine da quel momento. Manifestate questa determinazione ai vostri amici. Se la vostra mente ritorna alla stessa abitudine, naturalmente vi vergognerete di continuarla. Fallirete parecchie volte; tuttavia, tenete duro. Praticate satsanga; studiate i libri religiosi. Potete distruggere tutte le abitudini impure. Se trovate molto difficile abbandonarle, l'ultimo rimedio che dovrete prendere è di scappar via dalla presente società e andare in un posto dove non potete assolutamente avere tutte quelle cose. Per costrizione, potete lasciare la cattiva abitudine.
Se volete smettere di mangiare carne di montone, di pesce, ecc., andate a vedere con i vostri occhi la pietosa condizione in cui si dibatte il montone o il pesce, quando viene ucciso. Ora nel vostro cuore nasceranno compassione e simpatia. Quindi determinerete di non mangiare più carne, così che possano essere risparmiate le povere vite innocenti. Se fallite in questo tentativo, cambiate ambiente e vivete con dei brahmini, cosicché non potete avere montone e pesce, e frequentate quella gente che pratica solo una dieta vegetariana. Pensate sempre ai mali del mangiare carne e ai benefici della dieta vegetariana. Se anche questo non può darvi la forza sufficiente per smettere quest'abitudine, andate al mattatoio e nella bottega del macellaio e guardate personalmente i disgustosi muscoli putrefatti, il fegato e le altre parti nauseanti dell'animale e il cattivo odore che ne emana. Questo indurrà in voi vairagya e un forte disgusto e avversione per il mangiare carne. Un mantra è una massa di tejas, o energia sfolgorante. Esso trasforma la sostanza mentale, producendo un particolare movimento di pensiero. Le vibrazioni ritmiche prodotte dal mantra regolano le vibrazioni instabili delle cinque guaine. Esso arresta la tendenza naturale dei pensieri oggettivi della mente. Aiuta la sadhana shakti e la rinforza. La sadhana shakti è rafforzata dal mantra-shakti. Il mantra ridesta i poteri sovrumani. ' Solo la conoscenza impartita dal guru con le sue labbra è potente e utile; altrimenti diviene infruttuosa, debole e molto dolorosa '. ' Siddhau visvasah prathamalakshanam '. - La prima condizione per il successo è una fede ferma. Sviluppate il potere della sopportazione (titiksha), imparate a sostenere ugualmente felicità e miseria, e a passare per tutte le fasi e le esperienze della vita. La sopportazione di ogni dolore e tortura con pazienza e contentamento significa l'esercizio di una forza ben precisa, che spiritualizza l'intera natura. Più grande è questa forza, più veloce è la crescita spirituale. Pazienza e fede devono continuare, senza diminuire, per tutto il periodo della sadhana. Chitta-suddhi è la purificazione della mente. Nadi-suddhi è la purificazione delle nadi. Bhuta- suddhi è la purificazione degli elementi. Adhara-suddhi è la purificazione dell'adhara. Se c'è purificazione (suddhi), la perfezione (siddhi) verrà da sé. Siddhi non è possibile senza suddhi. L'umiltà è la più grande di tutte le virtù. Potete distruggere il vostro egoismo sviluppando soltanto questa virtù. Potete influenzare il mondo intero. Diventerete un magnete per attrarre il mondo intero. Essa dev'essere genuina; l'umiltà simulata è ipocrisia. Controllate la collera con la pratica di kshama, dhairya, pazienza e mancanza d'egoismo. Quando la collera è controllata, si trasmuterà in un'energia con cui potete muovere il mondo intero. La collera è una modificazione della passione. Se potete controllare la lussuria, avete già controllato la collera. Quando v'incollerite, bevete un po' d'acqua; essa rinfrescherà il cervello e calmerà i nervi eccitati e irritati. Contate fino a venti, a uno a uno. Nel tempo che finite di contare, la collera si placherà. Osservate attentamente il piccolo impulso o l'onda di pensiero irritato. Allora vi sarà più facile controllare la collera. Prendete ogni precauzione. Non permettetele di divampare e assumere una forma violenta. Se trovate estremamente difficile controllarla, lasciate subito il posto e camminare per mezz'ora. Pregate Dio. Fate japa. Meditate. La meditazione dà una forza immensa. Ai neofiti in meditazione, molto spesso viene la depressione a causa dell'influenza dei samskara, o delle entità astrali, o degli spiriti maligni, o della cattiva compagnia, o dei giorni nuvolosi, o per lo stomaco cattivo e le budella sovraccariche. Essa dev'essere rimossa velocemente con pensieri gioiosi, con una passeggiata corroborante, cantando il Suo Nome, sorridendo, pregando, facendo pranayama, o con una purga e una dose di mistura carminativa. Se volete entrare velocemente in samadhi, interrompete ogni relazione con amici, parenti e altri. Osservate akhanda mauna. Vivete soltanto di latte. Tuffatevi nella meditazione. Indolenza e volubilità di mente sono due grandi ostacoli, nello yoga. Una leggera dieta sattvica e il pranayama rimuoveranno l'indolenza. Non appesantite lo stomaco. Camminate vispamente qui e là nel campo per mezz'ora. ' Le malattie sono generate nel corpo per le seguenti cause: dormire durante il giorno, lunga veglia notturna, eccesso di rapporti sessuali, vivere e muoversi in mezzo alla folla, trattenere urina e feci, prendere cibo malsano, e un laborioso lavoro mentale. Se uno yogi è colpito da qualche malattia dovuta a queste cause, egli dice che la malattia è dovuta alla pratica yogica. Questo è il primo ostacolo nello yoga '. ' Malattie, apatia, dubbio, disattenzione, pigrizia, la tendenza ad andare dietro i godimenti dei sensi, le idee errate, mancare il bersaglio, l'instabilità - queste cose, causando distrazione, sono gli ostacoli'. ' Malattia, apatia mentale, dubbio, indifferenza, indolenza, tendenza ad andare dietro i piaceri dei sensi, torpore, falsa percezione, non raggiungimento della concentrazione e, quando ottenuta, abbandonarla a causa dell'agitazione - queste sono le distrazioni che ostacolano '. (Yoga sutra) Se un praticante è malinconico, depresso e debole, sicuramente c'è qualche errore nella sua sadhana. Se gli stessi aspiranti sono tristi e irascibili, come possono impartire gioia, pace e forza agli altri? Un comportamento gioioso e sempre sorridente è un segno sicuro di spiritualità e di vita divina.
O giovani aspiranti emotivi ed entusiasti! Non scambiate i movimenti reumatici nella schiena, dovuti a lombaggine cronica, con l'ascesa di kundalini. Fate la vostra sadhana con pazienza e perseveranza, fin quando non ottenete il samadhi. Dominate ogni fase dello yoga. Non intraprendete nessun corso superiore, se prima non dominate completamente le tappe inferiori. Aspirante impaziente! Non preoccuparti troppo del risveglio di Kundalini. II risveglio prematuro non è desiderabile. Fa sadhana e tapas, sistematicamente e regolarmente. Come il giardiniere che ogni giorno annaffia gli alberi e ne ottiene i frutti quando viene il giusto tempo, così anche tu godrai i frutti della tua sadhana quando verrà il giusto tempo. Adesso purifica e calma la mente. Purifica le nadi. Allora Kundalini si sveglierà spontaneamente. Anche se l'aspirante avesse risvegliato la Kundalini con qualche mezzo, non sarà per niente beneficiato se non ha sviluppato le qualificazioni necessarie. Per lui non è possibile sentire e manifestare tutti i benefici del risveglio di Kundalini. Ci sono alcune anime evolute che sono naturalmente nello stato di samadhi fin dalla loro nascita. Non hanno acquisito questo stato con uno sforzo in questa nascita. Essi sono chiamati ' nati siddha'; hanno finito la loro sadhana nelle precedenti nascite. II successo nello yoga viene dopo lungo tempo, per mezzo di continenza, devozione al guru e pratica costante. L'aspirante dev'essere sempre paziente e perseverante. Svastika, gomukha, padma e hamsa asana - queste sono le posizioni Brahmiche. Vira, mayura, vajra e siddha asana sono le posizioni Raudra. Yoni è la posizione Shakta. Paschimottanasana è la posizione Shaiva. ' Il controllo dei cinque elementi (bhuta) può essere ottenuto praticando il dharana sulle loro rispettive sedi nel corpo. La sede della terra si estende dai piedi alle ginocchia; la sede dell'acqua si estende dalle ginocchia all'ombelico; la sede del fuoco, dall'ombelico alla gola; la sede dell'aria, dalla gola alla regione tra le sopracciglia; e la sede dell'akasa, dalle sopracciglia al brahmarandhra'. Il nada è come un cristallo puro, che si estende dal muladhara al sahasrara chakra. È quello che viene chiamato Brahman o Paramatman. All'inizio della vostra pratica potete avere spasmi alle mani, alle gambe, nel tronco e in tutto il corpo. A volte gli spasmi saranno terribili. Non abbiate paura. Non preoccupatevi; non è niente. Ciò è dovuto all'improvvisa contrazione muscolare, per la nuova influenza pranica. Gli spasmi scompariranno dopo qualche tempo. Dovete passare attraverso queste fasi. Non appena Kundalini si sveglia per la prima volta, uno yogi ha queste sei esperienze, che durano per breve tempo: ananda (beatitudine spirituale), kampana (tremore del corpo e degli arti), utthana (sollevarsi dal terreno), ghurni (intossicazione divina), murccha (svenimento) e nidra (sonno). Buona salute, leggerezza del corpo, aspetto luminoso, non essere colpito dalle punte delle spine, sopportare fame e sete, mangiare e bere molto e digiunare per lungo tempo, sopportare caldo e freddo, e avere il controllo dei cinque elementi, sono alcuni altri sintomi della vita yogica. ' Solo uno yogi che conduce la vita di un brahmachari e osserva una dieta moderata e nutriente, ottiene perfezione nella manipolazione di Kundalini '. (Ghe. Sam. III - 12) Molte persone sono attratte alla pratica del pranayama e degli altri esercizi yogici poiché è attraverso lo yoga che si ottengono la telepatia, il trasferimento del pensiero, la guarigione psichica e altri grandi siddhi. Se ottengono successo, non devono fermarsi soltanto lì. Lo Scopo della vita non è ' guarire ' e i ' siddhi '. Esse devono utilizzare la loro energia per ottenere il Supremo. Quelli in grado di fare telepatia, guarigione psichica, ecc., usano soltanto il prana in maniera differente. Per produrre risultati diversi, lo stesso prana dev'essere utilizzato con differenti metodi. Dovete apprendere la tecnica di come usarlo dal guru. Con una lunga pratica, anche voi potete fare ogni cosa con successo. All'apparire di certi siddhi, uno yogi pensa di avere conseguito la meta più alta; e per il falso contentamento può tralasciare ogni ulteriore sadhana. Lo yogi propenso ad ottenere il più alto samadhi deve rigettare i siddhi, ogni qual volta essi vengono. I siddhi sono inviti da parte dei devata. Solo rigettando questi siddhi, si può ottenere il successo nello yoga. Chi brama i siddhi è un uomo di mente mondana; è un enorme capofamiglia. Quelli che bramano i siddhi non li avranno mai. Se uno studente di yoga è tentato d'ottenere i siddhi, il suo progresso ulteriore è seriamente ritardato. Egli ha perso la via. Non cessate la sadhana non appena avete pochi barlumi ed esperienze. Continuate a praticare fin quando non raggiungete la perfezione. Non smettete la pratica per vagare nel mondo. Gli esempi non mancano; numerose persone sono state rovinate. Un barlume non può darvi la salvezza. Non potete far niente con una vita felice e spensierata. Rimanete in un posto per tre anni. Fate un programma di routine quotidiana, e quindi seguitelo alla lettera a ogni costo. Allora sarete sicuri di aver successo. Non c'è vantaggio a oscillare qui e là in cerca di un guru. Se lo cercate, non l'avrete mai. Se vi rendete degni, con la pratica di tutte le qualificazioni preliminari, senza dubbio egli verrà a voi. Sta nel potere di ognuno ottenere successo nello yoga. Cosa si richiede è devozione sincera, e costante e risoluta abhyasa. Non permettete mai al sentimento di vincervi, in un modo o nell'altro. Utilizzate saggiamente ogni condizione per l'elevazione dell'anima e la purificazione del chitta. Fin quando non siete pronti ad abbandonare tutto quello che avete per il servizio del Signore e dell'umanità, non siete assolutamente idoneo per il sentiero spirituale. Dapprima vi separate dal corpo, quindi v'identificate con la mente e allora operate sul piano mentale. Mediante la concentrazione vi sollevate sopra la coscienza del corpo; tramite la meditazione vi sollevate sopra la mente; e infine, mediante il samadhi, raggiungete la Meta. Un hatha yogi porta giù il prana col jalandhara bandha; col mula bandha arresta la tendenza verso il basso dell'apana; rendendosi esperto nella pratica dell'asvini mudra, fa andare su l'apana, con la mente intenta nel kumbhaka. Tramite l'uddiyana bandha, forza gli uniti prana e apana ad entrare nella sushumna nadi assieme a Kundalini, e mediante shakti chalana mudra porta Kundalini di chakra in chakra. Con questa procedura un hatha yogi conquista la coscienza del corpo. Eliminate completamente la paura sollevando in continuazione nella mente una corrente di pensiero contraria. Pensate costantemente e intensamente al coraggio. La paura è una modificazione (vikara) innaturale e temporanea dovuta all'avidya. Quando la paura scompare, l'attaccamento per il corpo va via; allora è facile andare oltre la coscienza del corpo. Non fatevi portare via da nome e fama (khyati). Ignorate tutte queste cose triviali. Siate fermi nella pratica. Mai smettere la sadhana fin quando non si raggiunge la beatitudine finale. Come l'uomo che corre scioccamente dietro due conigli non ne prenderà nemmeno uno, così il meditante che corre dietro a due pensieri contrastanti non avrà successo in nessuno dei due. Se ha pensieri divini per dieci minuti e quindi pensieri mondani contrari per i prossimi dieci minuti, egli non avrà successo nel conseguire la coscienza Divina. Parecchi aspiranti trascurano il corpo nel nome del tapasya. Tutte le precauzioni possibili devono essere prese per mantenere il corpo in condizione salubre. Un sadhaka deve averne più cura dell'uomo del mondo, perché è con questo strumento che deve raggiungere la Meta. Nello stesso tempo, dev'essere completamente non attaccato al corpo e pronto ad abbandonarlo in qualsiasi momento. Questo è il giusto ideale. Per quanto riguarda le qualità per la rinuncia, un uomo deve aver ottenuto perfetta purità di mente, stabilità dell'intelletto, discriminazione, disgusto verso i piaceri dei sensi e un intenso desiderio di libertà. Fin quando un uomo non ha ottenuto queste qualità, la rinuncia ai doveri attivi della vita non produce l'effetto desiderato. Se volete il samadhi, dovete conoscere bene il processo della meditazione. Se volete il dhyana, dovete conoscere accuratamente il metodo della concentrazione. Se volete il dharana, dovete conoscere perfettamente il metodo del pratyahara. Se volete il pratyahara, dovete conoscere il pranayama. Se volete il pranayama, dovete conoscere bene l'asana. Prima di praticare l'asana, dovete avere yama e niyama. Non c'è utilità a saltare nel dhyana, senza aver fatto proprie le diverse pratiche preliminari. Alcuni aspiranti, quando non possono avere latte o ghì, cessano le pratiche yogiche. Se non potete avere latte o ghì, dovrete prendere una quantità leggermente maggiore di pane e dhal (lenticchie). Il dhal è più nutriente del latte; è molto, molto sostanzioso. I sadhaka non devono sviluppare assolutamente nessuna abitudine. Abitudine significa schiavitù. Gli individui di mentalità servile non sono assolutamente idonei per il sentiero spirituale. I sadhaka non devono essere toccati da niente, anche se posti nelle peggiori circostanze. I vedantin usano diversi metodi per ottenere il laya, cioè: 1) antahkarana laya chintana; 2) pancha bhuta laya chintana e 3) Omkara laya chintana. Nell'antahkarana laya, dovete pensare che la mente è immersa nel buddhi; il buddhi nell'avyaktam e l'avyaktam in Brahman. Nel pancha bhuta laya, dovete pensare che la terra si fonde nell'acqua, l'acqua nel fuoco, il fuoco nell'aria, l'aria nel l'akasa, l'akasa nell'avyaktam e l'avyaktam in Brahman. Nell'Omkara laya, dovete pensare che viswa si fonde in Virat (Virat nella lettera ' A '); tejas in Hiranyagarbha (Hiranyagarbha nella lettera ' U '); prajna in Ishwara (Ishwara nella lettera ' M '. Il jiva sakshi si fonde nell'Ishwara sakshi; Ishwara sakshi nell'ardhamatra di Omkara. Così potete ritornare alla sorgente originaria, Brahman, che è la yoni di tutte le menti e dei pancha bhuta. Brahman soltanto rimane. Annamaya kosha è il corpo fisico (sthula sharira). Pranamaya kosha, manomaya kosha e vijnanamaya kosha si trovano nel corpo astrale (sukshma sharira). Anandamaya kosha appartiene al corpo causale (karana sharira). Il pranamaya kosha contiene i 5 karma indriya. Manomaya e vijnanamaya kosha contengono i 5 jnana-indriya. Priya, moda e pramoda sono gli attributi dell'anandamaya kosha. Fame e sete appartengono al pranamaya kosha. Nascita e morte appartengono all'annamaya kosha. Harsha e soka (contentezza e depressione) appartengono al manomaya kosha. Passione, desiderio, cupidigia, sankalpa e vikalpa sono dharma del manomaya kosha. Sonno e moha appartengono all'anandamaya kosha. Kartritva (agenzia) e bhoktritva (godimento) appartengono al vijnanamaya kosha. Nel manomaya kosha opera l'iccha-Shakti. Nel vijnanamaya kosha opera la jnana-Shakti. Per altre informazioni dettagliate consultate il mio libro ' Pratica del Vedanta '. Quando Kundalini è risvegliata, non procede subito al sahasrara chakra. Con ulteriori pratiche yogiche, dovete portarla, uno alla volta, di chakra in chakra. Anche dopo che Kundalini ha raggiunto il sahasrara, essa può ricadere nel muladhara chakra. Lo yogi può anche fermarla in un chakra particolare. Quando lo yogi è stabilito in samadhi, quando ha ottenuto kaivalya, Kundalini non ritornerà nel muladhara. Il corpo esisterà anche dopo che Kundalini avrà raggiunto il sahasrara chakra, ma lo yogi non ne avrà coscienza. È solo quando si ottiene kaivalya che il corpo diviene senza vita. I sadhaka devono avere un cuore puro ed essere senza peccati (dosha). Il mantra dev'essere ottenuto da un grande uomo. Il sadhaka deve avere fede nel mantra. In questo caso, il japa da solo è del tutto sufficiente a svegliare Kundalini. Jnana yoga, mantra yoga, hatha yoga, raja yoga e tutti gli altri metodi hanno gli otto passi, e cioè: yama, niyama, asana, pranayama, pratyahara, dharana, dhyana e samadhi. Questi non sono proprietà esclusiva nel raja yoga soltanto, ma sono necessari per tutti i sadhaka. I giovani non hanno la mente stabile. Molti non hanno il potere della discriminazione. Perciò l'età giovanile non è indicata per i corsi avanzati di yoga. Molti altri dubbi importanti degli aspiranti sono stati chiariti nel testo.


Alcuni Avvertimenti Pratici
Il metodo effettivo di svegliare la Kundalini Shakti e unirLa al Signore, nel sahasrara, può essere appreso solo da un guru. Qui offro un profilo generale della pratica yogica che metterà in grado il sadhaka di realizzare la Chit. Il jivatman nel corpo sottile; il ricettacolo delle cinque arie vitali (pancha prana); la mente nei suoi tre aspetti di manas, buddhi e ahamkara; i cinque organi d'azione (karmendriya), e i cinque organi di percezione (jnanendriya) sono uniti con Kula-Kundalini. Al kandarpa o kama vayu nel muladhara - una forma dell'apana vayu - è dato un movimento di rivoluzione a sinistra e il fuoco, che è attorno a Kundalini, viene acceso. Con il bija ' hang ', e il calore del fuoco così acceso, l'arrotolata e addormentata Kundalini viene svegliata. Colei che stava dormendo attorno allo svayambhu-linga, con i suoi tre giri e mezzo, chiudendo l'entrata del brahmadvara, risvegliata entrerà in quella porta e si muoverà verso l'alto, unita al jivatman. In questo movimento all'insù, Brahma, Savitri, Dakini-Shakti, deva, bija e vritti sono dissolti nel corpo di Kundalini. Il mahimandapa o prithvi viene convertito nel bija ' lang ', ed è pure immerso nel Suo corpo.
Quando Kundalini lascia il muladhara, il loto che al risveglio di Kundalini si era aperto e aveva rivolto i suoi petali verso l'alto, si chiude di nuovo e cade in basso. Appena Kundalini raggiunge lo svadhishthana chakra, quel loto si apre e alza i suoi petali in alto. Con l'entrata di Kundalini, Mahavishnu, Mahalakshmi, Sarasvati, Rakini Shakti, deva matrika e vritti, vaikuntha-dhama, goloka, e il deva e la devi che ivi risiedono sono dissolti nel corpo di Kundalini. Il prithvi (terra) bija ' lang ' è dissolto nell'apah, e l'apah convertito nel bija ' vang' rimane nel corpo di Kundalini. Quando la Devi raggiunge il manipura chakra, tutto quello che si trova nel chakra si fonde nel Suo corpo. Il Varuna bija ' vang' è dissolto nel fuoco, che rimane nel corpo della Devi come il bija ' rang'. Questo chakra è chiamato Brahma granthi (o nodo di Brahma). La foratura di questo chakra può portare considerevole dolore, disordine fisico e anche malattie. Per questo motivo sono necessarie le direttive di un guru d'esperienza, e perciò sono stati raccomandati altri modi di yoga, per quelli a cui sono applicabili; poiché con tali modi l'attività è provocata direttamente nel centro superiore, e non è necessario che i chakra inferiori debbano essere forati. Dopo, Kundalini raggiunge l'anahata chakra, dove tutto quello che sta lì si fonde in Lei. Il bija del tejas, ' rang', scompare nel vayu e il vayu convertito nel suo bija ' yang' si fonde nel corpo di Kundalini. Questo chakra è conosciuto come Vishnu granthi (nodo di Vishnu). Quindi Kundalini ascende alla dimora di Bharati (o Sarasvati o vishuddha chakra). Con la Sua entrata, Ardha- Nariswara Shiva, Sakini, le sedici vocali, il mantra, ecc. si dissolvono nel corpo di Kundalini. Il vayu bija ' yang' si dissolve nell'akasa, che a sua volta trasformato nel bija ' hang' si fonde nel corpo di Kundalini. Perforando il lalana chakra, la Devi raggiunge l'ajna chakra, dove Parama Shiva, Siddha Kali, deva-gana e tutto il resto vengono assorbiti nel Suo corpo. Il bija dell'akasa ' hang' si fonde nel manas-chakra e la stessa mente nel corpo di Kundalini. L'ajna chakra è conosciuto come Rudra granthi (il nodo di Rudra o Shiva). Dopo forato questo chakra, Kundalini, con movimento Suo proprio, si unisce con Paramashiva. Mentre procede insù dal loto a due petali, si fondono in Lei il niralamba puri, il pranava nada, ecc. Allora, Kundalini, nella sua spinta verso l'alto, assorbe i 24 tattva, cominciando con gli elementi grossolani, e quindi riunisce Se stessa e diviene una con Parama Shiva. Il nettare che fluisce da tale unione inonda il corpo umano o kshudrabrahmanda. È allora che il sadhaka, dimentico di tutto in questo mondo, è immerso nell'ineffabile beatitudine. In seguito, il sadhaka, pensando al vayu bija ' yang' come se fosse nella narice sinistra, inala attraverso ida, facendo sedici volte japa del bija. Quindi, chiudendo entrambe le narici, fa sessantaquattro volte japa del bija. Allora pensa che il nero ' uomo del peccato ' (papapurusha) nella cavità sinistra dell'addome viene disseccato, e così pensando esala dalla narice destra, pingala, facendo trentadue volte japa del bija. Il papapurusha dev'essere immaginato come un furioso uomo nero, nel lato sinistro della cavità addominale, della dimensione di un pollice, con barba e occhi rossi, che tiene una spada e uno scudo, con la testa sempre rivolta in basso, la stessa immagine di tutti i peccati. Il sadhaka, quindi, meditando sul rosso bija ' rang' nel manipura, inala facendo sedici japa del bija, e quindi chiude le narici facendo japa sessantaquattro volte. Mentre fa japa, egli pensa che il corpo dell'uomo del peccato viene bruciato e ridotto in cenere. Poi esala dalla narice destra, con trentadue japa. Quindi medita sul bianco chandra bija ' thang'. Dopo inala attraverso ida, facendo sedici volte japa del bija, chiude entrambe le narici facendo japa sessantaquattro volte, ed esala attraverso pingala con trentadue japa. Durante inalazione, ritenzione del respiro ed esalazione, egli deve pensare che un nuovo corpo celestiale viene formato con il nettare (composto di tutte le lettere dell'alfabeto, matrika-varna) che scende dalla luna. In maniera simile, la formazione del corpo è continuata con il bija 'uang', ed è completata e rafforzata con il bija ' lang'. Infine, con il mantra ' Soham ' il sadhaka porta il jivatman nel cuore. Così kundalini, che ha goduto la Sua unione con Paramashiva, inizia il viaggio di ritorno per la stessa via per la quale è venuta. Quando ripassa per ogni chakra, riviene fuori tutto quello che Lei aveva prima assorbito; e ogni cosa riprende il suo posto nel chakra. In questo modo Lei raggiunge di nuovo il muladhara, quando tutto ciò che è descritto nei chakra si trova nella posizione che occupava prima nel Suo risveglio. 


YOGA-KUNDALINI UPANISHAD


Introduzione
La ' Yoga-Kundalini Upanishad ' è l'ottantaseiesima delle 108 Upanishad. Fa parte del Krishna Yajurveda. Tratta un'esposizione di hatha e lambika yoga; e termina con una descrizione del Brahman non-qualificato. Il Brahman non-duale è la meta di tutti i ricercatori. Sebbene raggruppata tra le Upanishad minori, la Yoga-Kundalini Upanishad è un'opera molto importante sul kundalini yoga. Comincia con un'analisi della natura del chitta. Sostiene che vasana e samskara da un lato e il prana dall'altro, costituiscono le cause dell'esistenza del chitta. Se si controllano i vasana, automaticamente d controlla anche il prana. Se si controlla il prana, anche i vasana sono automaticamente controllati. La Yoga-Kundalini Upanishad offre metodi per il controllo del prana. Lo studente di yoga non si occupa dei vasana; egli s'interessa delle tecniche per controllare il prana. I tre metodi dati nella Yoga-Kundalini Upanishad per controllare il prana sono: mitahara, asana e shakti-chalana. Questi tre metodi sono spiegati esaurientemente nel primo capitolo. La disciplina del mitahara consiste nel prendere cibo leggero, dolce e nutriente. Padmasana e vajrasana sono i due importanti asana usati dallo studente. Shaktichalana è risvegliare la Kundalini e mandarla alla sommità della testa. Kundalini può essere risvegliata con una duplice pratica. Le due pratiche sono Saraswati chalana e il controllo del prana. Ridestare la Saraswati nadi è Saraswati chalana. Il processo descritto nella Yoga-Kundalini Upanishad per risvegliare la Kundalini è semplice. Quando una persona esala, il prana esce per 16 misure. Nell'inalazione entra solo per 12 misure, perdendo così 4 misure. Kundalini è risvegliata se uno può inalare il prana per 16 misure. Questo è fatto sedendo in padmasana, quando il prana scorre per la narice sinistra e allungandolo internamente 4 misure in più. Per mezzo di questo respiro allungato, lo studente deve manipolare la Saraswati nadi e scuotere la Kundalini Shakti con tutta la sua forza, ripetutamente, da destra a sinistra. Questo processo può essere continuato per tre quarti d'ora. Tutto questo è stato brevemente e tuttavia esaurientemente descritto nella Yoga-Kundalini Upanishad. Il risultato più importante dello scuotere la Saraswati nadi è che cura le diverse malattie che sorgono dentro lo stomaco, e pulisce e purifica il sistema. Dopo la pratica del sahita kumbhaka, lo studente è iniziato al kevala kumbhaka. Questi due tipi di kumbhaka producono il completo controllo del prana. Suryabheda, ujjayi, sitali e bhastrika sono i quattro tipi di sahita kumbhaka. Suryabheda kumbhaka distrugge i vermi intestinali e i quattro tipi di mali causati dal vayu. Ujjayi purifica il corpo, elimina le malattie e aumenta il fuoco gastrico. Inoltre, elimina il calore nella testa e il muco nella gola. Sitali rinfresca il corpo e distrugge gastrite cronica, dispepsia, tubercolosi, bile, febbre, sete e veleno. Queste forme di sahita kumbhaka purificano e preparano l'intero organismo fisiologico per il risveglio della Kundalini Shakti e per l'esperienza del Brahman non-duale. Oltre ad apportare un certo numero di salutari cambiamenti fisiologici, il bhastrika kumbhaka perfora i tre nodi o granthi. Quindi la Yoga-Kundalini Upanishad procede prescrivendo allo studente la pratica dei tre bandha. Il processo per cui la tendenza discendente dell'apana (respiro) è forzata all'insù dai muscoli dello sfintere anale è chiamato mulabandha. Con questo bandha viene sollevato l'apana, che raggiunge la sfera di agni o fuoco. Quindi la hamma dell'agni, essendo alimentata dal vayu, si allunga. In uno stato riscaldato, agni e apana si mischiano con il prana. Quest'agni è molto violento. Tramite questo violento agni, tramite il suo calore sfolgorante, sorge nel corpo il fuoco che scuote e sveglia la Kundalini. La Kundalini risvegliata fa un suono sibilante, diviene eretta ed entra nel buco della brahmanadi. Gli yogi praticano mulabandha ogni giorno. Al fine di risvegliare la Saraswati nadi e la Kundalini Shakti, anche gli altri due bandha - cioè uddiyana e jalandhara bandha - svolgono una parte molto importante. Dopo aver dato una dettagliata esposizione delle tecniche dei bandha, la Yoga-Kundalini Upanishad spiega il numero degli ostacoli che incontra lo studente di yoga; e dà anche i metodi per superare questi ostacoli. Le cause di malattie nel corpo sono sette: 1) dormire durante il giorno; 2) prolungate veglie notturne; 3) eccesso di rapporti sessuali; 4) muoversi in mezzo alla folla; 5) l'effetto di cibi malsani; 6) l'arresto dello scarico di urina e feci; 7) laboriose operazioni mentali con il prana. L'errore che lo studente commette è che quando le malattie lo attaccano egli le attribuisce erroneamente alla pratica yoga. Questo è il primo ostacolo nello yoga. Lo studente comincia a dubitare riguardo all'efficacia della sadhana yoga. Questo è il secondo ostacolo. La noncuranza o lo stato di confusione è il terzo ostacolo. L'indifferenza è il quarto ostacolo. Il sonno è il quinto ostacolo, e il sesto è l'attaccamento agli oggetti dei sensi. Il settimo ostacolo è la percezione erronea o illusione. L'ottavo è la partecipazione alle cose del mondo. Il nono è la mancanza di fede. Il decimo ostacolo alla pratica yogica è la mancanza dell'attitudine necessaria per afferrare le verità dello yoga. I sinceri aspiranti spirituali devono evitare tutti questi ostacoli per mezzo di una attenta analisi e di una grande deliberazione. Quindi, l'Upanishad descrive il processo e la maniera per cui la Kundalini è risvegliata e portata al sahasrara, penetrando attraverso i granthi. Quando la desta kundalini si muove verso l'alto, la pioggia di nettare scende abbondantemente. Lo yogi gode ciò che lo tiene lontano da tutti i piaceri sensuali; e prende posto nella Realtà interna, l'Atman. Egli gode lo stato più alto dell'esperienza spirituale; ottiene la pace ed è devoto solo all'Atman. Con l'intero processo della kundalini yoga sadhana, il corpo dello yogi ottiene uno stato molto sottile della coscienza spirituale. Lo yogi pervenuto al samadhi fa esperienza di ogni cosa come Coscienza. Lo yogi realizza l'identità di macrocosmo e microcosmo. Poiché la Kundalini Shakti ha raggiunto il sahasrara kamala o loto ai mille petali e si è unita a Shiva, lo yogi gode il più alto avastha. Questa è la beatitudine finale. I chakra sono centri di Shakti come forza vitale; sono i centri di prana Shakti manifestati dal pranavayu nel corpo vivente. Quegli aspiranti che desiderano risvegliare la Kundalini Shakti per godere la beatitudine dell'unione di Shiva e Shakti, tramite il risveglio di Kundalini, e ottenere i conseguenti poteri o siddhi, devono praticare il kundalini yoga. Per loro, questa Kundalini Yoga Upanishad è di grande importanza. Essa fornisce loro una conoscenza completa dei metodi e dei processi del Kundalini Yoga, in cui il khechari mudra sta prominente. Il kundalini yogi cerca di ottenere sia bhukti che mukti. Egli ottiene la liberazione nel e attraverso il mondo. Il jnana yoga è il sentiero di ascetismo e liberazione; il kundalini yoga è il sentiero di godimento e liberazione.
L'hatha yogi cerca un corpo forte come l'acciaio, salubre, libero dalla sofferenza e perciò di lunga vita. Maestro del corpo, lo yogi è maestro di vita e morte. La sua forma splendente gode la vitalità della gioventù. Egli vive finché ha volontà di vivere e godere nel mondo delle forme. La sua morte è morte volontaria (iccha-mrityu); la morte yogica è morte volontaria. Lo yogi deve cercare la guida di un guru esperto e qualificato. Il Potere del Serpente è il potere che è il supporto statico (adhara) dell'intero corpo e di tutte le sue mobili forze praniche. La polarità che esiste nel e come corpo è distrutta dallo yoga, che turba l'equilibrio della coscienza corporea, la quale è il risultato del mantenimento di questi due poli. Nel corpo umano, il polo potenziale di Energia, che è il supremo Potere, è spinto all'azione. La Shakti si muove verso l'alto per unirsi con Shiva, la Coscienza quiescente nel sahasrara. Per mezzo del pranayama e di altri processi yogici, la Shakti statica viene attaccata e diviene dinamica. Quand'è completamente dinamica, quando Kundalini si unisce a Shiva nel sahasrara, la polarizzazione del corpo scompare. I due poli sono uniti in uno e c'è lo stato di coscienza chiamato samadhi. La polarizzazione ha luogo nella Coscienza. Il corpo continua realmente ad esistere, come oggetto d'osservazione per gli altri. Quando la Kundalini ascende, il corpo dello yogi è sostenuto dal nettare che proviene dall'unione di Shiva e Shakti nel sahasrara. Gloria a Madre Kundalini, che con la Sua infinita Grazia e Potenza conduce gentilmente il sadhaka di chakra in chakra, e lo illumina facendogli realizzare la sua identità con il supremo Brahman! La Yoga-Kundalini Upanishad attribuisce grande importanza al cercare e trovare il giusto guru; e insiste nel riverire l'illuminato guru come Dio. Guru è uno che ha piena Autoilluminazione; egli rimuove il velo dell'ignoranza negli individui illusi. Il numero di guru realizzati in questo kali yuga può essere inferiore se comparato a quello del satya yuga, ma essi sono sempre presenti per aiutare gli aspiranti. Essi sono sempre in cerca dei giusti adhikarin. La Yoga-Kundalini Upanishad dà una lista degli ostacoli alla pratica yoga. Alcuni intraprendono la pratica dello yoga; in seguito, quando s'imbattono in qualche ostacolo sulla via, essi non sanno come procedere oltre, non sanno come superarli. Molti sono gli ostacoli, i pericoli, le fosse e le trappole sul sentiero spirituale. I sadhaka possono commettere molti errori sul sentiero. Un guru che ha già percorso il sentiero e raggiunto la Meta è molto necessario come guida. Un'altra cosa importante, che troverete in molti posti nella Yoga-Kundalini Upanishad, riguarda la sushumna nadi. Dovete avere una conoscenza completa di questa nadi. Adesso una parola su Kundalini, il risveglio della quale è lo scopo immediato del kundalini yoga. Kundalini, il potere del serpente o fuoco mistico, è l'Energia primordiale o Shakti che giace addormentata nel muladhara chakra, il centro del corpo. È chiamata il ' Potere del Serpente ' a causa della sua forma serpentina. È un potente, elettrico potere occulto, la grande Forza originaria che sta alla base di tutta la materia organica e inorganica. 

fonte http://goo.gl/2XXJIU

Lezioni Pratiche bello Yoga di Sivananda

pubblicato 13 lug 2014, 04:12 da TEMPO diSERVIRE






















Questo libro intitolato “Lezioni Pratiche nello Yoga” consiste di dodici facili e interessanti lezioni.


La Prima Lezione tratta lo Yoga e i suoi Obiettivi.

La Seconda Lezione affronta la Yoga Sadhana,
ovvero la pratica dello Yoga, e contiene una chiara e lucida descrizione dei quattro cammini importanti: Karma Yoga, Bhakti Yoga, Raja Yoga e Jnana Yoga. Ognuno può facilmente scegliere per sé un cammino secondo il suo gusto,temperamento e capacità personale grazie ad un accurato studio di questa Lezione. Sono fermamente convinto che nessuno desideroso di diventare un perfetto Yogi può realizzare il suo desiderio se non comincia le sue pratiche Yogiche con il Karma Yoga, che vuol dire agire al fine dell’azione stessa, senza l’idea di essere l’agente e senza aspettative verso i frutti dell’azione. Ho anche coincisamente menzionato le altre varie forme di Yoga, come l’Hatha Yoga, il Mantra Yoga e il Kundalini Yoga.

Nella Terza Lezione, sulla Disciplina Yogica,
ho chiaramente ed espressamente dichiarato che la pratica dello Yoga è radicata nella coltivazione di virtù e nella eradicazione delle qualità negative, e ho anche esposto in dettaglio quali virtù dovrebbero per necessità essere coltivate e quali vizi devono essere eradicati e tramite quali mezzi.

La Dieta Yogica rappresenta il soggetto della Quarta Lezione.
Bisognerebbe tenere nitidamente in mente che la mente è fatta delle particelle sottili del cibo che mangiamo, e che siamo quello che mangiamo. Se lo studente Yoga neofita desidera deporre delle ferme, sicure, concrete fondamenta nella sua pratica, dovrebbe fare attenzione a mangiare solo quel cibo che conduce al suo avanzamento spirituale e al suo progresso, evitando tutto il resto. Inoltre è fornita una lista dei vari articoli della dieta prescritti e proibiti.

Nella Quinta Lezione ho avuto cura di riunire tutti gli ostacoli che l’aspirante può incontrare
sulla strada insieme a tutti i vari mezzi per superarli. Consiglio fortemente allo studente di leggere e rileggere questa Lezione un buon numero di volte in modo che possa essere cauto al momento della tentazione.

Successivamente, nella Sesta Lezione, ho trattato le Yogasana ovvero le posizioni Yoga.
E’ necessario per il futuro Yogi mantenere un corpo e una mente sani e vigorosi per raggiungere il successo nella sua impresa; affinché possa raggiungere questo obbiettivo, un numero di semplici e facili esercizi, fisici e di conseguenza mentali, è stato prescritto. Questi esercizi erano praticati dagli Yogi e dai Rishi dei tempi antichi e sono ancora praticati in India e in altre nazioni con risultati sorprendenti.

La Settima Lezione tratta il Pranayama ovvero la regolazione del respiro.
Esercizi semplici e pratici sono stati prescritti per regolare e controllare del respiro, cosa che risulterà in fine nel controllo della mente. Questi esercizi di controllo del respiro non servono semplicemente ad aumentare la salute e il controllo della mente ma giocano un ruolo vitale nell’assicurare un corpo sano. Lo studente di Pranayama che ottiene la perfezione in esso svilupperà numerosi poteri psichici. Regolare il respiro e controllare la mente conducono alla concentrazione.

Così, la concentrazione è l’argomento della Ottava Lezione.
Ho trattato estesamente la natura della mente e i metodi tramite i quali può venire controllata. Alcuni esercizi pratici vengono qui dati per raggiungere il successo nella concentrazione.

La Nona Lezione tratta della Meditazione 
perché il frutto della concentrazione è la meditazione. Un buon numero di facili e interessanti esercizi è stato prescritto.

Il frutto della meditazione è il Samadhi e questo forma la materia oggetto della Decima Lezione. Samadhi è lo stato di supercoscienza dove lo Yogi riceve conoscenza superintuitiva o supersensoriale e beatitudine supersensoriale. In Samadhi lo Yogi è in comunione con il Signore e gode l’Assoluta Indipendenza. Adesso ha raggiunto l’Obbiettivo.

Nell’Undicesima Lezione ho trattato il Potere Serpentino
ovvero la potente Forza premeva sottostante a tutta la materia organica e inorganica. Questa forza è in uno stato dormiente e dorme di un sonno profondo in quasi ogni persona nel basale Muladhara Chakra. Quando questa Forza dormiente è destata all’azione, perfora ascendendo i vari centri di energia spirituale del corpo umano e raggiunge la sommità del capo ovvero il Sahasrara Chakra dove Lei si unisce al Suo Consorte, il Signore Shiva. Solo quello Yogi che ha portato la dormiente Kundalini al Sahasrara Chakra e l’ha unita col Signore Shiva ha raggiunto l’obbiettivo, non altri. Il processo tramite il quale questo Potere dormiente può essere destato all’azione e portato alla sommità del capo è stato descritto con bellissime illustrazioni. Lo Yogi che ha avuto successo nel raggiungere questa unione diventa il Signore di tutti i poteri e della conoscenza.

Nell’ultima Lezione sulle Vibrazioni Spirituali e sull’Aura
ho esposto il significato di quello che vibrazione e aura significano e vari mezzi per produrre vibrazioni di amore, gioia, pace, misericordia, simpatia e purezza e come sviluppare l’aura spirituale. Ho anche trattato in breve di come l’aura umana abbia vari colori secondo la crescita e lo sviluppo fisico, mentale, morale e spirituale di una persona e di come ogni colore possieda il suo proprio significato. Colui che vorrebbe diventare uno Yogi dovrebbe far svanire tutti gli altri colori e sviluppare la particolare aura spirituale, il colore della quale è giallo.

Mi appello agli studenti di Yoga in Oriente e in Occidente affinché inizino a fare qualche pratica spirituale e Yogica con serietà e sincerità, dopo aver digerito e assimilato le verità e gli ideali qui inculcati; spero che saranno immensamente beneficiati da questo libro.

Sivananda

fonte http://goo.gl/CZUoI8

la Potenza del Pensiero di Sivananda

pubblicato 13 lug 2014, 04:08 da TEMPO diSERVIRE



SWAMI SIVANANDA
LA POTENZA DEL PENSIERO

Capitolo I
Fisica e filosofia del pensiero

1. Il pensiero è più veloce della luce
Mentre la luce viaggia a velocità di trecentomila chilometri al secondo, il
pensiero, praticamente, raggiunge istantaneamente infinite lontananze. Il
pensiero è impercettibile, impalpabile, invisibile; è più sottile dell'etere, il
mezzo dell'elettricità. Difatti, pur stando tranquillamente nella vostra casa,
per mezzo di un sintonizzatore, potete ascoltare un cantante che canta in una
lontana stazione radio. Tutti i messaggi lanciati nello spazio viaggiano tramite
le onde e vengono ricevuti mediante un apparecchio radio. Anche la vostra mente
è simile ad un apparecchio radio, ma più perfetta. Un santo che ha conquistato
la pace, l'equilibrio e l'armonia, continuamente invia nell'universo pensieri e
onde spirituali di armonia e di pace che, propagandosi in ogni direzione,
raggiungono tutti i luoghi e penetrano nella mente delle persone, nelle quali
provocano altri pensieri di armonia e di pace. Quando un uomo ha la mente colma
di gelosia, di sentimenti di vendetta e di odio, invia sempre pensieri
discordanti, che raggiungono la mente di migliaia di persone e provocano in
queste altrettanti pensieri di odio, di gelosia e di discordia.

2. Il mezzo attraverso il quale viaggiano i pensieri
Se gettiamo un sasso in uno stagno, esso provoca una successione di onde
concentriche che si dipartono in ogni direzione, iniziando dal punto di caduta
del sasso stesso. Similmente la luce di una candela spande le sue onde luminose
nell'etere, propagandosi in ogni senso. Accade la stessa cosa quando un
pensiero, sia esso buono o cattivo, sottile o grossolano, nasce nella mente di
una persona. Essa provoca delle vibrazioni nel Manas, la mente dell'individuo,
che lo diffonde dappertutto. quale potrebbe essere il mezzo con il quale i
pensieri possono essere trasmessi dovunque? La spiegazione è semplice: il Manas,
la sostanza mentale, riempie tutto lo spazio che lo circonda e funge da veicolo
per i pensieri, così come il prana è il veicolo per le sensazioni, come l'etere
è il tramite del calore, della luce e dell'elettricità e come l'aria è il mezzo
del suono.

3. L'etere nello spazio registra i pensieri
Potete muovere il mondo con la forza del pensiero. Esso ha una grande potenza.
Può venire trasmesso da un uomo all'altro. I forti pensieri degli uomini saggi e
dei Rishi (illuminati) sono tuttora registrati nell'Akasha, l'Etere Universale
che pervade lo spazio. Gli yogi, dotati di chiaroveggenza, sono in grado di
percepire quelle immagini e quei pensieri e possono leggerli facilmente. Siete
circondati da un oceano di pensieri, vi galleggiate letteralmente, assorbendone
alcuni e rifiutandone altri. Ognuno possiede il suo proprio mondo di pensieri.

4. I pensieri sono cose viventi
I pensieri sono principi viventi, tenaci e solidi come la pietra. Noi possiamo
cessare di esistere, ma i nostri pensieri non moriranno mai. Ogni cambiamento di
pensiero, è sempre accompagnato dalle vibrazioni della sua sostanza mentale. Il
pensiero, come forza, ha bisogno di una speciale materia sottile per esistere e
per manifestarsi. Quanto più forte è il pensiero, tanto più precoce è la sua fruttificazione.
Il pensiero deve essere focalizzato verso un determinato scopo
con la stessa intensità con cui viene impresso e diretto. In tal modo il suo
effetto sarà pari all'intenzione iniziale.

5. I pensieri sono forze più sottili
Il pensiero è una forza sottile, impercettibile, che trae la sua fonte maggiore
di vita dall'alimentazione. Consultando i Chandogya Upanisad - e precisamente i
dialoghi tra Uddalaka e Svetaketu - si potrà capire bene questo aspetto. Se il
cibo con il quale ci alimentiamo è puro, anche il nostro pensiero diverrà ben
presto puro. Chi ha pensieri puri, si esprime sempre con molta forza e con il
suo linguaggio produce un'enorme impressione su coloro ai quali si rivolge con
la parola. Egli influenza migliaia di persone tramite i suoi puri pensieri. Un
pensiero puro è più tagliente della lama di un rasoio. Perciò nutrite sempre
pensieri puri e sublimi. La disciplina del pensiero è una scienza esatta.

6. I pensieri sono messaggi radio
Chi nutre pensieri di odio, di gelosia, di vendetta e di malizia è in verità una
persona molto pericolosa, perché provoca un senso di inquietudine e di cattiva
volontà tra gli uomini. I pensieri sono come dei messaggi radio lanciati
nell'etere e destinati ad essere ricevuti da coloro che si dispongono a captare
tali frequenze di vibrazioni. Mentre coloro che nutrono pensieri sublimi e di
devozione aiutano gli altri, sia nel caso che siano vicini, sia che si trovino
lontani.

7. I pensieri hanno una forza straordinaria
Il pensiero dispone di un'immensa potenza. Esso può curare le malattie e può
trasformare la mentalità ed il carattere di chiunque. Il pensiero può fare
qualsiasi cosa, può operare meraviglie, fare miracoli e viaggiare a velocità
inimmaginabile. Esso è una forza dinamica prodotta dalle vibrazioni del Prana
psichico sulla materia cerebrale; è una forza come la gravitazione, la coesione
e la repulsione.

