Home page

Topologia della Mente

Il ruolo storico dell'Osservatore
nella costruzione della Realtà multi-proiettiva

Carta biostorica dell'Occhio a punto infinito
(Marcello Mastroleo, 2010)
Verso una Scienza & Metodo dello Sguardo

Non puoi aspettarti di vedere al primo sguardo. Osservare è per certi versi un'arte che bisogna apprendere. W. Herschel








La Società della Conoscenza

in una Democrazia Planetaria



(Sede: Palestra della Mente)






Biostoria (Biohistory of Knowledge)

Antonia Colamonico, epistemologa
della Scienza & metodo Biostoria, pedagogista,
Ideatrice della 1a Palestra della Mente in Italia (28° Premio Euroassemblaggio Milano - Spoleto 2001 -  Milano 13 Ottobre 2001)



Il Pensiero a  frattale

Ogni salto epocale nasce da un'apertura logica che amplificando lo spazio immaginativo-ideativo della coscienza rende obsolete le carte di lettura della realtà con corrispettivo paradigma.



Itinerari di auto-apprendimento
per un'Organizzazione
a multi-verso della Conoscenza Eco-biostorica.









(Il cielo - Boston, 2007)



"E tutti questi mondi, prima ancora che di leggi, di ragioni o di altre cose pratiche, hanno bisogno della poesia, che sa capire le cose schiave, ascoltare la loro voce e avvicinare la loro immagine fuggevole" Maria Zambrano


La capacità cognitiva dell'Osservatore (ogni uomo) a saper moltiplicare gli sguardi con relativi "punti-regione" di osservazione, modifica i modi di leggere i fatti e crea nella sua mente-pensiero i codici sfumati dei significati-parola, semplificando con un esempio il colore Giallo è un significato-chiuso che dà alla Coscienza una connotazione precisa di verso-direzione nell'orientamento osservativo, ma se si apre il confine della parola-significato (effetto guanto), si scopre che c'è il giallo ocra, canarino, sole, limone...

Ogni sfumatura è un'apertura logica che crea maggiore chiarezza nella visione fattuale, la stessa visione si modifica ancorandosi al senso-valore nuovo che prende casa nella memoria dell'osservatore quale eco informativo, spendibile in una nuova osservazione, in una economia di tempo. Via via che si moltiplicano i senso-sfumature di parola, automaticamente si allarga lo spazio osservativo che assume ampiezza e profondità. L'assenza di sfumatura rende limitata la lettura dei fatti per assenza del significato.

Il cervello, svolgendo la funzione di antenna, è più veloce nella "presa-appiglio" di un'informazione della Coscienza, il primo si muove su un flusso veloce di acquisizioni (i quanti informativi), mentre la seconda su forme complesse (parole-periodi-significati); lo scarto temporale rende la Coscienza più lenta (frenata) a comprendere-vedere le variazioni di campo che modificano continuamente gli stati di presente (tempo 0). Un pensiero-mente ben organizzato a conoscere cerca di ridurre tale ritardo per essere più presente alla vita, nello stesso attimo in cui il fatto-evento prende storia.

Una Coscienza a sguardo variegato sviluppa una capacità anticipativa di previsione dei fatti che stanno per prendere storia-realtà. Tale abilità nella previsione accelera la capacità del pensiero nell'elaborare una risposta storica, rendendo il soggetto-uomo preparato a vivere con serenità le incognite vitali. Una mente tirannica nasce da uno stato d'ansia nei confronti delle alee di percorso che producono gli effetti farfalla negli equilibri dei sistemi. La paura di perdere il controllo della situazione attiva la resistenza al nuovo che nel tempo crea gli stati d'asfissia, con le crisi storiche.





Nella dinamica della vita esiste una sola forma di bellezza, che si acquisisce con l’atto della nascita: - La bellezza data non dall’appartenenza ad una categoria, ma dal semplice essere la categoria! ... Occupare uno spazio, consumare un tempo, esprimere una forma… sono queste le qualità che fanno di ogni essere vivente un cittadino della storia. Antonia Colamonico




La nuova epistemologia Biostoria in 3 punti-concetti chiave


Topologia dell’occhio biostorico tra ordine e disordine


di Antonia Colamonico.
  Giovedì 3 aprile 2008.

