dicembre 2025 - n. 6
di Marco Liberati e Mattia Draghici, 5A
Salve signor Martin Luther King, siamo lieti di poterla intervistare.
Salve è un piacere per me.
Le potremmo fare qualche domanda?
Certamente.
Come è stata la sua infanzia?
Sono nato il 13 gennaio 1929, ad Atlanta, in Georgia.
Il mio nome di battesimo è Michael King JR.
Sono figlio di un pastore battista. Ai miei tempi i neri erano discriminati, ci era vietato l’accesso a molte scuole, università, club sportivi, centri di ricreazione, persino sugli autobus i bianchi avevano più diritti dei neri, noi infatti non potevamo occupare i posti a sedere.
Cosa provava per queste ingiustizie?
Mi sentivo amareggiato e triste perché mi sarebbe piaciuto avere le stesse opportunità dei miei coetanei bianchi.
A chi si è ispirato e dove ha trovato il coraggio di ribellarsi a queste ingiustizie?
Ho preso esempio da Rosa Park che nel 1955 si è rifiutata di cedere il posto ad un bianco sull’ autobus. Inoltre, mi ha affascinato molto la figura di Mahatma Gandhi e della sua lotta non violenta contro il dominio Britannico.
Come si è sentito mentre pronunciava il suo famoso discorso "I have a dream”?
È stata un'occasione di riscatto per tutti i neri d’America, pensate che al mio discorso del 28 agosto del 1963 hanno partecipato circa 250.000 persone, un mare di gente…una voce per i diritti di tutti i neri d’America e anche del mondo.
In seguito a questo discorso ha anche vinto un Premio Nobel per la Pace. Come le ha cambiato la vita questo premio?
È stato un momento storico, il mondo intero ha visto che un nero poteva smuovere le coscienze di tutto il mondo.
Signor King, lei è un modello per noi ragazzi. Porteremo sempre nel cuore il suo discorso. Arrivederci e grazie per aver risposto alle nostre domande. E grazie per il suo coraggio.
Grazie a voi, e ricordatevi sempre di stare dalla parte di chi è oppresso e lottare pacificamente per i suoi diritti.
✨A.S. 2024-2025✨
maggio 2025 - n. 5
Alessandro Volta
di Cristian Ciobica, 5A
Cristian: Ciao signor Volta ti potrei fare un'intervista?
Volta: Sì certo ne sarei lieto.
Cristian: Ok allora iniziamo.
Volta: Va bene.
Cristian: Tu, Volta se non mi sbaglio sei nato a Como nel 1745, vero?
Volta: Si, non ti sei sbagliato di una virgola.
Cristian: Ma è vero che un giorno hai scoperto l’aria infiammabile detta metano ?
Volta: Si, me lo ricordo come se fosse ieri, era un giorno dopo una forte tempesta, ho scoperto il gas metano che oggi è il combustibile più diffuso al mondo.
Cristian: Ma un'altra delle tue più grandi scoperte è stata anche la pila?
Volta: Si, l’ho realizzata grazie a delle copie di dischi di balena, che sarebbero il tessuto elettrico di questo animale che produce energia e fa funzionare la mia invenzione.
Cristian: Ma la tua amicizia con Napoleone come è stata?
Volta: Cristian, beh, Napoleone resterà per sempre uno dei miei migliori amici.
Cristian: Va bene allora credo che sia il momento dei saluti, ciao!
Volta: A me va bene lo stesso.
Cristian: Allora ci ritroveremo un giorno nell’ aldilà, arrivederci.
Volta: Arrivederci signor Cristian.
Intervista ad un Pusher
di Giovanni Iarussi, 5A
Giornalista: Hei ciao, come va?
Pusher: Bene.
Giornalista: Che lavoro fai?
Pusher: Io nella vita faccio il pusher.
Giornalista: Cioè?
Pusher: Vendo la “neve”.
Giornalista: Guadagni molto?
