Sommario
Sommario
La Giornata della memoria e la cacciata dei docenti ebrei a Cagliari durante il fascismo, di Camilla Medici e Sofia Trogu - I F
Monumenti Aperti - Indirizzo Musicale, di Luca Pacini ed Enrico Tocco - II B
Il corso di Basic Life Support and Defibrillation, di Giulia Ferrero e Riccardo Orrù - III E
Incontro con gli esperti: intervento della dott.ssa De Luca sugli effetti delle droghe sul sistema nervoso, di Irene De Angelis - III A
Visita al Museo di Zoologia, di Aurora Cruzat - I D, Vittoria Cadeddu e Lavinia Marini - I C
Visita al Dipartimento di Fisica, di Vittoria Luna Pisano e Virginia Valdés - I A
Laboratorio di Scienze: alla scoperta delle molecole, di Beatrice Mura, Luca Pacini, Valentina Salis, Martina Spiga, Enrico Tocco e Gloria Viviani - II B
Laboratorio di Scienze: esperimenti di Chimica, Luca Pacini - II B
L'impronta ecologica, di Riccardo Barcella - I F
L'Orto Biologico: esperimenti sugli innesti e la cura dell'orto, di Giulia Cuboni e Angelica Piras - III F, Filippo Fraschini, Camilla Medici, Francesco Quattrone e Sofia Trogu - I F
Scrittori di classe: l'esperienza della II D, di Matilde Frau - II D
Alicia nel paese di Minecraft, a cura della classe II D
Consigli di lettura: "Creature Impossibili" di Katherine Rundell, di Federico Elia - II F
Consigli di lettura: "Mio fratello rincorre i dinosauri" di Giacomo Mazzariol, di Irene De Angelis - III A
Consigli di visione: "La chiave di Sarah", di Sofia Trogu e Camilla Medici - I F
I successi della Disney, di Emma Atzei - I A e Francesca Caput e Margherita Caddeo - I C e Viola Morittu - I E
One Pager - Tutto in una pagina, di Francesco Broi e Carlo Rocca - III F e Alessandro Pintus - II F
English Corner - Crossword - We love music, di Francesco Cambuli, Nicolas Garau, Melissa Melis, Camilla Picciau - I E
La 75a edizione del Festival di Sanremo, di Lorenzo Martinelli - III A
Olly, il vincitore della 75a edizione del Festival di Sanremo di Filippo Fraschini e Francesco Quattrone - I F
La musica dei giovani, di Chiara Bertolotti - I E
La storia della Console, di Lorenzo Martinelli e Niccolò Mascia - III A e Diego Piludu - II A
I Giochi Sportivi Studenteschi: la corsa campestre, di Filippo Fraschini e Francesco Quattrone - I F
Il basket, di Riccardo Barcella - I F
Il calcio femminile italiano, di Irene De Angelis - III A
Attività dell'indirizzo sportivo
Le nostre attività sportive
La Giornata della memoria e la cacciata dei docenti ebrei a Cagliari durante il fascismo
di Camilla Medici e Sofia Trogu - I F
Il 27 gennaio di ogni anno si celebra la Giornata della Memoria, nella quale si ricordano le vittime dell’Olocausto, cioè del genocidio avvenuto durante la dittatura nazista in Germania nei confronti degli Ebrei, e che nell’Italia fascista si realizzò dal 1938 attraverso le leggi razziali.
Infatti le leggi razziali promulgate nel 1938 in Italia impedirono a tutti gli ebrei di sposarsi con altri italiani che non fossero di origine ebrea, di lavorare in uffici pubblici, di insegnare, di mandare i propri figli e le proprie figlie a scuola: all’improvviso gli ebrei italiani iniziarono a essere trattati come veri e propri “cittadini di serie B” e i potenti trasmettevano l’idea degli ebrei come un male da estirpare, inferiori a tutto e tutti. Queste idee erano proprie del “nazismo”.
Il 20 dicembre 2018 a Cagliari è stata organizzata una mostra, per gli ottant’anni dalla promulgazione delle leggi razziali.
Lo ricorda Gianluca Scroccu in un’intervista. Durante la conversazione, Scroccu ricorda l’esposizione curata insieme alle colleghe Mariangela Rapetti ed Eleonora Todde, che svela: - Ci siamo imbattuti in documenti davvero importanti. Così è nata nel Magnifico rettore la volontà di creare uno spazio che ricordasse, anche a futura memoria, un pezzo molto particolare delle vicende dell’Università di Cagliari, quando l’allora Rettore Brotzu diede seguito alle indicazioni del Ministero espellendo i docenti Doro Levi, Camillo Viterbo e Alberto Pincherle, perché ebrei.
La mostra è stata visitabile per tutto il mese di gennaio 2018 a palazzo Belgrano.
Ma chi era Doro Levi?
Doro Levi è stato certamente un personaggio molto importante per la cultura italiana: archeologo di fama internazionale, fu licenziato dal suo lavoro a seguito delle leggi razziali e costretto ad abbandonare la Sardegna, terra che amava tanto e per la quale aveva condotto tante battaglie (basti pensare che nel secondo dopoguerra l’anfiteatro romano venne restaurato grazie a lui).
Doro Levi fuggì in America, dove ebbe l'onore di insegnare, fino al 1945, alla prestigiosa università di Princeton.
La Sardegna deve a Doro Levi tante scoperte importanti, come ad esempio gli scavi della Necropoli di Angelo Ruju ad Alghero o il Villaggio Nuragico di Serra Orrios a Dorgali.
A ottant’anni dalle leggi razziali imposte dal fascismo c’è una targa a ricordare i professori ebrei cacciati dall’università di Cagliari: Doro Levi, Camillo Viterbo e Alberto Pincherle.
La targa recita:
“Nel 1938 a seguito della emanazione delle leggi razziali furono espulsi da questo ateneo i tre docenti ebrei.
Teodoro “Doro” Levi
Camillo Viterbo
Alberto Pincherle
Contro ogni forma di razzismo e discriminazione l’Università degli studi di Cagliari pose”.
La targa è datata 30 gennaio 2023.
Vogliamo concludere questo articolo con la celebre frase di Primo Levi: “Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”, sperando che vi faccia pensare.
Monumenti Aperti - Indirizzo Musicale
di Luca Pacini e Enrico Tocco - II F
I giorni sabato 26 e domenica 27 ottobre si è tenuta la manifestazione di Monumenti Aperti.
Si tratta di un progetto culturale dedicato alla promozione e valorizzazione di monumenti, siti archeologici, artistici e culturali.
Quest’anno il tema della manifestazione era “Spazi e sogni”. Infatti i monumenti non sono luoghi chiusi e immobili, ma spazi entro cui le persone possano vivere, pensare, progettare e sognare.
Ormai giunti alla XXVIII edizione, quest’anno Cagliari ci ha accolto all’Ex Manifattura Tabacchi, nella sala contemporanea del primo piano, ambiente ideale per esibirsi con l’orchestra e il coro.
Le 2 giornate erano strutturate nel seguente modo:
- nella prima giornata gli alunni delle classi 2’B e 3’B hanno presentato i loro brani d’orchestra; la 2’B ha suonato “Una musica può fare” di Max Gazzè mentre la classe 3’B ha suonato “Interstellar” di Hans Zimmer e “Moment for Morricone” di Ennio Morricone.
- il secondo giorno invece, di mattina, siamo andati all’ Ex Manifattura tabacchi, per presentare i nostri brani di ensemble: per primi hanno suonato clarinettisti, poi i chitarristi, dopo i pianisti e infine i percussionisti.
Il secondo giorno siamo tornati anche di sera per suonare i brani d’orchestra e abbiamo riproposto i brani del giorno prima.
di Giulia Ferrero e Riccardo Orrù - III E
Il corso BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) organizzato dalla Prof.ssa Comella è un’opportunità formativa per acquisire le competenze necessarie a intervenire in situazioni di emergenza. Questo corso, rivolto agli alunni delle classi terze, si concentra sull’insegnamento delle manovre di rianimazione cardiopolmonare (RCP) e sull’uso del defibrillatore.
