IL TESTO

CHE COS'E' UN TESTO

I testi hanno caratteristiche fondamentali:

 

*       Dal punto di vista del contenuto, trasmettono messaggi dotati di senso compiuto, anche se formulati con codici diversi.

*       Dal punto di vista della forma, si uniscono intorno a un argomento centrale e lo sviluppano organicamente dall’inizio alla fine.

 

Esiste anche il testo apparente (non-testo), in quanto le parole non hanno un senso compiuto e le informazioni non vengono sviluppate organicamente.

La parola testo deriva dal latino textum, participio passato del verbo texere= ciò che è tessuto, intrecciato.

Un testo è un messaggio di senso compiuto, organizzato secondo regole precise, in cui ciò che l’emittente vuole comunicare è espresso in modo chiaro e completo attraverso l’uso di uno o più codici.

                     

 LE CARATTERISTICHE DI UN TESTO:

Un testo, per risultare accettabile, deve essere:

completo: deve dare tutte le informazioni necessarie alla comunicazione tra emittente e  destinatario;

unitario:  deve essere sviluppato in tutte le sue parti, rispettando nell’esposizione rapporti logici e                 cronologici;             

adeguato al destinatario e allo scopo che si intende raggiungere, attraverso l’uso di un linguaggio lessicalmente preciso e corretto nei suoi aspetti morfologici e sintattici.

 

Questi elementi, da soli, non ci permettono, però, di ottenere un testo efficace. Se volessimo solamente seguire le regole grammaticali, ci troveremmo di fronte a testi privi di significato.

Oppure, ci potremmo trovare di fronte a testi grammaticalmente scorretti, che tuttavia riescono a comunicare qualcosa.

Un testo, per essere comprensibile ed efficace, deve rispondere ad altri due criteri:

*       La coerenza: rispetta l’idea centrale, la quale viene sviluppata senza contraddizioni, senza saltare da un argomento all’altro;

*       La coesione: cioè il collegamento tra tutte le sue parti, realizzato per mezzo di particolari legami di tipo grammaticale.

Perché un testo possa dirsi tale, queste proprietà devono essere tutte presenti.

Un testo può essere formato anche da sole immagini.


IL TESTO NARRATIVO:

LA STRUTTURA:

Il testo narrativo è un testo che racconta una storia, cioè una serie di avvenimenti riguardanti uno o più personaggi.

Gli elementi essenziali di una storia:

-         I personaggi

-         Le azioni

-         Lo spazio

-         Il tempo

Tutti i testi narrativi, pur presentando caratteristiche proprie particolari, hanno una struttura simile articolata in tre parti:

-         inizio

-         sviluppo

-         conclusione

L’inizio è un punto di partenza della storia narrata; per questo contiene informazioni sul protagonista, sull’ ambiente in cui vive, sull’epoca in cui si svolgono i fatti e soprattutto sulla situazione in cui egli si trova.

 Lo sviluppo della storia racconta le azioni del protagonista: di solito vengono narrati i tentativi che compie per raggiungere il suo scopo, gli ostacoli che deve affrontare, l’incontro con nuovi personaggi, ecc.

 La conclusione presenta la situazione finale, in cui il protagonista raggiunge il suo scopo e risolve il suo problema oppure è costretto ad accettare il fallimento, un cambiamento in negativo…

Questo struttura-tipo, facilmente individuabile nelle fiabe e nei racconti brevi, si trova anche nelle opere più complesse, come i grandi romanzi.

 L’ANALISI:

Per capire come funziona un testo narrativo occorre:

-         individuare le sequenze;

-         distinguere la storia dell’intreccio;

-         analizzare i personaggi e le azioni;

-         analizzare il tempo e lo spazio;

-         analizzare lo stile narrativo dell’autore.

LE SEQUENZE:

Ogni sequenza deve avere un’unità di contenuto, cioè sviluppare una porzione di storia che può considerarsi compiuta. I segnali che indicano il passaggio da una sequenza all’altra sono:

-         il cambiamento di luogo;

-         il cambiamento di tempo;

-         l’entrata o l’uscita di scena di un personaggio;

-         l’inserimento di un nuovo tipo di narrazione;

La divisione in sequenze non è mai rigida.

Una sequenza può essere:

-         narrativa

-         descrittiva

-         riflessiva

-         dialogata

Questi tipi di sequenze scandiscono il ritmo del racconto.

 

LA STORIA E L’INTRECCIO:

In alcuni testi, i fatti sono narrati in successione logico-temporale, cioè seguendo l’ordine in cui sono accaduti, dall’inizio alla fine.

In altri, l’autore non rispetta l’ordine logico-temporale, ma racconta i fatti come preferisce, anticipando alcuni avvenimenti futuri o ricostruendo avvenimenti del passato.

