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Osho

pubblicato 08 giu 2014, 07:01 da TEMPO diSERVIRE   [ aggiornato in data 09 giu 2014, 06:48 ]


Osho Rajneesh




OshoRajneesh Chandra Mohan Jain (11 dicembre, 1931 - 19 gennaio, 1990), meglio conosciuto durante gli anni 1970 come Bhagwan Shree Rajneesh e più tardi come Osho, è stato un carismatico leader spirituale indiano.

Ha vissuto in India e negli Stati Uniti ed è stato il fondatore e leader del "Movimento Osho-Rajneesh" (Osho-Rajneesh movement), un controverso nuovo movimento spirituale i cui seguaci sono noti come "arancioni", o come "neo-sannyasi" (sannyāsa in hindi significa asceta) da non confondere peraltro con gli Hare-Krishna per l'identità di colore della tunica indossata.




 Biografia
L'infanzia

Osho nacque a Gadarwara, un piccolo villaggio nel distretto di Narsingpur, nello stato indiano del Madhya Pradesh. Alla sua nascita, gli astrologi predissero che sarebbe morto prima del suo settimo compleanno. I suoi genitori, che erano Jainisti, scelsero di mandarlo dai nonni finchè avesse compiuto sette anni. Osho ha raccontato come questa fu la più grande influenza sulla sua crescita, perchè sua nonna gli diede la massima libertà e gli dimostrò grande rispetto. Come conseguenza, fu lasciato senza cure particolari, restrizioni, né alcun tipo di educazione imposta. Come egli stesso ebbe a dire, i bambini, durante i primi sette anni, vengono influenzati negativamente dall'esser forzati ad imparare e dalla negazione della loro dignità. Idealmente, disse, bisognerebbe agire all'opposto: «se ad un bambino nei suoi primi anni è permessa la libertà, crescerà forte e abbastanza intelligente da decidere e discutere, e potrà auto-educarsi con un minimo di guida».

A suo avviso è quello che successe a lui stesso. Quando andò a scuola per la prima volta, era in grado di discutere e convincere il suo insegnante, che era molto severo con i bambini. Se un bambino riceve rispetto, afferma Osho, è più obbediente verso i genitori; se i genitori ignorano la sua individualità, il bambino a sua volta li ignorerà.

Dopo aver compiuto sette anni, Osho tornò dai suoi genitori. Stando ai suoi racconti, Osho ricevette un simile rispetto dal suo nonno paterno, che visse con loro. Il nonno era solito dirgli: "Lo so che stai facendo la cosa giusta. Tutti possono anche dirti che stai sbagliando, ma nessuno sa in quale sitazione ti trovi. Solo tu puoi decidere, nella tua situazione. Fai qualsiasi cona senti giusta, io ti supporterò."


L'«illuminazione» e le prime comunità


Il 21 marzo 1953, all'età di ventun anni, divenne, disse, «illuminato», dopo un intenso periodo di sette giorni in cui sedette in giardino sotto un albero di elengi. Da allora cominciò a proporre le sue tecniche di meditazione con il proposito, condiviso da molte tradizioni antiche e moderne, del raggiungimento di una maggiore consapevolezza di sé, che per Osho e per la corrente spirituale di cui lui è stato l'iniziatore si può concretizzare in una sorta di «risveglio». Conclusi gli studi, negli anni '60 ottenne la cattedra di filosofia alla Università di Jabalpur, e nel frattempo viaggiò per l'India, tenendo conferenze sulla sua filosofia. Nel 1969 un gruppo di suoi discepoli stabilì una fondazione in supporto al suo lavoro, permettendogli di lasciare il lavoro universitario. Si stabilirono in un appartamento di Bombay dove pronunciava discorsi quotidiani e riceveva visite. Il numero e la frequenza dei visitatori diventarono presto troppo grandi per il luogo, riempiendo l'appartamento e disturbando i vicini. Un appartamento più ampio venne trovato al piano terra (così che i visitatori non dovessero usare l'ascensore, motivo principale di conflitto con il vicinato).

Il 26 settembre del 1970 iniziò il suo primo discepolo ( o sannyasin) durante una meditazione all'aperto, uno dei grandi incontri in cui dava conferenze e guidava meditazioni di gruppo.

Ebbe modo di affermarsi nel mondo occidentale fondando una comune nello stato dell'Oregon (USA) presso il ranch "Big Muddy" ad Antelopenne ribattezzato "Rajneeshpuram ("Essenza di Rajneesh"), di ben 65.000 acri, riscuotendo un grande successo fino ad ingrandirsi alle dimensioni di una piccola cittadina.

Dopo un inizio travolgente, l'intolleranza culturale dei residenti locali, ma più di tutto una serie di scandali che investirono la sua figura (che conobbe brevemente il carcere) e alcuni dei suoi più stretti collaboratori, lo costrinsero ad allontanarsi dagli USA.

Dopo aver girato mezzo mondo in cerca di un nuovo posto dove far rinascere il suo ashram (ci fu anche in Italia un movimento di opinione molto forte per permettergli questo, ma l'autorizzazione arrivò dopo la sua morte), tornò in India e si stabilì a Poona. Qui edificò la sua nuova comunità, che ancora oggi riceve la visita di centinaia di migliaia di persone l'anno fedeli alla pratica dei suoi insegnamenti. I suoi libri, o meglio le trascrizioni dei suoi discorsi, sono centinaia, tradotti e letti in decine di lingue, coerentemente alla persistenza del suo movimento.

Dopo la sua morte non sono mancati giudizi critici sul movimento da lui creato (cfr. Hugh Milne - stretto discepolo di Bhagwan negli anni di Puna e dell'Oregon - "Bhagwan: The God That Failed"). Il suo insegnamento è stato considerato da alcuni come una mistura di facile effetto di idee proprie delle filosofie orientali (Induismo, Giainismo, Buddismo Zen, Taoismo) e di alcuni tratti del pensiero occidentale (psicologia jungiana, psicologia umanista, l'antica filosofia greca).


 

La «filosofia» di Osho

 

Il sincretismo e i valori proposti


Elemento di originalità dell'opera di Osho in anni di diffuso interesse per la tradizioni spirituali orientali, fu l'intenzione di adattare i millenari concetti e pratiche della cultura indiana al moderno uomo occidentale. Da questa esigenza nascono gli esercizi di meditazione dinamica introdotti da Osho, elaborati in modo sincretico a partire dagli insegnamenti dello Yoga, del Tantra, ma anche da altre tradizioni non indiane come il Taoismo e il Buddhismo Zen.

Osho afferma nei suoi discorsi che i valori più grandi nella vita sono (senza un ordine specifico) l'amore, la meditazione e il riso, e che la grazia più grande sia l'esperienza della illuminazione spirituale. Questa «illuminazione» è descritta come lo stato normale di ogni cosa di cui è fatto l'universo, ma, dato che spesso ci si lascia distrarre da una molteplicità di fattori, non riusciamo a realizzare di essere, appunto, in questo normale stato. In particolare le distrazioni provengono dalle attività umane del pensiero razionale, così come dai vincoli emozionali che ci legano alle aspettative della società, con le conseguenti paure e inibizioni. Per chiarire ai suoi ascoltatori il suo approccio e per dare degli strumenti sistematici al suo metodo di ricerca, Osho estrasse e espose varie filosofie, da diverse fonti. Fu un ricercatore molto attivo e prolifico: in innumerevoli discorsi sia in hindi che in inglese si occupò di varie tradizioni spirituali e religiose, incluse quelle di Buddha, Krishna, Guru Nanak, Gesù, Socrate, dei maestri Zen, dell'Hassidismo, dei Sufi e molte altre.

Spese molte energie per evitare di fissare un "sistema di pensiero" che potesse definirlo, dal momento che, secondo le sue parole, nessuna filosofia può esprimere completamente una verità. Una definizione possibile (anche se probabilmente può essere considerata riduttiva) del suo pensiero potrebbe essere quella di una "filosofia della non-filosofia".

Oratore consumato, utilizzò la sua abilità per veicolare il suo messaggio, ma isistette sul fatto che l'unico scopo per il quale continuava a parlare era quello di convincere i suoi ascoltatori a intraprendere un percorso di meditazione.

Fu spesso chiamato il «guru del sesso», dopo che alcuni suoi discorsi della fine degli anni '60 scandalizzarono la parte della società più conservatrice. Questi vennero in seguito trascritti e pubblicati sotto il titolo Dal sesso alla supercoscienza. A suo avviso, «per il Tantra tutto è sacro, e nulla è profano», e ogni morale sessualmente repressiva era controproducente, dal momento che «non si può trascendere il sesso senza averne avuto una esperienza completa e consapevole».

 

 La meditazione
Secondo Osho, la meditazione è uno stato che va «oltre la mente». Non è la concentrazione, né riguarda pensieri spirituali: è l' assenza dei pensieri. Per sua natura, non è qualcosa che si può fare, ma che può succedere, e in cui ci si può trovare. Ma, aggiunge, è molto difficile per l'uomo moderno semplicemente sedersi ed essere in meditazione. Per questo motivo, individuò alcune tecniche di meditazione attive che potessero portare naturalmente alla meditazione.

Alcuni di questi esercizi preparatori possono essere ritrovati nelle terapie della moderna psicoterapia occidentale (a.e. la psicoterapia della Gestalt), e consistono nell'alterazione del respiro, nel gibberish (l'esprimersi in un linguaggio sconosciuto), nel piangere o ridere liberamente. Le tecniche di meditazione principali sono chiamate Active Meditations (meditazioni attive), comprendono le meditazioni "dinamica", "kundalini", "nadabrahma", "nataraj", e sono piuttosto impegnative dal punto di vista fisico.

Osho re-introdusse anche alcune tecniche tradizionali di meditazione, riducendole alla loro più essenziale espressione, astraendole dai rituali e dalle tradizioni proprie, e mantenendone le parti maggiormente «terapeutiche». Inoltre, sostenne la teoria per la quale lo stato meditativo può essere raggiunto e mantenuto, con una sufficiente pratica, anche attraverso le azioni quotidiane.

In quest'ottica, in definitiva l'illuminazione non è altro se non l'essere continuamente in uno stato di meditazione.
 

 

Bhagwan Shree Rajneesh (Osho)


Nel dizionario delle religioni Bhagwan Shree Rajneesh, famiglia arancione (Arancioni)
- Catalogo libri Osho
- 11 dicembre 1931, 19 gennaio 1990 -.


Osho è stato un Maestro illuminato dei nostri tempi. I suoi insegnamenti comprendono l'essenza di tutte le grandi religioni, pertanto egli non appartiene a nessuna di esse. Egli afferma, infatti, che la religione non è qualcosa di separato dalla vita, ma è la vita stessa; pertanto vivere in maniera religiosa è vivere la vita nella sua pienezza, celebrare la propria esistenza come un rito sacro. Egli ha sempre vissuto in libertà, fuori da ogni contesto socio-culturale. All'età di ventun anni egli visse "l'illuminazione" cioè "l'erompere dell'individuo fuori da ogni mappa mentale, nel libero e infinito territorio della realtà del vivente". Da allora ha dedicato la sua vita all'evoluzione della consapevolezza



Resurrezione o reincarnazione?