8. Le onde-pensiero e la loro propagazione
Dopo tutto che cos'è questo mondo? Non è altro che la materializzazione delle
forme di pensiero di Hiranyagarbha, ovvero dell'Assoluto. Come esistono
scientificamente le onde di calore, di luce e di elettricità, così esistono le
onde di pensiero. Ciascuno di noi, anche se inconsciamente, con un'intensità più
o meno grande, ha avuto esperienze della potenza del pensiero in varia misura.
Grandi Yogi, come Jnanadev, Bhartrihari e Patanjali, erano soliti inviare e
ricevere messaggi di persone lontane, tramite il potere telepatico della mente e
la trasmissione del pensiero. La telepatia è stata il primo mezzo radio,
telegrafico e telefonico che sia mai esistito al mondo. Come quello che esegue
esercizi fisici o pratica discipline sportive per mantenersi in perfetta forma
fisica, così dobbiamo mantenere la salute e l'efficienza mentale, irradiando
adeguate sottili onde-pensiero, prendendo il nutrimento Sattvico e favorendo il
rinvigorimento mentale che trasmuta in meglio lo stato d'animo. Il rilassamento
della mente si ottiene, mantenendo pensieri buoni, nobili e sublimi e coltivando
l'abitudine alla gaiezza ed alla gioia.

9. Meraviglie delle vibrazioni del pensiero
Ogni pensiero che emanate è una vibrazione imperitura che oscilla all'unisono
con ogni particella dell'universo, e se i vostri pensieri sono nobili, santi e
vigorosi, faranno vibrare ogni mente che sia in armonia con loro. Inconsciamente
tutte le persone che sono simili a voi captano il pensiero che avete proiettato
e, a seconda delle capacità di cui sono dotate, ritrasmettono pensieri analoghi.
Ne consegue che, senza rendervi conto delle conseguenze della vostra azione,
mettete in movimento enormi forze che in armoniosa unione eliminano tutti i
pensieri gretti e mediocri, emessi dalle persone egoiste e cattive.

10.Diversità delle vibrazioni del pensiero
Ogni uomo è dotato di un suo mondo mentale, di un suo modo di pensare, di un suo
modo di capire le cose e di un suo modo di agire. Come il volto e la voce di un
uomo sono dissimili da quelli di un altro uomo, altrettanto dissimile è il loro
modo di pensare e di intendere. Questa differenza provoca spesso
l'incomprensione anche tra amici. Non siamo sempre in grado di comprendere con
esattezza i punti di vista degli altri per cui sorgono, talvolta in pochi
minuti, disaccordi, rotture e litigi anche tra veri amici. In questo caso
l'amicizia non può durare a lungo. Per ottenere la comprensione reciproca,
dovremmo essere in armonia con le vibrazioni mentali o di pensiero degli altri.
Solo questa è una garanzia di successo certo. I pensieri di lussuria, di odio,
di gelosia e di egoismo producono nella mente immagini distorte che provocano
l'offuscamento della comprensione, la perversione dell'intelletto, la perdita
della memoria e la confusione mentale.

11.Conservazione delle energie mentali
In fisica esiste il termine "potere di orientamento". Nonostante la presenza di
molta energia non si forma un passaggio di corrente. Bisogna quindi collegarla
ad un magnete per ottenere che la corrente passi per mezzo del potere di
orientamento. Similmente l'energia mentale che viene dispersa ed erroneamente
rivolta ai diversi inutili pensieri mondani, dovrebbe essere indirizzata verso i
giusti canali spirituali. Non immagazzinate nel cervello inutili informazioni.
Imparate a mantenere libera la mente e disimparate tutto ciò che per voi è
inutile. Soltanto allora potrete colmare la vostra mente di pensieri divini,
conquistando una nuova energia mentale, costituita da tutti i raggi mentali
dispersi, che nuovamente sono raccolti.

12.La teoria delle cellule e dei pensieri
Una cellula è formata da una massa di protoplasma e nucleo ed è dotata di una
certa intelligenza. Alcune cellule secernono determinate sostanze. Altre invece
eliminano le sostanze di rifiuto. Per esempio, le cellule dei testicoli
secernano lo sperma; le cellule dei reni espellono l'urina. Alcune delle cellule
servono per proteggere e difendere il corpo dalle irruzioni o dagli attacchi di
sostanze estranee dannose e di germi patogeni. Esse li neutralizzano e li
eliminano. Altre cellule invece trasportano alimenti ai tessuti ed agli organi.
Le cellule compiono tutte le loro attività senza il minimo atto di volontà
cosciente. Le loro attività sono controllate dal sistema nervoso simpatico e
sono in diretta connessione con il cervello. Ogni impulso della mente ed ogni
pensiero, vengono inviati alle cellule, che ne sono grandemente influenzate.
Esse agiscono secondo i vari condizionamenti o stati mentali. Gli stati di
confusione, di depressione, di agitazione, di basse emozioni ed altri pensieri
sfavorevoli vengono trasmessi ad ogni cellula del corpo tramite i nervi. Le
cellule di difesa sono perciò colpite da uno stato di panico e si indeboliscono.
Non riuscendo a svolgere adeguatamente le loro naturali funzioni, diventano
inefficienti. Alcune persone sono estremamente coscienti del proprio corpo, ma
non hanno la percezione dell'Io interiore. Esse vivono in modo irregolare e
indisciplinato: mangiano troppo ed in continuazione; sicché i loro organi di
digestione e di eliminazione non conoscono mai sosta. Di conseguenza soffrono di
debolezza fisica e si ammalano. Gli atomi, le molecole e le cellule dei loro
corpi producono delle vibrazioni discordanti, non armoniche. A causa di questo
motivo, molte persone sono prive di speranza, di fede, di serenità, di gaiezza e
di fiducia in se stesse. Ben presto diventano infelici. Difatti in esse la forza
vitale non agisce più adeguatamente e quindi la loro vitalità tende a diminuire.
La mente viene assalita dalla paura, dalla disperazione, dal timore e
dall'ansia.


13.Pensiero primario e scienza moderna
Il pensiero è la forza più efficace che conosciamo ed è la più potente arma a
disposizione dello Yogi. I pensieri costruttivi trasformano, rinnovano e
costruiscono. Le possibilità incalcolabili di applicazione e di uso di questa
forza a nostra disposizione vennero sfruttate fino al massimo grado dagli
antichi. Poiché il pensiero è la forza primaria che agisce all'origine ed alla
fine di tutta la creazione, la genesi dall'intero fenomeno della creazione è
determinata e rappresentata dal pensiero che scaturì dalla mente cosmica. Il
mondo è l'idea primaria che si è fatta manifesta. Questo primo pensiero si
manifestò come una vibrazione, sorgente dalla quiete eterna dell'essenza
dell'assoluto. Quello che nella terminologia classica viene chiamato iccha,
desiderio dell'Hiranyagarbha, l'Anima Cosmica, ha origine allo stesso modo di
una Spandan o vibrazione. Tale oscillazione non si può neppure lontanamente
paragonare ad una oscillazione di particelle fisiche perché è qualcosa
d'infinitamente sottile, così sottile che una mente normale non può neppure
concepirla. Tuttavia questo fatto ha posto in evidenza che tutte le forze sono
nella loro essenza riducibili a stati di pura vibrazione. La scienza moderna è
già arrivata a questa conclusione dopo lunghe e faticose ricerche nel mondo
fisico esterno.

14.Il radium e lo yogi eccezionale
Il Radium, metallo fortemente radioattivo, è un elemento molto raro; altrettanto
rari sono nel mondo gli yogi che riescono a controllare i propri pensieri. Come
un bastoncino d'incenso emana continuamente un dolce profumo, così lo yogi che
ha sotto controllo i propri pensieri e che è costantemente a contatto con
l'Assoluto, irradia un continuo effluvio di profumo e di energia (l'aura
brahmica magnetica). Il suo volto sprigiona una forza magnetica
particolarissima: il Brahma-varchas. Se tenete in mano un mazzetto di gelsomini,
di rose e fiori di Champaka, il soave profumo si diffonde ovunque ed è da tutti
sentito con la stessa intensità. Similmente ad un dolce profumo, la fama e la
reputazione dello Yogi, che ha il controllo dei propri pensieri, si spandono in
tutte le direzioni. Egli diviene una forza cosmica.

15.Peso, misura e forma del pensiero
Ogni pensiero ha un peso, una forma, una dimensione, una misura, un colore, una
qualità e una forza. Lo Yogi è in grado di vedere tutti questi attributi
direttamente con il proprio occhio interiore. I pensieri sono come delle cose.
Proprio come potete offrire ad un vostro amico un'arancia e ricevere un altro
dono in cambio, allo stesso modo potete dargli un pensiero potente e utile ed
esserne contraccambiati. Il pensiero è una grande forza che si muove e che crea
continuamente. Con la potenza del pensiero potete fare qualunque miracolo.
Dovete solo conoscere la giusta tecnica per usarlo.

16.Conformazione, denominazione e colore del pensiero
Ora immaginate che la vostra mente diventi perfettamente calma, completamente
sgombra e libera da ogni pensiero; tuttavia appena un pensiero sorge,
immediatamente esso prende nome e forma. Ogni pensiero ha quindi un suo nome e
una sua forma. E' facile osservare che ogni idea che l'uomo ha o può avere, è in
relazione con una certa parola-vibrazione, la quale è una copia. La forma è lo
stato più grossolano, mentre la denominazione è lo stato più sottile di un unico
potere che si manifesta e che viene chiamato pensiero. Tuttavia queste tre
caratteristiche si sommano in una sola: dove se ne riscontra una, sono presenti anche le altre due; dove c'è il nome, ci sono sempre la forma e il pensiero. Un
pensiero spirituale ha un colore giallo. Un pensiero carico di livore e di odio
è di colore rosso scuro; un pensiero di egoismo è colorato di marrone; un
pensiero di depressione psichica è colorato di grigio e così via.

17.Potere, funzionamento e utilizzazione del pensiero
Il pensiero è una potenza vitale, viva e dinamica; è la forza più vitale, più
sottile e più irresistibile che esista in tutto l'universo. Tramite la
strumentazione del pensiero si ottiene il potere creativo. Il pensiero passa da
un uomo all'altro ed influenza tutti. Un uomo che ha molta forza-pensiero può
influenzare facilmente le persone che hanno pensieri più deboli. Sono stati
pubblicati ormai un'infinità di libri su la possibilità di coltivare il
pensiero, la sua forza e la sua dinamica. Approfondendo questo studio avrete
un'idea generale del pensiero, della sua potenza, del suo funzionamento e della
sua utilità.

18.Noi viviamo in un illimitato mondo di pensieri
Il solo pensiero costituisce un mondo particolare: i grandi dolori, la
vecchiaia, la morte, il peccato, la terra, l'acqua, il fuoco, l'aria, l'etere.
Il pensiero avvolge interamente l'uomo e colui che controlla i propri pensieri
percepisce l'Assoluto su questa terra. Vivete continuamente immersi in un mondo
di pensieri. L'origine di tutto è il pensiero; poi segue la sua manifestazione
tramite i mezzi ordinari del linguaggio - sono sempre strettamente connessi. I
pensieri di collera, di cattiveria e di malizia sono esiziali per gli altri e
soprattutto per voi stessi. Se la mente, causa di tutti i pensieri, svanisce,
anche gli oggetti esterni svaniscono. I pensieri sono come degli oggetti. Il
suono, il tatto, la forma, il gusto, l'odorato, i cinque sensi, il moto, la
capacità di sognare e gli stati di sonno profondo, sono tutti prodotti della
mente. Essa diviene il re degli Indriyas o dei sensi. Il pensiero è la radice di
tutti i processi mentali. I pensieri, che noi percepiamo intorno a noi, non sono
altro che la mente nella sua manifestazione di forma o di sostanza. Il pensiero
crea e distrugge continuamente. L'amarezza e la dolcezza non sono insiti negli
oggetti, ma nella mente, cioè nel soggetto e nel suo pensare. Esse vengono
quindi create dal pensiero. E' attraverso il gioco della mente, ovvero del
pensiero sugli oggetti, che la vicinanza ci appare a grande distanza, oppure il
contrario. Tutti gli oggetti di questa terra sono a sé stanti; essi sono legati
l'un l'altro ed uniti solo per mezzo del pensiero, cioè dell'immaginazione della
mente. E' proprio la mente che determina il colore, la forma e le qualità degli
oggetti; la mente assume di volta in volta la forma di un oggetto qualsiasi su
cui la sua attenzione si è fermata intensamente. Amore e odio, virtù e vizio
esistono solo nella mente. Ogni uomo crea un mondo del bene e del male, del
piacere e del dolore, dell'odio e dell'amore, solo attraverso la propria
immaginazione. Dunque il bene e il male, il piacere e il dolore, l'odio e
l'amore non hanno origine dagli oggetti, ma sono soltanto atteggiamenti della
mente. In questo mondo non vi è nulla che sia buono o cattivo: è solo la nostra
mente che crea un tale stato.

19.I pensieri, loro carica elettrica e loro filosofia
I pensieri sono forze gigantesche, molto più potenti dell'elettricità. Essi
controllano la vostra vita, modellano la vostra vita, modellano il vostro
carattere e forgiano il vostro destino. Notate come un pensiero contiene
un'infinità di altri pensieri che si manifestano entro un periodo di tempo
brevissimo. Immaginate di preparare un tè per i vostri amici: ebbene, il
pensiero base del tè richiama immediatamente il pensiero dello zucchero, del
latte, delle tazze da tè del tavolo, delle sedie, delle tovaglie, dei
tovaglioli, dei cucchiaini, delle torte, dei biscotti, ecc. Tutto ciò in
sostanza non è altro che la multiforme espansione del pensiero principale.
Con la moltiplicazione dei pensieri della mente nei confronti degli oggetti che ci
circondano, si instaura una specie di rapporto di schiavitù. La rinunzia al
pensiero invece è liberazione. Dovete fare attenzione a cogliere i pensieri
nascenti. Solo allora sarete realmente felici. La mente è difficilmente
controllabile e per questo motivo dovete capirne la sua natura ed il suo
comportamento. Solo allora sarete in grado di controllarla molto facilmente. Uno
dei libri più straordinari, che tratta dell'idealismo filosofico e pratico del
pensiero indiano, è lo "Yoga Vasishtha". L'essenza di questo testo è la
seguente:
"esiste soltanto il Brahman Unico Assoluto o Anima Immortale. L'universo in
quanto tale non esiste. Solo la conoscenza dell'Io vi libererà da questo ciclo
di nascite e di morti continue. Il pensiero e i Vasanas, estinguendosi,
divengono Moksha. Solo l'espansione della mente è Sankalpa, tramite la capacità
di differenziarsi, genera l'universo. Il mondo non è che la materializzazione
della mente. L'estinzione dei Sankalpas origina i Moksha. Annientate questo
piccolo "io", i Vasanas, ovvero i Sankalpas, ovvero i pensieri. Meditate sull'Io
Assoluto e trascendentale e diverrete un perfetto".

20.Il mondo esterno preesiste nel mondo dei pensieri
Ogni pensiero ha un'immagine. Un tavolo, prima di essere un oggetto fisico, è
un'immagine mentale. Qualsiasi cosa voi vediate all'esterno ha sempre una
corrispondenza nella mente. La pupilla è un piccolo cerchio nell'occhio; la
retina è una piccola struttura. Come si spiega che l'immagine di un enorme
montagna, visualizzata per mezzo di quella piccola struttura, possa imprimersi
nella mente? In effetti è una cosa meravigliosa. Evidentemente esisteva già
nella mente l'immagine della montagna. La mente è simile a un'ampia tela che
contenga tutte le immagini degli oggetti visti dall'esterno.

21.Il mondo è una proiezione del pensiero
Un attento esame vi dimostrerà che tutto l'universo non è in realtà che la
proiezione della mente umana. La purificazione ed il controllo della mente sono
lo scopo principale di ogni sentiero Yoga. La mente stessa non è che la
registrazione delle impressioni che continuano ad esprimersi e susseguirsi con
ritmo incessante, come avviene per i pensieri. La mente è azione. Il pensiero vi
costringe all'azione; l'attività crea continuamente nuove impressioni nella
sostanza mentale. Lo Yoga cerca di distruggere l'origine di questo circolo
vizioso per mezzo di un metodo che impedisce alla mente di compiere le sue
funzioni. Lo Yoga esamina, controlla e interrompe la funzione basilare della
mente, cioè il pensiero. Quando si trascende il pensiero, inizia l'attività
dell'intuizione e dell'Autoconoscenza. Il pensiero ha la capacità di creare o di
annientare il mondo in un attimo. La mente crea il mondo a seconda del suo
Sankalpa o pensiero. E' la mente che crea l'universo (Monomatram Jagat). Tramite
il gioco della mente un Kalpa è considerato come un momento e lo stesso accade
col suo processo inverso. Come un sogno ne genera un altro al suo interno, la
mente, non avendo forme visibili, genera esistenze visibili.

22.I pensieri, il mondo e la realtà senza tempo
La mente è la causa principale della crescita dell'albero di Samsara e delle sue
miriadi di radici, di rami, di tenere foglie e di frutti. Se annullate il
pensiero, automaticamente distruggete l'albero di Samsara. Distruggete i
pensieri al momento del loro sorgere. La radice si seccherà per mezzo
dell'eliminazione dei pensieri e così l'albero di Samsara verrà presto
abbattuto. Per giungere a questo stato occorreranno infinita pazienza e
perseveranza. Quando riuscirete ad estirpare tutti i pensieri, allora sarete
immersi in un mare di beatitudine. Questo stato, che non è possibile descrivere,
dovete provarlo per conoscerlo. Come il fuoco si spegne quando è
distrutto tutto il commestibile ed è quindi riassorbito dal grembo che lo generò,
la mente ritorna alla sua originale sorgente e l'Atman viene raggiunto quando sono stati
annullati tutti i Sankalpas. A questo punto si raggiunge il Kaivalya -
l'esperienza della realtà senza tempo, lo stato di assoluta indipendenza.


CAPITOLO II
LEGGI E DINAMICA DEL PENSIERO

1. Il pensiero è l'architetto del destino
Se la mente continua a perseguire una successione di pensieri, si forma un
grande canale di struttura supersottile, nel quale scorre automaticamente la
forza del pensiero. Tale energia sopravvive alla morte, poiché appartiene
all'Io, quindi trapassa per essere trasmessa nuovamente come tendenza e capacità
di pensiero nella successiva vita terrena. Occorre ricordare che ogni pensiero
possiede una sua immagine mentale. L'essenza delle varie immagini mentali,
formatasi durante una vita fisica determinata, viene elaborata sul piano mentale
e costituisce la base della prossima vita fisica. Con la nascita si genera il
corpo fisico e si origina anche una nuova mente ed un nuovo Buddhi. Non è facile
spiegare nel particolare come agiscono il pensiero e il destino. Ogni karma
produce un effetto bivalente: uno sulla mente individuale e l'altro sul mondo.
L'uomo crea le circostanze della sua vita futura tramite le sue azioni attuali
rispetto agli altri. Ogni azione ha un passato che origina e determina il
presente; similmente nel karma ogni azione ha un futuro che dipende dal medesimo
karma. Un'azione implica un desiderio che stimola ed un pensiero che plasma.
Ogni pensiero è l'anello di un'infinita catena di cause e di effetti, in cui
ogni effetto diviene a sua volta causa e ogni causa è già stata un effetto. Ogni
anello dell'infinita catena è saldato da tre elementi: il desiderio, il pensiero
e l'attività. Un desiderio stimola un pensiero; un pensiero si concretizza in
un'azione e questa costituisce la trama del destino. La bramosia egoistica per
le cose che appartengono agli altri, anche se in questa vita non si trasforma in
una vera truffa, rende l'individuo che ne è affetto un vero ladro nella
successiva vita. Così l'odio e la vendetta, covati segretamente, costituiscono i
semi, dai quali nascono i potenziali assassini. Al contrario, l'altruismo dà
come frutto il filantropo ed il santo; ed ogni pensiero di simpatia origina
quella natura dolce e misericordiosa tipica di chi è amico di tutte le creature.
Il saggio Vasishtha chiede a Rama di fare il Purusharthà, cioè di poter
dimostrare la capacità dell'autodisciplina. Non arrendetevi al fatalismo. Esso
produce l'immobilismo e la pigrizia. Dovete pertanto riconoscere i grandi poteri
del pensiero. Tentate e creerete per voi stessi un grande destino, seguendo un
pensiero gusto. Seminate un'azione, raccoglierete un comportamento. Seminate un
carattere e raccoglierete un destino. L'uomo è il padrone della propria sorte.
Siete voi stessi che con il potere del pensiero forgiate il vostro destino.
Potete anche annullarlo, se lo volete. In voi sono latenti tutte le energie,
tutte le facoltà e tutti i poteri: scopriteli e diventerete liberi e grandi.

2. Il pensiero modella la fisionomia
Tutto quello che pensate è immediatamente tracciato sul vostro volto. Ogni
pensiero ostile e dannoso agisce come un bulino, che incide i pensieri nella
vostra fisionomia. I volti di ciascuno di noi sono ricoperti di segni, di rughe
e di cicatrici, provocati dai pensieri di odio, di ira, di cupidigia, di
gelosia, di vendetta, ecc. Dalla natura dei segni del vostro volto, si può
immediatamente leggere il vostro stato mentale e si può facilmente diagnosticare
un'eventuale malattia della vostra mente. Colui che crede di poter nascondere i
propri pensieri è soltanto uno sciocco. Il suo atteggiamento è simile a quello
d'uno struzzo che, durante una battuta di caccia, nasconde la testa sotto la
sabbia, pensando di non essere visto da nessuno. Il volto è lo specchio della mente.
Ogni pensiero incide un segno profondo sul viso. Un pensiero divino lo
illumina; un pensiero cattivo lo offusca. Continui pensieri divini agiscono
sull'aureola, perfezionandola. L'emissione continua di tetri pensieri aumenta
l'intensità delle impressioni cattive. Una mente triste è simile a un secchio
che, sbattendo contro le pareti di un pozzo quando viene tirato su, perde tutta
l'acqua che ha attinta. L'espressione del viso denota fedelmente lo stato
interiore della mente o del suo contenuto. Il volto è come il palcoscenico di un
teatro, sul quale viene rappresentata ininterrottamente la commedia della mente.
I pensieri, i sentimenti, le condizioni e le emozioni imprimono sul volto il
loro profondo suggello. Il pensiero trae luce del volto, mostrando i segreti del
cuore. Quindi è sbagliato credere che si possa tenere nascosto un pensiero. I
pensieri di cupidigia, lussuria, avidità, gelosia, ira, vendetta, odio, ecc.
producono immediatamente segni profondi sul volto che è sensibilissimo. Il viso
è come uno specchio terso e levigato che riflette la natura della mente e ciò
che essa contiene in un determinato momento.

3. I pensieri si riflettono nelle espressioni fisiche
La mente è la forma sottile del corpo fisico che rappresenta la manifestazione
esteriore dei pensieri. Così quando la mente è eccitata, altrettanto eccitato è
il corpo. La mente ha la capacità di riflettere sul volto in modo evidente e
chiaro i suoi vari stati che possono essere letti con facilità da un uomo
intelligente. Il corpo si adatta alla mente; se la mente, per esempio, immagina
di cadere da una certa altezza, il corpo immediatamente si prepara alla caduta.
Tale suo atteggiamento riflette il suo pensiero che l'ha creato. tutti i
sentimenti, quali la paura, l'ansietà, il dolore, la gioia, l'allegria e l'ira
producono varie e profonde impressioni sul volto.

4. Gli occhi tradiscono i pensieri
Gli occhi, che sono lo specchio dell'anima, rivelano la condizione e lo stato
della mente. Esiste nell'occhio una perfetta strumentazione per la trasmissione
e la ricezione telegrafica di tutti i messaggi e di tutti i pensieri: slealtà,
depressione, malinconia, odio, amore, allegria, pace, buona salute, forza,
bellezza. Se avete la capacità di leggere negli occhi degli altri, sarete
immediatamente in grado di leggere anche nella mente. Potete leggere i pensieri
più sottili e i pensieri più dominanti di una persona, se osservate attentamente
i segni del suo volto durante la conversazione. Per fare questo sono necessari
un po' di coraggio, di acume, un certo allenamento, nonché intelligenza ed
esperienza.

5. I pensieri ostili avvelenano la vita
I pensieri di ansia e di paura sono spaventose forze che dimorano in noi e che
con il loro esiziale effetto, avvelenano alla radice le energie vitali,
distruggendo l'armonia, la normale efficienza, la vitalità e il vigore. Mentre i
pensieri di tutt'altra natura, quali i pensieri di contentezza, di gioia e di
coraggio recano forti e soavi virtù che accrescono immediatamente la capacità di
moltiplicare all'infinito i poteri della mente. Siate sempre pervasi di gioia e
di allegria; sorridete, ridete.

6. Squilibri psico-fisici
Il pensiero esercita una profonda influenza sul corpo. L'angoscia della mente
indebolisce il corpo che a sua volta influenza la mente. Se, al contrario, il
corpo è malato, anche la mente si ammala. Se il corpo è forte e pieno di salute,
anche la mente diviene forte e sana. Violenti stati di ira producono gravi danni
alle cellule del cervello, a causa dell'immissione nel flusso del sangue di
sostanze chimiche velenosissime, che producono anche uno stato di confusione
generale e di depressione. Oltre ad annullare la secrezione del succo gastrico,
della bile e delle altre secrezioni della digestione nell'apparato intestinale,
le sostanze chimiche prodotte, assorbono energie, forza vitale, provocando la
senescenza precoce, favorendo le malattie ed abbreviando la vita. Quando siete
in collera, la mente viene turbata. E quando la mente si trova in queste
condizioni, anche il corpo viene a trovarsi in uno stato di disagio, poiché
l'intero sistema nervoso viene sconvolto. Perciò se vi sentite esauriti,
depressi, controllate l'ira tramite l'amore. L'ira è una forza potente che non è
controllabile da parte del praticante di Buddhi Vyavaharic; tuttavia è
controllabile da parte della ragione pura o Viveka Vichara.

7. Capacità creativa del pensiero
Il pensiero crea il mondo. Il pensiero dà esistenza alle cose. I pensieri
sviluppano i desideri ed eccitano le passioni. Infatti il pensiero opposto, cioè
quello di sopprimere i desideri e le passioni, ostacolerà la primitiva idea di
soddisfare i desideri. Se una persona si ostina in un certo pensiero,
automaticamente il pensiero opposto lo aiuterà a distruggere i suoi desideri e
le sue passioni. Pensate dunque alle persone come se fossero i vostri migliori
amici ed ecco che l'idea si concretizzerà nella realtà. Se immaginate che una
persona vi è nemica, allora la mente trasformerà il pensiero in realtà. Colui
che conosce il funzionamento della mente e la controlla con assiduo allenamento
è veramente felice.

8. Pensieri simili si attraggono
Anche nel mondo dei pensieri vige la legge "similia similibus". Le persone che
hanno pensieri simili si sentono attratte fra di loro. Ed è su questo concetto
che si basano le massime: "Ogni simile ama il suo simile" o "Dimmi con chi vai e
ti dirò chi sei". Il medico s'intende con il medico. Il poeta è attratto da un
altro poeta. Il cantante ama i cantanti. Al filosofo piace stare in compagnia di
altri filosofi. Un vagabondo è attratto da un altro vagabondo. La mente ha
quindi un potere d'attrazione. Attirate su di voi le forze vitali visibili e
invisibili, i pensieri, gli influssi e le condizioni che più sono in armonia con
i vostri pensieri e il vostro modo di agire. Nel mondo del pensiero, le persone
che nutrono pensieri simili si attraggono reciprocamente. La legge universale
continua sempre ad agire, sia che voi siate consci o meno di questa realtà.
Coltivate pure un qualsiasi tipo di pensiero e, nonostante vaghiate per mare e
per terra, incessantemente attiverete su voi stessi, coscientemente o
inconsciamente, esattamente quanto corrisponde al vostro pensiero dominante. I
pensieri sono una vostra proprietà privata e voi potete regolarli a vostro
piacimento e secondo i vostri gusti, purché abbiate in voi la ferma capacità di
ottenere tale scopo. In voi stessi è racchiusa la capacità di determinare
l'ordine dei pensieri che concepite e, di conseguenza, l'ordine della relativa
influenza che potete attirare, dimostrando che non siete semplicemente deboli
creature alla mercé delle circostanze, a meno che non abbiate voi stessi deciso
in tale maniera.

9. Il contagio dei pensieri
Le azioni mentali sono vere e proprie azioni. Il pensiero è un'azione reale, è
una forza dinamica ed è ormai un fatto certo che è estremamente contagioso; in
verità è più contagioso delle epidemie. Un pensiero di affetto, operante in voi,
suscita un pensiero di affetto nelle altre persone, con le quali venite in
contatto. Un pensiero d'ira di un uomo in collera produce una vibrazione simile
in coloro che lo circondano. Si trasferisce da un cervello all'altro ed agisce
anche sulle persone che stanno molto lontane, eccitandole. Un pensiero di gioia
in voi, produce pensieri di gioia in altri. Vi sentirete colmi di gioia e di
intenso piacere alla vista di un gruppo di bambini allegri che giocano e saltano
di felicità. Un nostro pensiero di gioia, crea un eguale pensiero gioioso negli altri.
Perciò coltivate sempre pensieri sublimi ed elevati, perché il pensiero è
estremamente contagioso.

10.Applicazione di una legge psicologica
Mantenete il cuore giovane. Non pensate mai: "Io sto diventando vecchio", è una
pessima abitudine da dimenticare subito. Cercate di non avere mai questo
pensiero. A sessant'anni dite a voi stessi: "ne ho sedici". Diverrete quello che
pensate. Affermando questo, si afferma una grande verità della scienza
psicologica: "un uomo diviene quello che pensa". Questa è una grande verità,
certissima ed evidentissima. Pensate: "sono forte" e forte diverrete. Pensate
"sono debole" e debole diverrete. Pensate: "sono saggio" e saggio diverrete.
Soltanto il pensiero modella e plasma l'uomo. Ogni persona vive sempre in un
mondo di pensieri ed ha il suo particolare mondo di pensieri. L'immaginazione
compie meraviglie, poiché il pensiero ha una forza infinita ed è, come abbiamo
già detto, un elemento solido. Il vostro presente è il risultato dei vostri
pensieri passati ed il vostro futuro sarà secondo i vostri pensieri attuali. Se
pensate giustamente, parlerete e agirete con giustizia. La parola e l'azione
seguono semplicemente i pensieri.

11.Comprendete le leggi del pensiero
Ogni uomo dovrebbe possedere una conoscenza completa delle leggi del pensiero e
del loro funzionamento, solo così sarebbe possibile vivere tranquillamente in
questo mondo. Colui che utilizza le forze del pensiero, raggiunge questo fine
nel migliore dei modi. Egli sarà in grado di vincere le forze contrarie e le
correnti antagonistiche. Proprio come il pesce che nuota contro corrente,
quest'individuo sarà capace di nuotare contro gli avversi flutti. Se non ne
fosse capace, costui diverrebbe vittima delle diverse correnti che
incessantemente lo sospingerebbero nel gorgo del naufragio. Egli verrebbe
trascinato alla deriva, come un tronco d'albero in un fiume in piena. Sarebbe
sempre sofferente, infelice ed insoddisfatto, nonostante abbia tutte le
ricchezze. Il capitano di una nave che dispone di una bussola e che conosce il
mare, le sue vie e le sue correnti può salpare con tranquillità. Altrimenti la
sua nave verrà continuamente sospinta di qua e di là e finirà per naufragare,
urtando contro gli scogli. Invero il saggio marinaio nell'oceano di questa vita
possiede la precisa conoscenza delle leggi del Pensiero e della Natura e
pertanto può spingersi tranquillamente al largo e raggiungere i più lontani
orizzonti. Comprendendo ed utilizzando le leggi del pensiero, potrete modellare
e plasmare il vostro carattere nella maniera che ritenete più giusta. Il detto
"un uomo diviene ciò che pensa" è una delle più grandi leggi del pensiero.
Diventate la personificazione della natura benigna. Pensate bene di tutti, di
chiunque. Fate sempre delle buone azioni. Servite, amate, date. Rendete gli
altri felici e amate per servire gli altri. Allora raggiungerete la felicità. Vi
creerete attorno un ambiente di propizie circostanze. Se ferite gli altri, se
siete maldicenti, se compite azioni dannose, se sfruttate gli altri, se vi
appropriate indebitamente della proprietà altrui per mezzo dell'inganno, se fate
qualsiasi azione che può nuocere agli altri, accumulerete dolore. Creerete
intorno a voi circostanze e ambiente sfavorevoli. Questa è la legge del pensiero
e della sua natura. Proprio come potete sviluppare un carattere buono o cattivo
a seconda dei pensieri sublimi o pensieri infimi che nutrite, altrettanto
facilmente potrete crearvi le circostanze propizie o infauste, compiendo azioni
buone o cattive. Un uomo ragionevole è sempre prudente, cauto e avveduto. Egli
controlla e giudica attentamente i propri pensieri. Egli sa in qualsiasi istante
ciò che avviene nella sua officina mentale, sa quale Vritti o quale Guna
(Qualità della natura) prevale in quel particolare momento. Egli non permette ad
alcun pensiero negativo di varcare la porta della sua fabbrica mentale, appena
sorge. L'uomo cosciente costruisce il suo carattere e forgia il suo destino,
nutrendo pensieri buoni, controllando la natura delle sue riflessioni e
coltivando nobili ideali. E' prudente nei discorsi e parla poco. Si esprime con
parole dolci e di amore. Non pronunzia mai parole dure od offensive che possano
colpire la sensibilità degli altri. Sviluppa qualità come la pazienza, la
compassione, la tolleranza e l'amore universale, cercando sempre di dire il
vero. E' per questo che controlla attentamente il Vag-Indriya e gli impulsi
della parola. Il suo modo di parlare è fermo e misurato come il suo modo di
scrivere. Questo fatto produce un'impressione favorevole e benevola sulla mente
delle persone che lo circondano. Egli pratica l'Ahimsa e il Brahmachakra nel suo
pensiero, nelle parole e nelle azioni. Egli pratica il Saucha e l'Arjava
(semplicità, franchezza). Cerca di mantenere l'equilibrio mentale in ogni
circostanza e di essere sempre lieto. Tiene in esercizio il Suddha-Bhava. Cerca
di raggiungere i tre tipi di Tapas, il fisico, il verbale ed il mentale,
controllando tutte le loro azioni. Egli non ha pensieri tristi e infidi e non sa
compiere azioni brutali. Si prodiga sempre per ottenere le migliori circostanze.
Colui che irradia la felicità otterrà sempre le circostanze più propizie, poiché
è un apportatore di benefici influssi. Colui che spande su gli altri solo dolore
e tristezza, secondo la legge del pensiero, otterrà circostanze avverse che gli
procureranno solo infelicità e dolore. Quindi, è chiaro che l'uomo crea il suo
carattere e le circostanze che condizionano la sua vita, proprio con il suo modo
di pensare. Tuttavia un carattere pessimo può essere trasformato in buono per
mezzo di pensieri buoni. Le circostanze ostili vengono trasmutate in circostanze
amiche, compiendo buone azioni.

12.Le leggi concernenti i pensieri più alti
Voi diverrete quello che pensate. I vostri pensieri riflettono la vostra vita.
Migliorate il vostro modo di pensare, poiché i pensieri più alti implicano le
migliori azioni. Pensare semplicemente ed esclusivamente agli oggetti terreni
non procura altro che dolore. La schiavitù deriva proprio dall'atto del
pensiero. Il pensiero puro è una forza più potente dell'elettricità. La mente
che viene attirata da oggetti esterni, tende ad essere assoggettata, mentre
quella che non lo è, tende ad essere libera. Se la mente è cattiva,
distruggetela. Sarete liberi e felici per sempre. Vogliate con tutte le forze la
conquista della vostra mente. Questo è vero coraggio o Purushartha.
L'abnegazione è un mezzo per la purificazione e l'affinamento della mente. I
veli dell'ignoranza, che adombrano la conoscenza, non verranno rimossi se non da
una mente calma e controllata. La parte sottile del cibo forma la mente. La
mente è tratta dal cibo. La parte sottile del cibo viene trasformata in mente.
Cibo non significa soltanto ciò che mangiamo, ma tutto quanto noi riusciamo a
captare con i nostri sensi. Imparate a vedere ovunque l'Assoluto. Questo è il
vero cibo per gli occhi. La purezza è strettamente collegata alla purezza del
cibo. Sarete in grado di vedere, di sentire, di parlare meglio, di avere una
migliore percezione ed una migliore sensibilità e tutto questo avverrà quando
nutrirete pensieri divini. Se osservate un qualsiasi oggetto attraverso un vetro
colorato di verde o rosso, lo vedrete colorato di verde o di rosso. Anche gli
oggetti sono colorati dai desideri attraverso "lo specchio" della mente. Tutti
gli stati mentali sono transitori: essi producono dispiacere e tristezza.
Cercate di godere della libertà di pensiero. Liberatevi dalla schiavitù dei
pregiudizi, che ottundono l'intelletto e producono pensieri sciocchi. Pensate in
modo retto ed originale. L'Atman si rivela dopo la purificazione dei pensieri.
Quando la mente è serena, scevra di desideri inutili, di motivi, senza brama,
senza costrizioni, senza speranza, solo allora l'Assoluto Atman rivela i suoi
raggi. A questo punto si sperimenta la beatitudine. Vivete come vivono i santi.
E' l'unico modo per vincere i pensieri, la mente e l'Io più basso. Fino a quando
non avrete conquistata la mente, non potrete ottenere la vittoria completa e
definitiva.

13.Il pensiero è un "boomerang"
Siate prudenti quando usate i pensieri. Tutto ciò che avete trasmesso con la
vostra mente, vi ritorna invariabilmente. Ogni pensiero pensato è paragonabile
ad un "boomerang". Se odiate qualcuno, sarete contraccambiati con lo stesso
odio, se amate sarete ricompensati con lo stesso amore. Un pensiero cattivo
è tre volte maledetto. Innanzitutto danneggia colui che l'ha emesso, colpendo il
suo corpo mentale. Poi danneggia la persona a cui è indirizzato. Infine
danneggia l'intera umanità, corrompendo tutta l'atmosfera mentale dell'universo.
Ogni pensiero maligno è come una spada di Damocle che sovrasta voi e la persona,
verso la quale è diretto. Se avete pensieri di odio, siete veramente un
criminale, perché siete l'assassino dell'uomo, per il quale nutrite pensieri di
odio. E siete anche un suicida, perché tali pensieri ritornano verso voi stessi,
colpendovi mortalmente. Una mente, occupata da pensieri cattivi, attira altri
pensieri cattivi; e pertanto il suo stato peggiora e il suo male originario si
accresce sempre di più. I pensieri malvagi lanciati nell'atmosfera mentale
avvelenano le menti recettive. Soffermarsi su un pensiero cattivo, significa
diminuire gradualmente la sua repulsione ed essere costretti a trasformarlo
nell'azione, che esso già contiene.

14.I pensieri e le onde del mare
I pensieri sono come le onde del mare. Sono forti, gagliardi, continui,
infiniti. All'inizio potrete sentirvi sommersi dalla disperazione nel tentativo
di volerli dominare. Alcuni pensieri scompariranno nel nulla; altri sorgeranno
di continuo. Gli stessi vecchi pensieri, che in precedenza erano soffocati,
possono ripresentarsi dopo un po' di tempo. Non dovete sentirvi scoraggiati in
nessun momento della vostra iniziazione. Raggiungerete con certezza la vostra
forza spirituale interiore. Alla fine otterrete lo scopo che vi siete prefissi.
Tutti gli Yogi del passato hanno incontrato le stesse difficoltà, che ora voi
state sperimentando. Il processo di distruzione degli antiquati metodi mentali è
difficile e lento. Non si possono distruggere tutti i pensieri da un giorno
all'altro. Ma non dovete assolutamente rinunziare ad eliminare i pensieri al
loro sorgere. Dovete perseverare proprio nel momento in cui incontrate maggiori
difficoltà o improvvisi ostacoli. All'inizio dovete tentare con tutte le forze
di ridurre le vostre necessità ed i vostri desideri. Solo in questo modo
automaticamente i pensieri diminuiranno, fino ad essere del tutto estirpati.

15.Il colore e l'influsso dei pensieri che santificano
Buddha disse: "Tutto ciò che siamo, è composto dai nostri pensieri". A provocare
il ciclo delle nostre nascite sono i nostri pensieri e per questo dobbiamo
combattere strenuamente per purificarli. Quando ci sediamo accanto a un saggio,
sentiamo una calma infinita, se invece ci troviamo in compagnia di una persona
egoista e malvagia, ci sentiamo enormemente a disagio. Questo accade perché
l'aura del saggio emette vibrazioni di pace e di calma, mentre l'aura
dell'egoista emana vibrazioni di perfidia e di egoismo. L'effetto secondario del
pensiero è la creazione di una forma definita. Il tipo e la natura del pensiero
determinano il colore e la nitidezza della forma-pensiero. Una forma-pensiero è
un'entità vivente, che ha una fortissima tendenza ad esprimere le intenzioni del
pensatore. La forma di pensiero blu denota devozione. La formazione dell'autorinuncia
è di un delizioso colore celeste con una vivida luce bianca. le formepensiero
dell'egoismo e dell'orgoglio sono, rispettivamente, di colore grigio
scuro e marrone. Le forme-pensiero dell'ira rassomigliano a piccoli vortici di
colore scuro. Noi siamo continuamente attorniati da queste forme-pensiero, che
producono un effetto notevole sulle nostre menti. La maggior parte dei nostri
pensieri non è realmente nostra; la captiamo semplicemente. Una grande quantità
di questi pensieri è di natura malefica. Per questo motivo dovremmo sempre
pronunziare mentalmente il nome di Dio, affinché ci protegga dall'influenza
maligna di questi.

16.L'aura e la dinamica di una mente abituata a pensare
Noi percepiamo come un'aura magnetica emanata dalla mente di persone che hanno
una potenza di pensiero altamente sviluppata. Non è possibile descrivere ciò che
si prova innanzi ad un maestro od un iniziato di alto livello. Solo la sua muta
presenza ci trasfonde ineffabili sensazioni ed ispirazioni. La mente è dotata di un'aura,
che può essere mentale o psichica. Tejas (termine sanscrito
corrispondente all'aura) è una luce o un alone, emanato in maniera continua
dalla mente. Coloro che hanno ricercato il pieno sviluppo mentale, posseggono
una mente estremamente vivida, capace di trasmettere a grandi distanze con una
lunghezza d'onda pressoché infinita e di influire benignamente su un gran numero
di persone che hanno il privilegio di percepirne l'influsso. L'aura spirituale è
di gran lunga più potente sia dell'aura psichica, sia di quella pranica, sia di
quella astrale.

17.Dinamica del pensiero e degli stati d'animo
Le persone, soggette a stati di depressione psichica, attirano verso se stesse
cose e pensieri deprimenti; li attirano sia dagli altri, sia dalle registrazioni
akashiche dell'etere. Coloro che sono dotati di speranza, fiducia e forza
d'animo attirano pensieri di natura simile. Essi riescono sempre nei loro
intenti. Coloro che nutrono stati d'animo di depressione, come per esempio ira
ed odio, danneggiano gli altri con i loro Vrittis distruttivi. Essi sono i veri
colpevoli, cioè quelli che procurano un'infinità di danni nel mondo del
pensiero. Al contrario coloro che hanno un umore gioioso ed allegro, sono una
benedizione per l'umanità, poiché donano felicità a coloro che li circondano.
Non dovreste mai frequentare i vostri amici e compagni quando siete depressi o
quando il vostro stato d'animo è colmo di odio o di gelosia. Questi vostri stati
d'animo guasterebbero gli altri con la loro influenza che sarebbe veramente
dannosa per tutti.

18.Dinamica del pensiero nell'Universo
In realtà, il pensiero lascia il cervello e si libra nello spazio. Quando un
pensiero, sia esso buono o cattivo, abbandona la mente di una persona, dà
origine a delle vibrazioni nel Manas o atmosfera mentale, dirigendosi in tutti i
sensi. Inoltre, può insinuarsi facilmente nelle menti altrui. Un saggio, che
vive in una caverna sull'Himalaya, trasmette un pensiero potente in ogni angolo
della terra. Colui che cerca la propria purificazione in una caverna, in realtà
purifica il mondo intero. Nessuno può proibire ai propri pensieri puri ed
elevati di diffondersi e di essere assorbiti da coloro che li accettano. Come
l'acqua che, con il calore del sole si trasforma in vapore e che, salendo in
alto, si condensa in forma di nuvole, per precipitare nuovamente, bagnando di
pioggia la terra, così tutti i pensieri, che proiettate dal vostro angolo
solitario, si innalzano e si diffondono nello spazio, unendosi a quelli simili,
proiettati da gente della vostra stessa natura. L'unione di tutti questi
pensieri forma un argine di tremenda potenza che fronteggia tutte le forze
contrarie.

CAPITOLO III
VALORI E USI DELLA POTENZA DEL PENSIERO

1. Aiuta gli altri tramite le vibrazioni del pensiero
Un vero monaco o un Sanyasin tutto può tramite le vibrazioni del suo pensiero.
Un Sanyasin oppure uno Yogi non ha bisogno di diventare presidente di una
società o capo di un movimento sociale o politico per fare del bene all'umanità;
sarebbe veramente puerile. Gli indiani, imbevuti di spirito missionario come è
inteso in occidente, affermano che i Sanyasin devono agire apertamente e
partecipare alla vita sociale e a quella politica. Ma questo è un errore molto
grave. Non è necessario che un Sanyasin o un santo appaiono alla ribalta per
essere di effettivo aiuto al mondo e per predicare e per elevare le menti degli
uomini. Alcuni Yogi predicano per mezzo dell'esempio. La loro stessa vita è un
modello di giusti insegnamenti. E' sufficiente la loro presenza per elevare la
mente di moltissime persone. Uno Yogi rappresenta l'effettiva realizzazione di
Dio, molti traggono l'ispirazione dalla presenza di persone sante. Non esiste
persona in grado di controllare le vibrazioni di pensiero dei santi; è certo che
queste vibrazioni hanno una velocità notevolissima. Esse purificano il mondo,
penetrando silenziosamente nella mente di migliaia di persone.


2. La possibilità dei medici di curare tramite la suggestione
I medici dovrebbero possedere una profonda cognizione della scienza della
suggestione. Raramente si trovano dei medici sinceri e comprensivi. Coloro che
non hanno conoscenza del valore della suggestione fanno più male che bene; essi
talvolta uccidono i loro pazienti, impaurendoli senza che esista la necessità.
In caso di pura e semplice tosse il medico dice: "Mio caro, ti sei preso una
bella affezione da tbc. Devi recarti a Bhowali o in Svizzera oppure a Vienna.
Devi sottoporti ad una cura antitubercolare". Il povero paziente è atterrito,
sgomento. In realtà non è affetto da tubercolosi, ma si tratta di una semplice
indisposizione: solo un po' di catarro dovuto ad esposizione al freddo. Nel caso
di una diagnosi così catastrofica, il paziente può affettivamente ammalarsi di
tisi, proprio a causa del terrore e della paura che il medico gli ha trasmesso
con una errata suggestione. Il medico avrebbe dovuto rivolgersi in questo modo:
"Non è nulla. E' un semplice raffreddore. Domani passerà tutto. Prendi un
purgante e fai delle inalazioni con olio di eucaliptus. Cerca anche di fare una
dieta speciale. Oggi è meglio che tu digiuni". Un dottore di questo genere è Dio
stesso. Egli deve essere adorato. E' possibile che un dottore dica: "Bene, se
dirò così, perderò la mia clientela. Non potrei fare strada in questo mondo". E'
un errore, poiché è solo la verità che alla fine ha sempre il sopravvento.
Quanto più sarete gentili e comprensivi, tanto più sarete apprezzati dai vostri
clienti, con grande vantaggio della vostra carriera. Così si può guarire con la
suggestione, senza far ricorso ai medicinali, si può curare ogni malattia
proprio per mezzo della suggestione buona ed efficace. E' perciò importante che
conosciate questa scienza e la mettiate in pratica, così come dovrebbero
conoscerla tutti i medici omeopatici, allopatici, ayurvedici e agopunturisti. I
loro sistemi possono essere integrati con queste conoscenze, essi otterranno in
questo modo sicuri risultati strabilianti.

3.Gli Yogi e la predica tramite trasferimento di pensiero
I veri Yogi, anche quelli sconosciuti, aiutano l'umanità con le loro vibrazioni
spirituali e la loro aura magnetica. Solo gli uomini dotati di un grado di
spiritualità molto basso predicano dal pulpito o comunque si mettono in mostra.
Così facendo, dimostrano di non avere conoscenze adeguate e di non saper mettere
a buon frutto le loro facoltà supernormali e i loro poteri occulti. I grandi
iniziati e i Mahatman trasmettono i loro messaggi alle persone più adatte per
mezzo della telepatia anche nel più lontano angolo del mondo. I mezzi di
comunicazione che per noi sono supernormali, per uno Yogi sono perfettamente
normali.

