TITOLO : MAFFIN
AUTORE : MASSIMO DE NARDO
CASA EDITRICE : Rrose Sélavy
ANNO DI PUBBLICAZIONE : Marzo 2016
NUMERO DI PAGINE : 153
NOTIZIE SULL’AUTORE
Nato a Macerata nel 1951, Massimo De Nardo, era responsabile della casa editrice Rrose Sélavy nata nel 2012, per cui ha ricevuto il premio Andersen nel 2014 e il premio Edito-Re nel 2015 come migliore editrice per ragazzi. Ha lavorato come copywriter free lance e come docente esperto in comunicazione. Ha scritto Se dici parole, sedici parole (omografi), in Guida di italiano per la V elementare, Ogni tanto fatela suonare, Che mestieri fantastici! Autore anche di testi teatrali per cui ha ricevuto il premio nazionale Oreste Calabresi nel 2008 e il premio nazionale In Scena nel 2009. Diversi suoi articoli e racconti sono stati pubblicati in riviste e web magazine. Maffin è stato il suo primo romanzo per ragazzi. È morto il 13 aprile 2020 all’ospedale di Macerata a 68 anni.
GENERE LETTERARIO
La storia narrata in questo libro è un’avventura perché Martino ha una missione: consegnare l’orologio a Michele Krons, ma un certo Mr Krons lo ostacola e la sua missione diventerà più complicata del previsto.
VICENDA
Un signore entra con un orologio nella bottega del signor Gen, rinomato orologiaio, e gli dice che deve ripararlo entro sette giorni altrimenti pagherà con la vita. Non passa più a ritirarlo. Un giorno il signor Gen riceve un pacchetto firmato Michele Krons con dei soldi e una targhetta con scritto Via Ampie punte 1, Villa d’aria: è l’indirizzo al quale consegnare l’orologio riparato e pensa di incaricare Martino Torren, chiamato dagli amici Maffin, un quattordicenne orfano che vive con sua zia Emma in paese. Inizia così il viaggio di Maffin, che prende la corriera e attraversa le colline per dirigersi al porto. Lì si imbarca in una nave dove incontra la signora Ros con la figlia Nelly, amiche del signor Gen, che lo accompagnano nel viaggio per nave. Arrivato al porto sale da solo su un treno per raggiungere un’altra tappa, dove non si sente al sicuro a causa dell’incontro con un certo “tipo mogano” poco rassicurante.
Alla stazione il ragazzo deve incontrare un amico del signor Gen che non si presenta. Scopre infatti che quando l’orologio si ferma il tempo si “scombussola”, quindi l’appuntamento è saltato. Nel frattempo il signor Gen viene a sapere che il ragazzo non ha incontrato l’amico e decide di chiamare il signor Manieri, addestratore di animali, chiedendogli di sorvegliare Maffin con degli animali, un border collie e tre aquile.
Il ragazzo esce dalla stazione in cerca di un telefono e si accorge della presenza d elle aquile e del cane che lo seguono. Decide allora di chiedere informazioni sulla strada ad un vigile che gli disegna l’itinerario sul suo quadernetto, poi incontra un signore somigliante al “tipo mogano” che lo aiuta a cercare un telefono. Oramai è sera e i due decidono di fermarsi in un bar per la notte e lì hanno modo di conoscersi. L’uomo si chiama Angelo Vlad, ma tutti lo chiamano Radar, cerca un telefono per chiamare il meccanico perché il suo camioncino Alfa 430 si è rotto. Finalmente Maffin riesce a telefonare al signor Gen, ma non lo trova, perché i numeri di telefono sono cambiati, riesce però a chiamare un orologiaio amico del signor Gen, un certo Emilio, che gli dice di portargli l’orologio.
Il mattino seguente il ragazzo lascia l’orologio in custodia a Emilio per farlo riparare e con Vlad decide di tornare alla loro camera, ma vengono fermati da due scagnozzi travestiti da poliziotti che vogliono la sacca di Maffin. Fortunatamente il border collie e le tre aquile li spaventano e li fanno allontanare. Il giorno dopo vanno a ritirare l’Alfa riparato e prendono anche l’orologio. Ripartono e finiscono in mezzo a un deserto senza però trovare il paese di Villa d’aria.
Arrivati ad un incrocio Maffin scopre che la via indicata nell’indirizzo, Ampie punte, è l’anagramma di “Mappe unite”, così decidono di unire tutte le mappe disegnate dalla gente incontrata, ma la mappa è comunque illeggibile. Improvvisamente vedono arrivare il border collie che prende una direzione e loro lo seguono. Nel tragitto decidono di entrare in un grande cimitero che si trova vicino alla strada. Lì Maffin scorge la tomba di sua zia Emma, morta tre anni prima, perché il tempo per l’ennesima volta è scombussolato e preannuncia un evento futuro. Ripartono, ma sono costretti a fermarsi perché vedono una macchina nera sospetta in mezzo alla strada. Fuori ci sono due uomini con delle pistole in mano e tre armati all’interno. Vlad decide di sacrificarsi per salvare Maffin, così col camioncino permette a Maffin di fuggire senza essere visto.
Vlad è in pericolo e le tre aquile vengono in suo aiuto, ma vengono colpite: due cadono a terra ferite e la terza riesce a ferire un uomo in testa, ma sarà uccisa ugualmente dagli altri.