Da: Il libro dei Segreti di Osho Rajneesh

Ero in una città. Venne da me un uomo: era un musulmano. Io però non lo sapevo, non ne ero consapevole. Ed egli era vestito in modo tale da sembrare un indù. Non solo sembrava un indù, ma anche il suo parlare era tipicamente indù. Mi fece una domanda. Disse: "I Musulmani, i Cristiani dicono che c'è una vita sola. Gli Indù, i Buddhisti e i Giainiti dicono che ci sono molte vite - una lunga sequenza di vite, e che, a meno che uno sia Liberato, si continua a rinascere moltissime volte. Perciò che cosa ne dici tu? Se Gesù era un Illuminato doveva pur saperlo. Ed anche Muhammad, o Mosè, devono averlo saputo che ci sono molte vite e non solo una, se erano Illuminati. E se tu dici che hanno ragione, che dire allora di Mahavira, Krisna, Buddha e Sankara? Una cosa è certa, non possono essere tutti Illuminati.
Se ha ragione il Cristianesimo, allora Buddha ha torto, Krisna ha torto, Mahavira ha torto. E se hanno ragione Mahavira, Krisna e Buddha, allora Muhammad, Gesù e Mosè hanno torto. Spiegami dunque. Sono molto perplesso; sono in un garbuglio - confuso. E non possono avere ragione entrambi. Come possono avere entrambi ragione? O ci sono molte vite o ce n'è una sola". Era un uomo molto intelligente, e aveva studiato molte cose, perciò disse: "Non puoi solo evadere la domanda e dire che hanno entrambi ragione. Non possono avere entrambi ragione. È logicamente così. Non possono avere entrambi ragione".
Ma io gli dissi: "Non è necessario che sia così. Il tuo approccio è assolutamente sbagliato. Sono entrambi degli artifici. Nessuno dei due ha ragione e nessuno dei due ha torto. Sono entrambi degli artifici. Gli divenne impossibile capire che cosa io intendessi con artificio.
Muhammad, Gesù e Mosè stavano parlando ad un certo tipo di mente, e Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una mente molto diversa. Ci sono in verità due religioni che sono la fonte delle altre - quella indù e quella ebraica. Perciò tutte le religioni nate dall'India, tutte le religioni nate dall'Induismo, credono nella rinascita, in molte nascite, e tutte le religioni nate dal pensiero ebraico - Islam, Cristianesimo - credono in una sola vita. Questi sono due artifici.
Cercate di comprenderlo. Dato che le nostre menti sono fisse, noi prendiamo le cose come teorie e non come artifici. Perciò molte volte la gente viene da me e mi dice: "Un giorno dici che è giusto questo, e un altro giorno dici che è giusto quello, non possono essere giuste tutte e due le cose". Naturalmente, non possono essere giuste tutte e due le cose, ma nessuno sta dicendo che lo siano. Io non mi occupo di ciò che è giusto e di ciò che è sbagliato. Mi interessa solamente quale artificio funzioni.
In India usano questo artificio delle molte vite. Perché? Ci sono molti motivi. Tutte le religioni nate in Occidente, particolarmente dal pensiero ebraico, erano religioni di gente povera. I loro profeti non erano colti. Gesù non era colto, Muhammad non era colto, Mosè non lo era. Erano tutti poco colti, non sofisticati, semplici, e parlavano a delle masse che non erano per niente sofisticate, che erano povere. Non erano ricche. Per un uomo povero, una vita è più che sufficiente - più che sufficiente! Sta morendo di fame. Se gli dici che ci sono tante vite, che continuerete a rinascere sempre di nuovo, che vi muoverete in una ruota di mille e una vita, il poveraccio si sentirà solamente frustrato per l'intera cosa. "Che cosa stai dicendo?" un poveraccio chiederà: "Una vita è fin troppo, quindi non parlarci di mille e una vita, di un milione di vite. Non dir questo. Dacci il paradiso subito dopo questa vita". Dio diventa una realtà solo se può venir raggiunto dopo questa vita - immediatamente. Buddha, Mahavira, Krisna parlavano ad una società molto ricca. Oggi è diventato difficile comprendere perché l'intera ruota si è girata. Ora l'Occidente è ricco ed è l'Oriente ad essere povero. A quei tempi l'Oriente era ricco e l'Occidente era povero. Tutti gli Avatara indù, tutti Tirthamkara (Maestri del Mondo) Giainiti, tutti i Buddha (Risvegliati) erano principi. Appartenevano a famiglie reali. Erano colti, educati, raffinati in ogni modo possibile. Non potete rendere un Buddha più raffinato. Era assolutamente fine, colto, educato. Non gli si sarebbe potuto dare nulla in più. Anche se Buddha venisse oggigiorno, non gli si potrebbe dare nulla in più. Perciò essi parlavano ad una società ricca. Ricordate, in una società ricca ci sono dei problemi differenti. Per una società ricca, il piacere non ha senso, il paradiso è senza senso. Per una società povera il paradiso ha molto senso. Se la società sta già vivendo in paradiso, il paradiso non ha più senso. Perciò non potete più proporre il paradiso. Non potete creare un incentivo a fare qualcosa per il paradiso: ci sono già - e annoiati. Perciò Buddha, Mahavira, Krisna non parlano del paradiso. Parlano di libertà. Non parlano di un piacevole mondo dell'al di là. Parlano di un mondo trascendentale dove non c'è né dolore né piacere. Il paradiso di Gesù non li avrebbe certo attratti. Ci erano già. E, in secondo luogo, il vero problema per un uomo ricco è la noia. Ad un uomo povero, promettetegli il piacere nel futuro. Per un uomo povero il problema è la sofferenza. Per un uomo ricco la sofferenza non è il problema. Per un uomo ricco il problema è la noia. È annoiato di tutti i piaceri.


Mahavira, Buddha e Krisna usarono tutti questa noia, e dissero: "Se non fate nulla dovrete rinascere sempre di nuovo. Questa ruota si muoverà. Ricordate, si ripeterà la stessa vita. Lo stesso sesso, la stessa ricchezza, lo stesso cibo, gli stessi palazzi sempre di nuovo: per mille e una volta vi muoverete nella ruota". Per un uomo ricco che ha conosciuto tutti i piaceri questa ripetizione non è una buona prospettiva. Il problema è la ripetizione. Per lui la sofferenza è quella. Vuole qualcosa di nuovo e Mahavira e Buddha dicono: "Non c'è niente di nuovo. Questo mondo è vecchio. Non c'è niente di nuovo sotto i cieli. Ogni cosa è solamente vecchia. Avete già gustato tutte queste cose e continuerete a gustarle. Siete in una ruota che gira. Andate al di là di essa; fate un salto fuori della ruota". Un uomo ricco si può dirigere verso la meditazione solo se riuscite a creare un artificio che intensifichi la sua sensazione di noia. Se parlate di noia a un uomo povero state dicendogli cose senza senso. Un uomo povero non è mai annoiato - mai! Solo un uomo ricco si annoia. Un uomo povero non si annoia mai: sta sempre pensando al futuro. Qualcosa succederà e ogni cosa andrà a posto. L'uomo povero ha bisogno di una promessa, ma se la promessa è a lunga scadenza diventa senza senso. Deve essere immediata.
Si racconta che Gesù abbia detto: "Durante la mia vita, durante la vostra vita, vedrete il Regno di Dio". Quell'affermazione ha perseguitato l'intero Cristianesimo per venti secoli - perché Gesù disse: "Durante la VOSTRA vita, immediatamente, vedrete il Regno di Dio". E il Regno di Dio non è ancora arrivato, quindi che cosa intendeva? E disse: "Presto ci sarà la fine del mondo, perciò non perdete tempo! Il tempo è poco". Gesù disse: "C'è molto poco tempo. È sciocco sprecarlo. Immediatamente ci sarà la fine del mondo e voi dovrete rispondere delle vostre azioni, perciò pentitevi". Gesù creò una sensazione d'immediatezza tramite il concetto di una sola vita. Lui sapeva, come sapevano anche Buddha e Mahavira. Qualsiasi cosa loro sapessero non fu però mai detta. Di noto rimane però solo ciò che loro escogitarono. Questo era un artificio al fine di creare immediatezza, urgenza, in modo tale che voi cominciaste ad agire.
L'India era un paese antico, ricco. Di urgenza con promesse per il futuro non se ne parlava neppure. Per creare un'urgenza c'era un solo possibile modo, cioè creare più noia. Se un uomo sente che dovrà rinascere sempre di nuovo, infinitamente, ad infinitum, viene immediatamente e chiede: "Come - come liberarsi da questa ruota? Questo è troppo. Ora non ce la faccio a continuare: ho già conosciuto tutto ciò che era possibile conoscere. Se questo deve essere ripetuto, è un incubo. Non voglio ripeterlo. Voglio qualcosa di nuovo". Perciò Buddha e Mahavira dicono: "Non c'è nulla di nuovo sotto il cielo. Ogni cosa è vecchia e una ripetizione. E avete ripetuto per molte, molte vite e continuerete a ripetere per molte, molte vite. Fuggite questa ripetizione. Fuggite la vostra noia e fate un salto".
L'artificio è diverso, ma lo scopo è lo stesso. Fate un salto! Muovetevi! Trasformate voi stessi! Qualsiasi cosa voi siate, trasformate voi stessi da ciò che siete.
Se prendiamo le affermazioni religiose per degli artifici, allora non c'è alcuna contraddizione. Allora Gesù e Krisna, Muhammad e Mahavira intendono tutti la stessa cosa. Creano vie differenti per gente differente, tecniche differenti per menti differenti, attrattive differenti per atteggiamenti differenti. Ma entrambi non sono principi per i quali si debba lottare e discutere. Sono degli artifici che devono venire usati, trascesi e gettati.

 

 

Osho, Bhagwan Rajneesh e la Verita' perduta

Di Christopher Calder, calder@clipper.net 
tratto da: http://www.clipper.net/~calder/Osho.html 
© Traduzione in italiano di Alessia Guidi 


Si veda anche Lettera aperta, replica di un lettore del sito. 