4. Influenza sugli altri per mezzo del pensiero.
E' possibile influenzare un altro essere anche senza usare un linguaggio
udibile. E' necessaria solo la concentrazione del pensiero, guidata dalla
volontà. Su questo principio è basata la telepatia. Eccovi un esercizio per
poterla sviluppare. Pensate ad un amico o ad un parente che vive in una terra
lontana. Raffiguratevi l'immagine ben particolareggiata del suo volto e se è
possibile guardate una sua fotografia e parlategli ad alta voce. La sera, quando
andate a letto, pensate intensamente alla sua figura con la massima
concentrazione. Qualche giorno dopo egli vi scriverà una lettera contenente
tutte le notizie che desiderate. Fate l'esperimento e non dubitate
dell'efficacia. Sarete meravigliati dei risultati che potrete ottenere. Con il
passare del tempo riuscirete sempre meglio, e acquisterete maggiore convinzione
nella scienza telepatica. Talvolta accade che, all'improvviso ricevete un
messaggio da qualcuno a voi molto caro. Il vostro pensiero si volge
immediatamente a lui. Egli vi ha inviato un messaggio, poiché vi ha pensato con
intensità. Le vibrazioni del pensiero viaggiano più velocemente della luce o
dell'elettricità o di qualsiasi altra forma di energia. In questi casi il
subconscio riceve i messaggi oppure le impressioni e li trasmette alla mente
cosciente.

5. Diversi modi di utilizzare la potenza del pensiero
La scienza della potenza del pensiero è molto importante. Il mondo del pensiero
è, in effetti, più reale dell'universo fisico. La potenza del pensiero è molto
grande. Ogni vostro pensiero corrisponde ad un valore preciso in ogni suo
possibile aspetto. La forza del vostro corpo fisico, la forza della vostra
mente, il vostro successo nella vita e il piacere che voi con la vostra
compagnia procurate agli altri, tutto dipende dalla natura e dalla qualità dei
vostri pensieri. Dovete sapere come coltivare il pensiero e come svilupparne
tutta la potenza.

6. Poteri del pensiero e i loro valori
Se comprendete facilmente il funzionamento delle vibrazioni del pensiero e se
conoscete la tecnica per controllare i pensieri e il metodo per trasmetterli a
distanza agli altri, formando delle potenti onde di pensiero ben definite e
chiare, allora siete in grado di utilizzare questa forza del pensiero e operare
molte vere meraviglie. Un pensiero cattivo, negativo vincola; mentre un pensiero
buono ed onesto libera. Pertanto solo pensando nel modo giusto, raggiungerete la
libertà. Scoprirete gli immensi poteri nascosti nel vostro ego, se cercate di
capire e realizzare le facoltà della mente. Chiudete gli occhi e concentratevi
lentamente. Riuscirete a vedere oggetti distanti, a sentire suoni lontani, a
inviare messaggi in qualsiasi parte del mondo. Riuscirete a curare persone
distanti da voi migliaia di chilometri; potrete muovervi istantaneamente in
tutti luoghi. Dovete credere nei poteri della mente. L'interesse, l'attenzione,
la volontà, la fede e la concentrazione vi recheranno il frutto desiderato.
Ricordate che la mente nasce dall'Atman, tramite il Suo Maya o Potere Illusorio.

7. I pensieri portano a termine infinite missioni
Potete aiutare un amico nei guai, trasmettendogli pensieri di consolazione,
anche dal luogo ove vi trovate. Potete aiutare un amico in cerca della Verità
tramite i pensieri chiari e ben definiti delle verità a voi note. Potete inviare
nell'atmosfera mentale, pensieri che solleveranno, purificheranno e ispireranno
tutte le persone sensibili alla loro ricezione. Se inviate un messaggio di amore
e di fiducia ad una persona, il pensiero formulato lascia la vostra mente e si
avvia direttamente verso questa, suscitando nella sua mente un simile pensiero
di amore, che ritornerà nuovamente su di voi con raddoppiato vigore. Se inviate
un messaggio di odio, ferite la persona, cui è diretto e voi stessi, in quanto
il pensiero vi ritorna con raddoppiata violenza. Perciò, prestate estrema
attenzione alle leggi del pensiero, suscitando solo pensieri di amore, di bontà,
di felicità, di misericordia. Quando inviate un pensiero capace di aiutare gli
altri, esso deve avere uno scopo ben definito ed una giusta e precisa finalità.
Queste sono le condizioni ideali per ottenere gli effetti desiderati.

8. Il potere dei pensieri che stimolano
Vi esorto a raggiungere la perfetta conoscenza della suggestione e dei suoi
effetti sulla mente. Usate con parsimonia il potere della suggestione. Fate
attenzione a non suggestionare negativamente qualcuno, poiché otterreste dei
risultati disastrosi. Non fareste altro che recare alla persona un enorme danno,
che poi si ripercuoterà su di voi stessi. Quindi pensate bene prima di parlare.
Gli insegnanti ed i professori dovrebbero conoscere profondamente la scienza
della suggestione e dell'auto-suggestione. Il loro compito di educatori sarebbe
molto più facile e più efficace nell'istruire gli studenti. Nell'India
meridionale, quando i bambini piangono, i genitori tentano di spaventarli,
dicendo loro: "Attento, ecco Balu! (diavolo). Sta arrivando Irendukannan!
(mostro). L'uomo dagli occhi grandissimi è arrivato. Eccolo là. Stai buono,
altrimenti ti darò a lui. Punchandi (il fantasma) è arrivato!". Le suggestioni
di questo tipo sono tutte distruttive e dannosissime per la psiche infantile e
di conseguenza il bambino tende a diventare pauroso, timido ed introverso. La
mente del bambino è docile, sensibile, malleabile, ma non ancora formata.
Durante la tenera età si imprimono nella su mente tutti i Samkaras. Non è
possibile che una volta cresciuto dimentichi o cambi questi Samskaras. Perciò il
fanciullo, mentre cresce e si trasforma in un uomo, manifesta timidezza e paura.
I genitori dovrebbero infondere sempre coraggio e fiducia ai loro figli.
Dovrebbero rivolgersi loro dicendo: "Ecco un leone. Osserva il suo
comportamento. Ruggisci come un leone. Sii coraggioso. Guarda l'immagine di
Sivaji, di Arjuna e di Clive. Diventa cavalleresco". In Occidente gli insegnanti
mostrano agli allievi illustrazioni di campi di battaglia, dicendo: "Guarda,
osserva la figura di Napoleone. Ammira la sua cavalcatura. Vorresti diventare un
grande generale?". Essi infondono coraggio nelle menti dei fanciulli fin dalla
loro adolescenza. Poi i fanciullo crescono e i Samskaras si rafforzano con
l'aiuto di ulteriori esperienze esterne.

9. Pratica e trasmissione del pensiero
Praticare la trasmissione telepatica, incominciando ad agire da brevi distanze.
All'inizio è meglio far pratica alla sera. Chiedete ad un amico di concentrarsi
e di predisporre l'animo a ricevere un messaggio in un'ora stabilita.
Chiedetegli di sedersi in Vajrasana o Padmasana, dentro una stanza buia e con
gli occhi chiusi. Cercate di inviargli il messaggio esattamente nell'ora
stabilita, concentrandovi sui pensieri che desiderate inviare. Se pensate
fermamente con volontà, il pensiero lascerà la vostra mente e passerà in quella
del vostro amico. Le prime volte potrete incontrare qualche difficoltà, ma mano
a mano che acquisterete pratica e vi approprierete della tecnica, riceverete e
invierete messaggi sempre più esatti. In un secondo tempo sarete in grado di
inviare messaggi in tutte le parti del mondo. le onde del pensiero variano d'intensità
e di forza. Sia il destinatario che il mittente del messaggio,
debbono allenarsi per raggiungere una intensa concentrazione. A questo punto
occorre un alto potenziale di forza per inviare e ricevere messaggi precisi e
chiari. E' consigliabile trasmettere un pensiero telepatico di prova da una
stanza all'altra. Questa scienza è molto interessante e piacevole. Tuttavia ha
bisogno di una pratica assidua. Per questo fine sarebbe necessario osservare il
Brahmacharya.

10.Parapsicologia e pensieri del subconscio
Come il sacro fiume Gange ha origine dal Gangotri nell' Himalaya e scorre
incessantemente verso il Ganga Sagar, così le correnti del pensiero hanno
origine dal letto dei Samkaras. Le impressioni degli stati più interiori della
mente, dove sono impressi i Vasanas o desideri sottili latenti, fluiscono in
continuazione verso gli oggetti, sia durante lo stato di veglia, sia durante
quello di sonno. Questo misterioso meccanismo della mente agisce continuamente,
senza arrestarsi un momento. Praticando la telepatia, l'ipnotismo, la lettura
del pensiero, il mesmerismo e la cura psichica, si dimostra chiaramente che la
mente esiste; e si dimostra pure che esiste una mente inferiore. Tramite la
scrittura automaticamente e le esperienze di una persona in stato di ipnosi,
possiamo tranquillamente dedurre l'esistenza della mente e del subconscio, che
opera incessantemente. Potete mutare i pensieri del subconscio e di conseguenza
della mente, praticando il Sadhana spirituale. Diverrete così un nuovo essere.

11.Potenza dei pensieri forti e divini.
Il pensiero è vita. Voi siete quello che pensate. Il pensiero crea l'ambiente;
costituisce il vostro mondo interiore. Se nutrite pensieri sani, potete
mantenervi sani. Se intrattenete pensiero di disfacimento nella mente, come
pensieri di tessuti ammalati, pensieri di fragilità di nervi, pensieri di
disfunzione di organi e visceri, non potete certamente aspettarvi di godere
buona salute, bellezza e armonia. Ricordate sempre che il corpo è il prodotto
della mente e che esso è sempre sotto il controllo di questa. Se attingete
pensieri forti, anche il vostro corpo sarà vigoroso. I pensieri di amore, pace,
contentezza, purezza, perfezione, divinità, rendono voi e quelli che vi
circondano, perfetti e divini. Cercate perciò di coltivare questi pensieri.

CAPITOLO IV
LE FUNZIONI DELLA FORZA PENSIERO

1. I pensieri promuovono la salute radiante
Il corpo è integrato con la mente, piuttosto che essere la controparte; esso
rappresenta un'espressione tangibile e visibile della mente sottile ed
invisibile. Qualora ci sia un dolore a un dente o allo stomaco, oppure
all'orecchio o ad un qualche altro punto, immediatamente la mente ne subisce
l'effetto. Essa smette di funzionare bene e diviene subito agitata, disturbata,
sconvolta. Se la mente è depressa e triste, anche il corpo funziona male. I
dolori che affliggono il corpo sono chiamati malattie secondarie, Vyadhi, mentre
i Vasanas o desideri che affliggono la mente sono chiamati malattie mentali o
primarie. La salute della mente è più importante della salute fisica. Se la
mente è in buona salute, anche il corpo godrà buona salute. Se la mente è pura e
i vostri pensieri sono puri, sarete liberi da tutte le malattie primarie e
secondarie. Qui vale citare il detto latino: "Mens sana in corpore sano".

2. I pensieri sviluppano la responsabilità
Un pensiero sublime eleva la mente ed espande il cuore; un pensiero indegno e
vile eccita la mente e porta sensibili e tristi fobie. Coloro che hanno un po'
di controllo sopra questi pensieri e parole, godranno una calma e serena
beatitudine, avranno un viso affascinante una dolce voce e i loro occhi
diverranno luminosi e penetranti.

3. I pensieri influiscono sul corpo
Ogni pensiero, ogni emozione o parola, producono una forte vibrazione in ogni
cellula del corpo, lasciandovi una consistente impronta. Una volta che saprete
come far nascere un pensiero opposto, potrete condurre una vita armoniosa di
pace e di potere. Un pensiero d'amore neutralizzerà immediatamente un pensiero
di odio ed un pensiero di coraggio servirà immediatamente come potente antidoto
contro un pensiero di timore.

4. La forza del pensiero supera il destino
L'uomo che crea un pensiero, ne ricava un'azione. Creando un'azione, ricava un
costume o un'abitudine. Creando un costume, matura il carattere. Creando il
carattere, perfeziona il destino. L'uomo modella il suo Karma con il suo
pensiero e con le sue azioni. Egli lo può cambiare, perché ne è il padrone.
Infatti, se indirizza il pensiero nel giusto punto e si applica con volontà, può
diventare veramente padrone del proprio destino. Alcune persone ignoranti
dicono: "Il Karma fa tutto. Tutto è destino. Se il Karma ha già stabilito che io
sia in un modo piuttosto che in un altro, perché debbo sforzarmi? E' il mio
destino". Questo è solo fatalismo che arreca indolenza, pigrizia e infelicità.
Da ciò si denota un certo malinteso sul giusto significato delle leggi del
Karma. Un uomo intelligente non si farà mai una domanda del genere. Voi guidate
il vostro destino dall'interno per mezzo dei pensieri e delle azioni. Ora il
vostro libero arbitrio vi permette di scegliere. Lo Svatantrata è azione. Un
mascalzone non rimane tale eternamente. Ponetelo in compagnia di un santo. Egli
cambierà in men che non si dica. Da quel momento in poi, poco alla volta,
penserà ed agirà in modo sempre più diverso e potrà così cambiare il suo
destino. Acquisterà un carattere migliore. L'essere demoniaco Ratnakar si
tramutò nel saggio Valmiki. Jagai a Madai subirono una trasmutazione: erano
prima dei briganti incalliti. Potete diventare degli Yogi, forgiando il vostro
destino e prendendo il Karma che più vi aggrada. Usate il potere del pensiero ed
emettete pensieri giusti e nobili. Dovete solo pensare e poi agire. Pensando,
desiderando ed agendo nel modo giusto, potrete divenire un saggio o un
miliardario. Potrete anche raggiungere il livello di Idra o di Brahma, sempre
tramite il giusto pensare ed agire, usando cioè un Karma come mezzo di
liberazione. L'uomo non è un essere incapace. Egli è dotato di volontà e di
libero arbitrio.

5. I pensieri possono provocare disordini psicologici
Ogni cambiamento di pensiero procura nel corpo mentale una vibrazione, che poi
si trasmette al corpo fisico, generando un'azione motrice nella sostanza nervosa
del cervello. Questa attività delle cellule nervose produce delle trasformazioni
elettriche e chimiche, che ovviamente derivano dall'attività del pensiero. E'
noto che la passione intensa, l'odio, la gelosia amara e continua, l'ansia
corrosiva, gli impeti d'ira e di furore distruggono effettivamente le cellule
del corpo, provocando malattie al cuore, al fegato, ai reni, alla milza, allo
stomaco. E' degno di attenzione il fatto che ogni cellula del corpo cresce o
soffre, riceve un impulso vivificatore o un impulso di morte da ogni pensiero
del cervello. Quando la mente si ferma su un pensiero particolare ed indugia a
lungo su di esso, si mette in moto una definita vibrazione della materia. Quanto
maggiore è la vibrazione provocata, tanto più spesso l'azione tende a ripetersi
fino a divenire un'abitudine, un fatto automatico, un'assuefazione; da ciò il
corpo segue la mente e ne imita i cambiamenti. Infatti se vi concentrate, gli
occhi diventano fissi, immobili, fermi.

6. La potenza del pensiero crea l'ambiente.
Si sente spesso dire che l'uomo è il risultato delle forze ambientali che lo
circondano. In realtà non è così, perché i fatti dimostrano sempre il contrario.
La maggior parte dei grandi uomini nacque nella povertà e visse tra ostacoli e
difficoltà sovrumani. Moltissime persone, nate nei ghetti e vissute in quartieri
malsani, hanno raggiunto livelli sociali elevatissimi. La loro fronte è stata
cinta di allori, il loro nome è stato scritto per sempre nella storia e la loro
fama si è sparsa ovunque. Sono diventati geni e fari nel mondo. Come si spiega
tutto questo fatto? Sir. T. Muthuswamy Aiyar, il primo giudice indiano dell'alta
corte di Madras, nacque nella più grande povertà. Fu costretto a studiare di
notte, sotto il lume delle lanterne delle strade. Non poteva mangiare a
sufficienza e non poteva vestirsi che di stracci. Dovette combattere
strenuamente e faticosamente. Ma raggiunse la grandezza e superò le forze
ambientali, grazie alla sua forza di volontà ed alla sua ferrea determinazione.
In occidente, i figli dei tessitori e dei pescatori si sono elevati a posizioni
di prestigio. Ragazzi che facevano i lustrascarpe nelle strade, servivano la
birra nei bar, lavavano i piatti negli alberghi, sono divenuti poeti famosi o
affermati scrittori. Johnson visse in un ambiente avverso. Goldsmith "si sentiva
ricco con 40 sterline all'anno". Sir Walter Scott visse in estrema povertà,
praticamente senza avere una casa. La vita di James Ramsay Macdonald è degna di
attenzione: egli fu un uomo di grande Purushartha. Dalla estrema indigenza
raggiunse il potere. Da semplice contadino divenne Primo Ministro d'Inghilterra.
Il suo primo impiego consistette nello scrivere gli indirizzi sulle buste per
dieci scellini la settimana. Era talmente povero che non poteva comperarsi del
tè e perciò doveva bere sempre acqua. Per mesi il suo unico pasto consisteva in
un pasticcio di carne del costo di pochi centesimi. Fu un autodidatta. Si
interessò moltissimo di politica e di scienza; fu anche giornalista e,
applicandosi con costanza, gradualmente, ottenne l'incarico di primo
ministro. Sri Sankaracharya, esponente della filosofia Adwaita, gigante spirituale e genio
indiscusso, nacque nella povertà di un ambiente decisamente sfavorevole. Un
ambiente sfavorevole non può annullare la grandezza e la superiorità potenziale
dei futuri geni; bisogna superare l'ambiente, applicandosi pazientemente,
perseverando e agendo con sincerità, onestà, forte determinazione e ferrea
volontà. Ogni uomo, nascendo, è dotato dei suoi Samskaras e la mente non è una
tabula rasa o un foglio di carta bianca, ma contiene le impressioni di pensieri
e di azioni di vite precedenti. I Samskaras sono potenzialità latenti, e
costituiscono per l'uomo una prerogativa ottima. Anche se egli è posto in un
ambiente sfavorevole, i Samskaras lo proteggono da influenze estranee, che
possono pur essere sgradite oppure ostili, ma l'aiutano nella sua crescita
evolutiva. Non tralasciate alcuna opportunità, fatene tesoro di tutte. Ogni
opportunità può essere stata designata per la vostra elevazione e per il vostro
sviluppo. Se trovate un malato abbandonato su un marciapiedi e disperatamente
bisognoso di aiuto, portatelo a spalle o con un qualsiasi altro mezzo più
vicino, ospedale. Oppure curatelo, offritegli del latte o del tè caldo e
massaggiategli le gambe con il Divino Bhava. Cercate di sentire l'ineffabile e
penetrante presenza dell'Assoluto, che è in lui. Cogliete l'afflato divino che
si scorge nei suoi occhi, nel suo pianto, nel battito del suo cuore e
nell'ansimo del suo respiro. L'assoluto vi ha concesso questa opportunità perché
possiate risvegliare in voi il sentimento di amore e di misericordia e perché
purifichiate il vostro cuore, eliminando i vostri sentimenti di gelosia e di
odio. Talvolta, specie se siete timidi, è Dio stesso che vi fa trovare in
circostanze del genere, proprio perché voi possiate superare la situazione con
presenza di spirito e con coraggio, anche a rischio della vita stessa. Possiate
dire che al mondo tutti coloro che hanno raggiunto un certo livello, hanno
utilizzato tutte le opportunità nel migliore dei modi. Dio forma le menti degli
esseri umani, concedendo loro delle opportunità e delle occasioni. Ricordate che
proprio nella debolezza sussiste la vostra forza, perché siete sempre pronti a
difendere voi stessi. La povertà ha delle sue virtù peculiari, essa infonde
umiltà, forza, capacità di resistenza; mentre il lusso è causa di pigrizia,
orgoglio, debolezza, inerzia e altri simili fattori contrari. Non lamentatevi
quindi per le umili origini, ma createvi il vostro mondo mentale ed il vostro
ambiente. Solo l'uomo che si sforza di evolvere, acquisterà una forza effettiva.
Niente lo potrà scuotere; egli sarà poco alla volta composto di una sostanza
adamantina, e avrà un sistema nervoso estremamente solido e resistente. L'uomo
non è il prodotto dell'ambiente e delle circostanze, in quanto può controllare e
modificare questi elementi tramite la sua capacità, il suo carattere, i suoi
pensieri, le buone azioni e lo sforzo energico (Purushartha). Il Purushartha può
cambiare il destino: per questo motivo gli Yogi Vasishtha e Bhisma hanno posto
il Purushartha al di sopra del destino. Pertanto, miei cari fratelli,
sforzatevi, conquistate la natura e siate felici nell'Eterno Satchidananda
Atman.

7. I pensieri forgiano il corpo fisico
Il corpo e i suoi organi non sono altro che l'espressione del pensiero. La
mente, contemplando il corpo, diviene se stessa corpo, nel quale resta
impiantata e mortificata. Il corpo fisico è la forma creata dalla mente per il
suo piacere e siccome la mente è una fonte infinita di energia, sperimenta
situazioni diversi attraverso i 5 canali della conoscenza, i 5 Jnana-Indryas
(organi della conoscenza o della percezione). Il corpo in realtà è plasmato dai
nostri pensieri, stati d'animo, convinzioni, emozioni oggettivate, rese visibili
ad occhio nudo. Tutti i corpi hanno la loro sede unicamente nella mente. Può
forse un giardino fiorire senza acqua? E' la mente che agisce e che rappresenta
il più elevato dei corpi. Se questo corpo solido dovesse dissolversi, la mente
acquisterebbe subito un nuovo corpo, a sua scelta. Se la mente dovesse
paralizzarsi, il corpo non manifesterebbe più la nostra intelligenza. La maggior
parte dell'umanità tiene il pensiero sotto lo stretto controllo del corpo.
Poiché le loro menti sono sviluppate entro certi limiti, molte persone vivono
nell'Annamaya Kosha (corpo grossolano). Se sviluppate il Vijnanamaya Kosha
(corpo sottile), tramite questo stesso (cioè il Buddhi), controllerete il
Manomaya Kosha (la mente). L'errato concetto che voi siete il corpo, è la radice
di tutti i mali. Pensando nello senso sbagliato, identificate voi stessi con il
corpo. Vi sentite ad esso attaccati e quindi nasce il Mamatha (amore che agita
il pensiero). Allora vi identificate con il corpo di vostra moglie, dei vostri
figli, la vostra casa, e così via. E' solo l'identificazione che provoca la
schiavitù, l'infelicità, il dolore.

CAPITOLO V
LO SVILUPPO DELLA POTENZA DEL PENSIERO

1. Acquistate la potenza del pensiero praticando una morale di purezza
Una persona che è leale e pratica una morale fatta di purezza, possiede
senz'altro pensieri potenti. Colui che riesce a controllare la collera,
allenandosi in continuazione, è dotato di un'enorme forza di pensiero. Infatti
uno Yogi, il cui pensiero è molto potente, anche quando pronunzia poche parole,
produce sempre una grande impressione sulla folla che l'ascolta. Virtù, come la
sincerità, l'impegno, la serietà, sono la migliore fonte della potenza mentale.
La purezza conduce alla saggezza ed all'immortalità. La purezza può essere di
due specie, interiore o mentale ed esteriore o fisica. La purezza mentale è di
gran lunga la più importante, anche se quella fisica è senz'altro necessaria.
Conquistando la purezza mentale, oltre la serenità della mente e lo sviluppo
dello spirito, si ottengono la conquista degli Indriyas e le capacità per la
realizzazione dell'Io.

2. La potenza del pensiero si ottiene per mezzo della concentrazione.
Non esiste limite alla potenza del pensiero umano. Più la mente umana si
concentra, più riesce a raggiungere lo scopo che si è prefissato. I raggi
mentali delle persone attaccate alle cose materiali, essendo di natura
dispersiva, provocano la dissipazione dell'energia mentale in varie direzioni.
Questi raggi variamente dispersi debbono essere raccolti dalla pratica della
concentrazione, affinché la mente possa salire al cospetto dell'Assoluto.
Praticando soltanto l'attenzione, raggiungerete un buon grado di concentrazione.
Occorre una mente serena per la concentrazione. Cercate di mantenerla quindi
sempre libera. Siate sempre allegri. Solo allora potrete concentrarvi. Fate
regolarmente gli esercizi di concentrazione: possibilmente sempre nello stesso
luogo e alla stessa ora. Il celibato, il Pranayama, la riduzione dei bisogni e
delle attività, il silenzio, il ritiro, la disciplina dei sensi, il Japa, il
controllo dell'ira, la rinuncia alla visione di pellicole cinematografiche, sono
tutti elementi validi che promuovono la concentrazione. Un eccesso di sforzo
fisico, di cibo, di movimento, la loquacità, troppe riunioni mondane, troppa
indulgenza sessuale, sono tutti ostacoli per la concentrazione.

3. La potenza del pensiero tramite il pensare coordinato
Distruggete il pensiero che non ha uno scopo. Scegliete un argomento e
consideratelo in tutti i suoi aspetti. E quando pensate ad un soggetto, non
permettete mai ad un pensiero estraneo di entrare nella vostra mente cosciente;
vigilate e riportate sempre la mente sul soggetto della vostra scelta iniziale.
Supponete di pensare alla vita e agli insegnamenti dello Yogi Jagadguru Adi
Sankaracharya. Iniziate pensando al luogo dove nacque, alla sua adolescenza, al
suo carattere, alla sua personalità, alle sue virtù, ai suoi insegnamenti, ai
suoi scritti, alla sua filosofia, alle sue frasi, ai Siddhis da lui proclamati,
ai suoi quattro Discepoli, ai suoi commenti sulla Gita e sulle Upanishads e ai
suoi Brahma Sutras. Pensate a tutte queste cose con ordine, una alla volta, con
calma; poi ricominciate dall'inizio, portando la vostra mente su ciascuno degli
argomenti separatamente. Praticando questo tipo di meditazione, svilupperete in
voi un modo di pensare perfettamente organizzato. Le immagini mentali
acquisteranno una consistenza ed una forza intensa, fino a divenire ben definite
e nette. Nelle persone comuni le immagini mentali sono distorte e non definite.

4. La potenza del pensiero si ottiene per mezzo della volontà.
Ogni pensiero sensuale che allontanate dalla mente, ogni tentazione alla quale
resistete, ogni parola dura che avete trattenuto, ogni aspirazione nobile che
incoraggiate, vi aiuteranno a sviluppare la vostra forza di volontà e la vostra
forza d'animo, ponendovi sempre più vicini all'ultimo fine. Ripetete mentalmente
con tutte le energie che avete: "La mia volontà è potente, pura, irresistibile.
OM. OM. OM. Sono dotato di una volontà inflessibile. OM. OM. OM" Quando la
volontà funziona adeguatamente, tutte le capacità mentali, come il potere di
giudizio, della memoria, della tenacia, della conservazione, del ragionamento,
della discriminazione, della riflessione e della deduzione, automaticamente
trovano il loro giusto sentiero. La volontà è il potere primario della mente
che, quando raggiunge un elevato stadio di purezza, compie veri miracoli.
Soltanto a causa delle passioni e dei desideri volgari, la volontà si
indebolisce e si contamina. Meno desideri si nutrono, più forti diventano la
potenza del pensiero e la volontà. Se l'energia sessuale, l'energia muscolare,
l'ira ecc., vengono controllate, esse si trasformano in potere di volontà. Non
esiste nulla di impossibile al mondo per un uomo con una tenace forza di
volontà. Allorché rinunciate all'abitudine inveterata di bere del caffè, avete
controllato fino ad un certo punto il senso del gusto, avete cioè distrutto un
Vasanas ed eliminato un desiderio. Siccome avete libertà di procurarvi del
caffè, sopprimendo l'abitudine di berlo, raggiungerete uno stato di pace.
L'energia che spendevate nel desiderare il caffè e che certamente vi metteva in
uno stato di agitazione, verrà ora trasmutata in potenza di volontà. Superando
il desiderio, arricchite la vostra forza di volontà e quando sarete in grado di
vincere una decina di tali desideri, la vostra forza di volontà sarà duplicata.
Questa conquista, oltre ad arricchire la vostra volontà, vi aiuterà a disperdere
anche gli altri desideri. Uno stato mentale calmo, una personalità dinamica,
l'equilibrio, la gioia, la forza interiore, la capacità di superare le
difficoltà, il successo in tutte le imprese, il potere di influenzare le
persone, l'aura magnetica del volto, gli occhi lucenti, lo sguardo fermo, la
voce melodiosa e forte, il portamento dignitoso, il carattere deciso e
l'impavidità, sono alcuni dei molti segni e sintomi che indicano lo sviluppo
della volontà.

5. Semplici prescrizioni per ottenere l'equilibrio del pensiero.
Le immagini mentali di un uomo comune sono in genere molto imprecise e distorte
e poiché questi non conosce il significato del pensiero profondo, i suoi
pensieri non sono controllati e talvolta nella sua mente subentra la più grande
confusione. Soltanto i pensatori, i filosofi e gli Yogi hanno delle immagini
mentali ben definite e nette, che essi vedono vividamente e chiaramente. Anche
coloro che praticano la concentrazione e la meditazione, sviluppano delle
immagini mentali vivide e chiare. La maggior parte dei vostri pensieri non ha
solide fondamenta: le idee vanno e vengono continuamente, arrivano e fuggono
via, poiché sono labili e inconsistenti, vaghe e indefinite. Dovete quindi
rinforzarle per mezzo del ragionamento intelligente, assiduo e profondo.
Attraverso il Vichara (raziocinio) ed il Manana (profonda riflessione e
meditazione), potrete ordinare i pensieri in una forma precisa. Allora l'idea
filosofica diverrà chiara, forte e inarrestabile. Per mezzo del ragionamento
giusto, dell'introspezione e della meditazione, avrete modo di rendere chiare le
vostre idee. Lo stato di confusione svanirà ed i pensieri diverranno forti e
precisi. Pensate con chiarezza, ricercate l'introspezione in solitudine,
purificate al massimo i pensieri e riduceteli al silenzio. Non permettete che la
mente si turbi; fate in modo che ogni sua onda di pensiero si sollevi e ricada
con dolcezza. Allora soltanto permettete ad un altro pensiero di sorgere e di
manifestarsi. Scacciate tutti i pensieri estranei che non hanno nulla a che fare
con il pensiero dominante che in quel momento state considerando.

6. Il Sadhana per un ragionamento profondo e originale
Molti di noi non sanno che cosa sia il ragionamento giusto. Quasi sempre il
ragionamento è superficiale, poiché solo pochissimi sanno pensare profondamente.
Infatti, i veri pensatori sono rarissimi. Per ragionare profondamente è
richiesta una intensa pratica (Sadhana). Occorrono numerose esperienze per
ottenere un'adeguata evoluzione della mente che, solo quando l'ha raggiunta, può
pensare con profondità e con proprietà. I Vedanta fanno ricorso al pensiero
indipendente ed originale. La Vedantic Sadhana (Manana - pratica di riflessione)
richiede un'intelligenza acuta e sottile. Il pensiero tenace, chiaro,
persistente, che risale alle radici dei problemi, all'essenza fondamentale di
ogni situazione, ai presupposti reali di tutti i pensieri e dell'essere, è il
vero spirito della Vedantic Sadhana. Tuttavia dovreste abbandonare un'idea già
vecchia, per quanto sia forte e radicata, allorché ne palpita in voi un'altra
nuova e migliore. Se non avete il coraggio di guardare i risultati del vostro
pensare e di accettarne le conclusioni, non dovreste mai filosofare, ma solo
raccogliervi in preghiera.

7. La meditazione per l'applicazione prolungata del pensiero
Essendo una forza notevolissima, il pensiero provoca un enorme potere. E' di
grande importanza conoscere l'uso di questo potere nel modo più completo
possibile onde poter ottenere i migliori risultati. Il fine può essere
conseguito solo tramite la pratica della meditazione. L'applicazione del
pensiero porta la mente sull'oggetto della meditazione ed il pensiero continuo
la tiene occupata ininterrottamente. L'estasi provoca l'espansione della mente e
la sua beatitudine, perché è riuscita ad allontanare la distrazione, grazie ai
suddetti tipi di pensiero. La meditazione si verifica quando applicate la mente
con perfetta padronanza e quando la continuità del pensiero provoca nella mente
stessa la beatitudine ed il Samadhi o estasi, il più alto grado della
perfezione.

8. Costruitevi una potenza di pensiero creativa
Il pensiero è una forza vivente, la più sottile ed affascinante delle forze
esistenti nell'universo. I pensieri sono entità operanti; essi si muovono,
possiedono una forma, una dimensione, un colore, una qualità, una sostanza, una
consistenza e un peso. Il pensiero è l'azione effettiva e si rivela come una
forza dinamica. Un nostro pensiero di gioia crea per simpatia un altro pensiero
di gioia negli altri. La formazione di un pensiero nobile è un potente mezzo per
reagire ad un pensiero cattivo. Attraverso la pratica del pensiero creativo,
giungiamo ad acquistare il potere creativo.

9. Sviluppo dell'individualità: necessità di resistere alle suggestioni
Non siate facilmente influenzabili dai suggerimenti altrui. Conservate il vostro
senso di individualità. Un suggerimento forte, anche se non influenza il
soggetto immediatamente, può influenzarlo in un secondo tempo. Esso non andrà
mai perduto. Noi tutti viviamo in un mondo di suggestioni. Il nostro stesso
carattere viene inconsciamente modificato ogni giorno dalla presenza e dalle
forme della vita associata. Inconsciamente imitiamo le azioni di coloro che
ammiriamo. Quotidianamente assorbiamo i suggerimenti di coloro che vengono a
contatto con noi e ne siamo influenzati. Un uomo, dotato di mente debole,
soggiace ai suggerimenti di un uomo di mente forte. Il servitore è sempre sotto
l'influsso dei comandi del suo padrone. La moglie è sotto l'influsso della
volontà del marito; così il malato del medico e lo studente dell'insegnante.
L'abitudine non è altro che il prodotto della suggestione. L'abito che
indossate, i modi di fare, il comportamento e persino il cibo non sono altro che
il risultato di imposizioni e di intimazioni ancestrali. Anche la natura
fornisce dei suggerimenti in diversi modi: tramite i fiumi che scorrono, il sole
che splende, il profumo dei fiori e la vegetazione lussureggiante, i quali ci
inviano di continuo delle precise imposizioni.

10.Poteri superiori con la disciplina del pensiero
Un occultista potente, prima di eseguire un esercizio, ipnotizza l'intero
uditorio tramite il suo potere di concentrazione e la sua volontà. Egli poi
lancia una fune rossa in aria e comunica agli spettatori che si arrampicherà su
per quella corda e sparirà dal palcoscenico in un baleno. Ma di questa scena
nulla è vero; è solo e tutta suggestione. Capite e realizzate i poteri che
esistono nel pensiero. Scoprite i poteri nascosti e le facoltà occulte,
socchiudete gli occhi, per concentrarvi ed esplorare le regioni più profonde
della mente. Riuscirete a scorgere degli oggetti distanti, a sentire delle voci
lontane; potrete inviare messaggi in luoghi diversi, curare persone e muovervi
in luoghi remoti nel medesimo istante in cui vi concentrate.

CAPITOLO VI
VARIETA' DEL PENSIERO E SUA CONQUISTA

1. Allontanate i pensieri di tristezza
Controllate attentamente tutti i vostri pensieri. Supponete di essere assaliti
da pensieri tristi o da stati di depressione. Sedetevi con calma, bevete una
tazza di latte o tè; chiudete gli occhi e cercate la causa della vostra
depressione; appena l'avete trovata dovete cercare di allontanarla. Un altro
metodo efficace per superare i pensieri tristi e depressivi è quello di
rivolgere l'attenzione a pensieri e cose liete. Non dimenticate che le cose
belle attirano e che quelle brutte respingono, secondo la meravigliosa legge
della natura. Ora pensate intensamente a pensieri opposti: alla gioia che è il
contrario della tristezza. Pensate alle cose che elevano la mente; pensate alla
felicità, alla serenità, alla calma. Immaginate i vantaggi di questi stati
d'animo e sentitevi come pervasi da queste benefiche sensazioni. Continuamente
ripetere nella vostra mente: "OM gioia", "OM calma". Provate a percepire la
sensazione che nasce pronunciando questa frase: "Sono molto lieto". Incominciate
a sorridere e a ridere per diverse volte. Provate a cantare; talvolta questo
atto può sollevarvi immediatamente. Il canto infantile è molto efficace per
disperdere la tristezza. Cantate OM ad alta voce, per molto tempo. Se è
possibile, fatelo all'aria aperta. La depressione svanirà rapidamente. Questo
metodo, che è usato dagli Yogi, si chiama Raja Pratipaksha Bhavana, ed è
senz'altro uno dei metodi più semplici. Un altro sistema efficace per scacciare
la tristezza è quello di utilizzare la forza di volontà, fino al suo massimo
grado. Tale metodo richiede una enorme forza ed impegno. Le persone normali non
riuscirebbero mai ad usarlo. Il metodo per cui si sostituisce la sensazione
indesiderabile con una diametralmente opposta, è molto più semplice. In breve
tempo ogni sensazione spiacevole sparisce. Fate l'esercizio, provate,
sperimentate. Anche se non riuscite, persistete, e alla fine arriverete alla
meta desiderata. E' soltanto questione di tenacia e di pratica. Anche le
emozioni e i sentimenti spiacevoli possono essere trattati nella stessa maniera.
Se esiste in voi un sentimento d'ira, pensate all'amore. Ai pensieri di gelosia
pensate di contrapporre i vantaggi che derivano dalla verità e dalla
magnanimità. Se avete pensieri di tristezza, allora pensate a scene di gioia
prorompente. Se incontrate la durezza di cuore, pensate alla misericordia. Se
siete tentati dalla lussuria, pensate ai vantaggi del controllo e della
moderazione. Sopportate la disonestà, pensando all'onestà ed all'integrità.
Dinanzi all'avarizia, pensate alla generosità e alle persone generose. Se
prevale l'infatuazione o Moha, pensate al discernimento; se eccede l'orgoglio
pensate all'umiltà. Se domina l'ipocrisia, pensate alla franchezza e ai suoi
preziosi vantaggi. Se nasce la gelosia, pensate alla nobiltà d'animo e alla
generosità. Se siete vinti dalla timidezza e dal timore, pensate al coraggio e
all'audacia e così via. Riuscirete ad allontanare sempre i pensieri, i
sentimenti e le emozioni indesiderate e vi sentirete in uno stato di vera
grazia. E' però essenziale l'esercizio continuo e persistente. Le ultime norme
da osservare sono, l'attenta scelta delle amicizie e degli ambienti che
frequentate, oltre al parlare molto poco e soltanto di argomenti validi.

2. Eliminazione dei pensieri che importunano
Le prime volte che praticherete il controllo del pensiero, incontrerete grandi
difficoltà. Dovrete lottare strenuamente, poiché i pensieri sostengono un
disperato conflitto per sopravvivere. Potrebbero dirvi: "Abbiamo il diritto
assoluto di vivere in questa mente. Da tempi lontanissimi occupiamo quest'area.
Perché dovremmo ora lasciare il nostro territorio? Combatteremo con tutte le
nostre forze questo nostro diritto di sempre". Vi piomberanno addosso con grande
violenza e non vi lasceranno tanto facilmente. Allorché state seduti, meditando,
emergeranno soltanto pensieri maligni di tutti i generi. Quando tentate di
soffocarli, essi reagiranno con incredibile forza. Tuttavia il buono vince
sempre il cattivo. Come le tenebre non resistono ai raggi del sole e come il
leopardo non può sopportare la presenza del leone, così tutti questi oscuri
pensieri, questi invasori invisibili, questi nemici della pace, non possono
resistere dinanzi ai sublimi pensieri divini; debbono fuggire lontano e quivi
morire.

3. E' necessario allontanare i pensieri nocivi
Scacciate dalla mente tutti i pensieri superflui e nocivi. I pensieri inutili
impediscono la crescita del vostro spirito; essi sono un ostacolo per il vostro
progresso interiore. Siete decisamente lontani dall'Assoluto quando nutrite
pensieri inutili, sostituiteli con pensieri divini. Trattenete solo quelli che
sono utili e di aiuto. Questi tipi di pensieri sono le pietre miliari della
crescita e del progresso dello spirito. Non permettete mai alla mente di
rimanere invischiata nelle vecchie abitudini e quindi di persistere nell'errore.
Siate sempre vigilanti su di essa. Se un sassolino vi entra nella scarpa,
certamente lo togliete e lo gettate via. Fate allo stesso modo con tutto quanto
possa ostacolare il vostro progresso interiore. Quando avrete compreso questa verità, vi
sarà molto facile eliminare i pensieri nocivi che si annidano nella vostra
mente. Questa affermazione è chiara, logica, naturale. Ma fino a quando non
saprete fare tutto questo, non avrete nessun potere sulla natura, anzi sarete la
preda di fantasmi dalle ali di pipistrello, che volteggeranno rapidi nella
vostra mente.

4. Dominio dei pensieri mondani
I pensieri frivoli vi daranno un enorme fastidio all'inizio di questo nuovo
corso di disciplina del pensiero. Vi assilleranno anche quando cercherete di
praticare la meditazione e la vita spirituale. Tuttavia se praticate
regolarmente la meditazione e i pensieri spirituali, allora quelli mondani a
poco a poco scompariranno. La meditazione è la fiamma che brucia tutti questi
pensieri. Non cercate di scacciare tutti insieme i pensieri mondani, ma nutrite
solo quelli sicuri e concreti rispetto all'oggetto della vostra meditazione.
Pensate positivamente e con intensità alle cose sublimi. Controllate
costantemente la vostra mente. Siate sempre vigilanti. Non permettete che le
onde dell'ira, della gelosia, dell'odio, dell'esagerazione sessuale, si formino
nella mente, perché sarebbero le nemiche della meditazione, della pace e della
saggezza. Arate il campo dei pensieri cattivi e seminatevi quelli buoni,
coltivandoli con i Mantra oppure con il Pranayama. Quando la vostra mente avrà
raggiunto lo stato di purezza, nessun pensiero mondano vi potrà più allignare.

5. Dominio dei pensieri impuri
Durante il correre del giorno, occupati dal lavoro, forse non sarete assaliti da
pensieri impuri; ma quando per riposarvi lasciate la mente libera, i pensieri
impuri vi entrano insidiosamente. perciò fate attenzione alla mente quando è
rilassata. I pensieri si radunano in gruppi come fanno gli uccelli della stessa
specie. Così, se in voi avete un pensiero impuro, sarete attorniato e assalito
da tutti i pensieri impuri. La stessa cosa accade con i pensieri puri: ma essi
si uniranno soltanto per aiutarvi.

6. Necessità di rimarcare i pensieri non favorevoli
Apprendete l'arte di dominare, di purificare e di ordinare tutti i vostri
pensieri; di combattere tutti i dubbi e i pensieri negativi, lasciando venire a
voi soltanto pensieri realizzativi. Depressione, sconfitta, debolezza, oscurità,
dubbio e paura, danno origine a pensieri dannosi per la mente e per il corpo.
Coltivate i pensieri positivi come la forza, la fiducia, il coraggio, la gioia e
i pensieri indesiderati scompariranno. Colmate la mente di pensieri elevati, di
Pranayama, di Japa e Dhyana e consultate spesso i libri sacri. Siate
indifferenti a tutti i pensieri inutili, pessimisti e impuri. Essi scompariranno
da soli, non combatteteli, ma invocate l'Assoluto. Leggete le vite dei santi e
degli Yogi; studiate la Bhagavad Gita e il Ramayana. Tutti i realizzati hanno
provato questi travagli; perciò non perdetevi di coraggio.

7. Superate i pensieri ordinari
Tutti i tipi di pensieri che riguardano il corpo, il vestire, il cibo e così
via, debbono essere superati mediante l'Atma Chintana o riflessioni sulla natura
dell'Io Divino, che è nel nostro cuore. E' un lavoro immane che richiede
infinita pazienza, pratica continua e forza spirituale interiore. L'asserzione
di Srutis dice precisamente: "Questo Atman non può essere raggiunto da persone
deboli". Gli aspiranti veramente sinceri, si dedicano alla contemplazione
dell'Eterno, dopo aver allontanato la loro attenzione dal mondo degli oggetti
sensibili. Coloro che hanno distrutto i Vasanas e le moltitudini di pensieri
abituali, finalmente godranno la beatitudine nella sede Brahmica, ricolma di
felicità, di silenzio e di luce. Avranno la serena visione del tutto. La mente,
troppo spesso dannosa, genera ogni tipo di dolore e di timori, di lotte e di
dualismi, distruggendo le ricchezze dello spirito. Uccidete senza esitare questa
mente così perversa. Lo Yogi realizzato, conosce l'esperienza dell'Ananda
(beatitudine), che è lo stato di Turiya. Solo allora egli vede ovunque
l'illimitato Jnana, l'Atman, che fa dileguare tutte le distinzioni, le dualità e
le contraddizioni. I pensieri di attrazione e di repulsione, le simpatie e le
antipatie e i Raga-Dvesha vengono annullati completamente. Allora il saggio non
vivrà più nell'angusta prigione del proprio corpo, ma nella luce di Brahman.
Possiate compiere solo quelle azioni virtuose che vi aiutino a raggiungere lo
Jnana. Possiate vivere immersi nell'oceano della Beatitudine assoluta, nella
illuminazione completa, dove non esistono più le dualità, le distinzioni e le
differenze.

8. I pensieri senza importanza.
Non cercate di allontanare i pensieri poco importanti. Più impegno vi mettete,
più essi ritorneranno alla vostra mente. Metterete inutilmente a dura prova la
vostra volontà e dissiperete le vostre energie. Siate indifferenti con loro a
poco a poco spariranno, lasciandovi immersi nel Nirvikalpa Samadhi, che si
ottiene tramite la meditazione costante. Abolendo la tensione muscolare e
nervosa del corpo, automaticamente la mente diviene calma, rilassata,
tranquilla, forte, e vigorosa. Quando praticate il rilassamento, sia del corpo
che della mente, questa deve essere liberata da tutti i pensieri estranei e
dispersivi. L'ira, la delusione, la malignità, l'infelicità, il dolore, le liti,
provocano una forte tensione mentale. Allontanateli, per il vostro bene.

9. Necessità di trasformare i pensieri istintivi
Il pensiero è di diverse specie: simbolico, istintivo, impulsivo e abituale.
Pensare tramite le parole significa utilizzare il pensiero simbolico. I pensieri
istintivi sono più forti di quelli impulsivi. Infine, i pensieri che si riferiscono al corpo,
quali il mangiare il bere e il lavarsi, sono pensieri
abituali. E' abbastanza facile controllare il pensiero simbolico, mentre è
difficile sorvegliare quello istintivo e quello impulsivo. L'equilibrio mentale
e la tranquillità possono essere procurati, eliminando la paura e l'ira. Fate
attenzione e riflettete. Dovete evitare ogni tipo di paura, pensando al
coraggio, alla gioia, alla felicità, alla pace ed alla letizia. Riposatevi per
un quarto d'ora in una posizione di rilassamento e ritroverete la quiete e la
tranquillità. Potete anche sedervi su di una poltrona. Chiudete gli occhi,
dimenticate tutti i pensieri turbinosi e molesti.

10.Diminuite il numero dei pensieri abituali
In genere la mente, che è senza disciplina, viene occupata da molti pensieri
contemporaneamente, quali quelli che riguardano la famiglia, gli affari, la
salute, i desideri, le speranze e i timori. Spesso avviene che non riuscite a
leggere con interesse un libro, sapendo - per esempio - che tra mezz'ora verrà
trasmessa una partita di calcio che desiderate ascoltare. La vostra mente, che
ne è già suggestionata, disturba la lettura del libro. E' soltanto privilegio
dello Yogi, dotato di una mente ferma, nutrire un pensiero alla volta e
trattenerlo per tutto il tempo che desidera. Se riuscite a controllare
perfettamente la vostra mente, vi renderete conto che moltissimi pensieri sono
inconsistenti. La mente vaga incessantemente tra pensieri che riguardano il
corpo e le sue necessità, tra pensieri di amici, pensieri di come guadagnare
denaro, pensieri di come sopravvivere, ricordi della fanciullezza e così via.
Potrete rapidamente progredire fino ad avere il perfetto controllo del pensiero,
se disciplinerete la mente e saprete mantenerla costantemente su un determinato
argomento o particolare soggetto, escludendo tutti gli altri pensieri. Abbiate
fiducia e riuscirete.

