I SOLI
Fondamenti dal Libro di Cielo
Tempera all'uovo su tavola tonda, 36x36
Prima di iniziare la scuola di iconografia il Signore mi aveva fatto conoscere i Libri di Cielo e man mano leggendoli sentivo una crescente ispirazione a tradurli in dipinti. Mentre leggevo, le conoscenze si fissavano nella mia mente sotto forma di immagini, tant'è che mi facevo degli schizzi sulle pagine bianche dei libri. Nell'iniziare la scuola di iconografia, avevo pensato di utilizzare lo stile iconografico perché aveva molte similitudini con alcune conoscenze che nel frattempo apprendevo dal Libro di Cielo ma, frequentando la scuola, dopo il primo anno mi fu chiaro che non sarebbe stato possibile perché la teologia dell'icona è volta, fin dai primi secoli, a rappresentare esclusivamente episodi biblici. La tecnica pittorica della tempera all'uovo su tavola, invece, non è propria soltanto dell'iconografia bizantina, ma continuò ad essere usata anche nella nostra arte religiosa occidentale quando si distaccò dall'iconografia per sfociare nella pittura rinascimentale. Dopo il XVI secolo fu poi quasi completamente sostituita dalla pittura su tela. C'è chi negli ultimi secoli ha snaturato l'iconografia e gli intenti per i quali era nata dal grembo della Chiesa indivisa, utilizzandola per rappresentare altro e deformando anche la simbologia che vi sta dietro. Io però non avevo intenzione di farlo, per cui ho passato qualche anno a chiedere al Signore che mi mostrasse come voleva di preciso che rappresentassi le Conoscenze contenute nel Libro di Cielo, a pensare un nome adatto a questi nuovi dipinti e a fare vari tentativi di rappresentazione. Inizialmente mi sono confrontata con il mio padre spirituale, Don Pierantonio Gullino, salesiano, che però conosceva poco il Libro di Cielo, ma poi un anno e mezzo fa è stato trasferito a Roma. La conclusione alla quale sono giunta, con lui e col Signore, è stata quella di mantenere alcuni elementi dell'icona (la preghiera prima, durante e dopo la scrittura/pittura, il supporto, la tecnica pittorica), modificando però le figure in modo che non riprendano lo stile iconografico e utilizzando colori vivaci, dato che Gesù dice a Luisa che i colori nella DV sono così (22.3.27, 21.8.27, 29.7.28,...). Il nome che ho scelto per questi dipinti è Soli e Soligrafo sarà chi li scrive. Dico “scrive” e non “dipinge” perché come per le Icone, si tratta di Parola di Dio tratta dalla Bibbia e trascritta fedelmente in immagini e così pure i Soli dovranno essere Parola Divina dei Libri di Cielo tradotta in immagini: la Parola non si dipinge, si scrive. Questo nome “Soli” deriva dal fatto che, come ha detto Gesù a Luisa, “Questi scritti sono soli, impressi a caratteri di luce fulgidissima nelle pareti della patria celeste, e formano il più bello ornamento di quelle mura della città eterna, in cui i beati tutti restano rapiti e sorpresi nel leggere i caratteri della Suprema Volontà” (29.1.28). Già mi pare di vedere questi soli scritti a tante mani, quelle dell'anima, di Gesù e Maria insieme con tutti i santi nel DV che tappezzeranno le pareti della città eterna. Questo è solo il primo, ma credo che se ne scriveranno molti, molti altri. Qui di seguito descriverò i capisaldi:
– preghiera prima, durante e dopo la scrittura/pittura: così come l'iconografia è pregna di preghiera ed esiste una “preghiera dell'iconografo” da recitare ogni volta che si comincia a dipingere, così desidero che anche i Soli siano inzuppati di preghiera. Inizialmente il mio padre spirituale me ne ha scritta una, ma poi ho trovato quella che Gesù ha dettato a Luisa che mi sembra perfetta.: “Mio Gesù, invoco il tuo Santo Volere, affinché Esso stesso venga a scrivere sulla tavola (carta) le parole più penetranti ed eloquenti, coi vocaboli più adatti a farsi comprendere, in modo da dipingere coi colori più belli, con la luce più fulgida, con la caratteristica più attraente il regno del Fiat Supremo, in modo da infondere nelle parole che mi farai vergare sulla tavola (carta), una forza magnetica e una calamita potente che nessuno potrà resistere a farsi dominare dalla tua Santissima Volontà. E tu Mamma mia, vera Sovrana Regina del Fiat Supremo, non lasciarmi sola, vieni a guidare la mia mano, dammi la fiamma del tuo cuore materno, e mentre scrivo tienimi sotto del tuo manto azzurro affinché possa compiere tutto ciò che il mio amato Gesù vuole da me” 20-1 - Settembre 17, 1926 Le altre preghiere da farsi durante e dopo la scrittura del Sole saranno atti e giri, se si può almeno in parte inerenti alla Conoscenza da rappresentare. La benedizione finale ha ha poi lo scopo di rendere il quadro una “finestra sul Divino”, di favorire cioè l'incontro tra il fedele e Dio. Riprende la Santificazione.