Roberto replica a Marco (a fondo pagina)

«La meditazione non deve diventare un business» 


Acharya Rajneesh 1971


Acharya Rajneesh aveva 39 anni quando lo incontrai per la prima volta nel suo appartamento di Bombay, nel 1970. La prima impressione che ebbi di lui fu che sembrava uscito da un dipinto di Lao-Tse. Prima di incontrare Rajneesh avevo passato diverso tempo con numerosi guru occidentali senza rimanere soddisfatto dei loro insegnamenti. Volevo trovare un uomo illuminato che potesse fare da ponte tra Oriente e Occidente, e rivelare i veri segreti esoterici senza ci򠣨e io consideravo essere il bagaglio in eccesso delle culture indiana, tibetana o giapponese. Rajneesh fu la risposta alla mia richiesta di quei significati profondi. Mi descrisse con vividi dettagli tutto quello che volevo sapere sui mondi interiori, e a sostegno delle sue parole c'era il potere del suo immenso essere. A 21 anni ero ingenuo sulla vita e sulla natura dell'uomo, e diedi per scontato che tutto cio' che diceva doveva essere vero. 

Rajneesh parlava da un alto livello di intelligenza, e il suo corpo emanava la presenza spirituale come una luce morbida che curava tutte le ferite. Eravamo seduti accanto in una piccola riunione tra amici, e Rajneesh mi porta attraverso un rapido e verticale viaggio interiore che quasi sembra spingermi fuori dal corpo fisico. La sua enorme presenza sollevava chiunque gli stesse intorno, senza che essi dovessero fare il minimo sforzo. I giorni che passai nel suo appartamento di Bombay furono come giorni in paradiso. 

Rajneesh possedeva gli stupefacenti poteri della telepatia e della proiezione astrale, che usava nobilmente per portare conforto ed ispirazione ai suoi discepoli. Molti falsi guru hanno affermato di avere queste misteriose capacita', ma Rajneesh le aveva davvero. L'Acharya non si vantava mai dei suoi poteri, ma chi gli stava vicino prima o poi ne veniva a conoscenza attraverso il diretto contatto con il miracoloso. Un paio di avventure occulte furono sufficienti a trasformare il mio scetticismo occidentale in timorosa ammirazione e devozione. 

L'anno prima avevo incontrato un altro maestro illuminato, conosciuto come Jiddu Krishnamurti.

 Krishnamurti riusciva a malapena a tenere una lezione coerente, e rimproverava costantemente il suo pubblico chiamandolo «piccole menti scadenti». Amavo la sua franchezza e le sue parole erano vere, ma la natura sottilmente litigiosa che lo caratterizzava non aiutava a trasmettere al prossimo la sua conoscenza. Ascoltare Krishnamurti era come mangiare un panino imbottito di sabbia. Trovavo che il modo migliore per godere appieno dei suoi discorsi fosse ignorare completamente le parole, e assorbire semplicemente la sua presenza. Usando questa tecnica, al termine di una conferenza mi trovavo spesso talmente espanso che nelle ore successive riuscivo a malapena a parlare. J. Krishnamurti, nonostante fosse completamente illuminato e assolutamente amabile, sara' ricordato dalla storia come un maestro con scarse capacita' comunicative. A differenza dell'eloquentissimo Rajneesh, tuttavia, Krishnamurti non ha mai commesso alcun tipo di crimine, ne' ha mai preteso di essere piu' di quanto fosse, e non ha mai usato egoisticamente gli altri esseri umani. 

La vita complessa e stratiforme, e le mie ingenue illusioni sul fenomeno della perfetta illuminazione sono svanite col trascorrere degli anni e con l'aumentare della mia conoscenza personale. Mi era diiventato chiaro che le persone illuminate non erano perfette, non infallibili. Si tratta di esseri umani espansi, non di esseri umani perfetti. Vivono e respirano con molti degli stessi difetti e vulnerabilita' che ogni comune mortale deve sopportare. 

Rajneesh spingeva il bagaglio dell'illuminazione sia in direzioni positive che negative. Era il meglio del meglio e il peggio del peggio. All'inizio era un grande maestro, con tecniche di meditazione innovative che funzionavano con un potere portentoso (si vedano spiegazioni e avvertenze a fine pagina sulla tecnica di Meditazione Dinamica di Osho). Ha portato migliaia di discepoli ad altissimi livelli di consapevolezza, ha discusso in dettaglio delle religioni orientali e delle tecniche di meditazione, con una chiarezza maggiore di tutti i filosofi e maestri esoterici che abbia mai conosciuto. 

Come essere umano di carne ed ossa Rajneesh viveva in una torre d'avorio, e raramente lasciava la sua stanza se non per tenere conferenze. Circondato da devoti adoranti, perse il contatto con il mondo dell'uomo comune. Nella sua isolata esistenza Rajneesh fece un errore fatale. Decise consapevolmente di abbandonare la verita' a favore di cio' che considerava utili menzogne. Rajneesh calcolava che la maggioranza delle persone sulla terra si trovava ad un tale infimo livello di consapevolezza che non poteva capire, non tollerare, le reali verita'.

Decise di adottare la politica di diffondere menzogne apparentemente utili per portare ispirazione ai discepoli e, a volte, di spingere i suoi studenti in situazioni di stress particolare, a beneficio della loro crescita personale. Questo fu la sua rovina, e il motivo per cui verra' ricordato dagli storici semplicemente come uno dei tanti falsi guru, il che e' indubbiamente falso. 

Acharya, Bhagwan Shree, Osho,... tutti i nomi che rivestono di potere utilizzati da Rajneesh non possono coprire il fatto che era comunque un essere umano. Aveva ambizioni e desideri, sessuali e materiali, proprio come chiunque altro. Tutti gli esseri umani illuminati hanno desideri. Tutti gli uomini illuminati hanno avuto vite pubbliche di cui siamo a conoscenza, e tutti hanno avuto vite private che sono rimaste segrete. La stragrande maggioranza di illuminati non ha fatto che bene al mondo. Solo Rajneesh, per quanto ne so, e' diiventato un criminale sia nel senso legale che etico della parola. 

Rajneesh non ha mai perso la verita' esistenziale definitiva dell'essere. Ha solo perso il concetto comune della verita' che ogni adulto normale puo' facilmente comprendere. Ha razionalizzato il suo continuo mentire come un 

«Tantra mancino»,

 ma anche questo era disonesto. Rajneesh ha mentito per salvare la faccia, per evitare di assumersi la responsabilita'dei suoi errori, e per acquisire potere personale. Quelle menzogne nulla avevano a che spartire con il "Tantra" o con qualsiasi azione di gentilezza altruistica. Cionondimeno in questo mondo ci sono unicamente i fatti, e Rajneesh distorceva quotidianamente i fatti. Rajneesh non era un semplice truffatore, come sono molti altri. Rajneesh conosceva tutto cio' che significa Buddha. Questa e'stata la sua perdita di rispetto per la verita' comune che ha distrutto il suo insegnamento. 

La salute di Rajneesh era deteriorata repentinamente verso i trent'anni. Soffriva di cfs che gli europei chiamano encefalomielite mialgica (ME) e gli americani definiscono sindrome da fatica cronica (CFS). I sintomi classici comprendono ovviamente la fatica, e sensibilita' estrema ad odori e prodotti chimici, allergie, stati febbrili costanti e intolleranza posturale (ipotensione neuralmente mediata). Negli ultimi tempi della sua vita Rajneesh aveva sviluppato piccoli tic muscolari involontari, avvenimento comune in caso di malattia particolarmente attiva. Inoltre Rajneesh soffriva di diabete di Tipo 11, asma e forti dolori alla schiena. 

Dal 1970, anno in cui lo conobbi, fino al 1990, anno della sua morte, Rajneesh fu costantemente malato e di salute cagionevole. Non riusciva a reggersi in piedi per lunghi periodi senza provare vertigini, perche' soffriva dei danni al sistema nervoso autonomo che controlla la pressione del sangue. Questa ipotensione neuralmente mediata (bassa pressione sanguigna quando si sta eretti) causa fatica cronica e puo' anche abbassare il quoziente intellettivo per insufficiente afflusso di sangue e ossigeno al cervello (ipossia cerebrale). Quando stava particolarmente male lamentava vertigini nel momento stesso in cui si alzava in piedi. Pensava di aver contratto, ogni settimana, un diverso tipo di influenza o raffreddore. In realta' soffriva di una singolare malattia cronica con sintomi simili a quelli dell'influenza e che possono perdurare per decenni. 

Negli ultimi anni di vita Rajneesh faceva uso di farmaci, principalmente Valium (diazepam), per alleviare i dolori. Prendeva il dosaggio massimo raccomandato di 60 mg al giorno. Inoltre inalava ossido di nitro (N2O) miscelato ad ossigeno puro (O2) che alleviavano l'asma e l'ipossia cerebrale, ma che non avevano effetti sulla qualita' del suo giudizio. Ingenuo sulla potenza dei farmaci occidentali, e troppo fiducioso sulle proprie capacita' di combattere i loro effetti potenzialmente negativi, Rajneesh rimase vittima della dipendenza. Ben presto seguirono rovina ed umiliazione. Gli sforzi per far ricadere la colpa del suo declino mentale ad un complotto per avvelenarlo ordito dal Governo degli Stati Uniti fu semplicemente un tentativo di nascondere la verita'. 

Rajneesh era un uomo fisicamente malato che alla fine divento' mentalmente corrotto. La sua dipendenza dai farmaci era un problema che nasceva in lui stesso, non un complotto del governo. 

Nel 1990 Rajneesh mori' per arresto cardiaco. E' probabile che il declino che aveva vissuto durante la carcerazione negli Stati Uniti dipendesse da una combinazione di sintomi di astinenza da Valium e dall'aggravarsi della ME/CFS causato dallo stress e dall'esposizione agli allergeni. Non esiste prova scientificamente valida che suggerisca che sia stato avvelenato. 

Chi non ha familiarita' on la storia di Rajneesh puo' leggere il libro "Bhagwan: The God That Failed", di Hugh Milne (Shivamurti), stretto discepolo di Bhagwan negli anni di Puna e dell'Oregon. Originariamente pubblicato dalla Saint Martin's Press, il libro puo' essere reperito presso Caliban Books eAmazon.Com. Posso confermare molti dei fatti che Milne cita sulla vita di Rajneesh a Bombay e Puna, sebbene non abbia conoscenza diretta dei tragici eventi della comune in Oregon. I miei contatti con le persone che ci sono state mi inducono a pensare che la maggior parte di cio' che Milne afferma nel suo libro e' vero. A volte non condivido le sue interpretazioni sul significato dei fatti che presenta. 

Rajneesh modello comune dell'Oregon sulla sua mente. Si fece dittatore definitivo, la sua foto era collocata ovunque come in un incubo orwelliano. L'atmosfera totalitaria fu solo una delle molte ragioni per cui non mi fermai alla comune e mi limitai a brevi visite. Ero interessato alla meditazione, non ad un grande campo di concentramento dove gli esseri umani venivano trattati come insetti privi di intelligenza propria. Rajneesh metteva talmente tanta enfasi sul fatto che i discepoli dovessero eseguire senza far domande, che essi non fecero altro che quello, quando Ma Anand Sheela, segretaria personale di Rajneesh, diede ordini assurdi per commettere crimini che Rajneesh non avrebbe mai approvato. 

