18 settembre
È l’idea che fa il coraggio è un graphic novel realizzato nel 2025 per De Ferrari Editore da Gino Carosini e Marco Mastroianni, con il coordinamento degli Istituti lombardi per la storia della Resistenza (Bergamo, Como, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Sesto San Giovanni, Fondazione Memoria della Deportazione - Milano) associati all’Istituto nazionale Ferruccio Parri e guidati da Elisabetta Ruffini.
È un libro che coniuga il genere del romanzo grafico con la ricerca storica e la documentazione archivistica, in particolare degli Istituti della Resistenza attivi in Lombardia, dedicato a otto donne della Resistenza lombarda, non tanto e non soltanto partigiane combattenti, ma resistenti civili a vario titolo, che con il proprio impegno hanno contribuito in modo silenzioso ma determinante alla Liberazione dal fascismo e dal nazismo, il 25 aprile di ottant’anni fa.
Angiola Rossi, lodigiana, è una delle otto protagoniste del graphic novel: compagna di Eligio Mariconti (antifascista e resistente), madre in pectore di Mario e Gianfranco (partigiano e deportato in campo di sterminio), negli anni difficili della guerra questa donna coraggiosa ha provveduto alla famiglia, mantenendola unita e solidale.
La storia di ‘Lina’ è stata presentata giovedì 18 settembre 2025, alle 18.00, nella sala Granata presso la Biblioteca Comunale Laudense, per iniziativa di Comune di Lodi, Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea (Ilsreco), Associazione nazionale ex deportati nei campi nazisti (Aned), Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (Anpi) Comitato provinciale di Lodi, con la collaborazione dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi.
Hanno partecipato all’evento, coordinato da Laura Coci, Laura Tagliaferri (vicesindaca), Alice Vergnaghi (in rappresentanza dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Lodi), Ercole Ongaro (storico), Elisabetta Ruffini (coordinatrice del progetto degli Istituti lombardi), Gino Carosini e Marco Mastroianni (illustratori, in video registrato), Ivano Mariconti (Aned), Eleonora Gaboardi (Anpi); è stata effettuata una lettura dalla biografia di Angiola Rossi a cura di Elena Zaini.
16 aprile
È l’idea che fa il coraggio
Un graphic novel del coordinamento degli Istituti lombardi per la storia della Resistenza (Bergamo, Como, Lodi, Milano, Pavia, Sondrio, Sesto San Giovanni, Fondazione Memoria della Deportazione - Milano)
«Ecco, allora, idealmente presentate da Bianca Ceva – segretaria del Parri dal 1955 al 1971 – le storie di Angiola Rossi, Vilma Conti, Anna Papis, Irma Camero, Maria Arata, Giuseppina Modena (nota con l’appellativo di ‘Mamma Togni’), Eler Valentina Giubertoni, Clementina Oggioni; otto donne che hanno operato in altrettanti territori lombardi (Lodi, Como, Bergamo, Sondrio, Milano, Pavia, Mantova, Sesto San Giovanni), non secondo una logica di campanile ma ciascuna consapevole di agire ove il proprio intervento fosse necessario, in una visione ampia e integrata del bene collettivo, del bene che dalla propria famiglia e comunità si allarga alla popolazione tutta e all’intero paese, nel presente e nel futuro. Otto donne che nei venti mesi più angosciosi della storia dell’Italia novecentesca, con gratuita generosità, scelgono la parte del riscatto.
Storie di donne riemerse dal patrimonio archivistico degli Istituti, affidate alle penne di Carosini e Mastroianni che le hanno rappresentate integrando documenti e fotografie d’epoca nelle pagine e nelle strisce che hanno realizzato. Storie poi consegnate al mondo come figlie libere di percorrere le vie che sceglieranno e di vivere allegramente, in pace; affidate ad altre donne e uomini, giovani che apprendano con curiosità e anziani che ricordino con commozione, serbandone memoria».
