di
Peter Cortegiani
Nell’antica Grecia, ogni quattro anni, le città si fermavano: le armi tacevano, le guerre si interrompevano e gli uomini si incontravano non per combattere, ma per gareggiare. Così nascevano le Olimpiadi, ad Olimpia, in onore di Zeus.
Erano giorni di tregua e di incontro, un tempo in cui la competizione diventa dialogo e il rispetto per l’altro prevale sulla forza delle armi.
Le Olimpiadi nell'antica Grecia furono però interrotte nel 393 d.C. dall'imperatore romano Teodosio perché le considerava una celebrazione pagana, in contrasto con la nuova religione cristiana che era diventata quella ufficiale dell'Impero Romano.
Molti secoli dopo, alla fine dell’Ottocento, un uomo sognò di riportare nel mondo quello spirito di fratellanza. Pierre de Coubertin, barone francese, vide nello sport un linguaggio universale, capace di unire i popoli e di costruire la pace attraverso il rispetto e la lealtà.
Nel 1894 fondò il Comitato Internazionale Olimpico e stabilì che i Giochi moderni non avrebbero avuto una sola patria, ma avrebbero viaggiato nel mondo, ospitati ogni volta da un Paese diverso, per ricordare che la pace è un dono universale, da custodire insieme.
Il 6 aprile 1896, ad Atene, si aprì la prima edizione delle Olimpiadi moderne. Gli atleti provenivano da 14 Paesi, portando con sé bandiere diverse ma lo stesso sogno: gareggiare nell’amicizia, superando ogni confine.
Negli anni successivi, i simboli olimpici divennero un segno di speranza.
La fiaccola che si accende a Olimpia e attraversa il mondo prima di ogni edizione è la fiamma della pace, che invita i popoli a incontrarsi e a camminare insieme.
I cinque cerchi intrecciati, creati nel 1914, rappresentano i cinque continenti uniti in un abbraccio di colori e di culture.
Col tempo, ai Giochi si sono aggiunte nuove discipline e nuove opportunità di partecipazione, come le Olimpiadi invernali e le Paralimpiadi, segno che lo sport può davvero essere di tutti, senza esclusioni.
Ogni edizione diventa così una testimonianza concreta che la pace non è solo assenza di guerra, ma collaborazione, rispetto, accoglienza dell’altro.
Le Olimpiadi ci ricordano che l’umanità, pur nelle sue differenze, può accendersi come una sola fiamma: quella della fratellanza universale.
Il Natale
di
Benedetta Di Somma e Greta Fiorindo
La festività celebrata il 25 dicembre è il Natale.
L’ Avvento è il momento di attesa e preparazione al Natale. Oltre ai simboli che ben conosciamo, come i regali o l'albero,questa festività ha anche un significato religioso: il giorno di Natale si celebra la nascita di Gesù Cristo, colui che sarebbe stato poi identificato come il “Messia” profetizzato dalle Sacre Scritture della cristianità.
La nascita di Gesù Cristo si fa risalire intorno agli anni 0-4 e il 25 dicembre si festeggia la sua nascita in Terra. Per le Chiese ortodosse orientali questa festività si celebra il 6 gennaio, il giorno in cui la Chiesa cristiana occidentale festeggia l’Epifania, la manifestazione di Gesù davanti ai Re Magi.
Come tutte le altre festività, anche il Natale e la Vigilia hanno le sue tradizioni. Una per esempio è il “cenone” senza carne del 24 dicembre, oppure l’andare a messa verso mezzanotte per festeggiare la nascita di Gesù.
Un’altra tradizione è quella di scrivere una lettera di cosa vorresti ricevere in questo giorno speciale a colui che porta i regali,con la sua slitta trainata da renne, chiamato Babbo Natale (conosciuto anche come Santa Claus). Si pensa che sia un signore anziano con la barba bianca e lunga, occhiali,con un vestito rosso e una cintura nera e un cappello con pon-pon.
Ci sono anche altre usanze che però non vengono vengono annoverate nella “tradizione”. Mai sentito parlare del prepararsi all’arrivo del Natale con una tazza di cioccolata calda e una coperta sul divano guardando un bel film in Tv? Se sì, sapete cosa intendo.
Nessuno mai in inverno vuole uscire per fare una passeggiata, quindi spesso bisogna rimanere dentro casa al calduccio., ma se volete sentire quell’atmosfera natalizia che si sente spesso per le stradine delle città, quest attività fanno al caso vostro:
Provare nuove ricette. Anche se per cucinare molte volte bisogna uscire a fare la spesa, collaudare ricette con ciò che si ha già nella dispensa è un ottimo stimolo per la creatività e un passatempo che renderà voi.. e il vostro stomaco felici!
Disegnare. La pittura e il disegno in generale sono molto rilassanti da fare, ed è anche un passatempo istruttivo. Magari - chi lo sa - potreste essere stupiti dalle vostre abilità e dal risultato!
Leggere è forse l’attività più scontata, ma è anche tra le più belle. Solitamente durante il periodo natalizio vado a leggere i classici, come il “Canto Di Natale” di…, o un libro molto bello e appassionante per bambini e ragazzi “Il Maialino di Natale” di … .
Durante il periodo festivo, gli scrittori si scatenano ed è per questo che leggere d’inverno è tutta un’altra cosa.
Film e Serie natalizi. Ultimo, ma non per importanza, è il rilassarsi davanti alla tv con uno snack. Se avete Netflix o/ Disney+, troverete una gran quantità di di film nuovi e vecchi di Natale. I migliori però sono Mamma ho perso l’aereo 1 e 2, ELF, Il Grinch (anche il cartone animato), Qualcuno salvi il Natale 1 e 2 e il più recente, Appuntamento a Natale.
Ce ne sono molti altri, ma i gusti sono gusti, quindi lasciamo a voi la ricerca!
di Naomi Vigliarolo
La musica possiamo definirla un passatempo, una professione, oppure una passione.
Ad esempio per me è arte pura, passione, amore, impegno, ma soprattutto è l’elemento centrale della mia vita.
Io ho da sempre una passione per la musica, forse perché mia madre quando era ancora in gravidanza, metteva un impianto apposito per la pancia con della musica classica,pop… probabilmente sono nata insieme alla musica.
Perciò vorrei raccontarvi un po’ di questa mia passione!
La musica è un'espressione artistica appartenente a tutte le culture del nostro pianeta. Fonti ne attestano l'esistenza a partire da 55.000 anni fa, con l'inizio del Paleolitico superiore.
Storicamente non si può stabilire quando e come abbia avuto origine la musica (per le scarse documentazioni), ma si ritiene che la musica sia nata con l'uomo, per il suo bisogno di esprimersi, cioè di comunicare. Alcuni studiosi ipotizzano la sua nascita in Africa, quando le prime comunità umane conosciute iniziarono a espandersi sul globo.
La musica mette in azione tutta la sensorialità umana ed è per questo motivo che può essere utilizzata a scopo terapeutico. La musica, infatti, oltre a suscitare un ampio spettro di emozioni, produce delle risposte a livello fisico, che molte persone descrivono come “avere i brividi” oppure “avere la pelle d'oca”.
La musica si compone di una successione di suoni nel tempo, in sequenza e simultanei. Si pensi ad esempio ad un'orchestra dove un gruppo di strumenti musicali riproduce un certo brano.