Quando soffocate l'intelligenza degli esseri umani create una situazione profondamente pericolosa e distruttiva per lo spirito umano. Non potete salvare il prossimo dal suo ego pretendendo "resa totale". La tecnica antidemocratica di costringere ad obbedienza cieca non ha funzionato per Hitler, Stalin, il Dalai Lama ne per Bhagwan Shree Rajneesh. 

Germania, Russia, Tibet e la comune di Rajneesh in Oregon sono state tutte distrutte dalle regole imperiali autoritarie. La diversita' di opinioni e' sempre salutare, perche' agisce da efficace contrappeso all'arroganza miope di chi vuole essere re. Bhagwan non ha mai capito questa verita' storica, e faceva sprezzante riferimento alla democrazia come ad una "plebaglia - crazia".

 Rajneesh era un aristocratico imperiale, e non e' mai stato un democratico generoso e di larghe vedute. 

Bhagwan Shree Rajneesh usava le persone, parlava alle spalle e ha tradito la fiducia dei suoi stessi discepoli. Questo tradimento ha portato Vivek, sua fidanzata e compagna per molto tempo, al suicidio. 

Successivamente Rajneesh ha mentito sulla sua morte dicendo che era depressa cronica per la sua intrinseca instabilita' emotiva. Vivek non fu mai depressa negli anni in cui la conobbi, ed era la donna piu' raggiante che abbia mai conosciuto. Rajneesh la condusse al suicidio perche' non riusciva a capire, a non tollerare, il proprio declino e collasso mentale. 

Il giovane Acharya Rajneesh inizio' la sua vita come maestro che condannava i falsi guru, e la termino' come uno dei guru piu' dis-onesti che il mondo abbia mai visto. Il fatto difficile da comprendere che era illuminato quando si comportava da puritano anti-guru e rimase illuminato quando lui stesso divenne il guru definitivamente indulgente verso se stesso. Questa contraddizione apparentemente inconciliabile e' la vera ragione per cui sto scrivendo questo saggio. Amo sondare territori inesplorati laddove altri temono di camminare. 

Quando combinate insieme la normale tendenza umana all'egoismo con uno stile di vita "torre d'avorio" avrete una situazione in cui il comportamento etico puo' sembrare un optional. Combinate l'insana atmosfera 

dell'auto-deificazione con una malattia debilitante progressiva che abbassa il QI, e su tutto aggiungete abuso di farmaci; avrete una rupe da cui anche un uomo illuminato puo' precipitare. Quella caduta puo' divenire solo se l'uomo illuminato fa una scelta sbagliata, una mossa sbagliata, sia nel cuore che nella mente. La scelta sbagliata di Bhagwan fu il disprezzo della verita' a favore di chi  pensava fossero utili menzogne. Una volta che hai preso la curva sbagliata, lontana dalla verita' iretta e comune, hai perso la via. Nessun essere umano puo' golarmente disprezzare il dato di fatto senza trovarsi nel mare in tempesta, perche' abbandonando il dato di fatto abbandona la terra che ha sotto i piedi. Piccole menzogne diventano grandi menzogne e la verita' ora celata, diventa nemica, non amica e alleata. 

Rajneesh sopravvalutava se stesso e sottovalutava i suoi discepoli. Chi intorno a lui era realmente in cerca della conoscenza avrebbe facilmente fronteggiato la verita'ed era gia' sufficientemente motivato senza bisogno di propaganda. Ma Rajneesh era stato un grande guru per cosi' lungo tempo, non solo in questa vita ma anche nelle precedenti, che era arrivato a vedere se stesso in termini grandiosi. Era davvero una figura storica, ma non era il perfetto superuomo che fingeva di essere. i suoi discepoli meritavano onesta' ma lui li nutriva con favole per «dare loro fede». 

La verita' esistenziale definitiva silenziosa oltre tutte le parole e le societa'

Questa verita' trascendentale quanto vera quanto lo sono sole, luna e il lavello della vostra cucina. Rajneesh ha vissuto quella verita' fino al giorno della sua morte, ed anche nei giorni e anni dopo la sua morte fisica. Chi va in visita a Puna, India, ed e' aperto alla meditazione sentira' laggiu' l'onda gigante di consapevolezza. Quell'onda una volta era connessa ad un corpo umano che chiamavamo Rajneesh. Il corpo e' divenuto cenere, ma l'onda vive, ed e' completamente cosciente. Rajneesh ha raggiunto la perfezione sovrumana soltanto dopo la morte fisica. Questo e' vero per tutti gli illuminati che hanno calpestato questa terra. 

La contraddizione tra illuminazione e corruzione puo' avvenire perche' il cervello non l'hai illuminato, e l'illuminazione non fa mai, o dice mai, alcunche'. In un certo senso, nessuno raggiunge veramente l'illuminazione. L'illuminazione avviene nel luogo in cui sei, ma non puoi possederlo e non puo' appartenerti. Tutte le parole dei cosiddetti illuminati provengono dalla mente umana, dal corpo umano che interpreta il fenomeno dell'illuminazione come un traduttore. Le parole non provengono dall'illuminazione. Per definizione, l'illuminazione non puo' parlare.E' assolutamente silenziosa, e va oltre il bisogno di parlare. 

Il nostro essere ha molti strati. Alcune tradizioni hanno catalogato questi strati come sette corpi, il primo e' ilcorpo fisico, e il settimo il nirvanico, il vuoto da cui tutto ha avuto origine. Indipendentemente dal modo in cui contate gli strati, essi esistono e lo strato puramente mentale sempre presente se avete un corpo fisico. Quello strato puo' essere colpito dalla malattia, e dall'esposizione agli agenti chimici. Bhagwan  aveva una dipendenza dal Valium ed aveva vissuto tutti i sintomi negativi della tossicodipendenza che comprendono, ovviamente, la calunnia, la paranoia, lo scarso senso del giudizio e le diminuite facolta' mentali. Ad un certo punto paranoia e confusione divennero talmente grandi, per lui, che pensava che un gruppo di settari tedeschi gli avesse fatto il malocchio. Le sue incapacita' fisiche e l'abuso di farmaci erano semplicemente piu' di quanto il suo cervello mortale potessero sopportare. Il suo maggior difetto, il disprezzo per il comune concetto di verita' fu la sua definitiva rovina e per quel crimine deve essere ritenuto completamente responsabile, senza scusanti. 

Bhagwan mentiva quando diceva che aveva «discepoli illuminati». Mentiva quando diceva di non aver mai fatto un errore. Successivamente fu costretto ad ammettere di essere fallace perche' l'elenco dei suoi pasticci crebbe fino ad assumere dimensioni mostruose. Mentiva quando faceva finta che i gruppi terapeutici gestiti dai suoi discepoli non erano semplicemente una macchina per far soldi. Rajneesh ha infranto le leggi dell'immigrazione, e su questo ha mentito in tribunale. Ha mentito dicendo di essere rimasto vittima di una truffa mentre 

cercava di ottenere lo 

status di residente permanente [negli USA - ndt]. 

Bhagwan Rajneesh non era un assassino o un rapinatore di banche, ma sicuramente era un grande bugiardo. La cosa ridicola e' che tutte le sue bugie non erano assolutamente necessarie, e sono state controproducenti. L'onesta' e' la vera strada da seguire. 

Rajneesh ha tristemente mentito affermando di non aver avuto responsabilita' negli orrori della comune dell'Oregon, perche' aveva tenuto la mano di Ma Anand Sheela e di chi commise quei grandi crimini che furono il tentato omicidio e l'avvelenamento [1]. 

Il fatto che Rajneesh non li abbia ordinati, o che non ne fosse precedentemente al corrente non significa che non ne sia stato eticamente responsabile. Se un maestro mette alla guida di uno scuola-bus un autista ubriaco e i bambini muoiono, allora quel maestro e' responsabile della loro morte. Rajneesh sapeva che tipo di persona fosse Sheela, e la scelse per la sua corruzione e arroganza, non "nonostante" quei difetti. Nel codardo tentativo di sfuggire dai suoi fallimenti si cambio' nome da Bhagwan a Osho, come se un cambiamento di nome potesse lavar via i suoi peccati. 

Qualcuno puo' sorridire davanti al fatto che un'anima illuminata possa essere condannata per reati penali, ma questo non mi ha frenato nella ricerca della verita' definitiva. La vita di Rajneesh una lezione per tutti noi affinche' mettiamo in pratica ci' che predichiamo. Bhagwan ha dato grandi consigli, ma non e' riuscito a seguire le sue sagge parole. Ed e' anche un promemoria sul non prendere troppo seriamente cio' che la gente dice. E' molto meglio osservare come essa vive, e togliere enfasi da cio' di cui parla. Le chiacchiere valgono poco. Le azioni sono piu' che  rivelatrici. 

Gli illuminati hanno un ego? Nei miei anni giovanili e idealistici avrei detto che la risposta no. 

Rajneesh, Gurdjieff e anche J. Krishnamurti 

mi dimostrano che ce l'hanno. Mi convinsi che Rajneesh aveva un ego quando lo vidi alla televisione, in manette, che veniva trasferito dal carcere al tribunale dell'Oregon. In risposta ad una domanda di un giornalista, guardo' fisso nella telecamera e parlo' ai suoi discepoli dicendo «Non preoccupatevi. Tornero' ". Non fu quello che disse, ma cio' che vidi nei suoi occhi a costituire, per me, una prova. Potevo vedere il suo ego in azione, calcolatore e manipolativo. Cio'che avevo visto, ovviamente e chiaramente, era una verita' fondamentale che nessuna razionalizzazione poteva coprire. Rajneesh era splendidamente illuminato, ma era anche profondamente egoistico. 

Per la gente comune l'ego e' il centro della coscienza, e il Vuoto e' percepito solo come la periferia. La gente guarda le foto prese dal telescopio spaziale Hubble e vede il Vuoto come un oggetto esterno, non come un'identita' personale. Quando raggiungi "l'illuminazione", sia temporaneamente come un satori , che permanentemente come un Buddha, la situazione viene capovolta. Ora il Vuoto e' il tuo centro di consapevolezza, e l'ego la periferia. L'ego non muore, semplicemente non e' piu' lo stadio centrale della nostra attenzione. 

Qualche animale umano illuminato, e ricordate che tutti noi siamo animali, si e' lasciato ingannare da questo fenomeno e ha pensato di non avere piu' ego che potesse causare problemi. Meher Baba passo' gran parte della sua vita vantandosi di quanto grande fosse, perche' pensava che il suo centro fosse perfettamente privo di ego. In verita' era molto egoista e avrebbe dovuto rendersi conto che nemmeno l'illuminazione era una scusante per le vanterie. Lo stesso fondamentale errore di giudizio ha afflitto Acharya Rajneesh. E' stato ingannato dal pensiero di essere oltre l'arroganza, ma si sbagliava. Anche gli umani illuminati devono preoccuparsi per le proprie maniere e comportamenti, e rendersi conto che e' l' Atman il meraviglioso fenomeno che dovrebbero promuovere, non la propria personalita' fallace e temporanea. Ramana Maharshi,uno degli uomini piu' illuminati del XX secolo, aveva l'approccio giusto a questo riguardo, ed e' questo il motivo per cui e' ancora tanto amato da tutti.

