Per tutti voi, ragazzi miei, è arrivato il momento tanto atteso delle vacanze dopo un lungo anno scolastico fatto di studio e impegno.
Rilassatevi anche con un buon libro. I libri ci fanno compagnia e sono dei validi alleati per aiutarci a crescere e capire noi stessi, gli altri e il mondo che ci circonda.
Di seguito, vi lascio i link a un sito che consiglia valide letture, specifiche per la prima, la seconda e la terza media.
CLICCA SULLA CLASSE PER LIBRI CONSIGLIATI: CLASSE PRIMA, CLASSE SECONDA, CLASSE TERZA
Per i ragazzi che hanno terminato la terza, lascio inoltre i consigli della prof. Li trovate qui sotto, comprensivi di sinossi, così da poter scegliere secondo il vostro gusto.
Giugno
Ultimi giorni di scuola, prima degli esami...
Fine della scuola...
Addio alle medie inferiori: si vola verso la scuola superiore e si diventa GRANDI!
E, per aiutarsi a crescere meglio, per non trascorrere un'estate incollati alla play-station o al pc a chattare con amici virtuali, vi lascio alcuni titoli di romanzi di FORMAZIONE (leggete la trama in internet, per scegliere quello che incontra il vostro interesse).
Beninteso che non siete obbligati a leggerli: si tratta solo di un consiglio.
L'altro consiglio è:
DISINTOSSICATEVI DALLA SCUOLA, USCITE, VIVETE IL PIU' POSSIBILE ALL'ARIA APERTA, INCONTRATE AMICI IN CARNE ED OSSA E TRASCORRETE UNA MERAVIGLIOSA ESTATE, ALL'INSEGNA DEL DIVERTIMENTO, DEI CONTATTI REALI CON LE PERSONE, DELL'AMICIZIA, DEI GIOCHI E DEL RELAX.
Caricatevi di energie positive, per affrontare nel migliore dei modi l'anno scolastico che vi aspetta a Settembre!
Buona Estate, ragazzi! Vi voglio bene
La vostra prof Veroni
PS: non dimenticatemi!
· Charles Dickens, “Oliver Twist” (1837)
· Louisa May Alcott, “Piccole donne” (1868)
· Mark Twain, “Le avventure di Tom Sawyer” (1876)
· Mark Twain, “Il principe e il povero” (1881)
· Elsa Morante, “L'isola di Arturo” (1957)
· Frances Hodgson Burnett, “Il giardino segreto” (1910)
· Jean Webster, “Papà Gambalunga” (1912)
· Alain-Fournier, “Il grande Meaulnes” (1913)
· Herman Hesse, “Narciso e Boccadoro” (1930)
· Alberto Moravia, “Agostino” (1944)
· J.D.Salinger, “Il giovane Holden” (1951)
· William Golding, “Il signore delle mosche" (1954)
· Fred Uhlman, “L’amico ritrovato” (1971)
· David Grossmann, “Qualcuno con cui correre” (2000)
· Khaled Hosseini, “Il cacciatore di aquiloni” (2003)
Di seguito, potrete trovare le schede dei romanzi indicati.
AGOSTINO
Moravia racconta la storia di un ragazzo di nome Agostino che trascorre una vacanza al mare con la madre. Questa è una giovane e piacente signora vedova che riempie il figlio di mille attenzioni e premure. Agostino vive quasi in funzione della madre da lui adorata. Un giorno però la donna comincia a frequentare un giovane con il quale passa parte delle mattinate in pattino; in un primo momento Agostino viene escluso da questa gita, poi comincia anche lui ad unirsi alla coppia. Proprio questa nuova figura maschile manda in crisi il ragazzo che vive questa realtà con rabbia, angoscia e sgomento che lo portano poi ad avere un rapporto conflittuale con la madre. A peggiorare le cose ci si mette uno schiaffo che Agostino riceve dalla madre. Questo gesto lo fa sentire sempre più solo ed inizia così a frequentare una banda di ragazzi del popolo, molto diversi da lui, sui quali domina un cinquantenne bagnino, con tendenze omosessuali, di nome Saro. Questi coetanei sono poveri, dai modi un po’ brutali, molto svegli rispetto a lui e soprattutto cinici. Berto, Tortima, Homs ed altri anche se lo accolgono nella loro compagnia non gli risparmiano beffe e angherie di ogni genere; ma in questo ambiente così diverso da quello borghese egli pian piano scopre "la vita". Ha così un primo approccio con alcune tematiche legate alla sessualità che lo sconvolgono e allo stesso tempo lo incuriosiscono. A causa di queste scoperte Agostino è costretto a vedere la madre sotto una luce diversa: ovvero come donna. Soffre, sta male e capisce che qualche cosa è cambiata; che lui non è più Agostino, il bambino.
Al ritorno poi da una scampagnata con la banda, durante la quale Saro aveva tentato un approccio verso Agostino con le conseguenti battute dei ragazzi, il protagonista scopre l’esistenza di una casa di piacere. Decide, assieme al Tortima di recarvisi la sera stessa, ma riesce ad entrare solo il compagno e il tentativo di precisare meglio l’immagine della donna con una di quelle della casa svanisce del tutto. Così ad Agostino non rimane altro che convivere con le contraddizioni ed i dubbi dell’età in cui è approdato, cioè l’adolescenza. Agostino è comunque cambiato e si rende conto di essere lontano dalla tenera e protetta infanzia e altrettanto lontano dalle certezze dell’età adulta.
(Da: www.oocities.org)
IL CACCIATORE D'AQUILONI
è un romanzo ambientato in Afghanistan, Pakistan e Stati Uniti d'America e racconta la storia di due bambini di diverse etnie.
Il primo è Amir, l'io narrante, un ragazzo afghano di etnia Pashtun; il secondo è Hassan, di etnia hazara, che insieme al padre Alì presta servizio nella casa di Amir. Amir ha un rapporto molto sofferto con il padre Baba, un uomo dalle mille risorse: si sente poco degno di lui e in colpa per la scomparsa della madre, morta di parto. Sembra quasi che Baba voglia più bene ad Hassan, per il quale giunge persino a pagare di tasca propria l'operazione per correggere il labbro leporino.
I due bambini sono praticamente coetanei e crescono assieme nella città di Kabul; la loro più grande passione è partecipare all'evento del quartiere: la caccia agli aquiloni. Lo scopo di questo gioco è tagliare, per mezzo del proprio aquilone, il filo di quello degli altri giocatori. Gli aquiloni diventano di proprietà di chi li recupera. Chi taglia il filo del penultimo aquilone rimasto in aria ha vinto la competizione e se riesce poi a recuperarlo ne fa il suo trofeo.
