Ben 122 gli alunni certificati tra inglese e francese!
Chi ha la lingua va in Sardegna recita un famoso proverbio napoletano (qui italianizzato), ovvero "chi è in grado di parlare con gli altri, arriva lontano" (come la Sardegna per chi era del continente fino a non molto tempo fa). Beh, se i detti popolari non sbagliano mai, allora gli studenti del nostro Istituto Comprensivo potranno di certo giungere fino in capo al mondo, dato che molti di loro hanno appena sostenuto l'esame per le certificazioni linguistiche di inglese e francese.
Ben 113, in particolare, quelli che si sono cimentati - tra quinta primaria e seconda e terza media - con, rispettivamente, Movers, Flyers e Ket per la prima lingua straniera; 9 coloro che hanno invece affrontato il Delf di francese.
Tutti sono stati preparati dai nostri docenti di lingua: per inglese - alla primaria - la maestra De Filippo al Pertini, le maestre Pelliccioni, Tagliabue, Besozzi per Pirelli; alle medie invece le docenti sono state Fava (Ket), Coppini e Catuara (Flyers), con Semperlotti a fare da tutor. Per francese quest'ultimo ruolo è stato ricoperto dalla prof. Popolo, mentre il ruolo di esperta è toccato alla prof. Mauri.
Dietro, però, c'è stato anche tutto il lavoro di coordinamento e organizzazione del nostro vicario, il prof. Famiglietti, che ha sempre creduto in questa importante opportunità per i ragazzi e per il loro curricolo di studenti. Non per nulla l'I.C. Pertini ha messo in moto questo percorso di certificazioni linguistiche da più di un decennio. Grande, proprio per questo motivo, anche la soddisfazione per le adesioni sempre crescenti e per gli ottimi risultati raggiunti negli anni dagli allievi.
Non conosciamo ancora quelli di quest'anno, dato che gli esami si sono svolti da pochissimo, ma siamo sicuri che - grazie al supporto dei nostri docenti e al loro impegno - gli scolari avranno saputo farsi valere.
Nello specifico le prove d'inglese si sono tenute venerdì mattina scorso, al terzo piano del plesso Verga: 1 ora di reading e writing, 30 minuti di listening e una decina di minuti di speaking a coppie. I bambini di quinta primaria hanno sostenuto l'esame Movers; quelli di seconda media il Flyers (entrambi assegnano da 1 a 5 scudi per ogni skills raggiunta); mentre i ragazzi di terza il Ket, che certifica il livello A2, anche se molto spesso i nostri studenti riescono ad ottenere anche il B1. Tutto rigorosamente certificato dal Cambridge, tramite l'International House.
Per quanto riguarda, invece, gli esami Delf di francese - certificati dall'Institut Français - gli orali si sono tenuti presso l'Istituto Francese (in corso Magenta) il 10 maggio, coi ragazzi - tutti di terza media - accompagnati sia dalla Mauri che dalla Popolo; mentre gli scritti si sono svolti il 15 dello stesso mese presso l'Università Statale. Quest'ultima è consistita in una prova di comprensione e produzione scritta, mentre la prima parte è stata suddivisa in "presentazione di sé", "monologo" e "dialogo".
Per i ragazzi che hanno sostenuto gli esami d'inglese l'appuntamento probabilmente sarà tra settembre e ottobre, quando generalmente la scuola organizza una cerimonia per consegnare gli attestati giunti - in estate -dagli enti certificatori.
Non si potrà fare, purtroppo, lo stesso invece per gli allievi che hanno affrontato le prove di francese, dato che generalmente le certificazioni giungono - sempre alla scuola e non direttamente ai ragazzi - solo verso gennaio quando, chissà, magari saranno già arrivati in capo al mondo!
LA REDAZIONE
Gli studenti del Galvani "prof" di cinese e spagnolo delle nostre seconde: l'intervista a loro e ai loro docenti
Giovedì 15, 22, 29 maggio e 5 giugno alcune ragazze di 4A del Liceo Linguistico "Galvani" hanno tenuto e terranno un piccolo laboratorio di cinese e di spagnolo ai nostri studenti di seconda media, per aprirli a nuove lingue e opportunità, anche in chiave orientamento.
Per i ragazzi della secondaria di secondo grado si tratta invece di un momento di scuola-lavoro, che alle superiori devono fare obbligatoriamente. Alla fine di questo corso di lingue verranno premiati dalla prof.ssa Popolo - che sta coordinando il tutto - con l'attestato di partecipazione che vedete in foto.
Nel frattempo sia le ragazze che i loro docenti, i proff. Caramia (spagnolo) e Betti (cinese), si sono gentilmente resi disponibili a rispondere ad alcune loro domande.
PER STUDENTI
Hanno risposto le studentesse di 4ALL, che studiano inglese-spagnolo-cinese e hanno tenuto da voi i laboratori di lingua spagnola.
Avete sempre avuto la passione per le lingue o vi è sorta in seguito?
