Sono nata il 15 maggio 1979 ad Alba, provincia di Cuneo, in Piemonte. Laureata in scienze infermieristiche, ho coltivato per anni il lavoro di infermiera e la passione per l'arte, ma quest'ultima quasi in silenzio, per non disturbare. Ho iniziato a disegnare da bambina: amavo molto rappresentare la figura umana e la mia prima passione sono stati i bozzetti per abiti. Fin da giovane disegnavo e dipingevo da autodidatta ed ho creato libretti, cartoline, manifesti, locandine, loghi, filmati per parrocchia e associazioni, piccoli manufatti artistici e dipinti per amici. Creazioni che mi hanno consentito di acquisire familiarità con l'arte nelle sue varie espressioni.
Sono un'artista poliedrica: ventenne, ho frequentato lezioni di matita, carboncino, pastello col maestro Luca Brandino, poi acquerello, olio e pastello con Paola Marengo. Tuttavia per molto tempo ho vissuto con una porta chiusa nel cuore, una soglia silenziosa che mi separava da ciò che davvero ero. L'arte, mi dicevano, non è una strada che val la pena seguire. I miei sogni di colore venivano ridotti a schizzi senza valore sui libri, sognando di vivere le vite degli altri, e il talento che sentivo dentro si perdeva nel dubbio. Poi un giorno è arrivata l'arte sacra, non come semplice tecnica, ma come una chiave luminosa, capace di aprire quella stanza segreta che avevo dimenticato.
Questa chiave me l'ha trovata mio marito, a cui devo il mio risveglio e che mi ha molto spronata a fare della mia passione un lavoro. Mi sono approcciata all'iconografia frequentando nel 2019 il corso online di Ombretta Fusco, imparando come si prepara una tavola da zero, stendendo i vari strati di gesso e colla di coniglio fino allo strato finale con la tela di lino. Infine ho seguito i corsi di iconografia bizantina con l'associazione Akatistos e i corsi online di don Gianluca Busi. Nell'iconografia ho ritrovato me stessa: il gesto sincero, la luce dorata che rimanda all'eternità, la bellezza che cura. E' la mia forma espressiva preferita, perché coniuga tecnica e spiritualità: la preghiera infatti si trasforma in volti e colori e mentre cerco di dipingere Gesù, la Madonna, i santi, finisco per essere guardata da loro a mia volta. Attraverso i santi volti scopro sempre più e sempre meglio il mio. Ogni icona che dipingo è un ritorno a casa, una vela spiegata verso l'eternità.
Oltre a dipingere scrivo anche testi di spiritualità, storie e poesie, recito in una compagnia teatrale di Cherasco, canto, suono la chitarra, l'ukulele e il flauto traverso, ballo danze occitane e faccio confluire queste diverse modalità espressive in un caleidoscopio che riflette miriadi di forme e colori.