Sommario
Sommario
L'Open Day alla Tuveri, di Federico Elia - II F
L'attività di continuità con le classi V di Via Is Guadazzonis, di Riccardo Barcella - I F
Monumenti Aperti, di Riccardo Orrù e Giulia Ferrero - III E
Il coro InCanto, di Sofia Trogu - I F
Il concerto di Natale dell'indirizzo musicale: Cavalleria Rusticana, di Agnese Trincas - III B
Lezione concerto: la storia del Rock, di Lorenzo Martinelli e Niccolò Mascia - III A
Incontro con Don Marco Lai, direttore della Caritas diocesana, di Francesco Pala - I C e Filippo Fraschini - I F
Scrittori di classe, di Princess Aurora Cruzat, Matilde Melis e Lorenzo Troisi - I D
Consigli di lettura: "Nella tua pelle" di Chiara Carminati, di Anna Francesca Concu e Angelica Piras - III F
Consigli di lettura: "Cronache dell'Ade" di Mattia Corrente, di Eleonora Pilu - I D e Sofia Trogu - I F
Consigli di lettura: "Fate i tuoni" di Michele D'Ignazio, di Vittoria Cadeddu, Lavinia Marini, Diletta Palla - I C e Vittoria Luna Pisano - I A
Consigli di lettura: "L'imprevedibile viaggio di Coyote Sunrise" di Dan Gemeinhart, di Patrick Diry e Elena Lecis - II A
One Pager - Tutto in una pagina: "Coyote Sunrise e il posto perfetto", di Clara Bona, Sofia Carboni e Martina Ibba - II F
Consigli di visione: "Il ragazzo dai pantaloni rosa", di Irene De Angelis - III A e Amirah Sveva Vignati - II F
Consigli di visione: Flow, un mondo da salvare, di Pietro Aresu - I C e Francesco Quattrone - I F
English Corner, di Maia Carboni, Arianna Chessa, Rebecca Cossu, Maria Sofia Fanari e Viola Morittu - I E
Esperienza unica nell'indirizzo linguistico: le lezioni con le docenti madrelingua, di Eleonora Pilu - I D e Sofia Trogu - I F
Meraviglie nascoste: alla scoperta di animali poco noti, di Elena Camarca - I A, Viola Morittu e Camilla Picciau - I E
Il concerto di Natale, di Irene De Angelis - III A
L'esclusione di Tony Effe dal Concerto di Capodanno a Roma, di Anna Francesca Concu e Angelica Piras - III F
Sport è vita, di Patrick Diry e Elena Lecis - II A
La ginnastica artistica alle Olimpiadi, di Margherita Caddeo e Francesca Caput - I C, Matilde Frau - II D, Camilla Medici - I F e Carola Dessì - III F
Il calcio italiano, di Filippo Fraschini e Francesco Quattrone - I F
Attività dell'indirizzo sportivo
Le nostre attività sportive
L'Open day alla Tuveri
di Federico Elia - II F
Il 6 dicembre, durante l’Open Day della nostra scuola, ho avuto l’onore di presentare l’aula di scienze.
L’aula era organizzata in varie parti: vicino alla finestra si trovava l’area di microscopia, grazie alla quale era possibile osservare vari preparati biologici, sia animali sia vegetali. Alla LIM veniva invece proiettata una presentazione sull’orto biologico, che mostrava le varie piante nei box e nelle fioriere, i lavori che vengono fatti dalle classi e alcune foto. Dalla vetrina di mineralogia sono state prese alcune pietre e geodi e sono stati posizionati su un tavolo in maniera da poter essere presentati dai ragazzi e dalle ragazze di II A.
Sopra un gruppo di banchi si trovavano tre terrarium, un esperimento molto particolare che permette di osservare il ciclo di vita delle piante e il ciclo dell’acqua. Il terrarium è formato da una pianta tropicale inserita dentro un barattolo con del terreno e un po’ d’acqua; il barattolo viene spruzzato d’acqua e chiuso, per poi non venire più aperto. In questo modo la pianta inizia ad autosostenersi: prende l’acqua dal terreno, la trasporta fino alle foglie le quali, traspirando, la trasformano in vapore acqueo che tocca le pareti del barattolo, condensa e ritorna al terreno, creando un primo ciclo. Per effetto della fotosintesi clorofilliana la pianta consuma anidride carbonica e scarta ossigeno, ma per la respirazione la pianta consuma ossigeno e rilascia anidride carbonica, creando un secondo ciclo.
Infine, vicino alla porta ci trovavamo noi ragazzi e ragazze della II F, intenti ad accogliere e presentare a varie persone le parti generali dell’aula.
In generale è stato bello, anche perché i bambini e le ragazze sembravano molto interessati e stupiti. Meno interessati sono invece apparsi alcuni genitori a cui non importava tanto e che portavano via i figli a metà spiegazione.
L'attività di continuità con le classi V di Via Is Guadazzonis
di Riccardo Barcella - I F
Il 12 dicembre 2024 io e la I F, la mia classe, guidata dal professor Claudio Ronzitti, abbiamo ospitato la V A e la V B di Is Guadazzonis per guidarle nell’attività di continuità della nostra scuola, la Tuveri. Erano le 10:40 e noi avevamo il compito di aspettare le classi in aula d’informatica per poi far fare due attività diverse ma entrambe molto carine.
Alle 10:50 e’arrivata la prima delle due V e l’abbiamo accolta con un caloroso saluto; l’attività proposta prevedeva di creare una fiaba lavorando in coppia (un alunno/a della Tuveri e uno/a di Is Guadazzonis) con, come protagonisti, un animale e una cosa estratti a caso. A me e al mio compagno sono usciti “criceto” e “fiore” e ci siamo divertiti tanto ad inventare la fiaba. La cosa più bella è stata che abbiamo potuto mettere in moto e in mostra la nostra fantasia.
Alle 11:40 la V A se ne è andata e li abbiamo salutati; alle 11:50 è arrivata invece la V B, che abbiamo salutato calorosamente come la V A. L’attività prevista per loro si intitolava “Gli dei greci e romani sono tra noi” e consisteva nel compilare una scheda su una divinità estratta a caso e sulla quale avevamo a disposizione una scheda informativa. A me e al mio compagno è uscita Aurora per poi colorare un suo ritratto; ci siamo divertiti ed era un'attività rilassante e che stimolava la curiosità. Dopo un po’, alle 12:40, l'attività è terminata e li abbiamo salutati.
Questa giornata e’ piaciuta sia alla mia classe che alle classi di Is Guadazzonis e mi ha fatto ricordare la prima volta che avevo fatto l’Open day qui alla Tuveri.
È stata proprio una bella giornata.
Vi proponiamo di seguito due delle nostre favole:
Il criceto e il fiore speciale
di Riccardo Barcella - I F
C’era una volta un criceto che adorava un fiore che nasce solo in primavera: era un dente di leone speciale.
In un giorno di primavera il criceto passeggiava nel bosco e dopo un po’ vide una casetta con un dente di leone speciale; era felicissimo, ma pensò che fosse di qualcuno, visto che si trovava nel giardino della casetta. Lo voleva a tutti i costi, quindi si avvicinò lentamente, ma fece un piccolo scricchiolio e si nascose sopra il tetto della casa. All’improvviso una donna anziana e minuta uscì dalla porta e controllò l’esterno della casa, ma non trovò nulla, quindi guardò fuori, ma il criceto era furbo: entrò attraverso un tubo dell’aria in casa e si nascose nella camera da letto dell’anziana donna.
Dopo che la vecchietta tornò dentro casa, il criceto sarebbe voluto uscire, ma le finestre erano chiuse, quindi fece rumore in modo che la vecchietta, sentendolo, aprisse la porta e lui avesse modo scappare via di nascosto. Così fece, ma la vecchietta si spaventò, prese una padella e controllò nuovamente se ci fosse qualcuno, ma non lo vide: il criceto credette di essere riuscito a farla franca. La vecchietta, però, sentito un colpo d’aria, vide il criceto, lo prese, lo lanciò fuori e lo bannò dalla foresta che aveva creato lei stessa.
