Amami a Venezia
Era una giornata stressante, dove tutto andava storto, dal caffè rovesciato a colazione alla grandissima paura di perdere il posto in aereo. Ma tutto questo passò in un battibaleno perché a tranquillizzarmi c’era l’idea di passare una lunga e rigenerante vacanza lontana dai miei genitori. Seduta sull’aereo cominciai a fare amicizia con la persona che avevo di fianco, e devo dire la verità, era proprio un bel ragazzo: alto, moro, con occhi chiari. Parlando del più e del meno scoprii che andava pure lui in vacanza a Venezia e che veniva dall’America come me, l’avevo notato dal suo cognome. Scesa dall’aereo non facevo altro che pensare a lui fino al giorno dopo; mi sa proprio che mi ero innamorata. Il giorno dopo lo incontrai nella sala della colazione, "Oddio, pure nello stesso hotel” pensai tra me e me. Gli andai a parlare e alla fine di quella lunga e imbarazzante chiacchierata, decidemmo di andare insieme quel pomeriggio nella spa dell’hotel. “Ditemi che è un sogno”, urlai appena entrata in camera. Non vedevo l’ora che fosse pomeriggio. Scesi in spa, appena entrata trovai lui bello come il sole che mi aspettava. Parlammo talmente tanto che quasi passarono tre ore, in tutto quel tempo ci innamorammo l’uno dell'altra, lo capii da come mi guardava e mi parlava. Per tutto il resto della vacanza non riuscimmo ad incontrarci e questo mi rese triste, per distrarmi decisi di andare alla grande festa di carnevale. E indovinate con chi mi scontrai? L’amore della mia vita, il ragazzo più bello di tutta Venezia: John Roberts. Io lo guardai, lui mi guardò, con quello sguardo profondo e penetrante, e all’improvviso mi baciò. Il giorno di San Valentino lui mi chiese di essere la sua fidanzata e io come se non fosse ovvio dissi di sì. Dopo due anni di relazione mi chiese di sposarlo.
25.02.2026 Elisabetta S. Serena D.P. 2A
Un’avventura inaspettata
Marco e suo fratello Federico, giunsero nel sud dell’Antartide, per un reportage fotografico. Dopo cinque ore e mezza di viaggio dentro un elicottero, i due fratelli vollero osservare il paesaggio così bianco che sembrava una distesa di nuvole, il sole con i suoi raggi batteva nella soffice neve e faceva brillare il panorama innevato. “Non avevo mai visto in vita mia questo paradiso” disse Marco sorpreso. Dopo la prima foto scattata i due ragazzi si allontanarono dal gruppo che li accompagnò durante il viaggio. Mentre camminavano il freddo si avvicinava sempre di più e l’aria era sempre più forte e ghiacciata “Ho i piedi che sembrano rompersi ad ogni passo! Sarà meglio tornare indietro” disse Federico “Aspetta, guarda, c’è una grotta! Entriamo!” rispose Marco. Federico non volle addentrarsi nella cavità, Marco invece fece il contrario ed entrò nell’enorme caverna lucente per fare una foto. Il ragazzo rimase pietrificato dalla bellezza delle luci del sole che riflettevano nei blocchi di ghiaccio, Marco mise un piede in avanti e delle crepe nel terreno iniziarono a crescere e il ghiaccio cedette. Il ragazzo scivolò “Federico!” urlò. Federico sentì la voce del fratello e andò a chiamare il resto del gruppo. Marco finì in una strada di neve e lì trovò un diario che sicuramente conteneva delle parole. Mentre preoccupato aspettava la salvezza, scattò delle foto, ad un tratto però delle crepe (questa volta nel tetto) avanzavano abbastanza velocemente, nello stesso istante sentì un cucciolo di foca lamentarsi “E’ ferita!” disse Marco, la foca aveva una ferita sanguinante dalla pinna e non riusciva a scappare. Marco doveva scegliere se salvare solo sé stesso o anche la foca, il ragazzo scelse di aiutare l'animale. Le strinse la sciarpa che aveva al collo intorno alla pinna, velocemente perchè non rimaneva più tempo, la foca scivolò fino a uno stretto passaggio per uscire, i due furono in salvo e gioirono tutti insieme. Lasciarono il cucciolo con la sua famiglia e Marco, Federico e gli altri aprirono il diario in cui era custodita la storia del primo uomo che scoprì l’Antartide. Il diario venne esposto al museo di Parigi e Marco si sentì orgoglioso della sua incredibile scoperta.
Noemi B. 1E