11.Raccogliete pensieri d'ispirazione
Lo scopo della vita è il raggiungimento della Coscienza Cosmica: voi non siete
corpo mentale, né mente finta e trasformabile, ma siete essere puri, siete
liberi Atman. Tenete sempre a mente questo pensiero ispiratore: "Innato, Eterno,
Permanente, Antico Essere, Ajomityah Sasvatoyam Purano". Questa è la vostra vera
natura. Voi non siete questa piccola personalità effimera e fugace, legata a un
nome e ad una forma. Voi non siete Ramaswamy, Mukerji, Mathe, Garde, oppure Apte
(famosi maestri Yoga). Avete questa delusione a causa di una momentanea nube di
ignoranza. Svegliatevi e realizzate in voi il Puro Atman. Esiste un meraviglioso
pensiero delle Upanishad, ispirato e profondo; ed è quello del Sarvam
Isavasyamidam: "Ogni particella dell'universo vibra all'unisono con la vita
dell'Assoluto". Sorridete insieme ai fiori e all'erba dei prati. Sorridete
insieme agli arbusti, alle felci e ai germogli. Siate gli amici di tutti gli
esseri che vi circondano e di tutte le creature della natura. Godrete di una
vita perfetta, ricca e salutare.

12.L'essenzialità dei pensieri illuminati
Se volete sviluppare la potenza del vostro pensiero e se volete costruire la
vostra personalità ed innalzarvi, tenete sempre accanto a voi dei libri di alti
e ispiranti pensieri. Rileggeteli molto spesso, fino a quando i pensieri si
trasformeranno in azioni, che vivrete quotidianamente. Ecco alcuni pensieri
illuminanti, che vi aiuteranno a riflettere:
1 - Una coscienza tranquilla rende il cuore saldo e la mente forte.
2 - La pigrizia è la sorella maggiore della povertà.
3 - La conoscenza dell'Io è un tesoro immenso e la meditazione è la chiave di
questo tesoro.

13.Compensazione dei pensieri negativi con quelli positivi
I pensieri di cupidigia e di passione possono essere vinti praticando
efficacemente il controllo del sesso e affinando la purezza e la verità, oltre a
riconoscere l'Assoluto. I pensieri di odio e d'ira potranno essere controllati,
creando pensieri di amore, di perdono, di misericordia, di amicizia, di pace, di
pazienza e di non violenza. L'orgoglio e i pensieri simili, debbono essere
controllati con un esame mentale sistematico, che metta in luce il valore dell'umiltà,
dote peculiare del perfetto Yogi. Come abbiamo già detto, i
pensieri di cupidigia e di possesso debbono essere dispersi, con l'aiuto dei
sentimenti di onestà, generosità e contentezza. Anche i pensieri di magnanimità
e di soddisfazione vi aiuteranno a uscire dalla ristrettezza dei vostri pensieri
di gelosie e di grettezze. Si possono dominare meglio i sentimenti di delusione
e di infatuazione sviluppando il senso della discriminazione. La vanità si vince
con la semplicità; l'arroganza con la gentilezza.

14.La varietà dei pensieri
Come è stato in parte accennato precedentemente, vi sono varie specie di
pensieri: istintivi, visivi, auditivi (il pensare in termini di suoni),
simbolici ( il pensare in termini di simboli), abituali, emozionali, cinestetici
(il pensare in termini di movimento, come quando si è presenti allo svolgimento
di un incontro sportivo). Tutti i pensieri possono subire una trasformazione
della loro natura: da visivi possono essere trasformati in auditivi e in
cinestetici e viceversa. Esiste un'ultima connessione tra il pensiero e la
respirazione, così come esiste un rapporto stretto tra la mente e il Prana.
Quando la mente è concentrata, il respiro diviene meno percettibile. Al pensiero
veloce corrisponde anche una veloce respirazione. Lo strumento che rileva la
lettura del pensiero, conosciuto con il nome di psicografo, registra
correttamente tutti i tipi di pensieri.

15.I pensieri mediocri e lo sviluppo morale
I pensieri non controllati sono la radice di tutti i mali. Ogni pensiero è
estremamente debole, perché la mente è quasi sempre distratta da molti altri
pensieri. Più avete il dominio sui vostri pensieri, più concentrata sarà la
vostra mente. Per distruggere i pensieri bassi e mediocri, è necessario un
lavoro paziente; il sistema più facile e più rapido è quello di nutrire pensieri
sublimi. Non conoscendo le leggi che regolano il pensiero, l'individuo medio è
preda di ogni tipo di pensiero: quello d'ira, di vendetta, di lussuria. La sua
volontà diviene debole, il suo discernimento labile, la sua mente schiava. Per
ottenere la massima potenza mentale si devono nutrire pensieri sublimi, nobili
ed elevati e, tramite questi, controllare i pensieri dissipatori, che provocano
danni alla salute ed all'equilibrio psicofisico. Quando la mente è disturbata da
un pensiero cattivo, il miglior modo per allontanarlo consiste nell'ignorarlo.
Come possiamo giungere a questo? Dimenticando. Come possiamo dimenticare? Non
soffermandoci più sul pensiero che ci arrovella la mente. Come possiamo
arrivarci? Pensando a qualcosa di molto importante, a qualcosa di sublime.
Questi sono i pilastri principali sui quali viene costruito il gran Sadhana, che
è necessario per arrivare al dominio dei pensieri deprimenti e maligni.

CAPITOLO VII
METODI POSITIVI PER IL CONTROLLO DEL PENSIERO

1. Controllo del pensiero per mezzo della concentrazione
Dopo aver acquietato i pensieri tumultuosi e calmate le emozioni, iniziate a
concentrarvi su una forma concreta, su un fiore o sull'immagine di un maestro
Yogi, oppure su qualsiasi rappresentazione immaginaria, oppure sulla fulgida
luce che è emanata dal cuore, o sull'immagine di un santo o sul vostro Maestro.
Praticate tre o quattro sedute: al mattino presto, alle 8, alle 4 del pomeriggio
ed alle 8 di sera. Gli iniziati al Bakti Yoga si concentrino sul centro del
cuore, i Raja Yogi su Trikuti, i Vedanta sull'Assoluto. Vi potete concentrare
anche sulla punta del naso, sul cuore o sulla gola. Quando la vostra mente viene
assalita da pensieri molesti, siate indifferenti: poco alla volta essi
scompariranno. Non allontanateli con forza, altrimenti persisteranno e si
opporranno con maggiore resistenza, affaticando la vostra volontà. Intervenite,
sostituendo i pensieri non graditi con quelli elevati e sottili; solo così i
primi scacceranno piano piano i secondi. Procedete in questo modo con calma, con
costanza e perseveranza nella pratica della concentrazione, la quale porrà fine
alle continue agitazioni ed inquietudini della mente. La meditazione consiste
nel soffermare la mente su una forma o su un soggetto per lungo tempo. Per
eliminare le ansie, le modificazioni della mente e tutti gli altri ostacoli che
intralciano la via dell'evoluzione interiore, è necessaria la pratica della
concentrazione, che è l'unico rimedio applicabile. La concentrazione è in netta
opposizione ai pensieri dei sensi ed ai desideri; sta come la gioia
all'inquietudine e al timore; è un pensiero prolungato e costante su un oggetto;
essa vince la perplessità, supera la pigrizia e l'indifferenza; è un'estasi
continua. Si può facilmente concentrare la mente sugli oggetti esterni, poiché
essa si volge naturalmente verso l'esterno. Tenete dinanzi agli occhi l'immagine
di Sri Krishna o di Rama o di Narayana o di Devi o del Cristo oppure un'altra
immagine. Guardatela fissamente senza battere le palpebre; incominciate a
guardarla dalla testa, passate poi ad osservare il corpo e le estremità
inferiori. Ripetete lo stesso esercizio continuamente, fino a quando la vostra
mente si acquieta e si ferma solo su un punto particolare; poi chiudete gli
occhi e tentate di visualizzare mentalmente la figura. Dovreste essere in grado
di visualizzare l'effigie molto chiaramente e in un breve lasso di tempo dovete
richiamare completamente l'immagine mentale. Provate a trattenerla per un poco.
Ecco in che cosa consiste la concentrazione, che dovrete esercitare
quotidianamente se volete ottenere dei sicuri benefici psico-spirituali. Se
desiderate aumentare il potere della concentrazione, dovete ridurre i desideri e
le attività esteriori e osservare il silenzio per alcune ore del giorno. Solo
allora la mente potrà concentrarsi senza difficoltà e molto facilmente. Durante
la concentrazione, avrete un solo pensiero che assume la forma di un solo
oggetto, mentre tutte le altre attività mentali vengono sospese.

2. Il controllo del pensiero per mezzo di un atteggiamento sicuro e concreto
Cercate di acquisire la capacità di eliminare i pensieri dannosi e le influenze
contrarie, rendendo voi stessi attivi e sicuri attraverso un atteggiamento
particolare della mente. Così facendo vi renderete ricettivi nei confronti di
tutti gli influssi più elevati, sia della mente che di forze molto più alte.
Influenzatevi dicendo: "Chiudo me stesso a tutte le cose sottostanti e mi apro
agli influssi più alti e più sottili delle cose superiori". Questo atteggiamento
costante e cosciente della mente forma una specie di lorica contro l'assalto dei
pensieri nemici. Tutti gli influssi più bassi e indesiderabili, sia di avvenimenti
vissuti che di vicende altrui, vengono allontanati per far posto
agli influssi più elevati. Nella mente esiste il dubbio, ma esiste anche la
realtà. Il dubbio rimane anche di fronte al dilemma dell'esistenza di Dio.
Questa situazione viene chiamata Samsaya-bhavana. Interviene un altro dubbio
quando non si riesce a comprendere l'esistenza dell'Assoluto. Allora un'altra
voce dice: "Dio, ovvero Brahma è reale. Egli esiste con il suo essere nella
realtà concreta, come un frutto di Amalaka nella mia mano. E' un insieme di
conoscenza e di felicità. Io riesco a percepire la sua Realtà". A questo punto
la vostra conoscenza è già maggiore e le idee tendono a divenire più forti in
voi. Se alcune idee non sono ancora forti, ma incerte, vaghe, labili dovete fare
in modo da renderle forti e solide. La loro chiarezza allontanerà la perplessità
e la confusione dalla mente. Allorché sorge un dubbio che riguarda l'esistenza
di Dio, sia che vogliate o non vogliate aver successo nell'autorealizzazione,
dovete respingerlo con suggerimenti validi e affermazioni convincenti, quali:
"E' vero, riuscirò, non vi è alcun dubbio su questo"; "Nel mio dizionario non
esistono parole come "non posso", "impossibile", "difficile". Tutto è possibile
sotto il sole". Niente diventa difficile e tanto meno impossibile, quando la
vostra mente è convinta di riuscire. La forte determinazione e la ferma
risoluzione vi porteranno al successo più grande in qualsiasi attività o impresa
e, come è naturale, anche alla conquista della mente.

3. Il controllo del pensiero per mezzo della non cooperazione
Rifiutatevi di cooperare con la mente nei suoi vagabondaggi incerti e ambigui.
Essa sarà gradualmente tutta sotto il vostro controllo. Ecco un metodo molto
pratico per non cooperare con la mente. Se questa dice: "Oggi debbo mangiare
dolci", voi rispondete: "Oggi non intendo cooperare con te. Non mangerò quindi
dolci. Mangerò soltanto pane.". Se la mente dice: "Debbo andare al cinema"
ditele: "No, ascolterò i suggerimenti dello Yogi Swami Ramananda e seguirò i
suoi discorsi sulle Upanishad". Se la mente vi fa nascere il desiderio di
indossare una camicia di seta, ditele: "Il Khaddar". E' un metodo di non
cooperazione con la mente e quindi di andare controcorrente. La mente non
opporrà più resistenza, a poco a poco diverrà uno strumento controllabile,
lasciandovi la possibilità di avere il predominio su di lei. Colui che è dotato
di autocontrollo ed è libero da qualsiasi emozione e sensazione di attrazione e
di repulsione, raggiunge le pace. Sia la mente che i sensi sono dotati di una
doppia natura, di attrazione e di repulsione e pertanto dinanzi a degli oggetti
questi possono provare per essi una delle due sensazioni. L'uomo dotato di
autocontrollo si muove libero da sensazioni di attrazione o di repulsione,
poiché è guidato dell'Ego interiore che lo conduce verso la pace. L'Io
controllato è dotato di una forte volontà e perciò i sensi e la mente
obbediscono al suo volere. I'Io disciplinato utilizza solo quanto è strettamente
necessario e conveniente per il sano mantenimento del corpo. Non commettete mai
violazioni ai precetti dei Sastras, importanti insegnamenti e regole spirituali
delle tecniche Yoga.

4. L'arte di ridurre i pensieri
Nelle piantagioni di alberi da gomma, i coltivatori ricorrono al metodo dello
sfoltimento degli alberi, tagliando le pianticelle troppo vicine alle piante già
grandi. Con questo sistema raccolgono più lattice dalle piante più produttive.
Allo stesso modo dovrete sfoltire i vostri pensieri, onde poter bere la
meravigliosa ambrosia, il cibo dell'immortale. Come scegliete con naturale virtù
i frutti migliori e scartate quelli meno buoni, così dovreste fare con i vostri
pensieri: trattenete quelli buoni ed allontanate quelli cattivi. Il guerriero
colpisce i suoi nemici, allorché si affacciano dalle merlature della fortezza.
Anche voi sbarazzatevi dei vostri pensieri, uno ad uno, quando si presentano sulla soglia della vostra mente. Se alla lucertola viene troncata la coda, questa si agita un poco fino a quando il Prana, in essa esistente, si esaurisce. Così accadrà ai vostri pensieri: prima si agiteranno, ma poi senza più forza, esausti, non saranno più nocivi, poiché non posseggono più nessuna vitalità. 
I pensieri si dibattono per non naufragare, come quegli che sta per affondare e cerca di aggrapparsi a qualsiasi oggetto per salvarsi. Ma se procedete regolarmente nella pratica quotidiana della concentrazione e della meditazione, essi scompariranno. 
La fiamma si spegne quando tutto l'olio della lampada è consumato. Anche nelle piante, una volta liberate dai rami o dopo che siano stati recisi momentaneamente, essi possono di nuovo manifestarsi. Solo attraverso uno sforzo notevole riuscirete a sradicarli, servendovi del Vichiara, della meditazione, della purificazione, del Pranayama.

5. Il controllo del pensiero
Quando vi fermate su un pensiero, non permettete che venga distratto da altri
pensieri. Quando pensate ad una rosa, pensate anche alle differenti varietà
esistenti di questo fiore, senza però permettere ad altri pensieri di inserirsi.
Riflettendo sulla misericordia, pensate solo ed esclusivamente alla
misericordia; escludete la clemenza, la pazienza, l'indulgenza, la tolleranza.
Allorché studiate la Bhagavad-Gita non pensate al tè o alla partita di calcio.
Siate completamente immersi nell'argomento che avete scelto. Napoleone
controllava i propri pensieri nel seguente modo: "Quando voglio pensare a cose
gradevoli, chiudo le porte della mia mente che rivelano tutte le cose più
spiacevoli della vita e apro le porte che lasciano passare i pensieri
estremamente piacevoli. Se desidero dormire, chiudo tutte le porte della mente".

6. Evitate di ricorrere ai cattivi pensieri
Supponete che i cattivi pensieri alberghino nella vostra mente per quattro ore
al giorno. Se riuscite ad abbreviare il periodo a tre, praticando
quotidianamente la meditazione e la concentrazione, avrete conseguito un netto
progresso. Continuando la vostra pratica, i periodi di cattivi pensieri saranno
senz'altro abbreviati fino alla loro scomparsa totale. Talvolta scompariranno
tutti insieme. Se cercate di paragonare il vostro attuale stato mentale con
quello dell'anno passato, noterete senz'altro che avete fatto dei grandi
progressi. Se all'inizio il progresso è lento, vi sarà più difficile
constatarlo; ma diverrà certamente notevole dopo una pratica costante.

7. Non concedete nulla al pensiero erroneo
Un pensiero erroneo che inizia ad insinuarsi nella mente, trattiene fortemente
la vostra immaginazione che a lungo vi indugia. Se acconsentite che rimanga
nella vostra mente senza opporgli nessuna reazione, gradualmente il pensiero
erroneo si radica tenacemente in voi. In seguito, vi sarà estremamente difficile
rimuoverlo. Un proverbio dice: "Se gli dai un dito, si prenderà tutto il
braccio". Questa verità si riscontra anche nel campo dei pensieri.

8. Soffocate i cattivi pensieri al loro primo sorgere
Come chiudete la porta di casa vostra per non far entrare persone estranee, allo
stesso modo chiedete la vostra mente ai pensieri molesti che possono produrre
un'impressione sgradevole al vostro cervello. Cosi facendo diventerete saggi e
raggiungerete un'infinita pace e beatitudine. Cancellate la brama, la cupidigia
e l'egoismo, nutrite solo pensieri puri. E' senza dubbio un compito difficile
per il quale dovete dedicare le migliori energie se volete riuscire. Ma i
risultati li vedrete dopo breve tempo. L'annientamento di un pensiero cattivo vi
darà forza sufficiente per annientare altri pensieri simili e questo fatto
svilupperà in voi una maggiore forza d'animo e di volontà. Pertanto non disperate
se vi capita di non riuscire a combattere un pensiero indesiderato.
Riuscirete in seguito, perché voi accumulate nei vostri tentativi una forza
spirituale interiore che si sviluppa sempre più in voi e che si manifesterà
gradualmente. Certamente arriverete ad esserne coscienti.

9. Pratica spirituale per l'eliminazione dei pensieri molesti.
Un pensiero molesto che si inserisce nella vostra mente vi può provocare un
gesto di repulsione: è il segno del vostro progresso spirituale, è lo stato di
crescita e di sviluppo interiore. Sarete spesso tormentati da pensieri di azioni
riprovevoli compiute nel passato. Anche questo è un segno di risveglio
spirituale, e non vi capiterà più di ripetere gli stessi errori. Sia la mente
che il corpo tremeranno e rabbrividiranno alla prospettiva di compiere la stessa
cattiva azione di una volta. Continuate a praticare la meditazione con assiduità
e in voi si instaurerà un processo tale per cui tutti i ricordi di azioni e di
pensieri cattivi si dissolveranno da soli, facendovi sentire completamente
felici e in un clima di purezza e di pace. All'inizio, quando vi disponete a
meditare, la vostra mente verrà assalita da ogni tipo di pensiero estraneo.
Potreste chiedervi: "Perché avviene questo assalto proprio durante la
meditazione, quando si tenta di avere unicamente dei pensieri puri?". Le molte
difficoltà che si incontrano su questo sentiero fanno tralasciare ai neoaspiranti
alla meditazione questa pratica. E' come il tentativo che si compie
per salire in groppa ad un asino, che è desideroso soltanto di buttarvi a terra.
Il vecchio pensiero instabile e non essenziale per il progresso dell'adepto si
ripresenta combattivo e forte, proprio nel momento in cui cercate di
contrastarlo con un pensiero buono. E' la strenua lotta del nemico che cerca di
resistere con tutte le forze quando lo attaccate nella battaglia. Nella natura
esiste una legge di resistenza. Il vecchio pensiero inutile si rifiuta di
credere che possa essere allontanato. Non lasciatevi prendere dallo sconforto. I
pensieri di questo genere diventeranno sempre più inconsistenti con la pratica
della meditazione. Giungerà il momento in cui non esisteranno più, perché
verranno sopraffatti dai pensieri positivi. E' una legge della natura, per cui i
pensieri bassi e incerti non possono contrastare quelli elevati e forti. E'
sempre il coraggio che ha la meglio sulla paura, come la pazienza ha la meglio
sull'irritabilità, l'amore sull'odio, la purezza sulla brama, ecc. Esiste un
elemento che vi indica il grado della vostra crescita spirituale ed è il fatto
che vi sentite a disagio quando durante la meditazione siete assaliti da un
pensiero indesiderato e inutile. Nel passato non avete mai negato alloggio ai
pensieri vani o maligni, anzi, davate loro il benvenuto e cercavate di
trattenerli a lungo. Perseguendo la pratica spirituale con tenacia e
perseveranza, riuscirete pienamente nel vostro intento. Anche l'aspirante meno
convinto si renderà conto del cambiamento meraviglioso che è avvenuto in lui
solo dopo due o tre anni di pratica continua di meditazione e di Japa. Ad un
certo punto non potrà più smettere di eseguire gli esercizi, poiché se li
interrompesse anche per un sol giorno, avvertirebbe la mancanza di un qualcosa,
per cui ne risentirebbe tutto il suo equilibrio fisico e psichico.

10.I migliori rimedi contro i pensieri inutili e maligni
I pensieri inutili dimorano in una mente pigra e passiva. L'adulterio del cuore
inizia da un semplice sguardo di avidità, poiché le azioni mentali sono le vere
azioni reali. Ricordatelo. Iddio giudicherà l'uomo per i motivi delle sue
azioni, mentre gli uomini giudicano i propri simili attraverso le loro azioni
fisiche. Bisogna considerare i motivi delle azioni dell'uomo per avere una
chiara idea del suo carattere interiore. Pertanto, dovete tenere la mente sempre
occupata per non permettere l'accesso ai pensieri dannosi. Una mente priva di
attività è l'officina del demonio. Possiamo controllare continuamente la mente,
applicando l'attenzione anche in semplici azioni, come lavorare, leggere,
meditare, contare i grani della corona, cantare i Mantra, aiutare gli anziani,
curare i malati. Evitare di chiacchierare e dire male, colmate piuttosto la
mente di pensieri sublimi, ispirandovi alla Bhagavad Gita, alle Upanishad, agli
Yogavasishtha, ecc.

11.Disciplinate i vostri pensieri
La mente è un diavolo impertinente; salta come una scimmia da un posto
all'altro: occorre quindi una disciplina quotidiana. Soltanto così riuscirete ad
esercitare su di essa un valido controllo. Soltanto attraverso un allenamento
continuo e costante riuscirete ad evitare l'insorgere di pensieri perniciosi e
di azioni deleterie. Per mezzo dell'esercizio continuo, potrete evocare pensieri
e suscitare le azioni. Eccovi un ottimo esercizio, adatto per il rilassamento
della mente, che può infondervi un'immensa ispirazione e forza. Chiudete gli
occhi e pensate a una qualsiasi cosa, purché piacevole; sentirete immediatamente
i benefici del rilassamento. Immaginate un bel tramonto o l'immenso oceano
oppure il blu dell'infinito cielo o la vertiginosa altezza dell'Himalaya o la
grandiosa visione di un suggestivo paese come il Kashmir. Immaginate che il
mondo intero e il vostro corpo galleggino come il filo di paglia nel vasto
oceano dello spirito. Sentitevi in contatto con l'Essere supremo e provate la
sensazione che la vita del mondo intero pulsa e vibra all'unisono con la vostra
vita. Cercate quindi di sentire che il Grande Hiranyagarbha, l'oceano della
Vita, vi culla dolcemente nel suo vasto grembo; poi aprite gli occhi. Sentirete
che un'immensa pace, forza e vigore pervadano il vostro essere. Provate e ne
sarete convinti.

12.Analogia del pensiero con il serpente
Le azioni nascono dai pensieri. I pensieri positivi generano azioni positive; i
pensieri negativi generano azioni negative. Alimentate quindi pensieri adatti a
ottenere lo stato interiore desiderato, rifiutando quelli che possono creare
ostacoli e, tramite il Satsanga, lo studio dei libri sacri e la ripetizione dei
Mantra, vedrete come i pensieri cattivi a poco a poco si esauriranno da soli.
Dovete riuscire a rimuovere immediatamente il pensiero che vi tormenta. Solo
allora potrete avere la forza sufficiente per controllare il pensiero e per
incamminarvi sul sentiero del progresso. Un serpente, tramortito da una
bastonata sulla testa, rimane completamente immobile, da sembrare morto. Ma ecco
che d'improvviso si erge irato per difendersi. Allo stesso modo i pensieri che
credevate di aver abbattuti, riacquistano tutta la loro forza e tentano di
assalirvi. Quindi distruggeteli completamente.

13.Potete conquistare il mondo tramite il pensiero
Controllate i pensieri o Sankalpa ed eviterete così l'immaginazione e i sogni ad
occhi aperti, che possono procurarvi solo la distruzione della mente.
L'estinzione dei Sankalpa porta l'adepto al Moksha, cioè alla liberazione; ma la
mancanza di immaginazione, senza il controllo dei pensieri, annienta la mente.
L'esperienza dell'illusione del mondo è dovuta alla immaginazione, che, se viene
a mancare, elimina completamente l'illusione. La vittoria riportata sul pensiero
è in realtà un vero trionfo in tutti i sensi e su tutti i fronti; un trionfo
sulla debolezza, sull'ignoranza e sulla morte. La guerra interna che si combatte
con la mente è molto più aspra e immane di quella che si combatte all'esterno
con le armi. La conquista del pensiero è ben più difficile della conquista del
mondo con la forza delle armi. Conquistate i vostri pensieri e conquisterete il
mondo.

14.Costruite un "canale" divino per la forza del pensiero
I pensieri sono spesso rivolti verso gli oggetti esterni, perché la mente ha
questa naturale tendenza. Questo viene chiamato Svabhava (natura, indole). La
forza della mente può fluire facilmente nei vecchi meandri e nei tortuosi viali
dei pensieri terreni, ma incontra grosse difficoltà a rivolgersi verso l'Assoluto.
E' l'attività più elevata di una mente Samsarica di Vyavahra. La
difficoltà massima è quella di distogliere la mente dai pensieri grossolani e
inutili degli oggetti esterni e di farli confluire verso l'Ego interiore. Forse
occorre la stessa fatica per deviare il corso del Gange verso Gangotri. Forse è
più facile remare contro corrente sul Jamuna (fiume a carattere torrentizio).
Purtuttavia, con strenui sforzi e tramite Tyaga, l'adepto deve volgersi verso
l'Assoluto, anche contro la sua volontà, affinché possa liberarsi dalla vita e
dalla morte. Non vi è altra via d'uscita, se vuole superare la sofferenza e le
miserie del fisico.

15.L'importante ruolo della disciplina nel controllo del pensiero
All'inizio è molto difficile fissare la mente su un solo pensiero. Sfoltite il
numero dei pensieri e cercate di pensare ad un solo argomento. Se pensate ad un
fiore stesso: le diverse qualità di fiori esistenti in tutte le parti del mondo,
tutte le cure necessarie per farli crescere e gli scopi per cui vengono
coltivate. Ma non dovete andare più oltre. Controllate lo stato vagante della
mente. Non permettetele divagazioni su altri argomenti, quando pensate al fiore.
E a poco a poco la vostra mente potrà concentrarsi su un unico pensiero.
Naturalmente, questo è un lavoro che si svolge attraverso una quotidiana
disciplina; è una vigilanza che occorre per attuare il controllo del pensiero.

16.Sorvegliate e rendete spirituali i vostri pensieri
Sorvegliate attentamente i vostri pensieri. Siate i testimoni dei vostri
pensieri ed elevatevi al di sopra di essi, soffermandovi nel puro stato di
coscienza, dove non esistono più. Le impressioni impercettibili, le tendenze, le
passioni e i desideri che giacciono nelle profondità del subconscio, hanno un
effetto tremendo sulla vostra vita cosciente. Per quanto debbono essere
purificati e sublimati, debbono cioè ricevere una trasformazione spirituale.
Ascoltate tutto ciò che è di lieto auspicio, trattenetelo con voi, pensateci,
parlatene, meditate, capite e comprendete. Gli elementi che disturbano
l'attività della mente subconscia sono la paura, la profonda avversione, l'odio
represso, il pregiudizio, l'intolleranza, l'ira, la bramosia. Perciò coltivare
le virtù, significa purificare e rafforzare il subconscio. Il desiderio e la
brama imprigionano ed oscurano la mente, che deve essere invece liberata, per
ripristinare la sua primitiva purezza che le permetterà di riflettere la virtù e
di praticare la meditazione. Gli impulsi più bassi appartengono al corpo fisico
e al piano mentale. allorché la mente viene fermata a causa della mancanza di
Vasana - le impressioni mentali e i desideri latenti - sorge lo stato di
Manonosa o dell'annichilimento mentale.

CAPITOLO VIII
I METODI PER AFFINARE IL PENSIERO

1. Come educare la mente alla discriminazione
Ogni qualvolta i desideri si accumulano nella vostra mente, non cercate di
attuarli, ma rifiutateli attraverso una sistematica discriminazione; rifiutateli
senza parzialità e dopo un attento esame. Esercitandovi di continuo in questo
senso raggiungerete la pace della mente e affinerete nel contempo anche la
vostra parte psichica. Sorvegliate la mente che può subire divagazioni.
Sublimate le tendenze che vi dominano. Estirpando i desideri, muoiono i
pensieri. Allora la mente si distacca completamente dai molteplici aspetti degli
oggetti sensoriali e, attraverso una osservazione continua dei difetti che
questi presentano, si innalza alla contemplazione dell'Assoluto. Con la pratica
del Sama, si esercita anche un controllo sui Jana-Indriya, gli organi della
conoscenza: udito, tatto, vista, gusto e olfatto. Il Sama è la serenità mentale,
che sarà raggiunta, eliminando tutti i Vasana (desideri inutili).

2. Pensieri morbosi e autocontrollo
Una volta che vi siete resi effettivamente conto a quali e gravi conseguenze
portano i pensieri meschini e triviali, sarete voi stessi a vigilare per reagire
al loro insorgere. Nello stesso istante che prendono forma, fate uso immediato
della vostra forza di volontà e volgete la mente ad un pensiero sottile,
elevato, oppure praticate qualche altra tecnica yoga, adatta allo scopo. La
vostra sensibilità nel percepire prontamente un pensiero non adatto a voi e
nell'allontanarlo con altrettanta immediatezza, vi terrà all'erta facendovi
persino svegliare se vi appare in sogno. Una volta svegli, non vi sarà difficile
reagire, combattere e vincere il nemico. Dovete difendere la vostra mente dal
crollo e dalla deformazione, poiché essa è come un fanciullo, le cui impellenti
energie mentali devono essere incanalate in senso giusto. La mente deve nutrirsi
di Sattva e deve essere continuamente allenata a mantenere un pensiero costante
di Verità verso l'Assoluto. Se desiderate un rapido progresso nel sentiero
dell'Auto-realizzazione, vigilate su ogni vostro pensiero, poiché la mente non
occupata è sempre afflitta e facile preda di cose indesiderate. Nutrite delle
idee, ma nel frattempo controllate la vostra mente ed esercitate una stretta
sorveglianza su ogni impulso e su tutti i pensieri. Cercate di sublimare e
rendere spirituali tutti i vostri istinti, poiché il pensiero volgare e maligno
è il ladro più pericoloso che possa esistere. Uccidetelo con la spada della
saggezza. Emettete ogni giorno continue sottili vibrazioni che creano nella
vostra mente delle onde di pensiero benefico. Trasformate i vostri pensieri
rendendoli puri, forti, sublimi e decisi. In tal modo accumulerete un'immensa
forza e pace spirituale. Ogni pensiero deve essere costruttivo e nobile. I
pensieri sono semplici rifrazioni che potete annullare immergendovi sempre più
profondamente nella Luce. Se avete l'intenzione di raggiungere lo stato di
benessere, dovrete rinunziare all'immaginazione e alla speculazione. Pertanto
purificate e controllate le emozioni: al di sotto della vostra vita cosciente
esiste un ampio spazio ove dimora il subconscio. Tutte le abitudini hanno
origine dal piano del subconscio. Inoltre la vita del subconscio è molto più
forte della normale vita del conscio oggettivo. Attraverso la pratica delle
tecniche yoga voi potrete modificare, controllare ed influenzare in profondità
il subconscio. Prendete un vostro modo disdicevole di comportarvi e meditate,
ogni mattino, sulla virtù diametralmente opposta. Praticate l'esercizio anche
durante il giorno. Questa qualità scomparirà ben presto. Al mattino provate a
meditare sulla misericordia, praticatela durante la giornata e vedrete come in
voi si svilupperà ben presto tale senso. Se siete assaliti da pensieri contrari o
dalla collera una volta al mese, anziché tre volte alla settimana come vi
succedeva prima, è segno che siete sulla via del progresso; è segno che la
vostra forza di volontà è aumentata e che si è determinata in voi una crescita
della forza interiore. Siate allegri e fiduciosi e fate il possibile per tenere
un diario che segni tutti i vostri progressi spirituali.

3. Auto-sviluppo per mezzo della cultura del pensiero yoga
I fenomeni superfisici che avvengono con le pratiche Yoga, come le esperienze
dei praticanti su un piano più sottile, sono visti con sospetto e considerati
pura arte magica. Lo Yoga non è fantasia, né contiene in sé qualcosa di
anormale. Anzi tende allo sviluppo integrale di tutte le facoltà umane. E' la
via razionale e certa che conduce alla vita più piena e più felice. Tutti i
metodi dello Yoga hanno come principio fondamentale la condotta etica, la
perfezione morale e la nobiltà del pensiero. Il primo gradino dello Yoga è il
superamento dei vizi e lo sviluppo di determinate virtù. Il successo è la
disciplina della propria natura e la formazione di un carattere fermo e puro. La
vera struttura dello Yoga si basa appunto su pilastri di un carattere morale
forte e armonioso.

4. L'educazione del pensiero con il metodo della sostituzione
Il metodo della sostituzione è estremamente efficace nella lotta contro i
pensieri avversi. Se nel giardino della vostra mente coltivate solo i pensieri
di misericordia, di amore, di purezza, di perdono, di lealtà, di generosità e di
umiltà, scompariranno ben presto i pensieri di odio, di lussuria, di collera, di
cupidigia e di orgoglio. E' troppo difficile distruggere i pensieri ostili
attaccandoli direttamente: dovrete mettere a dura prova la vostra volontà e
impegnare tutte le vostre energie.

5. Metodi spirituali per l'educazione del pensiero
Se soffermate a lungo la vostra attenzione su un elemento impuro, questo
acquista nuova forza. Dovreste allora allontanarlo immediatamente. Nel caso
incontraste delle difficoltà, accogliete dei contro-pensieri soprannaturali.
Nutrendo pensieri sublimi, contrasterete e neutralizzerete i pensieri ostili.
Ripetete i Mantra molte volte al giorno e vi sentirete pieni di nuova forza
interiore. Ripetendo "Aham Brahma Asmi" migliaia di volte al giorno si farà in
voi più radicata e forte l'idea che siete principalmente spirito (Atman), mentre
per contrapposizione si indebolisce sempre di più l'idea che siete corpo fisico.
Se in voi si insinuano dei pensieri ostili non usate la forza di volontà per
cacciarli, perché sarebbe uno spreco inutile di energie che metterebbe a dura
prova le vostre capacità. Più continuerete in questo tentativo, più i pensieri
avversi si presenteranno con rinnovata forza e con maggiore rapidità. Siate
indifferenti, tranquilli, calmi e tutto passerà; provate poi a sostituirli con i
buoni contropensieri.

6. L'importanza dell'educazione del pensiero.
L'educazione del pensiero è molto importante, ma in realtà esistono pochissime
persone che conoscono questa che si può definire un'arte e una scienza. Anche le
persone "istruite" difettano di questo elemento essenziale. Siamo tutti vittime
di pensieri vaganti, di pensieri incoerenti e di natura varia, che vanno e
vengono nella fucina della nostra mente. Essi corrono qua e là senza una ragione
e quindi sono disarmonici e disordinati. Tutto si trova in uno stato di grande
caos e di confusione, e le idee non hanno la possibilità di giungere a chiarificazioni
essenziali. Se non si riesce a pensare ad un argomento per più
di due minuti in modo organico e sistematico, dipende dall'ignoranza delle leggi
del pensiero e di quelle che regolano l'attività mentale. Dentro di noi esiste
un perfetto serraglio dove tutti i tipi di pensieri, collegati ai sensi, si
dilaniano tra di loro per entrare nella mente e determinare lo stato d'animo.
L'occhio Indriya lotta per imporre i propri pensieri, perché vuole avere la
visione universale. L'orecchio Indriya si propone soltanto di far emergere
pensieri infimi, pensieri di cupidigia, pensieri di odio, di gelosia e paura.
Molte persone non riescono a nutrire neanche per un solo attimo un pensiero
sublime ed elevato, perché le loro menti sono congegnate in modo che l'energia
mentale si sperde nei canali sensuali.

7. La battaglia dei pensieri
Allorché inizia l'educazione del pensiero, si scatena la lotta tra i pensieri
puri e quelli impuri. I secondi tentano di entrare nella fucina della mente.
Essi dicono: "O piccolo uomo, tu mi hai dato alloggio, mi hai dato il benvenuto
e mi hai accolto cordialmente. Ho quindi il diritto di rimanere nelle pianure
della tua mente, nella tua mente dalle passioni istintive. Perché vuoi essere
crudele con me? Ti ho ammaliato e procurato lo stimolo per portarti al
ristorante, all'albergo, al cinema, a teatro, nelle sale da ballo e nei bar. Ti
ho procurato ogni tipo di divertimento. Perché ora sei diventato ingrato con me?
Tenterò di resisterti. Fai quello che vuoi; intanto io so che sei stato
indebolito dalle vecchie abitudini e perciò non avrai la forza per resistermi".
Ma alla fine solo i pensieri puri avranno piena vittoria poiché Sattva è un
potere più forte di Rajas e Tamas. Il bene vince sempre il male.

8. Il primo traguardo di perfezione: il pensiero buono
Il pensiero è un buon servitore, è uno strumento che dovete e potete utilizzare
con successo. Il primo requisito per raggiungere la felicità è il controllo sui
pensieri. Il pensiero si riflette sul viso; è un ponte che unisce l'umano al
divino. Il vostro corpo, i vostri affari, la vostra casa non sono altro che idee
nate nella mente. Il pensiero è una forza dinamica, è una vera ricchezza; se è
buono, è il primo grado della perfezione.

9. Educate i pensieri e diverrete un Buddha
Allontanate dalla vostra mente tutti i pensieri superflui, inutili e nocivi.
Questi impediscono la crescita e lo sviluppo della vostra coscienza. I pensieri
nocivi sono ostacoli che intralciano il vostro avanzamento spirituale. Quando
accogliete pensieri inutili, siete lontani dall'Assoluto. Sostituiteli con
quelli elevati e sottili. Nutrite pensieri utili perché sono le pietre miliari
che segnano la crescita e il progresso spirituale. Non permettete che la mente
scorra nei vecchi solchi. Siate per questo motivo molto vigilanti. Attraverso
l'introspezione dovrete riuscire a svellere tutti i tipi di pensieri bassi,
inutili, indegni, impuri, specialmente i pensieri di gelosia, di odio, di
egoismo e di sensualità. Dovete rendere inefficaci tutti i pensieri distruttivi
che arrecano disarmonia, sviluppando in voi stessi pensieri di amore, pensieri
sublimi e divini. Ogni pensiero deve avere una natura costruttiva, deve essere
forte, positivo e deciso. L'immagine mentale deve corrispondere a un pensiero
chiaro e preciso; il pensiero deve arrecare pace e sollievo agli altri; non deve
procurare il minimo dolore al alcuno. Solo allora sarete un'anima benedetta su
questa terra e la vostra esistenza significherà una potente forza con la quale
potrete aiutare tutti, curare un'infinità di persone malate, ammaestrare un gran
numero di adepti come fecero Gesù e Buddha. Come coltivate nel vostro giardino i
gelsomini, le rose, i gigli, i fiori di loto, dovreste coltivare i fiori dei
sentimenti di pace, di amore, di misericordia, di gentilezza e di purezza
nel vasto giardino dell'Antahkarana. Questo giardino mentale dovrà essere irrorato
continuamente con l'introspezione. La meditazione e il pensiero elevato
estirperanno le erbacce dei pensieri inutili, vuoti e disarmonici.

10.Evitate di pensare ai difetti degli altri
La natura della mente è tale da divenire esattamente quello che pensa con
intensità. Pertanto se pensate ai vizi e ai difetti di un'altra persona, la
vostra mente si caricherà di quei vizi e di quei difetti. Colui che è a
conoscenza di questa legge psicologica non si compiacerà mai di criticare gli
altri o di censurare il loro comportamento, ma vedrà negli altri solo il lato
buono e loderà i loro pregi. Applicando con assiduità questo concetto pratico si
ottiene una migliore concentrazione negli esercizi dello Yoga e nel cammino
evolutivo.

11.L'ultimo pensiero determina la nascita del successo
L'ultimo pensiero di un uomo determina il suo destino futuro, poiché da esso
dipende la vita successiva. Il divino Krishna dice nella Bhagavad Gita:
"Chiunque alla fine della vita, morendo, pensa ad un essere, in quell'essere e
soltanto in quello, si rincarnerà, a causa del pensiero costante che ha avuto su
quell'essere". (Capitolo VIII,6). Ajamila, perduta la giusta condotta, condusse
una vita disordinata. Cadde negli abissi più oscuri, nella condizione di peccato
più infimo, riducendosi al ladrocinio ed alla ruberia. Divenne l'amante di una
donna pubblica e poi fu padre di dieci figli, l'ultimo dei quali si chiamò
Narayana. In punto di morte era tutto assorto nel pensare al suo ultimo
figliolo. Gli si avvicinarono i tre orribili messaggeri della Morte e Ajamila
urlò con grande disperazione il nome del suo ultimo nato "Narayana". Al solo
proferire il nome "Narayana", i guardiani del Signore Hari giunsero prontamente
e sbarrarono il passo ai messaggeri della Morte e lo portarono nel Vaikuntha, il
mondo di Vishnù. Come la larva assume la forma dell'ape che la nutre, il
pensiero, se è concentrato nel Signore Krishna, si lava delle sue manchevolezze.
Giunge al Signore attraverso la devozione continua, come Gopis fece con il Kama,
la passione; come Kamsa fece con la paura e Nardana con l'amore. Krishna nella
Gita dice: "Chi mi pensa con costanza e con intensità mi otterrà, come riesce il
tenace Yogi; e una volta che mi ha raggiunto, si immerge in Me e non rinascerà
nel fugace mondo pieno di miseria e di dolore. O Arjuna, mentre tutti i mondi
creati dall'Assoluto sono limitati nel tempo e hanno il loro momento di
dissoluzione, raggiungendo Me non vi sarà la rinascita e pertanto meditate
eternamente su di Me, il supremo Vasudeva, con la mente e l'intelletto fisso su
di Me. Siate certi che riuscirete" (B.G.VIII,14, 15, 16). Tenendo continuamente
fissi i pensieri nell'Assoluto, nonostante le occupazioni terrene, l'uomo
troverà un aiuto a pensare intuitivamente e quasi automaticamente al Signore,
anche al momento del trapasso. Il Signore dice: "Con la mente così assorbita
nella pratica costante dello Yoga, senza lasciarvi sviare da alcun ostacolo,
raggiungerete il supremo Purusha, risplendente di Gloria". Inoltre il Signore
aggiunse: "Al momento del trapasso, colui che pensa al Mio Essere Reale, come
Signore Supremo Sri Krishna o Narayana, lascia il corpo e in verità raggiunge il
Mio essere. Non dubitate di questo! In qualsiasi forma l'uomo pensa a Me al
Momento del trapasso, egli otterrà quella forma che pensa. Poiché questa è
prodotta da un particolare pensiero e da una costante meditazione". Il signore
dice: "Colui che sofferma il suo pensiero su di Me, anche nel letto di morte e
si trova in quel particolare stato di grazia per cui rinuncia ad ogni cosa ed è
pronto a dimorare nell'Assoluto, oppure in uno stato Brahmico, è esente da
delusione".(B.G. II,72). La persona che ha l'inveterata abitudine di fiutare il
tabacco, quando si trova in uno stato inconscio, compie meccanicamente il gesto
di fiutare il tabacco, talmente forte è in lui questo gesto abituale. L'ultimo
pensiero di un uomo innamorato sarà la sua donna. L'ultimo pensiero di un
ubriacone sarà per un bicchiere di vino. L'usuraio penserà al colpo mortale
da infliggere al nemico e la madre avrà per la sua creatura un pensiero d'amore.
Dio sarà l'ultimo pensiero dell'uomo che, per tutta la sua vita, ha disciplinato
con ogni mezzo la sua mente al costante pensiero di Dio stesso. Non sarà il
risultato di un esercizio, sarà piuttosto la vittoria, nata da una continua
lotta, combattuta per tutta la vita. L'ultimo pensiero determina la nascita
successiva. Il pensiero dominante della vita, diviene anche l'ultimo pensiero
nel momento della morte e pertanto sarà l'elemento che caratterizzerà la natura
del corpo e della mente nella vita successiva. Perché l'uomo diventa ciò che
pensa.

12.Il substrato del pensiero sattvico
La maggior parte delle persone ha la necessità di avere qualcosa di concreto, di
possedere un punto fermo intorno al quale imperniare le proprie idee e le
proprie forme di pensiero. Questo è un aspetto tipico della mente e pertanto
sarà necessario un substrato di pensiero che agirà da fulcro sulla mente stessa.
Acquisite il substrato sattvico del pensiero e della immagine mentale. Sappiate
che la mente assume la forma di qualsiasi oggetto sul quale si sia soffermata
intensamente l'attenzione. Se pensa intensamente ad un'arancia, assumerà la
forma di un'arancia; se pensa intensamente al Signore Krishna con il flauto in
mano, essa prenderà le sue sembianze. Educate quindi la mente con attenzione e
fornitele il più adatto cibo sattvico per poter giungere al fine supremo. Se
siete un devoto di Krishna, conservate nella vostra mente il pensiero della sua
figura, le famose parole del suo Mantra <> e le
sue qualità. Un Nirguna Upasaka (Vedanti) deve possedere come substrato la
conoscenza del suono OM e del suo significato (Oceano infinito di Luce,
Satchidananda). Mentre svolgete le vostre mansioni usuali e quando la vostra
mente è libera, pensate al substrato del pensiero, sia quello Saguna oppure
Nirguna, a seconda del gusto, del temperamento o della capacità di raggiungere
il Sadhana. Attraverso la costanza del pensiero, formerete nella mente
un'attitudine, alla quale la mente stessa al momento necessario farà ricorso. E'
un vero peccato che la maggior parte delle persone non abbia ideali, che non
possegga nessun programma di vita e nessun substrato mentale di carattere
sattvico. Il substrato mentale varia da persona a persona: quello della giovane
sposa sarà unicamente di carattere sensuale; quello di una madre in età
avanzata, sarà fisso nell'affetto verso i propri figli, quello di molte persone
sarà soprattutto improntato all'odio e alla gelosia. Anche le persone ritenute
istruite, in possesso di una grande quantità di diplomi e di riconoscimenti
accademici, tutte quisquilie di fronte alla conoscenza spirituale, non
perseguono ideali, non hanno un programma nella vita e non posseggono alcuna
base della loro conoscenza. Una persona dotata di una mente prettamente terrena
sarà preda di pensieri sessuali, di odio, ira e vendetta. Nella sua mente
infatti dominano proprio questi pensieri, che lo rendono schiavo in quanto egli
non sa come distogliere la propria mente e dirigerla verso pensieri migliori.
Tutto ciò accade perché non conosce le leggi del pensiero, ed è quasi
completamente all'oscuro della natura e del comportamento della mente. Quindi la
sua posizione non è delle più invidiabili, nonostante ciò che possiede realmente
e nonostante le sue conoscenze libresche, accumulate all'Università. Tutto
questo significa che non si è risvegliato in lui il Viveka, che non ha Sraddha
(fiducia) nei santi e in Dio. Egli non ha la capacità di resistere alle
tentazioni e ai desideri, a causa della sua volontà che è molto debole. L'unico
rimedio efficace per allontanarlo dalle attrazioni mondane e dalla delusione che
ne deriva, è la pratica costante del Satsanga oppure il frequentare i Sadhus,
Sannyasin e Mahatman. Nella vecchiaia ciascuno dovrebbe aver accumulato una
serie di pensieri e dovrebbe trascorrere il proprio tempo negli studi filosofici
e nella contemplazione dell'Assoluto. Si debbono sostituire le vecchie abitudini
di pensieri caotici e inconcludenti con abitudini nuove, atte a coltivare il
pensiero nella forma più pura. All'inizio sarà ricercata la formazione di una
tendenza che aiuti a pensare positivamente. Con la pratica continua si
svilupperà una forma mentis che genera pensieri forti e sottili. Per raggiungere
tutto questo dovrete essere molto decisi. Le vecchie abitudini tenteranno spesso
di ritornare. Fino a quando la vostra mente non avrà acquisito l'abitudine di
emettere soltanto pensieri sereni e buoni, dovrete colmarla continuamente di
pensieri sattvici, di pensieri della Gita, di Krishna, di Rama, delle Upanishad.
Si formeranno così nuovi solchi e nuovi sentieri. Come l'aratro scava il solco
nel terreno, il pensiero sattvico apre nuovi sentieri di grande utilità per la
mente. Si formeranno così nuovi Samskara e potrete raggiungere la concentrazione
senza eccessivo sforzo. Colui che ha conquistato la propria mente, scorge nel
suo Io, per mezzo del suo intelletto,, l'Immortale, l'Eterno Assoluto, che è
l'essenza della sua beatitudine, della pace e della saggezza. Il contatto con
l'oggetto provoca una percezione mentale che però non ha valore alcuno allorché 
i sensi sono assopiti e la mente immobile. Questo è lo stato di beatitudine e di
pura consapevolezza, noto come Nirvikalpa Samadhi che brucia tutti i Samskara,
dai quali hanno origine la nascita e la morte. L'uomo è troppo attaccato al
corpo, alle attività, alle proprietà, alla casa, alla famiglia, al luogo ed agli
oggetti che gli procurano piacere. E laddove esiste eccessivo affetto, alligna
anche l'ira, la paura, l'ingordigia e i Vasana. L'esagerata affezione è una
schiavitù e pertanto, se volete raggiungere la realizzazione nell'Assoluto,
dovrete controllare tutti i tipi d'affetto. Il primo controllo deve essere
compiuto nei confronti del corpo, con il quale vi sentite così identificati. In
sanscrito la parola io corrisponde al termine Atman, la cui radice "At"
significa "perpetuo movimento". Perciò Atman vuol dire l'essenza che si evolve
in continuazione nei nomi e nelle forme dell'universo con l'intento di attuare
la Sua vera ed intrinseca natura, ossia l'Assoluto, l'Esistenza, la Coscienza e
le Beatitudine.

