"C'era una volta il cliente che non aveva sempre ragione, ma glielo si faceva credere..." (breve lezione di storia sul reale significato della frase)
"C'era una volta il cliente che non aveva sempre ragione, ma glielo si faceva credere..." (breve lezione di storia sul reale significato della frase)
C'era una volta Harry Gordon Selfridge, fondatore nel 1900 circa di un'importante catena di negozi Selfridges... Oltre che creare una delle più importanti catene dell'epoca e diventare di conseguenza uno dei più importanti magnati del commercio, questo imprenditore è il padre di una delle frasi più celebri e mai capita o almeno mai capita dalla maggior parte delle persone.
"il cliente ha sempre ragione...!" Cit. Harry Gordon Selfridge
Nel 1905 circa, un certo Marshall Field, proprietario di Marshall Fied e Co, in un'intervista del Boston Globe,si descrisse come grande sostenitore di questa frase. Ciò che disse il Sig. Field fu mal interpretato e la frase prese tutt'altro senso, ovvero il senso letterale che a discapito di tutto, i clienti, essendo importanti per qualsiasi attività, avevano sempre ragione indipendentemente da tutto. Ma questa fu semplicemente ed erroneamente interpretata male.
"L'apocalisse a causa di un di un fraintendimento"
A causa di questo fraintendimento della celebre frase (perlopiù da parte di ignoranti e superficiali) è arrivata ad oggi come "motivazione" da parte di persone maleducate, ignoranti, superficiali, altezzose, ecc, ecc... per essere assecondate in tutto e per tutto nelle loro richieste, anche quando il loro atteggiamento o il loro modo di essere è palesemente, deliberatamente e consciamente sbagliato...
"Il reale significato della frase: il cliente ha sempre ragione"
Come accennato fu Harry Gordon Selfridge a coniare la celebre frase. E questa frase è parte della rivoluzione del customer service. Il reale significato e scopo della frase era sottolineare l'importanza vitale dell'assistenza al cliente per la buona riuscita del business e nello specifico faceva riferimento al fatto che se il prodotto piace al cliente, non gli va detto nulla di negativo a riguardo purché questo sia venduto...
Sostanzialmente vuol dire che se il cliente ha gusti orribili o vuole comprare un prodotto scadente, fatti suoi... Quindi in parole povere non vuol dire letteralmente che "il cliente ha sempre ragione" a prescindere e indipendentemente dai suoi capricci o dal suo comportamento, ma che bisognerebbe durante la vendita di un prodotto essere senza etica, senza informare il cliente sui difetti del prodotto, non bisognerebbe far riflettere sul gusto orrendo del prodotto, sulla validità del prodotto, sulla durata del prodotto, quindi non bisogna consigliare ma VENDERE! Avete presente quando andate a comprare un vestito che vi sta in modo orrendo (magari il vestito di per se non è neanche bello) e la commessa vi dice: sei meravigliosa, stai benissimo! Poi lo comprate e vi rendete conto che fa schifo e non lo mettete mai. Oppure quando comprate una macchina piena di difetti che si rompe di continuo.. Eppure il venditore vi aveva detto che era un'ottima scelta.. E non parliamo della casa, che magari vi sembrava la reggia di Versaille e invece solo dopo l'acquisto vi siete resi conti che i muri sono pieni di muffa, i vicini rumorosi e che dovete dar via entrambi i reni per sistemarla (se vi va bene)... Ecco, questi sono l'esempio del reale significato della frase, ovvero, cacciarvela in quel posto. In fin dei conti di per se la scelta è stata vostra e d'altronde tutto sommato si sa che con certe persone fai prima a cacciarglielo nel c..o piuttosto che in testa...
A questo punto dovremmo aver chiarito il reale significato della frase "il cliente ha sempre ragione" . Le persone più sveglie e intelligenti dovrebbero aver capito che questa frase può essere molto controproducente per voi, perché se il vostro atteggiamento è sbagliato, alla fine un esercente e/o commerciante ci prova anche gusto ad applicare il reale significato della frase... Quindi porsi in modi sbagliati e con arroganza non è per voi conveniente... e il voler tutto e subito o il non lasciarsi consigliare, il non chiedere informazioni, il non parlarne di persona, sono anch'essi modi sbagliati.
"Carini e coccolosi ragazzi!!! Carini e coccolosi!!!"
Nel momento della scelta di uno studio di tatuaggi e piercing, ci sono molti fattori che entrano in gioco. Li potremmo sostanzialmente dividere in due macro categorie, ovvero: i fattori oggettivi e i fattori emotivi.
Alcuni esempi di fattori oggettivi possono essere la qualità dei tatuaggi e/o piercing che pubblica uno studio (inteso come sono fatti i tatuaggi e/o piercing). La disponibilità a una consulenza per parlarne di persona di tutte le nozioni a riguardo in modo da fornirvi tutte le informazioni necessarie compresi i pro e i contro. Gli appuntamenti prefissati in modo da potervi dedicare il tempo necessario senza distrazioni e/o attese. La competenza. L'etica. Ecc..
Bisogna specificare però che se non si ha famigliarità con i tatuaggi e/o piercing e con l'ambiente, può diventare difficile per una persona valutare la bravura o meno di un'esecuzione. Una buona soluzione potrebbe essere quella di osservare le varie pagine dedicate nei vari social media, senza limitarsi solo alla zona. Anche i vari lavori presenti nei social media delle convention più importanti (come ad esempio Milano e Roma), piuttosto che nelle pagine delle varie riviste di settore, può aiutarvi a famigliarizzare con l'ambiente e quindi cominciare a rendersi conto di cosa osservare. Si sconsigliano come riferimento i tatuaggi dei vari calciatori e/o vip.