Nonostante Hassan sia il miglior cacciatore di aquiloni insieme ad Amir , i due non riescono ad avere successo finché, al suo dodicesimo anno di età, Amir riesce finalmente a vincere la gara restando l'unico con l'aquilone in volo. Alla vittoria suo padre Baba si mostra fiero di lui per la prima volta. Resta tuttavia da recuperare l'aquilone che Amir ha tagliato al momento della vittoria, per portarlo in trionfo. Hassan si mette subito sulle sue tracce e riesce a recuperarlo, ma si imbatte in tre ragazzi più grandi, che i due amici avevano già incontrato una volta, e il capo dei quali, Assef, è animato da odio razziale per l'etnia di Hassan. Quella volta Hassan, per proteggere il figlio dell'uomo presso cui lavora, aveva minacciato i ragazzacci con una fionda ed era riuscito a metterli in fuga. Ma ora questi ultimi, vedendolo solo, si vendicano di lui violentandolo, e lasciandogli in cambio l'aquilone. Amir assiste al fatto di nascosto ma non interviene per salvare il suo servo, non solo perché paralizzato dalla paura, ma soprattutto per timore di vedersi sfuggire l'aquilone, cioè il trofeo con cui sperava di conquistare definitivamente la fiducia di suo padre. Dopo questo avvenimento Amir si sentirà perciò in colpa, e cercherà di troncare i rapporti con Hassan per evitare i rimorsi che la sua presenza desta in lui. E farà in modo di mandarlo via dalla propria casa, insieme a suo padre Ali, accusandolo di un furto ai propri danni che Amir stesso in realtà aveva simulato.
Nel 1981, durante l'invasione sovietica in Afghanistan, Amir e suo padre scappano in California. Arrivati a San Francisco, fanno i venditori al mercatino delle pulci dove Amir, diventato adulto, si innamora di una ragazza di nome Soraya, figlia dell'ex generale afghano Taheri. Amir, molto portato per la narrativa, si laurea in Lettere, mentre il padre si ammala di cancro ai polmoni. L'ultimo gesto di affetto di Baba sarà aiutare il figlio a sposare Soraya. Negli anni '90 Amir riesce a pubblicare diversi libri, mentre falliscono tutti i suoi tentativi di avere figli.
Nel 2001 un vecchio e saggio amico di Baba, Rahim Khan, telefona dal Pakistan, dicendo ad Amir che c'è qualcosa che può fare per Hassan. Amir, da anni roso dai sensi di colpa, viaggia fino a Peshawar e incontra l'amico di famiglia, che gli racconta come Hassan si sia sposato e abbia avuto un figlio, Sohrab. Hassan e la moglie però sono stati uccisi un giorno dai Talebani per puro odio razziale, e Sohrab è finito in un orfanotrofio. Amir però scopre anche che Hassan è nato da una relazione tra Baba e la moglie di Alì, Sanaubar, e che quindi è suo fratellastro, mentre Ali era sterile. Scioccato, Amir decide di cercare suo nipote con l'aiuto di Farid, un amico di Rahim Khan. I due si travestono da Talebani e tornano a Kabul. All'orfanotrofio scoprono che un talebano diverse volte ha portato via bambini e bambine, che quasi mai sono tornati. Così Amir e Farid continuano a cercare Sohrab, contattando questo talebano durante un'esecuzione allo stadio. Arrivato a casa del talebano, Amir scopre che si tratta di Assef, il ragazzo che aveva violentato Hassan quando era bambino. Assef riconosce Amir, e fa portare Sohrab. Ordina alle guardie di lasciare andare Amir con il ragazzo, se Amir dovesse sopravvivere alla lotta. Attacca quindi Amir con il vecchio pugno di ferro e lo riduce in fin di vita, ma Amir ride perché si sente finalmente liberato dal senso di colpa per non aver soccorso Hassan anni prima. Sohrab, vedendo Amir in difficoltà, proprio come il padre in passato, punta una fionda contro Assef e questa volta lo acceca. Insieme scappano e, con Farid, raggiungono il Pakistan, dove Amir viene ricoverato in ospedale per le ferite subite. Racconta tutto il suo passato a Sohrab, e poco a poco si guadagna la sua fiducia e lo convince a venire con lui in America.
A Islamabad Amir cerca di ottenere l'adozione di Sohrab all'ambasciata americana, ma, non potendone documentare la morte dei genitori, capisce che l'unico modo è far passare il bambino per un orfanotrofio. Lo comunica al bambino che, sconvolto dall'idea di entrare in una nuova "casa degli orrori", tenta il suicidio. I medici lo salvano ma Sohrab ormai si sente tradito definitivamente. Dopo aver risolto la pratica del visto e dell'adozione grazie a sua moglie, Amir torna con il nipote in America, dove Sohrab passa un anno in totale silenzio. Un giorno, ad una improvvisata caccia agli aquiloni, un angolo della sua bocca si piega ad un fugace sorriso, la prima crepa nel muro che ha creato tra lui e il mondo.
(Da: it.wikipedia.org)
IL GIARDINO SEGRETO
Mary Lennox è una bambina di 10 anni, nata in India da due genitori inglesi. Trascurata dalla madre e dal padre e affidata alle cure dei soli servitori, in particolare della sua ayah (bambinaia) indiana, la bambina cresce viziata, arrogante e scontrosa. Dopo la perdita di entrambi i genitori, morti di colera, Mary viene affidata alle cure di un ricco zio, Archibald Craven, il quale vive in Inghilterra.
La bambina viene accolta con freddezza dalla signora Medlock, la governante di casa Craven, la quale si è recata a Londra per accompagnarla a Misselthwaite Manor, una imponente abitazione nello Yorkshire. La signora Medlock informa Mary che lo zio non si trova quasi mai nell'abitazione, che Mary dovrà rimanere confinata alle sue due stanze dove dovrà divertirsi da sola in quanto nessuno potrà occuparsi molto di lei. Diverso, nei confronti della bambina, è l'atteggiamento di Martha, una giovane cameriera di origini contadine, appartenente a una famiglia numerosa, la quale tratta Mary con bontà e gentilezza e la spinge a diventare autonoma e a scoprire i lati positivi del nuovo ambiente. Dapprima Mary, secondo il suo atteggiamento, prende in antipatia la vasta residenza, le persone che vi abitano e la brughiera circostante, che le sembra desolata e cupa in inverno.