La scrittura musicale si è evoluta nel tempo, durante il quale si sono codificati gli elementi primari (altezza, durata, intensità e timbro) e secondari (linee, segni, parole, abbreviazioni, numeri e segni grafici). La notazione alfabetica costituì la più antica forma di scrittura musicale.
Il tetragramma è il rigo musicale, composto da quattro linee orizzontali, utilizzato nella notazione quadrata. È il predecessore del pentagramma, il rigo di cinque linee utilizzato nella notazione moderna.
Sia le linee che gli spazi si contano dal basso verso l'alto. Generalmente l'ambitus delle melodie gregoriano è assai poco sviluppato e perciò quattro linee sono sufficienti.
Secondo David Schroth, primo autore dello studio, e i suoi colleghi, le origini della musica e del canto risalgono a circa 50 milioni di anni fa, quando comparvero i primi primati.
I popoli antichi cantavano, ma la prima interessante testimonianza ci arriva dall'ANTICA GRECIA in cui si univano poesia, recitazione, musica strumentale e musica vocale in una forma d'arte chiamata MUSIKE'.
Nel TARDO MEDIOEVO (1200), in particolare presso la cattedrale di Notre-Dame a Parigi si svilupparono le PRIME FORME DI POLIFONIA partendo da melodie gregoriane . Con le stesse caratteristiche del canto gregoriano ma con una necessaria evoluzione ritmica al fine di mantenere unite le due voci.
Nella MUSICA PROFANA la voce eseguiva canti MONODICI, ma molto ritmici ed accompagnati da STRUMENTI, che celebravano la vita IN LINGUA VOLGARE, gli autori e compositori di queste musiche erano poeti e musici dotati di cultura e gusto. In varie zone d’Europa avevano nomi diversi: in Francia TROVATORI (sud) e TROVIERI (nord), in Germania MINNESANGER.
Grazie ai nuovi ordini monastici che vogliono portare la parola di Dio anche al popolo che non conosce il latino, nasce la LAUDA un CANTO RELIGIOSO ma con le caratteristiche della musica profana, quindi ritmato, con strumenti, ma soprattutto in LINGUA VOLGARE
Tra la FINE DEL MEDIOEVO E L’INIZIO DEL RINASCIMENTO (1400-1500) nasce e si SVILUPPA LA POLIFONIA, in cui più voci che eseguono diverse melodie si sovrappongono. I maggiori maestri in questo campo sono i Fiamminghi che dalle fiandre vengono chiamati in tutta Europa accolti da mecenati e successivamente ricordiamo Giovanni Pierluigi da Palestrina che , oltre a molti altri italiani, si distinse per la bellezza delle composizioni polifoniche. In questo periodo furono scritte MESSE CANTATE E MOTTETTI in latinoNel Rinascimento la musica profana vede una grande evoluzione ed i maestri fiamminghi scrivono brani polifonici profani anche molto divertenti come “el grillo è buon cantore” di Josquin Desprez .
Poeti come Petrarca scrivono testi per un genere musicale che avrà grande successo: IL MADRIGALE; composizione spesso a 5 parti, dove spesso le voci erano sostituite interamente o in parte da strumenti.La voce, grazie ai MADRIGALISMI, esprime il senso delle parole, quindi se i parla di pianto, la musica imiterà un singhiozzo triste o se si parla di guerra, la musica sarà più concitata.
NEL BAROCCO (1600-1750) nasce la monodia (MELODIA) ACCOMPAGNATA in contrapposizione alla polifonia, spesso troppo complessa e poco intellegibile nei testi. Questa nuova tecnica compositiva si presta al racconto drammatico di storie e drammi in musica, nasce così il MELODRAMMA o OPERA LIRICA in cui personaggi, orchestra, ballerini e cori dialogano in una scenografia sui palchi dei neonati TEATRI. La musica poteva essere ascoltata da chiunque avesse la possibilità di acquistare un biglietto, e non più solo ad esclusivo privilegio delle famiglie nobili.
La tecnica vocale si sviluppa con l’affermazione dei cantanti solisti che vogliono dimostrare la loro bravura e per i quali i compositori scrivono arie dedicate e lasciano loro grande spazio per esibire le doti vocali. La tecnica vocale richiede ai cantanti di poter sostenere il volume di suono dell’orchestra e di farsi sentire in tutto il teatro: nasce il cosiddetto BELCANTO
Mentre in CAMPO SACRO si sviluppano gli ORATORI (Bach , Haendel) con cori, solisti ed orchestra, ma senza impianto scenografico e senza costumi, e con ancora una forte influenza della Polifonia. Nella chiesa protestante si usa il CORALE che è cantato in lingua volgare in cui la polifonia diviene meno complessa per far cantare anche i fedeli e per far capire bene i testi. Ascoltiamo il possente Alleluia dall’oratorio “il Messia” di Haendel
Nel PERIODO CLASSICO (1750-1800) la VOCE diventa LIRICA ed i cantanti dimostrano nelle Arie d’opera tutta la loro tecnica e bravura espressiva. Ascoltiamo l’aria della Regina della notte dal “Flauto Magico” di W. A. Mozart
Nel periodo ROMANTICO i due compositori maggiori furono sicuramente Giuseppe Verdi e Richard Wagner che scrissero opere con arie e motivi che sono passati alla storia
La voce ALL’INIZIO DEL 900 viene usata in un modo nuovo creando dissonanze nella musica ATONALE E DODECAFONICA dando forma musicale al superamento delle regole dell’armonia seicentesca.
In AMERICA DEL NORD la mescolanza tra le culture europee (colonizzatrici) e africana (ridotta in schiavitù) da forma a nuovi generi musicali come lo spiritual, il blues e più tradi il Jazz. La voce era l’unico strumento che gli schiavi si potevano portare nei viaggi transoceanici stipati sulle navi. Le scale della musica africana si incontrarono con gli accordi e le scale europee dando così origine al BLUES già verso la METÀ DEL 1800. La VOCE intona le note quasi stonate del blues IMPROVVISA TESTI MALINCONICI con accompagnamento di pochi strumenti ed adottando la tecnica del CALL AND RESPONSE.
Il Blues si sviluppa, accelera, diventa elettrico, entra nei locali da ballo e sui dischi e dall’incontro con il Country nasce il ROCK AND ROLL NEGLI ANNI 50 e LA VOCE URLA la rabbia dei teenagers di tutto il mondo in cerca di un’identità ed un ruolo nella società post bellica.
Negli ANNI 60 la musica per i giovani diventa un fenomeno commerciale e popolare, nasce cosi la POP MUSIC in cui la voce diventa più MELODICA e più COMMERCIALE.
Contemporaneamente autori che cantano e scrivono le loro musiche nel genere folk, danno il via all’epoca dei CANTAUTORI, nelle cui canzoni il testo diventa impegnato socialmente e politicamente.. Ricordiamo tra gli atti e altri Fabrizio de Andrè e Bob Dylan.
Negli ANNI 70 i giovani si riuniscono nelle discoteche per ballare una musica spensierata dalla SEMPLICE MELODIA e dai RITMI DANCE.
