La valutazione del rischio di fulminazione è un obbligo previsto dal D.Lgs. 81/08, che impone al datore di lavoro di effettuare l’analisi del rischio fulmini nell’ambito del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Il rischio fulminazione rientra tra i rischi di natura elettrica e viene disciplinato dal Capo III del Titolo III del D.Lgs. 81/08. In particolare, l’art. 80 stabilisce l’obbligo di valutare il rischio di fulminazione diretta e indiretta, per proteggere i lavoratori e garantire la sicurezza delle strutture aziendali.
La norma CEI 81-10 (CEI EN 62305-2) definisce i criteri per la valutazione del rischio fulmini, fornendo una metodologia dettagliata per calcolare il livello di pericolo e stabilire se siano necessarie misure di protezione.
Secondo la CEI 81-10, la valutazione del rischio di fulminazione può portare a due esiti:
Se il rischio calcolato è inferiore al rischio tollerabile (RT): la struttura è considerata auto-protetta e non necessita di sistemi di protezione contro i fulmini.
Se il rischio è superiore al valore tollerabile (RT): è necessario adottare misure di protezione adeguate, come captatori, gabbie di Faraday e scaricatori di sovratensione.
La Norma CEI EN IEC 62858, in vigore dal 1° giugno 2020, stabilisce criteri per garantire l’affidabilità e l’omogeneità dei valori di NG (numero medio di fulmini a terra all’anno e al chilometro quadrato) ottenuti dai Lightning Location Systems (LLS). Questa norma fornisce indicazioni su come elaborare i dati raccolti dalle reti di localizzazione dei fulmini, rendendoli disponibili per la valutazione del rischio fulminazione secondo la CEI EN 62305-2, sostituendo così i criteri precedenti definiti nella guida CEI 81-30, ormai abrogata.
Data la complessità della procedura di calcolo prevista dalla CEI EN 62305-2, è fondamentale affidarsi a professionisti con esperienza nel settore.
Per rispettare gli obblighi normativi sul rischio fulminazione, il datore di lavoro deve inserire l’analisi del rischio fulmini nel DVR, adottando le misure di sicurezza necessarie per ridurre il pericolo.
La valutazione del rischio fulmini è un processo complesso che richiede competenze specifiche, poiché implica il calcolo della probabilità di impatto del fulmine su una struttura e la stima dei potenziali danni, in conformità con il D.Lgs. 81/08 e la normativa tecnica di riferimento, come la CEI 81-10.
A partire dal 1° giugno 2020, la norma CEI EN IEC 62858 stabilisce che il valore di NG deve essere aggiornato almeno ogni 5 anni. Di conseguenza, se la valutazione del rischio fulminazione è stata effettuata da più di 5 anni o risale a prima dell’entrata in vigore della norma, è necessario ricalcolare il valore di NG e confrontarlo con quello utilizzato in precedenza.
Se il nuovo valore di NG (numero medio di fulmini a terra all’anno e al chilometro quadrato)risulta superiore rispetto a quello precedentemente adottato, sarà indispensabile aggiornare la valutazione del rischio fulmini per garantire la conformità alle normative vigenti.
Affidarsi a professionisti qualificati è fondamentale per garantire una valutazione del rischio di fulminazione accurata e conforme agli obblighi normativi. Grazie a una solida esperienza nel settore della sicurezza elettrica e nella compliance normativa, offro supporto specializzato per l’analisi del rischio fulmini, in conformità con il D.Lgs. 81/08 e la normativa di riferimento, come la CEI 81-10 (CEI EN 62305-2).
In partcolare sono in grado di:
– Effettuare la valutazione del rischio di fulminazione per strutture e impianti, applicando i criteri della norma CEI 81-10.
– Supportare il datore di lavoro nell’integrazione dell’analisi del rischio fulmini all’interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
– Consigliare e progettare le misure di protezione necessarie quando il rischio calcolato supera il valore tollerabile (RT), garantendo la sicurezza delle strutture e dei lavoratori.