Pusher: Oh si!
Giornalista: Hai mai pensato a quello che vendi alle persone, e agli effetti della “neve”?
Pusher: A me interessano i “piccioli”.
Giornalista: Quanti anni hai?
Pusher: 12
Giornalista: Com’è strutturata la tua giornata?
Pusher: Mi sveglio alle 11:00, di solito finché le bustine non sono pronte girovago nei bar con gli amici fino alle 18:00 quando la “roba” è pronta. Vado a casa per prepararmi, mangio, preparo la “mia alleata” ed esco.
Giornalista: A che ora torni?
Pusher: Di solito alle 4:00.
Giornalista: Hai mai pensato di fare un altro lavoro?
Pusher: Da piccolo volevo fare il giornalista, ma ho sentito che papà dice che i giornalisti sono infami e gli infami fanno una brutta fine.
febbraio 2025 - n. 4
di Cristian Ciobica, 5A
Cristian: Ciao Newton, è un onore farti un'intervista! La mia prima domanda è: quando sei nato ?
Newton: Ciao Cristian, sono lieto di parlare con te. Io sono nato a Woolsthorpe la notte di Natale del 1642, sono orfano ma vivo con mia nonna.
Cristian: Newton perché da piccolo un giorno in cui tirava molto vento hai dimostrato che, saltando nella direzione della corrente d’aria, lo slancio è più lungo?
Newton: Bè Cristian, io ho fatto questa scoperta cosicché i tuoi contemporanei possano leggere o sentire che io sono stato il primo a fare questa scoperta.
Cristian: Perché Newton il 4 giugno 1661, a soli 19 anni, arrivasti all'università di Cambridge?
Newton: Cristian, prima di tutto, perché a quelli che mi conoscevano non gli stavo molto simpatico e perché mi ero stufato della vita da campagna. Volevo studiare veramente delle cose interessanti, quelle che dopo mi hanno portato ad essere quello che sono.
Cristian: Com'è stato vivere nel periodo della peste nera ?
Newton: Vivere nel periodo della peste è molto difficile da spiegare. Prima di tutto, si rimaneva molto più tempo in casa per la paura di infettarsi.
Cristian: Perché un giorno hai voluto comprare un prisma per comporre e ricomporre un fascio di luce ?
Newton: In realtà non ricordo perché l’avevo comprato, però quando stavo nella mia stanza con la finestra aperta un raggio di luce è passato attraverso questo lustro. Così la luce si è composta e scomposta in diversi colori, come un arcobaleno!
Cristian: Newton, mi puoi spiegare le tue tre leggi?
Newton: La prima legge dice che ogni corpo persevera nel suo stato di quiete o di moto in linea retta uniforme finché non interviene una forza a modificare il suo stato. La seconda legge parla della variazione del movimento che è proporzionale alla forza impressa. La terza legge, invece, dice che per ogni azione esiste una reazione uguale e contraria.
Cristian: Newton se non mi sbaglio, sei morto all'età di 84 anni?
Newton: Si hai ragione, sono morto a 84 anni, il 20 marzo del 1727.
Cristian: Caro Newton, sono molto felice di aver parlato con te. Purtroppo è giunto il momento di terminare la nostra intervista. Ci rivedremo un giorno, lassù, insieme a te e alla tua formula dell’antigravità.
novembre 2024 - n. 3
classe 4A
Il 25 Novembre è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. In Italia solo in questo anno si sono contate 106 vittime donne per mano di uomini violenti.
Noi bambini e bambine della classe 4A siamo rimasti molto colpiti da questo orribile dato e ci siamo interrogati su come poter agire per cambiare la realtà in cui viviamo. Abbiamo scoperto che a Terni esiste un posto sicuro, aperto e inclusivo per tutte le donne della città dove si lotta contro la violenza di genere e si organizzano eventi per la promozione dei talenti femminili.