Negli ANNI 80 la popolazione afroamericana esprime la rabbia ed il dolore per una discriminazione sociale ancora marcata inventando un “non canto”, l’intonazione lascia spazio solo al ritmo delle parole ed al senso di un messaggio che è più importante della melodia. Nasce così il RAP
NEGLI STESSI ANNI la rabbia del rock’n’roll si esaspera nell’HEAVY METAL e nel PUNK e la VOCE è VIOLENTA e aggressiva anche nei testi.
NEGLI ANNI DUEMILA I GENERI SI CONTAMINANO in una globalizzazione musicale dove rock, elettronica, dance, pop, hip hop MESCOLANO TECNICHE VOCALI provenienti da tutto il mondo e da tutte le epoche.
I primi strumenti musicali usati dall'uomo venivano direttamente dalla natura: ossa di animali, tronchi scavati; fu grazie ai sumeri che si ebbe un'importante evoluzione con l'invenzione dell'arpa e della lira. Tamburi che danno il ritmo, flauti che diffondono melodie e voci che vanno a tempo.
scavi archeologici hanno rivelato che gli antichi Sumeri, già intorno al 2.600 a. C. usavano parecchi strumenti musicali complessi.
Le prime attestazioni di strumenti musicali in Mesopotamia sono del III millennio a.C. e a questo periodo si datano alcuni dei più straordinari ritrovamenti di strumenti musicali antichi: le arpe e le lire di Ur (vedi sotto) e lo stendardo di Ur
Quali sono le 5 famiglie degli strumenti musicali?
Lo stesso argomento in dettaglio: Classificazione Hornbostel-Sachs.
Idiofoni o Autofoni.
Membranofoni.
Cordofoni.
Aerofoni.
Elettrofoni.
Esistono non meno di 298 gruppi di strumenti, 108 dei quali appartengono alla categoria degl'idiofoni, 36 ai membranofoni, 82 ai cordofoni e 72 agli aerofoni. Ma nemmeno questa classificazione puramente sistematica soddisfa pienamente l'etnologo.
Comunque possiamo dire che, nonostante tutti i cambiamenti della musica col passare del tempo, la base è sempre la stessa anche se lo stile che ci piace è totalmente differente: possiamo vedere come la musica è passata da servire durante cerimonie religiose, a servire per svago con una immensa varietà di stili: rap, trap, pop, rock, jazz…
E a voi, che musica piace? Secondo voi, si è rovinata la musica durante il tempo? Ora potete tornare ad ascoltare la vostra amata playlist con le cuffie, sapendo però cosa c’è dietro! Alla prossima!
di Matteo Fiorentino
Nel panorama dei videogiochi, pochi titoli possono vantare l'impatto storico e l'influenza duratura di Half-Life, pubblicato da Valve il 19 novembre 1998. All'epoca sconosciuta, Valve ha sfidato le convenzioni del genere sparatutto in prima persona (FPS) e ha lasciato un'impronta indelebile nell'industria dei videogiochi, aprendo la strada a nuovi standard di narrazione e interattività.
TRAMA:
Il gioco si svolge nella Black Mesa Research Facility, situata in una remota area del Nuovo Messico (che presenta varie somiglianze con l’Area 51). Il protagonista, Gordon Freeman, è un fisico teorico che sopravvive a un esperimento fallito, causando una breccia dimensionale che porta creature aliene dal mondo di Xen, ovvero un mondo alieno. Mentre Freeman cerca di raggiungere la superficie, scopre che una spedizione militare è stata inviata per eliminare gli alieni e gli scienziati, al fine di insabbiare l'incidente. I Black-Ops sono anche presenti con l'obiettivo di distruggere tutto con armi nucleari. Nel corso del gioco, compare una figura misteriosa chiamata "l'uomo con la valigetta" o G-Man, che sembra monitorare Freeman. Con l'aiuto di scienziati e guardie, Freeman deve attraversare vari settori per raggiungere il complesso Lambda (da qui il simbolo del gioco, ovvero l’undicesima lettera dell’alfabeto greco, il lambda: “λ”) , dove verrà teletrasportato su Xen per sconfiggere Nihilanth, la creatura responsabile della breccia dimensionale.
STORIA:
Half-Life non è solo un gioco, ma una pietra miliare che ha ridefinito il concetto di narrazione nei videogiochi. Valve ha dimostrato che gli sparatutto in prima persona possono essere veicoli efficaci per una storia coinvolgente e memorabile. La trama avvincente di Half-Life ha introdotto i giocatori in un mondo oscuro e intrigante, popolato da personaggi credibili e situazioni avvincenti.
Il contributo di Half-Life non si limita solo alla narrativa. Valve ha introdotto innovazioni tecniche rivoluzionarie nel gameplay, come la fisica realistica, la possibilità di spostare oggetti e la persistenza delle tracce dei proiettili sugli ambienti. Queste caratteristiche hanno trasformato il modo in cui i giocatori interagiscono con il mondo di gioco, contribuendo a definire nuovi standard per l'immersione e l'interattività.
Inoltre, l'iconico simbolo del gioco, il lambda greco (λ), rappresenta il complesso Lambda, il punto cruciale del gioco in cui Freeman viene teletrasportato su Xen per affrontare la minaccia aliena. Questo simbolo ha acquisito un significato culturale e rappresenta la connessione tra il mondo di gioco e la sua narrativa coinvolgente.
In conclusione, Half-Life non è solo un videogioco di successo, ma una pietra miliare che ha contribuito a trasformare il modo in cui vediamo e viviamo i videogiochi. La sua eredità persiste ancora oggi, influenzando titoli contemporanei e ispirando nuove generazioni di sviluppatori a cercare l'eccellenza narrativa e tecnica nei loro progetti, dei proiettili quando spariamo su un muro, se la sequenza iniziale di molti videogiochi è quella che è invece di essere un filmato statico e non interattivo, se il mondo di gioco reagisce alla nostra presenza e dà la sensazione di trovarsi in un ambiente vivo e realistico.
di
Pietro Lauri e Simone De Persio
Ferruccio Lamborghini nasce a Renazzo, vicino Ferrara, il 28 aprile 1916 da Evelina e Antonio Lamborghini.
La famiglia Lamborghini inizialmente possedeva circa 20 ettari di terreno e allevava bestiame.
Ferruccio Lamborghini cominciò inizialmente con una piccola azienda di trattori insieme a Mariano Filippi, che successivamente diventerà anche dipendente delle fabbriche Lamborghini. Nel 1951 realizzò e costruiì il suo primo trattore che andò sempre a migliorare fino al 1959. Si concentrò poi a qualcosa di più importante di un trattore, infatti nel 1963 costruì la Lamborghini 350 GTV che a quei tempi costava solo 2.995 euro.
Una piccola curiosità sulla Lamborghini è che un giorno Enzo Ferrari e Ferruccio Lamborghini si incontrarono, così Ferruccio Lamborghini chiese a Enzo Ferrari una collaborazione ma la risposta non fu positiva, infatti egli disse a Lamborghini di tornarsene a fare trattori; senza sapere il suo potenziale.
Un giorno Ferruccio stava girando per un museo in cerca di qualche idea per il suo futuro logo e, ad un certo punto, vide un dipinto di un toro che correva verso una bandiera rossa, così decise di andare da un grafico, per riprodurre il disegno di quell'animale che simboleggia la forza. Come sfondo dell'immagine scelse poi il nero che simboleggia l’eleganza e l’oro il lusso.
