Pres. Ti adoriamo, Cristo e ti benediciamo
Tutti Perché con la tua santa croce hai redento il mondo
Lett. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, sentito il terremoto e visto quel che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio”. C’erano anche là molte donne che stavano a osservare da lontano; esse avevano seguito Gesù dalla Galilea per servirlo. (Mc 15,39-41)
Lett. Quel corpo straziato e inerte diviene scintilla di pietà, pietra miliare su cui costruire l’amore. Fondamenta di un tempio che non potrà mai essere distrutto: il tempio della solidarietà e della compassione. Per noi, qui ed ora questo tempio ha un nome: san Raffaele, luogo di esperienza e testimonianza di amore all’uomo. È lo spirito che lo rende vivo; è l’uomo, carne debole ma grande in Cristo, al centro di queste pietre, al centro dei cuori che le fanno vivere ogni giorno. La nostra casa è costruita sulla roccia dello Spirito capace di rinnovarci ogni giorno al servizio della vita.
Lett. Signore Gesù, quando tutto è compiuto, la professione cede il passo per l’ultima volta alle mani pietose che continuano l’abbraccio d’amore. Ti affidiamo tutte le nostre unità operative. Illumina con la tua grazia queste mura ed effondi in coloro che qui lavorano il senso del valore della sofferenza come percorso di vita e di grazia.
Per questo ti preghiamo.
Tutti Ascoltaci o Signore
Di dolori quale abisso!
Presso, o Madre, al Crocifisso
voglio piangere con te.