 Ramana Maharshi promuoveva l'Atman, e non ha mai promosso il proprio corpo mortale, o la sua mente. 

Chiunque abbia sperimentato l'oceanica energia di Bhagwan lo ama ancora, me compreso. Ed e' soltanto la mia personale ossessione per la verita' sopra ogni cosa che mi fa scrivere cio' che sembra una critica. Se non riusciamo ad analizzare onestamente i nostri errori, allora la nostra sofferenza sara' stata una perdita di tempo. Il voler coprire le fragilita' di Bhagwan, come sta facendo l'attuale establishment dei suoi discepoli, semplicemente distruggera' la possibilita' di imparare dalla sua tragedia. Mi manca Acharya Rajneesh piu' di quanto mi manchino Bhagwan o Osho, perche' dava il suo meglio quando non aveva intorno l'organizzazione politica manipolatrice che l'ha circondato. Quando Acharya Rajneesh era solo un uomo in un appartamento, con una Chevrolet e non una Rolls Royce, era piu'onesto e vero. Quando fu circondatodal proprio establishment politico, le cose hanno iniziato ad andare male, e questo succede spesso agli uomini di grande potere. 

Come puo' l'oceano entrare nella goccia, se la goccia contiene un ego?

 La mia risposta e' che l'ego e' una  parte integrante della struttura del cervello umano. Non semplicemente psicologica. La fisica e' strettamente legata ai percorsi neurali. L'autodifesa, meccanismo di sopravvivenza che non puo' essere distrutto finche' il corpo e' vivo. Se siete un'anima disincarnata non avete bisogno di autodifesa, e non avete bisogno di un ego. Ecco perche' sono d'accordo con l'autore e maestro Huston Smith quando dice di credere che nessun uomo attaccato alla propria spira mortale puo' raggiungere la trascendenza definitiva. Prima dovete morire fisicamente, e quando l'ultima spira sara' infranta sarete totalmente liberi. Credo che l'ego si metta da parte e diventi meno problematico per i maggiori illuminati, ma non viene mai totalmente distrutto fintanto che ci sara' un corpo fisico. 

Sarebbe meraviglioso credere che gli illuminati erano perfetti sotto tutti i punti di vista. Renderebbe la vita piu' semplice e dolce, ma sarebbe finzione, non dato di fatto. In un certo senso la tragedia di Bhagwan mi ha dato maggior speranza. Se per raggiungere l'illuminazione dovessimo diventare esseri umani perfetti, chi tra noi raggiungerebbe mai quell'obiettivo? Se ci rendiamo conto che l'illuminazione e' semplicemente una progressione graduale dell'espansione della consapevolezza, allora quell'obiettivo sara' raggiungibile da tutti noi, con il tempo necessario. Se lavoriamo per centinaia di anni, attraverso molte nascite e molte morti, con il semplice obiettivo di andare un po' piu' in profondita' giorno dopo giorno, allora credo, con prevedibilita' scientifica, che chi cerca di raggiungere l'illuminazione col tempo ce la fara'.

Tutti gli illuminati che ho conosciuto o di cui ho letto hanno fatto questa affermazione, con parole loro. Io credo che sia un fatto della vita in cui dobbiamo avere fiducia. 


Meditazione Dinamica: (avvertenze) Questo spettacolare metodo di meditazione era un marchio di fabbrica di Bhagwan, e resta uno strumento tremendamente efficace per espandere naturalmente la consapevolezza. Bhagwan non fece mai questa tecnica, perche' lui era meditazione. Sviluppo' il metodo semplicemente osservando i suoi discepoli che occasionalmente avevano movimenti del corpo spontanei nei primi campi di meditazione. Quando la sua capacita' di giudizio inizio' a declinare, sfortunatamente trasformo' il metodo in 3? e 4? stadio, e del metodo in un test di tortura senza senso. La tecnica di meditazione corretta e sicura ha quattro stadi, ognuno della durata di dieci minuti. 

Primo stadio: iniziate stando in piedi con gli occhi chiusi (benda opzionale) e respirate profondamente e velocemente con il naso per dieci minuti. Lasciate che il corpo si muova liberamente. Saltate, dondolatevi avanti e indietro o usate qualsiasi movimento fisico che aiuti a immettere quanto piu' ossigeno possibile nei polmoni. 

Secondo stadio: il secondo stadio di dieci minuti quello della catarsi. Lasciatevi andare completamente e siate spontanei. Potete ballare o rotolarvi sul pavimento. Per una volta nella vita urlare e' permesso e incoraggiato. Dovete manifestare tutta la rabbia che avete in modo sicuro, come picchiare i palmi a terra. Tutte le emozioni soppresse dal vostro subconscio devono essere liberate. 

Terzo stadio: nel terzo stadio saltate su e giu', gridando Huu! Huu! Huu! continuamente per dieci minuti. I suoni sono molto stupidi, e divertente, e le forti vibrazioni della voce viaggiano verso i centri dell'energia immagazzinata, e spingono quell'energia verso l'alto. Quando fate questo stadio l'importante e' mantenere le braccia sciolte e in una posizione naturale. Non tenetele sopra la testa, perche' quella posizione potrebbe essere pericolosa (in senso medico). 

Quarto stadio: gli ultimi dieci minuti sono di completo rilassamento e tranquillita'. Stendetevi sulla schiena, mettetevi comodi e semplicemente lasciatevi andare. Siate come morti, completamente arresi al cosmo. Godetevi la tremenda energia che avete rilasciato nei primi tre stadi, e siate testimoni silenziosi dell'oceano che scorre in una goccia. Diventate l'oceano. 

Baghwan imprudentemente cambio' il terzo stadio del metodo dicendo di tenere la braccia sopra la testa mentre si urlava  "Huu!". Ancor peggio, cambio' il quarto stadio dicendo di bloccarsi sul posto come una statua, con le braccia scomodamente dritte sopra la testa. Questo metodo non solo era scomodo fin quasi alla tortura, ma anche pericoloso in senso medico. Rimanere con le braccia dritte sopra la testa aumenta il livello di stress ortostatico. Cio' significa che il cuore deve lavorare di piu' per pompare il sangue che disceso verso le gambe deve farlo risalire prima al cuore, poi al cervello. In questa posizione potete facilmente svenire (sincope indotta), e anche avere un attacco di cuore. 

Bloccarsi sul posto rende impossibile il rilassamento profondo, e vi tiene la mente impegnata nel controllo della completa operativita' funzionale. Mantiene la coscienza in superficie, facendo fallire il proposito dell'esercizio. Il punto centrale della tecnica era di avere tre stadi di azione intensa, seguiti da un quarto stadio di rilassamento profondo, lasciarsi completamente andare. Bhagwan stesso non aveva mai messo in pratica la prova di tortura del metodo di congelamento, nemmeno in giovent?iedere ai suoi discepoli di farlo mostra semplicemente che aveva perso il contatto con la realta' fisica.

 Bhagwan era un essere umano fallibile, non un Dio perfetto. 

Consiglio a tutti gli studenti di meditazione di usare solamente la versione sicura della Meditazione Dinamica, e non la versione con il pericoloso "stadio di congelamento". Questa meravigliosa tecnica aveva l'intento di crescere con lo studente, e cambiare con i cambiamenti dello studente. Dopo alcuni anni di pratica vigorosa del metodo, i primi tre stadi della meditazione dovrebbero diminuire spontaneamente. A quel punto si entra nella sala di meditazione, si fa qualche profonda inspirazione e si va immediatamente nella profonda estasi del quarto stadio. Bhagwan aveva inteso il suo metodo come fluido, capace di dare benessere e divertimento. I nuovi studenti che desiderano sperimentare la Meditazione Dinamica di Rajneesh dovrebbero leggere, per ulteriori avvertenze, la sezione sulla Meditazione Attiva del Meditation Handbook prima di provare questa tecnica potente


 


 



 

 osho

  



http://goo.gl/vTkViY



 

Osho Rajneesh (1931-1990)

 

 

«L'uomo più pericoloso dai tempi di Gesù Cristo.»

Tom Robbins

Professore di filosofia, maestro spirituale e mistico, oratore versatile e dissacrante, Osho  si scagliò contro ogni tipo di potere, contro tutte le religioni organizzate, le tradizioni e i sistemi di credenze imposti dalla società. Personaggio scomodo e controverso, spronò l'uomo a infrangere il proprio involucro mentale per vivere la vita in totale pienezza, gioiosità e comunione col Tutto, celebrando l’amore, la risata, la libertà, la giocosità e una pura consapevolezza, in estatica sintonia col palpito divino dell'universo. Fin dall'infanzia si rivelò uno spirito ribelle e indipendente, alimentato dalla ferma volontà di sperimentare la verità in prima persona e incapace di accontentarsi di un sapere acquisito e di adattarsi a sistemi e a credo stabiliti da altri. Inseritosi brillantemente nella carriera universitaria, nel 1966 decide di abbandonarla e inizia a viaggiare in tutto il subcontinente indiano tenendo conferenze ovunque, sfidando pubblicamente i leader delle ortodossie religiose, ribaltando i valori dei sistemi di fede tradizionali e sconvolgendo lo status quo di quanti intorno a lui si affollano per ascoltarlo. In questi anni e in quelli successivi (1965-1989) Osho ha trattato praticamente tutti gli aspetti legati all'esistenza umana, spazioando nel lavoro di quanti, in passato vi hanno contribuito – Lao Tzu, Freud, Gurdjieff, Gautama il Buddha, Gesù Cristo, Nietzsche, Bertrand Russel e centinaia di altri Maestri, mistici e pensatori di ogni epoca e paese – estraendone la quintessenza per offrire all'uomo contemporaneo tutti gli elementi utili alla sua ricerca del mondo interiore, che non si fonda su una comprensione intellettuale ma sull'esperienza esistenziale di ogni individuo. Negli anni Settanta, il mondo intero arriva a conoscerlo e da ogni paese accorrono a lui quanti sono attratti da questa sua rivoluzione interiore che porta, finalmente, a non appartenere più a una tradizione, bensì a immergersi nella vita: «Io sono l'inizio di una consapevolezza religiosa completamente nuova» dichiarò «Per favore non collegatemi al passato: è una lunga catena di follie che non è neppure degna di essere ricordata».