Il ragazzo viene soccorso dal signor Manieri e poi di nuovo la signora Ros e la figlia Nelly che lo accompagnano nell’azienda di orologi solari di Michele Krons in Via Ampie punte 1. Finalmente riescono a consegnargli l’orologio e scoprono che in realtà proprio l’orologio mette in ordine il tempo e quando si rompe, il tempo torna normale, cioè scombussolato. Michele Krons spiega a Maffin cos’è successo prima che cominciasse il suo viaggio. Un certo Mister Krons aveva rubato l’orologio e anche il cognome a Michele Krons, l’aveva rotto per scombussolare il tempo; per fortuna un uomo di fiducia di Michele Krons l’aveva recuperato e e affidato al signor Gen per farlo riparare. L’uomo di fiducia nel frattempo era stato ucciso dagli scagnozzi di Mister Krons e così non aveva potuto ritirarlo e solo dopo anni Michele Krons era riuscito a scoprire che ce l’aveva il signor Gen, così aveva inviato la lettera per farselo recapitare. Maffin, salutato Krons, esce e trova Vlad sano e salvo col suo camioncino e si fa accompagnare da zia Elga con il border collie.
NARRATORE
Il narratore è lo scrittore, in quanto cambia le vicende della storia cancellando personaggi e avvenimenti a suo piacimento. Lo scrittore narra la vicenda in terza persona, inoltre, dialoga con i personaggi della storia, specialmente con Vlad.
PERSONAGGI
I personaggi più importanti nel libro sono e che mi hanno maggiormente colpito sono:
Martino Torren, soprannominato Maffin, un ragazzo mingherlino di 14 anni con gli stessi capelli ricci e secchi della madre. Sua madre è morta durante il parto, mentre suo padre se n'è andato dopo aver scoperto di essere diventato padre. Martino inizialmente è restato in un orfanotrofio, poi viene affidato a due sue lontane parenti, Elga ed Emma Torren.
Angelo Vlad, soprannominato Radar, un camionista alto, con le spalle larghe e zoppicante. È uno zingaro proveniente da un paese che non c’è più. Incontra Maffin dopo che il suo camioncino Alfa biancorosso si è rotto e da lì in poi lo aiuta. Lui è un personaggio molto misterioso infatti non risponde alle numerose domande che gli fa il narratore.
Il signor Gen, un orologiaio con gli occhi grigi e veloci, il naso a patata, i capelli un po’ radi e appena bianchi. Ha incaricato Martino di consegnare l’orologio e lo ha aiutato chiedendo al signor Manieri di inviare il border collie e le tre aquile in suo supporto.
Michele Krons, il proprietario dell’orologio, un signore un po’ austero sulla settantina, magro, elegante, di media statura, con i capelli corti sulle tempie e appena arruffati, naso e occhi da falco, voce profonda. Proprietario di un’azienda che costruisce orologi solari.
Mister Krons, un uomo che ha rubato sia l’orologio che il cognome a Michele Krons e rompendolo ha scombussolato il tempo. Compare solo indirettamente nella storia, in quanto invia i suoi scagnozzi a rubare l’orologio a Maffin senza però riuscirci.
Questi personaggi mi hanno colpito per il loro comportamento a volte bizzarro e nella realtà non ho mai conosciuto persone simili a loro.
AMBIENTAZIONE
La vicenda si svolge nella seconda metà del Novecento perché il camion di Vlad risale a quell’epoca e all’interno del racconto sono inseriti elementi moderni come le pistole e i fucili, gli orologi, le macchine, il telefono e le lampadine.
Grazie a questo libro sono riuscito a comprendere come fosse difficile comunicare senza i cellulari, ma solo con i telefoni pubblici e che a quell’epoca per un ragazzo di quattordici anni era normale intraprendere un viaggio da solo.
STILE
Le parole usate dall’autore sono di facile comprensione, anche se molti episodi e riflessioni non vengono spiegati esplicitamente e quindi ognuno può trarne le proprie conclusioni ponendosi spesso delle domande sul perché di certi avvenimenti.
I periodi sono lunghi e i fatti vengono narrati con un ritmo lento che accelera nei momenti in cui compaiono gli scagnozzi di Mister Krons.
Lo stile dell’autore è sofisticato e coinvolgente, ricco di frasi profonde come:
“La vita è un attimo, specialmente quando non c’è più.”
“Ci sono momenti in cui si ha bisogno di fermare un po’ tutto. Riflettere. Tornare indietro. Cancellare. [...] Se racconti una storia puoi farlo. Con tutto il resto non si può. Con la vita (e questa è davvero una parola grossa) non possiamo farlo.”
“Le storie sono anche imprevedibili, non le controlli, vanno per conto loro.“
“Ci sono persone che fanno le cose per gli altri perché sentono di farle. Punto e basta.”
TEMA E MESSAGGIO
Da questo libro ho imparato che bisogna vivere ogni momento della propria vita con felicità e sorridendo perché potrebbe essere l’ultimo e che anch’io posso compiere grandi imprese per questo chi legge questo libro diventa una persona migliore.
OSSERVAZIONI FINALI
Il libro mi è piaciuto perché mi sembrava di essere all’interno del libro nelle azioni più pericolose e perché essendo un amante degli animali mi è piaciuta la presenza del border collie e delle tre aquile. Per leggerlo ho impiegato un mese e mentre leggevo immaginavo di immedesimarmi in Maffin e cercavo di spiegarmi gli avvenimenti insoliti che avvenivano. Io consiglierei la lettura a tutte le persone che si sentono troppo piccole per essere importanti per far loro capire che a qualsiasi età e con qualsiasi corporatura si può fare di tutto e agli accidiosi affinché vivano bene ogni momento.
F.B. - Classe 2B SSPG di Minerbe