13.La pura consapevolezza e la libertà dal pensiero
Tramite un esercizio adatto delle pratiche Yoga raggiungerete la fermezza e non
sarete più assaliti da pensieri molesti. Lo Yogi che ha raggiunto la perfezione
aiuta il suo prossimo molto più di un capo del Governo. Questo concetto è quasi
inafferrabile per l'uomo comune. In verità l'uomo calmo e di spirito forte
pervade ogni singolo atomo dell'universo, purificando così il mondo intero.
Tuttora è vivo il ricordo di serenissimi Jnani, quali Jada Bharata e Vamadeva
che, nonostante non abbiano mai pubblicato alcun libro o cercato di avere
intorno a sé dei discepoli, hanno avuto un'immensa influenza sulle menti e sul
comportamento delle persone, grazie alla loro fermezza e alla loro perfezione
interiore. Voi potrete raggiungere lo Jnana soltanto se sarete liberi dai
desideri grossolani e dagli stati mentali immorali e corrotti. Quindi per
raggiungere questo stato occorre il distacco del corpo dagli oggetti sensuali e
il distacco della mente dagli stati di immoralità: solo a queste condizioni
potrà risvegliarsi in voi la coscienza interiore. Come si pulisce tutta la casa
in occasione di un ricevimento, anche la mente deve essere liberata dai vizi,
dai desideri e dagli stati di corruzione e disonestà per poter ricevere il sacro
Brahma, il Re dei Re. Quando sorge un desiderio, immediatamente si manifesta in
parole che provocano l'attuazione. L'iniziato reagisce, rinunciando per mezzo
del Viveka. I saggi Rishi considerano dannose anche le semplici scintille di
piccoli desideri. Perciò allontanano qualsiasi tipo di avidità e di frenesia per
raggiungere tutte le gioie nell'Atman. Il pensiero genera il processo della
creazione, poiché pensare significa produrre dal nulla. Pensare significa anche
differenziazione, qualità e molteplicità. Questo è Samsara. Esso, se non è
controllato, provoca l'identificazione con il corpo e legami con l'Io e il mio.
Il pensiero provoca anche il tempo e lo spazio. Perciò dovrete smettere di
pensare con l'aiuto di Vairagya (distacco) e Abhyasa (ripetizione di Mantra) per
fondere voi stessi nella Pura Coscienza Assoluta. Quando avrete allontanato ogni
pensiero o Sankalpa, raggiungerete l'Assoluto o Jivanmukti.

CAPITOLO IX
DAI PENSIERI ORDINARI ALLA TRASCENDENZA DEL PENSIERO

1. I pensieri e la vita
L'uomo pensa agli oggetti tramite i sensi e si affeziona a loro. Questo può
iniziare, per esempio, con il pensiero che la frutta faccia bene. L'uomo allora
fa tutto per ottenerla, finché vi riesce. Acquisisce l'abitudine di nutrirsi di
frutta e, quando gli viene a mancare, ne soffre. Con il continuo pensiero ha
origine l'affetto, che a sua volta nutre il desiderio; dal desiderio deriva
l'ira, che a sua volta trae origine dalle frustrazioni dei desideri non
soddisfatti; dall'ira ha origine la delusione; dalla delusione la mancanza di
memoria; dalla mancanza di memoria la perdita dell'intelletto. E' con la perdita
dell'intelletto che l'uomo arriva alla propria distruzione interiore. Se volete
ottenere la pace duratura, non pensate agli oggetti, ma tenete la vostra mente
sempre fissa nell'immortale Atman. Di per sé i desideri non sono affatto dannosi
e sfavorevoli. Però rafforzandosi tramite la forza del pensiero, procurano
all'individuo una situazione rovinosa. L'uomo si sofferma a pensare agli oggetti
che lo circondano, immaginandoli come una fonte immensa di piacere.
L'immaginazione a sua volta esercita un'azione eccitante, per cui i desideri
vengono rinvigoriti e rafforzati sempre più. Ricolmi di questa forza, attaccano
con violenza il Jiva, deluso nella lotta.

2. I pensieri ed il carattere
L'uomo non è una creatura del caso, ma è l'essere formato dalla somma dei suoi
stessi pensieri. Un uomo di carattere si costruisce la propria vita in mezzo a
incredibili difficoltà, perseverando continuamente. Non guarda mai indietro e va
avanti con audacia, non ha paura degli ostacoli, non si turba né smania. Non si
lascia facilmente scoraggiare dalle circostanze e non gli viene mai meno il
coraggio e la tenacia. E' pieno di vigore, di energia, di forza, di entusiasmo
ed è sempre attivo e pieno d'ardore. I pensieri compongono il carattere, poiché
non si nasce già con il carattere, ma lo si forma. E' per questo motivo che
nella vita è essenziale forgiarsi un carattere ben definito. Tale scopo deve
essere perseguito con impegno continuo e costante. Create il vostro carattere,
perché con esso potrete modellare tutta la vostra vita. Il carattere è potere,
dominio, influenza; da esso dipendono le vostre amicizie e l'aiuto che potete
avere dagli altri. Vi apre la via per ottenere il benessere, gli onori, il
successo e la felicità. Il carattere è il punto essenziale, determinante, di
tutti i momenti della vita di un uomo, delle sue vittorie e delle sue sconfitte,
dei suoi successi e insuccessi. La persona, dotata di buon carattere, gioisce in
ogni istante della vita. I piccoli gesti sono tanto importanti: un atto di
cortesia, un gesto benevolo nella vita sociale e un aiuto alle persone che
incontrate quotidianamente. Essi aggiungono al vostro carattere un'attrattiva
maggiore di quella che potreste conseguire, mettendovi in vista con lunghi
discorsi e vistose esibizioni di virtù. Un carattere forte si sviluppa solo in
conseguenza di un pensiero altrettanto forte, poiché deriva da un atto di
attenzione personale o da uno sforzo consapevole. L'elemento che governa il
mondo non è rappresentato dalla ricchezza o dal potere o dall'intellettualismo,
ma dal carattere e dalla superiorità morale. La ricchezza, la fama o la
vittoria, nulla in questo mondo ha un valore effettivo se l'uomo è senza
carattere, l'elemento essenziale che agisce e opera ovunque. Che cosa determina
e forma il carattere? I pensieri.

3. I pensieri e le parole
In ogni parola pronunziata esiste una carica di forza. Vi sono due tipi di
Vritti: il Shakti Vritti (potenza di pensiero) e il Lakshana Vritti (potenza
delle parole). Nelle Upanishad sono illustrati i Lakshana Vritti. Il Lakshana
Vritti si riferisce a Brahma, che può essere raggiunto con lo studio delle
Upanishad. Fate attenzione alla potenza delle parole. Una persona che viene
investita con il termine di "Badmash" (pazzo), si sente immediatamente avvolta
in uno stato d'ira e quindi in uno stato combattivo. Al contrario rivolgendoci a
qualcuno con termini cortesi e gentili, incontreremo maggiore disposizione e
comprensione.

4. I pensieri e le azioni
I pensieri sono azioni potenziali; infatti le azioni vere sono quelle della
mente e non quelle del corpo. In verità le azioni della mente costituiscono il
vero Karma. Si può dire che il pensiero e l'azione sono interdipendenti, tanto
che non si può scindere la mente dal pensiero, poiché sono proprio i pensieri a
costituire la mente. Le parole non sono altro che l'espressione esteriore dei
pensieri imperscrutabili. Le azioni sono determinate dai sentimenti di gioia o
di dolore, di piacere o di sofferenza. Tali sentimenti sono appunto piacevoli o
spiacevoli in quanto dipendono dal valore degli oggetti che li procurano. Il
pensiero è un termine finito. E' infatti nota la sua incapacità a esprimere
persino i processi temporali, senza parlare poi di quelli assoluti che sono
ineffabili. Il corpo con i suoi organi non è altro che un prodotto della mente.

5. I pensieri, la serenità e la forza
Meno desideri avete, meno pensieri caotici ed inconcludenti dimorano nella
vostra mente. E' assolutamente necessario controllare i desideri: solo in questo
modo potrete frenare la veloce ruota della mente. Riducendo i bisogni e cercando
di non appagare i desideri e cioè eliminandoli uno alla volta, constaterete che
i vostri pensieri diminuiranno sia d'intensità che di durata. Con un minor
numero di pensieri la pace sarà maggiore. E' un principio da ricordare sempre.
Nella mente di una persona ricca, impegnata in speculazioni finanziare dalla
mattina alla sera, esistono un gran numero di pensieri, che la tengono sempre
occupata, nonostante gli agi ed i piaceri che essa può permettersi. Com'è
diverso chi pratica il controllo del pensiero: nonostante la sua povertà vive
felice anche in una caverna dell'Himalaya! Ad un minor numero di pensieri,
corrisponde una maggiore forza mentale e di concentrazione. Supponiamo che la
media dei pensieri che attraversano la vostra mente sia di cento al giorno. Se
riuscite a ridurla a novanta con la concentrazione e la meditazione praticate
costantemente, avrete aumentato del dieci per cento il potere di attenzione
della vostra mente. Ogni pensiero che eliminate aggiunge maggiore serenità e
forza alla vostra mente. Può accadere che all'inizio non avvertiate questo
beneficio, non avendo ancora sviluppato la capacità di apprezzarlo
coscientemente. La forza acquisita con l'eliminazione di un pensiero, dona nuova
energia per sradicare facilmente un successivo pensiero.

6. L'energia e i pensieri sacri
Il pensiero è la più alta manifestazione dell'essere. Voi pensate proprio perché
condividete il pensiero universale. Il pensiero è nello stesso tempo forma e
movimento. Esso è energia motrice che decide e origina il futuro. Voi diverrete
quello che pensate. Il pensiero trasforma un peccatore in un santo; difatti
modella l'essere umano sotto ogni aspetto. Pensate di essere parte 
dell'Assoluto e tali diverrete. I pensieri elevati generano e sostengono pensieri divini. I
pensieri di odio interferiscono nell'armonia interiore del cuore e ogni pensiero
inutile è un enorme spreco di energia e un ostacolo alla crescita dello spirito.
I pensieri sfavorevoli non possono mai sopraffare il timore. La pazienza supera
la collera e l'ira. L'amore sconfigge l'odio. la purezza vince la lussuria. La
mente non ha un futuro ben definito, varia di momento in momento, sia nelle
sfumature che nella forma.

7. I pensieri che vincolano
Tramite il potere di differenziazione, la mente genera l'universo. Indirizzare i
pensieri della mente verso obiettivi sensuali è segno di vincolo e di
costrizione. l'abbandono dei pensieri rappresenta la liberazione. La mente crea
all'inizio una forma di attaccamento per il corpo e per gli oggetti. Questo
attaccamento è provocato dalle forze del Rajas. Il Sattva procura il distacco
dalle cose e infonde nella mente il senso di discernimento e di rinuncia. E'
proprio la mente rajasica che provoca l'idea dell'"Io" e del "Mio", e le
differenze fisiche, intellettive, morali, sociali, familiari, ecc. L'albero
velenoso dell'illusione (Maya) cresce con rigoglio nel terreno delle
modificazioni, dell'espansione dei pensieri e dei divertimenti superficiali.

8. Passaggio del pensiero puro all'esperienza trascendentale
I pensieri sono di due specie: puri e impuri. Il desiderio di compiere azioni
giuste (Japa), di meditazione, di studiare i libri sacri, ecc., origina pensieri
puri. Invece il desiderio di nuocere agli altri, di odiare, di rubare, ecc.
genera pensieri impuri. I pensieri perdono molta forza nella ripetizione di
godimenti sensuali. Queste forme di godimento lasciano nella mente
un'impressione penetrante. Il vero Swaroopa della mente è solo il Sattva, che si
trova a metà tra Rajas e Tamas. Questi due possono essere rimossi dal Sadhana
che è un insieme di pratiche purificatrici, quali ad esempio, le Tapas, ossia il
coltivare l'altruismo, il Dama, dominio dei sensi e del corpo, il Sama, dominio
mentale, il Japa, l'adorazione, etc. Se sviluppate in voi il Daivi Sampat,
l'insieme delle qualità soprannaturali, automaticamente scompariranno Rajas e
Tamas. Solo allora la mente sarà pura, sottile, ferma e decisa tanto da essere
in grado di divenire un tutt'uno con l'invisibile Onnipresente Assoluto
(Akhandaikarasa Brahman). Tale fusione con l'espressione cosmica sarà logica
come l'unione di un elemento con il suo simile: come l'olio che si unisce
all'olio, il latte al latte, l'acqua all'acqua. Il risultato sarà sempre il
Nirvikalpa Samadhi, lo stato di trascendenza cosmica.

9. Il Raja Yoga come metodo per la trascendenza del pensiero
Sostituite i pensieri impuri con quelli puri, usando il metodo del Raja Yoga che
è facile e produce ottimi frutti. Si richiede molta volontà per allontanare
immediatamente i pensieri. Si può anche usare la formula mentale "Va via,
allontanati pensiero dannoso". La persona comune non riesce a farlo, perché non
ha sufficiente volontà e forza spirituale. Dovete elevarvi oltre i pensieri puri
e raggiungere lo stato supremo di assenza assoluta di pensieri. Solo allora
otterrete lo Swaroopa e solo allora l'Assoluto si rivelerà a voi, come un frutto
di Amalaka nel palmo della mano.

10.La tecnica per la trascendenza del pensiero
Allorché siete assaliti da ogni sorta di pensiero o emozione inutile, siate
indifferenti. Dite a voi stessi "Chi sono?". Penetrate nello spirito delle parole: 
"Non sono la mente. Io sono l'Atman, lo Spirito onnipresente, il Shuddha
Satchidananda. Come posso io essere colpito dalle emozioni? Io sono Nirlipta,
l'inattaccabile, io sono Sakshi, il testimone delle emozioni. Nulla mi può
turbare". Al solo ripetere questi suggerimenti di Vichara, conosciuti anche come
vedantici, i pensieri e le emozioni subito scompariranno. Questo è il metodo
Jnana per allontanare le immaginazioni e per lottare contro la confusione della
mente. Quando nella mente vi sorge un pensiero, chiedetevi: "Perché è
sopraggiunta questa modificazione? Chi guarda? Chi sono io?". Tutti i pensieri
scompariranno quando cesserà ogni attività mentale che, raccogliendosi
internamente, riposerà nell'Atman. E' la formula del Sadhana Vedantico. Ma è
necessario che insistiate costantemente su questo Sadhana. La sola riflessione
"Chi sono?", distruggerà ogni forma di pensiero terreno. Scomparirà l'Ego
personale e rimarrà lo spirito, l'Esente da ogni forma e nome. Questo è l'Atman
che deve essere conosciuto.

CAPITOLO X
POTENZA DEL PENSIERO E SUA METAFISICA

1. La potenza del pensiero e l'idealismo pratico
L'esistenza dell'uomo è un continuo crescendo di situazioni dispersive. Non
adoperando nelle sue azioni le dovute energie, egli non trae più dalle
esperienze il corrispettivo della saggezza. L'essere umano, tormentato dalle sue
imperfezioni che provocano un forte ribollente risentimento nel suo animo,
s'arrovella con la vita che non scorre nel giusto verso. l'amore verso se
stesso, o egoismo, è sempre pronto ad accusare l'altra parte. Gli oggetti del
mondo esteriore sono deliziosi tormenti per lui. Tuttavia si ostina a perseguire
sensazioni personali. Lacerato da queste sue passioni, non è più capace di
stabilire dei rapporti giusti ed armoniosi con il prossimo e in ogni occasione
viene ingannato dalla ricerca della felicità individuale. Sull'altare della
verità devono essere sacrificati l'orgoglio, l'egoismo e la superbia.
Esercitatevi di continuo e intenderete la verità che non conosce parzialità,
amori egoistici, evanescenti bagliori. Nell'esperienza quotidiana l'uomo prova
l'onta dell'errore, che è disfacimento, desolazione e deformazione della vita.
Questo stato, che è determinato dai pensieri dispersivi, si riflette soprattutto
nei rapporti con gli altri. Allora il gelo scende inesorabile in ogni cuore
oppresso dall'orgoglio, dalla paura, dalla speranza, dal lucro, dalla cupidigia.
L'uomo saggio crea in se stesso un'isola che non può essere raggiunta né
sommersa da nessuna tempesta. Il profumo dei fiori si perde nel capriccio del
vento. L'effluvio dell'uomo saggio permea ogni luogo e ogni creatura che lo
circonda. O uomo, se riempi la tua lampada di acqua, non potrai mai disperdere
l'oscurità delle tenebre. Riempi la tua lampada con l'olio dei pensieri giusti e
il tuo cammino sarà rischiarato. Non devi compiacerti della tua vanità, né del
tuo orgoglio, né della tua opera. Ai margini della verità l'uomo appare
miserabile. Tuttavia non deve disperare, perché non vi è buio senza luce, e vi è
sempre una risposta sublime ad ogni bisogno interiore dell'uomo. Tutto è
possibile per chi ha ferma fiducia e convinzione. O uomo, eleva il tuo sguardo
nella giusta direzione e cammina verso il sommo del monte. Un pensiero santo è
una voce che parla anche quando la lingua tace. Ha in sé una forza tale che
nessuno al mondo potrà mai soffocarlo e abbatterlo... O uomo, cerca di non
ingannare te stesso con cose irreali e futili. Non tentate di abbracciare la
felicità in un'infinità di modi, perché più la rincorri e più ti sfuggirà. Non
essere un tormento per te stesso e per gli altri. Ferma il corso dei tuoi
pensieri e scrutane gli abissi. Dove finisce la necessità inizia la curiosità
che alimenta soltanto pensieri vani e artificiosi. Per mezzo dei pensieri potete
creare o distruggere il vostro mondo, la vostra famiglia. E' una reazione
inevitabile, certissima. Tutto quello che dimora nel più profondo del vostro
cuore si manifesta all'esterno. Certi avvenimenti sembrano casi fortuiti, ma in
realtà non lo sono, perché vengono provocati dalle vostre forze di pensiero.
Nulla è fortuito: né tutto quello che accade quotidianamente nell'universo, né
il comportamento di ogni singola persona. Per questo motivo è necessario
migliorare tutti i pensieri. L'azione più valida e più decisa si compie nel
silenzio. I pensieri purificati vivificano tutto il modo di vivere e
suggeriscono sommessamente all'uomo: "Hai fatto in questo modo, ma sarebbe stato
meglio operare in quest'altro". Fate che i pensieri sui quali avete riflettuto,
continuino ad essere presenti nella vostra mente, anche se siete sopraffatti
dagli impegni di ogni giorno. I pensieri sottili saranno la vostra arma. Voi
potrete giungere direttamente alla conoscenza della verità soltanto attraverso
il pensiero e l'esperienza. Il pensiero sull'Assoluto abbrevia le distanze e
costruisce la vita futura; per questo dovete capire la sua importanza.

2. La potenza del pensiero e l'idealismo pratico
Annientate i pensieri più bassi con l'ausilio di quelli più elevati e una volta
raggiunto lo scopo, non tenetevi ancorati a nessuno dei due. Il vostro attuale
stato di essere è determinato dal pensiero, dal sentimento e dall'azione di un
incredibile numero di vite trascorse. Pertanto occorre un lavoro lento e un
processo di pensiero e di pratica laborioso, costante, continuo. Il pensiero
sovrasta l'azione. Se volete agire rettamente, purificate i vostri pensieri. Se
credete fermamente nel potere della fiducia e nello sforzo individuale, potrete
determinare il vostro destino. Come l'elemento essenziale della pioggia è la
nuvola, le componenti essenziali della continua prosperità sono i vostri
pensieri; è quindi evidente che potete essere nei vostri confronti il nemico o
l'amico. L'unico rimedio possibile è di coltivare solo pensieri sereni e
costruttivi. La mente è l'unico elemento creatore di ogni cosa. Essa ha la
capacità di crearsi un mondo intero. Ogni qualvolta ci si riferisce alla mente
creatrice di oggetti esteriori, si parla della mente cosmica. Quando invece si
parla di mente relativa a funzioni psicologiche, come l'amore, l'odio, ecc., si
deve intendere la mente individuale, cioè una parte dello Jiva Srishti. O uomo,
ricorda: il vero Dio dimora nel tuo cuore e l'unico modo per adorarlo è
attraverso i suoi pensieri più sublimi. Frena le funzioni psicologiche della
mente per rafforzare i pensieri più elevati. La natura che ti circonda sarà
esattamente come l'hai pensata. Il mondo che ti circonda è lo specchio dei tuoi
pensieri. Così la tua vita sarà quella che hai creata con il pensiero. I
pensieri sono le pietre, con le quali l'individuo costruisce l'edificio della
sua personalità. Anche le vostre esperienze sono quelle che pensate. La vostra
stessa immaginazione vi può distruggere o aiutare. Siete diventati timidi,
nutrendo pensieri di timore. Non lasciate che la vostra immaginazione vi
sovrasti e vi sommerga. Le cose vi colpiscono solo nella misura in cui voi ne
avete idea. La mente riconosce un valore soltanto nelle cose in cui crede
intensamente. Guardando lo stesso oggetto, persone diverse ne traggono valori ed
importanza diversi. Pensate perciò perfettamente, seguendo il ritmo delle vostre
tendenze mentali. Il pensiero è uno strumento creativo e l'uomo diviene ciò che
pensa. Il vostro carattere e la vostra personalità, vengono formati dal
pensiero. Fin dalla nascita avete la vostra dotazione di pensieri; ma il
carattere è stato già determinato dai vostri pensieri precedenti. In questo
stesso momento, con i vostri stessi pensieri, vi create il futuro; se pensate a
cose nobili, forti, verrete in possesso di un comportamento nobile e forte. Se,
al contrario, avete pensieri bassi, torbidi, niente potrà cambiarvi. Si può dire
che i pensieri e le azioni sono strettamente collegati tra di loro; quindi fate
in modo che soltanto i pensieri giusti si introducano nella vostra mente.
Ciascuno di noi ha un concetto diverso del dovere, del valore, del godimento e
della libertà, a seconda delle convinzioni individuali. Combattete per ogni
vostro ideale. Le vostre azioni riflettono un pensiero prolungato nel tempo e
dotato di diversa intensità. Portate a termine le azioni e otterrete gli
obiettivi e gli scopi che riflettono i vostri desideri. Non permettete alla
mente di diventare sempre più pesante e più grossolana. Per rendere le mente
penetrante, fine, intuitiva, seguite il processo di curare i pensieri virtuosi.
La vostra vita presenta quattro aspetti: quello fisico, quello emotivo, quello
mentale e quello spirituale. Il legame più grossolano è rappresentato
dall'aspetto fisico. Innalzatevi al di sopra delle sensazioni fisiche, delle
inclinazioni di questa natura e delle emozioni, coltivando con grande cura i
pensieri che contemplano il vostro corpo non come un composto di elementi ma
come il vostro tempio. Elevatevi oltre le sollecitazioni mentali, poiché
l'azione individuale ha una sua specifica funzione nel mondo del pensiero.
Emettete un continuo flusso di buoni pensieri verso tutto il creato. Ogni
pensiero racchiude in sé una funzione di assistenza e di benevolenza. Voi spesso
ricorrete a espedienti, trucchi e abili gesti, che sono mendaci e ingannevoli.
Non tentate assolutamente di lasciare le cose incompiute o di agire con
l'inganno, perché esiste una legge che costringe ognuno a mostrarsi nella sua
vera luce e identità. I pensieri vengono rivelati dal carattere e non tanto
dall'espressione verbale. Cercate quindi di non costruirvi una personalità falsa e artificiale. Siate leali e sinceri sempre. Il flusso dei pensieri può scorrere
in due direzioni. Se scorre verso il bene, crea un campo per la libertà e per la
conoscenza. Quando invece è diretto verso il vortice dell'esistenza, verso la
parzialità e l'ipocrisia, va verso il male. Voi siete il centro della volontà
individuale, del pensiero individuale, della sensazione individuale.
L'incantesimo nato dal tempo e dal luogo, riflette dinanzi ai vostri occhi scene
radiose che svaniscono come illusioni. Voi siete stati spesso ingannati. Il
vostro potere di discernimento è inaridito dal fuoco della erudizione. Ma il
vostro traguardo spirituale è davanti ai vostri occhi, e dipende essenzialmente
da voi raggiungerlo. Con i pensieri più elevati lo raggiungerete. Non ricercate
il fine personale, egoistico e la gloria individuale. La morte rimarrà lontana
da voi fino a quando non metterete in evidenza sul petto la ghirlanda dei
pensieri dispersivi e triviali. La felicità di una mente elevata è inesauribile
e sovrasta di molto persino la gioia di possedere immensi tesori e alti titoli.
La vostra mente è onnipotente, poiché è capace di compiere ogni impresa nel
tempo voluto. Tutto ciò che immaginate nella vostra mente si concretizzerà. Un
pensiero intenso, espresso dalla vostra mente, si attuerà. Il vostro pensiero è
dotato di potere creativo; può infatti sviluppare gli oggetti dal suo intimo.
Esso è il creatore unico e nulla al mondo sarà mai creato e ricercato se non
attraverso la mente ed il pensiero, che è il materiale per mezzo del quale le
cose vengono create. Tutte le sostanze non sono che la materializzazione della
coscienza. Nessuno è responsabile delle vostre conquiste, poiché tutto è
conseguenza del pensiero. La causa di tutto ciò che vi accade nella vita è
situata all'interno di voi stessi. Non può esistere un altro essere che vi
conceda favori, a meno che non ne siate meritevoli. Tutto ciò che ottenete
tramite gli altri, è il risultato dei vostri unici sforzi. Non vi è nulla al
mondo che non possiate fare se i vostri pensieri sono volti nella giusta
direzione. Il potere creativo è il privilegio di ogni mente. Gli sforzi da voi
compiuti per seguire le vostre aspirazioni formano la trama e l'ordito sul quale
potete intessere il vostro destino. Rifiutate la mente dispersiva che è la causa
della debolezza dei pensieri. La mente superficiale e grossolana non può essere
profonda, introspettiva e intuitiva. Controllate la mente errante,
concentrandovi su un unico pensiero. Tutto quello che pensate con intensità
prima o dopo avverrà in rapporto all'intensità con cui l'avete pensato.
L'estensione dello spazio e del tempo è strettamente in rapporto con i pensieri
e con le emozioni. Le esperienze riflettono i pensieri. Se pensate ad un momento
come ad un periodo lunghissimo, sarà effettivamente così. Lo stesso periodo di
tempo vi sembrerà estremamente lungo quando vi troverete in difficoltà e
fuggevolissimo quando sarete felici. La potenza del pensiero è tale che una cosa
dolce vi sembrerà amara e viceversa, proprio a causa dell'intensità del
pensiero. Potete trasmutare qualsiasi veleno in eccellente bevanda. Pensate a
Meera che, con la potenza del suo pensare, è riuscito a compiere la
trasmutazione del veleno in nettare. Siete circondati da forze antagoniste. Ma
se in voi non vi sono pensieri contrari, potrete facilmente cambiare la
maledizione in benedizione. Solo in questo modo potete controllare tutte le
forze contrarie. Combattete con volontà e controllate continuamente
l'indesiderata superficialità della mente. Il mondo che vi circonda è
esattamente come lo pensate: le percezioni sono rafforzate dal pensiero. La
vostra mente percepisce le cose esattamente allo stesso modo e nella forma che
voi immaginate. Penetrate nella parte più tenace e oscura dei pensieri e cercate
di scoprirvi la divinità. Dipende esclusivamente dal pensiero se provate
sensazioni di delusioni o di gioia, se vi sottoponete all'esperienza della
nascita e della morte, se vi sentite legati al mondo o se da esso siete liberi.
Tutti i vostri stati di felicità o di sofferenza, ora o successivamente,
dipendono dai pensieri che avete formulato. Tutto quello che pensate in
quest'ora come nelle successive, si realizzerà certamente. Anche la vostra
esistenza di questo momento è stata voluta dai vostri pensieri. Quindi potete
intervenire e trasformare il presente stato in un altro diverso. Se pensate di
restare separato dall'Assoluto, vi capiterà; se pensate di essere uniti
all'Assoluto, lo diverrete. I limiti li determinate voi con il vostro pensiero.
Ogni pensiero divino penetra sempre più nella parte del visibile e del finito e
la trasforma in perpetuità; se questo non accade significa che trascurate la
vostra fucina mentale.

3. La potenza del pensiero e l'idealismo pratico
Il vostro destino viene tracciato chiaramente dai vostri pensieri. Il limite che
potete raggiungere è quello che immaginate di possedere. Il mondo intorno a voi
è esattamente come l'avete voluto e pensato. Vivete in un immenso oceano di
potenza e di gioia, ma vi appropriate soltanto di quello che pensate, immaginate
e credete. Particolari tendenze vi permettono di serbare nell'animo certi
pensieri che stimolano la vostra mente. Iniziando questo lavoro con un senso di
discernimento, potrete facilmente superare la fantasia della mente. Il limite
dei vostri pensieri è il limite delle vostre possibilità. Le circostanze e le
condizioni ambientali in cui vi ritrovate, non sono nient'altro che la
materializzazione dei vostri pensieri e delle vostre idee. Le esperienze della
vita avranno un andamento diverso a seconda della gamma d'onda dei vostri
pensieri. Qualunque pensiero voi nutriate sarà alla fine realizzato. Se una
mente pura crede fortemente in qualche cosa, la realizza. La potenza dei vostri
pensieri sarà quindi in proporzione alla loro intensità e alla loro profondità.
Il pensiero deve essere curato con amore, perché attraverso il desiderio e
l'immaginazione contribuirete alla realizzazione dell'idea. Sviluppando in voi
una mente pura, tutto quello che desiderate ottenere - sia esso un oggetto di
nessun valore o un oggetto molto prezioso e particolare - sarà realizzato per
essere vostro. E' anche vero che ogni pensiero ha nel tempo stesso un effetto su
tutta o su una sola parte della morfologia umana. Meditando con costanza su
talune caratteristiche fisiche che vogliamo ottenere, il corpo fisico assumerà
la forma di questi stati. Altrettanto accade al corpo mentale o sottile allorché
si immagina ripetutamente lo stato che si vuol acquisire. Il segreto del
successo sta nel tentativo costante, ripetuto, paziente e tenace. Sviluppate in
voi un forte senso di risolutezza che costituirà il fattore decisivo per
realizzare i vostri pensieri. Così nessuno sarà in grado di contrastare il
potere della vostra forza di volontà. E per questa ragione potrete realizzare
ogni cosa che volete, senza incontrare grandi ostacoli. Il vostro corpo è il
pensiero oggettivato. Con il mutare dei pensieri, cambierete anche le cellule
del vostro corpo, perché la mente crea il vostro fisico con le sostanze dei
vostri pensieri. Il pensiero è una forza che può cambiare, creare, trasformare o
almeno modificare tutto ciò che esiste nella vita umana. Le disarmonie del corpo
fisico sono considerate malattie fisiche, mentre i conflitti psichici vengono
chiamati malattie mentali. Entrambe le malattie sussistono perché sono causate
dall'ignoranza e possono essere curate soltanto con la conoscenza della realtà.
Quando la mente è preoccupata da esperienze grossolane e triviali, si determina
uno stato depressivo generale che ha origine nella mente stessa. L'equilibrio
viene turbato a danno del flusso regolare delle correnti vitali che scorrono in
noi. Si riscontra anche una disarmonia dei Nadi, (i condotti interiori ultrasottili)
perché alcuni ricevono un flusso d'energia vitale maggiore e altri
minore rispetto al normale. E pertanto tutto il sistema non riesce più a
funzionare. Allora la disarmonia mentale provoca la malattia fisica che potrà
essere curata soltanto se ne verrà rimossa la causa. Ogni pensiero di
depressione o di disagio che entra nella vostra mente, ha un effetto che si
ripercuote su ogni singola cellula del corpo e tende a produrre la malattia.
Tutti i pensieri dannosi sono precursori di malattie e perciò anticipano la
morte. Se volete vivere a lungo e godere ottima salute, oltre ad avere una certa
sensibilità e vitalità, dovete incoraggiare i pensieri costruttivi e sereni.
Siate attenti e vigilate, se volete avere un'idea giusta dell'enorme influenza
che i pensieri hanno sul corpo. In verità tutte le malattie e le sofferenze
fisiche o psichiche hanno origine nelle condizioni e negli stati mentali ed
emotivi pervertiti o repressi. E' necessario che provvediate a ristabilire
l'armonia nella vostra mente, compiendo azioni nobili, che purifichino i vostri
pensieri. Allorché la purificazione sarà in atto, le correnti vitali
cominceranno a scorrere con il giusto ritmo, riordinando l'intero sistema
fisiologico. Ogni pensiero positivo stimola il cuore, migliora il sistema
digestivo e favorisce l'azione normale di ogni singola glandola, sistema,
organo, plesso, ecc. Inoltre con questo si raggiunge la perfetta armonia
mentale. Questo aspetto è importantissimo, perché solo quando i vostri pensieri non vagheranno più da un oggetto all'altro, vi sentirete soddisfatti e
raggiungerete uno stato di gioia che è unico. Se siete felici, ogni cosa
apparirà ai vostri occhi bella, piacevole e graziosa. La gioia ha la sua
sorgente nei pensieri. Perciò purificateli, perché solo così si potrà arrivare
alla calma interiore e solo così verranno curati i vostri malanni fino alla
radice. Se nutrite pensieri pacifici, tutto il mondo che vi circonda vi apparirà
gradevole e tranquillo, ma se invece nutrite pensieri grossolani e bassi, il
mondo vi apparirà come trasformato in una immensa fornace rovente. Nessuna
circostanza al mondo vi può costringere a serbare nella mente pensieri
indesiderabili. Non rovinatevi la vita futura, lasciandovi condizionare dalla
sorte, ma dite con risolutezza: "Questo in realtà non esiste". Il pensiero è in
grado di rivelare la realtà. Sospinto dal pensiero giusto, l'uomo supera
facilmente le situazioni più pericolose. La realtà è insita ovunque con piena
potenza; sicché qualsiasi cosa pensiate, potete effettivamente sperimentarla. I
pensieri compongono la natura essenziale di tutti gli oggetti. Risulta chiaro
pertanto che il materialismo è un'idea errata. Praticando la giusta visione e
nutrendo continuamente pensieri sicuri e concreti, la mente diviene sottile,
intensa, penetrante e intuitiva. La vera azione altro non è che pensiero: essa è
realmente mentale e non fisica. L'azione fisica altro non è che l'espressione
esterna delle vibrazioni volitive della mente; perciò le vostre attività fisiche
non sono altro che i diversi aspetti delle attività mentali. Come la bellezza di
un albero fiorisce di splendori nella primavera, così gli alti pensieri
ingemmano di successi la vostra vita. Esiste una differenza netta tra i pensieri
dell'uomo saggio e quelli dell'uomo comune. Più sentirete il distacco dal mondo
e più sarete liberi. Dal momento che emanerete pensieri di purezza, sarete
sostenuti nel vostro cammino dalla legge eterna. Voi siete coscienti dei vostri
pensieri e sapete soltanto quello che è accaduto. Ciascuno di voi,
singolarmente, sperimenta il mondo dall'esperienza del mondo. Per quanto la
vostra mente sia limitata, è sottoposta a diversi tipi di modelli e di
circostanze.

4. Alcune forme di pensiero
Il vero sapere è la coscienza dello spirito, perché rende consapevoli della vera
natura. Sapere significa giusto discernimento, corretta valutazione, saggezza e
perfetta comprensione di se stessi e degli altri. Il pensiero giusto indica la
giusta azione da seguire. La bellezza ha un carattere essenzialmente spirituale,
e la vera bellezza di ognuno è racchiusa nel cuore ed è riflessa nel carattere.
La bellezza è sinonimo di purezza, essa risplende di virtù. L'amore è il senso
raffinato e innato di unione con l'intera creazione. Il vero amore è
abnegazione, disinteresse, altruismo. L'amore è l'aspetto più sacro del cuore; è
incondizionata buona volontà, misericordia, compassione e tolleranza. L'amore
profondo è assenza di sensualità. Il corpo non è tutto. Ma qualcosa di
estremamente importante risiede nel corpo: l'Ego, lo Spirito dell'uomo. Anche se
identico allo Spirito Cosmico, l'Ego è caratterizzato dal frutto del Karma
dell'anima individuale. Il corpo scompare, ma lo Spirito vive sempre.
L'individualità dello Spirito sussiste fino a quando esiste il corpo; poi torna
a dissolversi nella sua sorgente originaria, unendosi allo Spirito Universale, a
meno che non sia costretto dal karma ad effettuare un'altra incarnazione ancora.
Ogni cosa scompare dopo il trapasso. Mai nulla accompagnerà l'uomo, eccetto i
frutti del suo karma, una volta che si è liberato del corpo. Per tutta la durata
della sua esistenza, l'uomo dovrebbe vivere animato dal senso di amicizia e di
amore verso tutti, mostrandosi comprensivo e mentalmente aperto, sereno,
ottimista, clemente e tollerante, distaccato dagli oggetti e dalle ricchezze.
Tutto questo si raggiunge con la devozione verso l'Assoluto e accontentandosi di
poco vivere. Se incontrate delle difficoltà, esaminatele attentamente fino a
risalire alla loro causa. Il vero male consiste proprio nell'ignorarla. Il mondo
è una grande scuola, dove vengono concesse a tutti ampie possibilità per
apprendere a trasformarsi e modellarsi in individui migliori. Nessuno nasce
perfetto; ma esistono per ciascuno di noi molte possibilità per migliorare. Le
difficoltà dovrebbero perfezionare l'individuo piuttosto che creargli dei 
complessi di origine psichica, emotiva ed affettiva. Lasciatevi influenzare dai
pensieri nobili e raggiungerete la perfezione, che è il vero scopo della vita.
La comprensione del Guru verso il proprio discepolo è illimitata e senza
condizioni tuttavia i vantaggi di questa comprensione dipendono dalla
disciplina, dalla fede e dalla purezza del discepolo. Il Guru si trova nel cuore
dei discepoli. Alcuni percepiscono la vivente presenza di lui, altri no. Ma per
tutti è il patrimonio più grande e più prezioso che si possa avere.

CAPITOLO XI
LA POTENZA DEL PENSIERO E LA REALIZZAZIONE DELL'ASSOLUTO

1. La vita. Influsso reciproco dei pensieri
Quel pensiero, dominante nella mente, si manifesterà nella vita. Se siete
coraggioso, allegro, misericordioso, tollerante, queste qualità si affermano
nella vostra vita fisica. L'unica impurità della mente è costituita da pensieri
volgari e da desideri privi di spiritualità. Vigilate sui buoni pensieri; sono
il vostro tesoro. Quando avrete eliminato anche l'ultimo pensiero legato all'Ego
inferiore, allora conoscerete la pace. La vita è determinata dal flusso dei
pensieri. L'interruzione della dualità avviene proprio quando la mente
interrompe il suo funzionamento. Il pensare è legato al fattore "tempo". I
pensieri devono cessare e solo allora conquisterete l'assenza del tempo.
Rimanete con un atteggiamento interiore immobile. Fate che tutte le onde di
pensiero diminuiscano una ad una fino a scomparire. Nella quiete la mente si
dissolve e l'Atman rifulge di luce propria, di pura consapevolezza.

2. Come trasformare il pensiero in esperienza spirituale
L'oro, che viene fuso nel grogiuolo, ne prende la forma. Allo stesso modo la
parte mentale assume facilmente la forma dell'oggetto, al quale ha lungamente
pensato. Se pensa a un frutto ne assumerà le sembianze e le qualità. Se vi
soffermate a pensare intensamente al Cristo, ne potrete imitare le virtù. E'
assolutamente necessario che nutriate la mente con i giusti mezzi, affinché essa
possa assimilare l'adatto cibo sattvico. Gli stessi pensieri che durante il
giorno occupano la vostra mente, ricorreranno spesso nei vostri sogni. Se siete
puri, potete assumere il Bhava (comportamento mentale) che ritenete più
opportuno. Se la vostra attenzione è concentrata sulla misericordia, tutto il
vostro essere sarà permeato di questa virtù; altrettanto vi accadrà con il
sentimento di pace. Il Bhava infatti determina la natura di un'azione,
rendendola efficace. Abbracciate chiunque volete: vostra madre, vostra sorella,
vostra moglie; l'azione è la stessa, ma il Bhava mentale è diverso. Fate
attenzione al vostro comportamento mentale, controllate sempre le vostre idee e
le vostre sensazioni, specialmente durante la meditazione perché è necessario
che i vostri Bhavana siano sempre sattvici, essendo il loro controllo molto più
importante di quello del respiro. I pensieri che create nella vostra mente e le
immagini che a mano a mano formate nella vita quotidiana, vi aiuteranno a
compiervi e a divenire quello che vorrete essere. Se pensate costantemente a
Krishna, vi identificherete in Lui e sarete in Lui eternamente.

3. I pensieri dell'Assoluto
La vostra mente deve eliminare tutti i pensieri grossolani e volgari e riempirsi
esclusivamente di pensieri dell'Assoluto. Tenetela costantemente impegnata con
pensieri sublimi ed elevati in modo che non vi sia spazio per quelli dispersivi.
Non dite mai parole inutili e non permettete che pensieri vani e puerili entrino
nella vostra mente.

4. Pensieri elevati per guarire le malattie
La migliore medicina per guarire tutte le malattie e per mantenersi in ottima
salute, consiste nell'impegnare la mente nei pensieri elevati. Le onde emanate
da questo tipo di pensieri, mercè il Kirtan, il Japa e la meditazione,
pervaderanno di una speciale energia tutto il vostro corpo, ringiovanendolo e
vivificandolo. Un altro mezzo estremamente utile e molto economico è di
mantenersi sempre allegri, sorridenti, ottimisti. Studiate quotidianamente la
Bhagavad Gita; fate anche pochi capitoli, ma quelli più significativi. Siate
continuamente occupati; è un ottimo rimedio per tenere lontani i pensieri
relativi a cose mondane. Colmate la mente con sattva e godrete così ottima
salute e profonda pace. Cercate di mettervi in sintonia con pensieri e virtù
superiori, quali la saggezza, la serenità, la verità, il coraggio, la
misericordia, l'amore, la gioia, la fiducia. Lasciate che la mente prenda una
direzione spirituale e che percorra i sentieri dello Yoga: essa beneficerà di
pace e potrà generare armoniose vibrazioni. Tutto sarà di enorme vantaggio per
la vostra salute mentale, fisica ed emotiva.

5. Coltivate il pensiero tramite la conoscenza e la devozione
Appartatevi e controllate attentamente i vostri pensieri. Solo per poco tempo
permetterete alla mente di saltare come una scimmia nell'ombroso fogliame. A
poco a poco dovrà acquietarsi e voi diverrete uno Sakshi in grado di controllare
i vari pensieri. Sarete lo spettatore delle scene che si svolgeranno nella
vostra mente. Non identificatevi con i vostri pensieri, siate indifferenti. In
questo modo essi si esauriranno uno per volta inesorabilmente. Ripetete
mentalmente: "OM, io sono uno Sakshi. Io sono l'Universale Atman. Io sono
completamente distaccato da queste figure mentali e da questi falsi pensieri.
Vadano pure via; io non ho nessuna attrazione per loro". Allora i pensieri
scompariranno e la mente sarà docile e pronta. Concentrate la mente sulla forma
di Hari, Siva, Krishna, del vostro Guru o qualsiasi altro santo e maestro.
L'immagine mentale deve essere tenuta sempre viva e forte; in tal modo tutti i
pensieri scompariranno rapidamente. Questo secondo metodo è chiamato Bhaktas.

6. Pensieri e pratica dello Yoga per la quiete mentale
Sedetevi in un luogo tranquillo e iniziate a discernere i vostri pensieri,
dissociandovi da loro e dalla mente che ne è la sorgente. Identificatevi con il
vostro intimo profondo, il più segreto Io e soffermatevici silenziosamente. A
poco a poco tutti i pensieri svaniranno e voi e l'Assoluto sarete una cosa sola,
il Prabrahma (Grande Brahma). Continuate la pratica della quiete mentale. E'
necessario un lavoro continuo, costante e paziente per riuscire ad annullare la
mente. Dovete procedere con ordine, annullando per primi i Vasana. Solo allora
sarete in grado di iniziare con efficacia il Sadhana della calma mentale. Senza
i Vasanas-Kshaya, non è possibile il raggiungimento della quiete e
l'annullamento della mente.

7. Come conquistarti gli amici, praticando lo Yoga
"Conquistate gli amici e influenzate le genti", è una massima che Dale Carnagie
ha preso da un antichissimo libro indiano di scienze esoteriche e metapsichiche.
Se praticate lo Yoga il mondo intero vi amerà. Inconsciamente attirerete a voi
tutti gli esseri viventi; persino le entità spirituali saranno sempre ai vostri
ordini. Gli animali feroci saranno mansueti con voi, che amate e servite tutti.
Scoprite e potenziate i vostri poteri interiori attraverso la pratica del Raja
Yoga, attraverso il controllo e la conquista della potenza del pensiero. 
Se praticate lo Yoga, tutta l'umanità, tutti gli esseri viventi, compresi gli
animali, faranno parte della vostra famiglia. le pratiche Yoga vi schiuderanno
un mondo particolare, grazie al quale riuscirete a superare tutte le difficoltà
e tutte le debolezze. Inoltre, sempre per mezzo dello Yoga, il dolore verrà
annientato dalla gioia, la morte dalla vita, la tristezza dall'ottimismo, la
sconfitta dalla vittoria, la malattia dalla salute. Praticate con continua
regolarità e voi stessi constaterete l'efficacia di queste pratiche.

8. Lo stato di spensieratezza procurato dallo Yoga
In genere la molla che spinge la maggior parte dei neofiti non è la ricerca di
un risveglio dello Spirito, ma piuttosto un senso di curiosità inteso ad
ottenere delle facoltà parapsicologiche. Questo atteggiamento impedisce e frena
il neofita nell'ascesa verso l'Assoluto, in quanto egli cerca di sviluppare i
Siddhi per scopi personali ed egoistici, pertanto è essenziale attenersi
rigorosamente alle leggi etiche della dottrina. All'inizio occorre trasformare
la natura umana. Se diventate assolutamente privi di desideri e di pensieri e se
i Vritti mentali vengono distrutti interamente, allora Kundalini (energia
cosmica) avrà modo di ridestarsi senza sforzo alcuno, solo per mezzo della forza
derivante dalla purezza interiore. Rimuovete tutte le scorie mentali e tutto
quanto non è utile, perché l'aiuto e la risposta che attendete vengono da voi
stessi.

