I mondiali in Qatar
di Flavio Santelia - III F
I mondiali che si sono svolti tra novembre e dicembre 2022 in Qatar sono stati sicuramente tra i più controversi della storia del calcio.
Ben dodici anni fa, nel 2010, la FIFA ha assegnato l’organizzazione del mondiale di calcio del 2022 al Qatar, a discapito degli Stati Uniti. I mondiali di calcio del 2022, a cui hanno preso parte 32 squadre, che hanno disputato 64 partite, si sono perciò svolti in Qatar, per concludersi con la finale del 18 dicembre, giocata tra Argentina e Francia e, come sappiamo, vinta dall'Argentina.
Già nel febbraio del 2021, il giornale inglese “The Guardian”, dopo aver aperto un’indagine, aveva pubblicato uno sconcertante articolo in cui rivelava che oltre 6.500 operai immigrati, provenienti da India, Pakistan, Nepal, Bangladesh e Sri Lanka, erano morti durante i lavori svolti in Qatar per i mondiali di calcio dal 2011 al 2020. Secondo “Amnesty International” (un’organizzazione internazionale che tutela i diritti umani) le vittime sarebbero state addirittura 15.000, se non di più.
Il mondiale, infatti, è stato giocato in 8 stadi, 7 dei quali costruiti per l’occasione, così come per l’occasione sono stati costruiti anche nuovi hotel, nuove strade, un aeroporto e addirittura una nuova città sulla costa, Lusail, situata a 20 Km dalla capitale Doha. Lusail è stata presentata come “modello di città ecosostenibile del futuro” e la finale del Mondiale si è giocata il 18 dicembre proprio nel “Lusail Stadium”, che ha una capienza di 80.000 spettatori.
In questi anni si è molto discusso sulle condizioni di lavoro di questi operai, che hanno lavorato nei cantieri senza che venissero rispettati i requisiti minimi di sicurezza, a causa dei turni di lavoro massacranti sotto il sole cocente, della mancanza di adeguato riposo e di diritti, con stipendi non idonei alle ore di lavoro svolte. Le accuse sono state respinte dalle autorità del Qatar, che affermano si tratti di morti avvenute per altre cause, e non di morti sul lavoro. Ricordiamo che in Qatar vivono 2 milioni di lavoratori stranieri, e che solo il 20% della popolazione è costituito da persone originarie del posto.
Oltre a ciò, si è discusso anche del fatto che a causa del clima del Qatar, per evitare le elevate temperature che si raggiungono in estate (oltre 40 gradi), la FIFA ha deciso che in via eccezionale questo mondiale si sarebbe giocato in autunno piuttosto che in estate, come avviene normalmente: questo è stato il primo mondiale giocato in autunno nell'intera storia del calcio. Questa scelta è stata contestata perché, anche se l’Italia, non essendosi qualificata, non ha partecipato ai mondiali, la nostra serie A ha osservato una pausa di 2 mesi del campionato, che è ripreso ora, a gennaio 2023. Questo è accaduto anche negli altri paesi partecipanti, causando non pochi disagi.
Ad essere oggetto di contestazione sono state anche questioni di carattere culturale e religioso: il Qatar è un piccolo Stato del Medio Oriente che si trova nella Penisola Arabica, tanto piccolo quanto ricco grazie ai suoi giacimenti di petrolio e di gas naturale. Dal 1971 si è reso indipendente dal Regno Unito ed è una monarchia costituzionale, ma appare in realtà “ben poco costituzionale”, dal momento che è un Paese in cui la giustizia è amministrata secondo la rigida legge islamica, con regole molto severe che non rispettano i diritti umani, né degli uomini né, in particolare, delle donne.
In Qatar, infatti, non è consentito il consumo di alcolici, le donne non possono circolare senza “velo”, col capo scoperto, e l’omosessualità è considerata una malattia mentale e un reato, punito con 7 anni di carcere.
Ci si è chiesti come tutto ciò si possa conciliare con i mondiali. Le autorità del Qatar hanno dichiarato che avrebbero accolto tutti coloro che sarebbero arrivati nel loro paese, ma a patto che accettassero tutte le loro regole.
L’ex Presidente della FIFA, Blatter, ha dichiarato all’inizio di novembre: “Aver scelto il Qatar per il mondiale 2022 è stato un grave errore!”
È notizia recente che ex dirigenti, membri della Fifa, sono stati accusati di aver ricevuto tangenti per il loro voto favorevole all’assegnazione dei mondiali 2022 al Qatar: il voto è stato pilotato e comprato con tangenti, tanto che si parla di un vero e proprio qatargate, che ha coinvolto i vertici del Parlamento europeo e diversi eurodeputati, alcuni membri della FIFA e l’intelligence di Qatar e Marocco.
Il Qatar avrebbe dunque ha vinto la procedura di assegnazione del mondiale 2022 in un contesto di corruzione e di mancanza di trasparenza, che ha reso poi possibile la morte e gli infortuni sul lavoro di migliaia di lavoratori immigrati che hanno aiutato il Paese nel lavoro per la costruzione degli stadi.
Non solo, la FIFA è accusata anche di aver seriamente danneggiato l’immagine del calcio mondiale, con la scelta del Qatar come paese ospitante. Il Parlamento Europeo esorta i paesi membri dell’Unione Europea, per proteggere calciatori e tifosi e lo sport del calcio stesso, di evitare d’ora in poi di assegnare i mondiali a Paesi che violino i diritti umani fondamentali.
Il Parlamento Europeo si è anche espresso chiaramente sul tema del risarcimento a favore dei lavoratori: vanno risarcite tutte le vittime, che siano morte o vittime di infortunio, e le loro famiglie, ma anche punite tutte le violazioni dei diritti umani e civili.