Dalla presentazione a cura di Laura Coci ed Elisabetta Ruffini
11 giugno
Giacomo Matteotti, socialista riformista, contrario all’intervento italiano nella Grande guerra (e per questo condannato al confino), eletto alla Camera dei deputati nel 1919, segretario del Partito socialista unitario, pronuncia il suo ultimo discorso alla Camera il 30 maggio 1924: un atto di accusa forte e documentato sui brogli e le violenze agite dal Partito nazionale fascista alle elezioni politiche del 6 aprile, in occasione delle quali «nessun elettore italiano si è trovato libero di decidere con la sua volontà». Matteotti, che forse per primo comprende la violenza connaturata al fascismo e la sua ambizione totalitaria, è rapito e ucciso il 10 giugno. Mandante politico e materiale è Benito Mussolini. Il corpo del deputato socialista è rinvenuto il 16 agosto in una tenuta di Riano, a pochi chilometri da Roma. Per alcune settimane il governo vacilla, poi, il 3 gennaio 1925, Mussolini rivendica il colpo di stato e l’aggressività fascista, dando inizio alla dittatura.
Ricordare Matteotti è non solo, dunque, un dovere storico, ma anche morale.
A Lodi, martedì 11 giugno alle ore 21.00, nella sala Granata presso la Biblioteca Laudense, si è tenuto un incontro con Anna Steiner, pronipote di Giacomo Matteotti, dal titolo Giacomo Matteotti. Una memoria familiare; durante l’evento è stata ricordata la figura del deputato socialista sotto il profilo umano e familiare: Anna è figlia di Albe e Lica Steiner (la madre di Albe era sorella della moglie di Matteotti), entrambi antifascisti e attivi nella resistenza, al pari dello zio Mino Steiner, deportato a Mauthausen nel marzo 1944 e assassinato a Ebensee il 28 febbraio 1945; il nonno materno di Anna, Mario Covo, ebreo sefardita, e due suoi cugini, Matilde David e il marito Alberto Arditi, sono prelevati dalle SS a Mergozzo il 15 settembre 1943 e uccisi nella cosiddetta strage del Lago Maggiore, che costa la vita a cinquantaquattro persone appartenenti alla cosiddetta ‘razza’ ebraica.
l’approfondimento di Ercole Ongaro su «Il Cittadino» di giovedì 6 giugno 2024
la cronaca dell’iniziativa su «Il Cittadino» di giovedì 13 giugno 2024
Lodi, Società generale Operaia di Mutuo Soccorso, 22 ottobre 2021, in senso orario: Giulia Carazzali e Giuseppe Cremascoli, Ercole Ongaro, Ferruccio Pallavera e Angelo Stroppa
22 ottobre
In occasione del centenario della morte di Enrico Bignami, l’Istituto Lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la Società Storica Lodigiana e la Società generale operaia di Mutuo Soccorso invitano la cittadinanza a un incontro pubblico per ricordare la figura del socialista umanitario Enrico Bignami, nato a Lodi il 3 dicembre 1844 e morto a Lugano (Canton Ticino) il 13 ottobre 1921.
Giovanissimo partecipò alle campagne militari del Risorgimento, schierandosi con le forze di Garibaldi. Nel luglio del 1868 fondò a Lodi il giornale «La Plebe», che ebbe diffusione anche in molte città italiane: giornale di tendenza repubblicana, attento ai gravi problemi sociali delle classi lavoratrici, dopo il 1871 assunse una connotazione socialista.
Nel 1872 fondò a Lodi una sezione dell’Internazionale socialista e iniziò una corrispondenza con Engels e Marx, contribuendo alla introduzione del marxismo in Italia. Per questo subì, con i suoi collaboratori, il carcere e frequenti sequestri del giornale, che lo persuasero a trasferirsi a Milano nel 1875.
A Milano Bignami si avvicinò alla concezione umanitaristica del socialista francese Benoît Malon, che non avrebbe più abbandonato.
Nel 1882 Bignami collaborò con Osvaldo Gnocchi Viani per costituire il Partito Operaio Italiano, che l’anno seguente si dotò del periodico «Il Fascio Operaio». Dopo la chiusura de «La Plebe» (1885) Bignami continuò l’attività di editore, ma intraprese anche quella di commercio e importazione in Italia di apparecchi elettrotecnici.
Nel maggio 1898, a seguito della repressione dei moti popolari contro l’aumento del prezzo del pane, Bignami fu costretto a emigrare in Svizzera, a Lugano, dove nel 1906 diede vita a una prestigiosa rivista («Coenobium»), che ebbe come collaboratori importanti intellettuali europei. La Curia vaticana la inserì nell’Indice dei libri proibiti per il sostegno dato al movimento del Modernismo e alla ricerca di una conciliazione tra scienza e fede religiosa.