9. Lo Yogi che ha sviluppato la forza del pensiero
Se un individuo possiede una personalità affascinante e magnetica, tutti coloro
che lo avvicinano saranno profondamente influenzati dalla sua voce dolce, dalla
sua parola decisa e serena, dai suoi occhi luminosi, dal suo corpo forte e
vigoroso e dalle sue grandi virtù. Le genti da lui ricevono gioia, pace e forza:
tutti vengono ispirati dalle sue parole e dal suo comportamento. Il pensiero è
nobile, ma è una grande forza. Uno Yogi è in grado di purificare il mondo intero
con la forza del suo pensiero, anche se vive in una solitaria grotta
dell'Himalaya. Per aiutare il prossimo non è necessario salire su un podio e
tenere conferenze o discorsi. Il Sattva è un'attività intensa e appare simile a
una ruota che, girando rapidamente, sembra ferma. Opera così l'uomo sattvico.

10.Il pensiero è una forza che evolve
La vita è un viaggio attraverso l'impurità, l'odio, l'amore cosmico, le tenebre,
la luce, l'imperfezione, la schiavitù, la libertà, la molteplice diversità e
l'unica Unità, l'ignoranza e la saggezza, la debolezza e la forza. Lasciate che
ogni pensiero vi porti sempre più vicino all'Assoluto e che perfezioni sempre di
più la vostra evoluzione interiore.

CAPITOLO XII
LA POTENZA DEL PENSIERO PER UNA NUOVA CIVILTA'

1. I pensieri puri e il loro rapporto con il mondo
Sia lo psicologo, sia lo studioso delle scienze esoteriche, confermano
l'importanza della purezza dei pensieri. Infatti la cultura del pensiero è una
scienza esatta. Per questo motivo si dovrebbe educare il pensiero allontanando
tutto quanto è vano e grossolano. Colui che ha pensieri egoistici nuoce a se
stesso e agli altri perché contamina il mondo mentale. i suoi pensieri egoistici
si insinuano nelle menti altrui, anche di coloro che vivono lontani. I pensieri
egoistici sono la causa di tutte le malattie. Infatti l'origine del male
scaturisce sempre da un pensiero impuro. Colui che ha pensieri buoni e sublimi
può irradiare gioia, speranza, conforto, pace, anche a chi vive lontano.

2. La forza del pensiero al servizio del benessere umano
Con la parola Karma viene indicata la legge di causa ed effetto. ma il Karma
significa anche azione. E solo l'uomo nel cosmo è l'essere pensante capace di
discernere, comprendere e determinare il Karma. Per tutti gli altri regni
inferiori non esiste questa possibilità. I pensieri sono veri e propri oggetti,
consistenti e forti più di ogni altra cosa fatta di materia. Hanno una forza
enorme, incredibile. Siate quindi molto cauti quando usate il potere del
pensiero, che può esservi di immensa utilità in moltissime occasioni; non
sottovalutate questo potere e non trattatelo a caso. Fatene sempre un uso giusto
e a totale beneficio di tutti.

3. La potenza del pensiero per educare i sentimenti di coraggio e di amore
Continuate a distruggere i pensieri di paura, di egoismo, di odio, di debolezza,
di male, di sconforto. Consolidate invece i pensieri di misericordia, di
coraggio, di amore, di purezza. E non dimenticate che i pensieri di egoismo vi
distruggono, mentre quelli elevati di purezza vi infondono nuova esultante vita.
Provate e comprenderete l'immensa forza interiore di cui potete disporre.
Meditare sull'Assoluto produce un effetto incredibile, ineffabile, poiché
allontana i pensieri egoistici e trasforma la sostanza mentale.

4. La forza del pensiero al servizio di una vita ideale
Nei pensieri elevati esiste sempre una forza straordinaria, da cui l'esistenza
vostra trarrà sicuro beneficio. Tuttavia esistono livelli diversi di ricezione
in rapporto alle capacità mentali e intellettive, alla forza fisica e psichica
di ogni individuo. Per questo motivo ognuno dovrebbe avere un ideale adatto al
proprio temperamento e alle proprie capacità e cercare di attuarlo ad ogni
costo. Un ideale non sentito e non adeguato alla vostra formazione individuale,
oltre ad essere irraggiungibile, vi procura illusioni. Allora non dovrete far
altro che rinunciare a divenire tamasici. Ciascuno conservi i propri ideali che
potrebbero essere sempre realizzati in futuro. E' importante il fatto che ognuno
metta, nel perseguire il proprio ideale, tutta la tenacia e la costanza
possibile. Tutta la vostra energia, la vostra forza nervosa e la vostra volontà,
devono essere dirette verso questo scopo. La sostanza del vostro ideale può
essere definita da voi stessi, tenendo conto delle vostri naturali inclinazioni.
Se non siete capaci, fatevi consigliare da un Guru. Come è triste constatare che moltissime persone vivono senza un preciso, elevato ideale. Anche coloro che
hanno avuto un'istruzione, spesso conducono una vita che non ha senso e scopo,
sconvolti dal vento delle passioni. Gli epicuri, gli avidi, i ricchi non
conoscono certo altro modo di vivere. Questi sono l'ideale degli spiriti molto
bassi, che conducono l'uomo nelle tenebre. Benedetto sia l'uomo che lotta per
conseguire i propri ideali. Benedetto sia l'uomo che consapevole sorride
continuamente. Così trasformerà l'ambiente che lo circonda.

5. L'energia del pensiero al servizio del progresso spirituale
I discorsi vacui e le chiacchiere vane assorbono una notevole quantità di
energie vitali, come i pensieri inutili e vuoti. E' necessario non disperdere il
pensiero e osservare l'economia più stretta della sua energia per utilizzarla
nella contemplazione di Brahma. Tutti i pensieri nocivi e vani devono essere
allontanati decisamente, poiché impediscono la crescita dello Spirito. Un
pensiero inutile vi allontana dall'Assoluto; non dovete quindi permettere alla
mente di percorrere quei sentieri dove nascono abitudini e atteggiamenti dannosi
e inefficaci.

6. Aiutate il mondo tramite pensieri di forza
Vibrazioni di frequenza uguale armonizzano tra di loro, vibrazioni di frequenza
diversa si respingono. Secondo questo principio, tutti i principi simili si
attraggono e si trasmettono da persona a persona. Infatti il pensiero è
movimento costante, forza vivente e dinamica. Se la vostra mente si sofferma su
un pensiero sublime, si sintonizzerà con altri pensieri sublimi. Naturalmente i
pensieri dannosi e dispersivi attireranno altri uguali pensieri.

7. La potenza del pensiero e le condizioni per una nuova civiltà
Il pensiero plasma l'uomo che, a sua volta, forma la civiltà. Dietro ogni
avvenimento importante della vita e della storia del mondo, esiste una forma di
pensiero; dietro ogni scoperta ed invenzione, dietro ogni religione e filosofia,
ogni distruzione e creazione della vita, esiste il pensiero. Il pensiero viene
espresso con la parola che lo trasforma in azione. Vero è il detto: "Tu
diventerai quello che pensi". Ma come costruire una civiltà nuova? Risvegliando
una nuova forza di pensiero. Come costruire una civiltà che possa garantire
all'uomo la pace e la prosperità? Risvegliando nell'uomo la serenità, la virtù,
l'amore. La centesima parte delle energie usate per rincorrere scopi vani
sarebbe sufficiente per creare il PENSIERO che genererebbe la civiltà nuova. Le
armi nucleari e le altre invenzioni esiziali portano inesorabilmente la più
totale distruzione. La natura diventa sterile e un senso di sgomento, di paura,
di sospetto e di odio scende nel cuore dell'uomo, si insinua nella sua mente già
vacillante, penetra nel suo fisico logoro, malato. Fermati, non discendere più
oltre. Allontanate tutto quanto turba la mente dei giovani, e fate che essi
abbiano solo pensieri e ideali nobili. I ladri, gli assassini, i truffatori,
vengono puniti dalla legge, che purtroppo ignora chi perpetra il reato più
grave, quello di introdurre nella mente dei giovani idee turpi e ignobili. le
leggi del futuro esprimeranno la loro perfezione, comminando pene gravi per
questo tipo di reato. Fioriranno allora gli studi filosofici e religiosi come
non mai. Nella nuova Civiltà nascerà un albero, di cui tutti mangeranno i suoi
frutti. L'uomo sarà giusto, generoso, amorevole con tutti, perché il benessere
di tutti sarà la sua più grande felicità. In questa società ognuno darà al suo
prossimo tutto quello che ha e riceverà tutto quello che ha donato. Non
esisteranno più metodi tassazione o di ripartizione degli utili. Non esisterà
più la polizia né l'esercito. Scompariranno le ideologie politiche e le
ingiustizie sociali ed economiche. La virtù sarà l'unica sentinella che veglierà
nel mondo. Risvegliamoci, l'ora è giunta ormai. Muoviamoci incontro alla vita.
l'alba già nasce tra i roseti. La benedizione di Dio discenda su di Voi tutti.

fonte http://goo.gl/92wmi7

Yoga Sutra

pubblicato 13 lug 2014, 04:02 da TEMPO diSERVIRE

YOGA SUTRA di Patanjali













Libro Primo: Samadhi Pada

1. [Si illustra] ora la disciplina dello Yoga 
2. Yoga è l'arresto delle modificazioni mentali.
3. A questo punto il testimone è stabile in sé stesso.
4. Negli altri stati esiste identificazione con i mutamenti della mente.
5. Le modificazioni della mente sono cinque. Possono essere dolorose o non dolorose.
6. Esse sono: retta conoscenza, falso sapere, immaginazione, sonno e memoria.
7. La retta conoscenza ha tre fonti: percezione diretta, deduzione e testimonianza.
8. Il falso sapere è un costrutto che non corrisponde alla realtà.
9. Immaginazione è un'attività mentale evocata da parole, priva di fondamento.
10. La modificazione della mente fondata sull'assenza di ogni contenuto è il sonno.
11. La memoria è la rievocazione di precedenti esperienze. 
12. L'arresto delle modificazioni della mente si raggiunge con una pratica continua e con il distacco dalle passioni.
13. La pratica consiste nell'esercitarsi con costanza al fine di raggiungere la quiete.
14. La pratica diventa una realtà acquisita solo dopo un esercizio lungo, ininterrotto e compiuto con profonda dedizione.
15. Il primo stato di assenza di desiderio, o vairagya, si ottiene allorché coscientemente non si indulge più nella ricerca dei piaceri sensoriali.
16. Lo stato supremo di assenza di desiderio si verifica quando tutti i desideri cessano, in seguito alla scoperta della natura più intima del Purusha, il Sé Supremo.
17. Il samadhi con seme è accompagnato dal ragionamento, dalla riflessione, dalla beatitudine e da un senso di puro essere.
18. Nel samadhi senza seme, invece, si ha un arresto di ogni lavorio della mente, e la mente conserva solo impressioni non manifeste.
19. Il samadhi senza seme è conseguito dagli spiriti illuminati che hanno lasciato il corpo, o Videha, e dagli esseri i cui corpi vengono riassorbiti dalla natura, o prakriti-laya. Essi torneranno a rinascere in quanto conservano i semi del desiderio.
20. Altri conseguono il samadhi senza seme mediante la fede, lo sforzo, il raccoglimento, la concentrazione e la capacità di discriminare.
21. Il successo è più vicino a quanti compiono un percorso intenso e sincero.
22. Le possibilità di successo variano a seconda della forza della volontà.
23. La realizzazione può essere ottenuta anche mediante la devozione a Dio, Ishvara.
24. Dio è il sommo Sé. Egli è intocco dalle pene della vita, dalle azioni e dalle loro Conseguenze.
25. In Dio è il supremo principio di Consapevolezza e la conoscenza suprema.
26. Essendo al di là di ogni limitazione temporale egli è altresì il Maestro dei Maestri.
27. Egli è conosciuto in quanto AUM.( Om )
28. Si deve ripetere e meditare sull'AUM.
29. La ripetizione e la meditazione sull'AUM comportano la scomparsa di tutti gli impedimenti e il risveglio della consapevolezza rivolta all'interno.
30. Gli impedimenti di una mente distratta sono: malattia, apatia, dubbio, negligenza, indolenza, sensualità, delusione, impotenza nel conseguire uno stato di realizzazione e instabilità nell'immergersi in essa, allorchè, la si raggiunga.
31. I sintomi di questi fattori di distrazione sono: angoscia, disperazione, instabilità e irregolarità del respiro.
32. Per rimuovere questi fattori, si mediti su un unico principio, o ekagrata.
33. La mente diviene quieta coltivando un atteggiamento di amicizia, di compassione per i sofferenti, di equanimità verso felicità e dolore, virtù e vizio.
34. La mente si acquieta anche con il controllo dell'ispirazione e la successiva ritenzione dei respiro, o prana.
35. Oppure con percezioni sensoriali straordinarie, che stabilizzino la mente su sé stessa.
36. Oppure, si mediti sulla luce interiore, che è fonte serena e al di là di ogni tristezza.
37. Oppure, si mediti su un essere che abbia conseguito il distacco dai desideri.
38. Oppure, si mediti sulla consapevolezza che sorge durante il sonno.
39. Oppure, si mediti su qualsiasi cosa si adatti a voi naturalmente.
40. In questo modo, lo yogin acquisterà padronanza di ogni cosa, dall'atomo infinitesimale fino alla magnificenza dell'universo.
41. Allorché, l'attività della mente viene posta sotto controllo, la mente diviene pura come un cristallo, e riflette con precisione, senza distorsione alcuna, colui che percepisce, ciò che viene percepito, e lo stesso ente che percepisce.
42. Savitarka samadhi, è il samadhi in cui lo yogin è ancora incapace di discriminare tra vera conoscenza, conoscenza basata sulle parole e conoscenza fondata sul ragionamento o le percezioni dei sensi, che permangono nella mente in forma confusa, mescolandosi tra loro.
43. Il Nirvitarka samadhi si consegue allorché, la memoria viene purificata e la mente è in grado di percepire la vera natura delle cose, senza contaminazione alcuna.
44. Le spiegazioni fatte per il Savitarka samadhi e per il Nirvitarka samadhi, chiariscono anche i livelli di samadhi più elevati, ma in quegli stati, detti Savichara samadhi e Nirvichara samadhi, gli oggetti di meditazione sono di gran lunga più sottili.
45. La regione dei samadhi connessa con questi oggetti più sottili si estende fino allo stadio privo di forma delle energie sottili.
46. Questi samadhi frutto della meditazione su un oggetto sono detti samadhi con seme, e non danno libertà dal ciclo della rinascita.
47. Allorchè, si consegue la purezza suprema nello stato di Nirvichara Samadhi, si ha il sorgere di una luce spirituale.
48. In questa calma interiore, data dal Nirvichara samadhi, la consapevolezza si colma di verità.
49. Nello stato di Nirvichara samadhi, l'oggetto viene sperimentato nella sua dimensione reale, poiché in questo stato si consegue una conoscenza diretta, libera dall'utilizzo dei sensi.
50. Le percezioni che si conseguono nel Nirvichara samadhi trascendono tutte le percezioni normali sia per estensione che per intensità.
51. Allorché, questo controllo su tutte le altre forme di controllo viene trasceso, si consegue il samadhi senza seme, e con esso si è liberi dalla vita e dalla morte.

Libro secondo: Sadhana Pada

1. Lo yoga di tipo pratico, o Kirya yoga, ha un compito introduttivo, ed è costituito da ascesi, studio del Sé, abbandono a Dio. 
2. La pratica del Kriya Yoga riduce la miseria e l'afflizione (klesa) e conduce al samadhi.
3. La miseria o infelicità è prodotta da: mancanza di consapevolezza, o avidya, egoismo, passioni, avversioni, attaccamento alla vita e paura della morte.
4. Sia che sussistano in forma latente, in forma attutita, alterata o in piena attività, è grazie alla mancanza di consapevolezza, o avidya, che le altre fonti di infelicità possono operare.
5. Mancanza di consapevolezza, o avidya, è prendere ciò che è caduco per eterno, ciò che è impuro per puro, ciò che arreca dolore per piacere e il non-sé per il Sé.
6. Egoismo è l'identificazione di colui che vede con la cosa vista.
7. Si ha attrazione, e per suo tramite attaccamento, verso qualsiasi cosa arrechi piacere.
8. Si ha repulsione verso qualsiasi cosa arrechi dolore.
9. Nel fluire della vita è la paura della morte, l'attaccamento alla vita. Esso domina tutti, perfino il saggio.
10. Le fonti delle cinque sofferenze possono essere annullate, riconducendole alla loro fonte originaria.
11. Le manifestazioni esteriori di queste cinque fonti di sofferenza scompaiono attraverso la meditazione.
12. Sia che si adempiano nel presente, oppure nel futuro, le esperienze karmiche hanno le loro radici nelle cinque fonti di sofferenza.
13. Finché, la radice permane, il karma si adempie in rinascite, tramite le classi sociali, la lunghezza della vita e il tipo di esperienze che si vivranno.
14. La virtù porta piacere; il vizio arreca dolore.
15. La persona in grado di discriminare realizza che tutto arreca infelicità a causa dei mutamenti, dell'ansia, delle esperienze passate, e dei conflitti che sorgono tra i tre attributi, o guna, e le cinque modificazioni della mente.
16. Si deve evitare la sofferenza futura.
17. Si deve spezzare il legame tra colui che vede e la cosa vista, in quanto arreca infelicità.
18. La cosa vista, che è formata dagli elementi e dai sensi ha come natura la stabilità, l'azione e l'inerzia, e ha come fine dare esperienza e quindi la liberazione al veggente.
19. I tre guna - stabilità, azione e inerzia - hanno quattro stadi: il definito, l'indefinito, il differenziato e il non manifesto (indifferenziato).
20. Il veggente, sebbene sia pura consapevolezza, vede attraverso le distorsioni della mente.
21. La cosa vista esiste in funzione di colui che vede.
22. Sebbene la cosa vista sia morta per colui che consegue la liberazione, essa è viva per gli altri in quanto è elemento comune a tutti.
23. Il veggente e la cosa vista si presentano insieme, in modo tale che sia possibile realizzare la vera natura di ognuno di essi.
24. La causa di questa unione è ignoranza, o avidya.
25. La dissociazione di colui che vede e della cosa vista prodotta dell'ignoranza è il rimedio che arreca liberazione.
26. La pratica costante dei discernimento tra ciò che è reale e ciò che è irreale, è il mezzo per la soluzione dell'ignoranza.
27. Lo stadio più elevato dell'illuminazione si consegue in sette passi.
28. Praticando il tirocinio dello yoga per distruggere l'impurità, si consegue l' illuminazione spirituale che conduce nella consapevolezza del reale.
29. Gli otto mezzi dello yoga sono: yama (autocontrollo), niyama (osservanze), asana (posizione), pranayama (controllo del respiro), pratyahara (astrazione), dharana (concentrazione), dhyana (meditazione), samadhi (contemplazione).
30. Autocontrollo, o yama, è il primo passo dello yoga, e si compone dei cinque voti seguenti: non violenza (ahimsa), veridicità (satya), onestà (asteya), continenza (brahmacharya), e non possessività (aparigraha).
31. Questi cinque voti, che formano il grande voto, si estendono a tutti e sette gli stadi dell'illuminazione senza riguardo alla classe, al luogo, al tempo o alle circostanze.
32. Purezza, appagamento, austerità, studio, e abbandono a Dio sono le cinque leggi, o niyama, da osservare.
33. Quando la mente è disturbata da pensieri nocivi, medita sui loro opposti.
34. I pensieri nocivi sono la violenza e le altre cause di dolore. Possono essere praticati direttamente, imposti a parole o approvati mentalmente; provengono da sentimenti di cupidigia, ira e altre condizioni di annebbiamento; possono essere moderati, medi o intensi e portano inevitabilmente a dolore e ignoranza. Perciò è necessario coltivare le opposte inclinazioni.
35. Allorché lo yogin è fermamente stabile nella non violenza, coloro che sono in sua presenza abbandonano ogni ostilità.
36. Allorché lo yogin è fermamente stabile nella verità, egli consegue i frutti dell'azione senza agire.
37. Allorché lo yogin è fermamente stabile nell'onestà, le ricchezze interiori si presentano a lui da sole.
38. Allorché lo yogin è fermamente stabile nella continenza sessuale, acquista energia.
39. Allorché lo yogin è fermamente stabile nella non possessività, sorge la conoscenza dei "come" e "perché" dell'esistenza.
40. Allorché si consegue la purezza sorge nello yogin un disgusto dei proprio corpo e si evita il contatto fisico con gli altri.
41. Dalla purezza mentale sorge allegria, potere di concentrazione, controllo dei sensi, e capacità di realizzare il Sé.
42. Con l'appagamento si raggiunge la felicità suprema.
43. L'austerità distrugge le impurità, e con l'insorgere della perfezione nel corpo e nei sensi, si risvegliano i poteri fisici e mentali.
44. L'unione con il divino avviene attraverso lo studio del Sé.
45. E' possibile realizzare l'illuminazione totale, arrendendosi a Dio.
46. Le posture (asana) devo essere stabili e comode.
47. Si ha padronanza sulle asana rilassandosi dallo sforzo e meditando su ciò che è illimitato.
48. Allorché, si ha padronanza sulle asana, si ha un arresto dei disturbi prodotti dalle dualità.
49. Il passo successivo, dopo la perfezione delle asana, è il controllo dei respiro, che consiste nel trattenere il respiro inalando e esalando, oppure arrestando il respiro d'acchito.
50. Esso è interno, esterno o stabile. La durata e la frequenza dei respiri controllati sono condizionate dal tempo e dal luogo, e diventano sempre più prolungate e sottili.
51. Esiste una quarta sfera nel controllo dei respiro, che va oltre le altre tre.
52. A questo punto avviene il riassorbimento dello schermo di luce.
53. Quindi la mente non ostacola la concentrazione.
54. Il quinto componente dello yoga, o pratyahara - il ritorno alla fonte - è il ristabilire l'abilità della mente di controllare i sensi, rinunciando alle distrazioni degli oggetti esteriori.
55. Quindi si ha la completa padronanza su tutti i sensi.

Libro Terzo: Vibhuti Pada

1. Dharana, o concentrazione, è il fissarsi della mente sull'oggetto su cui si medita. 
2. Dhyana è l'ininterrotta fissità della mente sull'oggetto.
3. Samadhi si ha allorché, la mente si unisce all'oggetto.
4. Questi tre, applicati insieme - dharana, dhyana e samadhi - formano samyama, o equilibrio, che si consegue allorché, scompaiono soggetto e oggetto.
5. Padroneggiando tutto questo, [emerge] la luce della somma consapevolezza.
6. Samyama deve essere applicata nei vari stadi.
7. Questi tre - dharana, dhyana e samadhi - sono interni se paragonati ai cinque che li precedono.
8. Tuttavia questi tre sono esterni, se paragonati al samadhi senza seme.
9. Nirodha padnam è la trasformazione della mente allorché, essa viene permeata dallo stato di nirodha (o attimo di non mente), stato che interviene per un attimo tra la scomparsa di una impressione e l'avvento di un'impressione successiva.
10.Questo diviene stabile prolungandone e ripetendone l'esperienza con l'esercizio.
11. Samadhi padnam, o trasformazione interiore, è l'assestarsi graduale delle distrazioni e il graduale e simultaneo sorgere della concentrazione in un punto.
12. Ekagrata padnam, o concentrazione in un punto, è la condizione della mente in cui l'oggetto mentale quiescente e quello successivo sono identici.
13. Da ciò che è stato detto negli ultimi quattro sutra, si spiegano anche le proprietà, il carattere e le condizioni di trasformazione negli elementi e nei sensi.
14. Siano essi latenti, attivi o non manifesti, tutte le proprietà sono correlate alla sostanza che ne risulta.
15. La variazione nella trasformazione è prodotta dalla varietà dei processi cui soggiace.
16. Praticando il samyama -nirodh, samadhi e ekagrata - sui tre tipi di trasformazione si perviene alla conoscenza dei passato e dei futuro.
17. Il suono si percepisce confuso e sovrapposto al suo significato e all'idea. Praticando samyama sul suono lo si separa e sorge comprensione dei significati dei suoni prodotti da qualsiasi essere vivente.
18. Osservando le impressioni del passato si ottiene la conoscenza sulle nascite precedenti.
19. Grazie a samyama si può conoscere l'immagine presente nella mente altrui.
20. La percezione che si ottiene tramite samyama non porta a conoscere i fattori mentali che sostengono l'immagine nella mente altrui, in quanto quello non è l'oggetto dei samyama.
21. Applicando samyama alla forma dei corpo in modo da interrompere il potere di ricezione, si spezza il contatto tra l'occhio di un osservatore e la luce prodotta dal corpo, e pertanto il corpo diventa invisibile.
22. Questo principio spiega altresì la scomparsa del suono.
23. Praticando samyama sui due tipi di karma, attivo o assopito, oppure sui certi segni, si può predire l'esatto momento della morte.
24. Praticando samyama sull'amicizia, o su qualsiasi altra qualità, si ottengono grandi poteri su quella data qualità.
25. Praticando samyama sulla forza di un elefante, si ottiene la forza di un elefante.
26. Dirigendo la luce sulla facoltà supersensoriale, si consegue la conoscenza dei sottile, dell'occulto e di ciò che è distante.
27. Praticando samyama sul sole si consegue la conoscenza dei mondi.
28. Praticando samyama sulla luna, si consegue la conoscenza della posizione delle stelle.
29. Praticando samyama sulla stella polare, si consegue la conoscenza dei movimento delle stelle.
30. Praticando samyama sull'ombelico, si consegue la conoscenza sulla costituzione dei corpo.
31. Praticando samyama sulla gola, si ottiene l'arresto delle sensazioni di fame e di sete.
32. Praticando samyama sul nervo chiamato kurma-nadhi, lo yogin realizza l'assoluta immobilità.
33. Praticando samyama sulla luce sotto la corona dei capo, si acquista la capacità di entrare in contatto con tutti gli esseri perfetti.
34. Oppure dal potere di pratibha, l'intuizione, [si perviene a] la conoscenza di ogni cosa.
35. Praticando samyama sul cuore, si ottiene la consapevolezza della natura della mente.
36. L'esperienza è il risultato della incapacità di differenziare il purusha, o pura consapevolezza, dal sattva, o pura intelligenza, sebbene essi siano perfettamente distinti tra loro.
37. Da qui sopravvengono udito, tatto, vista, gusto e olfatto verso fenomeni sottili e la capacità d'intuizione.
38. Questi sono utili allorché la mente è rivolta verso l'esterno, ma sono ostacoli sul cammino dei samadhi.
39. Abbandonando le cause che delimitano e conoscendo i passaggi, è possibile entrare nel corpo di un altro essere.
40. Soggiogando il soffio vitale, o udana, lo yogin è in grado di levitare e di passare senza contatto sull'acqua, il fango, le spine, eccetera. 

41. Soggiogando il soffio equilibrante, o samana, lo yogin è in grado di provocare il fulgore luminoso.
42. Praticando samyama sulla relazione che esiste tra l'organo dell'udito e l'etere, diviene possibile un udito soprannaturale.
43. Praticando samyama sulla relazione che esiste tra il corpo e l'etere, e al tempo stesso identificandosi con oggetti leggeri,come fiocchii di cotone, lo yogin è in grado di attraversare lo spazio. 
44. Il potere di entrare in contatto con lo stato di consapevolezza esistente all'esterno dei corpo mentale, e che pertanto è inconcepibile, è chiamato mahavideha. Tramite questo potere si distrugge lo schermo luminoso.
45. Praticando samyama sopra la grossezza, la natura costante, la sottigliezza, l'immanenza e la finalità, si ottiene la padronanza sui panchabhuta, o cinque elementi.
46. Da qui conseguono le altre perfezioni, quali la perfezione del corpo e la rimozione di tutti gli ostacoli.
47. Bellezza, grazia, forza, compattezza adamantina, formano il corpo perfetto.
48. Praticando samyama sul loro potere di percezione degli organi di senso, sulla loro vera natura, sull'egoismo, sull'immanenza e sulle funzioni si ottiene la padronanza sui sensi.
49. Da qui consegue una percezione istantanea, senza l'utilizzo dei corpo, e una completa padronanza sul pradhana, o mondo materiale.
50. Solo dopo aver acquisito la consapevolezza sulla distinzione che sussiste tra sattva e purusha sorge la supremazia universale e l'onniscienza.
51. Quando poi si è liberi da attaccamento rispetto a tutti questi poteri, si distrugge il seme che imprigiona. A quel punto segue kaivaiya, o liberazione.
52. Si dovrebbero evitare qualsiasi attaccamento o orgoglio nei confronti del potere delle entità divine che governano i vari livelli esistenziali, poiché questo porterebbe con sé la possibilità di risveglio del male.
53. Praticando samyama sul momento presente, sul momento passato e sul momento che verrà, si ottiene la conoscenza nata dalla consapevolezza.
54. Da qui nasce la capacità di distinguere tra oggetti simili che non possono essere indicati da specie, carattere o posizione.
55. La conoscenza superiore nata da tale consapevolezza include la cognizione di tutti gli oggetti, simultaneamente, e opera in qualsiasi direzione, nel passato, nel presente e nel futuro.
56. Si consegue la liberazione allorché esiste una eguale purezza tra il purusha e sattva.
 
Libro quarto: Kaivalya Pada

1. I poteri vengono rivelati alla nascita, oppure sono conseguiti tramite l'uso di erbe, la ripetizione di parole sacre, l'ascesi o il samadhi. 
2. La trasformazione da una classe, specie, o tipo di essere in un altro, avviene tramite lo straripare delle tendenze naturali o l'evoluzione delle proprie potenzialità.
3. La causa secondaria non risveglia all'azione le tendenze naturali; si limita a rimuovere gli ostacoli - assomiglia all'irrigazione di un campo: il contadino rimuove gli ostacoli e l'acqua scorre liberamente per suo conto.
4. Le menti individuali discendono unicamente dall'egoismo.
5. Un'unica intelligenza originale dirige le differenti intelligenze.
6. Solo con la meditazione si raggiunge l'intelligenza libera dai desideri.
7. L'azione, o karma, dello yogin non è pura né impura, mentre quella di tutti gli altri è di tre tipi: pura, impura e mista.
8. I tre tipi di karma si manifestano allorché le circostanze si rivelano favorevoli alla loro realizzazione.
9. Poiché i ricordi e le impressioni si conservano nel tempo, la relazione di causa - effetto permane, perfino allorché è separata da classe, spazio e tempo.
10. E questo processo non ha inizio, in quanto il desiderio di vivere è eterno.
11. Essendo i semi karmici legati insieme, in quanto causa e effetto, gli effetti svaniscono allorché scompaiono le cause.
12. Passato e futuro esistono nel presente, tuttavia non sono sperimentati nel presente in quanto sussistono su piani diversi.
13. Siano essi manifesti o non manifesti, il passato, il presente e il futuro partecipano della natura dei guna: sono stabili, attivi o inerti.
14. La qualità di ogni oggetto è data dalla unicità delle proporzioni dei tre guna.
15. Lo stesso oggetto è visto in modi diversi da menti diverse.
16. Un oggetto non dipende affatto da un'unica mente.
17. Un oggetto è noto oppure è ignoto a seconda che la mente sia "colorata" da esso, oppure no.
18. Le modificazioni della mente vengono sempre conosciute dal loro signore, il Purusa, o pura consapevolezza che non muta.
19. La mente non brilla di luce propria, dal momento che è essa stessa percepibile.
20. E' impossibile per la mente conoscere simultaneamente il percipiente e il percepito.
21. Se si desse per assunto che una seconda mente illumini la prima, si dovrebbe anche assumere una cognizione della cognizione, all'infinito, e una confusione dei ricordi.
22. La conoscenza della propria natura, tramite l'autocoscienza, si consegue allorché la consapevolezza assume quella stabilità per cui non passa più da uno stato all'altro.
23. Allorché la mente è colorata da colui che conosce e dalla cosa conosciuta, essa comprende tutto.
24. La mente, benché, variegata da innumerevoli desideri, agisce per lo scopo di un altro, in quanto agisce per associazione.
25. Allorché si è vista questa distinzione, si ha un arresto dei desideri riflessi nell'atma, o Sé.
26. A questo punto, la mente propende per la discriminazione e gravita verso la liberazione.
27. A intermittenza, sorgono altri pratyaya, o concetti, grazie alla forza delle impressioni precedenti. Anche queste vanno rimosse così come si è fatto con le altre cause di sofferenza.
28. Chi è in grado di conservare uno stato di assenza di desiderio costante, perfino nei confronti degli stati di illuminazione più esaltanti, ed è in grado di esercitare la forma di discriminazione più elevata, entra nello stato noto come 'la nube di virtù.
29 A questo punto segue la liberazione da ogni sofferenza e da ogni karma.
30. Ciò che può essere conosciuto attraverso la mente è infinitesimale se paragonato con l'infinita conoscenza che si ottiene nell'illuminazione, allorché, vengono rimossi tutti i veli, tutte le distorsioni e tutte le impurità.
31. Avendo adempiuto i loro scopi, il processo di mutamento nei tre guna giunge alla fine.
32. Kramaha, o il processo, è la successione dei cambiamenti che si verificano di momento in momento e che divengono percepibili allorché, finiscono le trasformazioni dei tre guna.
33. Kaivalya è lo stato che segue il rifondersi dei tre guna, dovuto al loro divenire privi di scopo per il Purusa.
34. Kaivalya è quando il Purusa è stabile nella sua vera natura, che è pura consapevolezza
.