Per la maggior parte di noi la passione per le lingue è nata fin da subito, da quando studiavamo inglese alla scuola primaria. Lo studio dello spagnolo o del francese alle scuole medie ha reso questa predisposizione ancora più evidente.
Eventualmente chi o che cosa ve l’ha fatta nascere?
I motivi per cui ci appassionano le lingue sono diversi: per alcune di noi ragioni familiari (genitori o parenti che parlano altre lingue), per altre la voglia di viaggiare e conoscere il mondo e per molte una semplice passione personale.
Qual è la lingua che vi piace di più?
Le lingue più apprezzate dalla classe sono l‘inglese e lo spagnolo, probabilmente anche per il fatto che sono quelle che studiamo da più tempo e per le quali ci sentiamo più sicure.
E quella più facile e più difficile da imparare?
Le più facili sono l’inglese e lo spagnolo, mentre la più difficile è il tedesco.
Com'è mettersi nei panni dei prof. per spiegare quello che sapete?
All’inizio è stata dura, soprattutto per quelle di noi più timide, che all’inizio non si sono sentite a proprio agio. Però, dopo aver conosciuto i ragazzi, è stato molto bello e divertente presentare loro quello che avevamo preparato e abbiamo avuto una gran soddisfazione.
Cosa rappresenta per voi una lingua straniera?
Per noi conoscere le lingue straniere significa molto più che imparare lessico e grammatica: vuol dire entrare a contatto con culture diverse dalla nostra , scoprirne le tradizioni, i costumi e la storia. Riteniamo inoltre che conoscere le lingue sia un’ottima opportunità per il nostro futuro dato che apre a noi la possibilità, un domani, di trasferirci all’estero.
Oggi le lingue aprono molte possibilità di lavoro, a voi quale piacerebbe fare un futuro?
Ci piacerebbe molto poterle usarle in futuro anche in ambito professionale, così come quando viaggeremo e conosceremo altri paesi e le loro culture. Non abbiamo ancora le idee chiare su che lavoro ci piacerebbe svolgere dopo gli studi, anche se un paio di noi hanno considerato la possibilità di insegnare e altre hanno idee molto diverse (anche medicina!).
PER INSEGNANTI
Ha risposto il docente di spagnolo (Prof. Alessandro Caramia), la docente di cinese (Prof. Linda Betti) ha risposto alla domanda specifica sul cinese.
Docenti si nasce o si diventa?
Docenti si diventa, perché la formazione è un percorso molto lungo e in continua evoluzione, ma certamente è importante avere una certa predisposizione, il desiderio di trasmettere qualcosa, e tanta pazienza…
Qual è l'aspetto più bello e più difficile dell'insegnare una lingua straniera?
L’aspetto più bello è vedere i progressi dei ragazzi, soprattutto quando ci si rende conto di come raggiungono la padronanza e riescono ad esprimere idee, concetti, di pari passo con tutto quello che apprendono nelle altre materie. L’aspetto più difficile è probabilmente stare al passo con le esigenze dei ragazzi, in un mondo sempre più digitale e multimediale, in cui peraltro diventa fondamentale proteggerli dai pericoli che questi rapidi cambiamenti possono presentare.
Come vi fa sentire osservare i vostri alunni che fanno a loro volta i prof. con studenti più piccoli?
La prima cosa a cui si pensa è che questa esperienza li farà veramente mettersi nei panni dei loro insegnanti. L’aspetto più bello sarà sicuramente confrontarsi con loro una volta finito il progetto. E’ stato piacevole vederle uscire dalla primissima lezione tutte sorridenti…
Perché studiare il cinese?
Come per lo studio di ogni lingua straniera, anche lo studio del cinese dovrebbe essere motivato da un forte interesse personale. Solitamente per le lingue così lontane dall’italiano la curiosità è uno dei fattori più motivanti, soprattutto all’inizio. Può avere un ruolo importante anche il senso di sfida verso se stessi, per mettersi alla prova con qualcosa di molto diverso. É importante considerare anche l’utilità e la spendibilità in futuro.
Secondo voi quali altre lingue straniere lontane da noi sarebbe importante conoscere in futuro?
Difficile prevedere ora quali altre lingue straniere lontane dall’italiano saranno importanti in futuro da noi. Su un piano globale probabilmente l’arabo o il giapponese. Importante ricordare invece che le lingue più parlate al mondo sono proprio il cinese e lo spagnolo!
Che consiglio dareste ai ragazzi che vogliono intraprendere degli studi riguardanti le lingue?
Per intraprendere degli studi in ambito linguistico bisogna essere disposti a fare pratica (ascoltando, leggendo, interagendo) tutti i giorni, senza eccezioni. Con il tempo le lingue smettono di essere solo delle materie di studio e diventano un bagaglio culturale personale che arricchisce il loro modo di comunicare ed esprimersi.
ALESSANDRA ANTARES BEGNI
Un'alunna delle medie e alcuni alunni della primaria in lizza anche per la finale
Il Kangarou è una gara di matematica, ma prevalentemente di logica.
Vi si sono cimentati circa 100 alunni tra la primaria e la secondaria Il giorno giovedì 20 marzo, avendo a disposizione per la prova 75 minuti.
