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2. La Tessitura - Premessa

Le Operazioni del pensiero-mente


La semplicità è la sofisticazione suprema - Leonardo Da Vinci.



Ho dietro di me millenni di silenzi, di tentativi di poesia, di pani delle feste, di fili di telaio.
Maria Lai


La leggerezza del pensiero è uno stato d'armonia
tra l'individuo e l'ambiente storico-vitale, imparare a leggerli come un'unica realtà è il salto di Civiltà nella Società della Conoscenza. Antonia Colamonico




La Struttura della Conoscenza è un complesso gioco fluttuante di echi storici che affiorando dal vuoto di memoria, attuano nella coscienza la visualizzazione non degli stati naturali di Vita, passata-presente-futura, ma delle immagini-proiezioni di forme vitali, codificate e forgiate, attimo per attimo, dallo spazio-mente dello stesso osservatore-abitante della vita. 

Il sistema cerebrale organizza la visione, dando ad esempio le profondità con le posizioni, con le sfumature di colore... In tali azioni del dare corpo-luogo-tempo-nome-forma-colore... è la coscienza a isolare i segni-echi informativi vestendo di contorni-luoghi i soggetti vitali altri.

Esiste un legame intimo tra l'individuo e il campo, questo prende casa nella mente-uomo, mente l'uomo prende abitazione nel campo-vita, attraverso un viaggio silente di stimoli-rimandi informativi che permettono all'uomo di vestire la vita di significati storici.

Senza le operazioni cerebrali l'occhio-uomo visualizzerebbe, probabilmente,  solo un campo pulsante di particelle primordiali, prive di un contorno-evoluzione con sfumature, diradamenti e addensamenti di anonime identità. La realtà che l'occhio-cervello visualizza è una ricostruzione cerebrale che apre la mente-pensiero ad un quid che si presta ad essere circoscritto.

Conoscere è il processo naturale che permette di dare un topos (luogo) e una veste-forma alla vita. Se lo spazio mente-pensiero dà il privato contributo alla visualizzazione della realtà che si muove dentro e fuori l'io-sé, allora il pensiero con le sue capacità di lettura e di organizzazione è il vero valore economico di una Società che si muova in un'economia di tempo, mentre “coltivare il pensiero-mente”, come le donne del neolitico seppero fare con i semi, è il nodo strategico  di una Democrazia, come ben intuirono i grandi maestri dell'antichità che fecero dell'insegnamento la leva per sollevare il Mondo dalla cecità dell'ignoranza, infatti dal grado di conoscenza della popolazione si può misurare il grado di tirannia di una Società:

  • - Conoscenza = + Tirannia / - Ignoranza = + Democrazia.

Biostoricalmente parlando la democrazia è intrinseca al naturale movimento creativo della vita, letta questa a corpo unico  da una posizione a occhio infinito (occhio di Dio). Se la democrazia è uno stato creativo allora entra nel processo naturale del divenire storico, di contro se la tirannia è una spinta a bloccare la creazione, allora ogni tirannia è una strozzatura-inghiottitoio evolutivo che apre alla morte dei sistemi, sottoposti alla coercizione.

Si pensi all'esodo di massa delle popolazioni islamiche ed africane (estate 2015), tale fuga dagli stati economico-politici che le stavano asfissiando, è stata la naturale risposta delle menti-uomo che, per sopravvivere, hanno bypassato le gabbie di cecità dei tiranni locali, così come accadde per gli ebrei nel periodo fascista in Italia o nazista in Germania. Ogni tirannia parte dalla pretesa, idiota, d'
imbrigliare il divenire in una carta astratta di vita bloccata. In tale errore storico si coglie il limite percettivo, ideativo e visivo, nonché logico di chi confonde la lettura di realtà (costruzione umana) con la naturale dinamica d'evoluzione dei quanti storici che si auto-organizzano in uno/Tutto cosmico di espressioni vitali, posizionate fuori dalla carta di lettura.

  • Le espressioni naturali sono le molteplici forme che l'uomo impara a isolare, chiamare, circoscrivere, confrontare... 