– supporto: ho scelto una tavola da 36 cm di diametro, per riprendere il numero dei libri di Cielo, che sono 36. La tavola, anche in iconografia, richiama il legno della Croce. Sulla tavola grezza viene applicata una tela di lino, che simboleggia il telo sindonico. Su di esso vengono apposti sette strati di gesso, che consentono alla pittura, molto umida, di avere un substrato consono. Il numero sette riprende i sette giorni della Creazione. Mi piaceva il fatto che anche i Soli avessero questo substrato, che ha un significato prettamente spirituale simbolico.
– materiali: in iconografia si utilizzano i pigmenti in polvere (ricavati da vegetali, minerali e animali) per realizzare con l'uovo (il legante che richiama la vita, la rinascita) una tempera all'uovo. L'uovo viene poi miscelato col vino, che serve per impedirne il deterioramento, ma ha il significato simbolico del vino scelto da N.S. come specie eucaristica. Supporto e materiali riprendono la Creazione.
Infine nell'icona anche i soggetti rappresentati ricordano la Creazione, la Redenzione, la Santificazione e la Deificazione, perché rappresentano tutte le principali scene bibliche. Parimenti lo potranno fare i Soli, ma con ulteriori sviluppi. Le icone riflettono infatti le conoscenze di base sulla Deificazione che avevano i Padri della Chiesa: in particolare il concetto che la natura umana, grazie alla santificazione e alla deificazione, passa via via dalle tenebre alla luce. Infatti possiamo notare come la carne è rappresentata in toni bruni o verdi molto scuri (l'adamah è la polvere del suolo, da cui è stato tratto Adamo), che viene via via riempita di luce dal di dentro (Theosis o divinizzazione) grazie alla Kenosis del Figlio di Dio. Dato che però Gesù dice a Luisa che i Figli della Divina Volontà sono vestiti di luce purissima (1.1.1920), ho pensato di farli ancora più luminosi: questo mi ha permesso, insieme alla scelta di forme corporee più neoclassiche, di discostarmi dallo stile iconografico, da cui volevo trarre spunto ma non copiare. La forma tonda che ho scelto invece richiama sia la DV (detta anche ruota o cerchio – 1.1.1920, 21.9.23,...) che le Conoscenze (dette “soli” 29.12.28): la forma circolare consente di poter mantenere queste forme. Le Verità sono raggi di luce che piovono su ciascuno di noi (13.3.22). Il sole che ho scritto sulla tavola è a 36 punte per riprendere il numero dei Libri di Cielo. Tra il sole e la ruota ho inserito anche l'azzurro per rappresentare il mare, il cielo, il vento, la sorgente o la fonte (29.12.28) che sono sempre le Conoscenze. In alto al centro ho inserito il Sole divino, la Divinità che scende nella creazione (27.11.1913). L'ho rappresentato con tre cerchi concentrici (Trinità) dai quali escono fili e fiammelle perché nel Libro di Cielo Gesù dice a Luisa che dal centro del Sole escono continui fili di luce collegati a fiammelle (le creature), con scritto Ti amo su ciascuna di esse (2.8.1925). Gesù dice anche a Luisa, come dirò dopo nella parte riguardante la corona, la DV è come corona che forma il sole, il quale innalzandosi in aria si scioglie come rugiada su tutte le creature (18.4.1917): per rappresentare questo concetto, dal Sole Divino ho fatto piovere gocce luminose che scendono su tutta la creazione. Alla base di ogni sole ci sarà un libro aperto con scritto, a caratteri di luce (5.7.1926), il volume del Libro di Cielo e la data delle Conoscenze che si vogliono rappresentare. Dato che ogni conoscenza è, a detta di Gesù, libro e porta, la forma del libro può ben rappresentare entrambi. La conoscenza è anche un vento, motivo per cui ho deciso di riutilizzare per i Soli l'onda che si inserisce sopra le scritte delle icone. Il Fiat è elettricità, perciò gli insegnamenti sono tanti fili elettrici (4.8.26) che escono dal libro. Scendendo verso il basso ho dipinto soli e stelle perché Gesù ha detto che essi si formano tra cielo e terra con gli atti umani fatti nella DV(7.4.1919). Accanto alle persone che vivono nella DV ho raffigurato due angeli che raccolgono tutti gli atti fatti in essa e li portano a Dio (13.10.1916) e stanno a custodia di essi (25.4.1922).