Una tragica vicenda riguardante la defunta signora Craven, moglie dello zio, raccontatale da Martha, colpisce molto Mary. La giovane signora amava coltivare rose in un giardino segreto; purtroppo vi morì in un incidente (cadendo da un ramo sul quale si dondolava), per cui il signor Craven, disperato, chiuse la porta di accesso del giardino e ne seppellì la chiave. Mary cerca di scoprire la sede del giardino segreto, come pure di scoprire l'origine di un pianto misterioso che qualche volta ha ascoltato in casa e che il personale di servizio ignora o nega. Mary comincia a trascorrere sempre più tempo nel parco e nella brughiera dapprima da sola, poi progressivamente perde il suo atteggiamento solitario e ricerca la compagnia, oltre che di Martha, di Ben Weatherstaff, un anziano e scontroso giardiniere, e di un amichevole pettirosso al quale nel romanzo si attribuiscono qualità umane. La vita all'aria aperta fa aumentare l'appetito di Mary; la bambina si sente sempre più forte e ancor di più lo diventa dopo che inizia a esercitarsi al salto alla corda grazie all'attrezzo che le ha regalato la madre di Martha.
Durante una delle sue esplorazioni nel parco Mary trova finalmente in una buca la chiave del giardino e più tardi scopre, nascosta dall'edera, la porta di ingresso del giardino. Il giardino, invaso dalle erbacce, ha bisogno di cure e Mary, che non ha né la competenza né le attrezzature per intervenire, chiede aiuto a Dickon, fratello dodicenne di Martha. Dickon è un piccolo contadino gentile e profondamente affezionato alla natura e in grado di capire il linguaggio degli animali. Dickon promette a Mary di non confidare a nessuno la scoperta riguardante il giardino e aiuta materialmente Mary a farlo rinascere.
Una notte Mary sente di nuovo, a casa, il pianto misterioso. Alla ricerca della provenienza, con sua grande sorpresa Mary scopre in una stanza un bambino della sua età. I due scoprono di essere cugini: il bambino, di nome Colin, è figlio di suo zio Archibald, orfano di madre e allettato perché ritenuto sofferente di un problema non specificato alla colonna vertebrale. Colin è un bambino viziato e prepotente, malaticcio, ipocondriaco e fermamente convinto di diventare gobbo, come suo padre, e di dover morire a breve termine; prende in simpatia Mary, la quale lo va a trovare tutti i giorni della settimana distraendolo con storie dell'India, di Dickon e dei suoi animali e del giardino segreto. Mary, convinta che il cugino non sia ammalato ma abbia necessità di aria fresca e di esercizio, tenta di ottenerne la guarigione facendo nascere in Colin il desiderio di uscire dalla sua stanza. Mary confida perciò in segreto a Colin di aver accesso al misterioso giardino segreto.
Colin ottiene il permesso di uscire per la prima volta dalla sua stanza e di essere portato fuori all'aria aperta nel parco su di una sedia a rotelle condotta da Mary e Dickon. I tre bambini entrano di nascosto nel giardino segreto dove vengono però sorpresi da Ben Weatherstaff. Irritato per ciò che ritiene un insulto alla sacra memoria della sua amata padrona (la madre di Colin) il vecchio giardiniere redarguisce i tre fanciulli e nella foga si lascia sfuggire il termine "storpio" rivolto a Colin. Furioso, Colin si alza dalla sedia a rotelle, per la prima volta si regge sulle sue gambe che poi denuda per dimostrare a Ben l'assenza di deformità. Divenuto consapevole di essere anch'egli sano e di poter contribuire anch'egli, come Mary e Dickon, alla cura del giardino segreto, anche Colin si recherà ogni giorno nel giardino diventando sempre più forte e fiducioso in sé. I tre bambini si accordano di mantenere il segreto sulla buona salute di Colin per poter fare una lieta sorpresa al padre (Archibald Craven) quando ritornerà a casa da uno dei suoi viaggi.
All'estero, Archibald Craven, che peraltro è rimasto scosso da un sogno in cui la defunta moglie lo invitava a entrare nel giardino segreto, riceve una lettera da Susan Sowerby, la madre di Martha e Dickon,(anche amica molto fidata della signora Medlock) in cui lo invita a tornare a casa per il bene dei ragazzi. Archibald Craven ritorna e, prima ancora di entrare a casa, si dirige verso il giardino; sente delle voci infantili al di là dei muri esterni e, al di là della porta aperta, resta stupefatto nel vedere non solo il giardino in piena fioritura, ma anche suo figlio in salute e in attività. Il personale di servizio di Misselthwaite Manor resta sorpreso nel vedere il ritorno festoso del signor Craven con accanto Colin e gli altri due bambini.
(Da: it.wikipedia.org)
IL GIOVANE HOLDEN
Il protagonista del romanzo è Holden Caulfield, un sedicenne figlio di una famiglia di benestanti americani. Il romanzo si apre con la sua figura solitaria che, su di una collinetta, assiste, sebbene la sua mente sia completamente altrove, ad una partita di football della squadra del suo college. Quella che sta vedendo sarà la sua ultima partita in quella scuola, giacché è stato espulso per non esser riuscito a passare abbastanza esami (d’altra parte ci ha messo del suo, comportandosi da perfetto lavativo). Prima di tornare in camera decide di passare a trovare il suo ormai ex professore di storia Spencer, uomo che nonostante la sua età avanzata ha suscitato in lui un sentimento di simpatia. Ma non appena mette piede in casa del professore capisce che la sua non è stata una buona mossa e sente subito un forte odore di ramanzina, che naturalmente non si fa attendere. Il professore però è seriamente preoccupato dell’atteggiamento di Holden, ma non si rende conto che umiliandolo non fa altro che accrescere la rabbia del ragazzo, che perde ogni simpatia che prima nutriva verso il proprio insegnante. Tornato nel dormitorio incontra i suoi compagni di stanza Ackley e Stradlater. Verso quest’ultimo in particolare Holden nutre un fortissimo astio e non appena viene a sapere che è uscito con una sua ex fidanzata, sapendo che aveva già fatto molte volte l’amore con altre ragazze con cui era uscito, esce di senno e inizia ad insultarlo pesantemente. Egli allora gli sferra un pugno nel ventre e Holden, traboccante d’odio verso il suo compagno, il suo professore e l’intera scuola, prende le sue valige e con 3 giorni di anticipo decide di tornare a New York, non senza aver prima lasciato testimonianza della sua partenza urlando nel cuore della notte: "Dormite sodo, stronzi!"