Alcuni ragazzi delle elementari e una ragazza di 1^G, Martina Monreale, sono riusciti anche a raggiungere le semifinali, disputate sabato scorso presso l'Università Statale di Milano, ma i cui risultati non sono stati ancora resi noti. Se dovvero accedere alla finalissima, se ne parlerebeb comunque a settembre, quando eventualmente gli scolari andrebbero addirittura a Cervia.
Tutti gli altri sono stati comunque premiati, mercoledì 21, dai proff. di matematica Occhioronelli e Quarta, che hanno coordinato le prove, dando ad ogni singolo studente (delle medie) un libricino fornito dall'ente medesimo - distinto per colori tra prime, seconde e terze - con dei giochini simili a quelli affrontati durante la gara e con un apposito attestato di partecipazione.
Di seguito vi proponiamo il racconto di una delle partecipanti e la storia di questi giochi.
L'esperienza di Aurora - 1^D
É venuto a prendermi il Professor Occhionorelli per portarmi al terzo piano, dove erano già disposti i banchi. Non eravamo divisi per classi e in un'aula c'era un altro gruppo che stava facendo la gara. Ognuno di noi aveva un codice e una categoria, io ero categoria Benjamin. Ci hanno consegnato un foglio bianco, per poter fare i calcoli, e un altro foglio su cui abbiamo dovuto scrivere il nostro codice e oscurare una griglia con le risposte che avevamo dato a quesiti. Ci hanno consegnato anche un libricino con dentro le prove di tutte le categorie. Ci hanno detto da che pagina a che pagina era la nostra categoria. La categoria Benjamin era da pagina 10 a pagina 15. I 30 quesiti erano divisi in base al punteggio, dai 3 ai 5 punti.
Al termine, ho consegnato il foglio con la griglia su cui avevo oscurato le risposte ai quesiti e sono tornata in classe.
La storia del kangourou
All'inizio degli anni '80 Peter O'Halloran, che sarebbe diventato presidente della World Federation of National Mathematics Competitions, propose in Australia (patria dei canguri) un'iniziativa matematica: un questionario con risposte a scelta multipla da somministrare a centinaia di studenti, con valutazione automatica delle risposte. L'idea fu importata in Europa da due matematici francesi, André Deledicq e Jean Pierre Boudine, all'inizio degli anni '90.
Nel giugno 1994 nove nazioni, Francia, Bielorussia, Ungheria, Olanda, Polonia, Romania, Russia, Italia e Spagna fondarono a Strasburgo l'Associazione senza scopo di lucro "Kangourou senza Frontiere". Lo statuto venne registrato a Parigi il 17 gennaio 1995. L'Italia era rappresentata dalla Scuola Normale Superiore di Pisa che già si occupava dell'organizzazione delle Olimpiadi di Matematica.
In estrema sintesi, gli articoli 2 e 3 dello Statuto di Kangourou senza Frontiere recitano quanto segue:
articolo 2: scopo primario dell'Associazione è la diffusione di una cultura matematica di base tra i giovani, essendo il gioco-concorso solo un mezzo per raggiungere tale scopo;
articolo 3: i mezzi che si possono/si devono utilizzare allo scopo sono i testi della gara, la pubblicazione di libri/articoli, manifesti, CD, giochi in varie forme…
Proprio in quest'ottica Kangourou Italia ha creato molte occasioni di incontro tra i giovani e tra i docenti, avviando iniziative che sono state poi adottate anche da altre nazioni. Fra queste: la finale nazionale individuale, arricchita da conferenze di interesse generale e preceduta da semifinali regionali presso varie sedi universitarie, e le gare a squadre per scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado (proprio quella a cui abbiamo partecipato noi).
Per quanto riguarda le pubblicazioni, sul sito è disponibile un catalogo in cui vengono elencati fascicoli, volumi, CD e giochi in scatola. Fra questi: il gioco HEX creato dal premio Nobel John Nash e da Piet Hein, il volume "Cinque minuti di Matematica" di Ehrhard Behrends, la striscia della "Lunga Storia della Matematica", il testo cinese "I nove capitoli", i volumi di Sam Loyd e di Marc Bashmakov, e molti altri.
Negli anni scorsi, prendendo spunto da quanto proposto negli incontri annuali internazionali, Kangourou Italia ha organizzato per 12 anni anche la competizione "Kangourou della Lingua Inglese", con testi proposti da Cambridge English Language Assessment e per una decina d'anni la competizione "Kangourou dell'Informatica", avendo come partner scientifico il Dipartimento di Informatica dell'Università degli Studi di Milano.