Dal 1911 il «Coenobium» intraprese un indirizzo antimilitarista e anticolonialista, in coincidenza con la guerra italo-turca per la conquista della Libia. Indirizzo che proseguì in modo ancora più deciso con lo scoppio della Grande guerra nell’estate 1914.
Per l’appoggio dato ai temi del pacifismo, per l’attività di assistenza ai profughi e ai prigionieri di guerra e di ricerca dei dispersi sui vari fronti, Bignami fu schedato dalla polizia italiana come molto pericoloso.
Gli interventi della relatrice e dei relatori riguarderanno: un profilo biografico di Bignami (Giulia Carazzali), il rapporto di Bignami con la massoneria (Angelo Stroppa), la sua azione pacifista nella Grande guerra (Ercole Ongaro) e i giornali lodigiani da «La Plebe» al «Sorgete!» (Ferruccio Pallavera).
L’iniziativa si terrà nel rispetto delle norme anti Covid 19 attualmente in vigore.
l'approfondimento di Ercole Ongaro su «Il Cittadino» di mercoledì 13 ottobre 2021
la presentazione dell'iniziativa su «Il Cittadino» di martedì 19 ottobre 2021...
...e l'approfondimento sul convegno su «Il Cittadino» di venerdì 22 ottobre 2021
l'intervento di Ercole Ongaro
la cronaca dell'iniziativa su «Il Cittadino» di sabato 23 ottobre 2021
Lodi, Società generale Operaia di Mutuo Soccorso, 9 ottobre 2021, In memoria di Antonio Cardinale: Rossella Cardinale ricorda la figura del padre (a sinistra, Ercole Ongaro)
9 ottobre
Antonio Cardinale
Castellabate (Salerno), 29 maggio 1943 - Graffignana (Lodi), 19 luglio 2020
Presidente Ilsreco dal 2015 al 2017
L’Istituto Lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, la Società Storica Lodigiana e la Società generale operaia di Mutuo Soccorso invitano la cittadinanza a un incontro pubblico per ricordare la figura di Antonio Cardinale, deceduto il 19 luglio 2020, nella sua casa a Graffignana.
Cardinale, nato a Castellabate nel Salernitano il 29 maggio 1943, laureato in Fisica nucleare a Roma nel 1965, ha lavorato per cinque anni presso il Comitato Nazionale Energia Nucleare, ente per la promozione dello sviluppo dell'energia nucleare per usi civili, occupandosi della protezione dei lavoratori dalle radiazioni.
Trasferitosi a Milano nel 1970, lavorò all’Agip Nucleare in qualità di responsabile dell’Ufficio Sicurezza nucleare e Protezione sanitaria. Ha preso parte alla Commissione Energia e Ambiente del partito comunista, contribuendo alla preparazione del Piano energetico del partito.
Dal 1980 operò come dirigente industriale e consulente manageriale presso la Snam Progetti dirigendo il Servizio Valutazione Impatto Ambientale.
Nel 1989, pur lavorando a San Donato Milanese, si trasferì ad abitare a Graffignana, dove negli anni seguenti ha partecipato ad attività culturali e sociali.
Ormai cinquantenne si iscrisse all’Università Statale di Milano, dove nel marzo 1999 conseguì la laurea in Storia economica. Come già nel ruolo di dirigente industriale così in quello di ricercatore storico, Cardinale svolse anche un’intensa attività di pubblicazioni. Particolarmente importanti sono quelle dedicate alla storia economica e politica del Lodigiano e di Graffignana.
Per la sua attività di storico nel 2014 è stato nominato membro della Società Storica Lodigiana ed eletto nel direttivo dell’Istituto lodigiano per la storia della Resistenza e dell’età contemporanea, di cui è anche stato presidente dal 2015 al 2017. Era iscritto alla Società Generale Operaia di Mutuo Soccorso.
la presentazione dell'iniziativa su «Il Cittadino» di sabato 9 ottobre 2021
l'intervento di Ercole Ongaro...
...e quello di Ferruccio Pallavera
la cronaca dell'iniziativa su «Il Cittadino» di martedì 12 ottobre 2021
l'intervento di Gianni Piatti a Graffignana, sabato 25 settembre 2021, in ricordo di Antonio
25 e 26 settembre
Due giorni di iniziative promosse da un ampio cartello di istituzioni e associazioni del territorio per conoscere una straordinaria donna lodigiana attiva nella Resistenza e nella politica, nella solidarietà e nello sport.