Nel 1973 Ferruccio fece la Countach che fu in commercio fino al 1990, infatti fu proprio la Lamborghini con più successo.
Alla fine nel 1972 proprio dopo aver progettato la sua ultima Lamborghini decise di ritirarsi perché aveva venduto circa il 51% della sua azienda; nonostante questo l’azienda Lamborghini continuò a produrre auto fino alla Lamborghini Huracan che adesso si trova al prezzo di 242.565 $.
di
Benedetta Russo e Greta Fiorindo
Oggi parleremo del film“Genitori in trappola” che è una commedia per famiglie prodotto negli USA. Il film risale al 1998 e dura 2 ore e 7 minuti.
L’attrice che interpreta le due gemelle in questo film si chiama Lindsay Lohan, nota attrice per aver recitato anche in “Mean Girls”, “Falling For Christmas” e “Scary movie V”.
Le protagoniste di questo film sono due dolci e vivaci bambine che in campeggio scoprono di essere gemelle, separate alla nascita dai genitori divorziati. Le due in realtà sono state divise per stare rispettivamente con l’uno e con l’altro genitore, ma a conoscenza della vera realtà dei fatti desidererebbero conoscere ciascuna il genitore mancante: l’unico modo per farlo sarà sfruttare la loro somiglianza per fare uno scambio genitoriale.
Per fare ciò decidono di scambiarsi le vite e creano un piano per far ricongiungere mamma e papà…
I creatori di genitori in trappola hanno preso spunto dal film “un cowboy con il velo da sposa”.
Le 4 curiosità sul film Genitori in trappola:
Il film segnò il debutto cinematografico di Lindsay Lohan. La sua performance nei panni delle due gemelle le aprì le porte per una carriera promettente nei primi anni duemila,segnata da tanti successi.
Il 31 luglio 1998 il film fu al secondo posto nei film più visti dell’anno.
Le riprese del film sono state svolte dal 15 luglio 1997 al 17 dicembre 1997.
I nomi delle due gemelle sono quelli delle figlie della regista (Nancy Mayers) e del produttore (Charles Shyers), sposati nella vita. I nomi delle gemelle sono Annie e Hallie Meyers-Sheyer.
Questo film, per fama e divertimento, viene riproposto ogni anno in TV per le generazioni passate e per quelle che dovranno venire per non perdersi questa storia!
di
Francesco La Bella e Konstantin Paoloni
La guerra dei 100 anni fu un conflitto che tra il 1337 e il 1453 impegnò due importanti paesi europei. Quali? Inghilterra e Francia.
Le cause sono differenti. Le due nazioni si contendevano il territorio delle Fiandre. Esisteva un importante traffico della lana grezza dall'Inghilterra verso le Fiandre, che - se sospeso - avrebbe rischiato di mettere in ginocchio l'economia inglese e nello stesso tempo l'arresto delle attività tessili dei fiamminghi. Si capisce quindi che la conquista, da parte dei francesi, delle Fiandre preoccupò gli inglesi. Il territorio poi era legato politicamente alla Francia, sotto il re Filippo VI. La tensione superò i limiti con una mossa audace ed insidiosa del re d' Inghilterra, il quale si proclamò re di Francia (1337) dichiarandosi unico legittimo erede al trono, per parte di madre , dell' ultimo sovrano della dinastia capetingia ,Carlo IV. Conseguentemente accusò Filippo VI di essere un usurpatore.
La guerra iniziò quando Edoardo III, re d’Inghilterra e duca d’Aquitania, proclamò il suo diritto alla corona francese nel 1336, assunse il titolo di re di Francia nel 1337 e diede inizio alle ostilità assediando Cambrai nel 1339. Dopo una tregua durata 2 anni, ovvero tra il 1343 e il 1345, gli Inglesi conseguirono due importanti vittorie ovvero nel 1346 a Crécy e nel 1356 a Poitiers, devastando il suolo francese e catturando Giovanni II, re di Francia. Seguì la Pace di Brétigny (1360) con cui Edoardo III, rinunciando ai diritti ereditari sulla Francia, pretese però il dominio di tutta l’Aquitania e di Calais. Si concluse così la prima fase della guerra cui seguì una ripresa dei Francesi a opera di Carlo V, che riconquistò il territorio occupato dagli Inglesi (1368-80).
La seconda fase della guerra scaturì da vicende interne della Francia. Con la successione di Carlo IV, il paese fu travolto da gravi disordini politici che culminarono, a partire dal 1407, nella guerra civile fra Borgognoni e Armagnacchi. Giovanni senza Paura, figlio del duca di Borgogna Filippo l’Ardito, si alleò con gli Inglesi, che con Enrico V ripresero la guerra (1415), impadronendosi del Nord-Ovest del Regno. Nel 1420, come genero di Carlo VI di Francia, Enrico V venne riconosciuto suo erede con la Pace di Troyes. Gli Inglesi, occupata Parigi, si spinsero fino alla Loira e assediarono Orléans (1428-29). Fu allora che, essendo re d’Inghilterra Enrico VI e re di Francia Carlo VII, divampò la riscossa nazionale francese con Giovanna d’Arco, la quale condusse i Francesi alla vittoria, togliendo l’assedio a Orléans ed espugnando Reims, dove Carlo VII fu incoronato re di Francia secondo la tradizione. La guerra proseguì a favore di Carlo VII, che si riappacificò con il duca di Borgogna (Pace di Arras, 1435). Dal 1436 al 1453 i Francesi recuperarono Parigi, Rouen, la Normandia, il Cotentin, la Guienna e Bordeaux. La guerra finì senza che venisse firmato alcun trattato di pace. Gli Inglesi riuscirono a conservare solo Calais, fino al 1558.
In questa guerra spicca il personaggio storico popolare Giovanna D'Arco, una giovane contadina, che ribalta la situazione e coinvolge il popolo francese liberando Orléans. Già leggenda a soli 18 anni raggiunse Carlo VII, delfino di Francia e lo convinse di essere in contatto con Dio, vincendo poi una battaglia dopo l’altra. Quando Carlo, incoronato re, decide di trattare con il nemico inglese, Giovanna verrà tradita e venduta al nemico per 10.000 scudi, processata per eresia e mandata al rogo il 24 maggio del 1430 sulla piazza del mercato vecchio in Rouen.
Nel 1999 il regista Luc Besson ne fa un film, con tanti effetti, un badget molto alto. Ma sono tanti i registi che in precedenza hanno raccontato la storia di questa eroina.
di
Emma Condemi e Gemma De Nichilo
Disney è una delle case di produzione più diffuse e conosciute al mondo. Questa è diventata per noi, giorno dopo giorno, un’attrazione così grande capace di far appassionare gli adulti tanto quanto i giovani. Ma la domanda principale è questa: qual è l’inizio di tutta questa storia? Chi ha inventato la Disney? Beh, probabilmente quasi tutti sanno o almeno ne hanno sentito parlare di Walt Elias Disney, uno tra i più grandi animatori e imprenditori della storia. Se per caso vi fosse venuta voglia di scoprire qualcosa in più sulla vita di questo curioso personaggio, siamo qui apposta per voi. In quest’articolo, siamo pronte a raccontarvi tutto quello che sappiamo su quest’argomento, ripercorrendo le fasi più importanti della vita di Walt Disney e i suoi straordinari mondi che continuano a intrattenere spettatori di ogni età.