LEONARDO MONETA E TOMMASO PAPPALARDO
Memoria, sicurezza e antifascismo i temi adottati dai piccoli consiglieri di Zona Nove
Il progetto del Consiglio Zona dei Ragazzi e delle Ragazze coinvolge tutti i ragazzi dai nove ai quattordici anni. L'esperienza è condotta sotto l’attenta regia delle scuole del territorio, in quanto la scuola è il punto di riferimento di tutti i ragazzi; a scuola nasce l’abitudine di stare con gli altri e confrontarsi; nella scuola è più facile lo scambio di esperienze e idee tra elettori
I ragazzi sviluppano, attraverso questo progetto, competenze sociali e civiche in particolare gli obiettivi sono:
1. Educare alla rappresentanza democratica
2. Far vivere ai ragazzi una concreta esperienza educativa
3. Rendere i ragazzi protagonisti della vita democratica del territorio, attraverso il coinvolgimento nelle scelte che li riguardano e all'eventuale partecipazione a sedute del Consiglio di Zona Adulti e di Commissioni Consiliari.
Nel mese di marzo, si è svolto presso il Municipio 9, il quinto incontro del progetto ConsigliaMi, che ha visto partecipare i nostri ragazzi-consiglieri dei 2 plessi della secondaria, accompagnati dai docenti Zichella e Federico.
La mattinata si è aperta subito con un ospite d'eccezione: Mirko Mazzali, Assessore alla Sicurezza e alla Coesione sociale per il Municipio 9 di Milano. L’Assessore, ha invitato subito le consigliere e i consiglieri ad attivarsi, per scoprire insieme in cosa consiste il suo incarico. Insieme, quindi, abbiamo iniziato a definire che cos’è per noi Sicurezza: sentirsi al sicuro, stare tranquilli, essere protetti. Successivamente l’assessore ha invitato le ragazze e i ragazzi a ragionare sul significato dell’altra parola del suo incarico: Coesione Sociale.
Successivamente ci si è divisi in gruppi distinti per lavorare sui seguenti temi:
a) antifascismo e memoria; b) sicurezza
Nell'incontro di aprile, i ragazzi invece hanno proposto di svolgere l'evento finale presso il parco Nord e insieme hanno stilato il programma del prossimo 30 maggio, che prevede le seguenti attività: caccia fotografica, gioco sulla cura degli spazi, gioco sui personaggi della memoria antifascista. Si è evidenziata inoltre la dimensione delle sfide/prove/caccia al tesoro come modalità di gioco per coinvolgere i partecipanti.
Con dei post-it rosa sono stati quindi fissati i luoghi della memoria sulla mappa della zona 9 presente in Municipio. L’interazione con la mappa, ha come obiettivo il visualizzare in modo più chiaro e preciso i posti in questione, ma anche sviluppare maggiore conoscenza e consapevolezza della zona che i ragazzi e le ragazze abitano.
I ragazzi del plesso Verga e Falcone-Borsellino hanno ideato anche il logo presente sulla locandina ufficiale (in foto) dell'evento del 30 maggio, che a questo punto non vedono l'ora di vivere.
A cura di ENEA CARROZZA
Hanno potuto ascoltare i professori di numerosi istituti superiori di Milano
Pochi giorni fa, per l'esattezza mercoledì 7 maggio, alcuni genitori delle classi seconde e diversi docenti della nostra scuola si sono ritrovati presso l'aula magna del plesso Verga per parlare di orientamento assieme ad alcuni colleghi delle scuole superiori. Un incontro organizzato e voluto dalle professoresse Anna Ghislandi e Gabriella Popolo, che sin dall'inizio dell'anno scolastico si stanno occupando con grande impegno di tale importante tematica.
In particolare per le scuole secondarie di secondo grado sono stati presenti tre insegnanti del Ciofs, due Bertarelli/Ferraris e del Galvani, e uno dei licei Cremona, Omero/Russel e Natta. Mai prima così tanti docenti erano stati messi insieme attorno al tavolo del futuro e delle scelte degli studenti.
I presenti l'hanno definita "molto istruttiva", considerando anche il fatto che la nostra è l'unica scuola di Milano che concede ai ragazzi e in questo caso ai genitori opportunità del genere. E non è nemmeno la prima volta, dato che è stato il terzo anno consecutivo che c'è stato questo appuntamento presso una delle sedi del nostro Istituto Comprensivo.
MINOTTO LUCREZIA E ALESSIA BARANZELLI
"J'aimais enseigner et J'aimais le français"
Que signifie être professeur de langue maternelle?
C'est partager mon amour pour ma langue maternelle et faire sentir à mes étudiants qu'ils peuvent progresser.
Depuis combien d’années exercez-vous votre métier? Comment est née votre passion pour l’enseignement du français?
J'enseigne le français langue étrangère depuis que habite en Italie, est-à-dire 7 ans. En France, j'ensegnias l'histoire et la géographie au lycée. J'aimais enseigner et J'aimais le français. Venir à Milan m'a permis associer les 2.
Avez-vous déjà fait des ateliers dans d’autres écoles?
Oui, dans des collèges et des lycées.
Quand était la première fois ?
Il y a 4 ans.
Qu’avez-vous ressenti la première fois que vous avez fait ce cours ?
De l'enthousiasme mais aussi du stress. C'est difficile de proposer une activité à des adolescents qu'on ne verra peut-êtreune seule fois! C'est compliqué de comprendre rapidement le niveau un groupe, les personnalités de chacun pour que l'atelier se passe bien.
