di
Lorenzo Cece
Perchè è iniziata?
La Prima guerra mondiale scoppiò nel 1914 a causa delle tensioni politiche, economiche e militari tra le grandi potenze europee. Le cause principali furono: il nazionalismo, che alimentava rivalità tra Stati; l’imperialismo, con la competizione per la conquista di colonie; il militarismo, cioè la corsa agli armamenti; il sistema delle alleanze contrapposte: (Francia, Regno Unito, Russia) e anche dall’altra Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia).
La scintilla fu l’assassinio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo il 28 giugno 1914, che portò l’Austria-Ungheria a dichiarare guerra alla Serbia.
Chi ha iniziato?
Le prime operazioni militari del conflitto videro l’avanzata dell'esercito tedesco in Belgio e nel nord della Francia, azione fermata però dagli anglo-francesi nel corso della prima battaglia della Marna nel settembre 1914; il contemporaneo attacco dei russi da est perse le speranze tedesche in una guerra breve e vittoriosa, e il conflitto degenerò in una faticosa guerra di trincea, che si replicò su tutti i fronti e perdura fino al termine delle ostilità. A mano a mano che procedeva, la guerra raggiunse una scala mondiale con la partecipazione di molte altre nazioni, come Giappone, Bulgaria, Romania, Portogallo e Grecia; determinante per l'esito finale fu, nel 1917, l'ingresso in guerra degli Stati Uniti d'America a fianco degli Alleati.
E nelle altre parti?
Nel frattempo, anche altri fronti si accesero. L’Italia nel 1915 entrò in guerra contro l’Austria-Ungheria, combattendo soprattutto lungo il fiume Isonzo e sulle montagne. Sul fronte orientale la Russia affronta la Germania e l’Austria, ma con grandi difficoltà. La guerra non rimase confinata all’Europa: coinvolse colonie in Africa e Asia, e perfino gli oceani, dove i sottomarini tedeschi affondarono le navi nemiche.
Questa guerra fu diversa dalle precedenti perché coinvolse non solo gli eserciti, ma anche le popolazioni civili. Le fabbriche vennero trasformate per produrre armi, le donne iniziarono a lavorare al posto degli uomini partiti al fronte, e la gente comune soffriva la fame e i bombardamenti. Inoltre furono usate armi nuove e terribili: i gas velenosi, i carri armati, gli aerei da combattimento e i sottomarini. Era una guerra moderna e spietata.
Avvenimenti che smuovono la guerra
Nel 1917 accaddero due eventi decisivi. In Russia scoppiò la rivoluzione: lo zar fu costretto ad abdicare e il nuovo governo uscì dalla guerra, firmando la pace con la Germania. Nello stesso anno, però, gli Stati Uniti entrarono in guerra a fianco della Francia e della Gran Bretagna. Questo cambiò tutto, perché gli americani portarono nuove forze e risorse fresche, mentre le Potenze Centrali erano ormai stanche e indebolite.
Cosa fece la Germania?
Nel 1918 la Germania tentò un’ultima grande offensiva, ma fu respinta. Le truppe dell’Intesa, rafforzate dagli americani, avanzarono e costrinse la Germania e gli altri imperi a chiedere la pace. L’11 novembre 1918 fu firmato l’armistizio: la guerra era finita.
Le conseguenze
Le conseguenze furono enormi. Morirono circa dieci milioni di soldati e milioni di civili. Interi paesi erano distrutti. Grandi imperi come quello austro-ungarico, ottomano, russo e tedesco crollarono. Nel 1919, con il Trattato di Versailles, la Germania fu punita duramente: perse territori, dovette pagare enormi riparazioni e ridurre il suo esercito. Queste condizioni crearono rancore e furono una delle cause che portarono, vent’anni dopo, alla Seconda guerra mondiale.
Le Molte Facce del Conflitto: La Grande Guerra e le Trincee
La Prima Guerra Mondiale, scoppiata nell'agosto del 1914, è passata alla storia con diversi appellativi che ne descrivono sia la portata che la tattica militare predominante.
Il nome più comune e duraturo è "La Grande Guerra". Questo appellativo fu scelto per sottolineare la vastità del conflitto, evidenziando il numero eccezionale di Stati coinvolti, l'intervento delle colonie e l'enorme impiego di soldati e armamenti. Inizialmente, fu anche definita "Guerra mondiale" per la sua estensione oltre i confini europei.
Tuttavia, il conflitto è noto anche come "Guerra di trincea", termine che descrive la logorante e sanguinosa guerra di posizione che caratterizzò soprattutto i fronti occidentale e italiano. Le trincee erano lunghe fortificazioni scavate nel terreno, protette da filo spinato e mitragliatrici, dove i soldati si affrontavano per settimane e mesi. Questa tattica portava i combattenti a vivere in condizioni estenuanti e a morire in massa nei frequenti e brutali assalti frontali, rendendo la trincea il simbolo dell'impass e della sofferenza del conflitto.
Il Papavero Rosso: Simbolo del Sacrificio della Grande Guerra
Il papavero rosso (Papaver rhoeas) è collegato alla memoria della Prima Guerra Mondiale e al suo orrore.
Il legame nasce direttamente dai campi di battaglia del Fronte Occidentale, in particolare nelle regioni della Fiandra e della Francia settentrionale. I bombardamenti incessanti e i combattimenti della logorante “Guerra di trincea” smossero profondamente il terreno calcareo, ricoprendo il paesaggio di detriti. Curiosamente, questo terreno sconvolto, ricco di calce, creò le condizioni ideali per la crescita spontanea e massiccia del papavero rosso.
Così, mentre il conflitto infuriava, i campi devastati dal sangue e dal ferro si ricoprivano di vivaci fiori rossi, offrendo una vivida e straziante immagine di vita che risorgeva dalla distruzione e dalla morte.
Questa potente immagine fu immortalata dal tenente colonnello canadese John McCrae nella sua celebre poesia del 1915, "In Flanders Fields" (Nei campi delle Fiandre). I versi iniziali – “In Flanders fields the poppies blow / Between the crosses, row on row” (Nei campi delle Fiandre fioriscono i papaveri / Tra le croci, fila dopo fila) – legarono il papavero al ricordo e al sacrificio dei soldati.
Oggi, il papavero rosso è universalmente riconosciuto come il simbolo del Giorno della Memoria (Remembrance Day), portato all'occhiello per onorare tutti coloro che sono morti in servizio.