La semplice successione degli eventi in ordine cronologico si chiama storia o fabula; la ricostruzione fatta dall’autore si chiama intreccio.

L’intreccio è l’elemento fondamentale per la costruzione dei gialli, dei thriller e dei racconti di suspense.

 

I PERSONAGGI:

I personaggi sono l’elemento più importante della storia.

I rapporti che i personaggi stabiliscono tra loro, con gli oggetti e con gli ambienti, rappresentano la trama.

In ogni testo narrativo, i personaggi sono divisi secondo l’importanza, il ruolo e la funzione.

Possiamo distinguere tra:                  

-         personaggi principali, che sono al centro della vicenda e che il narratore descrive in modo completo;

-         personaggi secondari, che affiancano i primi nelle loro azioni e contribuiscono a modificare lo svolgimento della vicenda;

-         comparse, che non hanno alcuna influenza sugli avvenimenti.

In base al ruolo e alla funzione che i personaggi svolgono, possiamo distinguere:

-         il protagonista, cioè il personaggio intorno a cui ruota la storia e l’autore descrive nell’aspetto, nel carattere, nelle abitudini, nei pensieri…;

-         l’antagonista, cioè il “cattivo” di turno, che ostacola il protagonista.

Gli altri personaggi sono spesso schierati dalla parte del protagonista o dell’antagonista; pertanto essi assumono il ruolo di :

-         aiutanti, quando intervengono a favore del protagonista;

-         oppositori, quando contrastano l’azione del protagonista.

  A volte compaiono sulla scena anche dei falsi aiutanti.

 

LE AZIONI:

Ciascun personaggio si caratterizza per com’è e per ciò che fa.

Nella funzione narrativa si possono ricostruire svariate esperienze dell’uomo, che rappresentano azioni e situazioni.

La maggior parte dei testi narrativi ha una struttura che si articola intorno ai seguenti punti:

-         situazione iniziale;

-         rottura dell’equilibrio iniziale;

-         sviluppo della vicenda;

-         situazione finale.

 

La narrazione copre uno spazio d’azione che va da una situazione iniziale a una situazione finale, descrivendo un processo di trasformazione. In queste modifiche c’è tutta la consistenza di un racconto.

   

IL TEMPO:

Le vicende di una storia si sviluppano in una certa successione, coprendo un tempo determinato.

  Per quanto riguarda l’epoca in cui si situa la vicenda, non ci sono problemi. Il periodo storico del racconto può essere indicato esplicitamente, oppure espresso in modo indefinito.

Più attenzione richiede l’analisi del tempo interno della narrazione. Bisogna stabilire:

-         la durata della storia;

-         il tempo verbale della narrazione; nella maggior parte, le storie vengono narrate al passato; altre volte, le storie vengono narrate al presente; più raramente, lo scrittore sceglie di raccontare tutta la storia al futuro;

-         la velocità della narrazione, non dipende solo dalle tecniche usate (narrazione, descrizione, flash-back, anticipazione…) ma soprattutto dalle scelte dell’autore .

 

LO SPAZIO:

Ogni storia ha una collocazione nello spazio, cioè in luoghi e ambienti definiti, entro i quali agiscono i personaggi. L’ambiente della narrazione può essere vario:

all’aperto o al chiuso, in uno spazio ristretto o ampio, in un luogo reale oppure fantastico.

I luoghi e gli ambienti assumono un ruolo essenziale per lo svolgimento della vicenda.

Lo spazio serve all’autore per sottolineare alcuni tratti psicologici e comportamentali dei personaggi e a far emergere la loro personalità         .

 

LO STILE NARRATIVO:

L’autore può manipolare l’intreccio, scegliendo un determinato ritmo narrativo e utilizzando specifiche tecniche linguistiche.

Tutti insieme questi elementi caratterizzano il suo stile narrativo.

Dell’intreccio e del ritmo sì è già parlato; qui verranno puntualizzate le tecniche linguistiche

La trama può essere narrata:

-         in prima persona

-         in terza persona.

L’autore inoltre può fare uso:

-         del discorso diretto, quando ci sono monologhi

-         del discorso indiretto, riferendo le parole dei personaggi

Un altro fattore determinante dello stile narrativo è dato dalle scelte linguistiche: lingua corrente, oppure una lingua sostenuta.


IL TESTO POETICO

IL COMMENTO DEL TESTO POETICO

Con il termine commento si intende il lavoro di interpretazione di un testo poetico: com’è fatto? Cosa voleva dire il poeta? Cosa suggerisce il testo?
Nel commento vengono a confluire sia la parafrasi sia l’analisi della poesia, in quanto senza questi elementi non c’è comprensione.