Una volta arrivato a New York si ritrova senza un tetto dove alloggiare, dal momento che i genitori non hanno ancora appreso la notizia della sua espulsione. Decide allora di trovarsi un alloggio provvisorio e di rimanere lì finché non arrivino le vacanze di Natale, e decide di soggiornare nell’albergo Edmond, un hotel di infima categoria. Non essendo assonnato, decide di entrare nel night club annesso nell' albergo, dove trova tre ragazze, di età molto maggiore della sua, con cui decide di intrattenersi un poco e di ballare. Queste però dopo poco se ne vanno e Holden, per non restare da solo, decide di cercare un altro locale aperto che serva alcolici ai minorenni. Decide allora di andare nel locale di Ernie, un pianista che gode di buona fama a New York. Una volta entrato, una vecchia amica del fratello chiede a Holden di sedere al suo stesso tavolo, ma l’adolescente, poiché riteneva che la ragazza stesse soltanto approfittando di lui per entrare nelle grazie del fratello, declina l’invito e barcollante ritorna in albergo. In ascensore, mentre sta risalendo nella sua camera, viene contattato da Maurice, un inserviente dell’albergo, che gli propone quindici minuti di piacere con una prostituta per soli 5 dollari. Holden, un po’ ubriaco e molto depresso, senza pensarci su, cosa di cui dopo si pente amaramente, accetta la proposta di Maurice. Una volta conosciuta la prostituta Sunny si sente sbigottito e si rende conto dell’errore che ha commesso e così le dice di rivestirsi, perché non se la sente. Passati i quindici minuti Sunny se ne va e Holden le dà i cinque dollari che le spettano. Nel cuore della notte però bussa alla porta della sua camera Maurice, che con una certa insistenza chiede al ragazzo altri cinque dollari, oltre a quelli pattuiti, affermando che lui aveva richiesto fin dall'inizio 10 dollari. Holden però oppone resistenza e così facendo riceve un ennesimo pugno nello stomaco e perde altri 5 dollari. Il mattino successivo abbandona la stanza dell’hotel e si reca in stazione, dove lascia al deposito tutte le sue cose. Dopodiché decide di chiamare una sua vecchia amica, Sally Hayes. Nel pomeriggio i due assistono ad uno spettacolo intellettuale e raffinato; Sally infatti è un po' snob, e Holden sapeva che avrebbe gradito lo spettacolo. Insieme vanno poi a pattinare sul ghiaccio. Dopo aver trascorso un bel pomeriggio, mentre stanno facendo una piccola sosta in un bar, Holden inizia a chiedere ripetutamente a Sally di scappare insieme a lui e vivere in qualche posto isolato lontano dal caos urbano di New York. Sally però presta poche attenzioni ad Holden e risponde con superficialità che le sue sono soltanto idee strampalate ed impraticabili. Lui però, prendendosi troppo sul serio, si lascia scappare una frase che urta talmente la sensibilità di Sally da farla piangere.
Holden si allontana e allora decide di chiamare un’altra sua vecchia conoscenza, Carl Luce. Insieme si danno appuntamento al Wicker Bar. Carl Luce è stato un suo vecchio amico di scuola più grande di lui e adesso frequenta il college. È un tipo intellettuale e perciò piace ad Holden; inoltre conosce molte storie di sesso, tanto da poter sembrare quasi un pervertito, motivo in più perché ad Holden stesse simpatico. Holden immaginava di trovare lo stesso Carl Luce dei tempi della scuola, senza rendersi conto che ormai era quasi un adulto, tanto che il protagonista più volte chiede a Carl qualche storiella sul genere di quelle che raccontava a scuola, ma Carl più volte gli raccomanda di abbassare la voce per non farsi sentire da tutti, molto imbarazzato. Carl se ne va quasi subito quasi snobbando Holden: anzi, gli consiglia, con una nota di disprezzo, di rivolgersi ad uno psicanalista. Una volta che Carl se ne è andato, non sapendo che fare, esagera ancora una volta con l’alcool e uscito dal bar inizia a girovagare per New York. Ripresosi dalla sbornia, non avendo la minima idea di dove andare, decide di andare a casa dei suoi genitori, per incontrare la sorellina. Entra in casa e si dirige cautamente nella camera della sorella, la sveglia e le parla a lungo. Lei gli dice che i genitori non sono in casa e che nell'appartamento ci sono soltanto lei e la governante sorda; poi capisce che il fratello è stato ancora una volta espulso da scuola. Inizialmente si arrabbia molto per questo fatto, ma poi si mette a ballare con lui. Ad un tratto però entrano in casa i genitori quindi si nasconde nell'armadio, mentre la sorella distrae la madre per non farlo scoprire. Esce dall' armadio cercando di muoversi quanto più silenziosamente. Uscito di casa decide di chiedere ospitalità ad uno dei pochi professori per cui nutre una profonda stima: il professor Antolini, insegnante di letteratura inglese. Nonostante l'ora tarda, gli telefona per chiedere di dormire per una notte e sorprendentemente il suo insegnante gli offre piena ospitalità. Una volta arrivato il professore cerca di farlo ravvedere con un serio discorso, non la solita ramanzina, e nonostante avesse precedentemente bevuto un po', riesce a far presa sulla coscienza del ragazzo che inizia a rimuginare sulle parole dette dal suo professore e così si addormenta. Ad un certo punto però si sveglia di soprassalto e si accorge che il professore gli sta accarezzando la testa, cosa che legge come un tentativo di approccio sessuale: così, sudando freddo per lo spavento e l’imbarazzo, dice al professore di doversi recare alla stazione per andare a riprender le valigie, con la finta promessa di tornare subito. A questo punto il ragazzo, più scoraggiato e depresso che mai, decide di fuggire da New York e dalla società. Prima di far ciò però, decide di salutare per l’ultima volta la sua sorellina. Il giorno seguente si reca a scuola e chiede alla bidella di riferire un messaggio alla piccola: di andare, all’ora di pranzo, al museo di storia naturale. Dopo Holden passa la mattinata nel museo dove l'avrebbe dovuta incontrare rimuginando sul suo passato da bambino e di tutto il tempo speso in quel luogo negli anni della sua infanzia. Verso mezzogiorno la sua sorellina si presenta con una grande valigia, avendo capito le intenzioni del fratello. Si trova molto spaesato e così, del tutto involontariamente, finisce con il litigare con la sorellina, che in un primo momento si allontana stizzita, ma poi si riappacifica con lui, dopo che lui le ha comprato dei biglietti per la giostra dei cavalli. Con la figura di Holden, felice che, sotto la pioggia, guarda la sorellina sulla giostra, si chiude il romanzo. Nelle ultime pagine viene fatto un accenno alla malattia di cui poi il giovane si ammalerà, la tubercolosi, e si comprende anche che Holden entra in analisi, come consigliato dall'amico Carl.