La Prof.ssa Comella, insieme a un esperto di primo soccorso, ha guidato gli alunni e le alunne attraverso una serie di lezioni teoriche e pratiche, spiegando l’importanza di intervenire in caso di arresto cardiaco. Gli studenti imparano a riconoscere i segni di un’emergenza, a praticare le manovre cardiopolmonari e a utilizzare correttamente il defibrillatore.
Il corso si caratterizza per la sua interattività, con simulazioni realistiche che consentono ai partecipanti di esercitarsi sotto la supervisione dell’esperto. Al termine del corso, i partecipanti ottengono una certificazione valida per un anno, che attesta le competenze acquisite.
Si sono tenuti in tutto 2 incontri: nel primo l’esperto ha spiegato le minacce improvvise per la vita (es. arresto cardiaco, ostruzione delle vie aeree) e quando e come intervenire; nel secondo incontro si è tenuta la prova.
L’esame si è diviso in due parti, nella prima abbiamo eseguito la parte pratica che consisteva nel eseguire le manovre apprese, nella prima lezione su dei manichini.
Verso la fine dell’ora abbiamo iniziato il test scritto.
di Irene De Angelis - III A
Il 18 Febbraio 2025, nella sede Tuveri, è venuta a parlarci la Professoressa De Luca degli effetti che causano le droghe al sistema nervoso, attraverso una spiegazione teorica e anche con prova pratica con l’uso di visori.
Hanno preso parte a questo progetto tutte le classi terze di tutte le sezioni.
Inizialmente abbiamo fatto l’incontro con un esperto, che ci ha parlato degli effetti delle droghe sul cervello e dei tipi di droghe e stupefacenti che esistono.
La professoressa ci ha parlato del modo in cui le droghe agiscono sul nostro cervello, possono causare effetti depressivi sulle attività mentali, effetti stimolanti o effetti allucinogeni.
Ci ha detto i tipi di droghe che esistono, e ci ha detto che si dividono in cinque tipi differenti:
Oppiacei, come oppio, morfina, eroina e metadone
Stimolanti, come la cocaina, metanfetamina e il crack
Cannabis e derivati, Marijuana, Hashish
Depressivi, barbiturici e derivati
Allucinogeni, mescalina, L.S.D, M.M.D.A.
Inoltre, ci ha parlato del perché i giovani le assumono; infatti esse inizialmente alterano le aree cerebrali che mediano le sensazioni di motivazione e di piacere, facendo aumentare il numero di endorfina, che è un organo del benessere ed ‘’aiuta’’ l’organismo ad alleviare il dolore e anche lo stress.
La professoressa ci ha anche parlato della TOSSICODIPENDENZA e quello che causa. La tossicodipendenza è un problema che affligge ancora oggi la popolazione mondiale danneggiando la vita delle persone. Essa è chiamata anche ‘’tossicomania’’ e causa all’individuo danni grossolani che spingono colui che sta assumendo la sostanza a continuare ad assumerla o addirittura ad aumentare le dosi per avere temporanei effetti benefici e soggettivi. La tossicodipendenza può causare:
TOLLERANZA: Che si intende come aumento costante della quantità di dosi.
ASTINENZA: Che si manifesta in presenza di sintomi emotivi o fisici
CRAVING: Che manda all’individuo un messaggio di desiderio impellente della sostanza.
Successivamente, siamo andati tutti in palestra per fare un’attività pratica riguardante le droghe.
La dottoressa De Luca ha dato dei visori di due colori differenti, quello grigio e quello verde, che hanno l’obiettivo di mostrarci il modo in cui vedono le persone che soffrono a causa delle droghe e degli stupefacenti. Per darci la dimostrazione di quanto sia terrificante il mondo di una persona che usufruisce di queste sostanze, ci hanno fatto mettere i visori e ci hanno fatto fare un percorso composto da tante curve e anche da dei coni, che non dovevano essere buttati giù. Questo a parole sembra semplice ma in realtà è stato molto complesso, perché con la vista data dai visori, era molto complesso a causa del fatto che il modo in cui vedono i drogati è molto confusionario.
Questo progetto mi è piaciuto tantissimo, penso che sia stato molto interessante, e toccante, perché sapere il modo in cui soffrono certe persone e i problemi che queste sostanze causano è molto commovente.
di Aurora Cruzat - I D, Vittoria Cadeddu e Lavinia Marini - I C
La nostra visita al museo zoologico di Cagliari è stata molto interessante. Abbiamo potuto osservare una moltitudine di animali imbalsamati tra cui: uccelli, rettili, scimmie, pesci e molto altro.
Arricchita costantemente nel corso del tempo, a partire dai primi dell’Ottocento, la collezione del Museo di Zoologia rappresenta un importante archivio della biodiversità passata, con esemplari di specie ormai estinte, e garantisce una documentazione aggiornata di quella presente. Costituita da diverse migliaia di esemplari animali, vertebrati e invertebrati, comprende dai più piccoli insetti fino agli squali, agli elefanti e allo scheletro di alcune balenottere lunghe 15 metri.
La guida ci ha fatto vedere delle gigantesche ossa di balenottera comune.
La balenottera comune può raggiungere i 24 metri di lunghezza e può pesare 80 tonnellate. Le femmine sono leggermente più grandi dei maschi. Ha un corpo affusolato con una testa triangolare e uno sfiatatoio (le narici con cui i cetacei effettuano la respirazione, posti sulla sommità del capo) con due orifizi. Presenta una pinna dorsale abbastanza piccola, se rapportata alle sue grandi dimensioni, situata più vicino alla coda. La colorazione del dorso può andare dal nero al grigio scuro, con leggere ed irregolari striature e sfumature; la parte inferiore del corpo è biancastra.
Questa esperienza è stata molto interessante e ci ha incuriosito molto la parte dello scheletro di una donna: ci hanno spiegato come riconoscere uno scheletro maschio da uno femmina. Di uno scheletro si riconosce il sesso dal bacino perché le donne lo hanno più largo di quello dei maschi perché devono contenere il feto.
Con questa esperienza abbiamo imparato nuove informazioni, molto interessanti e costruttive.
di Vittoria Luna Pisano e Virginia Valdés- I A
Il 17 gennaio 2025 le classi 1A e 1B, sono andate al Dipartimento di fisica di Cagliari.
Noi (1A) siamo stati accompagnati dalla prof.ssa Sau e dal professor Cogoni, invece la 1B era accompagnata dalla docente di Francese, prof.ssa Spiga.
Siamo partiti alle 8:15 circa e siamo arrivati alle 9:00.
Appena arrivati abbiamo visitato il Museo di Fisica, che custodisce centinaia di strumenti scientifici, alcuni molto antichi come ad esempio vecchie bilance. Alcuni di questi strumenti sono stati inviati a Cagliari da Carlo Emanuele di Savoia nella seconda metà del '700.
Avevamo due turni, il primo ci mostrava gli antichi strumenti, il secondo era un filmato su Galileo Galilei e sulla sua vita.
Nel secondo turno abbiamo fatto anche due esperimenti, ad esempio il confronto di pesantezza tra una piuma e una scatola piena di sale, la quale cadeva per prima, e il perché.
Infine abbiamo parlato del filmato visto in precedenza.
Dopo di che abbiamo valutato la gita sulla lavagna messa all’uscita dalla saletta.
Poi il pullman ci ha portati nuovamente a scuola.
È stata un esperienza meravigliosa e non la dimenticheremo mai.
Laboratorio di Scienze: alla scoperta delle molecole
di Beatrice Mura, Luca Pacini, Valentina Salis, Martina Spiga, Enrico Tocco e Gloria Viviani - II B
Sabato 8 febbraio, in aula di scienze, la nostra classe, la seconda B, ha fatto un lavoro riguardante gli argomenti del programma di seconda di chimica: le molecole. Le abbiamo prima disegnate nel quaderno (seguendo dimensioni e colori). Abbiamo poi utilizzato la plastilina colorata per fare delle palline rappresentanti gli Atomi. Gli atomi che abbiamo utilizzato sono:
- Idrogeno
- Ossigeno
- Carbonio.
