Un giorno un vaso di azalea disse al suo sottovaso: "Mi infastidisci, mi togli il fiato e poi non mi servi. Voglio essere più libero, me ne andrò". Il sottovaso rispose: "Sicuro? Guarda che da cosa ne so un fiore come il tuo ha bisogno di essere innaffiato giornalmente e di avere una riserva di acqua nel sottovaso. Credo che tu ti senta soffocare perché non sai cosa voglia dire stare senz'acqua". "Ma va... questi sono retaggi medievali... non me ne serve molta e poi posso procurarmela altrove". "Non credo", rispose il sottovaso. "Vedrai" replico' il vaso di azalea. Si allontanò dunque dal sottovaso. Per qualche giorno sembrò resitere e canzonava il sottovaso ridendo: "Visto? Cosa ti dicevo?". Intanto il vaso veniva bagnato, ma nessuno sembrò accorgersi che non aveva più il sottovaso e così venne lasciato dov'era. Ma dopo un po' i fiori iniziarono ad appassire, le foglie ad ingiallire e a staccarsi. Forse il sottovaso aveva ragione. Al di là delle sue convinzioni personali, la realtà gli stava dicendo che la sua natura richiedeva una riserva di acqua. "Torna, su, non sono offerso con te.... stai poco bene, hai una brutta cera. Sai, io ti voglio bene". Il vaso, messo da parte il suo orgoglio e riscaldato dal ricordo del loro legame tornò, chiese scusa e pian pianino si rimise in salute. Era vero.. Non poteva fare a meno di molta acqua e di un sottovaso che lo contenesse.
Marina Donato