Le migliaia di ore di discorsi estemporanei che Osho ha tenuto nell'arco di oltre trent'anni anni a persone di tutto il mondo  amici, discepoli e "ricercatori del vero"  sono stati registrati, spesso anche in video, trascritti e pubblicati in circa 600 libri, in dozzine di lingue diverse (200 tradotti in Italia), le cui vendite sono in costante e irrefrenabile aumento, così come la sua popolarità nel mondo. «Il mio messaggio non è una dottrina né una filosofia. Dal 1996 le sue opere solo in Italia hanno venduto 50mila copie (due milioni nel mondo) e dal 2001 le vendite in Italia superano le 200mila copie, testimonianza di un "vangelo" universale di gioia, amore e libertà che continua ad espandersi spontaneamente in tutto il pianeta. Duramente osteggiato dagli Stati Uniti, che lo arrestarono e umiliarono in carcere finendo per avvelenarlo col tallio (morì a soli 58 anni), e respinto a ruota da altri numerosi paesi, Osho è stato incluso dal Sunday Times di Londra e da Panorama tra i "1000 uomini che hanno fatto il XX Secolo" e la sua voce tuona oggi più forte che mai scuotendo le coscienze e risvegliando un'umanità addormentata, repressa e gravemente malata. Ha detto lo scrittore Tom Robbins: "Riconosco la brezza smeraldina quando scuote le mie finestre. Osho è come un vento teso e dolce che percorre il pianeta, facendo volare via le teste di rabbini e papi, sparpagliando le bugie sulle scrivanie dei burocrati, mettendo in fuga precipitosa gli asini nelle stalle dei potenti, sollevando le gonne dei moralisti e facendo il solletico a chi è spiritualmente morto per farlo tornare in vita".

 

Osho, alla nascita chiamato Chandra Mohan (la famiglia era di religione jainista e così il nome completo fu Chandra Mohan Jain; la parola chandra in hindi significa “luna”, mohan "che tocca il cuore"), anche noto, dagli anni Sessanta, come Acharya Rajneesh, e poi comeBhagwan Shree Rajneesh (cognome anagrafico, quest’ultimo, che significa “Re della Luna” o ”Signore della luna piena”), e infine comeOsho Rajneesh,  nasce a Kuchwada, un piccolo villaggio dell'India Centrale, l'11 dicembre 1931, uno degli undici figli di un mercante di stoffe della middle-class. Fin dalla più tenera età, si pone di fronte alla vita come spirito libero, insofferente alle regole e alle norme imposte. Famelico lettore di libri, rifiuta la fede della famiglia e sfida il potere costituito e chi lo rappresenta. A diciannove anni s'iscrive all'università di Jabalpur, qui entra in conflitto con un docente e viene trasferito al D.N. Jain College, dove si distingue per l'intelligenza e l'eloquio brillante. La sua ricerca della verità raggiunge il culmine all'età di ventun anni, il 21 marzo 1953: quel giorno Osho vive nel proprio essere la più alta vetta di consapevolezza sperimentabile dall'uomo: l'illuminazione, ossia "l'erompere dell'individuo fuori da ogni mappa mentale, nel libero e infinito territorio della realtà del vivente", "l'istante in cui la goccia si fonde nell'oceano". "Da quel momento - spiegò - non ho più ricercato, non ho più avuto aspirazione alcuna. L'esistenza ha spalancato tutte le sue porte davanti a me, e non posso più neppure dire di appartenere alla vita, in quanto ne sono semplicemente partecipe... quando spunta un fiore, un fiorisco con lui; quando sorge il sole, io mi alzo con lui. In me, l'ego che tiene separata la gente, non esiste più. Il mio corpo è parte della natura, il mio essere è parte del Tutto. Io non esisto più in quanto entità separata". Nel 1957 si laurea in filosofia (con lode) presso l'università di Sagar, prosegue la carriera universitaria come professore al Sanskrit College di Rajpur ottenendo riconoscimenti e premi a livello nazionale ma, considerato un pericolo "morale" per gli studenti, si trasferisce presso l'università di Jabalpur come rettore della cattedra di filosofia, rivelandosi personalità singolare e anticonformista. In quegli anni Inizia a viaggiare per l'India tenendo conferenze davanti a platee sconfinate con uno scopo ben preciso: aiutare altri esseri umani a vivere la stessa esperienza da lui vissuta, e tenta di fare ciò che non può essere fatto, di condividere ciò che non può essere condiviso, di insegnare ciò che non potrà mai, per sua stessa natura, essere insegnato. Dalle folle che ascoltano le sue conferenze emergono i primi discepoli che, paradossalmente, si uniscono a lui proprio sulla base di questa certezza, cioè che l'illuminazione non può essere comunicata. Nel 1964 Osho inizia a organizzare Campi di Meditazione durante i quali utilizza delle tecniche in grado di aiutare a cogliere quel "silenzio" in cui la nostra vera natura si manifesta. Nel 1966 abbandona la carriera universitaria e alla fine degli anni Sessanta si stabilisce a Bombay, dando vita a un Ashram, o "comunità spirituale", che viene trasferito a Puna (India) il 21 marzo 1974, in occasione del ventunesimo anniversario della sua illuminazione. Riconosciuto da quanti vivono intorno a lui come "Maestro di Realtà", dopo un'intensissima esperienza americana, conclusasi tragicamente con il suo arresto e un avvelenamento scoperto con analisi mediche solo nel 1987, Osho torna proprio in quell'anno all'Ashram di Puna, dove crea un "laboratorio di crescita". Osho ha spiegato che il suo nome deriva dal termine "osheanic" coniato dal filosofo inglese William James, e da lui usato per indicare l'esperienza del "dissolversi nell'oceano dell'esistenza". "Ma osheanic descrive solo l'esperienza" egli ha chiarito. "Come definire colui che fa quell'esperienza della vita? Per definirlo usiamo il termine Osho"."Non è il mio nome" affermò "è un suono di guarigione". L'epitaffio che lui stesso ha dettato così recita:

 

OSHO

Mai Nato

Mai Morto

Ha Solo Visitato

Questo Pianeta Terra

Dall'11 dicembre 1931 al 19 gennaio 1990

 

Qualche settimana prima di morire gli fu chiesto che cosa sarebbe accaduto al suo lavoro quando se ne fosse andato. Lui rispose: “La mia fiducia nell'esistenza è assoluta. Se esiste una qualsiasi verità in ciò che dico, mi sopravviverà. Le persone interessate al mio lavoro si limiteranno a portarne la torcia accesa, senza però imporre nulla a nessuno... Voglio che essi crescano in quanto individui e che sviluppino qualità come l'amore, intorno a cui non si può erigere alcuna chiesa; come la consapevolezza, che nessuno può manipolare; come la celebrazione e la fresca meraviglia che caratterizza gli occhi di un bambino. Voglio che la mia gente conosca se stessa, non che viva in funzione di qualcun altro. E la strada è dentro di sé”.

 
~ § ~

 

 

Ricorda: mentre mi ascolti metti da parte la tua mente.

Ascolta per la pura gioia di ascoltare,

come ascolti un uccello cantare,

come ascolti il vento tra gli alberi, solo così.

Non c’è alcun bisogno di preoccuparsi del significato.

In questo modo ti avvicinerai al vero significato.

 

Io non parlo con lo scopo che ordinariamente viene perseguito attraverso il parlare: l’indottrinamento – non è quello lo scopo dei miei discorsi. Non ho alcuna dottrina; i miei discorsi in realtà sono un processo di de-ipnosi. Ascoltandomi semplicemente, a poco a poco ti libererai da tutti i programmi in cui la società ti ha obbligato a credere. Se mi ascolti con il cuore aperto, con una ricettività colma di gratitudine, è inevitabile che accada. Ci sono stati molti ipnotizzatori, ma nessuno ha mai provato a usare l’arte del parlare come metodo di de-ipnosi. Può diventare una musica dentro di te, ti può rilassare, ti può rendere silenzioso, può dare un nuovo ritmo al tuo cuore… una nuova percezione della mia presenza, e della realtà. E io posso parlare di qualunque cosa. Non si tratta del fatto che io parli di queste cose; esse ne sono solo gli effetti. Io potrei parlare di A o B o C, che non hanno nulla a che vedere con la de-ipnosi. Il punto sta nel tuo modo di ascoltare. Se è giusto, allora qualunque cosa io dica rilasserà il tuo essere totalmente, e a poco a poco i tuoi condizionamenti cominceranno a svanire. E voglio che accada così. Non voglio ipnotizzarti – cioè renderti prima inconscio. In questo modo non è necessario renderti inconscio. Tu diventi più conscio, più sveglio. Per potermi ascoltare diventi conscio e attento. E il mio scopo non è insegnarti qualcosa, ma usare le parole come scusa per renderti consapevole e attento, in modo che tu possa toccare il superconscio dentro di te.


 

~ § ~

 

“Non dimenticate mai la via. È molto semplice: dalla mente al cuore,

dal cuore all’essere e dall’essere al puro spazio.

Questo puro spazio è il buddha.”

 

 

Il nucleo essenziale del mio insegnamento è: nessun credo, nessun dogma, nessuna fede, nessuna religione, niente che sia preso in prestito. Puoi fare affidamento solo su ciò che hai sperimentato di persona; devi dubitare di tutto il resto. Proprio come le altre religioni trovano il loro fondamento nella fede, il mio è nel dubbio.Il mio principio fondamentale è lo stesso su cui si basa la scienza: dubita, finché non trovi qualcosa nella tua esperienza di cui è impossibile dubitare.

La scienza si muove verso l’esterno, io mi muovo verso l’interiorità. Questo movimento verso l’interno è ciò che chiamo meditazione. Per poterti muovere all’interno devi compiere tre semplici passi, e il quarto accade da solo.

Il primo passo è osservare tutte le tue attività; quello è il tuo corpo e quelle sono le sue azioni: camminare, tagliare legna, attingere acqua dalla fonte. Rimani un testimone. Non agire da robot.

In secondo luogo, quando diventi capace di osservare il tuo corpo, di essere un testimone delle sue azioni, puoi fareil secondo passo: osservare le attività della tua mente: pensieri, sogni, fantasie. Rimani un testimone, come se ti trovassi sul ciglio di una strada e, su questa strada, stesse passando una processione di pensieri. Tu non ne sei parte. Sei solo uno specchio che riflette, senza giudicare, perché uno specchio non ha giudizi. Con un bel viso, lo specchio non dice: “Splendido.” Con un viso brutto, lo specchio non dice: “Oh no!” Lo specchio non fa che riflettere tutto ciò che appare di fronte ad esso. Esattamente allo stesso modo uno deve diventare un testimone puro, senza giudizi, valutazioni: questo è buono, questo è cattivo. Allora si verifica una strana esperienza: quando la tua capacità di osservazione cresce, i pensieri diminuiscono, e nella stessa percentuale. Se il tuo testimoniare è il dieci per cento, ci sarà un novanta per cento di pensieri; se la tua consapevolezza, la tua coscienza, è del novanta per cento, ci sarà solo un dieci per cento di pensieri. Col cento per cento di capacità di osservazione, ci sarà il nulla totale; questo è lo stato di non-mente, questa è la porta verso il terzo e ultimo passo.