Così abbiamo pensato di intervistare la dottoressa Claudia Monti, fondatrice e coordinatrice dell'Associazione TerniDonne, nonché componente del Consiglio Direttivo della Casa delle Donne.
Per ascoltare l'intervista cliccate direttamente sulle domande sottostanti ideate dalla 4A.
Quando è stata fondata la Casa delle donne? Perché è stata fondata? Da chi?
2. Perchè si chiama Casa delle Donne?
3. Quante donne frequentano questo luogo?
4. Come avete trovato il coraggio di creare questa associazione?
5. Vi è mai capitato che fossero venute donne minacciate dagli uomini? Quali eventi organizzate nella casa?
6. Le donne che vengono nel vostro centro hanno paura o sono felici?
7. Avete mai litigato tra di voi?
8. Cosa possiamo fare noi bambine e bambini per aiutarvi?
maggio 2024 - n. 2
Abbiamo conosciuto Roberto Disma in occasione della gita a Roma, quando siamo andati a vedere il suo spettacolo teatrale "Il villaggio della pulce", una favola che sa parlare di mafia ai bambini. Ne siamo rimasti affascinati così abbiamo invitato l'attore nella nostra scuola. Questa è un'intervista scritta da noi, sulla base di ciò che ci ha detto all'incontro.
di Sofia Lavagnini e Ilary Aquilani, 5A
Ciao Roberto, parlaci un pò di te. Chi sei e che lavoro fai?
"Ciao, mi chiamo Roberto Disma, ho 31 anni, sono siciliano ma ora vivo e lavoro a Roma. Lavoro nei teatri, sono fondatore della prima Compagnia Teatrale Universitaria della Sicilia "Teatro alla lettera", faccio il giornalista e sono anche uno scrittore di romanzi."
Quindi sei un artista?
"Si, attraverso l'arte esprimo i miei interessi e mi occupo di giustizia sociale."
Cosa intendi quando parli di giustizia sociale?
"Parlo di legalità e illegalità, principalmente quella legata alla mafia. Sono siciliano, la conosco bene. Lo faccio parlandone nelle scuole. Faccio conoscere i grandi magistrati e generali purtroppo uccisi dalla mafia ma che hanno lasciato un grande coraggio e voglia di combatterla: Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Carlo Alberto Dalla Chiesa... I ragazzi ne sono affascinati e mi piace parlare con la gente."
Dicevi che lavori anche nei teatri...
"Si, scrivo e rappresento spettacoli teatrali dove unisco la musica, altra mia passione, alla recitazione."
Che cosa è la mafia?
"La mafia è un'organizzazione di persone che dettano delle leggi, diverse da quelle legali dello Stato. Non solo uccidendo se non si obbedisce, soprattutto sottomettono e agiscono nascosti, con atteggiamenti di manipolazione e ricatto. E' molto pericolosa e diffusa."
Come e quando è nata la mafia?
"Anche se la mafia si fa risalire a poco dopo l’unione d’Italia, quindi verso il 1868, essa inizia a nascere verso il 1300 d. C., quando l'Italia era ancora divisa in tanti regni. A quell’epoca, per governare meglio i territori lontani, il re sceglieva dei Vicerè che a loro volta venivano controllati da un gruppo nascosto, sempre inviato dal Re. Nessuno sapeva ci fosse questa organizzazione, neanche i Vicerè. Con il tempo questo gruppo segreto ha preso potere e ha iniziato ad agire con leggi proprie, con intimidazioni, ricatti e scambio di favori. Come fa ancora la mafia."
La mafia chi colpisce?
"Si, la mafia colpisce tutti, ma non solo uccidendo. Cerca di entrare al Governo per indirizzare le leggi dello Stato o nei concorsi pubblici per vincere dei bandi. Ad esempio, può colpire i nostri territori costruendo opere inutili o mal fatte con i soldi dei cittadini che pagano le tasse. La mafia distrugge. Oppure con il racket: vanno dai negozianti a chiedere una parte del guadagno in cambio di una protezione mai chiesta, e se i proprietari non obbediscono vengono ricattati con danni alle loro proprietà o alla famiglia."