Existe-t-il des cours similaires italien en France ?
Je ne sais pas.
Comment est organisé le collège en France?
Le collège dure 4 ans, de 11 à 15 ans. Comme en Italie, est le même collège pour tous, contrairement au lycée. Mais on peut choisir des options, comme le latin par exemple.
Allez-vous souvent en France ?
Au moins 3 fois. Souvent au printemps, toujours quelques semaines en été et pour les fêtes de fin année.
Quelles villes avez-vous visitées en France ?
Je viens du Nord donc je connais bien cette région avec les villes de Lille, Roubaix,Villeneuve Ascq (où il y a le stade du club de foot de Lille), Boulogne sur mer. Je connais bien Biarritz et Bayonne. Ai visité Nantes, Strasbourg, Rouen, Reims et évidemment Paris plusieurs fois.
Quels plats typiques suggérez-vous?
J'adore la carbonnade flamande avec des frites, le cassoulet, axoa avec de la piperade, le gratin dauphinois, la quiche lorraine, les crêpes, la tarte au citron meringuée, les éclairs au café…
NICOLE VERANES E CATERINA ZHAO
La canzone della 2B feat intelligenza artificiale
CRONACA DELLA NASCITA DI UNA CANZONE SULLA
CITTADINANZA DIGITALE
Noi, ragazzi e ragazze della 2B del plesso Mann, abbiamo creato una canzone legata al tema della cittadinanza digitale, dal titolo "Charlie cittadino digitale".
Per scrivere il testo abbiamo preso spunto dai temi di educazione civica fatti a dicembre. Ognuno ha scelto una frase che poteva adattarsi all’argomento.
Una volta scritte tutte le frasi nel sito Suno.com, sito di IA che crea canzoni, è iniziato il vero e proprio lavoro di squadra: Paolo, il nostro poeta, ci ha aiutato a creare rime o a sostituire un termine che non “gli suonava” con un altro più adatto; Giorgia ha proposto alcune frasi significative; Tass faceva commenti sul contenuto delle frasi e, sulla base delle sue osservazioni, noi cambiavamo il testo; Marco G. ha proposto il genere rap, subito condiviso da tutta la classe; mentre Gabriele V. ha pensato al titolo da dare alla canzone.
È stata grandissima la soddisfazione di tutti quando il sito ci ha consegnato, in pochi secondi, la canzone completa.
Siamo orgogliosi di questo nostro lavoro, realizzato con l’aiuto dell’IA. Però ci siamo stupiti quando abbiamo scoperto nella base musicale e nel ritmo qualche somiglianza con basi e ritmi già noti.
In conclusione possiamo dire che abbiamo riconosciuto le potenzialità dell’IA, ma anche che l’essere umano mantiene la sua personalità, la sua fantasia e il suo pensiero critico.
Tasneem Khan, Giorgia Cosentino, Marco Ghirelli, Paolo Redaelli, Gabriele Vagnoni e Jing Zhao - 2B Falcone e Borsellino
Il prof. madrelingua d'inglese
Con lui in totale abbiamo fatto quattro lezioni di un'ora ciascuna: nella prima abbiamo parlato della scuola in Inghilterra; nella seconda abbiamo parlato di musica (k-pop, j-pop, pop, elettronico, country ecc...); nella terza lezione abbiamo continuato a parlare dei generi musicali e nell'ultimo incontro ci siamo concentrati sulle emozioni.
Sono state lezioni molto belle e appassionanti, tanto che abbiamo pensato di approfondire la conoscenza del prof. Ayush, molto disponibile a rispondere alle nostre domande, che riportiamo di seguito.
Where are you from?
I’m from India
Do you like Italy?
Of course!
What is your favorite thing here?
Cheese, pizza, tomatoes and people.
What is the best way to learn English?
Talk, listen, listen to songs, watch movies.
What mistakes do Italian students make in English?
The ED sounds and understand the way we speak English is different from Italian. The sound is different.
Can you give us an easy tip to speak better English?
Don’t hesitate, be curious.
What is your favorite English word ?
Is favorite
Do you like teaching in our school?
Yes
Ringraziamo tanto per questa opportunità: è stato molto bello, soprattutto la seconda lezione, cioè quella riguardante la musica!
SANTO MARIA CHIARA E PEIRIS UTHTARA
Relazione di Lorena D'Alò della 3C
A cura di UTTHARA PEIRIS E MARIACHIARA SANTO
Il 28 ottobre scorso le nostre 3^C e 3^D erano state - come documentato da un nostro precedente articolo (che trovate scorrendo questa pagina in basso) - presso la caserma dei carabinieri di viale Fulvio Testi per un incontro sulla Legalità.
Lo scorso 5 marzo la mia classe, la 3^C, insieme alla 3^D, ha fatto un incontro l'associazione antimafia Civitas Virtus.
Questa nacque dopo che il palazzetto dello sport di Affori era stato incendiato per mano di un clan mafioso nell'ottobre del 2011, come atto di sfida verso il Comune di Milano.