Adesso osserva le emozioni più sottili, gli stati d’animo. I pensieri non sono così sottili. Gli stati d’animo, un’ombra di tristezza, una certa gioia.

Il primo passo riguarda il corpo, il secondo la mente, il terzo il cuore. E quando puoi osservare anche il terzo, il quarto accade da solo. All’improvviso un salto quantico, e ti ritrovi proprio al centro del tuo essere, dove non c’è nulla di cui essere consapevoli. La consapevolezza è consapevole di se stessa, la coscienza è cosciente di se stessa. Questo è il momento dell’estasi suprema, del samadhi, dell’illuminazione, o comunque vuoi chiamarlo; in ogni caso questo è il momento supremo, al di sopra del quale non c’è nulla. Non c’è modo di andare oltre, perché dovunque tu vada al di là di esso, sarai comunque un testimone. Se inizi a osservare l’osservatore, non sei andato più in alto; sei sempre un testimone. Quindi l’osservazione è la fine del viaggio, sei arrivato a casa.

Il mio insegnamento è tutto qui. È assolutamente scientifico. Non ha bisogno di fede, ciò che serve è sperimentare. Non chiedo a nessuno di aver fede in me. Chiedo solo di provare e sperimentare.

So che accadrà anche a te perché è accaduto a me, e io sono un essere umano normale proprio come te. Non sostengo di essere un profeta o un salvatore o un’incarnazione di Dio. Non vanto alcuna capacità speciale. Sono proprio uguale a te. L’unica differenza è che tu stai ancora dormendo, e io sono sveglio. È solo una questione di tempo, prima o poi anche tu ti sveglierai.

Quindi non c’è alcun bisogno di fare di me un oggetto di venerazione, non c’è bisogno di adorarmi. Se mi ami veramente, questo è sufficiente perché tu possa partecipare all’esperimento. Ti darò una garanzia: accade veramente. Ti posso dare un incoraggiamento, ma non sarò il tuo salvatore. Non mi prenderò la responsabilità, ma farò del mio meglio per scuoterti e far sì che ti svegli.

 

 

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Il nostro tipo di società può esistere solo se ti fa sentire inadeguato.

Questo tipo di società, la struttura, ha bisogno di persone che soffrono, o sono spinte a soffrire, di complessi d’inferiorità, che sono profondamente condizionate a sentirsi indegne, immeritevoli. Questo tipo di società esiste solo se fa sentire inadeguato ogni bambino, perché la società ha bisogno di sfruttare, ha investito nello sfruttamento degli esseri umani. Non permette, le è impossibile farlo, che ognuno sia se stesso, perché se ognuno fosse se stesso non potrebbe essere sfruttato dalle organizzazioni religiose – non ci sarebbero né cristianesimo, né papa, né re o regine, né guide di alcun tipo. Perché ogni individuo basterebbe a se stesso, non avrebbe bisogno di una guida. Tutti questi cosiddetti grandi – politici e preti – esistono perché ogni bambino è stato storpiato, gli si è impedito di diventare un individuo indipendente. In caso contrario non avrebbe seguito nessuno. Avrebbe seguito se stesso, avrebbe scelto da solo in che direzione andare. Non avrebbe avuto bisogno di una guida, né di una mappa, né di un dittatore. Questo tipo di società può esistere solo se tutti i bambini vengono condizionati a sentirsi inadeguati. E io sto cercando di restituirti la dignità perduta. Questo è il passo più rivoluzionario, perché se riesci a recuperare la tua dignità dimenticata, la tua spiritualità, la tua eternità, ti libererai da tutte le chiese, da tutte le nazioni. Sarai libero da ogni ideologia stupida, da ogni superstizione. La tua consapevolezza sarà una tale esplosione di luce che farà svanire ogni falsità. E questa esplosione può creare una reazione a catena, è questo che voglio. È possibile creare una reazione a catena. Sto cercando in tutti i modi di avere in ogni paese un gruppo di meditatori colmi di luce. Il mondo intero può essere trasformato, se solo riuscissimo ad avere dappertutto alcune persone che possono diventarefiamme di consapevolezza. La loro fiamma si espanderebbe come un incendio, distruggendo ogni forma di schiavitù, di catene, di prigioni, creando un cielo nuovo, una nuova libertà per l’umanità. Anche ai tempi di Rinzai era così. L’intero passato dell’umanità è un passato di schiavitù psicologica, di schiavitù fisica. Solo pochi individui come Gautama Buddha o Rinzai o Basho, in migliaia di anni e tra milioni di persone, sono stati in grado di sfuggire alla schiavitù psicologica. Queste persone sono sempre state considerate pericolose dalla società. Ora molti parlamenti mondiali, senza aver definito che tipo di pericolo rappresento, hanno la netta sensazione che sono un uomo pericoloso e non posso essere ammesso nel loro paese. Non sanno di quale esatto pericolo si tratti. Mi sorprende che nessuno, in questi grandi parlamenti, abbia posto la domanda: “Quale pericolo intendete? Che pericolo può rappresentare per chiunque?” No, lo si accetta e basta. Viene dato per scontato che “Quest’uomo è pericoloso.” Ma so che hanno ragione. Mi definiscono pericoloso senza sapere perché. Io mi definisco pericoloso perché so di essere pericoloso. Sto creando una situazione molto più pericolosa per l’intera società di quella che a cui stanno lavorando gli scienziati nucleari. Le loro armi nucleari probabilmente non verranno mai usate, prima o poi verranno gettate nell’oceano. Io invece sto creando un altro tipo di esplosione – non un’esplosione atomica, ma un’esplosione di consapevolezza cosmica. Se questo fuoco divampa, improvvisamente vedrai che tutti quei grandi capi sono persone qualsiasi, esattamente come te, ma impostori, imbroglioni. Vedrai che i tuoi re e le tue regine sono tutti mistificatori che hanno sfruttato la società per anni. Vedrai che i preti non fanno altro che mentire su tutto. Questa visione, se si diffonde, porterà inevitabilmente alla nascita dell’uomo nuovo e di una società nuova. Un uomo nuovo può essere solo un uomo illuminato. Un uomo nuovo può essere solo un buddha. E basterà la presenza di pochi buddha nel mondo per creare un grande incendio. Non è mai stato tentato, ma è come… nessuno conosceva l’energia atomica finché non è stata provata su Hiroshima e Nagasaki. Nessuno poteva immaginare che un piccolo atomo che non si può neppure vedere contenga tanta energia da distruggere una città come Nagasaki, con centomila abitanti, o Hiroshima, una città ancora più grande. In tutta la storia, nessuno aveva mai neppure sognato che gli atomi potessero contenere così tanta energia. Ora vi dico che se una particella atomica può esplodere e distruggere a tal punto… quanto grande sarà la creatività sprigionata dall’esplosione di consapevolezza di esseri viventi? Può catapultare all’istante milioni di persone in una nuova era di illuminazione.















 ENZO BIAGI: Come prima cosa vorrei chiederti qual è il tuo insegnamento.

OSHO: Io non ho nessun insegnamento. Non sono un insegnante. Non do nessuna filosofia della vita, né alcuna disciplina, né programmi da seguire. Ho un approccio alla vita ben preciso, che condivido con i miei amici. E il mio approccio inizia con una deprogrammazione. Per ciò che mi riguarda questa è la parola chiave. Essere iniziati alla mia amicizia significa essere iniziati a un processo di de-programmazione. Ogni essere umano viene programmato dalla nascita a essere cristiano, hindu, ebreo, mussulmano. Il bambino nasce innocente, ma immediatamente viene appesantito da migliaia di concetti, coi quali vive poi tutta la vita. In questo modo si vive una vita fasulla; non è autentica, non è onesta perché non ti appartiene. Non hai scoperto tu le cose che tenti di vivere… ecco perché, come prima cosa, aiuto la gente a liberarsi da tutti i suoi condizionamenti. Chi viene da me, anche se è cristiano, non lo sarà più; anche se è un hindu, non lo sarà più; anche se è mussulmano, non lo sarà più. Io mi limito a ridare a ciascuno la propria innocenza, la propria umanità, la propria purezza, la propria individualità. Il mio lavoro tende essenzialmente a distruggere i condizionamenti di quanti vengono da me. Ed è un lavoro semplicissimo, perché nessuno di quei condizionamenti ha basi logiche, nessuno si fonda sull’intelligenza. Sono tutte superstizioni, sorrette da impalcature logiche, ma quella logica è falsa. Non esiste nulla di autentico. Ad esempio, tutte le religioni si fondano sulla menzogna più grande che esista al mondo: Dio. Nessuna religione è riuscita a dimostrare in maniera logica e scientifica la sua esistenza; tuttavia, tutte continuano a inculcare in ogni bambino l’idea di Dio. E’ semplicissimo eliminarla: si deve solo far vedere a chi ti sta di fronte che si tratta di un’idea imposta. La tua intelligenza non l’ha mai accettata. Viceversa si tratta di una corruzione della tua innocenza da parte di genitori, insegnanti, preti, che con la logica ti hanno plagiato. Tutte le religioni affermano che Dio è necessario, altrimenti chi avrebbe creato l’esistenza? C’è l’esistenza, quindi ci deve essere un creatore. Senza un creatore, come può esistere la creazione? Ma poi non vanno oltre. Una persona intelligente andrebbe oltre e chiederebbe: “Ma in questo caso, chi ha creato Dio?” Se Dio esiste senza che esista un creatore, dove va a finire la vostra logica? L’esistenza ha bisogno di un creatore, ma il creatore no? Non è logico. Questo non è altro che un’ingannevole manipolazione dell’innocenza umana; un bambino non è in grado di mettersi a discutere. Si limita ad accettarla come un dato di fatto. Mi ricordo un aneddoto molto bello. All’università di Parigi insegnava un professore di filosofia un po’ eccentrico, cosa non rara. Era preside della facoltà ed era sua abitudine fare affermazioni assurde, finché un giorno superò ogni limite. Iniziò la lezione dicendo: “lo sono l’uomo più importante del mondo intero”.
Era troppo! Uno studente si alzò e disse: “Sei un grande filosofo, un logico eccezionale, per cui devi dimostrare logicamente ciò che hai detto”. Il professore non solo era pronto, ma ne fu felice. Srotolò un planisfero e chiese: “Qual è la nazione più grande del mondo?” Tutti, ovviamente, risposero: “La Francia!” il professore rise, senza che gli studenti ne capissero il motivo. Quindi proseguì, chiedendo: “E in Francia qual è la città più sacra, la più importante?” In coro risposero: “Parigi.. E la più bella!” Di nuovo rise. Gli studenti si sentirono a disagio. Probabilmente stava guidandoli verso conclusioni logiche a loro sconosciute, che ancora non vedevano.
La domanda successiva fu: “E qual è il luogo più importante nella città più bella del mondo?” “L’università ovviamente, il tempio della saggezza”, fu la risposta. Di nuovo il professore rise e chiese: “E quale facoltà è la più importante nell’università?” Gli studenti si trovarono in trappola. Riconobbero che aveva costruito un’argomentazione artificiale. Sembrava logica senza esserlo… a quel punto dovettero dire: “La nostra facoltà naturalmente”. La risata finale fu fragorosa: “Ora capite perché ho detto che sono la persona più importante del mondo? Io sono il preside di questa facoltà”.
Tutti gli argomenti riguardanti Dio, il paradiso, l’inferno, seguono la stessa linea. Il mio lavoro tende a distruggere la falsa struttura della logica, a quel punto le vostre fondamenta iniziano a sgretolarsi, scompaiono le vostre mitologie, lasciandovi uno spazio incontaminato, da cui sorge la vostra individualità. A quel punto non sei più parte di una folla. Il mio lavoro fondamentale è questo: renderti un individuo, non un semplice ingranaggio dei sistema, non una particella della massa. Voglio darti un’integrità, una libertà dell’anima, in modo tale che tu non sia più vittima di alcuna schiavitù, detta cristianesimo, induismo, ebraismo: per la prima volta sarai semplicemente te stesso. A quel punto entrerà in gioco la tua ricerca della verità, la tua indagine nella verità. E ricorda, tutte le risposte che ti sono state date da altri non potranno mai salvarti. Solo la tua risposta, quella che troverai con le tue mani, con la tua ricerca, potrà liberarti dall’ignoranza, dall’infelicità, dall’angoscia. Io non ho insegnamenti. Offro solo espedienti, stratagemmi. Non sono un insegnante, sono un Maestro. Gli insegnanti offrono insegnamenti, i Maestri possiedono espedienti, stratagemmi, metodologie per trasformare la gente.