Così il criceto non riuscì nel suo intento.
Una volpe a Manhattan
di Stefano Minnei - I F, Andrea Caboni e Francesco Loni - V A
Un bel giorno d’estate⛱️una volpe di nome Volpetta vide uno strano oggetto che luccicava✨ alla luce del sole. La prese con la bocca e la portò nella sua tana e cercò di capire cosa fosse, ma non aveva mai visto prima un oggetto simile, era duro e con una forma squadrata in alcuni punti. Visto che l'aveva trovata sul bordo di un marciapiede ai confini del bosco, sotto un muretto, pensò che fosse degli umani e che forse sarebbe stato meglio riportare quello strano oggetto dove l'aveva trovato. Mentre entrava in città dalla parte di quel marciapiede incontrò un’umana, però non era grande come la maggior parte di quelli che aveva incontrato: era piccola, ma non troppo.
E ad un tratto parlò: “Vedo male o davanti a me c’è una volpe e… con una chiave grigia in bocca?!”. Al termine di quelle parole la volpe capì cosa aveva trovato per strada. Era una chiave🔑quell'oggetto che aveva in bocca. Ma… a cosa serviva una chiave? si chiese Volpetta. Voleva sapere di più di quella umana, ma… non parlava la sua lingua, non parlava il volpese o come si chiama la lingua delle volpi, se esiste. Provò a lasciar cadere la chiave per farle capire che non sapeva cosa fosse e magari avrebbe parlato, ma non funzionò e allora, dopo svariati tentativi, provò a fare il movimento di un punto interrogativo con la chiave in bocca. Allora l’umana capì e iniziò a spiegare a cosa servisse.
“Immagino che sia meglio che porti questa volpe dalla polizia, così sapranno riconoscere di chi è questa chiave!”. Disse l’umana.
Prese la volpe in braccio e la portò da “Polìz Centre”, il centro di polizia🛃più vicino a dove erano.
“Questa chiave è di Alfred Milky della Seventy Road a Manhattan; vi posso portare io in moto, se volete un passaggio”, disse il poliziotto.
“La mia chiave! L’avete ritrovata! Grazie!", esclamò felice il proprietario della chiave quando, più tardi, gliela restituirono.
“Chi di voi l’ha ritrovata?!”, chiese il signore.
“La volpe”, disse perplesso il poliziotto.
“La volpe?”
“Sì, la volpe”.
“Oh, grazie volpetta mia, non ti dimenticherò mai!”
La volpe tornò nel bosco, nella sua tana, per riposare un po’, perché il giorno dopo sarebbe dovuta andare a cercare del cibo per il letargo.
E così fece.
di Giulia Ferrero e Riccardo Orrù - III E
Monumenti aperti è un'iniziativa che ogni anno apre le porte di luoghi storici permettendo a turisti e cittadini di esplorare la storia e l’arte di Cagliari in modo diretto e partecipativo.
Gli alunni e le alunne della Tuveri, in occasione di questa manifestazione, hanno presentato le sale del Palazzo Viceregio, un edificio storico di Cagliari situato in Piazza Palazzo, nel quartiere di Castello.
Gli studenti e le studentesse che hanno deciso di partecipare a questo evento sono andati qualche giorno prima a visitare il luogo per poi dividersi le parti da esporre al pubblico.
Le tre classi del corso linguistico hanno presentato ai visitatori il monumento nelle tre lingue che studiano nelle ore scolastiche, ovvero spagnolo, francese e inglese.
Nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 ottobre noi della scuola Secondaria di primo grado Tuveri abbiamo esposto ai visitatori le sale del palazzo.
Le classi seconde e terze della sezione musicale hanno suonato alla Manifattura Tabacchi: il sabato e la domenica sera si sono esibiti in orchestra insieme al coro, mentre la domenica mattina hanno suonato i brani da solisti/e e in ensemble.
Secondo noi è stata un’esperienza molto formativa e interessante.
Ci è piaciuto molto partecipare di persona a questa attività insieme ai nostri compagni e alle nostre compagne.
di Sofia Trogu - I F
Da tanti anni la nostra scuola porta avanti, grazie al lavoro del prof. Cugia, il coro InCanto, un coro di voci miste aperto ad alunni/e, ex alunni/e, genitori e tutti/e coloro che hanno voglia di cantare.
Il coro accompagna i ragazzi e le ragazze dell’indirizzo musicale mentre suonano.
Purtroppo ci sono solo quattro ragazze su un coro composto da circa cinquanta persone.
Io ne faccio parte dall’anno scorso e vi posso assicurare che è un’esperienza davvero bella per chi ama cantare.
Quest’anno il coro ha partecipato alla manifestazione Monumenti aperti, durante due serate dove ha cantato accompagnato dalle orchestre delle classi II e III B, e dai solisti, che erano ragazzi dell’indirizzo musicale.
Abbiamo fatto molte prove, e durante l’ultima abbiamo preparato una sorpresa: abbiamo organizzato un’entrata in scena speciale, senza grosso accompagnamento musicale, ma con una melodia molto allegra e vivace. Quindi durante entrambe le serate siamo usciti dal fondo di una sala dell’Ex Manifattura Tabacchi cantando, accompagnati dal professor Cugia che suonava uno strumento a percussioni. Successivamente è iniziato il vero e proprio concerto con “Una musica può fare” di Max Gazzè, suonata dall’orchestra della II B, accompagnata dal coro e dal solista; si tratta di una canzone dal significato davvero importante, che evidenzia quello che la musica può fare per noi. Secondo Max Gazzè, infatti, la musica può “salvarti sull’orlo del precipizio”: io sono totalmente d’accordo.
Tutto è andato come previsto, e durante una delle due serate il pubblico ha addirittura richiesto il bis, nonostante ci trovassimo solamente a una decina di minuti dall'inizio del concerto.
La serata è proseguita con il brano ‘Interstellar’, di Hans Zimmer, suonato dall’orchestra della III B accompagnata dal coro.
Infine c’è stato l’ultimo brano, “Moment for Morricone”, un unico brano che in realtà è una sintesi dei brani migliori di Ennio Morricone, che ha suonato l’orchestra della III B accompagnata dal coro e dalla solista. Per questo brano il coro ha pensato a una sorpresa speciale: mentre la canzone veniva presentata dai professori di strumento, abbiamo tirato fuori dei cappelli da cowboy, stupendo il pubblico. Alla fine è stato anche richiesto il bis!
Una cosa molto bella è stata che nella sala erano presenti dei maxi schermi laterali sui quali sono state proiettate le locandine del film ‘Interstellar’ e dei vari film musicati da Morricone.
Per me il coro è davvero un’esperienza bellissima, e lo è stata ancora di più la partecipazione a Monumenti aperti!
Il concerto di Natale dell'indirizzo musicale: Cavalleria Rusticana
di Agnese Trincas - III B
Quest’anno, nel primo quadrimestre, la classe 3B ha eseguito per il concerto di Natale un arrangiamento di Cavalleria Rustica, opera composta da Pietro Mascagni.
Su libretto di Giovanni Targioni – Tozzetti e Guido Menasci, l’opera, in unico atto, è tratta dalla novella omonima di Giovanni Verga e andò in scena il 17 maggio 1890 al Teatro Costanzi di Roma.
L’arrangiamento orchestrale preparato da professor Floris è strutturato in quattro momenti, mentre l’introduzione di due misure è affidata al Gong e al Wind chimes. Il primo momento dell’arrangiamento è l’andante con poco di moto in tempo composto eseguito dalla sola orchestra, il secondo momento è un recitativo con l’armonizzazione dell’intermezzo e il testo dell’aria di compare Turiddu “Oh Lola c’hai di latti la cammisa” – detta anche “Aria Siciliana” in quanto cantata in dialetto. Il terzo momento non esiste nell’opera e rappresenta una sorta di presagio: dal suono delle campane a festa si inseriscono con suoni sempre più dissonanti tutti gli strumenti dell’orchestra creando delle sonorità cupe e tetre e infine l’ultimo momento musicale è un omaggio al famoso Intermezzo collocato tra l’ottava e la nona scena.