Alla base della nuova mappa gnoseologica, biostorica, si possono individuare tre concetti chiave:

  1. il senso dell’ordine,
  2. la complessità della realtà,
  3. la zona d’ombra.

1. L’ordine è il modo naturale d’evolversi di un organismo nello spazio-tempo, in tale processo di divenire si consuma la sua storicità. L’ordine presuppone una direzione di futuro e una traccia di passato, il passato-futuro implicano, a loro volta, la memoria che dà identità, nome a quel reale.

Ad esempio l’ordine è il processo che fa di un seme un albero, di un neonato un uomo, di una larva un verme, di un girino una rana, di un cristallo una roccia… nel processo di divenire che possiamo chiamare biostorico: il seme, il neonato, la larva, il girino, il cristallo hanno in sé l’informazione del soggetto adulto che poi diventeranno. Tale informazione è il senso dell’ordine che permette il divenire della storia.Esso è funzionale alla permanenza della vita o meglio di una particolare forma o modo di vita. Alterando l’informazione-senso-direzione dell’ordine, automaticamente si creerà una vita nuova. Si spiegano così i grandi mutamenti che danno morte-vita alle differenti forme cosmiche.

Definito l’ordine come il valore vitale, si può provare a comprendere cosa si intenda per complessità: la complessità è la dinamica dialogica che nasce nell’insieme campo-organismo, intendendo per campo la sacca-nicchia biostorica che permette di mantenere in vita l’organismo e per organismo l’individuo-soggetto biostorico che viene forgiato, modellato dallo stato della sua stanza biostorica.


2. La complessità è il risultato di una convivenza, di un coabitare tra uno spazio-tempo contenitore che possiamo ad esempio chiamare cielo e uno spazio-tempo contenuto che possiamo chiamare nuvola o famiglia-bambino o bosco-albero o prato-erba o pensiero-idea o sentimento-emozione

Il coabitare rende fortemente dinamico il rapporto che è sempre soggetto alle perturbazioni di evento, come risposte vitali alla dinamica dei campi storici.

La complessità è il modo naturale dello stare insieme dell’universo dall’infinitesimo piccolo all’infinito grande. Tale campo tutto possiamo chiamarlo biostoria, come il tempo 0 dello spazio.

In natura non esiste la semplicità, ma semplicemente dei gradi differenti di complessità. È importante comprendere tale errore concettuale che per secoli ha fatto chiamare la complessità, disordine, confusione… in nome di un determinismo semplificatore che aveva privato il soggetto del suo campo-nicchia vitale e la nicchia del suo individuo.

Pensate ad un bambino senza l’interazione con la sua famiglia; ad una rana senza il suo stagno; un pianeta senza la sua stella o una stella senza la sua galassia… Tale bambino, rana, pianeta, stella possiamo definirli di carta; poiché solo sulla carta possono esistere degli organismi privi del proprio contesto vitale. Le carte sono oggetti-strumenti di lettura e quindi astrazioni che riducono la realtà ad un’immagine che non è la realtà in sé.

  • Ricapitolando, che cosa è un occhio biostorico?

Se la vita è la dinamica dialogica tra un contenuto-contenitore, tra un dentro è un fuori, i metodi di lettura tradizionali, lineari e unidirezionali, non sono più sufficienti a garantire la permanenza della vita. Nelle letture classiche l’occhio si focalizzava solo su una zona di dinamica evolutiva e perdeva le interferenze di evento, come ricaduta di effetti.

Il non leggere le ricadute di fatto ha azzerato le capacità di gestione delle dinamiche evolutive, poiché non si sono registrate le modifiche a campo allargato. Si è quindi innescata una cecità che ha attivato una molteplicità di problemi non risolti.

Siamo, oggi, di fronte a quello che gli storici, chiamano la grande catastrofe ecologica e allora occorre attrezzarsi di nuovi occhiali per leggere a occhio sdoppiato le ricadute di evento su tutto l’insieme campo-organismo e imparare a ideare degli interventi di riequilibrio degli stati vitali.

Occorre quello che nei miei studi definisco l’occhio di mosca. Un occhio che sappia organizzarsi a più lenti-fuochi di lettura e che sappia leggere a 360°; zoomare i gradi di complessità; anticipare gli eventi futuri e rispondere agli imprevisti: in poche parole scegliere la vita come valore.