21 ottobre
Presentazione del libro di Ercole Ongaro Nella Giacomelli. Un'anarchica controcorrente, zeroincondotta 2019
Lodi, aula magna dell'Istituto tecnico "Agostino Bassi", mercoledì 21 ottobre 2020, ore 21
Nella Giacomelli è una protagonista dell’anarchismo di lingua italiana. Nata a Lodi nel 1873, vive la repressione antianarchica innescata dalle leggi volute da Crispi nel 1894; risiede a Milano nel clima che segue il regicidio di re Umberto da parte di Gaetano Bresci contribuendo a fondare vari periodici; si oppone attivamente all'entrata in guerra dell’Italia. Nel dopoguerra è attiva protagonista nella nascita del quotidiano «Umanità Nova», per cui ideerà anche il nome. Paolo Schicchi, Luigi Fabbri, Maria Ryger, Errico Malatesta, Camillo Berneri, Leda Rafanelli sono solo alcuni degli esponenti del movimento anarchico con i quali mantiene relazioni e sviluppa contraddittori. Con lo scienziato Ettore Molinari in particolare forma un lungo sodalizio di vita e di militanza.
Sempre coerente, caratterizzata da un itinerario politico lineare, portatrice di una visione etico-individualista, Nella Giacomelli, pur essendo menzionata in molti lavori della storiografia dedicata all’anarchismo, non è stata mai studiata a fondo, rimanendo misconosciuta, nonostante la sua proficua attività giornalistica e di autrice di testi teatrali. Questo volume vuole porre un rimedio, offrendo la biografia di questa anarchica controcorrente.
la presentazione dell'iniziativa su «Il Cittadino» di mercoledì 21 ottobre 2020
26 settembre
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 34
Caselle Landi, Piazza del Comune, sabato 26 settembre 2020, ore 16
l'approfondimento su «Il Cittadino» di mercoledì 1° aprile 2020, in occasione del Settantacinquesimo dell'eccidio di Cascina Punte Alte
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di venerdì 25 settembre 2020
l'intervento di Pasquale Bolzoni (ANPI sezione del Grande Fiume)
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di martedì 29 settembre 2020
8 settembre
Presentazione del libro di Gianni Oliva La guerra fascista. Dalla vigilia all’armistizio. L’Italia nel secondo conflitto mondiale, Mondadori 2020
Lodi, cortile del Caffè Letterario, martedì 8 settembre 2020, ore 21
Ilsreco ha proposto la presentazione del nuovo libro dello storico e saggista Gianni Oliva, in occasione del 77° anniversario dell’inizio della Resistenza.
Oliva, conversatore brillante molto apprezzato dal pubblico lodigiano, è stato ospite della città per la terza volta, dopo aver tenuto due conferenze nel 2019, la prima sul tema delle foibe, per il giorno del Ricordo, la seconda sulla strategia della tensione, per l’anniversario della strage di Piazza Fontana.
Il regime fascista trascinò l’Italia, già sfiancata dall’aggressione all’Etiopia e dall’intervento in Spagna, in un’impresa a cui non era preparata - è la tesi del volume, ampiamente documentata -. Il sogno di una guerra breve e vittoriosa svanì presto e i sacrifici sopportati dalla popolazione diventarono sempre più pesanti.
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di venerdì 25 settembre 2020
3 dicembre
Presentazione del libro di Gianni Oliva Anni di piombo e di tritolo. 1969-1980. Il terrorismo nero e il terrorismo rosso da piazza Fontana alla strage di Bologna, Mondadori 2020
Lodi, aula magna del liceo "Pietro Verri", martedì 3 dicembre 2019, ore 21
Il 12 dicembre 2019 segna il Cinquantesimo della strage di Piazza Fontana. L’ultimo mezzo secolo della storia italiana è connotato dalla strage: la bomba, i tredici morti nell’esplosione (divenuti poi sedici e infine diciassette, cui si aggiunge la morte dell'innocente Giuseppe Pinelli) e gli ottantotto feriti, il corollario di attentati ‘minori’ in quello stesso giorno, la falsa pista anarchica, le istruttorie e i processi (dal 1972 al 2005), le omissioni e le complicità e i depistaggi, l’individuazione dei mandanti appartenenti all’estremismo di destra ma non più punibili perché assolti in precedenza dopo tre gradi di giudizio, il silenzio sugli esecutori materiali, il dolore dei familiari divenuto impegno per la memoria e dovere civile della testimonianza… Non solo, dunque, cinquant’anni da Piazza Fontana, ma cinquant’anni di Piazza Fontana, perché – come ha scritto in una pagina illuminante Norberto Bobbio - «la degenerazione del nostro sistema democratico è cominciata da lì».