A noi può colpire la mafia?
"La mafia può entrare nei comportamenti di tutti noi, quando si usa il ricatto, la sottomissione, la manipolazione e la violenza per ottenere potere e vantaggio. Hai presente un bullo? Lui è come un boss, un capo mafioso circondato da persone, anche giovanissime, che fanno quello che dice lui, perché si sentono forti e protette."
Cosa possiamo fare? Quali sono i tuoi consigli?
"Quando qualcosa non vi sembra giusta o non va come dovrebbe, chiedetevi sempre il perché e abbiate sempre il coraggio di DIRE QUELLO CHE PENSATE. La mafia teme chi dice quello che pensa. L’omertà, il silenzio di chi sa è un suo strumento, non siate complici di atti malvagi. Chi parla fa perdere potere alla mafia. Siate uniti. Chiedete sempre il PERCHE' e visto che la mafia ha bisogno dell’ignoranza della gente, uccidetela promuovendo l’ARTE, la CULTURA e il DIALOGO."
marzo 2024 - n. 1
di Emmanuel Nti, 3A
A che età ti sei avvicinato a questo tipo di sport?
“All’età di 18 anni”
Cosa ti ha fatto interessare a questo sport?
“I valori della solidarietà, della lealtà, del rispetto della persona e delle regole, che sono i principi fondanti di ogni società sana, straordinari strumenti per costruire competenze trasferibili in altri contesti di vita”.
Cosa serve per praticare questo sport? (a livello fisico, caratteriale e nelle relazioni)
“Serve molta pazienza, puoi lavorare duramente per un anno ma non è detto che verrai pagato. Parlando di risultati, questo tipo di sport non regala nulla. A livello fisico potrai stare al 100%, ma se mentalmente stai giù per i tuoi problemi o quello che sia, meglio non gareggiare. Regala tante emozioni, fino a ora non sono mai stato così bene! Quando ho incontrato l’atletica mi sono ritrovato la fame, è tanta la voglia di prendermi ciò che mi è mancato: la felicità. Per praticare questo sport devi saper soffrire”.
Ti capita di fare errori? Come hai reagito ad un errore?
“Ho fatto tanti errori, ma quello più grave è quando per la prima volta ho corso a livello nazionale; è stato così emozionante che mi sono fermato 20 metri prima del traguardo. Quella gara poteva cambiarmi la vita, ho pensato troppo alla fame, senza rendermi conto di dove mi trovavo, l’unica cosa che dovevo fare era correre fino a sputare. A Terni sono l’unico atleta dopo venti anni a correre sotto il muro degli 11 secondi fermando il cronometro a 10:89, con il quale ho avuto la possibilità di correre a livello nazionale”.
Racconta un momento in cui sei stato utile per gli altri.
“L’atletica viene vista come uno sport individuale, ma non è così quando abbiamo fatto la 4x100, ero ultimo frazionista, sono riuscito a recuperare quasi 15 m di distacco”.
Che tipo di alimentazione segui prima e dopo l'allenamento?
“A colazione 150 gr di frutta fresca, una banana, due arance in base alle mie preferenze, durante l’allenamento un litro d’acqua o bevande energetiche. A fine allenamento una spremuta di arancia. Bevo un bicchiere d’acqua prima di pranzo poi mangio 120 gr di pasta integrale, petto di pollo 150 gr, 200 gr di verdure con un pizzico di sale. A cena 300 gr di merluzzo, 200 gr di verdure fresche di stagione con 2 o 3 fettine di pane integrale”.
Se noti dei comportamenti sbagliati cosa fai per far riflettere i tuoi compagni?