Ogni atomo aveva un colore e una dimensione. La dimensione dipendeva dal numero di elettroni (e quindi il numero atomico, Z). L'atomo più grande era infatti quello dell'ossigeno, poi quello di carbonio e infine quello dell'idrogeno.
Le molecole che abbiamo costruito sono:
- H2O (acqua)
- CO2 (anidride carbonica)
- O2 (molecola di ossigeno)
Nel quaderno abbiamo disegnato anche la molecola del glucosio.
di Luca Pacini - II B
Il giorno sabato 15 Febbraio la nostra classe (2^B), ha fatto degli esperimenti di chimica in aula di scienze.
“Uso di un indicatore naturale ” e “Neutralizzazione di una soluzione”
Materiali:
-portaprovette (scarabattola)
-provette
-pipette Pasteur
-becher
-stuzzicadenti
-carta assorbente
-bicarbonato di sodio
- acqua
-succo di limone
-liquido indicatore (acqua di cavolo rosso bollito)
-aceto di vino bianco
-cartina al tornasole
1. Uso di un indicatore naturale per stabilire l’acidità o la basicità di una soluzione.
Metodi:
Inizialmente abbiamo messo dell’acqua in una provetta utilizzando la pipetta, poi abbiamo aggiunto del bicarbonato di sodio (soluto) all’acqua (solvente), stando attenti a non rendere la nostra soluzione satura, mescolando con uno stuzzicadenti.
In un’altra provetta abbiamo messo il succo di limone e in una terza provetta solo acqua.
Abbiamo quindi aggiunto in ciascuna provetta, con la pipetta, l’acqua di cavolo rosso bollito, di colore viola che abbiamo usato come indicatore naturale.
Un indicatore è una sostanza che ha la particolare proprietà di assumere un colore diverso a seconda che venga a contatto con un acido (diventa rosso) o una base (diventa verde o blu). Abbiamo osservato il cambiamento di colore del nostro indicatore nelle due soluzioni (contenute nelle prima e nella seconda provetta).
Risultati:
L’indicatore ha assunto un colore rosso in presenza del succo di limone, evidenziando una soluzione acida, e ha assunto un colore verde in presenza della soluzione di bicarbonato di sodio, evidenziando una soluzione basica. Nella provetta contenente solo acqua il colore è rimasto viola, l’acqua infatti è neutra.
2. Reazione di neutralizzazione
Metodi e risultati:
Abbiamo messo dell’aceto di vino bianco in una provetta e in un’altra provetta abbiamo preparato una soluzione di bicarbonato di sodio e acqua. Abbiamo preso un indicatore di pH (cartina al tornasole) e abbiamo misurato il pH di entrambe le soluzioni, evidenziando l’acidità dell'aceto (pH 3) e la basicità della soluzione di bicarbonato di sodio (pH 8). Successivamente abbiamo aggiunto con la pipetta, un po’ per volta, la soluzione di bicarbonato di sodio all’aceto e, con nostra sorpresa, abbiamo osservato la formazione di tante bollicine che mostravano la formazione di uno dei prodotti della reazione, cioè l’anidride carbonica.
Infine con la cartina al tornasole abbiamo misurato il pH della soluzione così neutralizzata (pH 7).
di Riccardo Barcella - I F
L’impronta ecologica è un valore naturale che calcola di quante risorse naturali l’uomo ha bisogno e le confronta con la capacità della terra di rigenerarle.
L’impronta ecologica dipende soprattutto da noi: dai nostri consumi di cibo (soprattutto carne), da quanto spesso acquistiamo nuovi oggetti, dai mezzi di trasporto che adoperiamo e dall’elettricità di cui facciamo uso. Ognuno di noi ha uno stile di vita diverso e quindi anche un'impronta diversa: qualcuno ne produce una piccola, qualcuno media e qualcun altro grande.
Chi ha un'impronta ecologica più piccola mangia poca carne, non spreca elettricità, non compra oggetti nuovi se quelli che già possiede sono ancora utilizzabili e usa la bici o altri mezzi di trasporto ecologici; un’impronta ecologica media è legata ad un consumo superiore di carne (un giorno sì e uno no), spreca poca elettricità, usa sia la bici che la macchina e compra a volte roba di ultima generazione. Infine, chi non sta attento a tutti questi aspetti avrà una grande impronta ecologica.
Nel quotidiano se qualcuno vuole provare a ridurre la propria impronta ecologica deve ridurre il consumo di elettricità, mangiare meno carne, usare più spesso la bici o l’autobus e comprare roba nuova solo quando ne ha davvero bisogno, evitando così anche di sprecare soldi.
Se siete curios@ di misurare la vostra impronta ecologica potete provare a misurarla tramite questo test: https://www.wwf.ch/it/vivere-sostenibile/calcolatore-dell-impronta-ecologica
di Giulia Cuboni e Angelica Piras - III F, Filippo Fraschini, Camilla Medici, Francesco Quattrone e Sofia Trogu - I F
Giovedì 13 febbraio Vittorio (un gentile signore del quartiere che da anni si occupa dell’orto della Scuola Primaria Randaccio) è venuto nel nostro orto per farci vedere come si esegue un innesto.
Un melo cotogno presente nel giardino della scuola, vicino al nostro orto, che non produceva mele da qualche tempo, è stato innestato con dei rametti di pero che producono ottimi frutti.
Vi descriviamo brevemente le fasi, alle quali tutta la classe terza F ha assistito, necessarie per eseguire l’innesto.
Giulia, una nostra compagna, ha documentato con foto e video tutte le fasi dell’innesto.
Per iniziare abbiamo messo i grembiuli per non sporcarci e ci sentivamo dei veri agronomi!
Vittorio ha posizionato la cesoia sul punto in cui doveva essere tagliato il ramo principale del melo cotogno, ha chiesto poi a noi alunni chi se la sentiva di stringere con forza la cesoia ed effettuare così il taglio.
Risponde alla richiesta Nicholas che con gran forza stringe i manici della cesoia e taglia il ramo.
Per eseguire il taglio nel ramo abbiamo usato questo coltellino.
Successivamente abbiamo fatto un taglio lungo il diametro con un coltellino e per far sì che il taglio sia più profondo abbiamo usato una pietra.
Se parlassimo di un problema di geometria il ramo sarebbe un cerchio e il taglio il diametro, dentro questo taglio verranno poi messi dentro i rametti di pero.
Dentro il cuneo formatosi abbiamo messo una pasta speciale che impedisce al tronco di ammalarsi dopo questo intervento chirurgico.
Ovviamente la pasta va messa dentro il taglio e bisogna esagerare!
Vittorio ha poi avvolto l’innesto con dello scotch per non far entrare acqua o polvere.
Come ultima attività Giulia e Carlo hanno misurato le gemme del ramo innestato; controlleremo la loro crescita nel tempo.
A Carlo è venuta l’idea di assegnare un nome carino all’innesto, ci sono state varie proposte, poi in classe abbiamo deciso democraticamente di chiamarlo Carmelo Permelo (“per” da Pero e “melo” da Melo)
In questa immagine ci sono le ragazze dopo l’innesto.
Questa esperienza è stata molto divertente e l’ha gradita tutta la 3F, quando siamo entrati all’orto non sapevamo neanche cos’era un innesto e siamo ritornati in classe con una bellissima esperienza.
Tutta la 3F ringrazia Vittorio per la disponibilità e soprattutto per averci insegnato a fare un innesto!
La classe III F e gli esperimenti sugli innesti
La nostra scuola, la Tuveri, è dotata di un orto biologico, curato da noi alunni con tanto impegno.
Ogni giorno una classe si reca all’orto per curarlo, annaffiare le piantine e spazzare le foglie.
Questa, oltre ad essere un aiuto per le nostre carissime piantine, per noi alunni è anche un’occasione di svago, dato che si tratta di un attività diversa rispetto alle solite che si svolgono a scuola.