(Da: it.wikipedia.org)
IL GRANDE MEAULNES
Scritto alla vigilia della Grande Guerra, nella quale l'autore, Alain-Fournier, troverà la morte appena ventisettenne, Il grande Meaulnes è un romanzo sull’adolescenza e sull'amicizia. Il narratore, l’adulto François Seurel, rievoca il suo incontro con Augustin Meaulnes, un incontro che lo precipiterà in un mondo di avventure e di sogno, di amore romantico e idealizzato e di bruschi risvegli a contatto con la realtà. François non è infatti il protagonista della storia: il suo ruolo è quello di testimone e amico fraterno del personaggio centrale, Meaulnes, il grande Meaulnes.
L'avventura in cui Meaulnes si trova coinvolto per qualche giorno nel domaine mystérieux, il castello misterioso dove si tiene una strana festa, ha connotazioni fiabesche. Il racconto che il giovane Augustin fa all’amico François sembra sospeso in un mondo dove sonno e veglia, sogno e realtà finiscono col confondersi. Quando l’incantesimo svanisce, Meaulnes cercherà invano di ritrovare la strada per il castello: l’adolescenza volge al termine, vana è la ricerca di uno stato di grazia e di purezza che non potrà più essere raggiunto.
« Quando avevo scoperto il castello senza nome, ero ad un’altezza, ad un grado di perfezione e di purezza che non raggiungerò mai più. »
Più tardi, quando i due amici si separeranno, la realtà prenderà il sopravvento cancellando ogni magia dalla splendida avventura.
Quando François rievoca il racconto dell'amico con i suoi compagni del paese, è colpito dalla loro visione disincantata.
Quando Meaulnes parte per Parigi e diventa adulto, la felicità sognata diventa impossibile. Partito alla ricerca di Yvonne, la fanciulla amata d'un amore romantico e puro, intreccia invece una relazione molto più terrena con Valentine, che rappresenta il personaggio femminile opposto ad Yvonne. Valentine è la femme fatale che porta dolore e sofferenza nella vita di Frantz de Galais e di Augustin Meaulnes, Yvonne è la donna angelicata che appartiene al mondo dell’adolescenza e della purezza, un personaggio che sembra ispirato dai romanzi cortesi. La concezione dell’amore ne Il grande Meaulnes si rifà infatti chiaramente alla letteratura medievale e la stessa ricerca del castello misterioso richiama le avventure dei cavalieri alla ricerca del Santo Graal.
(Da: it.wikipedia.org)
IL PRINCIPE E IL POVERO
In Inghilterra, a Londra, nacquero nello stesso giorno due bambini con un destino molto diverso: uno era l'erede al trono, mentre l'altro era figlio di povera gente, ma avevano qualcosa in comune: una forte somiglianza e complicità....
Un giorno Tom (il ragazzo povero) incontrò il principe che gli propose uno scambio: il principe per un giorno avrebbe fatto la vita di Tom e Tom, a sua volta, avrebbe fatto il principe. A sera ognuno avrebbe rivestito nuovamente i propri panni. Non tutto però avvenne come era stato previsto, e a sera il principe non riuscì a tornare al palazzo.
Da quel momento il ragazzo ebbe una serie di avventure, ma alla fine riuscì a dimostrare la propria identità: grazie ad alcune prove ed all'intervento tempestivo di Tom, venne incoronato dopo la morte del re.
Il tema affrontato nel libro è quello di come sia condizionata la vita di ogni ragazzo dall'ambiente e dalla famiglia in cui viene al mondo.
Tom Canty che pure è pieno di buona volontà, tanto che riesce a farsi un po' di cultura andando a lezione da un anziano sacerdote, è comunque condizionato dalla povertà della sua famiglia e dal fatto che il padre è un ladro. Il suo gesto di lealtà nei confronti del principe viene ricompensato con la nomina a guardia reale.
Il principe è costretto dai consiglieri di corte ad una vita di studio intenso, a seguire giornalmente lezioni di scherma... insomma a fare tutto quello che, a corte, era ritenuto importante per un sovrano. Egli si trova a vivere un'esperienza alla quale non è certo preparato. Ma poter verificare di persona quali siano le vere condizioni in cui vive la povera gente è sempre, per coloro che devono governare, una conoscenza utile per prendere decisioni che siano giuste e non danneggino i più poveri.
(Da: it.wikipedia.org)
IL SIGNORE DELLE MOSCHE
Un aereo cade su un'isola deserta mentre è in corso un conflitto planetario. Sopravvivono solo alcuni ragazzi che si mettono subito all'opera per riorganizzarsi senza l'aiuto e il controllo degli adulti. Qualcosa però comincia a non funzionare come dovrebbe, emergono paure irrazionali e comportamenti asociali, da cui si sviluppa una vicenda che metterà a nudo gli aspetti più selvaggi della natura umana.
Prova di esordio di William Golding, premio Nobel per la letteratura 1983, Il Signore delle mosche rappresenta il manifesto della sua poetica, che può essere riassunta in questa frase: "L'uomo produce il male come le api producono il miele".
(Da: it.wikipedia.org)
L'AMICO RITROVATO
“L’amico ritrovato” è lo storico romanzo di Fred Uhlman che narra dell’amicizia, nata sui banchi di scuola, tra due ragazzi completamente diversi per estrazione sociale e carattere.
Hans ha origini ebree e Konradin proviene da una nobile famiglia tedesca. Il romanzo è ambientato a Stoccarda, durante gli anni dell’ascesa del Nazismo. Tra i due ragazzi, protagonisti de “L’amico ritrovato”, nasce un’amicizia profonda, sincera, e a legarli inizialmente sono due passioni che li accomunano: la lettura e la collezione di monete greche.
Quello che sembra essere un legame saldo, duraturo, infrangibile, viene però messo a dura prova dalla Storia. Hitler, infatti, sale al potere e Konradin, che proviene da una famiglia filo nazista, si schiera dalla parte del potere appoggiando le scelte del Dittatore, considerato da lui l’unico capace di salvare la Germania. Il ragazzo, messo alle strette dalle pressioni, si trova costretto a scegliere e per non mettersi in cattiva luce decide di non frequentare più l’amico ebreo.