 Per fare un commento bisogna:

*     leggere attentamente il testo poetico;

*     scrivere delle notizie sul pensiero dell’ autore;

*     fare un riassunto della poesia;

*     individuare le figure retoriche e la metrica;

*     fare un commento personale pertinente, integrando anche dei versi del poema.

 

GRIGLIA DI LETTURA DI UN TESTO POETICO

 

Il commento…

  presuppone :     la comprensione del testo attraverso una corretta lettura e parafrasi;
                         ria brevemente l’argomento;
                         individuare i contenuti essenziali: le intenzioni dell’autore, il messaggio… 

deve:                 indicare i riferimenti con la vita dell’autore, il tempo in cui è vissuto, i motivi conduttori della sua opera…
                         analizzare il testo da un punto di vista tecnico: verso, ritmo, strofa, figure retoriche…

si conclude:          con osservazioni, riflessioni e considerazioni personali, confronti con altri testi… 


LE FIGURE RETORICHE

Il linguaggio figurato, o figure retoriche, è un linguaggio molto usato in poesia.

Le figure retoriche accrescono il valore comunicativo del linguaggio, perché consentono al poeta di creare immagini inattese e rappresentare così una visione nuova della realtà e del proprio mondo interiore.
Tali figure si dicono retoriche, perché studiate e analizzate dalla retorica antica.
Le figure retoriche sono numerosissime, ma ci limiteremo ad analizzare la più importanti.

 

Tipo di figura

                    Descrizione

Esempio

Similitudine

La similitudine è un paragone fra 2 termini che presentano evidenti somiglianze.

Tu sei come una giovane

una bianca pollastra.

Le si arruffano al vento

 le piume, il collo china

per bere, e in terra raspa.

Metafora

La metafora è la sostituzione di una parola con un’altra, legata alla prima da un rapporto di somiglianza. Generalmente viene definita una similitudine abbreviata.

Il paladino Orlando, in combattimento, è come un leone in lotta.

Può essere abbreviato nella metafora:

Il paladino Orlando è un leone.

Metonìmia

La metonimia consiste nella sostituzione di un termine con un altro con il quale c’è un rapporto di affinità.

 

        I.      Nominare il materiale al posto dell’oggetto

     II.      Indicare l’astratto per il concreto

   III.      Indicare il contenitore al posto del contenuto

  IV.      Nominare l’effetto per intendere la causa

     V.      Nominare l’autore per intendere l’opera

 

 

              I.      Ho visto i bronzi di Riace

Ho visto le statue di bronzo trovate a Riace.

           II.      Le grandi potenze si sono riunite

Le nazioni grandi e potenti si sono riunite .

         III.      Abbiamo bevuto un bicchiere

Abbiamo bevuto un bicchiere di vino.

        IV.      Si guadagna la vita col sudore

Si guadagna la vita col lavoro (che fa sudare)

           V.      Sto leggendo Dante

Sto leggendo un opera di Dante.

Sinèddoche

La sinèddoche è la sostituzione di un termine con un altro, col quale c’è un rapporto di quantità.

              I.      Usare il singolare per intendere il plurale

           II.      Indicare il genere per la specie

         III.      Nominare la parte per il tutto

 

 

              I.      L’uomo è destinato a morire

Gli uomini sono destinati a morire.

           II.      Il felino con un balzo catturò il topo

Il gatto con un balzo catturò il  topo.

         III.      Mi ha ospitato sotto il suo tetto

Mi ha ospitato nella sua casa.

 


IL TESTO ARGOMENTATIVO

  Gli elementi essenziali che si trovano in un’argomentazione, per quanto semplice possa essere, sono:
un problema,   ossia l’argomento che si vuole affrontare o risolvere;
una tesi,   cioè un’affermazione, un’interpretazione, un giudizio o un’opinione personale di cui si vuole dimostrare la fondatezza;
gli argomenti,  ossia tutti i ragionamenti, i dati e le prove a sostegno della tesi.

 L’argomentazione, dunque, è un testo in cui si discute di un certo problema, presentando un’opinione o tesi, sostenuta da ragionamenti e da elementi di prova.

Lo scopo dell’emittente è quello di convincere il destinatario della validità della tesi sostenuta nel testo, ottenendone il consenso.

 I testi argomentativi più diffusi sono:

- i discorsi degli uomini politici;

- alcuni messaggi pubblicitari;

- gli articoli di fondo dei quotidiani;

- le discussioni;

- il tema scolastico.

 

L’ARGOMENTAZIONE COME RAGIONAMENTO:  

  1. Partiamo da un problema
  2. Consideriamo certi dati ed effettuiamo dei ragionamenti = argomenti
  3. Ricaviamo la soluzione del problema                                                                                       

Ẻ questo lo schema di ragionamento più semplice e lineare: si passa logicamente da un pensiero all’altro, sino ad arrivare a una conclusione coerente.