Il nostro orto è un progetto scolastico ormai consolidato, iniziato nel 2021.
E’ articolato in quattro box contenenti diversi tipi di piante: fragole, ravanelli, prezzemolo, rosmarino, e chi più ne ha più ne metta…
La frequenza nella quale ogni classe si reca a svolgere le attività giornaliere richieste per la cura di un orto è di una volta alla settimana.
Ogni giorno vengono fatte attività molto semplici come spazzare e annaffiare, e più raramente attività come seminare o fare degli innesti.
Le classi IF e II F impegnate nella cura dell'orto biologico
La classe II B impegnata nella cura di piccole piante: il fico.
di Matilde Frau - II D
Il progetto "Scrittori di Classe", giunto quest’anno all’undicesima edizione, è un'iniziativa davvero fantastica che si propone di promuovere la lettura e la scrittura tra noi studenti. È un modo per incoraggiarci a esplorare la letteratura e a esprimere le nostre idee attraverso la scrittura creativa. Al suo interno prevede tante attività interessanti, come la realizzazione di un laboratorio di scrittura, dove possiamo imparare tecniche diverse, ricevere feedback sui nostri lavori e sviluppare un nostro stile personale; è un vero concorso letterario, che ci motiva a scrivere anche per la possibilità di vincere premi e riconoscimenti; dà vita a un club di lettura, dove discutere per creare i personaggi, condividere le nostre opinioni e scoprire talenti artistici.
Questo progetto insomma non solo stimola la nostra creatività, ma ci aiuta anche a sviluppare competenze linguistiche e critiche, oltre a promuovere un amore per la lettura e la scrittura. E così è capitato a noi della 2D che con le professoresse Pilia, Scanu e Dessì abbiamo realizzato il nostro racconto nei mesi di ottobre e novembre. Il titolo di questa edizione del concorso è “Minecraft - Avventure per un mondo migliore”. Dopo aver ricevuto l’area tematica dal sistema con assegnazione casuale, abbiamo scelto a maggioranza il nostro incipit.
L’impresa è stata ardua ma siamo riusciti a mettere su carta tutti i contenuti che ci sono venuti in mente. Alcuni di noi si sono preoccupati di creare l’immagine che abbiamo voluto riassumesse il senso della storia.
Siamo risultati fra i finalisti e questo farà sì che la nostra scuola riceva ben 2000 punti oltre ai 300 che abbiamo conquistato scrivendo il racconto e valutandone altri tre assegnati a caso dal sistema. Insomma: un vero successo.
E questo è il nostro racconto: speriamo vi piaccia!
Alicia nel paese di Minecraft
a cura della classe II D
Alicia è una ragazzina molto timida e spesso preferisce starsene per conto proprio. Anche in Minecraft preferisce evitare di chattare con gli altri giocatori o di interagire nel gioco. Un giorno arriverà a sconfiggere l’Enderdrago (un temibile drago volante in Minecraft) e sarà solo merito suo e di nessun altro.
Per questo quando i suoi genitori le annunciano che dovrà andare in campeggio con il gruppo scout per accompagnare sua sorella Julia, che è più piccola di lei e ha qualche difficoltà motoria, le viene una crisi isterica.
Eppure Alicia sembra sapere tutto della vita selvaggia e risponde esattamente alle domande dei capi scout! Tipo, qual è la prima cosa da fare quando si è all’aperto? E lei: costruirsi un rifugio! Qual è il modo migliore per procurarsi cibo velocemente? E lei: raccogliere frutta e ortaggi in giro! Tutte cose imparate giocando nell’Overworld (la principale dimensione in cui si gioca in Minecraft)...
Così Alicia viene messa a capo di un gruppetto di ragazzi e ragazze e adesso dovrà fare ogni cosa insieme a loro! In più la ritengono esperta ma non ha mai fatto nulla di avventuroso nella vita vera....
Alla squadriglia capitanata da Alicia viene assegnato uno spiazzo dove stabilirsi per tutta la durata del campo.
Il primo step da affrontare è vincere la timidezza e fare amicizia con il resto del gruppo. “Forza Alicia! Ce la puoi fare!” si dice.
“Adesso chiamerò ognuno di voi. Vorrei aggiungeste al vostro nome una caratteristica e il mostro di Minecraft che pensate vi rappresenti. Io sono Alicia, amo l’avventura e il mio mostro è l’Enderdrago. Chiamo Julia”.
“Mi piace disegnare e il mio mostro è lo zombie” - dice Julia.
“Theo!”
“Amo lo sport e il giallo. Il mio mostro ovviamente è l’Enderman!”
“Woaw! Anch’io adoro lo sport e il giallo!” esclama Alicia arrossendo. “Chiamo la mia compagnetta di scuola Jenny”.
“Adoro i dolci, sono diabetica e me ne vanto! Il mio mostro è lo scheletro”.
“Benissimo! Adesso è il turno di Anne”.
“Anch’io amo mangiare e purtroppo si vede. Il mio mostro non può che essere il Ghast”.
“Ma se sei bellissima! Bando alla tristezza e impariamo ad amarci così come siamo. Forza Leo, tocca a te!”.
“Il mio mostro Minecraft è il ragno e mi piace moltissimo giocare ai videogiochi, possibilmente collegato in rete con altri amici”.
“Ottimo: un altro appassionato di videogame! Ultima ma non ultima, Katie”.
“A me piacciono i colori, studiare italiano e storia, avere tanti amici e un sacco di altre cose che non vi dico per farvele scoprire. Il mio mostro è l’annegato perché non so nuotare!”.
“Ecco qui compatta la nostra squadriglia. Ci chiameremo Club dei Mob”. Un applauso festoso accompagna la notizia. “I capi scout ci hanno assegnato una missione: staremo per un’intera giornata in mezzo al bosco. Dobbiamo andare in un vecchio piazzale abbandonato da tempo, vicino a un fiume”.
Appena giunti nello spiazzo, decidono dove mettere le tende e preparano il bivacco.
Alicia e Theo iniziano a intrecciare i rami per legare le filagne. “Scusa se mi permetto, ma ho notato che stai molto addosso a tua sorella Julia. Ti preoccupa la sua disabilità?” Alicia lo guarda stupita e risentita: “Ovviamente!!!”. “Non offenderti! Mi sono permesso di chiedertelo solo perché anch'io ho un fratellino con una disabilità. Ha la sindrome di Down ed è fantastico. Ho faticato per capire che è una persona e non una malattia. Sinceramente, dovresti fare altrettanto”. Alicia arrossisce e continua in silenzio il suo lavoro: si sente offesa, ma anche profondamente turbata.
La giornata della squadriglia prosegue fra le mille attività proposte dai capi e l'ora della ritirata arriva rapidamente.
Al risveglio però li attende una terribile sorpresa: Julia è sparita. Alicia si dispera. Anne e Katie propongono di seguire le orme sul terreno e mentre camminano trovano sul sentiero la scarpa di Julia con accanto un biglietto con scritto: “Smettete di cercare e la vostra amica tornerà. Non preoccupatevi: sta bene”.
Nel frattempo, Jenny, dispiaciuta nel vedere la disperazione di Alicia, decide di raccontarle la verità: “Julia mi ha chiesto di aiutarla a sparire. Mi ha detto che aveva bisogno di allontanarsi da te perché la soffochi con le tue attenzioni”. “Ma sei pazza? Cosa ti è venuto in mente? Dobbiamo trovarla subito! Da sola non può cavarsela!”. Julia quindi non era sparita: aveva deciso di vivere un’avventura da sola senza essere controllata per le sue difficoltà, voleva essere una bambina come tutte le altre, era lei che aveva lasciato il bigliettino. Ma ora - Alicia se lo sentiva - Julia era davvero in pericolo. Radunata quindi la squadriglia, partono alla ricerca.