Hans, nel frattempo, emigra da parenti americani, mentre i genitori restano a combattere nella loro terra, contro il nazismo, per difendere a tutti i costi la loro patria e i loro diritti. L’ebreo rimarrà presto orfano perdendo i genitori che, pur di sottrarsi alle persecuzioni dei nazisti, decidono di suicidarsi. Quando tutto sembra perduto, però, ecco che avviene la svolta o per lo meno un accenno al cambiamento, un segnale che fa comprendere ciò che a volte sembra nascondersi, quello che non è sempre così evidente e chiaro.
Dopo molti anni dalla fine della guerra ad Hans arriva una lettera proveniente dal liceo che aveva frequentato, in cui c’è la richiesta di un contributo economico per la costruzione di un monumento agli studenti caduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Ed è a quel punto che Hans legge, tra i vari nomi, quello del suo vecchio compagno di scuola Konradin, quello che inizialmente sembrava averlo rinnegato. Accanto al suo nome c’era scritto che era stato giustiziato per essere implicato nella congiura per uccidere Hitler. Proprio leggendo la lettera del suo liceo, Hans si rende conto di aver ritrovato un amico.
L'ISOLA DI ARTURO
Il personaggio principale racconta la sua infanzia e la sua giovinezza trascorse nella minore e meno turistica isola del golfo di Napoli, Procida. Cresciuto senza madre con un padre grigio ed ambiguo, Arturo riconosce Procida un po' come il penitenziario che raccoglie i carcerati presenti sull'isola: territorio abitato da gente insofferente con forte sentimento di libertà ed evasione. La dimensione originaria del personaggio è sottomessa dalla presenza del padre, Wilhelm, figura che assume, per Arturo, la mole di una vero e proprio ente supremo, e dall'assenza della madre, ugualmente adorata a divinità. La storia del suo amore impossibile per la matrigna è l'indicatore chiave del suo personale disagio e della sua frustrazione adolescenziale: “Fra quante donne esistevano al mondo, se ce n'era una più di tutte impossibile per me, vietata al mio amore da una proibizione suprema, quest'ultima era Nunziatella. Fino a poco prima, quando ancora non sapevo di amarla, io potevo permettermi la speranza di accostarmi a lei, di meritare nuovamente la sua gentile amicizia; ma ora, invece, nessuna speranza mi era permessa.”
Il punto cruciale del libro si svela dunque quando il protagonista individua il suo amore intenso per la donna, atto che inevitabilmente lo allontana dall'isola per sempre.
(Da: doc.studenti.it)
NARCISO E BOCCADORO
L'ascetico Narciso era destinato ad una brillante carriera religiosa. In principio egli compare come un giovane maestro nel convento di Mariabronn, temuto e assai stimato persino dai suoi superiori per via delle sue conoscenze. Aveva inoltre la capacità di leggere con straordinaria precisione l'animo delle persone. La più clamorosa applicazione di tale dote investì con violenza Boccadoro, un giovane e talentuoso scolaro inviato al monastero dall'arido padre al fine di espiare la congenita anima peccaminosa ereditata dalla madre. La madre era per Boccadoro una figura poco chiara, delineata per lo più dai racconti del padre. Narciso, accortosi di tale lacuna nel cuore dell'amico, rievoca i suoi ricordi e gli rivela una sua profonda convinzione secondo la quale egli non sarebbe mai potuto diventare un erudito od un uomo religioso perché ciò non corrispondeva alla sua natura. Il giovane Boccadoro, fortemente scosso dalle parole dell'amico, incontra una donna di nome Lisa, si congeda e lascia il monastero. L'intrapresa vita di vagabondo insegna al giovane ad amare, a soffrire, a gioire, a cercare: in poche parole gli insegna a vivere.
Dopo alcuni anni di disperata ricerca Boccadoro scopre la sua natura di artista, così brillantemente intuita dall'amico Narciso. Egli diventa allievo del celebre maestro Nicola per poter raffigurare le immagini createsi dentro di lui dall'esperienza sensibile del mondo. Appresa l'arte e ottenuto prematuramente il diploma di maestro (grazie alla realizzazione del suo apostolo Giovanni, a immagine dell'amico Narciso), rifiuta l'eredità della bottega del maestro Nicola e la mano della bella figlia Elisabetta.
Boccadoro riprende così la sua vita errabonda. Nel corso del suo pellegrinaggio Boccadoro conosce gli orrori del mondo, ma conosce anche l'amore; ama molte donne, ma solo alcune di esse resteranno per sempre nel suo cuore: la zingara Lisa, Lidia, la figlia del cavaliere che lo ospitò in cambio del suo latino, Giulia, sua sorella, Lena, la fanciulla morta di peste che lo amò più sinceramente di qualsiasi altra donna, Agnese, la bella e glaciale amante del conte. Ma una sola figura lo accompagnò per tutta la sua esistenza dal momento dell'addio al monastero: la Madre eterna, immagine vaga, sfuocata, eternamente in mutazione, che alla fine risultò essere l'immagine di sua madre. Per tutta la vita Boccadoro ricercò tale immagine. La trovò solo in vecchiaia durante il suo ultimo pellegrinaggio, in cui spezzatosi il cuore per il mancato amore di Agnese, si ruppe alcune costole cadendo da cavallo.
Per tutta la vita il sogno di Boccadoro fu quello di cogliere con chiarezza l'immagine della Madre eterna e di rappresentarla; ma una volta colta, il piacere derivante dalla pace interiore che ne conseguì fece scemare in Boccadoro il desiderio di rappresentarla. Ora può morire sereno, poiché ha ritrovato sua madre, e ha scoperto l'amore, perché senza madre non si può amare.
(Da: it.wikipedia.org)
Oliver Twist – Riassunto e recensione del libro
Oliver Twist è un romanzo del 1838 di Charles Dickens. Fu pubblicato in origine a puntate.
Come molti lavori di Dickens, Oliver Twist tendeva a portare all’attenzione dell’opinione pubblica una serie di mali dell’epoca, fra i quali il lavoro in fabbrica, il lavoro minorile, il reclutamento di bambini per il crimine, le condizioni igeniche nelle città. Anche se intende sollevare problemi molto seri, svelando la fondamentale ipocrisia dell’epoca vittoriana, il romanzo è sarcastico ed ha tratti di humour nero che ne alleggeriscono la lettura.Oliver Twist è stato utilizzato come soggetto per molti adattamenti cinematografici e televisivi. I più celebri adattamenti per il grande schermo sono stati realizzati da David Lean nel 1948 e da Roman Polański nel 2005. Nel 1988 la Walt Disney Pictures ha realizzato un film di animazione ispirato al romanzo, Oliver & Company. Il romanzo ha inoltre fornito lo spunto per un musical inglese di successo, intitolato Oliver!.