La storia racconta di compare Turiddu che torna dal servizio militare e scopre che la sua amata Lola si è sposata con un altro uomo, compare Alfio. Turiddu per consolarsi si fidanza con Santuzza ma in realtà è ancora innamorato di Lula e Santuzza lo scopre e racconta tutto a compare Alfio. Quest’ultimo preso dalla rabbia sfida a duello Turiddu e lo uccide.
Tra la novella e il testo teatrale ci sono sostanziali differenze, ad esempio i personaggio, infatti nel testo teatrale sono di più e oltre ai protagonisti e la mamma di Turiddu , Gnà Nunzia, abbiamo comare Camilla, zio Brasi, zia Filomena e Pippuzza, inoltre la novella è ambientata in più giorni mentre nel testo teatrale la storia si svolge nel giorno della Santa Pasqua.
Interessante è stato analizzare l’opera da un punto di vista musicale ma anche letterario e storico. Il supporto della professoressa Zini è stato indispensabile. Tratta da Vita dei campi, Cavalleria Rusticana è una delle novelle più brevi, essenziale nella sua sinteticità. La storia è a tinte forti, caratterizzata da temi fondamentali come la gelosia, il tradimento e il delitto d'onore, momento quest’ultimo che Pietro Mascagni nell’opera non rappresenta ma le urla di Lola con “hanno ammazzato compare Turiddu” ci immergono nella triste e tragica fine del protagonista.
di Lorenzo Martinelli e Niccolò Mascia - III A
Il 10 dicembre 2024 nella nostra scuola abbiamo avuto l’occasione di incontrare in aula magna un gruppo rock.
Il gruppo era formato da 5 persone: un chitarrista con
chitarra elettrica, un bassista, una batterista, un cantante, un pianista e un signore che suonava il triangolo.
Hanno iniziato l’incontro suonando un inedito e subito dopo ci hanno parlato un po’ delle origini del rock, dicendoci che nasce negli Stati Uniti negli anni ‘50 come musica ribelle e anticonformista, influenzata dal rhythm and blues, dal pop e dal country.
Dopo ci hanno cantato brani di alcuni gruppi e cantanti molto famosi come i Deep Purple, Elvis Presley, I Beatles, i Queen e i Pink Floyd.
Hanno anche detto i nomi dei cantanti rock più famosi in Italia ovvero Piero Pelù, Vasco Rossi e Ligabue e hanno finito il concerto proprio con una canzone di Ligabue.
Il fatto di intervallare le musiche con la storia dei principali gruppi rock è stato molto coinvolgente e ci ha permesso di capire davvero ciò che le canzoni vogliono comunicare. E’ stata davvero un’esperienza emozionante!
di Filippo Fraschini - I F e Francesco Pala - I C
Tra le attività di solidarietà previste dal nostro istituto, abbiamo organizzato una raccolta alimentare e di giochi, abbigliamento e altri oggetti utili da donare alla Caritas.
Nell’ambito di questa iniziativa, il giorno 18 Dicembre abbiamo incontrato con Don Marco Lai, parroco della Chiesa di sant’Eulalia e Segretario della Consulta degli Organismi di carità socio-assistenziali e per la promozione umana dal 2022, che ci ha parlato delle attività della Caritas a sostegno delle persone e delle in difficoltà economica: servono 100 pasti la mattina, 75 a pranzo e 120 a cena e in ognuna delle loro 15 strutture in Sardegna offrono posti per dormire.Insieme a Don Marco c’era Don Andrea, un giovane diventato parroco da 2 giorni. Una donna di nome Milena ci ha raccontato che quando era ragazza si trovava in un momento difficile e la Caritas, per cui ora lavora, ora l’aveva aiutata col figlio appena nato.
Tutti loro ci hanno ringraziato per il cibo che abbiamo donato alle famiglie bisognose di cui si occupano. La donazione non è stata solo di cibo ma anche di giochi e oggetti scelti con cura. Ci hanno avvisato che quella non sarebbe stata l’ultima loro visita, ma che sarebbero tornati altre volte. Per noi studenti e studentesse è stata un’esperienza molto bella perché abbiamo capito che ci sono delle persone meno fortunate di altre e perché queste altre persone aiutano con grande continuità. Noi siamo molto felici che ci siano delle persone così gentili e pronte a sostenere chi è in difficoltà.
di Princess Aurora Cruzat, Matilde Melis e Lorenzo Troisi - I D
A novembre, le classi della Tuveri e anche delle altre scuole hanno partecipato al concorso Scrittori di classe. Questo concorso consiste nello scrivere una storia attraverso degli incipit, che presentano ogni anno tracce diverse. Quest'anno il tema era Minecraft per il suo 50° anniversario. La nostra classe, la I D, doveva inventare una storia in cui la protagonista, che si chiamava Alessia, e i suoi amici, dovevano salvare i platani che erano davanti alla piazza davanti al suo palazzo. Alessia fa di tutto pur di salvarli e far costruire non un bar chic, bensì un bar ecologico. Attraverso i suoi amici riescono a vincere questa battaglia.
Questo concorso dà la possibilità alle varie classi di avere un contatto attraverso minecraft e tutto il mondo digitale. Inoltre al termine del concorso, quando è stato deciso il vincitore, esce una vera e propria classifica in cui vengono elencate una serie di classi vincitrici.
Questo è il nostro racconto e speriamo che vi piaccia!!!
Quattro amici da salvare
Questo era il nostro INCIPIT:
Alessia ama la natura ma vive in una grande città. Il massimo di natura che le tocca sono i quattro platani nella piazzetta davanti al suo palazzo, a cui è molto affezionata.
Ma quando gioca a Minecraft, il suo nickname è EcoMagica. Nell’Overworld (la principale dimensione in cui si gioca in Minecraft) lei è il mago delle piante, dei fiori e delle coltivazioni. Se taglia un albero, subito ne ripianta un altro perché sa che gli alberi sono importanti persino nel gioco. Ovunque passa, si lascia dietro distese di giardini, aiuole, nuove piantagioni: le piace coltivare cose e così lo può fare anche se è al chiuso del suo appartamento al settimo piano.
Solo che un giorno, tornando da scuola, ecco che Alessia vede la piazzetta recintata e un cartello LAVORI IN CORSO attaccato sulle transenne. Un operaio le dice che lì costruiranno un bar molto chic per fare gli aperitivi e che i platani verranno abbattuti.
Alessia è sconvolta, e pensa che sia ora di agire nella vita reale, proprio come di solito fa in Minecraft! Così si collega con i suoi compagni di avventure virtuali per chiedere aiuto....
Cosa escogiteranno Alessia e i suoi amici? Riusciranno a proteggere i platani? Scopriranno chi è che li vuole abbattere? Sapranno usare le loro abilità di giocatori (organizzazione, capacità di osservazione, pazienza, strategia...) anche nel mondo reale?
E invece questo é il nostro racconto:
“Ragazzi, la situazione è critica. Vi ho chiesto di riunirci nel nostro rifugio segreto sull’albero di Minecraft perché davanti al mio palazzo hanno deciso bisogno del vostro aiuto! Cosa possiamo fare?” dice Alessia.
Ugo propone di dare la parola a Giada, che secondo lui ha le idee più intelligenti del mondo e lei interviene subito con una di quelle: “Grazie per la fiducia, Ugo. Credo proprio che dovremmo convincere i boss del Comune a modificare almeno un po’ il loro progetto”.
“Lo sapevo che sei geniale!” esclama Ugo che, attraverso lo schermo, non può vedere Giada arrossire alle sue parole.