Continuando a seguire le impronte, arrivano a un albero dove le orme incredibilmente finiscono. “Come può essere entrata nell’albero?” esclama Theo che inizia a perlustrare il tronco al quale infine si appoggia perdendo l’equilibrio e precipitando all’interno. “Sto bene!” - urla dal tronco: “Raggiungetemi qui! È un portale”.
Il resto della squadriglia quindi si lascia cadere ed entra nel mondo di Minecraft. “Cavoli! Siamo dentro il nostro videogioco. Dobbiamo organizzarci per sopravvivere. Raccogliamo legna” suggerisce Leo iniziando a prendere a pugni gli alberi vicino a loro. “Mio Dio” - esclama Alicia: “Julia deve essere prigioniera dell’Enderdrago”. “Guardatevi intorno e cercate una caverna: abbiamo bisogno di diamanti”.
“Eccola! Proprio qui” urla Theo. “Prepariamo i picconi e iniziamo a scavare”.
Il lavoro è pesante ma i ragazzi si impegnano a fondo, riuscendo nel giro di poco tempo a raccogliere un’ingente quantità di diamanti. “Costruiamo l’armatura e le spade. Sconfiggeremo il drago e riusciremo a salvare Julia” dice Jenny che ancora non riesce a liberarsi dal senso di colpa per averla aiutata a scappare. “Dividiamoci: alcuni si occuperanno di costruire e altri cercheranno il portale per l’End”.
Tutta la squadriglia si mobilita e finalmente, perfettamente equipaggiati, individuano il portale e piazzano gli occhi dell’End. “Buttiamoci dentro!”. Giunti nella dimensione dell’End, riescono a scavare fino alla superficie e, guardandosi intorno: “Ecco l’Enderdrago! E lì c’è anche Julia. Aspettiamo che il drago scenda per attaccarlo. Sono certa che l’unione della squadriglia Mob farà la forza che ci occorre per concludere questa incredibile avventura”.
Il drago, dopo aver volteggiato nel cielo dell’End, inizia a planare. I ragazzi sono pronti a colpirlo. La battaglia inizia ed è molto dura; quando sembra che possano avere la meglio, il drago si rigenera. Alicia, che aveva cercato di sconfiggere l’Enderdrago un miliardo di volte, esclama: “Ragazzi, dobbiamo spaccare i cristalli per fermare la rigenerazione del drago!”. Scalano quindi le torri di ossidiana che circondavano l’area e riescono a spaccare i cristalli senza farsi sbalzare dall’esplosione. “Sconfitto!” esclamano all’unisono.
Alicia si precipita ad abbracciare Julia. “Ma cosa ti è venuto in mente?” le dice. “Scusami! Non volevo farti preoccupare ma solo dimostrarti che posso cavarmela. Sono più forte di quello che pensi”. “Scusami tu! Theo mi ha fatto capire quanto sia importante darti fiducia e lasciarti fare le tue esperienze. Devo fare la sorella e non la badante. Ti starò accanto senza soffocarti”. Theo le osserva felice: la vera sconfitta dell’Enderdrago è proprio questa consapevolezza. “Forza ragazzi! Il mondo reale ci aspetta!”
E SEMINARE POESIA.
di Federico Elia - II F
Creature impossibili è un libro ambientato nei giorni nostri, in un mondo in cui le creature mitiche hanno vissuto veramente. Queste creature, a causa degli umani che le cacciavano, sono diminuite enormemente. Per proteggerle l’Immortale, una specie di dio che rinasce sempre sotto forma di un qualunque essere vivente, le ha messe dentro ad un gigantesco arcipelago, chiuse con una barriera magica.
Mal, una ragazza molto energica, vive nell’Arcipelago insieme alla prozia Leonor e ad un cucciolo di grifone, Gelifen. Possiede un cappotto grazie al quale può volare, regalatole da uno sciamano. Nell’Arcipelago sta succedendo una catastrofe: la glemry, la sostanza che mantiene in vita le creature mitiche, sta sparendo, e Mal è molto preoccupata. Un giorno, poi, un assassino viene a casa di Mal per ucciderla, senza che lei ne sappia il motivo, e per scappare Mal decide di buttarsi in un fiume…
Intanto, nel nostro mondo, un ragazzo di nome Christopher va a trovare il nonno, che gli dà un unica regola: non deve mai salire sulla collina vicino a casa. Naturalmente Christopher ci va lo stesso e trova un lago, da cui iniziano ad uscire delle creature mitiche: chiede dunque spiegazioni al nonno e scopre che entrambi sono dei protettori, il cui compito è proteggere i punti di collegamento tra il mondo normale e l’Arcipelago, tra cui il lago.
Christopher torna al lago per aiutare il nonno a riportare le creature nell’Arcipelago e lì trova una ragazza che gli chiede aiuto: nel suo mondo un assassino la sta cercando e, senza sapere come, si è trovata in un mondo diverso dal suo. Christopher accetta e le spiega come tornare all’Arcipelago. Da lì inizia la loro avventura, in cui scapperanno dall’assassino, fino a trovare tre pirati che li ospiteranno e che faranno con loro un lungo viaggio tra le isole, affrontando centauri e chiedendo consigli alle sfingi, viaggiando sugli ippocampi e su navi magiche, tutto per ritrovare l’Immortale e salvare l’Arcipelago.
Il libro è stato scritto da Katherine Rundell, una scrittrice che in questo libro è riuscita a farmi immaginare perfettamente le ambientazioni e le creature magiche, senza però mettere descrizioni lunghe e noiose. Per poterli immaginare ancora meglio, all’inizio del libro ci sono un bestiario con i disegni degli animali fantastici e una mappa dell’Arcipelago.
Un'altra cosa che mi è piaciuta di questo libro è l’inizio che è diviso in due, ovvero quella di Christopher e quella di Mal, finché i due non si incontrano e la storia diventa una sola.
Il continuo tenere sulle spine, gli inseguimenti e i colpi di scena rendono il libro avvincente e interessante, senza mai annoiare il lettore.
di Irene De Angelis - III A
Mio fratello rincorre i dinosauri è un romanzo di formazione scritto da Giacomo Mazzariol, tratto da una storia autobiografica vera scritta per la casa editrice Einaudi nel 2016. Inoltre è stato tratto anche il film diretto da Stefano Cipani nel 2019.
Il libro parla di un ragazzo che si chiama Giacomo (soprannominato Jack) che ha cinque anni e vive con i suoi genitori e le sue due sorelle, Alice e Chiara. Tornando a casa dopo essere stato dai nonni, i suoi genitori gli rivelano che avrà un fratellino. Giacomo è molto entusiasta, questo perché ha sempre sognato di avere un compagno di giochi con cui divertirsi, per questo inizierà a prendersene cura anche prima della nascita, decidendo subito il suo nome, Giovanni. Inoltre Giacomo, sarà il primo a fargli un regalo; infatti gli regalerà un pupazzo a forma di ghepardo. Ma le belle notizie non finiscono per Giacomo: infatti i genitori gli dicono che il suo fratellino sarà speciale. Il protagonista però, pensa che per “speciale” si intenda supereroe immaginando la possibilità che suo fratello sia in grado di usare dei superpoteri. Dopo la sua nascita, grazie ad un libro lasciato sul comodino da parte della mamma, scopre il significato della parola “DOWN”, infatti mentre il tempo passa, Giacomo si accorge che suo fratello è diverso da tutti i bambini che aveva incontrato fino a quel giorno, ma purtroppo in senso negativo, tanto che durante l’adolescenza inizierà a vergognarsi di lui finché inizierà a non parlarne con nessuno, nemmeno con la persona di cui è innamorato. Un giorno, Giacomo è al parco, quando dei ragazzi si prendono gioco di Giovanni bullizzandolo e Giacomo non riesce a difenderlo e si rende conto di non essere il fratello che sognava. Questo avvenimento fa molto riflettere Giacomo che ha un grande senso di colpa. Solo allora riesce ad entrare nell’universo fantasioso di Giovanni,dimostrando a sé stesso che la sua idea di supereroe non era molto sbagliata.