Poi è necessaria una corona su coloro che vivono nel DV, perché Gesù dice a Luisa che le anime che vivono in esse sono regine (28.6.1912). Dice anche che la Divina Volontà e l'umana volontà sono d'oro e rannodate nelle anime che vivono nella DV (3.1.1922, 12.8.1922). Nel rappresentare la corona di Maria SS. vi ho apposto sopra tre gemme preziose ad indicare le tre capitali delle tre potenze (Passi per la Volontà, Pensieri per l'Intelligenza, Palpiti per la Memoria) La DV è come corona che forma il sole (18.4.1917). Dice anche che la DV è il filo d'oro purissimo che si intreccia con l'umana volontà. L'essere umano è stato creato con 3 potenze o vie per salire a Dio, tre porte d'oro (12.8.1926): la Volontà, l'Intelletto e la Memoria. Nelle 3 potenze rifulgono il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che sono in comunicazione con esse: pertanto ho pensato di condensare tutti questi elementi rappresentando una corona d'oro a 3 punte, con 3 porte (le Potenze), sulle quali sono incisi 3 soli che indicano il Padre (Potenza), il Figlio (Sapienza) e lo Spirito Santo (Amore). Il sole del Padre, che indica la Divina Volontà, l'ho rappresentato intrecciato ad un altro piccolo sole sottostante, l'umana volontà. Ciò perché l'accordo della volontà umana con la DV è, dice Gesù, il primo anello di congiunzione tra Creatore e creatura e da questo scendono in lei come da dentro un canale le virtù divine, e producono la vera adorazione, il perfetto amore verso il suo Creatore che levandosi da dentro lo stesso canale di congiunzione riceve le varie tinte delle Qualità divine (13.5.1924). L'apertura della porta che dà sul sole del DV può rappresentare in modo semplice questo canale da cui scendono le virtù divine. La DV è anche fonte (15.1.1920), per rappresentare la quale va sempre bene il canale di cui sopra. Alla base della corona, dato che le Verità scaturiscono dalla DV, ho rappresentato una fila di semi ad indicare appunto le Verità, che come dice Gesù a Luisa sono semi divini (25..11.1922). Dai soli e dai semi divini escono tre fili d'oro (le virtù divine) che vanno a sfociare in un occhio di luce: è la scienza infusa, inseparabile dalla DV. Nelle anime che vivono nel DV, questo occhio da cieco che era riacquista la vista (22.5.1932). L'ho disegnato sotto la corona e non in mezzo ai due occhi della persona umana (cosa che sarebbe stata forse più ovvia), perché poteva prestarsi a confusione e a sovrapposizioni con il terzo occhio della tradizione orientale, che lo inserisce tra le sopracciglia. Oltretutto dato che la riaquisizione della scienza infusa è legata alla DV, era più pratico disegnare quest'occhio sotto la DV, dalla quale scaturisce. Sotto l'occhio di luce, dai tre fili d'oro legati tra loro, scendono anche tre campane (26.2.1927): le ho posizionate lì perché Gesù dice a Luisa che l'anima in cui regna il suo Volere, tiene le cordicelle d'oro purissimo che scendono dalla Poternza del Padre, dalla Sapienza del Figlio e dall'Amore dello Spirito Santo. Esse sono collegate a tre campane. Quando l'anima opera, ama, prega e soffre, così Gesù prende le cordicelle nelle sue mani e mette in moto la Potenza, la Sapienza e l'Amore delle tre Divine Persone a bene, a gloria di tutti i beati e di tutte le creature. Queste cordicelle potrebbero anche essere interpretate come fili attraverso cui passa la corrente della Grazia (22.12.20).
Maria SS, poi, ha un'ulteriore corona di stelle dei figli della luce ma aspetta la corona di sole dei figli della DV, che formeranno un sole attorno al suo capo (8.7.35). Pertanto ho raffigurato intorno alla sua testa con la corona della DV, una corona a 12 stelle e, procedendo verso l'esterno, la corona di sole. Anche Gesù ha la corona dei figli suoi attorno a lui (25.11.1934): questa si può rappresentare come una classica corona di Re in oro, decorata con pietre preziose, con una base di velluto ed ermellino, sormontata da 8 archi che partono dalla base, si curvano verso l'alto e si uniscono in cima in un globo e una croce. Questo tipo di rappresentazione completa vale per le anime che vivono nella DV.