Anche Marta e Alberto, gli altri amici convocati sull’albero, manifestano il loro apprezzamento per la proposta di Giada e si danno appuntamento nel mondo reale davanti al Comune per il giorno seguente ovviamente di nascosto dai genitori.
La mattina dopo, Alessia, con la scusa di dover andare al centro commerciale che - casualmente - si trova vicino al Comune, chiede al padre di accompagnarla. Entra in un negozio qualunque e, appena il padre si allontana con l’auto, esce dal negozio e raggiunge il Municipio dove gli amici la stanno già aspettando. “Ciao ragazzi. Siete carichi? Dobbiamo cercare di essere davvero convincenti, altrimenti i platani saranno abbattuti” - esclama Ugo. “Il tempo a nostra disposizione è davvero pochissimo!” aggiunge Marta. “Forza! Entriamo”.
All’ingresso dell’edificio che nessuno di loro conosceva, chiedono a una guardia se è possibile vedere il sindaco, ma lui risponde loro che era occupato e che avrebbero potuto raccontargli ciò di cui avevano bisogno. Alessia allora inizia a descrivere la situazione. La guardia ascolta con attenzione ma alla fine del racconto dice: “Mi dispiace molto, ragazzi, ma non possiamo fare niente perché i lavori sono già iniziati”. La delusione è totale. Alessia e gli amici se ne vanno affranti, ma non si scoraggiano. “Urge una nuova idea…”
Seduti nella piazza del Comune osservano gli edifici circostanti e la gente che passa. “Sono davvero tanti i nostri concittadini” esclama Alberto. “E com’era la storia dell’unione che fa la forza?” Ed ecco che una nuova idea prende forma: “Ragazzi, facciamo una petizione!”. Il gruppo si riaccende subito e iniziano a volare proposte. “Vediamoci fra un’ora a casa mia” propone Ugo, l’amico tecnologico: sanno già che sarà lui a creare e stampare i moduli per la raccolta delle firme. E infatti quando lo raggiungono a casa sua, li accoglie mostrando il testo della petizione e gli amici sono tutti molto soddisfatti del suo lavoro.
Si tratta di un foglio di carta riciclata con la foto dei quattro platani, sotto la quale c’è scritto: “Questi alberi, fondamentali per la vita, ci donano bellezza, rinfrescano le nostre giornate estive, ossigenano l'aria che respiriamo, si colorano con i loro frutti e sono la casa di tanti animali. Sono vivi e ci guardano passare.
Purtroppo ora c’è il pericolo che vengano tagliati per lasciare posto all’ennesimo inutile bar chic destinato a una parte piccolissima della nostra popolazione mentre gli alberi sono patrimonio di tutti, a prescindere dall’eleganza! Il taglio di questi meravigliosi alberi avrebbe anche effetti ambientali negativi: secondo l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), ogni albero adulto è in grado di assorbire circa 21,77 kg di CO2 all'anno, contribuendo significativamente alla lotta contro il cambiamento climatico. Gli alberi sono importanti e non c'è bisogno di abbatterli. Cambiamo dunque progetto: costruiamo invece intorno a loro un bellissimo bar ecologico”.
Oltre ai quattro motivi c’erano cinquemila posti firma per la petizione.
“Ugo sei fantastico!” esclama Giada accarezzandogli un braccio. Allo sguardo che immediatamente si scambiano i due corrisponde quello fra gli altri amici che si sorridono: finalmente nel gruppo è nato un amore!
“Che ne dite di fare anche dei volantini? Potremmo appenderli stanotte in giro per la città” esclama Alessia. “Sei proprio la nostra EcoMagica!” “Grandiosa idea!” rispondono gli amici.
Rientrata a casa, Alessia entra in camera e prepara il suo outfit: leggings e maglietta aderente per le acrobazie da ninja, bandana da karate kid dei miyagi doo e borsone con spuntino, telefono carico al cento per cento e orologio analogico resistente all’acqua che non si sa mai. Quindi, interamente vestita di nero, si incontra con gli amici al centro della città e cominciano ad appendere i volantini ad ogni palo: nessun cittadino domani potrà ignorare la vicenda. Per il gruppo è stata una notte molto lunga, ma la battaglia non è ancora finita. Le firme da raccogliere sono numerosissime. “Ci incontriamo nella piazza di fronte a casa mia domani. Buona notte, ragazzi!” dice Alessia agli amici assonnati quanto lei quando all’alba si salutano dopo aver concluso la missione volantini.
La mattina seguente, arrivati davanti alla piazza i componenti del gruppo si salutano e Ugo dice: “Perché non ci mettiamo davanti ai platani? Purtroppo ci sono le recinzioni ma il gesto ha comunque senso”. Giada ha portato un megafono e inizia a gridare: “Firmate tutti questa petizione a favore di un bar ecologico al posto di un bar chic in piazza!” Alberto, che è quello creativo, attacca alla recinzione gli striscioni che ha preparato con scritti alcuni slogan: “Gli alberi donano la vita e i bar chic la rovinano!”, “Se è difficile fermare una guerra, è facile non abbattere alberi”, “Un bar chic regala alcol e i platani ossigeno. Cosa scegli?”
Alessia e Marta cominciano ad incamminarsi per raccogliere le firme per la petizione. Quando arrivano nel centro della città, vedono tanta gente e non sanno da chi cominciare, ma si accorgono di una persona che ha la cover del telefono verde con un bosco. Marta si fa avanti: “Vorresti firmare questa petizione per un bar ecologico al posto di un bar elegante?” La persona distoglie lo sguardo dal telefono e le risponde: “No, non mi interessano i temi ambientali perché lavoro per una grande industria che - sì! - inquina molto e me ne vanto!”. Alessia, inorridita, gli risponde: “Buon per lei! Grazie comunque e arrivederci”.
Le due amiche si guardano deluse ma determinate a continuare il loro cammino in cerca di firme. Marta vede un uomo con giacca e cravatta: “Vorrebbe firmare una petizione per un bar ecologico invece di un bar chic?” L’uomo spalanca gli occhi e dice: “Ragazze! Io detesto le piante, la natura e tutti quegli insetti. Non firmerei mai una cosa del genere e i bar chic mi si addicono molto!” Alessia prova a convincerlo che anche il bar proposto da loro avrà cose alla moda e senza insetti, ma il signore si gira e se ne va.
Nel frattempo, Ugo e Giada, nel loro giro per il quartiere, vedono una ragazza che li osserva con stupore e che li raggiunge: “Non pensavo che anche voi voleste salvare i platani! La trovo una buonissima idea. Penso infatti che i platani non vadano abbattuti perché donano rifugio agli uccelli, frutti e ossigeno a ognuno di noi”. Quindi prende il telefono e scrive nella chat che condivide con gli amici ecologisti: “Raggiungetemi qui. Vi allego posizione. Ci sono alberi da salvare!”. Al loro arrivo, spiegata la situazione, Giada dice: “Se volete salvare i platani, firmate questa petizione e aiutateci a farla firmare”.
Mentre Alessia e i suoi amici sono occupati con la petizione, nella piazza arriva il signor Williams, proprietario assoluto di mezza città. “Che state facendo!? Il mio bar chic non si tocca!” urla ad Alberto, che resta immobile, paralizzato davanti all’uomo potente. Poi dice: “Siete troppo piccoli per capire queste cose. Andate a giocare da un’altra parte!”
Alberto si allontana dalla piazza e chiama subito a raccolta i suoi amici. “Abbiamo un bel problema! Dormiamoci su e domani ne riparleremo”.
Alessia però non riesce a dormire: il pensiero torna sempre agli alberi. Si alza e si avvicina alla finestra. D’un tratto, vede il signor Williams che si avvicina con un secchio alla piazza. Afferra subito il cellulare e inizia a filmare. L’uomo si guarda intorno con circospezione, prende dalla sua sacca una maschera di protezione da sostanze nocive e la indossa; quindi rovescia il contenuto del secchio sui platani e si allontana rapidamente.