Nel movimento di immagini-forme l'osservatore (ogni uomo), in ogni istante, con un processo decisorio, veste e sveste di significato le molteplicità di echi informativi, annotando e annodando di fatto la vita esperita nella lettura-tessitura-forma di realtà codificata e spiegata che si pone su un altro spazio di verità. 




https://sites.google.com/site/biostoriamappe/_/rsrc/1375009307628/home/campi/epistemology-biohistory/Biohistorical%20map%20of%20fractal%20thought.png?height=271&width=400

Biostorical map of fractal thought



https://sites.google.com/site/biostoriaspugna/_/rsrc/1369121063356/home/gemmazioni/fotogrammi/Milano%20a%20c.png?height=251&width=320
  • La topologia di uno sguardo in un racconto

Immaginazione e Osservazione sono un tutto coeso nella mente-pensiero, poiché quello che si legge assume casa-forma nello stesso spazio mentale e solo dall'azione del vedere può iniziare il racconto.

 
Enrico

La nave stava prendendo il largo, lasciandosi alle spalle la costa alta con i suoi dirupi pieni di anfratti. Certamente in un passato molto remoto quelle grotte avevano visto uomini poveri di parole, ma colmi d'istinto. La sopravvivenza richiede fiuto e capacità a lasciarsi condurre dal campo. Enrico, subito, distolse lo sguardo. Non voleva innamorarsi di tanta bellezza.

L'amore non rientrava nei suoi schemi, troppo impegnativo e il suo tempo era tutto preso. Sentì, in risposta, una fitta all'altezza del polpaccio, quella vecchia ferita ogni tanto si faceva sentire, era come un'amante che non si dà pace, dopo l'abbandono.

La bellezza dell'andare per mare l'aveva scoperta con la leva, era stato sulla Garibaldi, ne ricordava ancora l'odore acre della stiva. A volte la notte, chiudendo gli occhi, ne percepiva il rollio ora dolce, ora pieno di tonfi spessi.

Non era stato facile, dopo un po' che si è per mare, il mal di terra ti prende all'improvviso e ti esplodono dentro i campi. Senti di aver voglia di correre all'impazzata come un asino che sfugge al giogo e ragliando da incosciente, si lascia inseguire dal padrone che impreca. 

Aveva visto spesso quella scena da bambino e aveva riso tanto, tifando per l'animale. Sua madre gli aveva spiegato la differenza tra un cavallo, un asino e l'ibrido mulo.

C'è un momento in cui la nave è consapevole dell'addio, la costa si fa linea e cambia la direzione. Nel suo lavoro di proiezioni di spazi aveva esercitato molto l'occhio. Avvezzo com'era a guardare l'orizzonte, aveva finito col farne l'oggetto privilegiato della sua analisi.

Le sue orlature comprendevano cieli e pianeti, sistemi stellari e nuclei molecolari. Ma quello che più l'appassionava era quella sub-struttura invisibile di fluttuazioni di campo che non si lasciano intravedere e tuttavia producono, con affetto, i corpi dei reali.

Affinare l'occhio a tanta imprendibile finitezza apre al mistero da cui sbocciano, per incanto, tutte le particelle del gioco sottile di nicchie e campi che ora aprendosi, ora negandosi, eseguono la danza della vita.

Quelle fluttuazioni erano come quel rollio della Garibaldi, nelle notti stellate, quando lo stato di coscienza lasciava il posto alla fiaba e tutto si faceva musica. Da A. Colamonico. Il grido, 2° ordito. Enrico. © 2011 - Antonia Colamonico

Traslando il racconto in una mappa si può registrare la topografia mentale dello stesso narratore che ha indossato lo sguardo del ipotetico protagonista, Enrico, immaginando le possibili emozioni e riflessioni esplose nella sua mente nell'attino dello staccarsi della nave dalla costa.




Carta biostorica: Le nicchie degli spazi visualizzati nel racconto Enrico, in Il Grido. © 2011 - Antonia Colamonico


Dalla ricostruzione a nicchie degli spazi del racconto, emerge tutto il percorso evolutivo della mente-pensiero, che non segue un andamento lineare.
La dinamica organizzativa del Pensiero-visione infatti non procede a linea-retta per successioni temporali ma per appigli informativi con gemmazioni spazio-temporali di intuizioni-visioni che rendono la presa di coscienza simile più ad un fuoco di artificio che illumini la notte che ad un rigo di successioni di parole su un quaderno.

L'ipotetico protagonista del racconto è uno studioso di fisica quantistica che imparando ad ispezionare gli spazi nascosti dell'organizzazione della materia, apprende ad investigare con un'apertura logica le fluttuazioni delle pieghe della sua psiche, scoprendo così le affinità di universi tra il sapere della fisica e quello della psicologia (sguardo a dentro/fuori). L'uomo allontanandosi dalla costa mostra tutta la sua fragilità emozionale, facendo sue le fluttuazioni quantiche disegnate nelle carte fisiche, egli è un re nudo difronte alla melodia della Vita. La musica, attraversandogli la coscienza, lo aprirà allo spazio dell'infinito, in cui l'uomo-re e la scena-vita si annulleranno in un abbraccio di eternità.