Per quelle che non ci vivono ancora (ad esempio se si dovesse rappresentare Luisa nei primi volumi), non si può dipingere la corona d'oro, ma soltanto i soli d'oro a mò di tiara e l'apertura delle porte che tagliano verticalmente i soli. Il sole del DV non è rannodato con il piccolo sole dell'umana volontà, che a quel punto rimarrebbe color ferro e si può rappresentare come cerchio separato sovrastante il sole d'oro della DV, ad indicare il fatto che, come ha detto Gesù a Luisa, quando l'umana volontà non fa regnare la Divina, vuole tentare di prendere lei il comando. L'occhio della scienza infusa va invece rappresentato buio, cieco e non collegato dai fili d'oro alla corona della DV. Non essendoci le cordicelle d'oro, non ci sono neppure le campane. Questo tipo di corona non forma il sole che innalzandosi in aria si scioglie come rugiada su tutte le creature. Aspetto dell'anima che vive nel DV: diventa luce (25.1.19).
La veste è di luce purissima (1.1.1920), intessuta di opere di Gesù, sangue, piaghe, adornata di soli (8.3.1914). Gesù dice anche che l'anima deve rendersi invisibile (21.5.1906), perciò le vesti saranno molto eteree, di luce appunto. La DV sono chiodi (15.5.1920). I suoi pensieri sono mare. Le parole e i Ti amo che pronuncia sono vento (4..11.26), il desiderio è cometa (11.7.1919). I passi sono fiori. Ha i calzari ai piedi. Tutti questi pensieri, affetti, desideri che possiede sono tante voci che parlano ai peccatori (15.4.1916). Tutto di lei si cambia in amore: parole, palpiti, azioni, passi (9.7.18). La veste è piena di atti nel DV, che sono specchi in cui si specchia la SS. Trinità (8.2.2015) e sta tutto Gesù (1.1.20). Le opere nella DV sono oggetti d'oro, perché l'atto della creatura resta circonfuso di atti divini. Sono pure ostie che si sprigionano dall'anima ((27.2.19). Essa è piena di fonti e rivoli divini (8.3.14). L'anima è come spugna (15.5.1906). Dio stende nell'anima soli, cieli, stelle, mari d'amore e di grazia (24.2.1919), campo in cui Egli lavora, semina piccole luci che crescendo diventano soli che poi lui raccoglie (20.10.23). Poi ci sono i fiori delle virtù. L'anima è pesce (24.2.1919), barchetta di luce (28.11.1921), emette un suono speciale (15.6.1922). Dentro di lei c'è il Libro del Fiat (9.8.1924) e la macchina del DV che tutto muove (20.7.1921) la fa girare come rotella nella gran ruota dell'eternità. Gesù stesso le dà la corda (4.2.1922). Ha un manto di luce e di bellezza (22.1.13, 12.5.22). L'anima è anche colomba alimentata da Gesù (30.10.23) e iride di pace (12.3.20). E' adornata di occhi, da ciascuno dei quali esce un raggio di luce che ferisce (20.9.1922). Gesù lega l'anima che vive nel DV con una cordicella di luce (2.10.1924) e l'anima possiede lei pure catene con cui legare Gesù (15.11.1920) ed è collegata con Dio tramite fili elettrici (6.10.1921). Infatti Gesù dice che scorre in lei la corrente della Grazia (22.12.20). L'anima emana da sé fili di luce, che rappresentano la confidenza in Gesù (29.4.22). L'anima diventa luce e in quanto tale può entrare nella luce di Dio e ne tiene la chiave per entrare e prendere ciò che vuole (25.1.1919). Nella creatura che vive nel DV si può notare il germe divino ed il germe umano uniti insieme: li ho inseriti come “bottoni” che uniscono il mantello. Al di sotto dei germi divino-umano vi sta una fascia di campanelli d'oro. Gesù li fa suonare (2.12.18). Ques'anima poi è bastone a Gesù (18.4.14). Tutti gli elementi finora descritti sopra saranno le decorazioni della veste, dipinti in trasparenza. In ogni cosa creata c'è un amore distinto e un bene speciale (25.5.23): per questo ogni elemento creato avrà inscritto dentro un cuore. In questo primo sole ho rappresentato le conoscenze tratte dal brano del 4.7.1899: Gesù dice che il suo Regno fu nel cuore di sua Madre. Dal cuore di Gesù escono mari (15.5.22). Questo cuore non fu mai minimamente disturbato, seppure lei stesse in un Mare di dolore. In