Il presidente dell'associazione, Stefano Moraca, e la volontaria, Antonietta Gattuso, ci hanno parlato della loro associazione contro la mafia e di come la mafia rappresenta un problema per la società.
Sono partiti con un video, "Dieci storie proprio così", spettacolo di un'altra associazione, "Addiopizzo", sorta all'inizio del 2000. Questa nacque a Palermo nel 2004, da alcuni ragazzi che volevano comprare un pub e che si ribellarono contro il pagamento del pizzo.
Quest'ultimo è una paga che i commercianti sono costretti a dare ai mafiosi per ricevere la loro "protezione", senza cui rischi di veder saltare in aria la tua auto, le tue attività, o addirittura te stesso e la tua famiglia. Insomma, è un modo per mettere il "becco" - questo infatti il significato del termine in dialetto siciliano - nei tuoi affari, in modo da guadagnare illegalmente e con poco sforzo.
I ragazzi di "Addiopizzo" per ribellarsi distribuirono in tutta la città dei volantini con scritto "Un intero popolo senza dignità". Molti commercianti di Palermo, in seguito, però, seguendo proprio il loro esempio, si sono man mano rifiutati di pagare questa "tassa" ingiusta. In effetti l'unico modo per fermare la mafia è quello di unirsi tutti insieme nella legalità.
Ci hanno anche spiegato che quando si arresta un mafioso i beni che non gli spettano vengono sottoposti a sequestro e confisca. Il primo è un provvedimento provvisorio, mentre l'altro è definitivo. La confisca, infatti, prevede poi la restituzione alla comunità del bene sottratto alla mafia. La confisca pertanto è una punizione per restituire alla società tutto ciò che le è stato sottratto con la forza.
Gli edifici oggetto di tale provvedimento diventano poi sedi di associazioni o si mettono a disposizione - affittandoli - di chi ne ha più bisogno. Questi beni possono essere mobili (come auto, moto etc.), immobili (come case e terreni) o anche aziendali (come le fabbriche). La maggior parte di essi - come ci è stato mostrato tramite un grafico - è stata confiscata in Sicilia, Sardegna e Lombardia.
Un esempio di bene confiscato è la Ferrari diventata macchina della polizia e viene mostrata ai ragazzi negli incontri per sensibilizzare sul tema. Un altro esempio è la libera Masseria, che è stata modernizzata per ospitare i ragazzi e farli lavorare durante l'estate.
Un appartamento confiscato si trova in viale Jenner. C'è una doppia entrata utile in caso di pericolo. Nello sgabuzzino è stato installato dal mafioso un sistema di telecamere che sorvegliano l'intera zona. Sul pavimento, all'ingresso c'era un rosone con l'iniziali F.M.C.
La mafia ha quindi un controllo su un territorio, un dominio. Sopravvive grazie all'omertà e al silenzio delle persone.
Le prime leggi legate alla mafia non sono in un passato molto lontano. Infatti solo il 13 settembre 1982 è stata creata la legge nel codice penale che riconosce le associazioni mafiose come un reato.
Pio La Torre (segretario regionale del Partito Comunista. ucciso dalla mafia a Palermo il 30 aprile 1982) è stato il primo a parlare di associazioni per delinquere a stampo mafioso. il 7 marzo 1996 è stata riconosciuta la legge della restituzione dei beni confiscati alla comunità e non alle proprietà private. Il 31 marzo 2010 nasce l'agenzia nazionale della gestione dei beni confiscati.
Infine, ci hanno spiegato il significato di usura: un prestito di soldi con tanto interesse, dovuto ai debiti delle macchine da gioco truccate. L'unione fa la forza!
LORENA D'ALO' - 3^C
Next - schermi di classe, l'intero plesso alla proiezione di un film sulla diversità
Il giorno 5 dicembre tutte le classi della "Falcone-Borsellino", plesso della secondaria sito in via Thomas Mann, hanno avuto l'opportunità di partecipare alla proiezione del film "Mio fratello rincorre i dinosauri" presso il cinema Anteo di CityLife, nell'ambito del progetto Next, Schermi di Classe di Agis Lombardia.
Questo progetto - coordinato dalla referente di plesso, la docente Coppini, e dai coordinatori delle classi coinvolte, i proff. Chirico, Fumagalli, Russo, Telmon e Vitolini - promuove l'educazione all'immagine e al linguaggio cinematografico e si propone di portare il cinema nelle scuole e di utilizzarlo come strumento educativo per stimolare riflessioni su temi importanti.
La proiezione è stata accolta con grande entusiasmo dagli studenti, che si sono immersi nella toccante e divertente storia di Jack e di suo fratello Gio, un ragazzo con sindrome di Down, raccontata con delicatezza e ironia. Il film. che è tratto dall'omonimo libro di Giacomo Mazzariol ha offerto spunti di riflessione su temi fondamentali come la diversità, l'accettazione e i legami familiari.