Per far questo, necessita evitare di cadere nell’errore della cultura classica che aveva identificato il piano di lettura con la realtà; il fotogramma limitato di un’osservazione, alla dinamica molteplice della vita, rendendo così le letture assolute e i processi vitali chiusi.

È bene precisare che il piano di realtà e il piano di lettura implicano uno scarto spazio-temporale che implica una successione temporale, come un prima e un dopo e quindi non si possono identificare come un'identità.

  • Ma che cosa è una lettura se non un eco di un qualcosa che ha smesso di essere reale!

Una cosa è vivere, altra cosa è leggere. L’occhio di lettura biostorico possiamo definirlo uno sguardo-lente che permette di osservare e interpretare la realtà a campo profondo.


3. Nella realtà c’è sempre un qualcosa che va oltre la sfera dell’occhio e questo è il limite gnoseologico dell’uomo:

  • per quanto egli possa affaticarsi a conoscere c’è sempre un lato buio di vita, una zona d’ombra, un effetto carsico che cresce in proporzione alle letture.

Tale zona d’ombra è l’area dell’incognita, del non letto che ha un ruolo storico, dell’imprevisto che sconvolge e ridimensiona continuamente le nostre vite.

Imparare ad interagire con l’incertezza per essere funzionali alla gestione dell’alea, dell’inatteso che apre spazi nuovi nella dinamica storica è la sfida in atto. L’occhio biostorico attrezza a tale tipologia di lettura.

Lo studio in una classe scolastica, ad esempio, fa misurare il gruppo di allievi:

  • con la complessità di un luogo e la complessità dell’azione didattica;
  • con la ricchezza di echi informativi e la curiosità interpretativa della loro mente di bambini;
  • con la fatica dell’impegno di portare a termine i compiti, e la consapevolezza di esserci riusciti, nonostante gli stati di stanchezza;
  • con la gioia di aver vissuto un evento vitale e la voglia di comunicare gli appresi...
In altre parole ogni singolo bambino si confronta con la complessità che emerge ed emergerà in tutti i campi di realtà, quale ricchezza di forme e armonia di vita. Nei mesi essi fanno esperienza di complessità con un occhio di lettura, privo di idee e concetti precostituiti, che si modella alle informazioni che, di volta in volta, vengono elaborate, corrette, ridefinite …

Attraverso il legame occhio-mente-mano, essi osservano-elaborano-manipolano e in tali azioni complesse, fanno esperienza della plasticità della vita, della plasticità della mente, della plasticità della parola:

  • Chiamando, disegnando, proiettando, fotografando, indagando…scrivendo…. raccontando... imparano a procedere nella vita.






Ultimissime!

http://www.ziogiulius.altervista.org/img%20index/closh.gif

Quaderno di biostoria n° 8.

Quaderno di biostoria n° 9












Proposta di viaggio nel territorio della nuova scienza & metodo.


- Carte di Navigazione -

Scienza&Metodo Biostoria

Le carte di viaggio permettono di segnare nuove rotte, per approdare e poi ripartire e imparare, navigando, a muoversi nella pluralità degli stili, dei bisogni, delle aspettative, dei linguaggi.



Percorsi di lettura e carte nautiche.


Biostoria-Quaderni:

 


Percorsi fuori campo:

1. Le stagioni delle Parole. Raccolta di poesie, racconti e filastrocche.

2. Il Grido: Folate di pensieri in forma scomposta. Romanzo.




© Antonia Colamonico. Tutti i diritti sono riservati.



Dalla presentazione: Lo sguardo e la mente di Carmelo Colamonico










Biostoria: quaderno n° 6

Antonia Colamonico

Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0



1a Nicchia:
Il ruolo storico dell'Osservatore nella costruzione della realtà multi-proiettiva

2a Nicchia: L'accoglienza della novità. Il processo creativo e il dispiegamento degli spazi-tempi frattali


Antonia Colamonico. © 2011/2012



Indice Campi




Lo sguardo biostorico tra echi di realtà e tempi 0







Il ruolo storico dell'Osservatore nella costruzione della realtà multi-proiettiva.