BIAGI: Perché sei stato arrestato in America e poi sei stato costretto ad andartene?



OSHO: Perché Socrate fu avvelenato? Perché Gesù fu crocefisso? Perché tante volte si attentò alla vita di Buddha? A me non hanno fatto un gran male, si sono limitati ad arrestarmi senza un mandato, senza spiegarmene il motivo, senza permettermi di chiamare i miei avvocati, come era mio diritto. Non risposero alle mie domande, la sola risposta evidente erano quei dodici fucili carichi che mi erano stati puntati contro. In ogni caso, quell’esperienza mi ha divertito. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Socrate. Non mi hanno avvelenato. Sono stati molto più gentili con me di quanto non furono con Gesù. Non mi hanno crocifisso. Si sono limitati a maltrattarmi per dodici giorni spostandomi da un carcere all’altro. Di fatto è stata un’esperienza eccezionale: ho sempre desiderato visitare l’inferno, sebbene non esista. L’America mi ha concesso l’opportunità di visitarlo. Ma dopo dodici giorni, poiché non esisteva alcuna accusa contro di me, visto che non ho mai fatto del male a nessuno, non ho mai commesso crimini… il mio solo crimine è stato di aver creato una comune in cui cinquemila persone vivevano così felici e così festanti che quella felicità e quella beatitudine suscitarono la gelosia dei vicini, dei politicanti e in particolare dei cristiani. I cristiani sono venuti in Oriente e hanno convertito milioni di persone al cristianesimo. Ora, per la prima volta, qualcuno sottraeva migliaia di cristiani al loro gregge, senza che loro potessero fare qualcosa… Inoltre, la gente convertita in Oriente non era istruita, erano sempre gli analfabeti, i poveri, mai gli strati più elevati della società. In Oriente i cristiani hanno convertito mendicanti, aborigeni, tribù primitive, orfani, gente che stava morendo di fame per le strade. Mai sono riusciti a convertire un solo intellettuale, una sola persona intelligente, in tutto l’Oriente! Ovviamente si sentirono tremendamente offesi, perché io non convertivo mendicanti, orfani, bensì le loro menti migliori, convertivo solo l’intelligentzia. E non la convertivo a un’altra religione: sarebbe facile toglierti di mano un giocattolo per dartene uno nuovo. Tutti sono felici di avere un giocattolo nuovo. Quello vecchio era ormai sporco, consumato, andava in pezzi, è stato usato da un’infinità di persone per secoli… è molto più bello trovarsi in mano un giocattolo nuovo. Ma io non convertivo questa gente a un’altra religione: mi sono limitato a deprogrammarla… Dunque, sono stati i cristiani alle spalle dei politici a spingerli perché venissi scacciato dagli Stati Uniti. Questa è la prova di quanto sia povera la teologia cristiana, altrimenti sarebbero usciti allo scoperto: io ero pronto a discutere su tutto ciò che volevano. La mia espulsione dagli Stati Uniti dimostra quanto sia povera di argomenti la teologia cristiana. Se avessero avuto coraggio, mi avrebbero invitato a una discussione pubblica. Sapevano, purtroppo di non avere argomenti validi a loro sostegno. Per cui misero in atto un piano criminale per arrivare a espellermi. Ma tutto questo non mi fermerà. Ovunque sarò, continuerò ad attuare il mio metodo. Non possono espellermi da questo pianeta! La mia espulsione non è altro che un segno di sconfitta del cristianesimo, della grande potenza, gli Stati Uniti d’America: non riuscirono a trattare con un individuo, che da solo, senza appoggio di eserciti, si era posto loro davanti, con il solo scopo di proporre un modo nuovo di guardare le cose. Hanno preferito restare ciechi. Ma è l’esperienza di tutta la mia vita: io vendo candele in una città di ciechi! Non è colpa loro se sono in collera con me. E’ un mio errore, ma sono impotente, non posso fare altro: lo commetto e continuerò a commetterlo fino a quando esalerò l’ultimo respiro.

BIAGI: Come avete fatto tu e la tua comune a diventare tanto ricchi?

OSHO: Io non ho fatto nulla per arricchirne. Solo chi è ricco è attratto da me; perché solo le persone intelligenti sono attirate da me. Devi capire che esiste una gerarchia di valori.
Non chiedi mai: “Come mai un povero non è attirato dai dipinti di Picasso?” né chiedi: “Come mai un mendicante non si interessa alla musica di Mozart?” Tuttavia si continua a chiedere come mai solo i ricchi, persone colte, intelligenti, istruite, sono attratte da me. La religione è il lusso supremo. Ovviamente, ne saranno attratte solo le persone che se lo possono permettere. Non si adatta al povero, il povero non ha bisogno di religione. E in nome della religione al povero sono stati dati solo oppio e consolazioni. In nome della religione al povero è stato dato qualcosa di falso, un surrogato. Al povero, che sta morendo di inedia, che è malato, stanco, non si addice la vera religione. Non gli è possibile interessarsi ai voli della consapevolezza. Vuole qualcosa da mangiare, vuole una casa, degli abiti. Fa freddo, è nudo e tu gli parli di meditazione e di consapevolezza? Gli vai a parlare di come conseguire le vette supreme dell’essere? E’ semplicemente assurdo! Quindi, non è vero che la mia gente si è industriata per arricchirsi.. In realtà chiunque venga a me è già ricco. E per quello che viene da me: la religione ha inizio solo quando sei stufo della tua ricchezza, quando possiedi tutto ciò che il denaro ti può dare e tuttavia ti ritrovi vuoto. Hai tutto ciò che puoi possedere, tuttavia scopri che ti manca qualcosa che il denaro non è in grado di darti, per cui devi cercare altre strade. Quando il denaro ti ha dato tutto, quando tocchi il fondo delle sue capacità, il gioco finisce: presto inizi a esserne annoiato e stanco. A quel punto o ti suicidi, oppure inizi una ricerca che ti può condurre a un uomo come me. Io attraggo i ricchi e non fornisco nessun oppio a chi viene da me, ragion per cui il mio stile di vita non si addice al povero.

BIAGI: Come spieghi l’effetto carismatico che hai sulla gente?

OSHO: E’ molto semplice. Io non sono un politicante. Gli uomini politici esprimono in parole ciò che la gente desidera sentire. Io esprimo con le parole la mia esperienza. Senza preoccuparmene se piace o non piace a chi mi ascolta.. Quando parlo, parlo con tutto il mio cuore, senza rispettare affatto le tue reazioni. 

Fonte: http://rema2007.wordpress.com/2008/05/05/enzo-biagi-intervista-osho-12011986







Notizia del 9 giugno 2014:

Beloved Friends,

We have a good news for all Osho lovers and sannyasins throughout the world.

On the 2nd June, 2014, the Commission of Vigilance for Foundations, a body of the Ministry of Internal Affairs of the Swiss Government has removed the entire board members of Osho International Foundation (OIF).

The ex-members are: Michael O’Byrne (Michael Byrne) or Jayesh

John Andrews or Amrito

D’Arcy O’Byrne or Yogendra

Klaus Steeg or Pramod

Rudolf Kocher (Swiss Citizen)

All the bank accounts of OIF have been frozen and the members have been issued an official warning NOT to sign any more documents on behalf of OIF, nor to act in any way as representative of OIF.

The Swiss Government has appointed a lawyer as the Official Government Administrator of OIF.

This means that ex-members of OIF are not responsible anymore and should not have any further dealings with anyone on any matter, including signing contracts, dealing with publishers, Facebook, YouTube, etc., nor are they allowed to deal on behalf of OIF with any Sannyas centre or individual sannyasins, trying to impose their fascistic policies as they have been doing up until now.

In the next few days, we will send you an English translation of the official decision of the Swiss Government, so that everyone can find out the details and understand for themselves.

We will also tell you more details in regards to the process that has led to the removal of the entire board members of OIF.

This is a great historical decision and a stepping stone towards freeing Osho and his legacy from the fascist regime of the dictatorial group that was damaging Osho's work and discouraging all Osho lovers who were genuinely and honestly trying to spread Osho's vision. We are all aware that they have closed hundereds of Osho establishment's around the world and have banned thousands of his intimate and dedicated disciples from entering into the Pune Ashram. The fabricated threat that had been imposed by OIF on the basis of fake copyrights and trademarks on Osho centers and communes around the world has now come to a legal end. We would like to congratulate and thank all Osho lovers who supported this cause courageously and our sincere gratitude to Swami Ramteertha, Ma Videh and Swami Chidananda whose undying and sincere efforts has brought this result. Their names will always have a special place in our hearts.

There is still much to achieve to safeguard Osho's teachings from such conspirators and their associates. Since last two decades a ring of Mafia has not allowed to spread his work freely and his work has suffered globally, but this decision is a landmark achievement and everyone can now share Osho freely on all media and social networks and open meditation centers without any legal fear and threats. Let us now celebrate this great achievement and unite together to free Osho's legacy.

With much love and prayers of my heart,

Swami Anand Arun

“I am only a seeker on the path and I am honored to be Osho disciple. And I don’t need any other adjective other than that. I am only an ardent lover of my master.”

&

Osho Tapoban family

http://www.tapoban.com


 

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