I ragazzi hanno così vissuto una giornata memorabile, mostrando grande interesse per il film e per le tematiche, in un contesto diverso dal solito ambiente scolastico. "È stata un’esperienza bellissima!" hanno infatti commentato in molti al termine della proiezione, manifestando la loro felicità e soddisfazione per aver preso parte al progetto.
2^ A FALCONE-BORSELLINO
Inclusione, robotica e lingue: tre i nuovi laboratori già in uso
Né una macchina del tempo, né un portale magico. Piuttosto una porta, quella delle tre nuovissime aule di inclusione, robotica e multilinguismo. E' questa l'opzione scelta dal plesso della secondaria di primo grado "G. Verga", della nostra scuola I.C Sandro Pertini, per proiettarsi sempre più verso il futuro, della didattica e delle opportunità offerte ai propri studenti.
Le aule di robotica e di multilinguismo sono situate nel seminterrato e ospitano gli omonimi laboratori; mentre l'aula adibita all'inclusione si trova al terzo piano.
Le prime due sono state realizzate grazie ai fondi del Piano Scuola 4.0, così come definito dal D.M. 161/2022. In particolare queste aule riguardano il piano per l'alfabetizzazione digitale e l'implemento degli spazi d'apprendimento che possano permetterla. La scuola - nella fattispecie - per accedere a tali fondi, rientranti comunque nel PNRR, ha usufruito di somme messe a disposizione dall'Europa per il programma Next Generation Classrooms in merito alla ricerca sugli ambienti di apprendimento innovativi.
L'aula inclusione, invece, è stata realizzata e attrezzata grazie a fondi interni alla scuola stessa. Vi si trovano un pc, moltissimo materiale per aiutare i nostri compagni a studiare al meglio, anche tramite attività più manuali. Per esempio ci sono una tavola per fare delle operazioni incrociando i dati, un planisfero, e tanti libri con brani semplificati e con una grafia più semplice da leggere. Inoltre tutto il materiale è stato già suddiviso per ambiti disciplinari: quello artistico, quello scientifico e quello letterario. A breve poi lo spazio dovrebbe essere arricchito anche da una stampante.
Se quest'ultimo è una stanza usata generalmente la mattina dai vari docenti di sostegno e da alcuni gruppetti di alunni, le aule di robotica e di lingue sono, invece, utilizzate al pomeriggio per tenere i corsi legati a tali argomenti. Io, ad esempio frequento il laboratorio di robotica, gestito dal professore Caglio Maurizio e dalla professoressa Quarta Annalisa. Lo facciamo il venerdì dalle dalle 14:30 alle 16:30 e in tutto siamo sedici ragazzi. Nella stanza ci sono dei robot, che noi programmiamo al computer e che usiamo, facendoli muovere su dei percorsi prestabiliti (le linee nere in foto) e la stampante 3d, che verrà usata il prossimo anno. Tutto ciò che abbiamo imparato sinora, inoltre, lo mostreremo - durante l'open day del prossimo 14 dicembre - agli alunni di quinta elementare, a cui faremo anche provare determinate esperienze.
FABRIZIO SANTO
Ripartito in grande stile il progetto "ConsigliaMi"
Piccoli cittadini crescono. Non solo sui banchi di scuola, ma anche ai tavoli della politica. Il 18 novembre scorso, alle ore 18, presso la Sala Consiliare del Municipio 9, si è svolto, infatti, il primo Consiglio dei ragazzi e delle ragazze del Municipio 9 di quest'anno. Un progetto in simbiosi tra scuola e Comune, che permette ad un alunno per classe (scelto ad inizio anno scolastico dagli stessi compagni) di approcciarsi alla vita del quartiere in cui è situata la scuola e di discutere (anche con alunni di altri istituti) e suggerire idee per migliorarlo.
Per l'occasione hanno partecipato alla seduta della Commissione Congiunta la presidente del Municipio 9, Anita Pirovano, la consigliera e presidente della commissione Educazione dello stesso Municipio, Laura Plebani e altri consiglieri. Ma soprattutto hanno presenziato anche alcuni alunni del plesso Verga e del plesso Falcone-Borsellino, accompagnati dai docenti referenti del progetto ConsigliaMi, prof.ssa Zichella e prof. De Cicco.
I ragazzi hanno preso parte ai lavori, contribuendo e condividendo con l'amministrazione comunale e le altre scuole aderenti al progetto proposte e idee da realizzare per l'anno 2024-25. In particolare si è discusso di bullismo, cyberbullismo, e della cura e della preservazione dell'ambiente, la prossimità e l'antifascismo.
Quello della scorsa volta, però, è stato solo il primo di una serie di incontri già in programma. Infatti già mercoledì 4 dicembre ce ne sarà un altro. Stavolta, contrariamente alla scorsa, ci andremo anche noi due.
LEONARDO: Io spero che sarà un'esperienza divertente, ma anche emozionante. Mi piacerebbe tanto vedere il sindaco di Milano.
GIACOMO: Io penso che sarà un'esperienza indimenticabile e impressionante allo stesso tempo, spero di vedere il sindaco o un suo sottoposto. Ho sempre sognato di conoscere un politico!
