Leccio
Michele Santospagnuolo e Riccardo Baldelli
Michele Santospagnuolo e Riccardo Baldelli
FAMIGLIA
Fagacee
NOME LATINO
QUERCUS ILEX
DESCRIZIONE
Il leccio è un albero sempreverde e latifoglie, con fusto raramente dritto, di altezza fino a 20–24 m. Può assumere aspetto di cespuglio qualora cresca in ambienti rocciosi. È molto longevo, può arrivare a vari secoli di vita, ma ha una crescita molto lenta. La corteccia è liscia e grigia da giovane; col tempo diventa dura e scura quasi nerastra, finemente screpolata. I giovani rami dell'anno sono pelosi e grigi, ma dopo poco tempo diventano glabri e grigio-verdastri.
CARATTERISTICHE
RADICI:Le radici sono robuste e particolarmente profonde con diversi metri di profondità, il Leccio è una pianta molto difficile da trapiantare a causa delle sue radici, che crescono fin dai primi anni di vita, non solo, sono anche molto resistenti alla siccità.
FIORI: La pianta inizia a produrre i fiori intorno ai 10 anni d'età, unisessuali. I fiori maschili sono cilindrici e pelosi, hanno il “calice” con 6 lobi e 6-8 parti fertili, ovvero gli stami. I fiori femminili sono in spighe sorrette da un piccolo gambo composte da 6-7 fiori, ogni fiore ha 3-4 stigmi.La fioritura avviene, da aprile a giugno.
I FRUTTI:sono delle ghiande, dette lecce, portate singole o in gruppi di 2-5, su un’estremità lunga circa 10–15 mm (eccezionalmente anche 40 mm). Le dimensioni variano da 1,5 a 3 cm di lunghezza, per 1-1,5 cm di diametro. Sono di colore castano scuro a maturazione, con striature più evidenti.
All'apice di ogni ghianda è presente un robusto picciolo. Maturano nello stesso anno della fioritura, in autunno.
HABITAT
Il leccio cresce lungo tutto il bacino del Mediterraneo.
Per quanto riguarda il terreno questa specie non ha particolari esigenze. Preferisce però terreni non troppo umidi, con un buon drenaggio.
APPROFONDIMENTI/CURIOSITÀ
Nelle civiltà italiche antiche e anche greche il leccio ha avuto un valore sacro molto rilevante, che però col passare del tempo è diventato negativo con la civiltà romana.
E’ stato rivalutato solo durante il medioevo come pianta “da oracolo”, ma è anche simbolo di potenza e resilienza.