3. Campo. Il buio - Il vuoto cognitivo e l'apertura dello spazio individuo/campo

4. Campo - La novità della scoperta - L'importanza del dare un nome


(Antonia Colamonico © Dicembre 2011 - Il filo, Bari)



L'accoglienza della novità. Il processo creativo e il dispiegamento degli spazi-tempi frattali.
  1. Campo: Le carte storiche - La lente caleidoscopica
  2. Campo: Le trame di echiLe visioni-narrazioni di “fatto-tempo-spazio” ponti di derive storiche

  3. Campo: Il fine storico - I vestiti storici e le differenze di funzione negli orizzonti di letture


(Antonia Colamonico © Gennaio 2012 - Il filo, Bari)


- Tutti i diritti sono riservati -




Da:
Le carte storiche.


L'atto di nascita segna l'inizio dell'alloggiamento nella Storia.

Il prendere dimora permette la “presa-nodo" spaziotemporale (t.0) che apre una nuova cresta storica, relativa a quell'isolato affiorato. La struttura organizzativa della vita è una forma frattale a spugna, con pieni/vuoti che fanno assumere ad essa una topologia: - a nicchie-vuoti e a creste-pieni. Il vuoto/pieno si struttura in relazione ad un'evoluzione di spazio-tempi differenti, che rende discreta la crescita, dell'insieme vitale, come un processo, di differente ampiezze di fioriture di eventi, come tante bolle che emergendo dal vuoto, assumono una corporeità e poi sparire, tornando nello stato del vuoto storico.

Vuoto rappresenta la zona off-limits per l'intelligenza-occhio umano, che non si arrende allo stato di cecità e cerca, aguzzando l'ingegno, di spingersi sino al bordo estremo che segna la linea-orizzonte del confine tra il visibile e il non visibile che ha nel corso dei millenni assunto differenti nomi: - Caos, Dio, Infinito, Nulla... Tutto!

In tale miopia cognitiva congenita sono state elaborate una molteplicità di carte di lettura che in relazione al modo come erano disegnate le mappe geografiche, si spostava l'asse del confronto dal caos creatore, all'infinito del Nulla, al Tutto/uno della Vita, facendo indossare all'osservatore storico una ricca varietà di abiti mentali con altrettante lenti cognitive che aprivamo alle differenti letture. Ad ogni abito si apre una visione differente di realtà e ad ogni visione insorge una difformità di giustificazioni circa la verità storica che si fa ballerina; facile da strumentalizzare da parte di logiche predatorie (logica di Caino) che, sistematicamente, si ripresentano nel susseguirsi dei periodi storici, cercando di ridurre i più in uno stato di servitù: - I servi e i padroni sono le due facce di una incapacità logica che nasce dall'incapacità etica di chi non sa dare il giusto indirizzo-valore alla vita. La verità essendo legata al filo del verso-carte di lettura, può assumere un'inclinazione verso un fine storico non di utile comune, ma privatissimo, in tale piegare ad un sé-famelico la linea del verso storico, la carta si fa gabbia d'ingiustizia e di sopruso, finendo con il respingere la verità stessa sino al bordo-confine della menzogna. Lo stato di salute delle società si misura sulla linea-confine che permette il ribaltamento del vero in falso: - Quando la verità viene fatta passare per menzogna, la verità praticata è solo un inganno storico, un “fumo negli occhi” per gente profondamente superficiale e credulona. Ogni (tutti) osservatore storico, per adempiere a pieno la sua funzione, all'interno della casa vita, ha bisogno di imparare a saper essere attento a comprendere tra una molteplicità di possibili verità, quella che si fa verità profonda, superando i luoghi comuni che rendono pregiudizievoli le comunicazioni e i rapporti sociali. Imparare ad alzare lo sguardo e a portarsi sino a quella linea di “ultimo orizzontecheil guardo esclude, assumendo, in tal modo una posizione ad occhio-punto infinito che permette il gioco dei ribaltamenti dei significati, svelando le strettoie pregiudizievoli che rendo cieche le scelte fattuali. Per l'umanità sembrerebbe non esserci altra possibilità se non nel processo di conoscenza che, vincolandola alle sue stesse rappresentazioni mentali, le permette tuttavia, superandole, di renderle sempre più aderenti al verso della verità. ...








© 2012 - Antonia Colamonico. Tutti i diritti sono riservati.






Pagine secondarie (1): Il Metodo - Copertina