VAJONT SESSANTATRE
Da quest’anno scolastico, all’inizio della mattinata, nelle nostre classi della scuola secondaria dell’IC Zanella, l’insegnante legge a voce alta un libro per 10 - 15 minuti. Il progetto si intitola “Lasciami leggere” e a noi piace, perché così iniziamo la giornata in modo disteso. Il primo libro che abbiamo ascoltato quest’anno noi alunni di 3C è Vajont sessantatre. Dalla montagna il tuono, di Tommaso Percivale.
RECENSIONE
Questo libro é un romanzo storico affascinante che parla della catastrofe della diga del Vajont. Ci ha colpito particolarmente per l’intensità con cui tratta questi argomenti drammatici, riesce a cogliere tutte le informazioni sull’accaduto aggiungendo anche storie di persone realmente esistite e alcune inventate dall’autore. Questo romanzo riesce a coinvolgere ed appassionare ragazzini ma anche adulti. Noi pensiamo che questo libro sia molto interessante e istruttivo, la nostra valutazione è molto positiva e lo consigliamo a tutte le persone appassionate di storia.
Cosa ci ha trasmesso il libro? Quale é stata la nostra parte preferita?
La parte che ho preferito in tutto il libro é di certo stata la fine, perché la ricostruzione delle vicende che hanno portato al disastro del Vajont mi ha un po’ annoiata, probabilmente perché lo leggevamo a rilento, a volte con più entusiasmo e a volte più stanchi, mentre alla fine hanno parlato della catastrofe e, visto anche il genere di libri che leggo io, è stato più interessante. (Lucia)
La parte del libro che ho preferito è quando a Erto ci sono state le discussioni e proteste riguardo la costruzione della diga.
La parte iniziale mi ha dato un’idea sbagliata del libro, perché non capivo molto e trovavo la narrazione troppo descrittiva, però, proseguendo con la lettura, mi sono sempre più appassionata.
Il finale è stato molto bello e interessante, questo genere letterario di solito non mi interessa ma questo libro l’ho letto molto volentieri.
Durante la lettura ho provato all’inizio indifferenza e un po’ di noia, con l’andare
avanti, invece, ho provato sempre più interesse e nel finale anche tristezza. (Lisa)
Tutto il libro è stato molto bello, ma la parte che mi è piaciuta di più è quando l’autore ha raccontato il momento del disastro. Ha spiegato l’accaduto come se volesse trasportarci dentro i paesi coinvolti negli eventi quella sera del 9 ottobre 1963. Mi è piaciuto molto, inoltre, come ha descritto tutta la vita di Tina Merlin, da quando era piccola alla sua carriera da giornalista, e allo stesso tempo ha aggiunto dei fatti realmente accaduti, come la Seconda guerra mondiale o appunto il disastro del Vajont. Purtroppo siccome abbiamo letto il libro a rilento mi sono perso alcuni passaggi, ma mi è rimasto impresso come sin da piccola Tina aveva un carattere ferreo e non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno; aspetti che caratterizzano la sua personalità. (Giulio)
Classe 3^C