Reggio Emilia
di
Gabriele Coassin
Spesso descritta come la "città del buon vivere", Reggio Emilia è molto più di una tappa intermedia lungo la via Emilia. E' una città rinascimentale che ha saputo adattarsi alle innovazioni ma allo stesso tempo mantenere la sua identità storica. E' nato qui il tricolore italiano, simbolo del nostro paese.
Un viaggio a Reggio Emilia comincia da appena arrivati: il genio dell'architettura Santiago Calatrava ha infatti costruito un bellissimo
Ogni viaggio a Reggio non può che partire da Piazza Prampolini, meglio conosciuta come Piazza Grande. Qui batte il cuore istituzionale della città, ma soprattutto quello storico: all’interno del Palazzo del Comune si trova la Sala del Tricolore. È qui che nel 1797 è nata la nostra bandiera, rendendo la "Città del bel Vivere" la madre orgogliosa dei colori d’Italia.
Attraversando il poricato comunale (Palazzo Civico) si arriva a Piazza San Prospero (Piazza Piccola), che offre uno dei colpi d'occhio più suggestivi con i suoi iconici leoni in marmo rosa che sorvegliano la Basilica del patrono.
Chi arriva in treno o percorre l'autostrada non può ignorare le "Vele" di Santiago Calatrava. I tre ponti bianchi e la stazione Mediopadana sono diventati i nuovi simboli della città: opere di un'architettura audace che proiettano Reggio verso l'Europa, rendendola una delle città più connesse e dinamiche del Nord Italia.
Una Tavola che Racconta una Storia
Non si può scrivere di Reggio Emilia senza parlare di ciò che finisce nel piatto. La cucina reggiana è una questione di identità:
L’Erbazzone: Una torta salata agli spinaci e bietole che crea dipendenza.
I Cappelletti: Rigorosamente in brodo, piccoli e fatti a mano (non chiamateli tortellini, se non volete aprire un dibattito infinito!).
Il Parmigiano Reggiano: Il re dei formaggi, che qui trova le sue radici più profonde.
Il sabato mattina, il rito obbligatorio è la spesa in Piazza Fontanesi, una delle piazze più belle d'Italia, che si trasforma in un mercato a cielo aperto circondato da alberi di tiglio e locali alla moda.
Reggio Emilia è la prova che si può essere una città a misura d'uomo senza essere una città ferma nel tempo. È un luogo dove l'arte contemporanea (come la Collezione Maramotti) convive con la tradizione contadina, e dove la qualità della vita si misura nel tempo passato a pedalare in bicicletta tra i viali del centro