Pres. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo
Tutti Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Lett. Simeone parlò a Maria, sua madre: “Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l’anima... Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. (Lc 2,34 seg.)
Lett. Un volto tra la folla, un volto familiare: è la madre, il fratello, l’amico, che a stento mascherano la pena per te, nella condivisione del tuo stesso smarrimento. Tu lo vedi, lo capisci e quella condivisione è il primo aiuto che allevia la tua Croce, la tua solitudine. Nel dolore hai scoperto la solidarietà, nella solidarietà la speranza, nella speranza l’amore.
Lett. Donaci, Signore, il supremo coraggio dell’Amore, coraggio di parlare, di agire, di soffrire, di lasciare anche tutte le cose. Dacci la suprema certezza che l’amore appartiene alla vita non alla morte, che c’è vittoria anche nell’apparente sconfitta, che anche nella più fragile bellezza c’è una potenza nascosta; che c’è dignità nel dolore, che l’offesa non va ripagata con la stessa moneta. Dacci la forza di amare, sempre e ad ogni costo.
Per questo Ti preghiamo.
Tutti Ascoltaci o Signore
Se ti fossi stato accanto,
forse che non avrei pianto,
o Madonna, anch’io con te?