In nome dell’impegno per la memoria, Ilsreco ha promosso una iniziativa che possa aprire una riflessione sulla strage: ha parlato di Piazza Fontana e dei suoi misteri Gianni Oliva, brillante saggista e storico, autore di numerosi volumi sulla storia italiana del Novecento, tra i quali Anni di piombo e di tritolo, dedicato al terrorismo nero e al terrorismo rosso tra 1969 e 1980. All'evento è intervenuto Matteo Dendena, vicepresidente dell’Associazione Piazza Fontana, che in un ideale passaggio tra generazioni ha raccolto il testimone di Francesca, già presidente dell’Associazione, che quel 12 dicembre 1969 perse il padre Pietro, di Crespiatica, una delle diciassette vittime della strage che ancora attendono giustizia e verità.
Matteo Dendena è autore del libro A 50 anni da Piazza Fontana: ora che ricordo ancora. Francesca Dendena: storia e lascito di un eroe civile, disponibile in e-book, in lingua italiana e in lingua inglese, al prezzo simbolico di euro 1,79.
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di martedì 3 dicembre 2019
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di giovedì 5 dicembre 2019
13 novembre
L'eccidio al teatro Gaffurio di Lodi. Prima strage fascista in Italia
a cura di Ercole Ongaro
Lodi, aula magna del liceo "Pietro Verri", mercoledì 13 novembre 2019, ore 21
«Alla vigilia delle elezioni, erano andati giù a Lodi da Milano in una sessantina su tre camion militari. La solita banda: ufficiali dell’esercito in divisa, Arditi, futuristi, fascisti. Avrebbero dovuto parlare Mussolini e Baseggio ma si era deciso che era meglio non rischiare. Tre giorni prima, a Lodi, in quello stesso teatro, i militanti socialisti avevano impedito il comizio del candidato fascista.
Appena arrivati sulla piazza, Arpinati e gli altri fascisti di scorta avevano capito subito che anche quella sera si sarebbe dovuto combattere per poter parlare. Il Teatro Gaffurio era sbarrato e presidiato da una folla di un migliaio di “rossi” decisi a impedire anche quel comizio. La sproporzione numerica era di uno a dieci ma questo ai ragazzi di Arpinati, armati fino ai denti, non era mai parso un buon argomento».
I fatti e i personaggi del romanzo documentario M. Il figlio del secolo di Antonio Scurati «non sono frutto della fantasia dell’autore»: Baseggio è Cristoforo Baseggio, maggiore degli Arditi e ispiratore della Compagnia della Morte; Arpinati è Leandro Arpinati, dirigente del fascio bolognese e futuro sottosegretario (con funzioni di ministro) agli Interni, arrestato e tradotto nel carcere di Lodi con altri squadristi presunti responsabili dell’eccidio al teatro Gaffurio, che il 13 novembre 1919 costò la vita a tre simpatizzanti del partito socialista.
Un episodio poco noto, marginalizzato nell’ambito della storia nazionale, che tuttavia già presenta tutte le caratteristiche della violenza fascista: premeditata, rivendicata con arroganza, impunita. Un episodio menzionato nel recente volume di Mimmo Franzinelli Fascismo anno zero - dedicato al 1919, anno della nascita dei Fasci italiani di combattimento – ma già menzionato dal nostro Ercole Ongaro nel lontano 1978, in un contributo su Ettore Archinti.
In questo scorcio di 2019, a cento anni esatti di distanza dall’avvenimento, grazie all’analisi di documenti inediti nell’Archivio di Stato di Milano e all’accurato censimento della stampa locale, Ercole Ongaro torna a parlarci con profondità e rigore dell’eccidio al Teatro Gaffurio di Lodi, la prima strage fascista in Italia.