  Ẻ opportuno fare il bagno lontano dai pasti,  perché, subito dopo i pasti, può provocare congestioni.

 Se analizziamo la struttura di questo semplicissimo testo troviamo:

-         un problema → il bagno;

-         un argomento → può provocare congestioni dopo i pasti;

-         una tesi → è opportuno farlo lontano dai pasti.

                      

ARGOMENTAZIONI AFFERMATIVE O CON CONFUTAZIONE

 Le varie argomentazioni, possono essere affermative o con confutazione.  Nel primo caso, una persona propone una tesi all’inizio del discorso e cerca di sostenerla mediante dati, riflessioni ed elementi di prova, seguendo uno schema di ragionamento lineare:

 problema tesi argomentazioni e prove conclusioni e proposte.

 Nel secondo caso, non ci si limita ad affermare la propria tesi, ma si prendono in esame le tesi proposte da altri, dimostrandone l’infondatezza, cioè confutandole. Lo schema di ragionamento, stavolta, è più articolata:

 problema tesi da confutare tesi da affermare conclusioni e proposte
 
argomentazioni altrui  ↓  argomentazioni proprie  


IL TESTO DESCRITTIVO

Ha lo scopo di descrivere, in modo oggettivo o soggettivo, gli aspetti e le caratteristiche di persone, animali, oggetti e ambienti.
Ne fanno parte: i trattati, gli opuscoli a carattere tecnico-scientifico e le sezioni descrittive di opere letterarie.

 TESTI INFORMATIVO-ESPOSITIVI:

Hanno lo scopo di fornire informazioni, notizie e dati su un determinato argomento.
Ne fanno parte: gli avvisi, le istruzioni, i verbali, le cronache, i comunicati, i riassunti…

 TESTI ESPRESSIVI:

Hanno lo scopo di esprimere le sensazioni e i sentimenti dell’autore.
Ne fanno parte: i diari, le confessioni, le lettere personali, le canzoni

 TESTI REGOLATIVI:

Hanno lo scopo di imporre dei comportamenti: indicano divieti, obblighi e norme da rispettare.
Ne fanno parte: i divieti, le leggi, i regolamenti, le circolari, le ricette di cucina

 TESTI ARGOMENTATIVI:

Hanno lo scopo di esporre, difendere o criticare una tesi attraverso il ragionamento.
Ne fanno parte: i temi, i testi scientifici, i discorsi politici e propagandistici

 TESTI  PERSUASIVI:

Hanno lo scopo di convincere il destinatario del messaggio o di modificarne il comportamento in modo indiretto.
Ne fanno parte: i messaggi pubblicitari, i discorsi politici e propagandistici, le prediche

 TESTI VALUTATIVO-INTERPRETATIVO:

Hanno lo scopo di esprimere le opinioni dell’autore su un determinato argomento, oppure guidano alla comprensione di un altro testo.
Ne fanno parte: i commenti a opere d’arte, le recensioni di libri o di spettacoli, i giudizi critici


LA RELAZIONE

La relazione è un testo informativo molto diffuso, mediante il quale si presentano in modo ordinato dati e fatti relativi a un argomento, a una situazione, a un’attività.
La relazione è uno strumento molto usato nel mondo del lavoro e può essere scritta per motivi di carattere tecnico, scientifico, letterario o giornalistico.
La relazione si può trovare anche nella vita scolastica per un uscita didattica, un’ inchiesta, la lettura di un libro, una ricerca…
La relazione è essenzialmente espositiva perciò deve essere chiara: tutte le informazioni devono essere esposte con ordine, seguendo un preciso piano di lavoro.

La prima fase riguarda la raccolta dati, che possono essere reperiti tramite la consultazione di fonti, l’osservazione diretta, le interviste, oppure possono essere costituiti da appunti, schede compilate nel corso di un’esperienza.

Il linguaggio deve essere oggettivo e chiaro; bisogna quindi far ricorso al lessico specifico del campo di esperienza cui ci si riferisce. E’ bene che i periodi non siano lunghi e complessi; inoltre, è preferibile usare un tono impersonale(si pensa che…osserviamo che…è stato accertato che…).

  Nella conclusione si può formulare un’interpretazione d’insieme dell’argomento in base agli elementi forniti ed eventualmente, nel caso di situazioni problematiche, è utile suggerire delle proposte personali, condivise e discusse.

 Nella relazione assumono particolare importanza l’ aspetto grafico e l’uso dello spazio- pagina in funzione della chiarezza. Spesso il testo è corredato da disegni, schemi, fotografie, grafici, ecc.

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