fonte http://goo.gl/p4Kcwn

Shiva Samhita

pubblicato 13 lug 2014, 03:56 da TEMPO diSERVIRE

SHIVA


CAPITOLO I
Tutto ciò che esiste è uno.
1. Solo la conoscenza (Jñâna) è eterna, senza inizio né fine, non esiste altra sostanza reale. Le diversità che noi vediamo nel mondo sono il risultato della percezione sensoriale; allorché quest'ultima cessa, soltanto la conoscenza, e nient'altro, rimane.
2-3. Io, Ishvara, amante dei miei devoti e dispensatore di emancipazione spirituale per tutte le creature, così espongo la scienza dello Yoganusâsana: Essa non ha niente a che fare con tutte quelle dottrine speculative che portano alla falsa conoscenza. Essa è per la liberazione spirituale di quelle persone le cui menti non distratte sono pienamente rivolte verso di Me.
Differenze di opinione.
4-5. Alcuni lodano la verità, altri la purificazione e l'ascetismo; alcuni lodano il perdono, altri l'equità e la sincerità. Alcuni lodano la carità, altri i sacrifici compiuti in onore degli antenati; qualcuno loda le azioni (Karma), altri pensano che il non-attaccamento (Vairâgya) sia la migliore delle cose.
6-7. Alcune sagge persone lodano l'adempimento dei doveri da parte dei capifamiglia; altre autorità pensano che la cosa più grande sia il sacrificio del fuoco, ecc. Alcuni lodano il Mantra-Yoga, altri invece la frequentazione dei luoghi di pellegrinaggio. Così diverse sono le strade che la gente considera importanti per l'emancipazione.
8. Essendo così diversamente legati a questo mondo, anche coloro che distinguono ancora le azioni buone da quelle cattive, per quanto liberi dal peccato, sono soggetti a smarrimento.
9. Le persone che seguono queste dottrine, avendo commesso azioni buone e cattive, vagano costantemente nell'universo, in un ciclo di nascita e morte, legati da una terribile necessità.
10. Altri, che sono i più saggi in mezzo alla moltitudine, premurosamente devoti alla ricerca dell'occulto, dichiarano che le anime sono molte ed eterne e onnipresenti.
11. Altri dicono: - Soltanto ciò che i sensi percepiscono può essere considerato esistente, e nient'altro; dove sono il paradiso e l'inferno? - Tale è la loro sincera fede.
12. Alcuni credono che il mondo sia una corrente di coscienza non un'entità materiale. Alcuni definiscono il vuoto la cosa più grande. Altri credono in due essenze: Prakriti (materia) e Purusha (spirito).
13-14. Così credendo in dottrine molto diverse, con gli sguardi distolti dalla meta suprema, coerentemente con la loro intelligenza e la loro educazione, essi pensano che questo universo sia senza Dio; altri credono che ci sia un Dio, basando le loro asserzioni su vari irrefutabili argomenti fondati sulle scritture, sostenendo la differenza fra l'anima e Dio e ansiosi di stabilire l'esistenza di Dio.
15-16. Questi e molti altri saggi, con varie differenti denominazioni, sono stati proclamati negli Shâstra guide della mente umana verso la delusione. Non è possibile descrivere pienamente le dottrine di queste persone, così amanti della contesa e della discussione; è così che la gente vaga in questo universo, lontana dal sentiero della emancipazione.
Lo Yoga, l'unico metodo giusto.
17. Avendo studiato tutti gli Shâstra ed avendo riflettuto bene su di essi, più e più volte, si è trovato che questo Yoga Shâstra è l'unica dottrina vera e sicura.
18. Dal momento che attraverso lo Yoga tutto ciò è veramente riconosciuto come certezza, tutti gli sforzi dovrebbero essere fatti per acquisirlo. Pertanto che necessità c'è di qualunque altra dottrina?
19. Questo Yoga Shâstra, si dichiara adesso, è una dottrina segretissima che, da un capo all'altro dei tre mondi, deve essere rivelata soltanto ai devoti dalla grande anima.
Karma Kânda.
20. Ci sono due sistemi (come è affermato nei Vedâ), Karma Kânda (ritualismo) e Jñâna Kânda (sapienza). A loro volta essi sono divisi ciascuno in due parti
21. Il Karma Kânda è duplice, poiché consiste di obblighi e di proibizioni.
22. Quando gli atti proibiti sono compiuti producono certamente il peccato; dall'adempimento degli atti obbligatori risulta certamente il merito.
23. Gli obblighi sono triplici: nitya (regolari), naimittîka (occasionali), e kâmya (opzionali). Dal non adempimento di quelli regolari, o riti quotidiani, deriva il peccato; ma attraverso il loro adempimento non è guadagnato nessun merito. D'altro canto, i doveri occasionali e facoltativi, se compiuti o lasciati incompiuti, producono meriti o demeriti.
24. Il frutto delle azioni è duplice: il bene e il male. Il bene è di vari tipi e così anche il male è molteplice.
25. Le buone azioni appartengono realmente al bene e gli atti peccaminosi appartengono realmente al male; la creazione è la conseguenza naturale del karma e nient'altro.
26. Le creature godono molti piaceri nel bene, molte intollerabili pene sono sofferte nel male.
27. Dagli atti peccaminosi deriva la pena, da quelli buoni la felicità. Per il conseguimento della felicità gli uomini compiono costantemente buone azioni.
28. Quando le sofferenze dovute a cattive azioni sono compiute, allora ha certamente luogo una rinascita; quando i frutti delle buone azioni sono esauriti, anche in questo caso, sicuramente, si ha lo stesso risultato.
29. Anche nel bene c'è esperienza di pena, dal vedere i piaceri più elevati degli altri; non c'è assolutamente dubbio sul fatto che l'universo intero sia pieno di dolore.
30. Coloro che hanno classificato il karma lo hanno diviso in due parti: buone e cattive azioni; esse sono i veri legami delle anime incarnate, ciascuna nel suo turno.
31. Coloro che non desiderano godere i frutti delle loro azioni in questo o nel prossimo mondo, dovrebbero rinunciare a tutte le azioni che sono compiute al semplice scopo di goderne i frutti, ed avendo in modo simile eliminato l'attaccamento per gli atti quotidiani e occasionali, dovrebbero dedicarsi alla pratica dello Yoga.
Jñâna Kânda.
32. Il saggio Yogi, avendo realizzato la verità del Karma Kânda (atti rituali), dovrebbe rinunciarvi; ed avendo abbandonato tanto il vizio quanto la virtù, deve impegnarsi nello Jñâna Kânda (sapienza).
33. I principi vedici "Lo Spirito dovrebbe essere visto...", "L'uomo lo deve percepire...", ecc., sono i veri salvatori e dispensatori della conoscenza. Devono essere studiati con grande attenzione.
34. Quella Intelligenza, che spinge le funzioni sulla via della virtù o del vizio, sono Io. Tutto questo universo, mobile o immobile, viene da Me; tutte le cose sono conservate da Me; tutte sono assorbite in Me (al momento del pralaya); perché non esiste altro che spirito e Io sono quello Spirito: Non esiste altro.
35. Come molti riflessi del sole si vedono su innumerevoli tazze piene d'acqua, allo stesso modo gli individui, come le tazze, sono innumerevoli, ma lo spirito che dà loro la vita, come il sole, è uno.
36. Come in sogno una sola ed unica anima crea molti oggetti per semplice volontà, ma, al risveglio, tutte le cose svaniscono tranne l'anima stessa. Così è l'universo.
37. Come per illusione una corda sembra un serpente, o la madreperla sembra argento, allo stesso modo tutto questo universo è l'apparenza del Paramâtmâ (lo spirito universale).
38. Come scompare l'illusione del serpente, quando si riconosce la corda; così, dal sorgere della conoscenza di sé, scompare l'universo fondato sulla illusione.
39. Come scompare l'illusione dell'argento, quando si riconosce la madreperla; così, attraverso la conoscenza dello Spirito, il mondo appare sempre una allucinazione.
40. Come un bambù sembra un serpente, all'uomo che ha unto le sue palpebre con un collirio preparato dal grasso di rana, così il mondo appare al Paramâtmâ, a causa del pigmento allucinatorio dell'abitudine e dell'immaginazione.
41. Come attraverso la conoscenza della corda il serpente si rivela una allucinazione; tale si rivela anche il mondo, attraverso la conoscenza spirituale. Come attraverso l'occhio itterico il bianco appare giallo; allo stesso modo, attraverso quella infermità che è l'ignoranza, questo mondo appare allo Spirito, un errore molto difficile da rimuovere.
42. Come il paziente vede correttamente i colori, quando l'itterizia è rimossa; così, quando l'ingannevole ignoranza è distrutta, la vera natura dello spirito è resa manifesta.
43. Come una corda non può mai diventare un serpente, nel passato, nel presente, e nel futuro, così lo Spirito che è oltre i guna (le qualità del mondo manifesto) e che è puro, non diventa l'universo.
44. Alcuni uomini saggi, ben versati nelle scritture, ricevendo la conoscenza dello Spirito, hanno dichiarato che perfino gli Dei come Indra, ecc., sono non eterni, soggetti a nascita e morte, esposti alla distruzione.
45. Questo mondo transitorio nasce dallo Spirito, come la schiuma che sorge sul mare agitato dal vento.
46. L'unità esiste sempre; la diversità non esiste sempre; giunge un tempo in cui essa cessa; duplici, triplici e molteplici distinzioni nascono soltanto attraverso l'illusione.
47. Questo universo, in qualunque modo sia stato nel passato, sia nel presente o sarà nel futuro, sia esso provvisto di forma o privo di essa, è comunque un'apparenza sovrapposta allo Spirito Supremo.
48. L'Avidyâ sorge poiché è imposta dal Signore della suggestione. E' connaturata di non-realtà, e la sua vera essenza è irreale. Come può questo mondo, con simili fondamenta, essere vero?
Lo Spirito.
49. Tutto questo universo, mobile o immobile, è nato dalla Coscienza. Rinunciando ad ogni altra cosa prendi rifugio in essa.
50. Come lo spazio pervade un vaso sia dentro che fuori; allo stesso modo, dentro ed oltre quest'universo che sempre muta, esiste soltanto lo Spirito Universale.
51. Come lo spazio che pervade i cinque falsi stati della materia non si mescola con essi; allo stesso modo lo Spirito non si mescola con quest'universo che sempre muta.
52. Tutto è pervaso da un solo Spirito: dagli Dei fino a questo universo materiale. C'è un unico Sat-Cit-Ânanda (Esistenza-Coscienza-Beatitudine), che tutto pervade e che non ha secondo.
53. Dal momento che non è illuminato da altro, è luminoso in sé; e grazie a quella luminosità autonoma, la vera natura dello Spirito è la Luce.
54. Dal momento che lo Spirito nella sua natura non è limitato dal tempo o dallo spazio, è infinito, onnipervadente, ed è la totalità egli stesso.
55. Dal momento che lo Spirito non è, come questo mondo, composta dai cinque stati della materia, che sono falsi e soggetti a distruzione, esso è eterno. Non è mai distrutto.
56. Ad eccezione di esso ed oltre ad esso non c'è altra sostanza, pertanto è unico; senza di esso qualsiasi altra cosa è falsa, pertanto esso è la vera esistenza.
57. Dal momento che in questo mondo creato dall'avidyâ (ignoranza), la distruzione del dolore significa il raggiungimento della felicità, e dalla Jñâna (Gnosi), deriva l'immunità da ogni dolore; allora lo Spirito è Beatitudine.
58. Dal momento che attraverso la Gnosi è distrutta l'ignoranza, che è la causa dell'universo; allora lo Spirito è la Gnosi e, di conseguenza, essa è eterna.
59. Dal momento che questo multiforme universo ha le sue origini nel tempo, allora c'è Uno che è veramente il Sé, immutabile nel tempo. Che è unico ed impensabile.
60. Tutte queste sostanze esterne finiranno nel corso del tempo; ma quello Spirito che è indescrivibile con le parole è senza secondo.
61. Né l'etere, l'aria, il fuoco, l'acqua, la terra, né le loro combinazioni, né gli Dei, sono perfetti. Soltanto lo Spirito è tale.
Yoga e Mâyâ.
62. Avendo rinunciato a tutti i falsi desideri e abbandonato tutte le false catene del mondo, lo Yogi vede sicuramente lo Spirito Universale nel proprio spirito, attraverso il Sé.
63. Avendo visto lo Spirito, che produce la felicità, nel suo proprio spirito, con l'aiuto del Sé, egli dimentica questo universo, e gode l'ineffabile beatitudine del Samâdhi (lo stato di trance, o estati spirituale, che è lo scopo della disciplina yogica).
64. Mâyâ (l'illusione) è la matrice dell'universo. Nè da alcun altro principio è stato causato l'universo; quando questa Mâyâ è distrutta, il mondo certamente non esiste più.
65. L'uomo che vede questo mondo come il campo di azione di Mâyâ, per questo motivo non può trovare alcuna felicità nelle ricchezze, nel corpo, ecc., né nei piaceri, indegni e spregevoli.
66. Questo mondo appare con tre aspetti differenti all'uomo: amico, nemico o indifferente; è sempre così nei fati del mondo; e c'è distinzione anche nelle sostanze, poiché esse sono buone, cattive o indifferenti.
67. Quell'unico Spirito, attraverso la differenziazione, diventa realmente un figlio, un padre, ecc. Le sacre scritture hanno dimostrato che l'universo è un capriccio di Mâyâ. Lo Yogi dissolve questo universo fenomenico attraverso Apavâda (rifiuto di una visione errata) e realizzando che esso è il risultato di Adhyâropa (sovrapposizione).
Definizione di Parama Hansa.
68. Quando una persona è libera dagli infiniti stati e distinzioni dell'esistenza, come la casta, l'individualità, ecc., allora può affermare di essere una intelligenza indivisibile e una pura Unità.
Emanazione o Evoluzione.
69. Il Signore ha voluto creare le sue creature; dalla sua volontà è scaturita l'avidyâ (ignoranza), la madre di questo falso universo.
70. Qui ha luogo la congiunzione tra il puro Brahma e l'Avidya, da cui sorge Brahmâ, dal quale deriva l'Akâsha (etere).
71. Dall'etere emana l'aria, dall'aria viene il fuoco; dal fuoco l'acqua; e dall'acqua viene la terra. Questo è l'ordine della emanazione sottile.
72. Dall'etere l'aria; dall'etere e dall'aria combinati deriva il fuoco; dalla tripla combinazione di etere, aria e fuoco deriva l'acqua; e dalla combinazione di etere, aria, fuoco ed acqua è stata prodotta la terra.
73. La qualità dell'etere è il suono; dell'aria è il movimento e il tatto; la forma è la qualità del fuoco e il sapore dell'acqua; e l'odore è la qualità della terra. Ciò non ha contraddizione.
74. L'etere ha una qualità, l'aria due, il fuoco tre, l'acqua quattro, e la terra cinque qualità, cioè il suono, il tatto, il sapore, la forma e l'odore. Questo è stato dichiarato dai saggi.
75-76. La forma è percepita attraverso gli occhi, l'odore attraverso il naso, il sapore attraverso la lingua, il tatto attraverso la pelle e il suono attraverso le orecchie. Sono proprio questi gli organi della percezione.
77. Dalla Coscienza deriva tutto questo universo, mobile e immobile; sia che la sua esistenza possa essere provata o meno, l'Uno-Autocosciente esiste.
Assorbimento o involuzione.
78. La terra diventa sottile e si dissolve nell'acqua; l'acqua è risolta nel fuoco; in modo simile il fuoco diventa aria; l'aria è assorbita nell'etere, e l'etere si dissolve nell'Avidyâ, che è assorbita nel grande Brahma.
79. Ci sono due forze: Vikshepa (l'energia di espansione) e Âvarana (l'energia di trasformazione) che hanno un grande potere e la cui forma è la felicità. La grande Mâyâ, quando è materiale e non intelligente, ha tre attributi: Sattva, Rajas, Tamas.
80. La forma non-intelligente di Mâyâ coperta dalla forza Âvarana (mascheramento), si manifesta come l'universo, in seguito alla natura della forza Vikshepa.
81. Quando l'Avidyâ ha un eccesso di Tamas, allora si manifesta come Durga; l'intelligenza che presiede su essa è chiamata Ishvara. Quando l'Avidyâ ha un eccesso di Sattva, si manifesta come la meravigliosa Lakshmi; l'intelligenza che la presiede è chiamata Vishnu.
82. Quando l'Avidyâ ha un eccesso di Rajas, si manifesta come la saggia Saraswati; l'intelligenza che presiede su di essa è conosciuta come Brahmâ.
83. Dei come Shiva, Brahmâ, Vishnu, ecc. ,sono tutti aspetti del grande Spirito; i corpi e tutti gli oggetti materiali sono i vari prodotti dell'Avidyâ.
84. Il saggio ha spiegato così la creazione del mondo, i Tattva (elementi) e i non-Tattva (non-elementi) sono prodotti così e non altrimenti.
85. Tutte le cose sono viste come finite (dotate di qualità, ecc.), e sorgono molte distinzioni semplicemente attraverso le parole e i nomi; in realtà non c'è alcuna vera differenza.
86. Pertanto le cose non esistono; esiste soltanto il grande e glorioso Uno che le manifesta; sebbene le cose siano false ed irreali, eppure come riflesso della realtà esse, per il momento, appaiono reali.
87. Solo l'Entità Unica, beata, completa ed onnipervadente esiste, e nient'altro; colui che realizza costantemente questa conoscenza è liberato dalla morte e dalla pena della "ruota del mondo".
88. Allorché, avendo realizzato che tutto è una percezione illusoria (âropa) e rifiutando le altre dottrine (apavâda), questo universo è risolto nell'Uno, allora esiste soltanto quell'uno e nient'altro; e questo è chiaramente percepito dalla mente.
Il Karma riveste il Jiva con un corpo.
89. Dall'Annamaya Kosha (corpo fisico) del padre, in funzione del suo Karma passato, l'anima umana è reincarnata; pertanto il saggio considera questo corpo meraviglioso come una punizione, per espiare gli effetti del Karma passato.
90. Questo tempio della sofferenza e del godimento, fatto di carne, ossa, nervi, midollo, sangue, attraversato da vasi, ecc., è solo per sopportare afflizioni.
91. Questo corpo, dimora di Brahma, composto dai cinque elementi e conosciuto come Brahmânda (l'uovo di Brahmâ o microcosmo) è stato fatto per il godimento del piacere e per sopportare le pene.
92. Dall'auto congiungimento dello Spirito che è Shiva e della Materia che è Shakti e, attraverso le loro reciproche interazioni, tutte le creature sono nate.
93. Dalla quintuplice combinazione di tutti gli elementi sottili, in questo universo, sono prodotti innumerevoli oggetti grossolani. La Coscienza che è confinata in essi, attraverso il Karma, è chiamata Jiva. Tutto questo mondo è derivato dai cinque elementi. Il Jiva è colui che gode i frutti delle azioni.
94. In conformità con gli effetti del Karma passato dei diversi Jiva, Io regolo tutti i loro destini. Jiva è immateriale, ed è in tutte le cose; ma entra nel corpo materiale per godere i frutti del Karma.
95. Legati nelle catene della materia dal loro Karma, i Jiva ricevono diversi nomi. In questo mondo essi ritornano più e più volte per sottostare alle conseguenze del loro Karma.
96. Quando i frutti del Karma sono stati goduti, il Jiva è assorbito nel Parambrahma.
CAPITOLO II
Il microcosmo.
1. In questo corpo, il monte Meru, cioè la colonna vertebrale, è circondato da sette isole; ci sono fiumi, mari, montagne, campi; ed anche i signori dei campi.
2. Ci sono in esso veggenti e saggi; così come tutte le stelle ed i pianeti. Ci sono pellegrinaggi sacri e santuari; e coloro che presiedono i santuari.
3. Anche il sole e la luna, agenti di creazione e distruzione, si muovono in esso. Ci sono anche l'etere, l'aria, il fuoco, l'acqua e la terra.
I centri nervosi.
4. Tutti gli esseri che esistono nei tre mondi possono essere trovati anche nel corpo; intorno al Meru essi sono occupati nelle loro rispettive funzioni.
5. (Ma l'uomo ordinario non lo sa). Colui che conosce tutto ciò è uno Yogi; non c'è dubbio su questo.
6. In questo corpo, che è chiamato Brahmânda, c'è la luna dai raggi di nettare, al suo posto in cima alla colonna spinale, con otto Kalâs (a forma di semicerchio).
7. Essa ha la sua faccia rivolta in giù e sgocciola nettare giorno e notte. L'ambrosia successivamente si suddivide in due sottili parti.
8. Una di quelle, attraverso il canale chiamato Idâ, va nel corpo per nutrirlo, come le acque del celeste Gange. Certamente questa ambrosia nutre l'intero corpo attraverso il canale Idâ.
9. Questo raggio-di-latte (luna) è dalla parte sinistra. L'altro raggio, brillante come il più puro latte e fontana di grande gioia, entra attraverso il passaggio centrale (chiamato Sushumnâ) nella colonna spinale, in modo da creare questa luna.
10. In cima al Meru c'è il sole che ha dodici Kalâs. Dalla parte destra il canale Pingalâ, il Signore delle creature, porta il fluido verso l'alto attraverso i suoi raggi.
11. Esso certamente assorbe le secrezioni vitali, e il nettare trasudato dai raggi. Insieme con l'atmosfera il sole si muove attraverso tutto il corpo.
12. Il canale destro, che ha nome Pingalâ, è un'altra forma del sole, ed è il dispensatore del Nirvâna. Il Signore della creazione e della distruzione (il sole) si muove in questo canale attraverso gli auspicali segni dello zodiaco.
I nervi.
13. Nel corpo dell'uomo ci sono 35.000 Nâdi; di esse le più importanti sono quattordici.
14-15. Sushumnâ, Idâ, Pingalâ, Gândhâri, Hastijihvikâ, Kuhu, Saraswati, Pusâ, Sankhini,, Payaswani, Vâruni, Alumbusâ, Vishwodari e Yashaswani. Fra queste Idâ, Pingalâ e Sushumnâ sono le principali.
16. Fra queste tre, solo Sushumnâ è la più eccelsa e amatissima dagli Yogi. Nel corpo le altre Nâdi sono subordinate ad essa.
17. Tutte queste principali Nâdi hanno le loro bocche in basso, e sono come fili sottili di loto. Tutte e tre sono sostenute dalla colonna vertebrale e rappresentano il sole, la luna e il fuoco.
18. La più interna di queste tre è Chitrâ, che è la mia amata. In essa si trova la più sottile delle aperture, chiamata Brahmarandra.
19. Brillante di cinque colori, pura, mobile in mezzo a Sushumnâ, questa Chitrâ è la parte vitale del corpo e il centro di Sushumnâ.
20. Questa è stata chiamata negli Shastra la Via del Cielo; essa è la dispensatrice della gioia dell'immortalità; contemplandola il grande Yogi distrugge tutti i peccati.
La regione pelvica.
21. Due dita al di sopra del retto e due dita al di sotto dell'organo genitale c'è il loto Âdharâ, che ha una dimensione di quattro dita.
22. Nel pericarpo del loto Âdharâ c'è la bellissima triangolare Yoni, nascosta e tenuta segreta in tutti i Tantra.
23. In essa è situata la suprema e divina Kundalini, come una forza elettrica avvolta a spirale. Essa ha tre spire e mezzo (come un serpente) ed è nella bocca di Sushumnâ.
24. Essa rappresenta la forza creativa del mondo, ed è sempre impegnata nella creazione. E' la dea del linguaggio, la cui parola non si può manifestare e che è lodata da tutti gli Dei.
25. La Nâdi chiamata Idâ è dalla parte sinistra, si avvolge intorno a Sushumnâ raggiunge la narice sinistra.
26. La Nâdi chiamata Pingalâ è dalla parte destra, si avvolge intorno a Sushumnâ, raggiunge la narice destra.
27. La Nâdi che è tra Idâ e Pingalâ è certamente Sushumnâ. Essa ha sei parti, sei forze, sei fiori di loto, conosciuti dagli Yogi.
28. Le prime cinque parti di Sushumnâ sono conosciute sotto diversi nomi; essendo necessario sono stati resi noti in questo libro.
29. Le altre Nâdi che sorgono dal Mulâdhâr vanno alle diverse parti del corpo, per esempio la lingua, l'organo genitale, gli occhi, i piedi, le dita dei piedi, le orecchie, l'addome, l'ascella, le dita delle mani e l'ano. Essendosi originate nel loro punto corretto, esse terminano nelle rispettive destinazioni, come descritto sopra.
30. Da tutte queste quattordici Nâdi, sorgono gradualmente altre divisioni e suddivisioni, cosicché alla fine esse diventano trecentomila e mezzo , e riforniscono le loro rispettive aree.
31. Queste Nâdi sono sparse attraverso il corpo in senso trasversale e longitudinale; esse sono i veicoli delle sensazioni e controllano per esempio i movimento dell'aria, esse regolano anche le funzioni motorie.
La regione addominale.
32. Nell'addome brucia il fuoco (digestore del cibo) situato il mezzo alla sfera del sole che ha dodici Kalâs. Sappi che questo è chiamato il fuoco di Vaiswanâra; è nato da una parte della mia stessa energia, e digerisce i diversi cibi delle diverse creature, essendo all'interno dei loro corpi.
33. Questo fuoco incrementa la vita è dà forza e nutrimento, rende il corpo pieno di energia, distrugge tutti i disturbi e dà salute.
34. Il saggio Yogi, avendo destato questo fuoco di Vaiswanâra mediante i riti appropriati, dovrebbe sacrificare in esso il cibo ogni giorno, conformemente agli insegnamenti del suo maestro spirituale.
35. Questo corpo chiamato Brahmânda ha molte parti; ma io ho enumerato le più importanti di esse in questo libro. Sicuramente esse dovrebbero essere conosciute.
36. Vari sono i loro nomi, e innumerevoli sono i luoghi in questo corpo umano; non tutti possono essere enumerati qui.
Il Jivâtmâ.
37. Nel corpo così descritto dimora il Jivâ, onnipervadente, ornato con la ghirlanda dei desideri senza fine e incatenato al corpo dal Karma.
38. Il Jivâ in possesso di molte qualità, e autore di tutte le azioni, coglie il frutto dei suoi diversi Karma, accumulati nelle vite passate.
39. Qualunque cosa si osservi fra gli uomini (sia piacere o pena) è originata dal Karma. Tutte le creature godono o soffrono, in accordo ai risultati delle loro azioni.
40. I desideri, ecc., che producono piacere o pena, agiscono in accordo al Karma passato del Jivâ.
41. Il Jivâ che ha accumulato un eccesso di azioni buone e virtuose riceve una vita felice; e nel mondo ottiene cose piacevoli e buone da godere, senza nessun disturbo.
42. In conseguenza della legge del suo Karma l'uomo soffre la miseria o gode il piacere. Il Jivâ che ha accumulato un eccesso di male non sta mai in pace, non è mai separato dal suo Karma; al di fuori del Karma non esiste niente in questo mondo. Dall'intelligenza velata da Mâyâ, tutte le cose si sono evolute.
43. Come nelle stagioni adatte diverse creature sono generate per fruire le conseguenze del loro Karma, come per errore una conchiglia è confusa per argento, così attraverso la macchia del proprio Karma un uomo confonde Brahman con l'universo materiale.
44. Dal desiderio nascono tutte queste illusioni; esse possono essere sradicate con grande difficoltà; quando sorge la consapevolezza salvatrice della irrealtà del mondo, allora i desideri sono distrutti.
45. Dalla concentrazione sul mondo manifesto (oggetto) si origina l'illusione su ciò che è il testimone (soggetto). Non c'è nessuna altra causa di questa illusione. Veramente Io ti svelo ciò che è reale.
46. L'illusione del manifesto (mondo oggettivo) è distrutta quando l'Autore del manifesto diventa manifesto. Questa illusione non può cessare finché uno pensa "Brahm non c'è".
47. Scrutando da vicino e profondamente nella materia, questa falsa conoscenza svanisce. Non può essere rimossa in altro modo.
48. Finché non sorge la conoscenza del puro Autore dell'universo, tutte le cose appaiono molteplici e separate.
49. Quando questo corpo, ottenuto attraverso il Karma, è stato trasformato nello strumento per il raggiungimento del Nirvâna, soltanto allora portare il carico del corpo diventa proficuo, non in altro modo.
50. Di qualunque natura sia il desiderio originale (vâsanâ), che si lega al Jiva e lo accompagna (attraverso varie incarnazioni); simile è l'illusione che egli soffre, in accordo coi suoi atti e misfatti.
51. Se il praticante di Yoga desidera attraversare l'oceano del mondo, egli deve compiere tutti i doveri del suo âshram, rinunciando a tutti i frutti del suo lavoro.
52. Le persone attaccate ad obiettivi sensuali e desiderose di piaceri si allontanano dalla strada del Nirvâna, attraverso l'illusione del molto parlare, e cadono in azioni peccaminose.
53. Quando una persona non vede nient'altro qui, avendo visto il Sé tramite il sé; allora non ha alcuna pena se rinuncia a tutti gli atti rituali. Questa e la mia opinione.
54. Tutti i desideri, e il resto, sono dissolti solamente attraverso la Gnosi, e in nessun altro modo. Quando tutti i Tattva cessano di esistere, allora il Mio Tattva diventa manifesto.
CAPITOLO III
Sulla pratica Yoga. Il Vâyu.
1. Nel cuore c'è un brillante fiore di loto con dodici petali, adornato con brillanti lettere. Ha le lettere da K a TH, le dodici bellissime lettere.
2. Là vive il Prâna, ornato con vari desideri, accompagnato dai suoi passati lavori, che non ha inizio ed è unito al principio dell'ego (ahamkâra).
3. Dalle differenti modificazioni del Prâna esso riceve diversi nomi; i quali non possono essere tutti specificati qui.
4-5. Prâna, Apâna, Samâna, Udâna, Vyâna, Nâga, Kurma, Krikara, Devadatta e Dhanamjaya. Questi sono i principali nomi descritti da me in questo Shastra; essi rappresentano tutte le funzioni stimolate dalle loro proprie azioni.
6. Di queste dieci, le prime cinque sono le più importanti e, perfino fra queste, Prâna e Apâna sono gli agenti più alti, secondo la mia opinione.
7. Il sedile di Prâna è il cuore; di Apâna è l'ano; di Samâna è la regione intorno all'ombelico; di Udâna è la gola; mentre Vyâna si sposta lungo tutto il corpo.
8. I cinque restanti Vâyu, il Nâga, ecc., rappresentano le seguenti funzioni del corpo: ruttare, aprire gli occhi, la fame e la sete, aprire la bocca o sbadigliare, e infine il singhiozzo.
9. Colui che in questo mondo conosce il microcosmo del corpo, essendo purificato da ogni peccato, raggiunge lo stato più elevato.
Il Guru.
10. Adesso Io ti dirò in che modo ottenere facilmente il successo nello Yoga, conoscendo ciò che gli Yogi non sbagliano mai.
11. Soltanto la conoscenza impartita da un Guru, attraverso le sue labbra, è potente ed utile; altrimenti essa diventa senza frutto, debole, e molto penosa.
12. Colui che è devoto a qualunque conoscenza, mentre riverisce con ogni attenzione il suo Guru, ottiene prontamente i frutti di quella conoscenza.
13. Non v'è il minimo dubbio che il Guru è padre, il Guru è madre, e il Guru è anche Dio; come tale egli deve essere servito da tutti col loro pensiero, con le parole e le azioni.
14. Attraverso il favore del Guru ciascuno può ottenere ogni bene. E così il Guru dovrebbe essere servito quotidianamente; poiché non ci può essere nient'altro di buon augurio.
15. Salutiamo il nostro Guru dopo avere compiuto tre giri intorno a lui e toccando con la mano destra i suoi piedi di loto.
Adhikâri.
16. La persona che esercita il controllo su di sé ottiene sicuramente il successo attraverso la fede; nessun altro lo può. Pertanto, con fede, lo Yoga deve essere praticato con cura e perseveranza.
17. Quelli che sono dediti ai piaceri sensuali o frequentano cattive compagnie, che sono miscredenti, che mancano di rispetto al loro Guru, che si recano ad assemblee promiscue, che sono dediti a false e vane controversie, che sono crudeli nel loro parlare e che non danno soddisfazione al loro Guru, non otterranno mai il successo.
18. La prima condizione per il successo è credere fermamente che la conoscenza (Vidyâ) giungerà e sarà fruttifera; la seconda condizione è avere fede in essa; la terza è il rispetto per il Guru; la quarta è lo spirito di uguaglianza universale; la quinta è il ritiro degli organi di senso; la sesta è il mangiare moderato. Questo è tutto, non c'è una settima condizione.
19. Avendo ricevuto istruzioni nello Yoga, e avendo ottenuto un Guru che conosce lo Yoga, che il discepolo pratichi con serietà e fede, secondo i metodi insegnati dal maestro.
Il luogo.
20. Che lo Yogi vada il un luogo di ritiro, bello e piacevole o in una stanzetta, assuma la posizione del loto e, seduto sopra uno strato di erba kusha, cominci a praticare la regolazione del respiro.
21. Il saggio principiante dovrebbe tenere il suo corpo fermo ed inflessibile, le sue mani giunte come in atto di supplica, e salutare il Guru sul lato sinistro. Egli dovrebbe riservare un saluto anche a Ganesh (la divinità dalla testa di elefante) sul lato destro, e ancora alle Dee e alla guardiana dei mondi Ambikâ, che sono sul lato sinistro.
Il Prânâyâma.
22. Quindi, che il saggio praticante chiuda col suo pollice destro Pingâla (la narice destra), inspiri attraverso Idâ (la narice sinistra) e, interrompendo il respiro, trattenga l'aria a lungo quanto può; dopodiché espiri lentamente, e non forzatamente, attraverso la narice destra.
23. Ancora, che egli guidi l'inspirazione attraverso la narice destra, e fermi il respiro quanto la sua forza gli consente; quindi espella l'aria attraverso la narice sinistra, non forzatamente, ma lentamente e con gentilezza.
24. Secondo il metodo Yoga ora descritto, che egli pratichi venti Kumbhaka (arresti del respiro). Egli dovrebbe praticare questo quotidianamente senza negligenza né indolenza e libero da tutti gli opposti (amore e odio, dubbio e soddisfazione, ecc.).
25. Questi Kumbhaka devono essere praticati quattro volte. Primo: al mattino presto, all'alba. Secondo: a mezzogiorno. Terzo: al tramonto. Quarto: a mezzanotte.
26. Quando questo sarà stato praticato quotidianamente, per tre mesi, con regolarità, le Nâdi del corpo saranno prontamente e sicuramente purificate.
27. Allorché in questo modo le Nâdi dello Yogi, percettore di verità, sono purificate, e i suoi difetti essendo tutti distrutti, egli entra nel primo stadio della pratica dello Yoga chiamato Ârambhâ.
28. Alcuni segni sono percepiti nel corpo dello Yogi le cui Nâdi sono state purificate. Io descriverò, in breve, tutti questi segni.
29. Il corpo della persona che pratica la regolazione del respiro diventa armoniosamente sviluppato, emette un profumo dolce, e appare bello e amabile. In tutti i tipi di Yoga, ci sono quattro stadi del Prânâyâma: Ârâmbhâ-avasthâ (la condizione di inizio); Ghata-avasthâ (lo stato di cooperazione dell'io e del Sé superiore); Parichaya-avasthâ (la conoscenza); Nishpatti-avasthâ (la consumazione finale).
30. Noi abbiamo già descritto l'inizio del Prânâyâma; il resto sarà descritto qui di seguito. Questo distrugge tutti i peccati e il dolore.
31. Le seguenti qualità sicuramente si trovano sempre nel corpo di tutti gli Yogi: forza, appetito, buona digestione, buon umore, aspetto gradevole, grande coraggio, potenza, entusiasmo ed energia.
32. Adesso Io ti dirò i grandi ostacoli allo Yoga che devono essere evitati, dal momento che attraverso la loro rimozione lo Yogi attraversa facilmente questo mare di dolori mondani.
Le cose a cui bisogna rinunciare.
33. Lo Yogi dovrebbe rinunciare alle seguenti cose: 1) acidi, 2) astringenti, 3) sostanze piccanti, 4) sale, 5) mostarda, 6) cose amare, 7) camminare molto, 8) fare il bagno presto (prima dell'alba), 9) cose arrostite nell'olio, 10) furto, 11) uccisione di animali, 12) inimicizia nei confronti di qualunque persona, 13) orgoglio, 14) doppiezza, 15) disonestà, 16) digiuno, 17) menzogna, 18) altri pensieri oltre a quelli che riguardano la liberazione, 19) crudeltà verso gli animali, 20) rapporti con l’altro sesso, 21) culto del fuoco (o maneggiarlo o sedersi vicino ad esso ), 22) parlare molto, senza riguardo alla piacevolezza del discorso, 23) mangiare molto.
I mezzi.
34. Adesso Io ti dirò dei mezzi attraverso i quali il successo nello Yoga è presto ottenuto; ciò deve essere tenuto segreto dal praticante, così che il successo possa arrivare con certezza.
35. Il grande Yogi dovrebbe sempre rispettare le seguenti osservanze: 1) usare il burro chiarificato, 2) il latte, 3) i cibi dolci, 4) la noce di betel, evitando il frutto di limetta (citrus aurantifolia), 5) la canfora, 6) parole dolci, 7) piacevoli monasteri o stanzette riservate che hanno una piccola porta, 8) ascoltare discorsi sulla verità, 9) compiere i doveri di capofamiglia senza attaccamento, 10) cantare il nome di Vishnu, 11) ascoltare musiche dolci, 12) avere pazienza, 13) costanza, 14) perdono, 15) austerità, 16) purificazione, 17) modestia, 18) devozione, 19) servizio del Guru.
36. Quando l'aria penetra il sole (cioè quando il respiro fluisce prevalentemente attraverso la narice destra o Pingalâ), questo è il momento giusto per lo Yogi di assumere il cibo; quando l'aria penetra la luna (cioè quando il respiro fluisce prevalentemente attraverso la narice sinistra o Idâ).
37. Lo Yoga (Prânâyâma) non deve essere praticato proprio dopo i pasti, né quando uno è molto affamato; prima di iniziare la pratica dovrebbe essere preso un po' di latte e burro.
38. Quando uno è ben stabilizzato nella sua pratica, allora non ha bisogno di osservare queste restrizioni. Il praticante dovrebbe mangiare ogni volta in piccole quantità, sebbene frequentemente; e dovrebbe praticare il Kumbhaka quotidianamente alle ore stabilite.
39. Quando lo Yogi è in grado di regolare l'aria e fermare il respiro secondo la sua volontà, quando e come gli piace, allora certamente egli ottiene il successo nel Kumbhaka e, semplicemente dal successo nel Kumbhaka, quali altre cose lo Yogi non può dominare?
Il primo stadio.
40. Nel primo stadio del Prânâyâma il corpo dello Yogi comincia a sudare. Quando il corpo suda lo dovrebbe strofinare bene, altrimenti il corpo dello Yogi perde il suo Dâthu (umore).
Il secondo e terzo stadio.
41. Nel secondo stadio ha luogo il tremore del corpo; nel terzo, il saltare intorno come un ranocchio; e quando la pratica diventa più grande, l'adepto cammina nell'aria.
Vâyu-siddhi (successo sull'aria).
42. Quando lo Yogi, sebbene fermo nella posizione del loto, può sollevarsi nell'aria e lasciare il terreno, allora sai che ha raggiunto il Vâyu-siddhi, che distrugge l'oscurità del mondo.
43. Ma fino a quel momento, che egli pratichi osservando tutte le regole e le restrizioni date in precedenza. Dalla perfezione del Prânâyâma deriva la diminuzione del sonno, degli escrementi e dell'urina.
44. Lo Yogi, percettore di verità, diventa libero dai disturbi, dolori ed afflizioni; egli non ha mai traspirazione (putrida), bava, e vermi intestinali.
45. Quando nel corpo del praticante non c'è alcun aumento di flegma, di vento, né di bile, allora egli può impunemente essere irregolare nella sua dieta e nel resto.
46. Allora nessun effetto dannoso sarà prodotto, sia che lo Yogi prenda una grande quantità di cibo, o molto poco, o niente affatto. Attraverso la forza di una pratica costante, lo Yogi ottiene Bhuchari-siddhi, egli si muove come la rana salta sul terreno quando è spaventata dal battere delle mani.
47. Veramente, ci sono molti ostacoli gravi e quasi insormontabili nello Yoga, ciò non ostante lo Yogi deve proseguire con la sua pratica a tutti i costi; anche se dovesse mettere a repentaglio la propria vita.
48. E allora, seduto in un luogo solitario e ritirando i suoi sensi, che il praticante emetta, mediante impercettibili ripetizioni, il lungo Pranava OM, in modo da distruggere tutti gli ostacoli (tutte e tre le lettere AUM devono essere emesse distintamente).
49. Il saggio praticante sicuramente distrugge tutto il suo Karma, tanto quello acquistato in questa vita, come quello del passato, attraverso la regolazione del respiro.
50. Attraverso sedici Prânâyâma il grande Yogi distrugge le varie virtù e i vizi accumulati nelle sue vite passate.
51. Questo Prânâyâma distrugge il peccato, così come il fuoco brucia un mucchio di cotone; rende lo Yogi libero dal peccato; e quindi distrugge tutti i legami delle buone azioni.
52. Il potente Yogi, avendo ottenuto, attraverso il Prânâyâna, le otto specie di poteri psichici, e avendo attraversato l'oceano dei vizi e delle virtù, si muove liberamente attraverso i tre mondi.
Aumento della durata.
53. Quindi egli dovrebbe rendersi gradualmente capace di praticare per tre Gharis (un'ora e mezza per volta, egli dovrebbe essere capace di trattenere il respiro per quel periodo). Attraverso questo, lo Yogi ottiene senza dubbio tutti i poteri desiderati.
54. Lo Yogi acquista i seguenti poteri: 1) profezia (Vâkya-siddhi), 2) trasportare se stesso ovunque voglia (Kâmachari), 3) chiaroveggenza (duradrishti), 4) chiaroudienza (durashruti), 5) vista sottile (Shukshma-drishti), 6) il potere di entrare nel corpo di un altro (Parakâypravesana), 7) trasformare i metalli vili in oro strofinandoli coi suoi escrementi e con l'urina, 8) il potere di diventare invisibile, 9) e, infine, muoversi nell'aria.
Il Ghata Avasthâ.
55. Quando attraverso la pratica del Prânâyâma, lo Yogi raggiunge lo stato di Ghata (bottiglia d'acqua), allora per lui non c'è niente nel cerchio dell'universo che egli non possa compiere.
56. Il Ghata è descritto come lo stato in cui i Vâyu Prâna e Apâna, le Nâdi e i Vindu, il Jivâtmâ (lo Spirito Umano) e il Paramâtmâ (lo Spirito Universale) si combinano e cooperano.
57. Quando egli ottiene il potere di trattenere il respiro (cioè di essere in trance) per tre ore, allora certamente lo stato meraviglioso del Pratyâhâr (ritiro dei sensi) è raggiunto senza errore.
58. Qualunque oggetto lo Yogi percepisca, lo consideri come Spirito. Quando le modalità in cui agiscono i diversi sensi sono note, allora esse possono essere dominate.
59. Quando, attraverso una grande pratica, lo Yogi può praticare un Kumbhaka per tre ore piene, quando per otto danda (=3 ore) il respiro dello Yogi è sospeso, allora quel saggio può mettersi in equilibrio sul proprio pollice; ma egli appare agli altri come un folle.
Il Parichaya.
60. Dopo di ciò, attraverso l'esercizio, lo Yogi raggiunge il Parichaya Avasthâ. Quando l'aria che abbandona il sole e la luna (le narici destra e sinistra) rimane ferma e stabile all'interno della Sushumnâ (la Nâdi che scorre lungo la colonna vertebrale), allora questo è lo stato del Parichaya.
61. Quando egli, attraverso la pratica dello Yoga, acquista il potere di azione (Kriyâshakti) e penetra attraverso i sei Chakra (i sei centri o fiori di loto situati lungo la colonna vertebrale), e raggiunge la condizione sicura di Parichaya, allora lo Yogi veramente vede i triplici effetti del Karma.
62. Allora, che lo Yogi distrugga la moltitudine dei Karma attraverso il Pranava OM, che egli compia Kâyavyuha (un processo mistico di arrangiamento dei vari centri del corpo) in modo da godere o soffrire le conseguenze di tutte le sue azioni in una vita sola, senza la necessità di rinascere.
63. A quel punto, che il grande Yogi pratichi le quintuplici forme di concentrazione (Dhâranâ) su Vishnu, attraverso le quali si ottiene il dominio sui cinque elementi, e il timore di essere danneggiati su qualunque di esso è rimosso (nessuno dei cinque elementi può danneggiarlo).
64. Che il saggio Yogi pratichi la concentrazione in questo modo: cinque ghati (un ghati corrisponde a mezzora) sul loto Mulâdhara (area perineale), cinque ghati sul piedistallo del Linga (alla radice dell'organo genitale = Swâdisthânâ), cinque ghati nella regione ombelicale (Manipur) e lo stesso nella regione del cuore (Anâhata), cinque ghati nella gola (Vishudda) e, infine, che egli tenga il Dhâranâ nello spazio fra le due sopracciglia (Ajnâpur). Attraverso questa pratica gli elementi cessano di produrre qualunque danno al grande Yogi.
65. Il saggio Yogi, che così continuamente pratica la concentrazione, non muore mai attraverso centinaia di cicli del grande Brahmâ.
Il Nishpatti.
66. Dopo di ciò, attraverso un esercizio graduale, lo Yogi raggiunge il Nishpatti-avasthâ (la condizione di consumazione). Lo Yogi, avendo distrutto tutti i semi del Karma che sono esistiti fin dal principio, beve l'acqua dell'immortalità.
67. Quando il Jivan-mukta, il sereno Yogi ha ottenuto in questa vita, attraverso la pratica, la consumazione del Samâdhi (stato di trance o estasi), e quando questa condizione di Samâdhi consumato può essere evocata volontariamente, allora che lo Yogi ottenga il Chetanâ (intelligenza cosciente), insieme con l'aria, e con la forza del Kriyâ-shakti domini i sei Chakra e lo assorba nella forza chiamata Jñâna-shakti.
68. Ora noi abbiamo descritto il controllo dell'aria al fine di rimuovere i disturbi (che attendono lo Yogi); attraverso questa conoscenza del Vâyu-sâdhanâ (disciplina delle energie vitali) scompaiono tutte le sofferenze e i godimenti nel cerchio dell'universo.
69. Quando lo Yogi esperto, piazzando la lingua alla radice del palato, può bere il Prâna-vâyu, allora si ha la completa dissoluzione di tutti gli Yoga (cioè egli non ha più bisogno dello Yoga [o, secondo altri testi, egli è libero da tutti i disagi]).
70. Quando lo Yogi esperto, che conosce le leggi di azione del Prâna e di Apâna, può bere l'aria fredda, attraverso la contrazione della bocca a forma di becco di corvo, allora egli diventa dedito alla liberazione.
71. Quel saggio Yogi, che beve quotidianamente l'aria d'ambrosia, secondo le regole giuste, distrugge la fatica, la febbre, il decadimento o la vecchiaia e i danni.
72. Puntando in su la lingua, quando lo Yogi può bere il nettare che fluisce dalla luna (situato fra le due sopracciglia) entro un mese sicuramente dominerà la morte.
73. Quando, avendo fermato la glottide mediante la giusta tecnica Yoga, e meditando sulla dea Kundalini, egli beve (il fluido lunare della immortalità), egli diventerà un saggio o un poeta entro sei mesi.
74. Quando egli beve l'aria attraverso il becco di corvo, sia al mattino che al crepuscolo della sera, meditando sul flusso che va alla bocca di Kundalini, la consunzione dei polmoni (tisi) è curata.
75. Quando il saggio Yogi beve il fluido giorno e notte, attraverso il becco di corvo, i suoi disturbi sono eliminati, egli acquista certamente i poteri di chiaroudienza e chiaroveggenza.
76. Quando, chiudendo fermamente i denti e piazzando la lingua in su, il saggio Yogi beve il fluido molto lentamente, in un breve periodo egli dominerà la morte.
77. Colui che per sei mesi soltanto continua i suoi esercizi quotidiani è liberato da tutti i peccati e distrugge tutti i disturbi.
78. Se egli continua questo esercizio per un anno, egli diventa un Bhairava; egli ottiene il potere di Animâ, ecc., e domina tutti gli elementi e gli elementali.
79. Se lo Yogi può rimanere per mezzo secondo con la lingua tirata in su, egli diventa libero da ogni disturbo, dalla morte e dalla vecchiaia.
80. In verità, in verità, Io ti dico che non muore mai la persona che medita pressando la lingua, combinata col fluido vitale del Prâna.
81. Attraverso questo esercizio e lo Yoga, egli diventa come un Kâmadeva, senza un rivale. Egli non percepisce né fame, né sete, né sonno, né mancamento.
82. Agendo con questi metodi il grande Yogi diventa nel mondo perfettamente indipendente; e libero da tutti gli ostacoli egli può andare dovunque.
83. Praticando ciò non avrà rinascita, né sarà tentato dal vizio e dalla virtù, ma godrà a lungo con gli dei.
Le Âsana (posizioni).
84. Ci sono ottantaquattro posizioni di vario genere. Di esse quattro dovrebbero essere adottate, che io menzionerò di seguito: Siddhâsana, Padmâsana, Ugrâsana, Svastikâsana.
Siddhâsana.
85. La Siddhâsana che dà successo al praticante è come segue: pressando attentamente il calcagno sulla Yoni (regione perineale) lo Yogi deve piazzare l'altro calcagno sul Lingam (organo genitale); egli deve fissare il suo sguardo all'insù nello spazio fra le due sopracciglia, deve essere stabile e ritirare i suoi sensi. In particolare il suo corpo deve essere diritto e senza piega. Il luogo dovrebbe essere solitario e senza alcun rumore.
86. Colui che desidera ottenere una rapida consumazione dello Yoga, attraverso l'esercizio, dovrebbe adottare la posizione Siddhâsana e praticare la regolazione del respiro.
87. Attraverso questa postura lo Yogi raggiunge il più alto termine e in tutto il mondo non c'è una postura più segreta di questa. Assumendo questa posizione e meditando in essa lo Yogi è liberato dal peccato.
Padmâsana.
88. Io descriverò ora Padmâsana che tutela da tutti i disturbi (o li cura): avendo incrociato le gambe, poni attentamente i piedi sulla coscia opposta; incrocia ambo le mani e ponile similmente sulle cosce; fissa lo sguardo sulla punta del naso; pressando la lingua sulla radice dei denti; il mento dovrebbe essere elevato, il petto espanso; quindi guida l'aria lentamente, riempi il torace con tutta la tua potenza ed espellila lentamente, con un flusso ininterrotto.
89. Non può essere praticata da tutti, solo il saggio raggiunge il successo.
90. Praticando questa posizione, indubbiamente i soffi vitali del praticante diventano completamente bilanciati e fluiscono armoniosamente attraverso il corpo.
91. Seduto nella posizione Padmâsana e conoscendo l'azione di Prâna e Apâna quando lo Yogi pratica la regolazione del respiro, egli è emancipato: Io vi dico la verità. Realmente Io vi dico la verità.
Ugrâsana.
92. Distendi entrambe le gambe e tienile separate; tieni fermamente la testa con le mani e ponila sulle ginocchia. Questa è chiamata Ugrâsana (la posizione di austerità), essa eccita il movimento dell'aria, distrugge l'ottusità e le difficoltà del corpo, ed è anche chiamata Paschimauttana (la posizione posteriore incrociata). L'uomo saggio che pratica quotidianamente questa nobile posizione può certamente indurre il flusso dell'aria per viam posteriori.
93. Coloro che praticano ciò ottengono tutti i poteri; pertanto coloro che sono desiderosi di ottenere poteri dovrebbero praticarla con diligenza.
94. Questo dovrebbe essere tenuto segreto con grande attenzione e non dovrebbe essere rivelato a chiunque. Attraverso ciò Vâyu-siddhi è facilmente ottenuto e distrugge una moltitudine di miserie.
Svastikâsana.
95. Poni la pianta dei piedi completamente sotto le cosce, tieni il corpo diritto e siedi comodamente. Questo è chiamato Svastikâsana.
96. In questo modo il saggio Yogi dovrebbe praticare la regolazione del soffio. Nessun disturbo può attaccare il suo corpo, ed egli ottiene Vâyu-siddhi.
97. Questo è chiamato anche Sukhâsana, la posizione facile. Questa portatrice di salute, benefica posizione Svastikâsana, dovrebbe essere tenuta segreta dallo Yogi.
CAPITOLO IV
Yoni-mudrâ. La bevanda sacra dei Kaulas.
1. All'inizio, con una forte inspirazione, lo Yogi fissa la mente sul loto Âdhâra. Ciò impegna nella contrazione della Yoni, che è situata nello spazio perineale.
2. Che egli contempli il dio dell'amore che risiede in quella Brahma-yoni e che è bellissimo come un fiore Bandhuk (Pentapes Phoenicia), brillante come dieci milioni di soli e fresco come dieci milioni di lune. Sopra questa Yoni c'è una certa piccola e sottile fiamma, la cui forma è intelligenza. E poi che egli immagini una unione che abbia luogo là fra sé e quella fiamma (Shiva e Shakti).
3. (Allora immagini che) risalga i tre corpi lungo il vaso di Sushumnâ nel loro ordine dovuto (eterico, astrale e mentale). Là in ogni Chakra è emesso il nettare, la caratteristica del quale è una grande beatitudine. Il suo colore è rosa biancastro, pieno di splendore, rovescia zampilli di fluido immortale. Che egli beva il vino della immortalità che è divino e poi ancora penetri nello spazio perineale (Kulâ).
4. Quindi egli si concentri ancora sul Kulâ, attraverso la pratica del Matra-Yoga (cioè il Prânâyâma). Questa Yoni nel Tantra è stata da me definita uguale alla vita.
5. Ancora, che egli sia assorbito in quella Yoni dove dimora il fuoco della morte - la natura di Shiva, ecc. Così è stato descritto da me il metodo per praticare il grande Yoni-Mudrâ. Dal successo nella sua pratica non c'è niente che non possa essere ottenuto.
6. Perfino quei Mantra che sono deformati o paralizzati, scottati dal fuoco, o la cui fiamma è diventata attenuata, o che sono scuri e che dovrebbero essere abbandonati, o che sono cattivi o troppo vecchi, o che sono orgogliosi della loro germogliante gioventù, o che sono passati dalle porte del nemico, o deboli e privi di essenza senza vitalità; o che sono stati suddivisi in centinaia di parti, anche loro diventano fertili attraverso il tempo e il metodo. Tutti questi possono generare potere ed emancipazione quando sono dati al discepolo dal Guru, dopo averlo iniziato secondo il rito appropriato e bagnato un migliaio di volte. Questo Yoni-mudrâ è stato descritto, in modo che lo studente possa meritare (di essere iniziato ai suoi misteri) e di ricevere il Mantra.
7. Colui che pratica Yoni-mudrâ non è toccato dal peccato, anche se dovesse assassinare un migliaio di Brahmana o tutti gli abitanti dei tre mondi.
8. Sia che uccida il suo maestro o beva del vino o compia un furto o violi il letto del suo precettore, egli non è macchiato neanche da questi peccati, grazie alla virtù di questo Mudrâ.
9. Pertanto colui che desidera l'emancipazione dovrebbe praticare questo Mudrâ quotidianamente. Attraverso la pratica (Abhyâsa) il successo è ottenuto; attraverso la pratica uno guadagna la liberazione.