STORIA VERA
Il film, così come il romanzo, sono una storia vera e attingono proprio dall'esperienza di Giacomo Mazzariol e del fratellino Giovanni. Una storia, come ha raccontato lui stesso, che tocca migliaia di famiglie e, in realtà, un po' tutti.
Offre uno spunto per una riflessione sul tema della disabilità e sul legame, tanto difficile quanto unico, che lega due fratelli, uno dei quali affetto da disabilità. Inoltre parla di temi delicati sulla disabilità e sulla famiglia.
di Camilla Medici e Sofia Trogu - I F
Il giorno 13 febbraio la classe I F, ha effettuato con il prof.Claudio Ronzitti la visione del film “La chiave di Sarah” del regista francese Gilles Paquet-Brenner
“La chiave di Sarah” è un film dedicato al Rastrellamento del Velodromo d’Inverno, avvenuto nell’estate del 1942 nella Francia occupata dai nazisti, in seguito al quale oltre 13.000 ebrei furono deportati.
Il film racconta due storie che si intrecciano: la storia di Sarah Starzynski, una bambina ebrea di dieci anni, e quella di Julia, una giornalista americana che vive a Parigi da molti anni.
Sarah Starzynski è una bambina di origini ebree, ma che insieme alla sua famiglia vive in un appartamento a Parigi da molti anni.
Un giorno i soldati nazisti si recano a casa di Sarah e della sua famiglia intenzionati a deportarli.
Sarah capisce che si trovano in pericolo ma, nella fretta e paura del momento rinchiude il fratellino Michel in un armadio a muro, facendosi promettere che non uscirà e che aspetterà il suo ritorno. Purtroppo Sarah non sa che questa promessa sarà la condanna a morte del fratello, che non sopravvivrà fino al ritorno della sorella senza acqua e cibo.
Per anni terrà con sé la chiave di quell’armadio, che diventerà un importante simbolo durante la narrazione di questo film.
Nel frattempo Sarah e i suoi genitori vengono portati nel campo di concentramento, dove vengono separati. Sarah incontra un’altra bambina ebrea e insieme riescono a scappare, grazie all’aiuto inaspettato di una guardia. Trovano salvezza, temporaneamente, presso la casa di due signori anziani, ma purtroppo l’altra bambina è molto malata e muore rapidamente a causa di difterite.
Sarah però non si è ancora tolta dalla testa il fratellino intrappolato nell’armadio, ed intraprende un viaggio per andare a salvarlo. Purtroppo quando arriva è troppo tardi, e trova il piccolo Michel morto dentro l’armadio. Sarah è distrutta, e da quel momento non sarà più la stessa. Si sposerà e avrà un figlio, ma il dolore per non essere riuscita a salvare il suo fratellino resterà sempre dentro di lei, fin quando non arriverà a suicidarsi provocando un incidente d’auto.
La storia della piccola Sarah si incrocia con quella della giornalista Julia Jarmond, sposata con l’architetto francese Bertrand Tezàc.
Julia e Bertrand si stanno trasferendo con la loro figlia Zoe nell’appartamento a Parigi dove da bambino aveva vissuto il padre di Bertrand, Eduard. Julia scopre però che quell’appartamento era stato occupato abusivamente dai Tezàc e che in realtà apparteneva agli Starzynski e, che i due piccoli Starzynski non risultano tra gli ebrei morti durante la deportazione, a differenza dei genitori.
Mentre Julia è impegnata in queste ricerche scopre di essere incinta, e mentre lei prova un forte desiderio di avere un altro bambino suo marito è totalmente contrario.
Julia intraprende una lunga ricerca sulla vita di Sarah, che piano piano si intreccia sempre di più con la sua, permettendole di metabolizzare le conseguenze di un genocidio del genere e collegando le emozioni provate da Sarah alle sue.
Alla fine Julia trova l’unico discendente di Sarah, suo figlio William, che però non crederà ai racconti di Julia, e la caccerà.
La storia fa un salto temporale di circa due anni, nei quali Julia lascia il marito, decide di tenere il suo bambino e va a vivere a Parigi.
William la ricontatterà, scusandosi per aver negato la verità dei racconti di Julia sulla madre.
Julia svela a William che ha chiamato la sua seconda figlia proprio Sarah, così da non dimenticare una strage così grande e far sì che non si ripeta mai più.
Questo film ci è piaciuto molto, ma soprattutto ci ha fatto riflettere sull’importanza di ricordare, che è la responsabilità più grande che noi esseri umani abbiamo.
di Emma Atzei - I A e Margherita Caddeo e Francesca Caput - I C
La Disney oggi la conosciamo come una grandissima casa cinematografica che si è sempre occupata di animazioni e film per bambini. è stata fondata da Walt Disney nel 1923 e ha avuto successo in tutto il mondo.
Ecco alcuni successi della Disney.
Il Re Leone racconta la storia di Simba, il figlio di Mufasa, re di Milele. Simba, ancora cucciolo, scappa dalla sua terra convinto di essere il responsabile della morte di suo padre e cresce con Timon e Pumbaa, un divertente duetto di lemure-facocero. Un giorno incontra Nala che gli racconta del disastro causato dallo zio Scar, salito al trono dopo la scomparsa di Mufasa e Simba. Nala convince Simba a ritornare a casa per sconfiggere Scar. Durante lo scontro Simba scopre che è stato lo zio a uccidere suo padre e, senza più pietà, lo lascia cadere dalla Rupe dei Re. Simba e Nala diventano i sovrani di Milele.
La storia di Simba ha avuto un tale successo che, dopo il primo cartone del 1994, sono state realizzate la versione fotorealistica nel 2019 e il pre-sequel Mufasa del 2024.
Oceania è il film che racconta la storia di Vaiana, figlia del capo villaggio di un’ isola polinesiana chiamata Motunui. Ama il mare e sogna di poter oltrepassare la barriera corallina come le è stato vietato dal padre. Un giorno la nonna le racconta la storia dei suoi antenati e Vaiana scopre che erano grandi e abilissimi
navigatori ma da tempo non lo sono più. Decide di partire con il suo maialino Pua e il galletto Hei-Hei per un’ avventura con il semidio Maui. Vaiana deve convincere Maui a restituire il cuore di Tefiti che tempo fa aveva rubato e sconfiggere Teka. Unendo le forze ci riescono, salvando l’ intera umanità.
Dopo Oceania del 2016 la Disney ha deciso di fare il sequel “Oceania 2" che è uscito nel 2024 e anche questo ha avuto molto successo.
Cenerentola è una bellissima ragazza che dopo la morte del nobile padre si ritrova a vivere con la seconda moglie del papà e le sue sorellastre. Un giorno il principe organizza un grande ballo al palazzo reale aperto a tutte le fanciulle del regno ma Cenerentola deve rinunciare perché la matrigna le ordina di restare a casa per sbrigare le faccende domestiche. In aiuto di Cenerentola arriva una fata he per via di un incantesimo la trasforma in una meravigliosa principessa. La fata le dice, però, che il suo vestito e la sua carrozza a mezzanotte svaniranno e cenerentola diventerà come prima. Cenerentola accetta e con la sua carrozza si dirige verso il palazzo. Arrivata il principe la invita a ballare con lui. Una volta scoccata la mezzanotte Cenerentola scappa senza spiegare il perché al principe che nel frattempo si è innamorato. Quando lei scese dalle scale perse una scarpetta e nella fretta neanche se ne accorse. La ritrova il principe che il giorno dopo fa il giro del regno per cercare a quale fanciulla appartenesse, alla fine arriva a casa di Cenerentola e ogni sua sorellastra la prova ma non entra a nessuna. Cenerentola prova la scarpetta che le entra subito benissimo. Il principe la porta con se al palazzo a la sposa lasciando molto stupite e rabbiose le sorelle e la matrigna. Così il principe e Cenerentola vissero felici e contenti.
Biancaneve è una giovane e bella principessa che vive in un castello con suo padre il re il quale, una volta rimasto vedovo, decise di risposarsi con Grimilde; alla morte del marito, divenne ossessionata dalla sua bellezza e invidiosa della figliastra che obbligò a lavorare come sguattera del castello.