Alla periferia di Londra Oliver è un piccolo orfano. La mamma è morta subito dopo averlo dato alla luce ed il padre è sconosciuto. Il neonato finisce quindi all’orfanotrofio dei poveri. Il terribile orfanotrofio è finanziato dalla chiesa tutti i soldi sono intascati dai gestori ed i piccoli sopravvivono a stento. Il piccolo è succube dei grandi e non può essere aiutato dai suoi coetanei poiché tutti hanno il solo scopo di sopravvivere alla situazione disumana in cui si trovano. Vessato dai compagni e dagli insegnanti il piccolo Oliver diventa un problema per la direttrice e per il “mazziere”, un arido uomo che sovraintende alla disciplina dei ragazzi. Dopo l’ennesimo episodio in cui è coinvolto Oliver la direttrice dell’istituto cerca di liberarsene. Viene mandato a servire presso un fabbricante di bare che non lesina percosse. Dopo poco tempo Oliver esasperato scappa cercando fortuna raggiungendo a piedi la grande città. Quando arriva a Londra è allo stremo delle forze, incontra per strada un coetaneo che lo aiuta e lo porta con sè. Il ragazzo e altri fanciulli fanno capo ad un vecchio ebreo di nome Fagin, ricettatore di merce rubata. Ospitato nella casa di Fagin al ragazzo viene, a poco a poco, insegnato dall’ebreo e dai ragazzi, il mestiere del ladro. Oliver è ancora ingenuo e non riesce ad interpretare i sentimenti che lo sconvolgono, inizia ugualmente a capire la razza di compagnia in cui si è imbattuto. La sua sorte non volge al meglio.
Il suo primo lavoro è quello di rubare dalle tasche di benestanti e distratti passanti qualsiasi oggetto prezioso riesca a racimolare. In quest’occasione è affiancato da due compagni. Il giovane benché innocente viene rincorso e arrestato, mentre i veri ladruncoli riescono a fuggire. Finito in prigione e interrogato dalla polizia capisce di che pasta siano gli uomini della legge. In seguito, liberato grazie ad una testimonianza favorevole, viene notato da un anziano libraio e accolto nella sua casa. Finalmente per il povero Oliver inizia un periodo favorevole.
Il periodo è breve e caduto nuovamente in disgrazia al soldo della banda di ladri il ragazzo sarà subdolamente minacciato e costretto ad aiutare il rozzo e alcolizzato ladro di nome Sikes a rapinare una villa. Il compito del segaligneo ragazzo è quello di penetrare in una stretta apertura della casa e una volta dentro recarsi alla porta per aprire al ladro. Oliver viene però sentito dai domestici del padrone di casa e da questi ferito con un colpo di arma da fuoco. Il ladro scappa e lui rischia la morte. I servi accorgendosi che si tratta di un fanciullo lo affidano alle cure della figlia del padrone, Mr. Brownlow, che lo tratta come un fratello caduto in disgrazia. Oliver torna in forze e acquista sicurezza in sé stesso. Ora viene anche istruito e sta forse raggiungendo una dimensione di vita più normale, quella che ogni ragazzino dovrebbe avere.
Dopo qualche tempo i loschi ex compagni rapiscono il ragazzo mentre si reca in città. Vogliono servirsi ancora una volta di lui per ottenere un lauto riscatto. Dopo nuove vicissitudini, tra cui la comparsa di un fratellastro, che conoscendo le origini. I malvagi personaggi che per tutta la sua breve vita l’hanno angustiato saranno tutti assicurati alla giustizia e subiranno la giusta condanna.
(Fonte: http://recensionilibri.wordpress.com; wikipedia.org)
PAPA' GAMBALUNGA
Jerusha Abbot è una trovatella, abbandonata in fasce dai suoi genitori. Non si sa nulla della sua famiglia: il suo cognome è stato preso a caso dall'elenco telefonico (Abbot è nella prima pagina) e il suo nome da una tomba del vicino cimitero.
Alla soglia dei 18 anni, terminate le scuole superiori, la ragazza sembra ormai destinata a rimanere nell'orfanotrofio come istitutrice, ma un ignoto e ricco membro del consiglio dell'istituto, colpito dal suo talento nello scrivere, decide di diventare suo tutore e le offre la possibilità di frequentare l'università. L'ignoto benefattore che desidera rimanere anonimo (si farà chiamare John Smith) pone come unica condizione che Jerusha gli scriva periodicamente per tenerlo al corrente dei suoi progressi nello studio e nella vita. L'unica immagine che la ragazza ha di questo eccentrico personaggio, è la sua lunga ombra dalle gambe sottili proiettata contro una parete dalla luce radente dei fari della sua automobile: la ragazza deciderà quindi di soprannominare il suo tutore "Papà Gambalunga".
Da questo punto il romanzo racconta la vita di Jerusha nei suoi quattro anni di università, così come viene riportata dalle lettere che periodicamente la ragazza scrive al suo tutore. Jerusha, per integrarsi meglio nell'ambiente alto-borghese in cui si trova, capisce subito che è opportuno celare la sua identità di orfana: si farà chiamare Judy e fingerà di essere una ricca ragazza di buona famiglia, con un tutore legale che amministra i suoi beni. Col passare del tempo, conosceremo quindi i personaggi che riempiranno la vita di Judy: Sallie McBright e Julia Pendleton, le sue compagne di stanza, Jimmy McBright, fratello maggiore di Sallie e soprattutto Jervie Pendleton, lo zio di Julia, con il quale nascerà una storia d'amore. Quando però Jervie farà a Judy la proposta di matrimonio lei rifiuterà, senza spiegargli il motivo. Lei è profondamente innamorata, ma non vuole che lui, ricco e di buona famiglia, sposi un'orfana per poi pentirsene. Inoltre per orgoglio non avrà il coraggio di confessare le sue vere origini e il suo rifiuto farà credere a Jervie che Judy sia innamorata di Jimmy, il fratello di Sallie.
Ma la storia è percorsa soprattutto dal mistero sulla vera identità di Papà Gambalunga: Judy vorrebbe incontrarlo per conoscere il suo benefattore, ma per qualche ragione, che lei non capisce, lui a tale desiderio risponde sempre negativamente. La rivelazione arriverà solamente all'ultima pagina, quando Judy ormai laureata, potrà scoprire finalmente l'incredibile vera identità del misterioso Papà Gambalunga.
PICCOLE DONNE
Il romanzo “Piccole donne” di Louisa May Alcott è considerato tra i capolavori della letteratura per l’infanzia, ma è molto amato anche dal pubblico adulto.