LA STORIA DI WALT ELIAS DISNEY Walter Elias Disney, per tutti Walt Disney, nasce nel 1901 a Chicago e cresce in una fattoria del Missouri. Non si perdonò mai per la morte della madre a causa di un incidente del quale lui si riteneva responsabile e questo gli rese l’infanzia difficile. Lavorò inizialmente aiutando il padre nei campi. Negli anni Venti iniziò a lavorare come disegnatore per una piccola società e a sedici anni partì per la Francia, dove partecipò come volontario per la Croce Rossa durante la Prima Guerra Mondiale. La svolta avviene a diciotto anni, quando si trasferisce ad Hollywood con il fratello Roy, con il quale crea la “Disney Brothers Studios", che nel 1926 prese il nome di Walt Disney Studios. In pochi anni riesce a raggiungere il successo con la realizzazione di alcuni fumetti, come “Alice nel paese delle meraviglie” o “Oswald il coniglio fortunato” nel 1923. Ma è grazie alle sue storie dedicate a “Mickey Mouse”, con la quale poi realizza il suo primo cartone animato sonoro, nel 1928, che raggiunge fama internazionale e il suo nome divenne famoso in tutto il mondo. Da qui in poi si susseguirono nuove produzioni, come il primo cartone animato a colori, il cortometraggio “Flowers and trees" nel 1932. Invece nel 1937 realizzò il primo lungometraggio d’animazione “Biancaneve e i sette nani", a cui seguì “Pinocchio” nel 1940.
DISNEYLAND PARIS Era dagli anni Quaranta che Disney progettava la costruzione di un parco divertimenti perché i suoi dipendenti e le loro famiglie potessero divertirsi nel tempo libero. Con il tempo questo progetto crebbe, fino a divenire quello che oggi conosciamo come Disneyland Paris, il primo parco divertimenti tematico mai aperto al mondo. Nacque ufficialmente il 12 aprile 1992 a 32 km di distanza da Parigi. Un’iniziativa da 17 milioni di dollari.
LA FINE DELLA VITA DI WALT DISNEY E L’INIZIO DI UNA NUOVA STORIA… Walt Elias Disney morì undici anni dopo, nel 1966 per un cancro al polmone sinistro. Ma regalò a milioni di bambini la possibilità di sognare con le sue storie ed è per questo che vogliamo festeggiare il suo centesimo anniversario con il nuovo film “Wish”, perché è rimasto per noi un ricordo straordinario e sorprendente.
“La vita è composta da luci e ombre. Non possiamo nascondere questa realtà ai nostri figli, ma possiamo insegnare loro che il bene può trionfare sul male”. (Walt Elias Disney)
FILM PIÙ FAMOSI
Biancaneve e i sette nani 1937
Pinocchio 1940
Fantasia 1940
Dumbo l'elefante volante 1941
La Bella e La Bestia 1992
Toy Story 1996
Alla ricerca di Dory 2003
Cattivissimo Me 2010
Ribelle 2012
Ralph Spaccatutto 2012
Frozen 2013
Minions 2015
di Livia D'Offizi e Benedetta Rinaldi
Il termine “giallo” si usa solo in Italia perché deriva dal colore della copertina di una famosa collana di racconti polizieschi che la casa editrice Mondadori incominciò a pubblicare dal 1929. Per gli altri paesi è un racconto “poliziesco” e negli Stati Uniti è noto come crime story o detective story.
Quali sono gli elementi essenziali per un buon giallo?
Il delitto deve essere già commesso. L’investigatore è in genere un dilettante che si trova ad investigare per passione. C’è sempre un assistente che aiuta il protagonista. Bisogna che ci sia un enigma da scoprire, mentre la polizia brancola nel buio. Elementi fondamentali per un buon giallo sono la suspance, il colpo di scena e uno stratagemma per risolvere il caso. Il finale a sorpresa deve essere sempre logico e credibile. Il ritmo della narrazione è incalzante, con dialoghi, frasi brevi, flashback. Il linguaggio è semplice e accurato e spesso ci sono termini specifici come indizio (elemento che porta a supporre la colpevolezza di qualcuno), alibi (una giustificazione che attesta che una persona è estranea al crimine) prova (elemento a sostegno di un sospetto) e movente (motivo di un’azione criminosa).
Quando è nato questo genere di racconto?
E’ nato nell’Ottocento grazie alla storia intitolata I delitti della Rue Morgue di Edgar Allan Poe, scrittore americano, che narra di donne barbaramente uccise e di un colpevole da smascherare. L'investigatore, Auguste Dupin, con il suo formidabile intuito e un metodo scrupoloso, riesce a risolvere il caso.
Questo racconto fu pubblicato su una rivista della città di Philadelphia negli Stati Uniti nel 1841 e riscosse un grande successo. A questo si ispirarono molti autori che crearono poi indimenticabili personaggi.
Detective geniali
Sherlock Holmes creato dal celebre scrittore Arthur Conan Doyle (1859-1930):
Lavora con il fedele Dottor Watson
Risolve casi difficilissimi con la sua intelligenza e la logica
Dà inizio al romanzo poliziesco scientifico basato sulla soluzione logica di casi misteriosi
Il primo romanzo che lo vede protagonista si intitola :”Uno studio in rosso”
Hercule Poirot creato dalla penna di Agatha Christie (1891-1976):
E’ di origine belga
E’ descritto come un uomo basso, grassoccio e anziano, dotato di calma, precisione e riflessione. Noti sono i suoi baffetti sottili che caratterizzano il viso. Il suo abbigliamento è sempre rigorosamente preciso e perfetto.
Ha un fiuto straordinario e riesce a risolvere i casi più intricati e difficili
Il primo romanzo che lo vede protagonista è del 1921 e si intitola : “The Mysterious Affair at Styles”
Miss Marple creata sempre dalla scrittrice Agatha Christie (1891-1976):
E’ un’amabile single inglese di una certa età
Vive in un villaggio di campagna a Saint Mary Mead
Risolve i casi tra un pettegolezzo e una tazza di té
Esordì nella raccolta di racconti “Miss Marple e i tredici problemi” e nel romanzo “The Murder at the Vicarage” nel 1930
Ellery Queen nato dalla penna dei cugini Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B.Lee (1905-1971):
giovane giallista nonché investigatore dilettante dalla mente lucida e analitica, laureato all'Università di Harvard e interessato al crimine solo per curiosità
Vive a New York
collabora con il padre ispettore capo della squadra Omicidi della polizia di New York
La sua prima comparizione è in “La poltrona n. 30, The Roman Hat Mystery” nel 1929
Jules Maigret dello scrittore Georges Simenon (1903-1989)
amante della buona tavola
descritto con l’immancabile pipa caricata e fumata in continuazione, la bombetta, un pesante cappotto con il collo di velluto e l’andatura massiccia.
nel 1913 svolge la sua prima inchiesta, il caso "Gendreau-Balthazar", narrato nel volume “La prima inchiesta di Maigret”
Il Commissario Montalbano creato dallo scrittore italiano Andrea Camilleri
commissario di polizia di Vigata, in Sicilia.
dal carattere burbero ma responsabile, serio sul lavoro
esordisce in TV con una serie televisiva trasmesso dalla Rai
di Carol Mauro e Naomi Vigliarolo
Cos’è l’horror
L'horror è un genere narrativo caratterizzato da un'atmosfera angosciante, che narra eventi terrificanti e misteriosi con lo scopo di agire sulle paure, sull'emotività e sull'irrazionalità dei lettori.
