Vi è mai capitato di sentirvi soli scorrendo un feed o di leggere commenti pieni d'odio senza riuscire a reagire?
La Nostra Risposta: Mirror Minds Hack.
NON si tratta di un convegno.
È l' occasione per diventare protagonisti attivi, trasformando la prevenzione del cyberbullismo in un viaggio che unisce neuroscienze, creatività e tecnologia
La prima sfida nasce da una domanda scomoda: come è possibile che centinaia di persone assistano a un video offensivo senza che nessuno intervenga?
Qui i neuroni specchio, quelli che nella vita reale ci aiutano a sentire il dolore dell’altro, sembrano spegnersi dietro lo schermo, lasciando spazio all’indifferenza e alla solitudine digitale.
In #SPECCHI DIGITALI ai team viene chiesto di progettare esperienze, strumenti o ambienti online che SOLLECITINO chi guarda a “sentire” davvero l’altro": interfacce, contenuti o dinamiche di gioco che trasformino l’osservatore passivo in alleato attivo, riaccendendo l’empatia nel momento in cui sta per diventare spettacolo di crudeltà
La seconda sfida parte dalla realtà delle “shitstorm”, ondate d’odio in cui insulti e derisioni si moltiplicano in pochi minuti, lasciando ferite profonde in chi le subisce. Il linguaggio tossico non è solo un problema di singoli “cattivi”, ma un ecosistema inquinato da stereotipi, pregiudizi e rancori che si alimentano a vicenda.
In #PAROLE CHE FERISCONO, PAROLE CHE GUARISCONO i ragazzi devono immaginare strategie, percorsi, format comunicativi capaci di intercettare l’odio, riconoscerlo e invertirne la rotta, trasformando commenti, chat e post in occasioni di cura e riconoscimento reciproco. L’obiettivo è creare una “medicina virale di gentilezza”, in grado di diffondersi con la stessa forza del linguaggio d’odio, ma in direzione opposta.
#CONNESSIONI SICURE – Proteggere se stessi e gli altri online
La terza sfida parte dalla dura realtà riportata dalle notizie quotidiane relative ai furti di dati e le trappole online che evidenziano un ecosistema fragile, dipendente da consapevolezza e competenze diffuse che spesso mancano, trasformando like e condivisioni in rischi letali. La sicurezza digitale non è solo una questione di regole teoriche, ma un'arena dove abitudini radicate e bassa attenzione si scontrano con minacce invisibili, lasciando ferite irreparabili soprattutto tra i giovani.
In #CONNESSIONI SICURE i ragazzi devono immaginare strategie, percorsi, format comunicativi capaci di intercettare i pericoli digitali, riconoscerli e invertirne la rotta, trasformando app, chat e profili in spazi protetti e fiduciari. L'obiettivo è creare una “rete virale di consapevolezza”, in grado di diffondersi con la stessa velocità delle minacce, ma in direzione opposta: empowerment e protezione condivisa.
#ARMONIA NELLA DIVERSITÀ – Costruire ponti oltre le divisioni
La quarta sfida parte dalla dolorosa realtà della solitudine digitale che colpisce le minoranze escluse per la loro diversità. La convivenza negli spazi digitali non è solo un incontro di personalità, modi di essere e vedere il mondo, di culture, ma un intreccio delicato di dinamiche di potere, stereotipi e sensibilità che, amplificati da anonimato e reattività emotiva, generano conflitti e solitudine.
Strumenti come l'analisi del sentimento falliscono nel cogliere sfumature culturali, mentre spazi tematici rischiano di polarizzare senza vera inclusione, lasciando indietro chi è già fragile.
In #ARMONIA NELLA DIVERSITÀ i ragazzi devono immaginare strategie, percorsi, format comunicativi capaci di intercettare le divisioni, riconoscerle e invertirne il rotta, trasformando gruppi, chat e piattaforme in spazi di coesione autentiche. L'obiettivo è creare una “onda virale di empatia culturale”, in grado di diffondersi con la stessa rapidità dei conflitti, ma in direzione opposta: ponti di leadership condivisa e inclusione profonda.
PROF LUCA BELOTTI- LICEO D. CRESPI - BUSTO ARSIZIO