Alessia entra subito su Minecraft e condivide con gli amici il video; inserisce quindi “Sopravvivenza”, crea la mod “tossica” e sperimenta l’acido sugli alberi che immediatamente si frantumano. “Williams sta avvelenando i platani!” esclama. Giada propone quindi di andare al Comune con il video per denunciare l’accaduto. Qui finalmente il Sindaco li riceve: “Siete riusciti a raccogliere più di 4000 firme e soprattutto avete la prova che il signor Williams non è la brava persona che dice a tutti di essere. Manderò gli esperti a curare i platani e fermerò subito i lavori, ma ormai la struttura del bar è stata realizzata. Ci vorrebbe un nuovo progetto che però i nostri ingegneri non riusciranno a realizzare in tempi brevi”. “Lo faremo noi!” esclama Ugo con tutto l’entusiasmo di cui è capace. “Abbiamo i nostri mezzi” aggiunge Alessia. “Non ho dubbi ragazzi che ci riuscirete. Avete già dimostrato grande determinazione. Buona fortuna” dice il Sindaco.
E allora via! Tutti su Minecraft per realizzare il progetto del bar ecologico. “Avrà due piani e una terrazza dalla quale si potranno ammirare le stelle di notte con i telescopi” propone Giada. “Ma è un’idea meravigliosa!” “E avrà un menù con prodotti a chilometro zero!” aggiunge Ugo. “E la specialità della casa sarà proprio il platano: fritto, a insalata, al forno, alla griglia, stufato… Insomma: in ogni modo! Lo ameranno tutti i clienti”. “Si chiamerà Da Gaia che nel mito greco significa 'Terra' e la nostra Terra non va distrutta perché è il vero regalo della Vita” aggiunge felice Alessia e guarda i platani: sa che ormai sono salvi!
Gli alunni e le alunne del plesso "G.B.Tuveri" incontrano gli autori di Tutte Storie
di Anna Francesca Concu e Angelica Piras - III F
Per Tuttestorie abbiamo letto durante le vacanze estive “Nella tua pelle”, della scrittrice Chiara Carminati, e abbiamo incontrato l’autrice presso l’aula magna della nostra scuola.
Questo libro parla di Giovanna, Caterina e Vittorio, che si conoscono e crescono insieme all'Istituto per i figli della guerra di Portogruaro: sono bambini orfani ma non orfani, in quanto “figli della guerra”, cioè nati in seguito di violenze di soldati austriaci su donne italiane, e che sono stati separati dalle madri, ignorati dai padri naturali, accolti da un pugno di religiosi illuminati che hanno cercato di dar loro una famiglia.
Le loro strade presto si dividono: Giovanna viene adottata da una ricca coppia di Padova, che la vuole crescere come una signorina ricca e perbene e arriva a cambiarle il nome in Lucrezia.
Vittorio non esita a fuggire, ma in realtà desidera soprattutto essere amato per quello che è.
Caterina verrà ritrovata e riaccolta e avrà in Vittorio un compagno inseparabile nonostante tutte le difficoltà.
Nel corso dell’incontro l’autrice ci ha spiegato che le vicende di questo libro sono ispirate ai fascicoli e ai documenti custoditi in un vecchio armadio di legno dell'Istituto San Filippo Neri di Portogruaro.
A nostro parere lei è una scrittrice molto brava e i suoi libri sono speciali: parlano di storia, ma in modo quasi delicato. Ci sono tragedie, guerre, violenze, ma anche amicizie, amori, tutto questo scritto con un linguaggio semplice.
Vi consigliamo di leggere questo breve libro e siamo sicure che non ve ne pentirete. Noi speriamo solo che il prossimo libro dell'autrice sia più lungo, in modo da tenerci compagnia per più giorni.
di Eleonora Pilu - I D e Sofia Trogu - I F
A settembre le nostre classi, la IF e ID, hanno incontrato l’autore del libro “Cronache dell’Ade”, Mattia Corrente. Per prepararci a questo incontro abbiamo letto il libro in classe, e dalle prime letture ci ha subito impressionato.
Cronache dell’Ade è un libro che tratta di un viaggio, appunto nell’Ade, di Michele, un bambino di dieci anni che deve liberare l’anima del padre, ingiustamente finita all’ Inferno, accompagnato da un gabbiano zoppo parlante, che però sa essere un vero amico.
Il giorno dell’incontro siamo andati a piedi all’ ExMa, dove ci hanno fatto entrare in una tenda coloratissima. Lì ci aspettava l’autore del libro, Mattia Corrente, che ci ha parlato del suo libro. Si è rivelato molto simpatico, e alla fine del discorso ha dato spazio anche a noi, permettendoci di fargli tutte le domande che volevamo. Noi ne avevamo davvero tantissime, ma ci siamo un po’ intimiditi dato che aspettavamo questo incontro da tanto tempo, e avevamo varie curiosità che non vedevamo l'ora di soddisfare. Subito dopo l’incontro abbiamo fatto merenda e abbiamo fatto un giro per TutteStorie, e ci siamo fatti autografare il libro dall’autore! È stato bellissimo e molto emozionante. Poi le professoresse e i professori ci hanno dato l’opportunità di comprare un libro tra i tanti presenti a TutteStorie, con le monetine che alcuni dei nostri genitori ci avevano lasciato, e chi di noi ha avuto piacere l’ha fatto.
A mezzogiorno siamo tornati a scuola, sempre a piedi.
TutteStorie è stata davvero una bellissima esperienza per noi e non dimenticheremo mai il libro “Cronache dell’Ade”, che è piaciuto davvero molto a tutte e tutti noi.
di Vittoria Luna Pisano - I A, Vittoria Cadeddu, Lavinia Marini e Diletta Palla - I C
Fate i tuoni è un libro scritto da Michele D’Ignazio, che parla di due storie parallele che poi si incontreranno.
I protagonisti di queste due storie sono Zaira e Murad. Zaira è una bambina di 12 anni che ha un grande sogno, difficile da esaudire. Murad, che ha la sua stessa età, scappa dalla guerra con la sua famiglia, in cerca di una nuova casa…
Lo scrittore è stato ispirato da un pezzo di legno che gli è stato regalato. Questo pezzo di legno viene da una barca chiamata Ararat, che è anche il nome di un monte della Turchia.
Il luogo in cui si svolge la storia è un piccolo borgo calabrese.
L’autore: Michele D’Ignazio è nato a Cosenza nel 1984; scrive libri e conduce laboratori in scuole e librerie.
Quando è venuto nella nostra scuola per il Festival Tuttestorie ci ha detto che lui ha iniziato il libro quando c’era il covid e, quando non aveva più idee, la sua amica lo ha convinto a continuare. Ci ha anche detto che per alcuni personaggi che sono nel racconto ha preso spunto da persone che esistono davvero e che gli sono molto care.
A VOLTE BISOGNA INCRESPARSI COME IN MARE
E DIVENTARE TUMULTUOSI COME IL CIELO;
PER EVITARE L’INDIFFERENZA
E SEMINARE POESIA.
di Patrick Diry e Elena Lecis - II A
"L’ imprevedibile viaggio di Coyote Sunrise" è un romanzo affascinante scritto da Dan Gemeinhart.
Racconta la storia di una ragazzina di dodici anni, Coyote, che vive con suo padre, Rodeo, su un vecchio scuolabus convertito in una casa su ruote che loro chiamano Yager. Coyote è determinata, coraggiosa e molto affezionata a suo padre. Rodeo è un uomo eccentrico e libero, che ha scelto di vivere in viaggio per cercare di sfuggire al dolore della perdita di sua moglie e delle sue altre due figlie in un incidente stradale. Coyote e Rodeo viaggiano per gli Stati Uniti senza una meta precisa.
La loro vita prende una svolta quando Coyote scopre, attraverso la solita telefonata con la nonna, che il parco del quartiere dove ha vissuto con sua madre e le sue sorelle sta per essere demolito.