La storia è incentrata su quattro sorelle, Amy, Jo, Meg e Beth che vivono con la madre e la domestica, mentre il padre è al fronte a combatte la Guerra di Secessione.
La guerra fa da sfondo alle loro vicende, perché in primo piano ci sono le grandi avventure e le piccole disavventure delle quattro ragazze. Certo la loro vita è segnata dalle continue preoccupazioni per il padre lontano e per le ristrettezze economiche che si trovano a subire proprio in conseguenza della guerra, ma quello che risalta maggiormente è la loro storia.
Le sorelle infatti sono molto unite e grazie alla loro solida amicizia, al modo semplice di affrontare le giornate godendo delle piccole cose quotidiane, riescono a non soccombere alle difficoltà che si presentano.
La spensieratezza che c’è in casa viene, però, messa a dura prova da vari eventi, arriva la notizia della malattia del padre, la madre è costretta a partire e poi anche Beth cade malata. Ed è proprio in queste fasi negative che le ragazze mostrano la bellezza e la solidità del loro rapporto, nonostante la diversità del loro carattere e del modo di affrontare i problemi.
Il libro ruota attorno ai racconti che identificano e mostrano le quattro sorelle, ma a fare da perno, con un ruolo predominante è la madre. La donna osserva tutto quello che avviene in casa, attenta a non perdersi nulla, è sempre vigile, ma capace di lasciare spazio dando libertà di scelta, rendendo così la possibilità ad Amy, Jo, Meg e Beth di vivere le proprie esperienze, senza interferire.
Quello che un lettore attento può notare perdendosi nelle pagine del romanzo “Piccole donne” è che la realtà che viene descritta è molto lontana dalla nostra, le situazioni sono subite ed affrontate in maniera completamente differente.
Una malattia che adesso è semplice da debellare, ovviamente allora poteva essere mortale, le donne, inoltre, ricoprivano un ruolo più defilato nella società e, per di più, in assenza di informazioni e tecnologie, i rapporti venivano vissuti con una maggiore genuinità.
La scrittrice Louisa May Alcott, in “Piccole donne” riesce a mettere l’accento su tematiche importanti, mostrandoci fino in fondo il carattere delle protagoniste e le loro reazioni dinanzi ai fatti quotidiani.
Jo in particolare, viene descritta come colei che combatte contro le regole che conformavano le donne ad un ruolo secondario, per mostrarsi per quello che è, senza doversi mostrare indifesa e fragile, quasi sottomessa alla volontà comune. Lotta per poter vivere i propri piaceri, senza temere il giudizio altrui, ma ascoltando i consigli della madre, che avendo più esperienza rispetto a lei, l’aiuta ad essere amorevole e una donna migliore.
“Piccole donne” è un romanzo che possiede non solo una buona storia che fa appassionare, ma anche dei messaggi molto interessanti, soprattutto quelli che derivano dai discorsi fatti tra la mamma e le figlie. Un libro indimenticabile per la vecchia generazione, ma che può trovare una giusta collocazione anche nelle nuove leve.
QUALCUNO CON CUI CORRERE
Assaf è un sedicenne timido e impacciato che, durante l'assenza dei genitori (in viaggio per l'America), svolge servizio presso il municipio della zona. Assaf passa le sue giornate inutili attaccato ad un computer, fino a che il suo principale gli affida un compito insolito: ritrovare il padrone di un cane randagio, ritrovato da poco per le strade di Gerusalemme. Il ragazzo si trova quindi ad affrontare questo compito portando il cane in giro per la città nella speranza che lo conduca dal suo padrone. Il cane però sembra non voler stare seduto, in preda all'euforia della libertà ritrovata, comincia a correre speditamente. Assaf, colto di sorpresa, rincorre il cane finché quest'ultimo non si ferma accanto ad una pizzeria. Alquanto scosso per la corsa imprevista, Assaf si sente rivolgere la parola dal pizzaiolo, il quale ha immediatamente riconosciuto il cane, o meglio, la cagna. Ed è qui che gli comincia a chiedere di lei, di una ragazza, la padrona della cagna
Questo è solo uno dei primi incontri che sconvolgeranno la vita di Assaf nei giorni successivi. Comincia così una sequela di incontri che lo porteranno a conoscenza di Tamar, una ragazza della sua età e padrona di Dinka. Una ragazza che tutti dicono abbia bisogno di aiuto. Assaf comincia la sua ricerca, la cui avventura è già cominciata circa un mese prima. Entra così in scena Tamar, dal carattere deciso e forte, che decide di scappare di casa per salvare il fratello tossicodipendente Shay dalla rete di un'associazione illegale, che si copre presentandosi come rifugio per "giovani artisti". Tamar, a sangue freddo, sfrutta il suo talento per entrare a far parte di quest'associazione, dimenticando rischi e paure. Il fascino che i racconti di tutti fanno aleggiare attorno alla figura di Tamar, spingono Assaf ad una ricerca continua, guidata da Dinka, finché non si troverà dentro la sua vita triste e desolante, fatta di dolorose sconfitte e lacerante solitudine.
(Da: it.wikipedia.org)
TOM SAWYER
Tom Sawyer è un ragazzo di circa 10 anni molto irrequieto e vivace che non dà mai retta alla zia Polly, che lo aveva adottato quando era piccolo alla morte dei genitori, Tom non esita a ingannare le persone vicine per raggiungere i suoi scopi, come quando ruba la marmellata alla zia o, per non dipingere lo steccato, usando uno stratagemma lo fa dipingere ai suoi amici, convincendoli a lavorare a pagamento. Il fratellastro Sid denuncia le sue bugie alla Zia (Polly).
Tom vive molte avventure e, tra le tante, assiste all' omicidio del medico più famoso del villaggio. Di tale morte si credeva colpevole l'innocente Muff,che viene scagionato poi grazie alla testimonianza di Tom. La colpa ricade allora giustamente su Joe l'indiano (capo branco). Joe troverà la morte, dopo essere fuggito in una grotta in cui, tra l'altro, si erano smarriti anche Tom e la sua "fidanzatina" Becky Thatcher. Il cadavere di "Joe l'indiano" viene ritrovato due settimane dopo la sua morte. Tom, insieme all'amico Huck, riesce a trovare il tesoro da loro sempre desiderato, dividendoselo e diventando così molto ricchi. Infine Tom, per permettergli di entrare nella loro banda di banditi, convince Huck (l'orfano) a tornare per un mese dalla vedova Douglas, a cui aveva salvato la vita, mentre lei precedentemente si era sempre presa cura di lui per fargli imparare le buone maniere.
(da: http://it.wikipedia.org)