La stesura-filatura del racconto ha richiesto un notevole studio dei contorni semantici che formano lo sfondo-cornice della scena visualizzata che può essere sintetizzata in un esodo - l'addio.  La scrittura nella sua brevità è solo la chioma di un fitto intreccio informativo, immaginativo e riflessivo (area del vuoto di parola). Da tale preparazione del terreno di coltura l'osservatore-scrittore, con un gioco di chiaro/scuro, ha saputo far emergere le parole, ordinate in sequenze, in cui circoscrivere il significato della produzione letteraria.

La linearità della scrittura non rende nota la dinamica organizzativa delle ideazioni, per cui tutto il lavorio di preparazione resta area del non-visto per un lettore frettoloso, fermo alla superficie-membrana del significato. La superficie è la pelle-membrana che racchiude il lavoro mentale in una veste di più o meno bellezza.

La bellezza è la bisettrice informativa  della congruenza di valore tra l'angolazione scrittore e quella lettore.

Il lavoro di preparazione dello sfondo-cornice-contorno richiede uno studio approfondito, a tempi discreti, a spazi allargati che, come effetto di ricaduta, ordinano lo spazio mentale. Ogni riordino è un affinare l'occhio-sguardo alle variazioni minime degli effetti farfalla da cui solo possano fioriture le visioni nuove. Ogni produzione è il risultato di un lavoro osservativo e valutativo di echi informativi, a multi-occhi e a multi-campi, ordinati nella produzione finale di oggetto-finito.

Il processo mentale isolato in questa finestra è trasferibile a ogni produzione umana, quella di un artista-artigiano o un matematico o un cuoco... Si pensi alla Pietà di Michelangelo, dietro la plasticità di tale forma isolata (foto), c'è un processo mentale e cognitivo di altissima presa emotiva e osservativa che ha reso l'artista attento al tempo zero di vita. In tale essere presente l'artista è uscito dalla gabbia dei luoghi comuni ed è entrato  nella dimensione della genialità. Ogni pensiero se ben "coltivato" può sviluppare le sue genialità da spendere in tutti i campi delle produzioni. La coerenza di ogni produzione (oggetto finito) dà lo stato di oggettività storica alla particolare lettura di realtà. Una oggettività, a ben guardare, fortemente permeata di tanta soggettività.

L'impegno a conoscere è l'impegno a vivere. Dall'attenzione e professionalità con cui ogni uomo si spende nell'azione dell'osservare, consumando il suo tempo,  dipendono i gradi di bellezza/bruttezza delle medesime società. Se ogni produzione richiede una preparazione, tutte le espressioni umane hanno un valore storico e non ha più senso creare le scale di importanza tra i mestieri, le scienze, le operazioni, gli uomini. In tale crollo delle mura dei  pregiudizi, perde significato la dicotomia tra sapere umanistico e sapere scientifico o tra lavoro manuale e lavoro intellettuale, poiché immaginazione e osservazione sono un corpo unico nello  spazio coscienza e ogni coscienza produce le sue "filature" storiche, nella Democrazia della Vita.


https://sites.google.com/site/lageografiadellamente/_/rsrc/1386672615808/home/il-piglio-eco-biostorico/l-osservatore-e-il-linguaggio/oss-ling-ii-parte/preludio/il%20volo%20p.png

La dimensione del volo



Lo sguardo-mente de-coordinato di Spazioliberina

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. Italo Calvino

Il nuovo paradigma eco-biostorico è una topologia di pensiero  alieno ai pregiudizi dai sensi chiusi in una forma statica di realtà; una lente-sguardo attrezzato a visualizzare gli effetti farfalla nell'attimo del loro radicarsi (prendere radice) nella compagine Presente; un occhio-mente dunque che sappia, con un gioco di lenti e posizioni nello spazio-tempo, anticipare le proiezioni delle creste future dei fatti, onde selezionare con grande consapevolezza e vitalità le risposte idonee al permanere nella vita. Una forma-Mente così organizzata permette di superare il vizio di forma della Globalizzazione monolitica che tende a ingabbiare la vita nella logica di Mercato, posto a unità-misura del valore storico.