Lilo e Stitch racconta di una ragazzina orfana che vive con la sorella maggiore (Nani) che adotta uno stravagante cagnolino blu senza sapere che Stitch in realtà è un esperimento alieno fuorilegge, precipitato fortunatamente sulla terra con la sua astronave. I due amici vivranno tante avventure.
La Sirenetta racconta la storia di Ariel, una sirena, figlia del re Tritone ma lei ha una passione per il mondo esterno che il padre non gradisce. Quando stava cercando relitti salva la vita ad un principe che stava naufragando e se ne innamora e desidera di avere delle gambe per vivere sulla terra. Ursula, sua zia, esaudisce il suo desiderio ma si prende la meravigliosa voce di Ariel. Ursula infatti è una strega cattiva che Ariel dovrà combattere.
Alice nel paese delle meraviglie seguendo un coniglio bianco, cade in un buco profondo e arriva in mondo fantastico. Qui incontra personaggi bizzarri, cresce e rimpicciolisce magicamente, e alla fine assiste ad un processo prima di svegliarsi e scoprire che era tutto un sogno…
Frozen racconta le vicende di Anna, principessa di Arendelle, che parte per un viaggio con l’uomo dei ghiacci Kristoff, la renna Sven e il pupazzo di neve Olaf, per ritrovare la sorella Elsa, il cui potere del ghiaccio ha intrappolato il regno in un inverno perenne.
Il libro della giungla racconta la storia di Mowgli e’ un bimbo scampato miracolosamente a un assalto della tigre bengalese Shere Khan, che ha ucciso suo padre è che diventerà sua acerrima nemica.
Mowgli viene allevato da un branco di lupi guidati dal saggi Akela e nel corso delle sue avventure troverà amici come l’ orso Baloo e la pantera Bagheera.
di Francesco Broi e Carlo Rocca - III F e Alessandro Pintus - II F
Alessandro Pintus
Lo One Pager consiste nel disegnare e scrivere in una sola pagina, preferibilmente un foglio da disegno, gli aspetti più salienti di un libro o un film: serve a sintetizzare i temi principali di un testo, a presentare i personaggi, a riportare citazioni che riteniamo particolarmente importanti, curando con passione anche la parte grafica.
Francesco Broi
Carlo Rocca
Crosswords - We love music
by Francesco Cambuli, Nicolas Garau, Melissa Melis, Camilla Picciau - I E
di Lorenzo Martinelli - III A
Il Festival di Sanremo (chiamato semplicemente Sanremo) è un festival musicale iniziato nel 1951 che si tiene ogni anno nella cittadina di Sanremo qui in Italia; a questo festival partecipano diversi concorrenti che possono essere anche cantanti molto famosi della musica italiana.
Ѐ uno degli avvenimenti più importanti e noti al mondo dato che rappresenta un evento mediatico italiano.
Sanremo si basa su una competizione di brani che devono essere obbligatoriamente scritti da autori italiani e devono essere di lingua italiana oppure in dialetti locali; vengono selezionati da commissioni apposite e dello stesso festival.
Una volta che tutti i cantanti finiscono di esibirsi per decidere il vincitore si usa il televoto insieme a delle giurie scelte che decideranno quale sarà il brano più importante dandogli il premio del “Leone di Sanremo” (premio più ambito dai cantanti di musica leggera italiana)
Dagli anni 80 si iniziò a cantare anche completamente in playback e i vincitori potevano rappresentare l’Italia all’Eurovision anche se non obbligatorio.
Quest’anno si è svolta la settantacinquesima edizione di Sanremo tra l’11 e il 15 di febbraio con la direzione del nostro amatissimo Carlo Conti (Amadeus lo hanno espulso) e sotto la regia curata da Maurizio Pagnussat.
Hanno partecipato al Festival ben trentatré cantanti di cui i più conosciuti sono stati Olly, Lucio Corsi, Tony Effe, Fedez, Achille Lauro, Serena Brancale e Francesco Gabbiani.
Il Festival lo ha vinto Olly che ha cantato Balorda Nostalgia, non andrà all’Eurovision ma ci andrà Lucio Corsi che è arrivato secondo con la canzone Volevo essere un duro.
di Filippo Fraschini e Francesco Quattrone - I F
Federico Olivieri, nome d’arte Olly, ha vinto Sanremo a soli 23 anni con la canzone “BALORDA NOSTALGIA”. Olly in tutto ha ricevuto il 23,8% dei voti. Questa vittoria di Sanremo l’ha portato ad una fama maggiore e ad essere conosciuto e ascoltato in tutta l’Italia, infatti la canzone “BALORDA NOSTALGIA” è arrivata ad essere una delle canzoni più ascoltata d'Italia. Olly, inoltre è il cantante più ascoltato in tutta Italia e il 61esimo in Europa grazie anche a sue altre canzoni famose. Olly nelle prime serate non era tra i favoriti per vincere Sanremo, ma piano piano iniziò a ricevere sempre più voti e ad essere apprezzato molto anche dalla sala stampa grazie al suo impegno che metteva nel cantare la sua canzone. Nell’ultima serata Olly cantò molto bene, però suscitarono molte critiche sulla classifica, soprattutto perché Giorgia si era esibita molto bene tutte le serate vincendo anche la serata delle cover con Annalisa con la canzone “Skyfall” nonostante questo arrivò fuori dai primi 5. Il brano di Olly parla della nostalgia, un sentimento forte, vivo e vero che arriva all’improvviso e che fa sempre un po’ male, per questo motivo è balorda. Una volta nominato il vincitore Olly scoppiò a piangere facendo una dedica a sua madre e a suo padre. Il giorno dopo la vittoria Olly è stato intervistato dalla sala stampa nel programma “Domenica In” diretto da Mara Venier.
di Chiara Bertolotti - I E
Anna Pepe, conosciuta anche come ANNA, è una rapper e cantautrice italiana nata il 15 agosto 2003 a La Spezia. Anna ha da sempre avuto una grande passione per la musica, ereditata dal padre Francesco Pepe, DJ, e dalla madre Antonella Lunardi, che ha una carriera da artista. Il 28 giugno 2024 è stato pubblicato il suo album “Vera Baddie”, che ha raggiunto la prima posizione nella classifica italiana e il triplo disco di platino! La canzone, che ha riacceso i cuori del pubblico, è stata però “30°”, che ha avuto enorme successo e ha scalato la classifica italiana dei singoli, rendendo la rapper la prima artista femminile a occupare allo stesso tempo la vetta delle classifiche degli album e dei singoli in Italia negli ultimi dieci anni. Inoltre Anna è stata nominata “Donna dell’Anno” a settembre 2024, un grande riconoscimento per il suo straordinario talento nel settore musicale.
La storia della Console
di Lorenzo Martinelli e Niccolò Mascia - III A e Diego Piludu - II A
Dopo il successo dei videogiochi con gli arcade si iniziò a pensare che giocare nelle proprie case fosse molto più comodo rispetto al giocare nelle sale giochi. La prima console fu la Magnavox Odyssey, creata nel 1972 da Ralph Baer, che però non fu un grande successo poiché in quegli anni poche persone giocavano ai videogiochi e la console aveva un costo abbastanza alto, equivalente a 125 € incluso il fucile (il controller).
Il gioco che ebbe più successo in quei tempi era il Pong, ovvero un simulatore di Ping Pong uscito nel 1975.
Negli anni successivi famose aziende produttrici di videogiochi (SEGA, Atari e Nintendo) decisero di creare le loro prime console ed abbero grande successo (Segasaturn, Famicom, NES).
Le aziende più famose divennero la SEGA e Nintendo, che utilizzarono la nuova tecnologia delle cartucce, ma la Sony, decisa a rivoluzionare il mondo dei videogame, chiese alla SEGA di collaborare per creare una console che avrebbe sbaragliato tutte le altre.
Dalla loro collaborazione nacque il primo modello di playstation che utilizzava le cartucce insieme ai CD.