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di mercoledì 13 novembre 2019
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di venerdì 5 novembre 2019
2 luglio
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 33
Lodi, Società Operaia di Mutuo Soccorso, martedì 2 luglio 2019, ore 18
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 29 giugno 2019
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di mercoledì 3 luglio 2019
16 maggio
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 33
Lodi, aula magna del Liceo "Pietro Verri", giovedì 16 maggio 2019, ore 21
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 11 maggio 2019
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 18 maggio 2019
le interviste alle/agli studenti su «Giorno» di martedì 29 gennaio 2019
10 dicembre
Proiezione del film documentario 1938. Diversi, di Giorgio Treves (2018)
Lodi, Cinema Fanfulla, lunedì 10 dicembre 2018, ore 11 e ore 21.15
Oltre 500 gli studenti lodigiani che la mattina di lunedì 10 dicembre presso il cinema Fanfulla, hanno assistito alla proiezione del film documentario di Giorgio Treves 1938. Diversi, già presentato alla 75a mostra del cinema di Venezia. Hanno aderito alla proposta di Ilsreco ben venticinque classi dei licei Maffeo Vegio e Gandini, che, con i loro insegnanti, hanno ricordato il Settantesimo anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani e l’Ottantesimo della promulgazione delle Leggi antiebraiche, che provocarono prima l’allontanamento dalle scuole pubbliche italiane di studenti e docenti colpevoli di appartenere alla cosiddetta razza ebraica, poi si tradussero nella persecuzione dei diritti delle persone ebree, per finire con la persecuzione delle loro stesse vite.
È significativo che sia il regista Giorgio Treves, sia il produttore Roberto Levi, soltanto per caso non siano stati vittime delle Leggi razziste: i genitori del primo, torinesi, avevano lasciato l’Italia nel 1940, con l’ultima nave diretta negli Stati Uniti, ove Treves è nato nel 1945; quelli di Levi, che aveva allora cinque anni, erano invece riusciti a rifugiarsi in Svizzera prima dell’invasione nazista e dell’inizio delle deportazioni, nel novembre 1943. Per ricordare, per sapere, per capire – come ha dichiarato lo storico Sergio Luzzatto - attraverso il racconto di testimoni e l’analisi di studiosi, la presentazione di articoli, fumetti, filmati di propaganda, la pellicola mostra come gli ebrei furono trasformati nel "nemico interno" e quali furono le conseguenze della discriminazione di stato sulle loro vite.
Una seconda proiezione, la sera, per il pubblico cittadino, è stata effettuata per iniziativa di Associazione Il Cortile, ANED (Associazione Nazionale Ex Deportati nei campi nazisti), ANPI (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) provinciale del Lodigiano, Banca Etica – soci del Lodigiano, Ilsreco, Comitato “In Treno per la Memoria” di CGIL, CISL e UIL della Lombardia, CGIL Lodi, CISL Pavia Lodi, Coordinamento Uguali Doveri, Lodi Solidale.
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 8 dicembre 2018
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di martedì 11 dicembre 2018
28 novembre
La cultura dell'odio. L'iconografia razzista e antisemita de «La difesa della razza» (1938-1943)
incontro con Francesco Cassata
Lodi, sala Granata, mercoledì 28 novembre 2018, ore 21
«Senti» mi dice mamma con la faccia dei momenti importanti, «quest’anno non potrai tornare alla tua scuola». Tutto qui? E a me che importa di quei muri grigi e arcigni? Ma è meglio dire qualcosa, se no ci restano male. «Perché non posso più andare alla mia scuola?». «Perché Mussolini non vuole più che i bambini ebrei vadano in classe con gli altri».
Lia Levi, autrice del memoir Una bambina e basta, così ricorda il proprio allontanamento dalla scuola pubblica, a seguito dell’applicazione delle Leggi razziali (secondo il vocabolario fascista) o razziste (come propone lo studioso Michele Sarfatti), di cui il 2018 ha costituito l'Ottantesimo anniversario. I Provvedimenti per la difesa della razza nella scuola fascista furono proprio il primo Regio Decreto Legge in materia, datato 5 settembre 1938; il 17 novembre dello stesso anno furono varati i Provvedimenti per la difesa della razza italiana, la più ampia e organica delle leggi antiebraiche (una ventina) emanate dal regime fascista tra il 1938 e il 1943.
