"In un mondo di parole, sono i fatti che fanno la differenza, perché non è chi credi di essere che conta, ma quello che fai e i risultati che ottieni..."
Ogni Tatuatore o piercer può scrivere di sé quello che vuole e quello che pensa di se stesso. Può auto elogiarsi con la convinzione di essere il migliore, il più bravo, l'unico, irripetibile e il più grande... Ma la convinzione è una cosa, la realtà si dimostra coi fatti! E cosa meglio del risultato finale di un tatuaggio, direttamente confrontabile, dove appunto sono i fatti che contano! La prime due qualità che deve avere un tatuatore non sono la bravura, la convinzione o l'autocelebrazione.
1- Un tatuatore o piercer deve essere determinato a raggiungere un obbiettivo irraggiungibile!
2- Il tatuatore o piercer che si possa definire tale deve essere estremamente autocritico, puntando sempre a un obbiettivo e a un risultato migliore, anche quando il meglio lo si è ottenuto e sembra impossibile andare oltre!
Indipendentemente dalla qualità del suo operato. Anche quando tutti reputano il lavoro eseguito un eccellente capolavoro, sia un tatuatore che un piercer non possono e devono essere soddisfatti. Solo l'autocritica permette un costante miglioramento anche quando apparentemente sembra non sia possibile o che non sia necessario.
L'autoconvinzione di essere arrivati e di essere i migliori (specialmente con i fatti che dicono l'opposto) è la cosa peggiore che può capitare a un tatuatore o piercer, anche quando effettivamente a fatti (il tatuatore o piercer) ha raggiunto una qualità finale eccellente e apparentemente avrebbe il diritto di pensarlo!
Questo perché quando si ha l'autoconvinzione di essere arrivati non si hanno più stimoli e/o obbiettivi, di conseguenza si può avere la tendenza a sottovalutare un lavoro da eseguire, e/o a mettere per scontato il risultato finale. Un tatuatore o piercer deve essere determinato a raggiungere un risultato "impossibile" e non deve mai essere pienamente soddisfatto delle sue capacità o del proprio operato. Impossibile perché la perfezione non esiste, ma ci si può avvicinare molto, ma solo tramite l'autocritica.
Di seguito un confronto diretto tra due lavori che rappresentano lo stesso soggetto:
da Dawid Mandiello
"La sfida nel migliorare non deve essere verso gli altri o per gli altri, ma verso se stessi e solo per se stessi!"
L'eccellente risultato ottenuto da Valentina e Dawid presso il Tattoo ART Studio Modena, riconosciuti a livello nazionale e internazionale grazie anche alle importanti convention italiane ed estere a cui hanno partecipato, oltre che un'importante rivista internazionale sulla quale sono apparsi più volte, è il risultato di un duro lavoro e studio, sperimentando su loro stessi vari tipi di attrezzatura, colori e prodotti, al fine di ottenere il miglior risultato possibile. La loro passione per l'eccellenza, la loro estrema autocritica, il non accontentarsi, l'ossessione della perfezione e la loro determinazione (specialmente sui tatuaggi) , gli ha portati ad ottenere un risultato impressionante e non alla portata di tutti, dimostrabile dai loro stessi lavori, guardandoli dal vivo dopo la guarigione anche a distanza di anni. Nonostante il raggiungimento di un ottimo risultato, continuano il loro impegno nel migliorarsi continuamente e costantemente, senza accontentarsi della già eccellente qualità dei loro lavori .
Alcuni riconoscimenti a livello nazionale e internazionale
Valentina e Dawid sono apparsi più volte su alcune delle riviste internazionali più importanti del settore come riconoscimento del loro eccellente risultato
Sopra alcuni dei lavori di Dawid pubblicati sulla pagina ufficiale della Stigma Rotary, azienda leader a livello mondiale di macchine per tatuaggio
Valentina e Dawid in giuria nella Treviso Tattoo Convention del 2018, al fianco di alcuni dei tatuatori più rinnomati a livello nazionale e internazionale, tra cui: Stefano Fabretti, Irene Vannucci, Fabio Onorini, Michela Bottin e Michele Turco...
Un appunto di questa loro esperienza da giudici è stata che nessuno dei due aveva intenzione di fare il giudice in una convention così importante in quanto gli artisti da giudicare erano molto capaci e qualificati, e avendo all'epoca un esperienza di appena 5 anni scarsi come tatuatori, ritenevano che forse non erano qualificati per un ruolo così importante. L'organizzazione ha insistito affermando "che avevano tutte le competenze per fare i giudici" visto il loro eccellente lavoro dell'epoca.