un altro brano si dice che Maria ha nel suo interno un globo di luce, in cui sta la parola Fiat, da cui scendono tanti diversi mari di virtù, grazie, grandezze, gloria, gioie, bellezze (5.4.1908), perciò ho disegnato questi due mari, di dolore e di grazie. Il mare del dolore è color rosso sangue, invece i mari di grazia saranno di vari colori, ad indicare la varietà di questi mari. L'anima è fontanina e sorgente in virtù di questo Fiat (3.10.20, 27.6.19). Luisa dice anche che nell'anima che vive nella DV c'è una rotella di sole con la Creazione e Gesù che prega tutto intero. Credo che questo globo di luce in cui sta la parola Fiat e la rotella di sole con la Creazione e Gesù siano sovrapponibili e perciò le ho rappresentate con l'aureola di Gesù che spande luce dappertutto. Nel cuore ho inserito una casa e la Creazione, ad indicare che Maria è abitazione di Dio e, racchiudendo nel suo cuore il Regno di Dio, racchiude tutta la Creazione. Vi è poi una corda che unisce il cuore di Gesù a quello della creatura. Tramite questa corda, Gesù dà il moto all'anima.
Gesù dice poi che in un figlio della DV si forma un sole minore concatenato al Sole divino: ecco perché ho rappresentato alla sinistra di Gesù un altro piccolo sole i cui raggi si uniscono al suo. Da ciò consegue che la creatura è palpito di Gesù, e Gesù è il suo (1.4.16). In un altro brano Gesù dice che nel cuore di Maria vi sono 7 soli a forma di croce, che sono i suoi sette dolori e allo stesso tempo sette canali di grazia (21.12.1903).
In un altro brano si dice che Mamma intrecciò con Gesù tutte le sue pene, opere ed amore (15.8.22), pertanto ho raffigurato Maria nell'antica posizione della Vergine del Segno (raffigurazione di Maria che prega e contiene Colui che i cieli non possono contenere. E' detta “del Segno” perché indica la profezia di Isaia che annunciava il segno: “la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele”. Maria è il segno di speranza che Dio dona all'umanità: essa concepisce e partorisce il Figlio atteso dalle genti che porterà la salvezza. Figlio che crescerà in sapienza e grazia fino al giorno della sua rivelazione al mondo, attraverso la preghiera della Madre (“Figlio, non hanno più vino”). Ho scelto due scene fra tante delle pene, opere ed amore di Gesù (la preghiera nell'Orto e la Crocifissione) e Maria ha le mani inserite in queste due scene, per rendere visibile l'intreccio della sua vita con quella del figlio.
Gesù occupa il centro della scena (a dire anche il fatto che Maria non sottrae attenzioni a Gesù) ed è seduto in trono quale re, regnante pienamente in una creatura umana (10.4.14). L'aureola di Gesù forma un sole, quel sole che sta nascosto nel centro dell'anima (28.6.12) e che dà luce alla mente, al cuore, alle azioni, ai passi, alla parola (25.9.13). Nel cuore di Maria poi c'è fuoco e latte (31.8.26). Nel cuore di Gesù invece c'è impresso un Fiat di luce ed ad ogni palpito fuoriesce un raggio di luce. Gesù ha il pennello della DV tra le mani (13.5.24) e talvolta una veste azzurra piena di campanelli. Gesù è il primo anello di congiunzione, la prima vittima e porta per entrare nel DV (10.6.23). Per questo l'ho posto al centro, a destra e sinistra di Maria, per indicare le due ante di una porta che si aprono e tramite la quale si può entrare nel DV.
Essendo il primo anello di congiunzione, l'ho raffigurato dentro a degli anelli. Maria fa parte del primo anello di congiunzione insieme a Gesù (8.12.31): per questo le sue mani vanno a sovrapporsi agli anelli in cui è raffigurato Gesù. Luisa che sta sotto è il secondo anello (29.1.19). In questo caso non l'ho acora congiunto al primo anello perché è una Conoscenza e un compito che le dà Gesù, posteriore a quella di questo Sole. Dato che Gesù le dice che scorre in lei una vena eterna (29.12.23) ho scelto di raffigurare un fascio di luce che da Gesù scende verso Luisa, con una vena rossa centrale. Gesù dirà che Luisa è un albero (5.9.22)