Decide allora di intraprendere una missione per salvare gli oggetti che lei e le sue sorelle hanno nascosto anni prima nel parco.
Durante il viaggio, Coyote e Rodeo incontrano una serie di personaggi: Lester, un giovane musicista gentile e premuroso che, per primo, si unisce al viaggio di Coyote e Rodeo; Salvador, un ragazzino che Coyote incontra in una stazione di servizio insieme alla madre Esperanza che gli chiedono un passaggio; Val, una ragazza di sedici anni fuggita da casa a causa delle sue scelte sessuali che cerca riparo e conforto in Coyote e Rodeo dicendo di essere maggiorenne e di aver finito gli studi.
Dan Gemeinhardt è nato nel 1978 a Francoforte. Durante la sua infanzia si è trasferito parecchie volte a causa del lavoro del padre che faceva il militare.
Dopo aver letto il suo libro lo abbiamo incontrato in aula magna.
Dan Gemeinhardt ci ha fatto vedere una presentazione Power Point in cui ci presentava gli altri suoi libri.
In seguito ci ha raccontato passo per passo la sua vita.
Ci ha chiesto anche se avessimo domande da fargli e ad ogni domanda ci faceva vedere un'immagine dei suoi tenerissimi animali.
di Clara Bona, Sofia Carboni e Martina Ibba - II F
Sofia Carboni
Lo One Pager consiste nel disegnare e scrivere in una sola pagina, preferibilmente un foglio da disegno, gli aspetti più salienti di un libro o un film: serve a sintetizzare i temi principali di un testo, a presentare i personaggi, a riportare citazioni che riteniamo particolarmente importanti, curando con passione anche la parte grafica.
Clara Bona
Martina Ibba
di Irene De Angelis - III A e Amirah Sveva Vignati - II F
Il 28 novembre con la mia classe siamo andate a vedere Il ragazzo dai pantaloni rosa, un film molto istruttivo e commovente uscito questo autunno per la regia di Margherita Ferri, ma soprattutto con una grande storia, purtroppo vera…
Il film parla di un ragazzo che per colpa del bullismo si è suicidato pochi giorni dopo il suo compleanno. So che è brutto da sentire ma purtroppo è cosi; Andrea era un ragazzo pieno di vita ma purtroppo a volte arrivano degli ostacoli troppo difficili per continuare a lottare e allora ha ceduto.
Nella stessa scuola frequentata da Andrea andava anche un bullo, di nome Christian, un ragazzo bello e sicuro di sé, sempre accompagnato dai suoi amici che lo assecondavano in tutto; in un primo momento Christian e Andrea sembrano diventare amici per via dei voti scolastici di Christian, che a scuola non andava bene e aveva chiesto ad Andrea.
Quando Andrea entrò nella squadra di atletica tutti gli amici di Christian diventarono apparentemente anche suoi amici; però poi, poco prima del ballo scolastico, gli dissero di voler rovinare il ballo vestendosi da prostitute, ma, quando Andrea arrivò al ballo, scoprì di essere l’unico vestito in quel modo. I suoi “amici” lo trascinarono dentro la sala della festa facendolo passare per omosessuale, se non transessuale e lui, non sopportando il peso di quella umiliazione, decise di terminare qui il suo percorso di vita.
Io veramente non capisco perché alcuni, non avendo una personalità, debbano screditare quella altrui. Provo a mettermi nei panni della mamma e non riesco nemmeno ad immaginare un dolore del genere; non lo auguro a nessuno, perché scoprire che tuo figlio veniva bullizzato e che non ha voluto dir niente, mettendo fine alla sua vita, fa male…
A volte dovremmo provare ad immedesimarci e ad immaginare di essere noi quelle persone bullizzate e, prima di dire certe cose, assicurarci che quelle parole non feriscano chi ci sta intorno.
Ricordiamoci che le parole sono proiettili, sono medicina e ossigeno, sono il danno o la cura, dipende da quali funzioni assegniamo loro...
Il film ‘il ragazzo dai pantaloni rosa’ è tratto da una storia vera: parla della vita di Andrea Spezzacatena e del modo tragico in cui è terminata la sua vita. Andrea Spezzacatena si è tolto la vita all’età di 15 anni il 20 Novembre 2012. Egli è stato vittima di bullismo e cyberbullismo soffocanti da parte dei suoi compagni di classe. La sua morte è stata causata da un semplice errore, cioè il lavaggio sbagliato dei jeans, che da rossi sono diventati rosa. Solo dopo la morte di Andrea, sua madre, Teresa Manes, ha scoperto il motivo per cui il figlio si era tolto la vita: a causa di una pagina Facebook creata dai suoi compagni di classe, intitolata “Il ragazzo dai pantaloni rosa” in cui lo prendevano in giro molto pesantemente per la sua presunta omosessualità. È così che la madre ha capito il tipo di cyberbullismo che ha subito e che l’ha spinto al sucidio. Andrea Spezzacatena è morto impiccandosi con una sciarpa.
Le parole della madre dopo la morte di Andrea furono queste:
‘Ho di certo commesso degli errori con mio figlio, ma fargli indossare quei pantaloni non è uno di quelli’.
In un post del 13 Dicembre del 2023 la madre ha raccontato il modo in cui è morto suo figlio: ‘Era una giornata di sole, Andrea era in pigiama, prese la mia sciarpa, e si impiccò.' La madre inoltre, per parlare del bullismo, cyberbullismo violenza e discriminazione (azioni che purtroppo sono comuni in questa società) ha scritto un libro intitolato: ‘Oltre il pantalone rosa’, che spiega i motivi per cui con un genitore o con qualcuno a cui tieni, devi sempre parlare e mostrare la tua angoscia, senza cadere nel silenzio come ha fatto Andrea.
di Pietro Aresu - I C e Francesco Quattrone - I F
Flow è un film muto, per famiglie, è un film d’avventura in cui il protagonista è un gatto.Questo film è ambientato nel futuro, infatti la specie umana sembra essersi estinta.Una mattina il gatto si risvegliò e affamato si recò al lago per catturare dei pesci,però incontrò dei cani che iniziarono ad inseguirlo.Ad un certo punto una forte inondazione sommerse l’isola,fortunatamente arrivò una barca,in cui il gatto salì senza pensarci due volte, a bordo della barca c’era un capybara.Nel viaggio incontrano un lemure che prese i suoi oggetti preziosi e salì sulla barca.Passato un pò di tempo il gatto,il capybara e il lemure scorgono un’ isola, nell’ isola trovarono un cane , all’inizio non andavano molto d’accordo però poi iniziarono ad apprezzarsi.
nell’isola trovarono anche un grande stormo di aironi il loro capo vide il gatto e decise di attaccarlo ma uno di loro decise di difenderlo. I due iniziarono a darsi colpi quello che decise di difenderlo sì ferì ad un’ ala .Gli altri fuggirono perciò lui rimase con il gatto e gli altri. Una volta andati via ripresero il loro viaggio,ad un certo punto,loro dalla barca vedono un tempio sommerso quasi totalmente, sopra c’erano i cani che si erano separati dal cane,l’amico del gatto.I cani salirono sulla barca
e iniziarono a mangiare tutto il cibo catturato dal gatto.Così tutti insieme si stavano dirigendo verso una grande montagna,che l’airone insieme al gatto scalarono.Una volta arrivati in cima l’ airone salì in cielo per salvare i suoi amici e l’isola.Quando l’ acqua si ritira dentro il suolo si formò un buco nel terreno. Loro si ritrovano dentro la barca che stava per cadere nel buco ma alla fine riuscirono a salvarsi tutti.Il film finì con la balena che riuscì a tornare a vivere felicemente nell’acqua.