“Dico loro di calmarsi e rimanere concentrati. L’obiettivo è dare il massimo e non avere paura degli avversari. Siamo tutti qui per la stessa cosa: la vittoria, quindi lottiamo”.
Racconta un episodio divertente.
"Una volta un mio compagno è caduto durante una gara. Per lui non è stato molto divertente però mi ha fatto ridere la sua reazione dopo essersi fatto male".
Dicci i 3 valori più importanti del tuo sport.
"IMPEGNO, LEALTÀ, AMICIZIA".
di Elia Procacci, 3A
A che età ti sei avvicinato a questo tipo di sport?
"A 14 anni e mezzo".
Cosa ti ha fatto interessare a questo sport?
"All'inizio praticavo atletica leggera e baseball. Mi interessai a questo sport perché i lavori contenuti in questa disciplina erano diversi dagli altri sport".
Cosa serve per praticare questo sport? (a livello fisico, caratteriale e nelle relazioni)
"A livello fisico non occorrono requisiti perché si acquisiscono nella pratica. Caratterialmente si cerca di mettere in equilibrio il proprio essere; se si é timido si cerca di rinforzare il carattere dando sicurezza, se si è esuberanti bisogna cercare di calmare e ridimensionare il carattere. Nelle relazioni con gli altri si prova a condividere la propria esperienza per crescere insieme".
Ti capita di fare errori? Come hai reagito ad un errore?
"Gli errori si fanno sempre e sono un meccanismo di crescita".
Racconta un momento in cui sei stato utile per gli altri.
"All'età di 30 anni mi è capitato di assistere ad una rissa, due uomini contro uno. Uno dei due ha tirato fuori il coltello ed io l'ho disarmato, placando poi la rissa e salvando il malcapitato".
Che tipo di alimentazione segui prima e dopo l'allenamento?
“Quando ero più giovane seguivo un'alimentazione equilibrata ed adeguata alle necessità, ricca di proteine".
Se noti dei comportamenti sbagliati cosa fai per far riflettere i tuoi allievi?
"Si evidenzia il problema e se ne parla insieme per non commettere lo stesso errore di nuovo".
Racconta un episodio divertente.
"In una gara ero arbitro centrale e durante l'incontro mi sono ritrovato a terra insieme ai due atleti".
Dicci i 3 valori più importanti del tuo sport.
"Il rispetto del prossimo e per se stessi, il rispetto delle regole, il tentativo di essere sempre più coerenti possibile relativamente al percorso intrapreso ed ai valori contenuti in questa disciplina".
di Leonardo Marchetti, 3A
A che età ti sei avvicinato a questo tipo di sport?
"A 14 anni".
Cosa ti ha fatto interessare a questo sport?
"Mi sono interessato a questo sport perché mio zio era un ciclista".
Cosa serve per praticare questo sport? (a livello fisico, caratteriale e nelle relazioni)
"Per praticare questo sport bisogna essere in forma e ci serve tanto impegno e tanto allenamento".
Ti capita di fare errori? Come hai reagito ad un errore?
"Quando sbaglio comincio ad allenarmi con più passione".
Racconta un momento in cui sei stato utile per gli altri.
"Sono stato utile quando ho invitato e incitato i miei amici ad allenarsi".
Che tipo di alimentazione segui prima e dopo l'allenamento?
“Prima della gara: riso bianco e bistecca. Dopo la gara: zuccheri.".
Se noti dei comportamenti sbagliati cosa fai per far riflettere i tuoi compagni?
"Essendo uno sport individuale non ho molte occasioni di correggere gli altri".
Racconta un episodio divertente.
"Un giorno mi ero abbassato per prendere la borraccia, ho perso la traiettoria e siccome eravamo un gruppo numeroso sono caduto e insieme a me la maggior parte dei ciclisti".
Dicci i 3 valori più importanti del tuo sport.
"1) rispetto degli altri ciclisti, 2) impegno, 3) spirito di sacrificio".