I Personaggi
Spesso terrificanti, violano il limite tra il mondo dei vivi e quello dei morti e sovvertono l’ordine naturale delle cose.
L’ambientazione
L’atmosfera è cupa e tenebrosa. Il genere horror deriva dal romanzo gotico (nato in Inghilterra verso la metà del diciottesimo secolo) in cui la vicenda si svolge spesso di notte in ambienti diroccati e silenziosi come cimiteri, antiche cripte o castelli in decadenza. La natura è spoglia.
Le storie
Le narrazioni di genere horror hanno origine da storie realmente accadute ma storpiate, aggiungendo situazioni macabre fino a diventare paurose, con eventi paradossali e inspiegabili.
Il finale è terrificante, qualche volta aperto (lascia spazio ad una fine che ogni lettore può immaginare).
Tecniche narrative
Siamo nel regno della suspance: la tensione narrativa coinvolge il lettore sin dall’inizio e cresce in un climax continuo di angoscia e terrore.
Alcuni tra i più famosi autori del genere:
Mary Shelley (1797- 1851)
Mary Wollstonecraft Godwin nacque il 30 agosto del 1797 a Somers Town a Londra e morì l’1 febbraio del 1851. Fu una scrittrice, una filosofa e una saggista. Anche sua mamma (Mary Wollstonecraft) e suo padre (William Godwin) erano filosofi. Crebbe senza madre perché morì 12 giorni dopo averla partorita. Sua sorella maggiore si chiamava Fanny Imlay. Alcuni anni dopo il padre si sposò di nuovo con Mary Jane Clairmont e Mary acquisì un fratellastro (Charles Gaulin Clairmont) e una sorellastra (Claire Clairmont).
Si dichiarò a Percy Bysshe Shelley, il famoso poeta romantico, a 17 anni nel 1814 e scappò con lui attraversando tutta l’Europa. Riuscirono a sposarsi solo due anni dopo, nonostante i debiti. A 18 anni scrisse “Frankenstein” ma lo pubblicò ben tre anni dopo. Nel 1805 la matrigna di Mary e con lei la sua famiglia fondarono la Juvenile Library ,ovvero una casa editrice per l’infanzia. Però, per mandarla avanti, Godwin fu costretto a prendere in prestito del denaro perché i guadagni erano scarsi. Infine nel 1809 gli affari fallirono e sarebbe andato in prigione se Francis Place non lo avesse aiutato.
Frankenstein - sinossi
Il racconto è ambientato a Ginevra. Il dottore e scienziato Victor Frankenstein, affascinato dalle nuove possibilità della scienza, riesce a dar vita ad una nuova creatura gigantesca fatta con pezzi di cadaveri. Inorridito di fronte alla mostruosità di ciò che ha creato, Frankenstein fugge. La creatura, prima abbandonata, che nasconde il desiderio di non sentirsi sola, di essere amata, tradita dal disprezzo e dalla rabbia che tutti le riservano, persino il suo creatore, si macchia dei più orrendi delitti e da allora Victor la insegue in ogni angolo della terra, fino al Polo Nord.
Edgar Allan Poe (1809-1849)
Lo scrittore americano può essere considerato il padre della letteratura di questo genere: nei suoi racconti infatti il terrore e l'orrore assumono altre forme, liberandosi dalle tipiche ambientazioni e personaggi del gotico.
Fu l’autore di “Tutti i racconti”, raccolta suddivisa nelle sezioni “Racconti dell’incubo e del terrore”, “Racconti fantastici”, “Racconti del mistero” ed è considerata un classico del genere horror.
Il testo “Le Avventure di Gordon Pym”, scritto fra il 1837 e il 1838, è uno dei suoi libri più famosi e tra i più rappresentativi della narrativa del terrore che ha ispirato Herman Melville per il suo “Moby Dick”.
Howard Phillips Lovecraft (1890-1937)
Considerato uno dei maggiori scrittori di letteratura horror, ebbe un’infanzia poco felice e condizionata da una madre ossessiva; già da piccolo scriveva brevi storie di ispirazione macabra. Lovecraft pensava che gli esseri umani fossero solo pedine insignificanti su una scacchiera che venivano sovrastate da potenze sconosciute. Due famosissime storie di genere horror scritte da Howard Phillips Lovecraft sono ‘Nella Cripta’ e ‘Il Richiamo di Cthulhu’.
Neil Gaiman (1960)
Scrittore inglese di grande successo, sceneggiatore di fumetti, giornalista. Tra i suoi romanzi più celebri “Coraline” (2002) e “Il figlio del cimitero” (2008).
Coraline - sinossi
Coraline è una ragazzina di undici anni che va a vivere in una nuova casa con i genitori sempre troppo impegnati e poco interessati a lei. Un giorno, nell’abitazione, scopre una quattordicesima porta che non corrisponde a nessuna altra porta esterna ma conduce a “un’altracasa”, in cui vivono “un’altramadre” e “un altropadre”, due genitori che potrebbero sembrare perfetti se non fosse che,al posto degli occhi, hanno due bottoni. I due decideranno di adottarla e Coraline si ritroverà in un vero e proprio incubo…
di Andrea Scarpa
E’ un grande fotografo brasiliano che ha girato tutto il mondo per fotografare animali, volti, paesaggi, guerre. Dopo lunghi viaggi in Africa, è tornato nel suo paese, il Brasile, nella sua abitazione vicino alla Foresta Amazzonica. Salgado però ricordava il tutto come un paese circondato da alberi, acque e animali di ogni specie, ma ne fu dolorosamente deluso: le colline che circondavano la casa erano coperte da arbusti secchi ed erba gialla. Questo perché gli abitanti, per portare più acqua per il pascolo del bestiame, avevano deviato alcuni corsi d’acqua dei fiumi e quindi, negli anni, le sorgenti si erano seccate desertificando tutto il paesaggio.
Salgado e sua moglie nel 1998 decisero di piantare di nuovo alcune specie vegetali tipiche della zone, grazie all’aiuto di un ingegnere forestale e dopo circa dieci anni hanno piantato ben 2 milioni e 300 mila alberi, creando una riserva naturale, Così la foresta è tornata ad essere prospera e sono comparsi di nuovo alcuni animali che erano in via di estinzione. Oggi quell’area ha circa 172 specie di uccelli, compresa l’Amazzone vinacea che è un pappagallo dal petto viola; 33 specie di mammiferi; 15 specie di anfibi; 15 di rettili e 3293 specie vegetali.
Ma non basta! Sebastiao e sua moglie hanno creato l’Instituto Terra, un’organizzazione che si occupa anche di educare e coinvolgere le popolazioni locali nei programmi di conservazione del patrimonio ambientale: i contadini, per esempio, sono educati ad adottare tecniche sostenibili nell’uso del suolo.
