San Pietro è un'icona encaustica (l'encausto è un'antica tecnica pittorica applicata su varie superfici che si basa sull'uso di colori mescolati alla cera attraverso il calore) realizzata nel VI secolo e conservata nel monastero di Santa Caterina in Egitto. Si pensa che l'immagine provenga da un laboratorio a Costantinopoli.
E' certamente un ritratto forte, solenne, rappresentativo della figura centrale nell’edificazione della Chiesa: “E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli:..”.
San Pietro è rappresentato nel pieno del suo vigore. E’ un uomo di mezza età, i capelli e la barba brizzolati e corti incorniciano il viso di un uomo evidentemente forte. La tunica è disegnata con tratti decisi, quasi scolpiti, con l’uso di pennellate bianche per marcarne le pieghe. Alle spalle una nicchia che ne inscrive l’aureola. Lo sguardo è assorto e non cerca lo spettatore ma guarda al futuro che lo attende. La figura è un misto di arte ellenistica, romana ed egizia. I grandi occhi riprendono l'arte figurativa dei ritratti del Fayyum (tavolette funerarie egizie in legno su cui si realizzavano dei ritratti dei defunti con un’incredibile attenzione per i dettagli propri di quella persona); certamente l’artista ha cercato di rappresentare il vero San Pietro, non una sua immagine codificata.
Un ritratto che dunque guarda all’arte antica e che, proprio per questo, si differenzia dai tre clipei sopra di lui. I clipei erano scudi metallici dei soldati romani. In quello centrale è rappresentato Gesù con la croce alle sue spalle, a destra la Vergine addolorata con il marphorion tipico dell’iconografia bizantina. Chi sia il giovane a sinistra è più difficile a dirsi. L’interpretazione prevalente è che si tratti di un giovane San Giovanni Battista. Abbiamo di fronte tre ritratti molto diversi, sia per stile che qualità, rispetto a quello di San Pietro. Qui abbiamo tre figure non realistiche ma tre personaggi stilizzati presenti dunque non per essere dei ritratti veritieri o verosimili ma per recare un messaggio. Secondo alcune interpretazioni, coerenti con il famoso passo della “pietra”, le tre figure sono lì a ricordare la provenienza del potere attribuito a Pietro.
Nella mano destra tiene le chiavi, nella sinistra la croce. La mano destra è un po' più grande della sinistra. Gesù ebbe a dire a Pietro: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 17-19). Benché Gesù si limiti a parlare delle “chiavi del regno dei cieli”, la tradizione solitamente ne raffigura principalmente due: quella del Paradiso, dorata, e quella dell’Inferno, argentea. Tuttavia, a seconda le interpretazioni, le chiavi possono anche essere tre, a significare il potere nei cieli, sulla terra e negli inferi. Poiché il potere è uno, Pietro può essere rappresentato anche con una sola chiave, così come più chiavi possono essere legate o intrecciate insieme. In quest'icona invece, le chiavi che San Pietro tiene in mano sono tre: lo storico italiano Francesco Bianchini ipotizzò che talvolta San Pietro nell'antichità veniva raffiguarato con in mano tre chiavi perché rappresentavano i due tipi di autorità conferiti da Cristo al suo vicario: la potestà della scienza e la doppia potestà dello sciogliere e del legare. La potestà della scienza, secondo Bianchini, si riferiva al compito di San Pietro di far conoscere "le verità delle divine rivelazioni per togliere tutti gli errori della vana persuasione degli uomini". Da notare il particolare pastorale del papa, detto ferula: invece di essere ricurvo come quello dei vescovi, all'estremità superiore è dotato di una croce: è un'insegna che rappresenta il potere pastorale e la guida spirituale del Papa.