Se ne stava seduto ansimante sull'angolo di un grosso vaso di piccole pietre e cemento, al sole. Dietro di lui le piante grasse erano trasalite per la velocità con cui si era gettato su di loro.
Era agosto. Una corsa estenuante a rialzo l'aveva sfiancato. Suo papà stava alla sua destra, in piedi, ridendo anche lui come un bambino, con le braccia sui fianchi per prendere un po' di respiro, il volto madido di sudore. il bambino ricambiava col suo sorriso furbetto e gli occhi vispi, di chi sa di avere per un istante la situazione in pugno.
Marina Donato