LA MAGNA CHARTA DELL'UMANITA'
di
Camilla Spada
Uno degli eventi più importanti nel calendario del quartier generale delle Nazioni Unite di New York è la Giornata Mondiale dei diritti umani, decisa il 10 dicembre del 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Molte persone festeggiano questo giorno, ma solo una piccola parte di loro conosce il vero significato di questa giornata.
I diritti umani devono essere riconosciuti in ogni persona, indipendentemente dalle origini, dall’ appartenenza o dai luoghi in cui si trova.
In questa giornata vengono tradizionalmente attribuiti due importanti riconoscimenti, ovvero il quinquennale premio delle Nazioni Unite per i diritti umani, assegnato a New York, ed il premio Nobel per la pace ad Oslo; oltre a questi premi, molte altre organizzazioni internazionali, non governative, civili ed umanitarie su tutto il pianeta scelgono questa giornata per eventi significativi.
La Dichiarazione universale dei diritti umani è stata adottata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nella sua terza sessione, il 10 dicembre 1948 a Parigi.
Un'importante contributrice di questo documento è Eleonora Roosevelt che lo definì “La Magna Charta dell’Umanità”.
PI GRECO DAY
di
Benedetta Morea
Si dice che i ricordi della scuola si mantengano vivi anche dopo molti anni. Tra questi, un posto d’onore va sicuramente attribuito al π (Pi greco).
Per chi volesse rinfrescarsi la memoria, il π è una costante matematica che ha come valore un numero irrazionale (un numero del quale possono essere calcolate infinite cifre decimali senza ripetizioni) arrotondata per convenzione a 3,14 e si utilizza per calcolare l’area e la circonferenza del cerchio. Infatti nella geometria piana viene definito come il rapporto costante tra la circonferenza e il diametro del cerchio. È indicato con la lettera greca che corrisponde alla P, dato che questa è l’iniziale della parola che in greco significa circonferenza.
Ora che avete recuperato tra i cassetti della memoria questo compagno di strada dei vostri anni di matematica, come reagireste se vi dicessi che esiste anche un Pi Greco Day? “Cosa? Un giorno dedicato ad una costante?”. Questa è la domanda che sicuramente vi starete ponendo in questo momento. Ebbene sì, esiste una giornata esclusivamente in onore del Pi Greco e corrisponde al 14 marzo. Infatti se scriviamo la data invertendo mese e giorno come da tradizione anglosassone (in vigore ancora oggi) la cifra che appare evidente è esattamente 3.14, ovvero proprio quello corrispondente al nostro caro amico Pi Greco! Inoltre, questo giorno corrisponde anche al compleanno di Albert Einstein. Incredibile, vero?
Ma quando è nata questa particolare tradizione? L’iniziativa è partita dal fisico Larry Shaw nel 1988. Durante la prima celebrazione, che ha avuto luogo all’ Exploratorium di San Francisco, i partecipanti hanno marciato attorno ad un cerchio e hanno mangiato delle torte (pie in inglese). Indovinate di che forma? Ma naturalmente rotonda. E “last but not least”, la parola “pie” viene pronunciata esattamente allo stesso modo del Pi Greco! Non trovate che sia davvero singolare? Dal 2020 questa “ricorrenza” coincide anche con la Giornata Internazionale della Matematica.
Probabilmente si tratta semplicemente di una serie di casi fortunati ma dovete ammettere che il legame tra tutti questi “eventi” che riguardano il Pi Greco Day conferisce a questa ricorrenza un’aura ancora più enigmatica e chissà, forse un giorno scopriremo che dietro quelle che abbiamo considerato soltanto delle divertenti coincidenze in realtà si nascondeva qualcosa di molto più importante.
IL FANTASY
di
Noemi Arciello
II fantasy è un genere straordinario perché ha enormi potenzialità, in quanto permette di dar sfogo ad ogni fantasia e far nascere sempre nuovi elementi, nuove creature, nuovi tipi di magia e via dicendo.
Si viaggia. Si scappa dalla realtà, si visitano posti fantastici e si incontrano creature strane e fantastiche. Chi è che non ha mai desiderato di conoscere un elfo, lanciare un incantesimo ad Hogwarts o combattere contro un drago che alla fine si rivela nostro amico?
Grazie ai libri, ma soprattutto al fantasy, si cresce. Una storia fantasy spesso non è facile e divertente, come molti pensano. Non si apre il libro sapendo già che vinceranno i buoni e che tutto tornerà come prima. L’esito della battaglia finale non è scontato e, se c’è stata una vittoria, sarà sempre amara. Ci saranno imprevisti, sacrifici, violenze, morti che ci fanno straziare l’anima. Saremo faccia a faccia con una storia dura, proprio come nella vita reale, e impareremo lezioni preziose.
Il fantasy è pieno di metafore sul nostro mondo, sui valori, su ciò che ci circonda. Leggendolo attentamente capiremo che i personaggi hanno problemi e sentimenti molto simili ai nostri e che le ingiustizie presenti in quel mondo sono uguali alle nostre: le loro vite sono molto simili alle nostre.
Il fantasy stimola l’immaginazione e la creatività. Più esploriamo un mondo e conosciamo le sue creature, i suoi personaggi e i suoi luoghi magici, più riceviamo stimoli non solo per creare qualcosa di nostro, ma per sviluppare un pizzico di immaginazione in più. Il fantasy è il genere dei generi. Alla fine li racchiude tutti. Non ci sono solo avventure, ma anche intrighi e giochi di potere. Ci sono omicidi, misteri da svelare, guerre da combattere, problemi personali da risolvere e storie d’amore da custodire. Troveremo quindi tantissimi elementi perché una storia fantasy ci porta in mondi diversi, ognuno con le sue leggi, i suoi personaggi e le sue storie.
Vorrei riportare qui una frase di George R. R. Martin, autore del Trono di Spade, anche lui crede nella magia del fantasy:
“Il fantasy è scarlatto e argento, indaco e azzurro, ossidiana vena, d’oro e lapislazzuli. La realtà è compensata e plastica, fatta in marrone fango e verde oliva. Il fantasy ha il sapore del peperoncino e del miele, della cannella e dei chiodi di garofano. La realtà è fagioli e tofu, e cenere come dolce. Leggiamo fantasy per ritrovare i colori, penso. Per assaggiare spezie saporite e ascoltare il canto delle sirene. C’è qualcosa di antico e vero nel fantasy che parla a qualcosa di profondo dentro di noi, al bambino che sognava un giorno di cacciare nelle foreste della notte, e di far festa sotto le colline cave, e di trovare l’amore eterno da qualche parte a sud di Oz e a nord di Shangri-La. Si tengano il loro paradiso. Quando morirò, me ne andrò di corsa nella Terra di Mezzo.”
