Pres. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo
Tutti Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Lett. Venuta la sera, giunse un uomo ricco di Arimatea, chiamato Giuseppe, il quale era diventato anche lui discepolo di Gesù. Egli andò da Pilato e gli chiese il corpo di Gesù. Allora Pilato ordinò che gli fosse consegnato. Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova, che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò. (Mt 27,57-60)
Lett. Con la morte, giunge anche il buio, il silenzio, l’oblio della tomba. È ciò che pensa l’uomo. Ma Cristo ha per noi un altro pensiero, un’altra certezza: “O morte, grida San Paolo, dov’è la tua vittoria?”. Non c’è, non esiste. Sarà il nostro impegno, la nostra fede, a sconfiggere la morte. Vita mutatur, non tollitur.
Preghiamo con la Preghiera dell’Opera Monte Tabor
Signore Gesù, Sacerdote e Vittima della umana redenzione,
eccoci attenti alla tua chiamata: “Guarite gli infermi”.
Noi ti ravvisiamo, uomo Dio,
vivo e sofferente in tutti gli umani che penano.
Noi ci associamo all’operoso, trasfigurante riscatto
che il tuo inserimento nella nostra carne
va irresistibilmente attuando
quanto al peccato,
quanto all’ignoranza,
quanto alla malattia,
quanto alla morte.
Accetta, per piacere, o Signore Gesù, la collaborazione
che per questo tuo divino lavoro
noi ti offriamo
nella nostra ricerca,
nel nostro patire,
nel nostro amare.
Plasmaci del tuo eroismo e dei tuoi carismi,
affinché l’esercizio della medicina e dell’assistenza
sia in noi una emanazione del rigenerante tuo Sacerdozio.
Te lo chiediamo con la voce del Tuo Sangue divino,
che grida nel nostro sangue umano;
Te lo chiediamo con la voce della Tua Mamma,
di San Giuseppe, dell’Arcangelo Raffaele,
di Luca medico ed evangelista. Così sia.
Oh Madonna, oh Gesù buono,
Vi chiediamo il grande dono
dell’eterna gloria in ciel.