One Pager: Flow
by Maia Carboni, Arianna Chessa, Rebecca Cossu, Maria Sofia Fanari e Viola Morittu - I E
Maria Sofia Fanari e Viola Morittu
Rebecca Cossu e Arianna Chessa
Maia Carboni
Esperienza unica nell'indirizzo linguistico:
le lezioni con il docente madrelingua
di Eleonora Pilu - I D e Sofia Trogu - I F
Oggi intervisteremo una ragazza di ID, che ci parlerà delle madrelingua e della sua esperienza all’indirizzo linguistico in questi primi cinque mesi di scuola.
1.Come funziona, a grandi linee, l’indirizzo linguistico?
Nell'indirizzo linguistico facciamo approfondimento di lingua inglese, francese e spagnola con docenti di madrelingua ogni volta affiancati da un docente interno che funge da tutor.
2. Chi sono i/le vostri docenti madrelingua?
Sono 3: Gemma per inglese, Stephany per francese e Andrea per spagnolo.
Sono tutti e tre molto gentili e molto bravi nel spiegare.
3. Perché hai scelto questo indirizzo? Consigli ad altri ragazzi di farlo?
Perchè mi é piaciuta l’idea di imparare nuove lingue straniere con dei prof madrelingua che riescono far conoscere la loro lingua a dei ragazzi/ragazze come me che non sapevano parlare.
4. Ci sono anche dei voti sulle lingue straniere?
No, non ci sono dei voti per quanto riguarda le lingue e pertanto, se si vuole avere una certificazione bisogna sostenere un esame e richiederla alla scuola da dove provengono le docenti madrelingua.
5. Oltre al pagamento per l’eventuale certificazione, ci sono altre spese da sostenere per quanto riguarda l’indirizzo linguistico?
Sì, ci sono altre spese: chiunque voglia entrare nell'indirizzo deve pagare una quota suddivisa in due rate che serve per pagare la scuola del docente madrelingua
6. Sulle lingue straniere ci sono compiti?
No, non ci danno mai compiti ma comunque noi di volta in volta dobbiamo ripassare ciò che facciamo.
di Elena Camarca - I A, Viola Morittu e Camilla Picciau - I E
Il quokka
Sicuramente conoscerete alcuni di questi animali, ma non le loro particolari e strane caratteristiche.
Gli animali di cui parleremo sono il bradipo e il quokka.
Il bradipo lo avrete sentito sicuramente, ma non conoscete i suoi segreti!
Partiamo dalle basi: il bradipo è un mammifero che vive in sud America e si nutre di germogli, foglie e ramoscelli. I bradipi vivono sugli alberi, e ci stanno talmente tanto che sul loro pelo hanno minuscole alghe e muschio che lo rendono leggermente verde e che permettono al bradipo di mimetizzarsi. Presentano una conformazione degli arti che rende loro difficile camminare, ma in compenso sono molto abili ad arrampicarsi e a nuotare; potrebbero anche fare apnea perché resistono sott'acqua oltre 40 minuti.
I bradipi sono molto lenti a causa della loro alimentazione vegetariana e povera di calorie. Hanno gli artigli lunghi fino a 10 cm perciò non vi conviene toccare i suoi cuccioli
Il Quokka è un mammifero marsupiale grande all'incirca come un gatto domestico e abita nella zona di Rottnest Island che si trova nell’ Australia occidentale. Il Quokka si nutre di graminacee e fogliame
CHE COSA SONO LE GRAMINACEE?: Sono piante erbacee che appartengono alle famiglie vegetali più diffuse al mondo.
I Quokka possono vivere tra dieci e i dodici anni, e sono considerati gli animali più felici e sorridenti al mondo, ma ricordiamo che è un animale selvatico e non domestico.
SAPEVATE CHE I QUOKKA SANNO NUOTARE?
Ebbene si! Anche i Quokka sanno nuotare e arrampicarsi agilmente sugli alberi.
Allora, vi hanno stupito questi animali?
di Irene De Angelis - III A
Il concerto di Natale è stato presentato il 13 Dicembre 2024, grazie al contributo della Professoressa Cassinelli ma anche di quello del professore di Spagnolo Ricardo Barreto Donayre e delle professoresse di inglese Cristina Mocci e Manuela Pibi, che hanno contribuito nella scelta dei brani poiché dovevano essere due brani in Italiano uno in inglese e uno in spagnolo. Abbiamo iniziato a fare le lezioni per i brani a fine ottobre con tutti i professori e le professoresse.
Hanno partecipato le tre sezioni A, E e F, in cui insegna la professoressa Cassinelli, cioè colei che ha contribuito di più per il successo del concerto. Tutte le classi hanno cantato brani diversi, come Rudolph dal naso rosso, Santa Claus is coming to town, All I Want For Christmas Is You, Mi burrito sabanero e Canta, Rie y Bebe; tutte hanno cantato un brano in comune: Buon Natale Terra Mia, brano scritto e prodotto dal padre della professoressa Cassinelli. Al concerto, che si è tenuto in Aula Magna nella sede Tuveri, c’erano i genitori di tutti gli alunni e le alunne presenti, e c’erano anche molti professori, anche se non hanno partecipato all’attività per il concerto.
Quest’esperienza mi è piaciuta molto, nonostante in genere non ami cantare.
L'esclusione di Tony Effe dal Concerto di Capodanno a Roma
di Anna Francesca Concu e Angelica Piras - III F
Dopo le polemiche e le critiche mosse da alcuni esponenti politici per i testi delle sue canzoni, definiti “violenti, misogini e sessisti”, Tony Effe è stato escluso dal concerto di Capodanno al Circo Massimo, a Roma, insieme a Mahmood e a Mara Sattei. La decisione, annunciata dal sindaco Gualtieri, ha scatenato non solo un accesso dibattito sulla libertà d’espressione e sulla censura, ma anche una catena di solidarietà a Tony Effe da parte di diversi suoi colleghi.
Molti altri artisti hanno palesato il loro sdegno per la vicenda. L’ha fatto Emma, per esempio. “Trovo che sia davvero un brutto gesto”, ha scritto la cantante nelle stories di Instagram: “Escludere Tony Effe dal concerto di Capodanno a Roma privando un ragazzo di esibirsi nella sua città. Non è una cattiva persona e non ha fatto male a nessuno, ma è altrettanto un brutto gesto nei confronti della musica tutta e dell’arte in generale. Una forma di censura violenta che alle soglie del 2025 non si può tollerare e giustificare. Ti abbraccio Tony”.
Ha preso posizione anche Lazza. Anche le sue parole, durissime, arrivano da Instagram. “Io spesso ci provo a farmi gli affari miei ma certe cose mi fanno passare la voglia. Ogni volta che qualcuno del rap viene infilato in una situazione mainstream si cerca sempre di additarlo per qualcosa [...] Smettetela di censurare il lavoro degli altri perché non lo ritenete tale e allora cercate delle scuse per darvi ragione. Siete voi che non capite. Perdonate lo sfogo”.
Morgan, invece, è controcorrente su Tony Effe. E, forse, c’era da aspettarselo. “Ma chi se ne frega di Tony Effe? Sia che ci sia, sia che non ci sia, non cambia nulla, non mi sembra un problema grave. Bisogna vedere cosa perdi a cacciare qualcuno. Nel mio caso sono stato cacciato mille volte e hanno sempre perso molto”. Così il cantante all’Adnkronos.
Il sindaco Gualtieri ha spiegato le ragioni di questa scelta, sottolineando che l’obiettivo del concerto di Capodanno è unire la città e non creare divisioni. Ha sostenuto: “Non c’è nessuna censura, non stiamo parlando del diritto sacrosanto di Tony Effe di esprimersi e di fare concerti a Roma, ma dell’opportunità di utilizzare risorse pubbliche dell’amministrazione, e quindi dei cittadini, per fare di lui uno degli ospiti del concerto di Capodanno. Nel momento in cui è risultato evidente che quella scelta avrebbe diviso la città e urtato la sensibilità di tanti, abbiamo ritenuto opportuno chiedere un passo indietro perché per noi il concerto di Capodanno deve unire e non dividere la città”. E ha concluso: “Non è una decisione contro di lui, lo ribadisco. È una decisione presa per evitare che un momento speciale, in cui una comunità si unisce, non diventi un’occasione di divisione e di polemica”.