di
Ludovica Cervellini
Carla Fracci è stata una grande ballerina. Nata a Milano il 20 agosto nel 1936, Carla iniziò lo studio alla Scala nel 1946 con la coreografa Vera Volkova; nel 1958 divenne danzatrice solista e da lì iniziò la sua grande storia. Nel 1958 divenne danzatrice solista. Lei sapeva di non avere origini importanti come le altre ragazze che studiavano alla Scala, ma cercava di costruirsi un futuro tutto suo. Quando riuscì a mantenersi con la danza, fu un grande sollievo anche per i genitori Santina Rocca e Luigi Fracci. Carla conobbe Beppe Menegatti, un regista teatrale italiano, durante un'esercitazione alla sbarra: mentre si svolgevano le audizioni per le ballerine per il balletto di Mario e il Mago, il futuro marito incrociò lo sguardo di Carla e rimase incantato dalla sua leggerezza. Lei aveva solo 18 anni. Si sposarono l’11 luglio del 1964 nel Palazzo Civile Comunale di Firenze. Nel 1969 a Milano nacque il loro unico figlio, Francesco Menegatti. Ma anche dopo la nascita del figlio lei non lasciò la sua passione e quindi riprese a ballare. Uno dei balletti che eseguì dopo la gravidanza, fu lo Schiaccianoci di Rudolf Nureyev che preparò in soli cinque giorni. Carla Fracci interpretò diversi balletti, quello più famoso fu “Giselle” di Adolphe-Charles Adam e Jean Coralli. Carla fu una grande ballerina e prese molte decisioni difficili nella sua vita e anche se delle volte tutti le erano contro, lei sicura di sé continuò ad andare per la sua strada. Muore il 27 maggio 2021, lasciando questa Terra ma vivendo sempre nel ricordo e nell’ammirazione degli appassionati di danza
Questa è la sua storia.
COS'È LA PESTE?
La peste è una malattia molto diffusa e pericolosa ancora presente in alcune parti del mondo. Questa terribile malattia è causata dal batterio Yersinia Pestis. Esso si trova principalmente nelle pulci, in alcuni scoiattoli e nei ratti. Essa può infettare anche gli animali domestici, ma è difficile che li porti alla morte, quindi l’unico fatto rischioso è che essi possano infettare.
La peste è in circolazione dal 1347 ed essa ha portato molti morti, per questo motivo è chiamata “morte nera”.
Essa, nel 1350, ha causato circa la morte di un terzo della popolazione Europea contagiando tutti i Paesi.
LA PESTE NELLA STORIA
Ma la peste ha accompagnato le vicissitudini della storia. La incontriamo già nel 430 a.C ad Atene. Tucidide, nelle “Storie, II, 47-54” racconta proprio di un’epidemia. Per la prima volta fu consegnata ai lettori, una descrizione scientifica, comprensiva dei sintomi della malattia.
Nel 166 d.C a Roma, il medico Galeno dà una testimonianza della peste antonina portata dai militari dalla campagna contro i Parti.
Tra il 1347 e il 1351 d.c in Europa. In questo periodo le persone pensavano che la peste fosse stata mandata da Dio come punizione. Boccaccio ne parlò nel “Decameron”.
Nel 1629 d.C in Nord Italia in forma leggera. Alessandro Manzoni ne parlò ne “i Promessi Sposi”.
COME SI MANIFESTA?
La peste si manifesta circa in tre forme diverse:
La Peste polmonare: il batterio infetta i polmoni. Questa forma viene trasmessa da uomo a uomo attraverso l’aria.
Peste bubbonica: essa è la forma di peste più diffusa. Si manifesta con il morso o puntura di animali infetti o con il contatto fisico di materiale infetto. Essa presenta lo sviluppo di bubboni, l'infiammazione delle ghiandole linfatiche, mal di testa, febbre, brividi, nausea….
La Peste Setticemica: essa avviene quando si ha la diffusione della Y. Pestis nel sangue. Non si trasmette da persona a persona ma si prende a causa degli stessi motivi di quella bubbonica.
ESISTE UNA CURA O UN VACCINO?
Per fortuna esiste un vaccino per questa malattia ma purtroppo non è disponibile a tutti, ma solo a determinate persone particolarmente a rischio come dottori, ricercatori…
QUANTI MORTI HA PORTATO LA PESTE?
Si pensa che in media la peste nera abbia causato circa 20/25 milioni di morti che equivale a un terzo della popolazione Europea di quei tempi.
COME SI VESTIVANO I MEDICI?
I medici che cercavano di curare la peste a quei tempi si vestivano in un modo molto bizzarro e particolare, infatti indossavano un paio di guanti, un paio di scarpe, un bastone, un cappello cilindrico, una tunica nera lunga che arrivava fino alle caviglie e una maschera con un becco lunghissimo che conteneva dei “filtri” ( aromi e paglia) che avevano il compito di allontanare la peste.
di Ludovica Greco
di
Noemi Arciello
Viola Crudo
Ginevra Mannucchi
In soli cento anni abbiamo assistito a due tragedie marittime: il Titanic e Costa Concordia.
Il Titanic
Il primo è il Titanic, che partì il 10 aprile 1912 e affondò il 14 aprile 1912. Inizialmente la nave sembrava indistruttibile, o almeno così dissero. Fu una grande inaugurazione dato che una crociera così grande non si era mai vista. Tutti sappiamo la parte finale della storia, ma la conosciamo veramente a fondo?
Il Titanic era un transatlantico britannico della classe Olympic. Era lungo 269 metri e pesava 52.310 tonnellate. Fu progettato da Thomas Andrews e fu costruito nel cantiere di Harland and Wolff.
Nel 1997 uscì il film “Titanic”, dalla regia di James Cameron. La storia è per metà vera (la fine che fa) e per metà romanzata (la storia d’amore tra Rose e Jack). Lo ricordiamo perché fu uno dei primi debutti di Leonardo Di Caprio, nel ruolo di Jack.
Nel 2010 è uscito un nuovo film: Titanic II, che non è un sequel, ma è semplicemente un B-movie, cioè un film che si ispira a qualcos’altro o semplicemente è di poca popolarità e di scarsa qualità. Si ambienta nel 2012, quando per l’anniversario dei 100 anni del Titanic viene organizzata una crociera chiamata appunto Titanic II. La rotta è la stessa del viaggio precedente, solo che si va dall’America all’Inghilterra. Tutto va bene, fino a che un ghiaccio della Groenlandia si stacca e va incontro alla nave e, immaginate un po’, la gente deve mettersi in salvo!
Costa Concordia
La seconda tragedia è quella della Costa Concordia che affondò nel 2012, nei pressi dell’isola del Giglio, alle 21:45. Ci furono 32 morti, tra cui una bambina di 5 anni.
Il capitano era Francesco Schettino, condannato alla prigione per 16 anni. Le accuse sono: naufragio, omicidio colposo, lesioni plurime, false comunicazioni e abbandono della nave.
Nell'inchiesta Schettino ha accusato il timoniere che, secondo lui, ha dato il colpo decisivo per affondare, sbagliando la manovra. Tuttavia, l’idea era stata del capitano, dato che aveva promesso ad un amico di fare “un saluto” all’isola.
Il problema più grande fu che lo squarcio creatosi sul fondo della nave, lungo 53 metri e alto 7,3, che riempì velocemente la nave d’acqua, fu annunciato ai passeggeri solamente dopo un blackout che aveva creato panico, quindi circa un’ora dopo. Ciò non permise ai passeggeri di scappare nell’immediato e molti infatti morirono per l’allagamento delle cabine.. Dopo la rimozione della nave, non erano stati trovati ancora 5 corpi. Successivamente, furono ritrovati tutti nei cantieri addetti per smontare la nave.