SEGA, vedendo la potenza di questa nuova console e spaventata dalla possibilità che i suoi guadagni potessero calare rispetto a quelli della Sony, decise di abbandonare il progetto, lasciando così la Sony da sola; questa decise di togliere il supporto alle cartucce e nel 1994 fece uscire la PlayStation, che vendette 28 milioni di copie con un ricavo di quasi 16 miliardi di euro.
La Nintendo, nonostante il grande successo della PlayStation della Sony, decise di pubblicare nuove console, come il Super Nintendo 64 e il Game Boy, che ebbe molto successo.
Agli inizi del 2000 la SEGA abbandonò definitivamente il mercato delle console per via del flop della Dreamcast (console a 128-bit), anche se continuò a produrre software per altra piattaforme e nel 2003, per via del GameCube, fece vivere un calo delle vendite alla Nintendo.
Microsoft nel 2001 iniziò a produrre console lanciando prima la Xbox, nel 2005 la Xbox 360 e nel 2013 la Xbox One , che sarebbe stata continuamente in lotta con la playstation.
Nel 2006 la Nintendo lanciò nel mercato la Wii, che avrebbe dato inizio a una nuova categoria di videogiochi che sfruttano i controller per rilevare i movimenti fatti dil giocatori e proiettarli nello schermo.
Nel 2007 la Sony ha pubblicato la Playstation 3, che però ha venduto meno rispetto alle altre due console, soprattutto per via del prezzo troppo alto (600 €).
La Nintendo ha lanciato sul mercato nel 2004 la Nintendo DS, nel 2011 la 3DS e nel 2013 la 2DS.
Nel 2013 è uscito la Playstation 4 con la sua variante slim e pro; nel 2016 la Nintendo Switch ha avuto molta fama; nel 2020 poi è uscita la Playstation 5 solamente con la variante slim (la pro è uscita nel 2024) e infine da poco è stato annunciato dalla Nintendo il lancio, previsto per il 31 marzo di quest’anno, della Nintendo Switch 2.
di Francesco e Filippo - I F
Come tutti gli anni la nostra Scuola partecipa ai Campionati Sportivi Studenteschi che iniziano con le gare campestri di atletica.
Il giorno 23 gennaio c’è stata la finale provinciale di corsa campestre nel Parco Naturale di Molentargius a Cagliari.
Le nostre professoresse di educazione fisica, professoressa Giorgia Collu e Professoressa Emanuela Comella, hanno convocato gli alunni delle prime, delle seconde e delle terze e ci hanno accompagnato al Parco insieme ai professori e le professoresse di sostegno. Ognuno di noi ha ricevuto il numero da applicare nella maglietta con un microchip che è servito per cronometrare il percorso di ciascuno.
In queste corse si sono “sfidati” gli studenti e le studentesse delle diverse Scuole Secondarie di Primo e Secondo Grado suddivisi in varie categorie in base all’età.
La nostra scuola ha ottenuto dei buoni risultati grazie alle posizioni in classifica dei nostri compagni e compagne.
Dopo la corsa ci sono state le premiazioni e come in tutte le gare di atletica i primi tre classificati di ogni categoria sono saliti sul podio e hanno ricevuto una medaglia: il primo classificato la medaglia d’oro, il secondo d’argento e il terzo di bronzo. Dopo le premiazioni tutti gli atleti si sono organizzati per rientrare alle proprie Scuole con i professori. Noi siamo andati e rientrati a piedi perché la nostra scuola è molto vicina al Parco. Per noi alunni è stata una bella esperienza perché siamo stati tutti insieme divertendoci e facendo nuove amicizie con ragazzi e ragazze di altre classi e di altre scuole.
Il basket
di Riccardo Barcella - I F
La pallacanestro, più conosciuta come “basket”, nasce negli Stati Uniti d’America, a Springfield, nel 1891 grazie ad una insegnante di educazione fisica. Si tratta di uno sport in cui due squadre, formate da 5 giocatori ciascuna, detti cestisti, si scontrano con l'obiettivo di far entrare la palla nel canestro avversario segnando 2 o 3 punti. Vince chi fa più canestri. A basket si gioca in un campo rettangolare di 15 m per 28. Le partite sono divise in 4 tempi da 10 minuti ciascuno, con 2 intervalli da 2 minuti e si deve arrivare a 25 punti.
Il basket è uno sport a cui si può giocare sia come professionisti, che da dilettanti.
Il calcio femminile italiano
di Irene De Angelis - III A
La storia del calcio femminile ha le sue radici nel Regno Unito, dove le prime squadre nascono come attività del dopolavoro: la più antica di queste è la Dick, Kerr’s Ladies Football Club, e raccoglie appunto le lavoratrici della fabbrica di vagoni Dick, Kerr & Co, a cui seguono tantissimi altri team nati in concomitanza del primo conflitto mondiale. Il calcio femminile è una realtà che sta prendendo sempre più piede, ma questa è anche una lotta per ottenere la parità di genere. Dopo il boom in Inghilterra, dove si registra anche l’avvio del primo “calciomercato”, squadre di calcio femminili nascono anche in Scozia e in Francia, e in Italia, a Milano. La prima squadra, denominata Gruppo femminile calcistico, nasce nel 1933. La compagine ottiene dalla FIGC il permesso di giocare, anche se solo a porte chiuse e in casa: al momento della prima trasferta contro una neonata squadra ad Alessandria, il regime fascista interviene.
Il primo Mondiale di calcio femminile, verrà disputato in Cina e vedrà gli Stati Uniti trionfare sconfiggendo in finale la Norvegia. Nella storia del calcio femminile, il Campionato Italiano si giocherà più di vent’anni dopo e nel 1968 e lo vincerà il Genoa. Ma per far sì che le calciatrici italiane vengano affiliate alla FIGC alla voce dei tornei dilettantistici bisogna aspettare il 1986. L’ultimo ed importante passo è arrivato di recente: dalla stagione 2022/2023 le calciatrici del massimo campionato di Serie A si sono affermate come calciatrici professioniste piuttosto che dilettanti.
IL CALCIO FEMMINILE SARDO
Il calcio femminile in Sardegna sta vivendo un periodo di crescita e rinnovamento, con diverse squadre che si distinguono nei campionati nazionali e regionali. Ecco alcune delle principali realtà calcistiche femminili dell'isola:
Torres Calcio femminile
Fondata nel 1980, la Torres è una delle squadre più storiche e titolate della Sardegna. Ha vinto sette scudetti e otto Coppe Italia, competendo in Serie A fino al 2015. Attualmente milita in Serie B, con l'obiettivo di risalire nella massima serie.
Cagliari Calcio Femminile
Nel 2024, il Cagliari ha avviato un nuovo progetto nel calcio a 5 femminile, affiliandosi con la Mediterranea Cagliari. Questa iniziativa amplia l'offerta sportiva del club, includendo anche il futsal femminile.
Tharros Calcio Femminile
La Tharros, con sede a Oristano, ha ottenuto importanti successi negli ultimi anni, tra cui la promozione in Serie C e la vittoria della Coppa Italia regionale. La squadra ha confermato giocatrici chiave come Noemi Scalas, Mara Podda e Alessia Rattu per la stagione successiva.
In Sardegna esistono diverse altre squadre che partecipano ai campionati regionali e nazionali, come il Pula, il Selargius e il Maracalagonis. Il campionato di Eccellenza Femminile, ad esempio, vede la partecipazione di squadre come il COS, il Capoterra e la Gioventù Assemini.
Per informazioni aggiornate su risultati, classifiche e notizie relative al calcio femminile in Sardegna, è possibile consultare il sito Tuttocampo, che offre dati dettagliati sui campionati regionali e nazionali.
In generale, il movimento del calcio femminile in Sardegna sta crescendo, con sempre più squadre che partecipano a competizioni nazionali e regionali, contribuendo a promuovere e sviluppare questo sport sull'isola.
Attività dell'indirizzo sportivo
Corso di nuoto
Attività di Dodgeball
Attività di Padel
Le nostre attività sportive: basket e scherma