Anno Candiano
31 agosto 2023 - 31 agosto 2024
Iniziative
A 40 anni dalla morte, dichiarato “Venerabile” da Papa Francesco, Marcello Candia merita di essere riscoperto. La sua vita, la sua fede, le opere che ci ha lasciato lo rendono un vero e proprio paradigma del laico missionario del ventesimo secolo.
Nato a Napoli nel 1916, cresciuto a Milano, ha una bella famiglia alle spalle: padre industriale nel settore chimico (antifascista) e madre molto attiva nell’Opera San Vincenzo. Candia si laurea (consegue tre lauree), entra nell’azienda paterna e si dimostra un bravo imprenditore, senza venir mai meno alla sua instancabile dedizione ai poveri e agli svantaggiati. Durante la guerra aiuta a salvare ebrei e rifugiati politici, ma è nel dopoguerra che la sua vocazione diventa un “travolgente cammino di iniziative missionarie”, prima dall’Italia, poi definitivamente in Brasile, a metà degli anni 60.
Dopo aver venduto la propria azienda, si trasferisce a Macapà, collabora con il PIME e poi costruisce un grande ospedale con clinica ostetrica, pediatrica, chirurgica, cinque ambulatori, reparto dermatologico, una scuola per infermieri e una particolare attenzione alla cura e alla prevenzione della lebbra, assai diffusa nella zona. Da lì è un crescendo di iniziative a favore dei poveri, dei bambini disabili, dei lebbrosi e delle loro famiglie. Per dare più spazio e tempo alla preghiera decide di costruire due conventi che accolgono le suore del Carmelo di Santa Teresa dove le suore oltre alla preghiera riescono a dedicarsi ai malati e lebbrosi anche con visite domiciliari.
Quando muore, nel 1983, ha già lasciato le sue opere a ordini religiosi che le possano gestire in autonomia, senza così dover legare al suo solo carisma il loro destino. Oggi la sua memoria viene custodita dalla Fondazione Candia, che ha sede proprio accanto alla tomba, presso la chiesa degli Angeli Custodi, nella sua Porta Romana.
In pieno centro a Milano, quindi, abbiamo una presenza unica nel suo genere: Candia è infatti una figura di imprenditore moderno, potremmo dire di classico milanese borghese, che ha davvero “venduto tutto quello che aveva” per dedicarsi a una delle più peculiari caratteristiche lombarde, quella della Carità operosa.
Un esempio straordinario non solo per la città ma per tutta la società di oggi, in cui il successo imprenditoriale ben raramente viene visto come occasione per essere utili agli altri. Il 31 agosto, anniversario della morte, è stata celebrata la S. Messa di commemorazione. La figura di Candia verrà presentata in due serate nel mese di ottobre. Il 19 ottobre presso la Sala Candia, in via Colletta 21, con video, la testimonianza di chi l’ha conosciuto o ne ha seguito l’operato: Flaminia Morandi, scrittrice e teologa, don Ennio Apeciti, delegato episcopale per la Causa di canonizzazione di Marcello Candia, don Mario Antonelli, vicepresidente della Fondazione dott. Marcello Candia e già fidei donum della Diocesi di Milano in Brasile, Marina Lazzati Liva, testimone diretta di momenti di vita di Marcello Candia. Presenterà l’evento Luisa Bove, giornalista di Avvenire Milano 7 e Il Segno. Interverrà Giacomo Poretti.
Il 27 ottobre con un concerto d’organo gratuito presso la chiesa degli Angeli Custodi, sempre in via Colletta, tenuto dal maestro Gianfrancesco Amoroso. I brani musicali saranno intervallati da testi di Candia, letti da Giacomo Liva.
Dopo quasi un anno di esposizione nella nostra parrocchia, è terminata la mostra dedicata a Marcello Candia. Che bilancio possiamo farne?
Un bilancio positivo sotto diversi aspetti. Sono venuti a visitarla in molti: centri culturali di altre zone, catechiste coi loro ragazzi dalle parrocchie vicine, persone desiderose di dare volto e concretezza a un personaggio sentito solo nominare.
Ma al di là dell’esito, il senso di questa mostra è stato quello di ridestare in noi la memoria di un eccezionale testimone della missionarietà, e non solo milanese, del dopoguerra. Un uomo che, di animo pacifico e cuore buono, si è trovato ad affrontare una vita che definire avventurosa è riduttivo, sfidando imprevisti di ogni genere per raggiungere l’obiettivo.
La vicenda di Candia ci insegna, in modo quasi disarmante, che la fede ci permette di superare ogni ostacolo. Quando si affida la propria vita a Dio, quando si pronuncia quel “sì”, nulla diventa impossibile, semplicemente perché nulla fa più paura. E questa non è una prerogativa dei santi o degli eroi votati al sacrificio: è la condizione umana di tutti noi, la possibilità che ci viene data di orientare la nostra vita al bene, chiunque noi siamo e qualsiasi cosa il mondo ci chiami a fare.
L’augurio è che la figura di Marcello Candia continui a vivere, con altre iniziative ma anche dentro di noi. È l’unico laico del dopoguerra sepolto accanto all’altare della propria chiesa, proprio come i grandi del passato. L’unico imprenditore moderno considerato meritevole di essere venerabile. Insomma: una figura straordinaria che abbiamo la fortuna di avere qui accanto a noi. Come un amico che non ci abbandona mai.
Alberto Scotti
Video eventi
Testimonianze e memorie di Marcello Candia: 19 ottobre 2023
* Il titolo di "venerabile" viene riconosciuto dalla Chiesa durante il processo di canonizzazione, dopo aver accertato le virtù eroiche del candidato agli onori degli altari in attesa della "beatificazione" che viene proclamata dopo l'accertamento di un miracolo avvenuto per intercessione del "venerabile". L'iscrizione nel "Martirologio", la lista dei santi "canonizzati", ordinariamente segue l'accertamento di un secondo miracolo avvenuto per intercessione del "beato".