Tre le iniziative proposte da Ilsreco in materia. Nella prima, Francesco Cassata, studioso di razzismo e antisemitismo in Italia e professore ordinario di Storia contemporanea dell’Università di Genova, ha tenuto una relazione dal titolo La cultura dell’odio. L’iconografia razzista e antisemita de «La difesa della razza» (1938-1943): il fascismo si servì infatti di una propaganda serrata e capillare per legittimare la discriminazione e la persecuzione della ristretta minoranza ebraica, promuovendo tra l’altro la diffusione della rivista «La difesa della razza» nelle scuole di ogni ordine e grado. «I giudei – si legge in un editoriale pubblicato nel 1943 - vivono, commerciano, prosperano, mormorano, malignano, non vanno alla guerra, violano le leggi, si infischiano del servizio del lavoro, tramano contro l’Italia, pregano per l’Inghilterra, fanno le spie, i disfattisti, gli allarmisti, i calunniatori, i trafficatori di valuta e di oggetti preziosi, minacciano, insidiano, congiurano. Gli ebrei fanno questo e altro, e ancora il loro sporco quartiere non è stato cosparso di liquido insetticida». Il riferimento, a fronte dell’uso dello Zyklon B nelle camere a gas di Auschwitz, è agghiacciante.
la presentazione degli eventi per l'80° delle Leggi antiebraiche su «Il Cittadino» di sabato 17 novembre2018
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di venerdì 30 novembre 2018
11 maggio
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 32
San Colombano al Lambro, sala consiliare del Comune, venerdì 11 maggio 2018, ore 21
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di mercoledì 25 aprile 2018
Aldo Mirotti e altri componenti il CLN di Casalpusterlengo, 1° maggio 1945 (Archivio Mirotti),
in Ercole Ongaro, Guerra e Resistenza nel Lodigiano 1940-1945, Il Papiro Editrice 1994
10 novembre
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 30
Borghetto Lodigiano, Cooperativa Operai e Contadini, domenica 10 settembre 2017, ore 15.30
la breve cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di martedì 12 settembre 2017
Casalpusterlengo, Biblioteca comunale, sabato 18 novembre 2017, ore 15.30
la breve cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di martedì 21 novembre 2017
4 dicembre
Presentazione del Quaderno Ilsreco n. 29
Lodi, sala Granata, venerdì 4 dicembre 2015, ore 18
la presentazione dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 28 novembre 2015
l'intervista a Laura Coci su «Il Cittadino» di venerdì 4 dicembre 2015
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di sabato 5 dicembre 2015
7 novembre
Un popolo nella Grande Guerra.
Convegno storico
Lodi, auditorium Tiziano Zalli, sabato 7 novembre 2017, ore 9-13
In occasione del Centenario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, con un folto cartello di istituzioni e associazioni, Ilsreco ha promosso una serie di eventi che si è conclusa con il convegno Un popolo nella grande guerra.
Nel corso dell'evento si sono avvicendati sei storici (Mimmo Franzinelli, il nostro Ercole Ongaro, Elena Bignami, il nostro Antonio Cardinale, Ferruccio Pallavera, Angelo Stroppa) con relazioni di carattere sia nazionale sia locale, intervallate da clip di film e documentari e da canzoni in tema.
la cronaca dell'evento su «Il Cittadino» di lunedì 9 novembre 2015
il contributo del nostro Antonio Cardinale per il convegno, dal titolo Grande Guerra e trasformazioni dell'economia lodigiana
27 ottobre
Proiezione del film Torneranno i prati, di Ermanno Olmi (2014)
Lodi, Cinema Fanfulla, martedì 27 ottobre 2015, ore 21.15
Paura di morire, paura di vivere. La trincea è il luogo del tempo sospeso, di una notte lunga un’eternità, di un inverno che non passa mai. Tanta la neve già caduta, tanta quella che ancora cadrà prima che sia finita, se mai avrà fine, se non finiranno prima tutti gli uomini andando a morire per un ordine impossibile, folle quanto la guerra, la Grande Guerra.
Torneranno i prati, sì, torneranno, ma non torneranno gli uomini, caduti per sempre.
Il capolavoro di congedo di un grande maestro del cinema italiano, che Ilsreco ha proposto in occasione del Centenario dell'ingresso dell'Italia nella prima guerra mondiale, affiancato dalla pubblicazione del bellissimo racconto La paura, di un altro grande maestro verista, Federico De Roberto.
la brochure con la presentazione del film, il racconto di Federico De Roberto La Paura (1921) e la filmografia sulla Grande Guerra redatta in occasione dell'evento