10. La perfetta coscienza è ottenuta attraverso la pratica. Lo Yoga è ottenuto attraverso la pratica, il successo nei Mudrâ viene attraverso la pratica; attraverso la pratica è guadagnato il successo nel Prânâyâma. Alla morte può essere sottratta la sua preda attraverso la pratica, e l'uomo diventa il dominatore della morte attraverso la pratica.
11. Attraverso la pratica si ottiene il potere della profezia, e il potere di andare dovunque, attraverso una semplice espressione di volontà. Questo Yoni-mudrâ deve essere tenuto in gran segreto e non concesso a chiunque. Neanche sotto minaccia di morte deve essere rivelato o dato ad altri.
Il risveglio di Kundalini.
12. Adesso Io ti parlerò dei mezzi migliori per ottenere il successo nello Yoga. Il praticante dovrebbe tenerli segreti. E' lo Yoga più inaccessibile.
13. Quando la dea dormiente Kundalini è risvegliata, per grazia del Guru, allora tutti i fiori di loto e i legami sono prontamente attraversati.
14. Pertanto, al fine di risvegliare la dea dormiente nel Brahmarandra (l'apertura più interna di Sushumnâ), i Mudrâ dovrebbero essere praticati con la più grande attenzione.
15. Fra i tanti Mudrâ, i seguenti dieci sono i migliori: 1) Mahâmudrâ, 2) Mahâbandha, 3) Mahâvedha, 4) Khechari, 5) Jâlandhar, 6) Mulabandha, 7) Viparitkarana, 8) Uddhana, 9)Vajrondi, 10) Shaktichalana.
16. Miei cari, Io vi descriverò adesso Mahâmudrâ, dalla cui conoscenza gli antichi saggi Kapila ed altri hanno ottenuto il successo nello Yoga.
Mahâ-Mudrâ.
17. In accordo con le istruzioni del Guru, comprimi leggermente il perineo col tallone del piede sinistro. Distendendo il piede destro prendilo bene con ambo le mani. Avendo chiuso i nove cancelli del corpo, piazza il mento sul torace. Quindi concentra le vibrazioni della mente e inspira l'aria e trattienila mediante il Kumbhaka (tanto quanto è possibile comodamente). Questo è il Mahâmudrâ, tenuto segreto in tutti i Tantra. Lo Yogi dalla mente stabile, avendolo praticato sul lato sinistro, lo deve praticare sul lato destro, e in tutti i casi deve essere stabile nel Prânâyâma, la regolazione del suo respiro.
18. In questo modo anche il più sfortunato degli Yogi può ottenere il successo. Attraverso questi mezzi tutti i vasi del corpo sono destati e messi in movimento; la vita è incrementata e il suo deterioramento è posto sotto controllo, e tutti i peccati sono distrutti. Tutti i disagi sono guariti, e il fuoco gastrico è aumentato. Esso dà bellezza senza colpa al corpo e distrugge la decadenza e la morte. Tutti i frutti dei desideri e i piaceri sono ottenuti e i sensi sono dominati. Lo Yogi fisso in meditazione acquista tutte le cose sopra menzionate, attraverso la pratica. Non ci dovrebbe essere esitazione nel fare questo.
19. Oh tu, favorito degli Dei! Sappi che questo Mudrâ deve essere tenuto segreto con la più grande cura. Ottenendo ciò, lo Yogi attraversa l'oceano del mondo.
20. Questo Mudrâ, descritto da me, è il dispensatore di tutti i desideri al praticante; deve essere praticato in segreto e non deve essere dato a tutti.
Mahâ-Bandha.
21. Allora, avendo disteso il piede destro, ponilo sulla coscia sinistra; contrai il perineo e dirigi l'Âpanâ-vâyu in alto e uniscilo col Samanâ-vâyu; ruota il Prâna-vâyu in basso e quindi, o saggio Yogi, uniscili in trinità nell'ombelico. Io ti ho parlato adesso del Mahâbandha, che mostra la via verso la emancipazione. Attraverso ciò, tutti i fluidi nei vasi del corpo dello Yogi sono spinti verso la testa. Questo deve essere praticato con grande attenzione, alternativamente con ambo i piedi.
22. Attraverso questa pratica, il soffio entra nel canale centrale di Sushumnâ, il corpo è rinvigorito da esso, le ossa sono fermamente legate, il cuore dello Yogi diventa pieno di gioia. attraverso questo Bandha, il grande Yogi soddisfa tutti i suoi desideri.
Mahâ-Vedha.
23. Oh Dea dei tre mondi! Quando lo Yogi, mentre pratica il Mahâbandha, produce l'unione di Prâna e Âpâna e, riempiendo i visceri di aria, la muove lentamente, questo è chiamato Mahâvedha.
24. Il migliore degli Yogi, attraverso l'aiuto del Vâyu, avendo penetrato con questo perforatore il nodo che è sul sentiero di Sushumnâ, dovrebbe allora penetrare il nodo di Brahma.
25. Colui che pratica questo Mahâvedha in grande segreto, ottiene Vâyu-siddhi. Esso distrugge la decadenza e la morte.
26. Gli Dei che risiedono nei Chakra tremano a causa del dolce flusso e riflusso dell'aria nel Prânâyâma; anche la grande Dea, Kunali Mahâ Mâyâ, è assorbita nel monte Kailâsa.
27. Il Mahâmudrâ e il Mahâbandha diventano infruttuosi se non sono seguiti da Mahâvedha; pertanto lo Yogi deve praticarli tutti e tre successivamente con grande cura.
28. Colui che pratica questi tre quotidianamente per quattro volte con grande attenzione, indubbiamente domina la morte entro sei mesi.
29. Solo il Siddha e nessun altro conosce l'importanza di questi tre; conoscendoli il praticante ottiene tutto il successo.
30. Questo dovrebbe essere tenuto in gran segreto dal praticante desideroso di ottenere potere; altrimenti è certo che gli agognati poteri non possono essere mai ottenuti attraverso la pratica dei Mudrâ.
Khechari.
31. Il saggio Yogi, seduto nella posizione Vajrâsana, in un luogo libero da tutti i disturbi, dovrebbe fissare fermamente il suo sguardo nel punto situato in mezzo alle sopracciglia; e, volgendo la lingua all'indietro, la deve fissare nella cavità sotto la glottide, ponendola con grande attenzione sull'orlo del pozzo del nettare (cioè chiudendo il passaggio dell'aria). Questo Mudrâ, descritto da me a richiesta dei miei devoti, è il Khechari-Mudrâ.
32. Oh mio diletto! Sappi che questo è la fonte di tutti i successi, sempre praticandolo bevi l'ambrosia giornalmente. Attraverso questo ottieni Vigraha-siddhi (potere sul microcosmo), proprio come un leone sull'elefante della morte.
33. Che sia puro o impuro, in qualunque condizione uno possa essere, se ottiene il successo nel Khechari, diventa puro. Non c'è dubbio su ciò.
34. Colui che pratica ciò anche per un momento attraversa il grande oceano del peccato e, avendo goduto i piaceri del mondo dei Deva, è come se fosse nato in una nobile famiglia.
35. Colui che pratica questo Khechari-Mudrâ con calma e senza pigrizia conta centinaia dei periodo di Brahma come se fossero secondi.
36. Colui che conosce questo Khechari secondo le istruzioni del suo Guru, raggiunge il fine più alto, per quanto immerso in grandi peccati.
37. Oh tu, diletto degli Dei! Questo Mudrâ, caro come la vita, non dovrebbe essere dato a tutti; dovrebbe essere tenuto nascosto con grande cura.
Jâlandhara.
38. Avendo contratto i muscoli della gola, comprimi il mento sul petto. Questo è chiamato Jâlandhara-Mudrâ. Anche gli Dei lo riconoscono inestimabile. Il fuoco nella regione dell'ombelico (cioè il succo gastrico) beve il nettare essudato dal loto dai mille petali. Egli dovrebbe praticare questo Bandha (in modo da evitare che il nettare sia così consumato).
39. Attraverso questo Bandha lo stesso saggio Yogi beve il nettare e, ottenendo l'immortalità, gode i tre mondi.
40. Questo Jâlandhara-Bandha è il dispensatore del successo al praticante; lo Yogi desideroso di successo dovrebbe praticarlo quotidianamente.
Mula-Bandha.
41. Comprimendo bene l'ano col tallone, dirigi in alto lentamente l'Apâna-vâyu, attraverso la pratica. Questo è descritto come Mula-Bandha, il distruttore del decadimento e della morte.
42. Se nel corso della pratica di questo Mudrâ lo Yogi può unire l'Apâna col Prâna-vâyu, allora questo naturalmente diventa Yoni-Mudrâ.
43. Che cosa non può realizzare in questo mondo colui che ha realizzato Yoni-Mudrâ? Sedendo nella posizione del loto, libero dall'indolenza, lasciando il terreno, lo Yogi si muove nell'aria, in virtù di questo Mudrâ.
44. Se il saggio Yogi desidera attraversare l'oceano del mondo, che egli pratichi questo Bandha in segreto, in un luogo solitario.
Viparitkarana.
45. Mettendo la testa sul terreno, che egli stiri le gambe in alto, muovendole a rotazione. Questo è Viparitkarana, tenuto segreto in tutti i Tantra.
46. Lo Yogi che lo pratica quotidianamente per tre ore domina la morte, e non è distrutto neanche dal Pralaya.
47. Colui che beve il nettare diventa uguale ai Siddha; colui che pratica questo Bandha diventa un adepto fra tutte le creature.
Uddâna-Bandha.
48. Quando gli intestini sopra e sotto l'ombelico sono portati sul lato sinistro, questo è chiamato Uddâna-Bandha, il distruttore di tutti i peccati e di tutti i dolori. La parte sinistra dei visceri della cavità addominale deve essere portata sopra l'ombelico. Questo è Uddâna-Bandha, il leone dell'elefante della morte.
49. Lo Yogi che lo pratica sempre quotidianamente per quattro volte, domina la morte, purifica così il suo ombelico, attraverso il quale i soffi sono purificati.
50. Praticandolo per sei mesi, lo Yogi certamente domina la morte; il fuoco gastrico è destato e ha luogo un aumento dei fluidi del corpo.
51. Attraverso questo, in conseguenza, è ottenuto anche il Vigrahasiddhi. Tutti i disturbi dello Yogi sono certamente distrutti attraverso di esso.
52. Avendo imparato il metodo dal Guru, il saggio Yogi dovrebbe praticarlo con grande attenzione. Questo inaccessibile Mudrâ deve essere praticato in un luogo solitario e indisturbato.
Shakti-Châlan.
53. Che il saggio Yogi guidi verso l'alto impetuosamente e fermamente la Dea Kundalini dormiente nel loto Âdhâra, per mezzo dell'Apâna-vâyu. Questo è il Mudrâ Shakti-Châlan, dispensatore di tutti i poteri.
54. Colui che pratica questo Shakti-châlan quotidianamente, ottiene un aumento della propria vitalità e la distruzione dei disturbi.
55. Lasciando il sonno, il serpente stesso (cioè la Kundalini) sale verso l'alto; perciò, lo Yogi desideroso di poteri pratichi ciò.
56. Colui che pratica sempre questo ottimo Shakti-Châlan secondo le istruzioni del Guru, ottiene Vigraha-siddhi, che dà il potere di Animâ, ecc., e non ha timore della morte.
57. Colui che pratica lo Shakti-châlan appropriatamente per due secondi e con attenzione, è molto vicino al successo. Questo Mudrâ deve essere praticato dallo Yogi nella giusta postura.
58. Questi sono i dieci Mudrâ il cui uguale non c'è mai stato e non ci sarà mai. Attraverso la pratica di ciascuno di loro, una persona diviene un Siddha e ottiene il successo.
[Vajrondi Mudra, che nella versione originale è descritto in questo capitolo, è omesso].
CAPITOLO V.
1. Pârvati: - Oh Signore, oh amato Shankar! Raccontami, per la salvezza di coloro le cui menti sono in cerca del fine supremo, gli ostacoli e gli impedimenti allo Yoga.
2. Shiva: - Ascolta, oh Dea! Io ti parlerò di tutti gli ostacoli che stanno sul sentiero dello Yoga. Per l'ottenimento della emancipazione i piaceri (Bhoga) sono i più grandi di tutti gli impedimenti.
Bhoga.
3. I rapporti con l’altro sesso, i letti, i sedili, i vestiti e le ricchezze sono ostacoli allo Yoga. Noci di Betel, pietanze sofisticate, mezzi di trasporto, regni, signoria e potere; oro, argento, così come il rame, le gemme, il legno di aloe, le mucche; imparare i Veda e gli Shastra; danzare, cantare e gli ornamenti; l'arpa, il flauto e il tamburo; cavalcare elefanti e cavalli; piaceri mondani; tutte queste cose costituiscono altrettanti impedimenti. Questi sono gli ostacoli che sorgono dai piaceri. Adesso ascolta gli impedimenti che sorgono dalla religione ritualistica.
Dharma.
4. Quelli che seguono sono gli ostacoli che il Dharma interpone: le abluzioni, il culto delle diete, l'osservanza dei giorni sacri della luna, del fuoco, dei sacrifici, il desiderio della liberazione, i voti e le penitenze, i digiuni, le osservanze religiose, il silenzio, le pratiche ascetiche, la contemplazione e gli oggetti di contemplazione, i Mantra, le elemosine, la grande fama; scavare e attrezzare cisterne, pozzi, stagni; conventi e boschetti, sacrifici e voti di fame, Chândrâyana e pellegrinaggi.
Jñâna (gli ostacoli della conoscenza).
5. Adesso Io ti descriverò, oh Pârvati, gli ostacoli che sorgono dalla conoscenza. Sedere nella posizione Gomukh e praticare il Dhauti (lavaggio dell'intestino mediante lo Hatha-Yoga). La conoscenza della distribuzione delle Nâdi, l'apprendimento del Pratyâhâra (il dominio dei sensi), il tentativo di risvegliare la forza Kundalini muovendo velocemente il ventre (un procedimento dello Hatha-Yoga), entrare nel sentiero degli Indriya, e la conoscenza dell'azione delle Nâdi; questi sono gli ostacoli. Adesso ascolta le nozioni errate sulla dieta, oh Pârvati.
6. Che il Samâdhi possa essere subito indotto bevendo certe nuove essenze chimiche e mangiando certi cibi è un errore. Adesso ascolta le nozioni errate sull'influenza delle compagnie.
7. "Mantieni la compagnia di persone virtuose ed evita quella di persone viziose" è una nozione errata. "Misurare la pesantezza e la leggerezza dell'aria inspirata ed espirata" è una idea errata.
8. "Brahman è nel corpo", o "Egli è l'autore della forma", o "Egli ha una forma", o "Egli non ha una forma", o "Egli è qualunque cosa"; tutte queste confortanti dottrine sono ostacoli. Tali nozioni sono ostacoli sotto forma di conoscenza.
Quattro tipi di Yoga.
9. Lo Yoga è di quattro tipi: - Primo il Mantra-Yoga, secondo lo Hatha-Yoga, terzo il Laya-Yoga, quarto il Raj-Yoga; che elimina la dualità.
Sâdhaks (gli aspiranti).
10. Sappi che gli adepti sono di quattro tipi: blandi, moderati, ardenti e i più ardenti, i migliori che possono attraversare l'oceano del mondo.
(Blandi) adatti al Mantra-Yoga.
11. Uomini di poca intraprendenza, dimentichi, malaticci e che trovano difetti nei loro maestri; avari, peccatori, e irrimediabilmente attaccati alle loro compagnie; incostanti, timidi, pieni di disturbi, non indipendenti, e crudeli; questi le cui caratteristiche sono cattive e che sono deboli, sappi che tutti quelli che ho menzionato sono blandi adepti. Con grande sforzo tali uomini ottengono il successo in dodici anni; il loro maestro li dovrebbe riconoscere adatti al Mantra-Yoga.
(Moderati) adatti al Laya-Yoga.
12. Menti liberali, misericordiose, desiderose di virtù, dolci nel loro parlare; che non vanno mai agli estremi nei loro impegni, questi sono moderati. Questi devono essere iniziati dal loro maestro al Laya-Yoga.
(Ardenti) adatti allo Hatha-Yoga.
13. Con la mente stabile, conoscendo il Laya-Yoga, indipendenti, pieni di energia, magnanimi, pieni di simpatia, inclini al perdono, veritieri, coraggiosi, pieni di fede, adoratori dei piedi di loto del loro Guru, sempre impegnati nella pratica dello Yoga; sappi che tali uomini sono Adhimâtra: Essi ottengono il successo nella pratica Yoga entro sei anni, e dovrebbero essere iniziati allo Hatha-Yoga e alle sue branche.
(I più ardenti) adatti a tutti gli Yoga.
14. Tutti quelli che hanno la maggior quantità di energia, che sono intraprendenti, impegnati, eroici, che conoscono gli Shastra, e che sono perseveranti, liberi dagli effetti e delle cieche emozioni e non facilmente confusi, che sono nel fiore della loro gioventù, moderati nella loro dieta, controllori dei propri sensi, senza timori, puliti, pieni di abilità, caritatevoli, di aiuto a tutti; competenti, fermi, pieni di talento, contenti, inclini al perdono, di buona natura, religiosi, che tengono segreti i loro sforzi, dolci nel parlare, pieni di pace, che hanno fede nelle scritture e sono adoratori di Dio e del Guru, che sono restii a sprecare il loro tempo in società, e che sono liberi da ogni penosa malattia, che sono informati sui doveri dell'Adhimâtra, e sono praticanti di ogni tipo di Yoga; indubbiamente questi ottengono il successo in tre anni; essi sono adatti ad essere iniziati a tutti i tipi di Yoga senza alcuna esitazione.
Invocazione all'ombra (Pratikopâsana).
15. L'invocazione di Pratika (ombra) dà al devoto gli oggetti visti come quelli non visti; indubbiamente attraverso la sua semplice visione, un uomo diventa puro.
16. Quando il cielo è chiaro di sole, osserva con sguardo fisso il tuo riflesso divino; quand'anche questo è visto per un solo secondo nel cielo, tu subito vedi Dio nel cielo.
17. Colui che quotidianamente vede la sua ombra nel cielo, avrà i suoi anni aumentati e non morirà mai di morte accidentale.
18. Quando l'ombra si vede pienamente riflessa nel campo del cielo, allora si ottiene la vittoria; e, dominando il Vâyu, si va ovunque. Come invocare: al momento dell'alba, o al sorgere della luna, che egli fissi stabilmente il suo sguardo sul collo dell'ombra che egli getta; poi, dopo un po' di tempo, che egli volga lo sguardo al cielo; se vede una piena ombra grigia nel cielo, questo è di buon auspicio.
19. Colui che pratica sempre questo e conosce il Paramâtmâ, diventa felicissimo, attraverso la grazia della sua ombra.
20. Al momento dell'inizio di un viaggio, di un matrimonio, o di un lavoro sospetto, o quando si hanno dei problemi, ciò è di grande utilità. Questa invocazione dell'ombra distrugge tutti i peccati e aumenta la virtù.
21. Praticandola sempre egli comincia finalmente a vedere nel suo cuore, e lo Yogi perseverante ottiene la liberazione.
Raj-Yoga.
22. Che egli chiuda le orecchie con i suoi pollici, gli occhi con gli indici, le narici con i medi, e con le rimanenti quattro dita che egli comprima insieme le labbra superiori con quelle inferiori. Lo Yogi, avendo così fermamente confinato l'aria, vede la sua anima sotto forma di luce.
23. Quando uno vede, senza interruzione, questa luce anche per un momento, diventando libero dal peccato, raggiunge il fine supremo.
24. Lo Yogi, libero dal peccato, e praticando questo continuamente, dimentica i suoi corpi fisici, sottili e causali e diventa tutt'uno con quell'anima.
25. Colui che pratica ciò in segreto è assorbito nel Brahman, per quanto egli sia stato impegnato in fatti peccaminosi.
26. Tutto questo dovrebbe essere tenuto segreto; ciò produce subito la convinzione; e dà il Nirvâna al genere umano. Questo è lo Yoga più amato. Praticandolo gradualmente, lo Yogi comincia a sentire i suoni mistici (Nâdas).
I suoni Anâhad.
27. Il primo suono è come il bisbigliare di un'ape intossicata dal miele, il seguente quello di un flauto, poi un'arpa; dopo di ciò, attraverso la pratica graduale dello Yoga, il distruttore dell'oscurità del mondo ode i suoni di campanelli sonanti; poi suoni simili ai boati del tuono. Quando uno fissa la sua piena attenzione su questo suono, essendo libero dalla paura, egli ottiene l'assorbimento, o mio diletto!
28. Quando la mente dello Yogi è estremamente impegnata in questo suono, egli dimentica tutte le cose esterne ed è assorbito in questo suono.
29. Attraverso questa pratica dello Yoga egli conquista tutte e tre le qualità (cioè buono, cattivo e indifferente); ed essendo libero da tutte le condizioni, egli è assorbito in Chidâkâsh (l'etere della coscienza).
Un segreto.
30. Non c'è posizione come quella di Siddhâsana, nessun potere come quello di Khumba, nessun Mudrâ come il Khechari, e nessun assorbimento come quello del Nâda (il suono mistico).
31. Ora Io ti descriverò, o cara, il sapore della salvezza, conoscendo il quale persino l'aspirante pieno di peccato può ottenere la salvezza.
32. Avendo adorato il Signore Iddio nel modo appropriato, ed avendo completamente esercitato il migliore degli Yoga, che il saggio Yogi si addentri in questo Yoga compiacendo il suo Guru.
33. Avendo ceduto tutto il suo bestiame e le sue proprietà al Guru che conosce lo Yoga, ed avendolo soddisfatto con grande attenzione, che l'uomo saggio riceva questa iniziazione.
34. Avendo compiaciuto i Brâhmana (e i preti), dando loro ogni sorta di buone cose, che l'uomo saggio riceva questo Yoga augurale nella mia casa (cioè il tempio di Shiva) con purezza di cuore.
35. Avendo rinunciato coi metodi che abbiamo descritto a tutti i suoi corpi precedenti (il risultato dei suoi Karma passati) ed essendo nel suo corpo spirituale (o luminoso), che lo Yogi riceva questo Yoga supremo.
36. Sedendo nella posizione Padmâsana, rinunciando alla società degli uomini, che lo Yogi prema le due Vijñana-nâdi (i vasi della coscienza, forse le arterie coronarie) con due dita.
37. Ottenendo il successo in ciò, egli diventa tutto felicità e senza macchia; pertanto che egli si sforzi con tutto il suo potere, in modo da assicurarsi il successo.
38. Colui che pratica ciò sempre, ottiene il successo in breve tempo, e nel frattempo ottiene anche Vâyu-siddhi.
39. Lo Yogi che fa ciò anche una volta, distrugge realmente tutti i peccati; e senza dubbio in lui il Vâyu penetra nel canale centrale.
40. Lo Yogi che pratica ciò con perseveranza è adorato persino dagli Dei; egli riceve i poteri psichici di Animâ, Laghimâ, ecc., e può andare ovunque, attraverso i tre mondi, a suo piacimento.
41. A seconda della forza con cui uno domina il Vâyu, egli domina il suo corpo; il saggio, restando nello spirito, gode il mondo nel suo corpo presente.
42. Questo Yoga è un grande segreto, da non concedere a chiunque; esso può essere rivelato soltanto a colui nel quale sono riconosciute tutte le qualità di uno Yogi.
Vari tipi di Dhâranâ.
43. Che lo Yogi si sieda in Padmâsana e fissi la sua attenzione sulla cavità della gola, che ponga la sua lingua alla base del palato; mediante ciò egli estinguerà la fame e la sete.
44. Sotto la cavità della gola c'è una bellissima Nâdi chiamata Kurma; quando lo Yogi fissa la sua attenzione su essa, egli acquista grande concentrazione sul principio pensante (Chitta).
45. Quando lo Yogi pensa costantemente di avere ottenuto un terzo occhio, l'occhio di Shiva, nel mezzo della sua fronte, allora percepisce un fuoco brillante come la folgore. Meditando su questa luce, tutti i peccati sono distrutti e persino le persone più malvagie raggiungono il fine supremo.
46. Se lo Yogi con esperienza pensa a questa luce giorno e notte, egli vede i Siddha (adepti), e può certamente conversare con loro.
47. Colui che medita sul Sunya (lo spazio vuoto), mentre cammina o sta in piedi, sognando o risvegliandosi, diventa comunque eterico, ed è assorbito nel Chidâkâsh (etere di coscienza).
48. Lo Yogi desideroso di successo, dovrebbe sempre ottenere questa conoscenza; mediante l'esercizio abituale egli diviene uguale a me; attraverso la forza di questa conoscenza, egli diventa amato da tutti.
49. Avendo conquistato tutti gli elementi, ed essendo libero da tutte le speranze e i legami del mondo, quando lo Yogi seduto in Padmâsana fissa il suo sguardo sulla punta del naso, la sua mente diventa morta e egli ottiene il potere spirituale chiamato Khechari.
50. Il grande Yogi vede la luce, pura come la montagna sacra (Kailâs) e attraverso la forza del suo esercizio egli diventa il signore e il guardiano della luce.
51. Stirandosi sul pavimento, che egli mediti su questa luce; così facendo tutte le sue stanchezze e fatiche sono distrutte. Meditando sulla parte posteriore della sua testa egli diventa il dominatore della morte.
52. Dei quattro tipi di cibo che un uomo prende (cioè quello che è masticato, quello che è succhiato, quello che è leccato , e quello che è bevuto), il chilo fluido è diviso in tre parti: La parte migliore (o l'estratto più fine del cibo) va a nutrire il Linga-sharira o corpo sottile (la sede della forza). La seconda, o parte media, va a nutrire questo corpo grossolano che è composto da sette Dhâtu (umori).
53. La terza, o la parte più inferiore, va fuori dal corpo sotto forma di escrementi e di urine. Le prime due essenze del cibo si trovano nelle Nâdi, ed essendo trasportate da esse, nutrono il corpo dalla testa ai piedi.
54. Quando il Vâyu si muove attraverso le Nâdi, allora, grazie a questo Vâyu, i fluidi del corpo ottengono una straordinaria forza ed energia.
55. Le più importanti di queste Nâdi sono quattordici, distribuite in differenti parti del corpo e che svolgono varie funzioni. Esse sono o deboli o forti, e il Prâna fluisce attraverso di loro.
I sei Chakra: Mulâdhâr-Chakra.
56. Due dita sopra il retto e due dita sotto l’organo genitale, quattro dita in larghezza, c'è uno spazio simile ad una radice bulbosa.
57. All'interno di questo spazio c'è la Yoni che ha la sua faccia rivolta all'indietro; questo spazio è chiamato la radice; là dimora la dea Kundalini. Essa circonda tutte le Nâdi ed è avvolta con tre spire e mezzo; tiene la sua coda nella sua stessa bocca; riposa nella apertura detta Sushumnâ.
58. Essa dorme come un serpente ed è luminosa di luce propria. Come un serpente vive fra le articolazioni; è la Dea del linguaggio ed è chiamata il seme (Vija).
59. Piena di energia e come oro ardente sappi che questa Kundalini è il potere (Shakti) di Vishnu; è la madre dei tre Guna (qualità): Sattwa, Rajas e Tamas.
60. Là, bello come il fiore Bondhuk, è sistemato il seme dell'amore; è brillante come oro lustrato, ed è descritto nello Yoga come eterno.
61. Anche Sushumnâ lo avvolge e il bel seme è lì; lì riposa brillando, splendente come la luna d'autunno, con la luminosità di milioni di soli e la freschezza di milioni di lune. La dea Tripûra Bhairavi ha preso questi tre insieme (il fuoco, il sole e la luna) ed è chiamata il Vija. E' chiamata la grande energia.
62. Esso (Vija) è dotato col potere dell'azione (movimento) e della sensazione, e circola attraverso il corpo. E' sottile, e ha una fiamma di fuoco; qualche volta sorge su e altre volte cade giù nell'acqua. Questa è la grande energia che riposa nel perineo, ed è chiamata Swayambhu-linga (auto generata).
63. Tutto questo è chiamato Adhâr-padma (loto di supporto), e i suoi quattro petali sono contrassegnati da quattro sillabe.
64. Vicino a questo Swayambhu-linga c'è una regione dorata chiamata Kula (famiglia); l'adepto che la presiede è chiamato Dviranda, e la dea che la presiede è chiamata Dâkini. Nel centro di quel loto c'è la Yoni in cui risiede la Kundalini; la energia brillante che circola sopra di essa è chiamata Kâma-vija (seme dell'amore). L'uomo saggio che medita sempre su questo Mulâdhara ottiene Dârduri-siddhi (il potere di saltare come un ranocchio); e gradualmente può persino sollevarsi sul terreno.
65. La brillantezza del corpo è aumentata, il fuoco gastrico diventa possente, e seguono di conseguenza la libertà da ogni disturbo, la bravura e l'onniscenza.
66. Egli sa cosa è stato, cosa sta succedendo e cosa sarà, insieme alle loro cause; egli padroneggia nella sapienza ciò che non è mai stato udito così come i suoi misteri.
67. Sulla sua lingua sempre danza la dea dell'apprendimento, egli ottiene Mantra-siddhi (il successo nei Mantra), semplicemente attraverso una costante ripetizione.
68. Questo è il dictum del Guru: "Essa distrugge la vecchiaia, la morte, e innumerevoli disturbi". Il praticante del Prânâyâma dovrebbe sempre meditare su essa; attraverso la sue semplice contemplazione il grande Yogi è libero da tutti i peccati.
69. Quando lo Yogi medita su questo loto Mulâdhara, lo Swayambhu-linga, allora proprio in quel momento tutti i suoi peccati sono distrutti.
70. Qualsiasi cosa desideri la mente, egli la ottiene; attraverso l'esercizio abituale egli vede colui che gli dala salvezza, che è il migliore sia dentro che fuori, e che deve essere adorato con grande attenzione: Meglio di Lui, io non conosco nessuno.
71. Colui che, lasciando il Dio Shiva che è dentro, adora le forme esterne, è come colui che getta via la carne dolce che ha in mano e vaga in cerca di cibo.
72. Che mediti così quotidianamente senza negligenza, sul proprio Swayambhu-linga; e che non abbia dubbi sul fatto che da ciò gli verranno tutti i poteri.
73. Attraverso l'esercizio abituale egli ottiene il successo in sei mesi; e indubbiamente il suo Vâyu entra nel canale mediano.
74. Egli domina la mente e può trattenere il respiro e il suo seme; allora egli ottiene il successo in questo così come nell'altro mondo, senza dubbio.
Swâdhisthân-Chakra.
75. Il secondo Chakra è situato alla base dell'organo genitale. Ha sei petali designati da lettere (sanscrite). Il suo gambo è chiamato Swâdhisthân, il colore del loto è rosso sangue, l'adepto che lo presiede è chiamato Bâlâ, e la sua Dea Râkini.
76. Colui che quotidianamente medita su questo loto Swâdhisthân, diventa un oggetto di amore e di adorazione per tutte le bellissime Dee.
77. Egli recita senza timore i vari Shastra e le scienze che per lui erano sconosciute prima; diventa libero da ogni disturbo, e si muove attraverso l'universo senza paura.
78. La morte è divorata da lui, ma egli non è divorato da nessuno; egli ottiene i più alti poteri psichici, come Animâ, Laghimâ, ecc. Il Vâyu si muove equilibratamente nel suo corpo; anche gli umori del suo corpo sono accresciuti; è aumentata anche l'ambrosia che sgorga in lui dal loto eterico.
Manipur-Chakra (plesso solare).
79. Il terzo Chakra, chiamato Manipur, è situato vicino all'ombelico; è di un colore dorato e ha dieci petali (designati da altrettante lettere sanscrite).
80. L'adepto che lo presiede è chiamato Rudra, il dispensatore di tutte le cose augurali, e la dea che presiede questo luogo è chiamata la sacra Lâkini.
81. Quando lo Yogi medita sul loto Manipur, egli ottiene il potere chiamato Pâtal-siddhi, il dispensatore della felicità costante. Egli diventa il padrone dei desideri, distrugge il dolore e i disturbi, inganna la morte, e può entrare nel corpo di un altro.
82. Egli può fabbricare l'oro, ecc., vedere gli adepti (con la chiaroveggenza), scoprire le medicine per i disturbi, e vedere i tesori nascosti.
Anâhat-Chakra.
83. Nel cuore c'è il quarto Chakra, Anâhat. Ha dodici petali designati da altrettante lettere. Il suo colore è un profondo rosso sangue; ha il seme del Vâyu, ed è un punto molto piacevole.
84. In questo loto c'è una fiamma chiamata Vânlinga; meditando su essa, uno ottiene gli oggetti dell'universo visibile e di quello invisibile.
85. L'adepto che lo presiede è Pinâki, e Kâkini la sua Dea. Colui che medita sempre su questo loto del cuore è avidamente desiderato dalle fanciulle celesti.
86. Egli consegue una smisurata conoscenza, conosce il passato, il presente e il futuro; ha chiaroudienza, chiaroveggenza e può camminare nell'aria, in qualunque momento gli piace.
87. Egli vede gli adepti le Dee conosciute come Yogini; ottiene il potere conosciuto come Khechari, e domina tutto ciò che si muove nell'aria.
88. Colui che medita quotidianamente sul nascosto Bâna-linga, indubbiamente ottiene i poteri psichici chiamati Khechari (spostarsi nell'aria) e Bhuchari (andare ovunque si vuole nel mondo).
89. Io non posso descrivere pienamente l'importanza della meditazione su questo loto; persino gli dei Brahmâ, ecc., tengono segreto il metodo di meditazione su esso.
Vishudda-Chakra.
90. Questo Chakra situato nella gola è il quinto, ed è chiamato loto Vishudda. Il suo colore è come oro brillante, ed è ornato da sedici petali ed è la sede dei suoni vocalici. L'adepto che lo presiede è chiamato Chhagalânda e la sua dea è chiamata Shâkini.
91. Colui che medita sempre su esso è veramente il signore degli Yogi, e merita di essere chiamato saggio; attraverso la meditazione su questo loto Vishudda lo Yogi comprende subito i quattro Veda coi loro misteri.
92. Quando lo Yogi, fissando la sua mente su questo punto segreto, si sente arrabbiato, allora senza dubbio tutti e tre i mondi cominciano a tremare.
93. Addirittura, qualora la mente dello Yogi dovesse essere assorbita per caso in questo luogo, allora egli diventerebbe inconsapevole del mondo esterno e godrebbe sicuramente il mondo interno.
94. Il suo corpo non diventa mai debole, ed egli trattiene tutte le sue piene forze per mille anni, egli diventa più duro del diamante.
95. Quando lo Yogi abbandona questa contemplazione, allora per lui migliaia di anni in questo mondo appaiono come semplici istanti.
Âjña-chakra.
96. Il Chakra con due petali, chiamato Âjña, è situato fra le sopracciglia e ha due petali designati da due lettere; l'adepto che lo presiede è chiamato Shuklâ Mahâkâla (il grande tempo bianco); la dea che lo presiede è chiamata Hâkiñ.
97. All'interno di quel petalo c'è il seme eterno (la sillaba tham), brillante come la luna d'autunno. Il saggio anacoreta, sapendo ciò non è mai influenzato.
98. Questa è la grande luce tenuta segreta in tutti i Tantra; meditando su essa, si ottengono i successi più alti, non c'è dubbio su questo.
99. Io sono il dispensatore di salvezza, io sono il terzo Linga nel Turiya (lo stato di estasi, anche il nome del loto dai mille petali). Meditando su esso, lo Yogi diventa certamente come me.
100. I due vasi chiamati Idâ e Pingalâ sono i veri Varana e Asi. Lo spazio fra essi è chiamato Vârânasi (Benares, la città sacra a Shiva). Si dice che là dimori Vishwanâtha (il Signore dell'universo).
101. La grandezza di questo luogo santo è stata dichiarata in molteplici scritture dai saggi che percepiscono la verità. Il suo grande segreto è stato eloquentemente spiegato da loro.
102. Sushumnâ scorre lungo la colonna vertebrale fino a dove è situato il Brahmarandhra (foro di Brahma). Qui per un certo tratto va sul lato destro del loto Âjña, da cui procede alla narice sinistra, ed è chiamato Gange.
103. Il loto che è situato nel Brahmarandhra è chiamato Sahasrâra (dai mille petali). Nel suo centro dimora la luna. Da quel luogo triangolare, un elisir è continuamente essudato. Questo fluido lunare di immortalità incessantemente scorre attraverso Idâ. L'elisir fluisce in una corrente, una corrente continua. Andando alla narice sinistra, riceve dallo Yogi il nome di Gange.
104. Dalla porzione destra del loto Âjña e andando verso la narice sinistra fluisce Idâ. Qui esso è chiamato Varana (Il Gange che sorge verso nord).
105. Che lo Yogi mediti sullo spazio fra le due Nâdi come Vârânasi. Anche Pingalâ viene nello stesso modo dalla parte sinistra del loto Âjña, e va verso la narice destra, ed è stata chiamata da noi Asi.
106. Il loto che è situato nel Mulâdhâr ha quattro petali. Nello spazio fra di essi dimora il sole.
107. Da quella sfera del sole, un veleno essuda continuamente. Quella essenza pericolosa che riscalda eccessivamente fluisce pienamente attraverso Pingalâ.
108. Il veleno (fluido solare della mortalità) che là fluisce continuamente sotto forma di corrente va alla narice sinistra, così come il fluido lunare della immortalità va verso la sinistra.
109. Sorgendo dalla parte sinistra del loto Âjña e andando alla narice destra questa Pingalâ che scorre verso nord è stata anticamente chiamata Asi.
110. Il loto a due petali Âjña è stato così descritto dove dimora il dio Maheshwara. Gli Yogi parlano di tre stadi più sacri sopra di questo. Essi sono chiamati Vindu, Nâda e Shakti e sono situati nel loto della fronte.
111. Colui che medita continuamente sul loto nascosto Âjña, distrugge subito tutto il Karma della sua vita passata, senza nessun ostacolo.
112. Restando in questo luogo, quando lo Yogi medita costantemente, allora per lui tutte le forme, le adorazioni e le preghiere appaiono inutili.
113. Gli Yaksha, Râkshasa, Gandharva, Apsarâ e Kinnara, tutti si inchinano ai suoi piedi. Essi diventano obbedienti al suo comando.
114. Rigirando la lingua e ponendola nella lunga cavità del palato, che lo Yogi entri in meditazione, la quale distrugge tutti i timori. E se la sua mente rimane qui stabilizzata anche solo per un secondo, tutti i suoi peccati sono subito distrutti.
115. Tutti i frutti che sono stati descritti come risultato della meditazione sugli altri cinque loti, sono ottenuti attraverso la semplice conoscenza di quest'ultimo loto Âjña.
116. Il saggio, che continuamente pratica la meditazione su questo loto Âjña, diventa libero dalle possenti catene del desiderio, e gode la felicità.
117. Quando al momento della morte lo Yogi medita su questo loto, lasciando la sua vita, quel santo è assorbito nel Paramâtmâ.
118. Colui che medita su questo, in piedi o camminando, addormentato o sveglio, non è toccato dal peccato, anche se per lui fosse possibile compiere azioni peccaminose.
119. Lo Yogi diventa libero dalle catene delle sue stesse azioni. L'importanza della meditazione sul loto a due petali non può essere descritta pienamente. Persino gli dei come Brahmâ, ecc., hanno imparato solo una parte di questa grandezza da me.
Il loto dai mille petali.
120. Su di esso, alla base del palato, c'è il loto dai mille petali, in quel punto dove c'è il foro di Sushumnâ.
121. Dalla base o radice del palato, Sushumnâ si estende verso il basso, finché raggiunge il perineo e il Muladhâr: tutti i vasi la circondano, o sono sorretti da essa. Queste Nâdi sono i semi del mistero, o le sorgenti di tutti i principi che costituiscono un uomo, e mostrano la via verso Brahma (cioè danno la salvezza).
122. Il loto che è alla radice del palato è chiamato Sahasrâr (dai mille petali); nel suo centro c'è una Yoni (sede o centro di forza) che ha la sua faccia rivolta in basso.
123. In essa c'è la radice di Sushumnâ, insieme al suo foro; questo è chiamato Brahmarandhra (foro di Brahma), che si estende verso il loto Mulâdhâr.
124. Nel foro di Sushumnâ dimora Kundalini come sua forza interna. Nella Sushumnâ c'è anche una corrente costante di forze chiamata Chitrâ, secondo la mia opinione le sue azioni o modificazioni dovrebbero essere chiamate Brahmarandhra, ecc...
125. Semplicemente ricordando ciò si ottiene la conoscenza di Brahman, tutti i peccati sono distrutti, e non si rinasce più come uomini.
126. Che (lo Yogi) si ponga il pollice in movimento dentro la bocca: in questo modo l'aria, che fluisce attraverso il corpo, è fermata.
127. A causa di ciò (Vâyu) l'uomo vaga nel cerchio dell'universo; gli Yogi, pertanto, non desiderano mantenere questa circolazione; tutte le Nâdi sono legate da otto nodi; soltanto la Kundalini può penetrare questi nodi e passare oltre il Brahmarandhra e mostrare la via della salvezza.
128. Quando l'aria è pienamente confinata in tutte le Nâdi, allora la Kundalini lascia questi nodi e si guadagna la strada attraverso il Brahmarandhra.
129. Allora l'aria vitale fluisce continuamente nella Sushumnâ. Sia a destra che a sinistra del Mulâdhâr, sono situate Idâ e Pingalâ. Sushumnâ passa in mezzo a loro.
130. Il cavo di Sushumnâ nella sfera di Mulâdhâr è chiamato Brahmarandhra. Il saggio che conosce ciò è emancipato dalla catena del Karma.
131. Tutti questi tre vasi si incontrano sicuramente alla bocca del Brahmarandhra; bagnandosi in questo luogo si ottiene sicuramente la salvezza.
La Sacra Triveni (Prayag).
132. Tra il Gange e Jamuna scorre questa Saraswati: bagnandosi nella loro congiunzione, il fortunato ottiene la salvezza.
133. Abbiamo detto prima che Idâ è il Gange e Pingalâ è la figlia del sole (Jamuna), nel mezzo Sushumnâ è Saraswati; il luogo dove tutte e tre si congiungono è il più inaccessibile.
134. Colui che rappresenta mentalmente il bagno alla congiunzione del bianco (Idâ) e del nero (Pingalâ) diventa libero da tutti i peccati, e raggiunge il Brahma eterno.
135. Colui che rappresenta il rito funerario dei suoi antenati alla giunzione di questi tre fiumi (Triveni) procura la salvezza a loro e a se stesso e raggiunge il fine supremo.
136. Colui che quotidianamente compie t triplici doveri (cioè regolari, occasionali e ottimali) contemplando mentalmente in questo luogo, diventa senza dubbio santo.
137. Colui che si bagna una volta sola in questo luogo sacro gode la felicità celeste, i suoi molteplici peccati sono bruciati, e diventa uno Yogi dalla mente pura.
138. Che sia puro o impuro, in qualunque stato uno si trovi, eseguendo le abluzioni in questo luogo mistico, egli diventa senza dubbio santo.
139. Al momento della morte che egli si bagni in queste acque della Triveni (la trinità dei fiumi): colui che muore passando a questo, raggiunge comunque la salvezza.
140. Non c'è segreto più grande di questo nei tre mondi. Questo dovrebbe essere tenuto segreto con grande attenzione. Non dovrebbe essere mai rivelato.
141. Se la mente diventa stabilmente fissata anche per mezzo secondo sul Brahmarandhra, uno diventa libero da tutti i peccati e raggiunge il fine supremo.
142. Il santo Yogi la cui mente è assorbita in esso, è assorbito in me dopo aver goduto i poteri chiamati Animâ, Laghimâ, ecc...
143. L'uomo che conosce questo Brahmarandhra diventa mio diletto in questo mondo; dominando i peccati egli diventa destinato alla salvezza; diffondendo la conoscenza egli salva migliaia di persone.
144. Gli dei e quelli con quattro facce possono difficilmente ottenere questa conoscenza. Essa è il più incommensurabile tesoro degli Yogi; questo mistero del Brahmarandhra dovrebbe essere tenuto in gran segreto.
La luna del mistero.
145. Io ho detto prima che c'è un centro di forza (Yoni) nel mezzo del Sahasrâra; sotto di questo c'è la luna; che il saggio mediti su questo.
146. Meditando su questa lo Yogi diventa adorabile in questo mondo, ed è rispettato dagli dei e dagli adepti.
147. Nel seno della fronte che egli mediti sull'oceano di latte; a partire da quel luogo che egli mediti sulla luna che è nel Sahasrâra.
148. Nel seno della fronte c'è la luna che contiene il nettare (Kalâs, cioè piena). Che egli mediti su questa luna senza macchie. Attraverso una pratica costante egli la vede in tre giorni. Semplicemente vedendola, il praticante brucia tutti i suoi peccati.
149. Il futuro si rivela a lui, la sua mente diventa pura; e per quanto egli possa avere commesso i cinque grandi peccati, con un solo istante di meditazione su essa, egli li distrugge.
150. Tutti i corpi celesti (pianeti, ecc.) diventano favorevoli, tutti i pericoli sono distrutti, tutti gli incidenti sono scongiurati, il successo è ottenuto nella guerra; i poteri Khechari e Bhuchari sono acquisiti col vedere la luna che è nella testa. Attraverso la semplice contemplazione di essa tutti questi risultati sono prodotti, non c'è dubbio di ciò. Attraverso una pratica costante dello Yoga uno diventa veramente un adepto. In verità, in verità, sempre più in verità, egli certamente diventa uguale a me. Il continuo studio nella scienza dello Yoga, dà il successo agli Yogi. Qui finisce la descrizione dell'Âjñapura Chakra.
Il mistico monte Kailâs.
151. Sopra questa (cioè la sfera lunare) c'è il brillante loto dai mille petali. E' al di fuori dal microcosmo del corpo, è il dispensatore della salvezza.
152. In verità il suo nome è monte Kailâs, dove dimora il grande signore (Shiva), che è chiamato Nakula ed è senza distruzione e senza aumento o diminuzione.
153. Gli uomini, non appena scoprono questo luogo assai segreto, diventano liberi dalle rinascite in questo mondo. Attraverso la pratica di questo Yoga essi ottengono il potere di generare o distruggere la creazione, questo aggregato di elementi.
154. Quando la mente è stabilmente fissata in questo luogo, che è la residenza del grande cigno ed è chiamata Kailâs, allora quello Yogi, esente da disturbi e avendo domato tutti gli accidenti, vive a lungo, libero dalla morte.
155. Quando la mente dello Yogi è assorbita nel Grande Dio chiamato Kulâ, allora è raggiunta la pienezza del Samâdhi, allora lo Yogi diventa costante.
156. Attraverso la meditazione costante uno dimentica il mondo, e poi in verità lo Yogi ottiene un meraviglioso potere.
157. Che lo Yogi beva in continuazione il nettare che fluisce da esso, attraverso questo egli dà una regola alla morte, e domina il Kulâ. Qui la forza Kulâ Kundalini è assorbita, dopo di che la quadruplice creazione è assorbita nel Paramâtman.
Il Râja Yoga.
158. Attraverso questa conoscenza, le modificazioni della mente sono sospese, per quanto attive esse possano essere: pertanto lo Yogi in modo instancabile e senza egoismo cerchi di ottenere questa conoscenza.
159. Quando le modificazioni del principio pensante sono sospese, allora uno certamente diventa uno Yogi; allora è conosciuta la indivisibile, santa, pura Gnosi.
160. Che egli mediti sul suo proprio riflesso nel cielo, così come sull'Uovo Cosmico: nel modo che ho descritto sopra. Attraverso ciò egli pensi incessantemente al Grande Vuoto.
161. Il Grande Vuoto, il cui inizio è vuoto, il cui mezzo è vuoto, la cui fine è vuoto, ha lo splendore di dieci milioni di soli, e la freschezza di dieci milioni di lune. Meditando continuamente su di esse si ottiene il successo.
162. Che egli pratichi quotidianamente, con energia, questo Dhyâna (meditazione), entro un anno otterrà senza dubbio il successo.
163. L'uomo la cui mente è assorbita in quel luogo anche per un secondo è certamente uno Yogi, e un buon devoto, ed è riverito in tutti i mondi.
164. In verità tutti i suoi peccati sono distrutti subito.
165. Vedendolo uno non ritorna mai al sentiero di questo mondo mortale; pertanto, che lo Yogi pratichi ciò con grande attenzione per il sentiero dello Swâdhisthân.
166. Io non posso descrivere la grandezza di questa meditazione. Colui che la pratica la conosce. Egli diventa rispettato da me.
167. Attraverso la meditazione uno conosce subito i meravigliosi effetti di questo Yoga (cioè della contemplazione del vuoto); indubbiamente egli ottiene i poteri psichici chiamati Animâ, Laghimâ...
168. Così io ho descritto il Râja Yoga, che è tenuto segreto in tutti i Tantra; adesso ti descriverò brevemente il Râjâdhirâj Yoga.
Il Râjâdhirâj Yoga.
169. Sedendo in Svastikâsana, in un bellissimo monastero, libero da tutti gli uomini e gli animali, avendo dato rispetto al suo Guru, che lo Yogi pratichi questa meditazione.
170. Sapendo dalla trattazione del Vedanta che il Jiva è indipendente e autosufficiente, che egli renda anche la sua mente autosufficiente, e che non mediti su altro.
171. Indubbiamente, attraverso questa meditazione, il più alto successo è raggiunto (Mahâ-siddhi), rendendo la mente inattiva, egli stesso diventa perfettamente Pieno.
172. Colui che pratica ciò sempre, è il vero Yogi senza passioni, egli non usa mai la parola "io", ma scopre sempre sé stesso pieno di Âtman.
173. Cos'è il legame, cos'è l'emancipazione? Per lui tutto è una cosa solamente; indubbiamente, colui che pratica ciò sempre, è il vero emancipato.
174. Egli è lo Yogi, egli è il vero devoto, egli è adorato in tutti i mondi, colui che medita sul Jivâtmâ e sul Paramâtmâ, l'uno in relazione all'altro come l' "io" e il "sono", colui che rinuncia all' "io" e al "tu" e medita sull'indivisibile; lo Yogi libero da tutti gli attaccamenti prende rifugio in quella meditazione in cui, attraverso la conoscenza del super inganno e della negazione, tutto è dissolto.
175. Lasciando quel Brahma, che è manifesto, che è la conoscenza, che è la beatitudine, e che è coscienza assoluta, l'ingannato vaga discutendo vanamente sul manifesto e sull'immanifesto.
176. Colui che medita su questo universo mobile e immobile, che è realmente immanifesto, ma abbandona il supremo Brahman - direttamente manifesto - è veramente assorbito in questo universo.
177. Lo Yogi, libero dall'attaccamento, costantemente si esercita nella pratica che conduce alla Gnosi, affinché non possa sorgere nuovamente l'ignoranza.
178. Il saggio, ritirando tutti i suoi sensi dagli oggetti, ed essendo libero da tutte le compagnie, rimane in mezzo a questi oggetti e non li percepisce, come se fosse caduto in un sonno profondo.
179. E così, praticando costantemente, l'Auto-luminoso diviene manifesto; qui finiscono tutti gli insegnamenti del Guru (essi non possono ulteriormente aiutare lo studente). Da qui in poi egli deve far da sé, essi non possono più aumentare la sua ragione o il suo potere, da qui in poi semplicemente attraverso la forza della sua pratica egli può conquistare la Gnosi.
180. Quella Gnosi dalla quale le parole e il pensiero vengono resi inutili può essere ottenuta solo con l'esercizio; perché allora questa Gnosi erompe da sé.
181. Lo Hatha Yoga non può essere ottenuto senza il Râja Yoga, né il Râja Yoga può essere ottenuto senza lo Hatha Yoga. Pertanto che lo Yogi apprenda inizialmente lo Hatha Yoga dalle istruzioni del saggio Guru.
182. Colui che, finché vive in questo corpo fisico, non pratica lo Yoga, vive semplicemente per la causa della soddisfazione dei sensi.
183. Dal momento in cui egli inizia, al momento in cui egli guadagna una padronanza perfetta, lo Yogi mangia moderatamente e senza avidità, altrimenti, per quanto bravo, non può ottenere il successo.
184. Il saggio Yogi in presenza di altri dovrebbe pronunciare parole del massimo bene, ma non dovrebbe parlare molto: egli mangia poco per mantenere la sua forma fisica; che egli rinunci alla compagnia degli uomini, in verità che egli rinunci a tutte le compagnie: altrimenti egli non potrà raggiungere la salvezza (Mukti); realmente io ti dico il vero.
185. Che egli pratichi ciò in segreto, libero dalla compagnia degli uomini, in un luogo appartato. Per il fine dell'apparenza egli dovrebbe rimanere nella società, ma non dovrebbe avere il suo cuore in essa. Egli non dovrebbe rinunciare ai doveri della sua professione, casta o rango; ma che egli pratichi ciò soltanto come strumento del Signore, senza alcun interesse negli eventi. Facendo così non c'è peccato.
186. Persino il capofamiglia (Grihasta), seguendo saggiamente questo metodo, può ottenere il successo, non c'è dubbio su ciò.
187. Restando in famiglia, sempre compiendo i doveri di capofamiglia, colui che è libero da meriti e demeriti e ha ritirato i suoi sensi, ottiene la salvezza. Il capofamiglia che pratica Yoga non è toccato dai peccati, se per proteggere i suoi simili egli commette qualche peccato, non è macchiato da esso.
Il Mantra.
188. Adesso io ti parlerò della migliore delle pratiche: la ripetizione del Mantra: da ciò egli guadagna la felicità in questo mondo così come in quelli che sono oltre questo.
189. Conoscendo questa superiorità dei Mantra, lo Yogi certamente ottiene il successo (Siddhi); questo dà tutti i poteri e piaceri allo Yogi che ha un solo obiettivo.
190. Nel loto Mulâdhara dai quattro petali c'è il Bîja (seme) della parola, brillante come il fulmine (cioè la sillaba Aim).
191. Nel cuore c'è il Bîja dell'amore, bello come il fiore Bandhuk (Klim). Nello spazio fra le sopracciglia (cioè nel loto Âjña) c'è il seme di Shakti (Strim), brillante come dieci milioni di lune. Questi tre semi dovrebbero essere tenuti segreti, essi danno il godimento e la emancipazione. Che lo Yogi ripeta questi tre Mantra e provi ad ottenere il successo.
192. Che egli apprenda questi Mantra dal suo Guru, che li ripeta né troppo velocemente né troppo lentamente, mantenendo la mente sgombra da ogni dubbio, e comprendendo la relazione mistica fra le lettere del Mantra.
193. Il saggio Yogi, fissando intenzionalmente la sua attenzione su questo Mantra, svolgendo tutti i doveri peculiari della sua casta, dovrebbe compiere centomila Hom (sacrifici del fuoco) e quindi ripetere questo Mantra trecentomila volte in presenza della dea Tripura.
194. Alla fine di questa ripetizione sacra (Japa), che il saggio Yogi compia ancora Hom, in una cavità triangolare, con lo zucchero, il latte, il burro, e il fiore di Karavi (oleandro).
195. Attraverso questa pratica del hma-Japa-Homa, la dea Tripura Bhairavi, che è stata propiziata dal suddetto Mantra, diventa compiaciuta e soddisfa tutti i desideri dello Yogi.
196. Avendo soddisfatto il Guru e avendo ricevuto questo eccelso Mantra, nel modo giusto, e praticando la sua ripetizione nel modo che abbiamo descritto, con la mente concentrata, persino colui che è maggiormente carico del Karma del passato consegue il successo.
197. Lo Yogi che, avendo controllato i suoi sensi, ripete questo Mantra centomila volte, guadagna il potere di attrarre gli altri.
198. Ripetendolo duecentomila volte egli può controllare tutti, essi vanno da lui liberamente, come le donne vanno a un pellegrinaggio. Essi gli danno tutto ciò che possiedono, e rimangono sempre sotto il suo controllo.
199. Ripetendo questo Mantra trecentomila volte, tutte le divinità che presiedono sulle sfere, ed anche le stesse sfere, sono portate sotto il suo dominio.
200. Ripetendolo seicentomila volte, egli diventa il veicolo del potere - sì, il protettore del mondo - circondato da servo.