Ogni salto epocale ha prodotto il suo primato economico, nel sistema di raccolta si implementò intorno all'arte della caccia, quello agricolo all'arte della preparazione dei suoli. L'industriale sullo sfruttamento dell'energia-materia, infine l' informatico sul trattamento esponenziale delle informazioni. Il passaggio da una topologia logico-economica all'altra ha significato l'evoluzione-superamento dell'idea-forma Economia:

  • da una economia naturale in cui l'uomo era il semplice fruitore di risorse spontanea;

  • ad una di sussistenza con l'accumulo e l'equilibratura delle risorse naturali, si pensi al terrazzamenti dei terreni o alle rotazioni delle colture a maggese con le tecniche di preparazione dei suoli o alla selezione dei semi...

  • Ad una di Mercato, come il luogo-piazza, in cui mettere in mostra le ricchezze immaginative, concretizzatesi in prodotti, vincolando sia le idee che le manifatture alla sola legge dell'offerta/domanda.

  • Ad un'economia di tempo che, anticipando gli eventi, sia in grado di rompere le frontiere dell'immaginazione aprendo gli scenari nuovi. In questo sistema oggi sta emergendo sia il valore economico dell'intelligenza umana, la sola in grado di produrre i sistemi informativi plurimi e sia la funzione partecipativa e attiva del osservatore-soggetto Uomo. Una Società questa in cui si sta evidenziando il salto storico da uomo-massa  a uomo-co-creatore di eventi. La nuova società, nata da un nonnulla, il microchip (1973), sta rendendo obsoleti gli sguardi-orizzonti di lettura del vecchio sistema, con il superamento dell'idea prototipo a uomo massa, consumatore convulso di beni inutili.

Il nuovo uomo ha uno sguardo multi-dimensionale, multi-etnico, funzionale alla permanenza nella vita,  in grado di saper intravedere nel seme la foresta futura.



Come si sviluppa tale quadratura osservativa?

Per comprendere l'architettura di una sì fatta logica necessita aprire una finestra di riflessione sul campo Poesia.

Che cosa è la poesia? Cosa il poeta?
Come prende casa nella mente-poeta una parola nuova? Quali funzioni cerebrali attivano la gemmazione dei linguaggi-parole? Come le parole danno la forma-veste alla vita?
La vita narrata e quella vissuta in quale punto-luogo si interconnettono?...

La ricerca di risposta ai quesiti è il campo di lettura del quaderno  Il metodo. Un metodo è il percorso personale di costruire una chiarezza storica, ogni uomo segue un suo metodo, una sua via, con una minore o maggiore consapevolezza di sé che osserva.

Parlare dell'occhio-mente de/coordinato di Spazioliberina che visualizza i frattali di ordini multipli, significa in tale contesto espositivo aprire le produzioni letterarie del ciclo Le stagioni delle Parole (A Colamonico, 1994) per tracciare il percorso mentale che ha prodotto il nuovo Paradigma Biostoria, così come fu per Galilei nella stesura del metodo scientifico-sperimentale. Egli, nella vecchia, tracciando il processo cognitivo-esplorativo a contorno delle sue scoperte e invenzioni, apri una finestra di lettura sullo spazio-mente Galileo per isolare e tracciare le operazioni elementari che lo portarono alle invenzione o scoperte. Una finestra dunque su l'Osservatore osservante che scopre in un colpo d'occhio, lampo-abbaglio informativo, una novità logica che turbando il suo stesso schema di ordine, apre il nuovo significato di verità.

Ogni novità è una "pietra d'angolo", un punto d'inciampo-rottura dell'equilibrio che mettendo in crisi un sapere noto, cristallizzato, apre i nuovi indirizzi-versi con un effetto moltiplicativo; allargando di fatto le Società-personalità-realizzazioni ai piani dei non ancora immaginati e osservati in una dimensione di un futuro aperto. Sicuramente Galileo non ebbe la visione dei livelli così raffinati a cui sarebbero approdate le scienze oggi, ma il suo dono all'umanità è in quel aprire l'osservazione agli spazi nascosti della psiche-pensiero, individuando gli strumenti di amplificazione degli echi informativi e di traslazione degli sguardi in tutti i campi di lettura. In tale ottica questo nuovo quaderno di Biostoria ha come obiettivo l'essere uno strumento cognitivo-emozionale per le moltiplicazioni dei saperi storiografici, a multi-campi e a multi-profondità di multi-sguardi. In tale capacità de-coerente/coerente di ordini multipli l'uomo della Società a sistema Planetario acquisirà una notevole velocità immaginativa e attuativa, imparando a tenere a freno i pregiudizi che nascono dalle generalizzazioni che da semplici strumenti cognitivi e astrattivi si pongono a gabbie ideative ed emozionali di una realtà di carta.