Sport è Vita
di Patrick Diry e Elena Lecis - II A
L’11 dicembre, la nostra classe (2^A) con le altre seconde della nostra scuola ha avuto l’opportunità di incontrare l’associazione Sport è Vita, un’ organizzazione impegnata nel promuovere i valori dello sport come strumento per migliorare la vita quotidiana, il benessere fisico e mentale e il senso di comunità. Durante questa giornata, alcuni ragazzi, che fanno parte di questa associazione, ci hanno coinvolti in un’esperienza pratica sulle basi del kick boxing, illustrando i loro obiettivi attraverso un Powerpoint. Sport e Vita ci ha fatto capire quanto sia importante fare attività sportiva: infatti è un mezzo per educare, per formare il carattere e sviluppare capacità utili nella vita di tutti i giorni. Durante l’incontro, ci hanno spiegato che il loro scopo è quello di avvicinare noi giovani alle discipline sportive, specialmente quelle meno conosciute, per aiutarli a scoprire nuove passioni e a comprendere i benefici che l’attività fisica può offrire.
Dopo la parte introduttiva, ci hanno fatto fare una “prova” pratica in cui abbiamo imparato le basi del kick boxing. L'arte marziale, è una disciplina che combina abilità fisiche, autocontrollo e rispetto per gli altri.
Oltre agli aspetti tecnici delle arti marziali, ci siamo resi conto che questa disciplina ha molto da offrire anche a livello personale: come per esempio l'autocontrollo e la concentrazione, perché ogni movimento richiede precisione e un proprio controllo del corpo. Le arti marziali sono fondate su valori di rispetto per sé stessi ma soprattutto per gli altri. È fondamentale l'autostima per superare le proprie paure e sentirsi più sicuri di sé.
L’iniziativa di Sport è Vita ci ha lasciato un messaggio molto importante: lo sport non è solo competizione, ma è un modo per costruire relazioni positive con gli altri. Ci hanno insegnato che anche pochi movimenti o lezioni possono avere un impatto significativo sul nostro modo di vedere il mondo e di affrontare le sfide quotidiane.
Grazie a questa esperienza, molti di noi hanno scoperto un interesse per le arti marziali e, più in generale, per l’attività fisica come strumento per migliorare la propria vita. Speriamo di poter incontrare nuovamente Sport è Vita e di continuare a portare avanti i valori che ci hanno trasmesso.
In fondo, LO SPORT È DAVVERO VITA.
La ginnastica artistica alle Olimpiadi
di Margherita Caddeo e Francesca Caput - I C, Matilde Frau - II D, Camilla Medici - I F e Carola Dessì - III F
La ginnastica si divide in due categorie di gara:
individuali, cioè ogni atleta gareggia da sola;
a squadre, cioè quando si gareggia con altre ginnaste per la propria società. La ginnastica è uno sport in cui serve concentrazione, equilibrio e forza sia mentale sia fisica. Ci sono quattro attrezzi: trave, parallele,volteggio e per finire il corpo libero.
Alice D’amato:nata a Genova il 7 febbraio 2003 ha una sorella gemella di nome Asia che purtroppo è stata assente per via di un infortunio.Il padre Massimo D’Amato è morto il 24 settembre del 2022 a causa di un cancro.
Manila Esposito:nata a Boscotrecase in provincia di Napoli, il 2 novembre 2006, che alle olimpiadi 2024 alla trave è arrivata terza a soli 17 anni, un grande traguardo per le nostre azzurre.
Invece per le squadre, hanno vinto la medaglia d’oro gli Stati Uniti, la medaglia d’argento, l’Italia e la medaglia di bronzo il Brasile.
Per il corpo libero alla finale è arrivata prima Rebeca Andrade seconda Simone Biles e terza Ana Maria Bārbosu.
Alla finale delle parallele assimmetriche è arrivata prima Kayla Nemour, seconda Qui Qiyuan e terza Sunisa Lee.
Come stavamo dicendo alla trave ,prima è arrivata Alice D’amato, seconda la cinese Zhou Yaqin, e terza Manila Esposito.
Invece per il volteggio questo è il risultato:
In prima posizione c'è Simone Biles,un atleta americana di 27 anni ed è a)lt 1.42 è nata il 14 marzo 1997 pesa 47 kg e ha due
sorelle due fratelli e addirittura 4 genitori./
Rebecca Andrade è arrivata seconda al volteggio , è nata l’8 maggio 1999. E’ alta 1,55.
Il calcio italiano
di Filippo Fraschini e Francesco Quattrone - I F
Il calcio italiano è tra i più seguiti al mondo.
E’ caratterizzato da 4 serie: al livello più alto c’è la serie A, poi la serie B, la serie C, infine la serie D.
Le squadre della serie A sono 20; le ultime 3 in classifica retrocedono nella serie B. La stessa cosa succede dalla serie B verso la C e così via.
La squadra che arriva prima nella serie A vince lo scudetto che è il trofeo più ambito.
Inoltre, insieme alla seconda, terza e quarta in classifica, partecipano alla Champions League, che è la competizione europea tra club.
La prima e la seconda squadra della serie B vanno automaticamente in serie A, mentre le squadre dalla terza all'ottava fanno partecipano ai play off.
Quando un giocatore sta per andarsene da una squadra si dice che è in scadenza di contratto cioè che il contratto che ha firmato sta per concludersi.
I giocatori più forti della serie A in scadenza di contratto sono:
Francisco Conceição (Juventus)
Tammy Abraham (Milan)
Leandro Paredes (Roma)
Sead Kolasinac (Atalanta)
Danilo (Juventus)
Alex Meret (Napoli)
Nicola Zalewsky (Roma)
Mario Pasalic (Atalanta)
Davide Calabria (Milan)
Paulo Dybala (Roma)
Frank Anguissa (Napoli)
Mats Hummels (Roma)
Nel calcio italiano sì gioca ogni fine settimana da venerdì a domenica, ma certe volte anche fino a lunedì.
Raramente si gioca durante la settimana (turno infrasettimanale).
Dato che le squadre della serie A sono 20 le partite che ogni squadra deve giocare sono 38, cioè una squadra deve sfidare tutte le altre per due volte.
La squadra che ha vinto più volte la serie A è la Juventus che si è aggiudicata lo scudetto per ben 36 volte. Atalanta e Genoa sono le squadre che hanno vinto più volte la serie B.
Inoltre, nel calcio italiano ci sono altre coppe importanti:
- la Coppa Italia dominata dalla Juventus per 15 volte;
- la Supercoppa Italiana è vinta per ben 9 volte sempre dalla Juventus.
Allo stato attuale, in testa alla classifica della serie A troviamo il Napoli, con 44 punti, al secondo posto l’Atalanta con 41 punti, al terzo posto l’Inter con 40 punti.
Da poco si sono disputate le semifinali di Supercoppa Italiana: la prima è stata quella tra Inter e Atalanta, in cui l’Inter è riuscito a vincere 2-0 con una doppietta dell’esterno destro; l'altra semifinale è stata Juventus - Milan, in cui quest’ultimo ha vinto di rimonta; infine, la finale, giocata il 6 Gennaio, tra Inter e Milan, con una incredibile vittoria del Milan che, dopo essere stato sotto di due reti,ha rimontato e vinto.
Il calcio italiano è famoso anche per la sua nazionale che ha vinto 3 Campionati Mondiali e 2 Campionati Europei, l'ultimo dei quali nel 2021.
Attività dell'indirizzo sportivo
Attività di Surf
Attività di Vela
Corso di nuoto
Attività di Beach Volley
Rugby
Hockey e Rugby
Le nostre attività sportive: hockey, Sport è Vita
Giochi di Parole
di Matilde Frau - II D