Alcuni esempi di fattore emotivo personale che possono incidere sulla scelta del tatuatore e/o piercer, possono essere: la simpatia, il non contraddirvi mai, il non farvi riflettere mai, l'assecondare su ogni cosa, fino al venirvi incontro col prezzo (ci sono tatuatori che si fanno pagare in gratta e vinci...), ovvero l'applicazione pratica del reale significato della frase "il cliente ha sempre ragione". Spesso chi applica il reale significato di questa frase ha scritto in faccia: carino e coccoloso, addobbato da un sorriso che sembra una paresi (e probabilmente lo è anche diventata)!
Il tatuatore carino e coccoloso, pronto a stendervi un tappeto rosso, che aspettava solo voi, che vi da ragione a prescindere può essere un grosso campanello d'allarme.
Un tatuatore (o piercer) che si rispetti, che tiene al suo lavoro (anche se in molti non lo considerano tale), non deve per forza esservi simpatico, perchè prende molto seriamente quello che fa. Anzi, non gliene frega proprio niente di esservi simpatico, piuttosto vuole capire al meglio la vostra idea, consigliandovi magari qualcosa di meglio ed eseguire il servizio con un risultato finale migliore di quello che voi vi aspettavate. Quindi non sarà carino e coccoloso come certi pinguini che conosciamo più o meno tutti (che poi anche loro lo sono per raggiungere un determinato scopo)
Non dice si a ogni vostra idea o richiesta prostrandosi al vostro cospetto, specialmente se è consapevole che ve ne potete pentire o che la richiesta è assurda di per se e questo perché è estremamente autocritico (probabilmente esegue l'auto fustigazione ogni sera dopo cena), quindi non potrebbe convivere serenamente con se stesso, se vi assecondasse in ogni vostra idea o richiesta dannosa per voi. Se lo facesse rischierebbe di valutare seriamente la pratica dell' harakiri prima di andare a dormire (o in certi casi dopo l'auto fustigazione).
Non vi dice:"vai tra bro... (magari seguito da: andrà tutto bene)". Piuttosto vi illustra le problematiche, anche perché sia nel tatuaggio, che ne piercing, si parte causando una lesione e con l'introduzione di un corpo estraneo e per questo motivo già di base si parte creando una problematica. Ogni pelle è a se e non tutte hanno la stessa reazione, e un tatuatore/piercer che si rispetti lo sa molto bene. Ci sono infatti intolleranze, allergie e rigetti da considerare (oltre a vari altri fattori), che sia un pigmento, piuttosto che un gioiello. L'andrà tutto bene viene detto al protagonista di un horror prima questo ci lasci le penne. In un horror, dopo la frase andrà tutto bene, non succede mai nulla di buono! E spesso neanche finiscono la frase... E un tatuatore/piercer che si rispetti lo sa bene perchè probabilmente gli horror sono il suo genere preferito e quindi ha capito come funziona.
Un tatuatore non ci mette 5minuti a eseguire un tatuaggio, a meno che non sia un business man al quale interessa solo il vostro portafoglio e quindi lavora di numero. Un tatuatore che si rispetti ha dei suoi riti di preparazione che in confronto la santa messa è niente. Impiegherà il giusto tempo a posizionare lo stancil, valutando ogni singola variabile e in confronto il modo di lavorare degli artificieri è frettoloso. Eseguirà il tatuaggio (e dipende dal tatuaggio stesso), lo controllerà, lo ricontrollerò, farà probabilmente qualche modifica, farà una giravolta, la farà un'altra volta, lo ricontrollerà e forse finalmente avrà finito. Quindi no, non ci mette 5minuti.
Un tatuatore può portare a termine il lavoro oltre al tempo stabilito e oltre la chiusura, specialmente se gli piace il lavoro che sta eseguendo, ma non vi prende l'appuntamento solo ed esclusivamente quando volete voi, specialmente considerando il punto precedente. E se ritiene che abbia poco tempo per eseguirlo, non cercherà di farlo in poco tempo, ma piuttosto vi proporrà un altro momento
E soprattutto non si fa pagare in gratta e vinci e non fa decidere a voi il costo. Non scende a compromessi facendovi "lo sconto" solo perché gliel'avete chiesto nonostante sia la prima volta che vi vede (ma anche fosse la milionesima). Sa cosa vuole ottenere, sa il risultato finale del suo lavoro (che vi rimarrà impresso nella pelle a vita), sa il valore della vostra pelle (anche se voi magari non ve ne rendete conto) e sa quindi il valore complessivo del suo lavoro. E lui deciderà il prezzo, perché se capita il contrario, vuol dire che il suo lavoro non vale neanche quello che gli date.
Ricordatevi una cosa: "il cliente ha sempre ragione" nel caso di un tatuaggio potrebbe un giorno voler dire che avete la necessità di una copertura, oppure peggio ancora del laser (che comunque successivamente nella maggior parte dei casi necessita ugualmente di una copertura). Potete anche essere convinti sul momento della vostra idea, ma siete circondati da persone che potrebbero dare il loro parere negativo o prendervi per il fondoschiena a causa della vostra scelta. E se dovesse capitare, potreste letteralmente capire sulla vostra pelle il reale significato di quella frase e scoprire che affidarsi ad essa è stata una pessima scelta, anche perché comunque è stata una vostra totale responsabilità.