LEONARDO MONETA E GIACOMO SANTELMO
La 3^C reintrepeta Picasso sotto la guida della prof. Calegari
Noi della classe 3^C, grazie all’appoggio della prof. di arte Calegari, ci siamo messi all’opera per dare vita ad una nostra versione di “Guernica”, ricreando alcune parti di questo famoso quadro di Picasso, su tavole di legno.
L'originale è una tela enorme che si trova a Madrid al museo Reina Sofia, ma presto potrete ammirare la nostra interpretazione al piano terra della scuola Verga!
Quest’opera è un quadro che parla di una città spagnola, Guernica, completamente distrutta nel 1937 dall’aviazione nazi-fascista.
Rappresenta il dolore e la sofferenza causati dalla distruzione del paese, ed è un simbolo contro ogni guerra.
Tra una pennellata e l’altra ci siamo divertite a riflettere sul significato del lavoro che stavamo realizzando, confrontando i nostri pensieri per trasmetterli, attraverso i dipinti, agli altri.
Abbiamo creato quattro pannelli: due pieni di colori vivaci e due dai toni del nero, come quelli della tavolozza utilizzata da Picasso, che mettono in risalto un piccolo fiore colorato simbolo di speranza.
Il contrasto tra pannelli rappresenta la lotta tra la luce e le tenebre, da un lato l’orrore e il dramma, dall’altro la bellezza e la rinascita, che interpretiamo come il raggio di sole che illumina il nostro cammino verso un mondo dominato dalla pace e dalla speranza.
Lorena e Giulia di 3^C
(a cura di Giacomo Santelmo e Tommaso Pappalardo)
I carabinieri di Fulvio Testi con le nostre 3^C e 3^D per il Festival dei beni confiscati alle mafie
Il giorno 28 ottobre 2024, noi delle classi 3C e 3D, accompagnati dai Proff. De Cicco, Mauri, Mollica e Semperlotti, ci siamo recati presso la caserma dei Carabinieri di Viale Fulvio Testi per una giornata di sensibilizzazione sul tema della legalità. In quella settimana, infatti, si è tenuto il Festival dei beni confiscati alle mafie e ci sono state tante iniziative dedicate alle scuole.
In Caserma ci ha accolti il Comandante Raffaele Vitale, insieme ad altri carabinieri, che ci hanno fatto visitare la caserma e ci hanno spiegato di quali attività si occupano. In particolare hanno mostrato gli uffici dove lavorano, l’armeria, gli alloggi dei giovani carabinieri appena trasferiti e la loro sala relax, dove ci siamo accomodati. Hanno risposto ad alcune nostre curiosità sul loro stile di vita, i rischi che corrono, i pericoli a cui sono esposti, l’aspetto psicologico del loro mestiere.
In seguito ci siamo spostati nel cortile della caserma, dove ci hanno presentato due unità speciali: le unità cinofile e quelle di “pronto soccorso”. Quest'ultime sono arrivate con le loro moto e ci hanno spiegato che, se qualcuno ha bisogno, sono i primi ad arrivare sul posto, anche grazie alla incredibile velocità dei loro mezzi: in caso di necessità possono toccare infatti anche i 250 km/h. Sono grandi moto attrezzate a tutto: il casco per proteggere la testa, il teaser per tranquillizzare le persone che voglio fare del male ai carabinieri, pistola per eventuali sparatorie (per neutralizzare il criminale), poi le manette che servono ad arrestare e bloccare la persona e il fischietto( serve per chiamare una singola persona). Le macchine, invece, sono simili a quelle normali ma sono dotate di una sirena posta sopra l’auto e un “divisorio” tra i posti davanti e dietro.
Abbiamo poi assistito ad una dimostrazione dei cani dell’unità cinofila, due pastori tedeschi: il primo ha obbedito ai comandi impartiti in inglese e tedesco (lingue più “dure”, quindi più adatte a impartire ordini) del conduttore (con cui, appunto, forma un’unità); mentre il secondo, antidroga, è riuscito a trovare un contenitore con all’interno hashish. Entrambi hanno concluso con successo il loro compito e hanno ricevuto come premio il loro giochino preferito.
IMPRESSIONI E CONSIDERAZIONI PERSONALI
PENELOPE: Dopo la giornata in Caserma e insieme a parte dell’associazione"Vittime del dovere” ho riflettuto molto soprattutto sul discorso della mafia.Io penso che dobbiamo renderci conto di questo fenomeno che purtroppo esiste e da cui da soli non ci possiamo difendere. Credo che ognuno di noi debba fare la propria parte per eliminare la mafia per la sua pericolosità.Se tutti parlassimo di quello che succede e denunciassimo i fatti legati alla mafia potremmo aiutarci a vicenda e unendo le forze riusciremo a uscire da questa situazione sconfiggere la mafia. Ho anche pensato che dobbiamo reagire ad ogni cosa che ci capiti, senza abbatterci ma trasformando le nostre debolezze in forze; con l’appoggio e l’aiuto di tutti la sconfiggeremo e vivremo in un mondo migliore!
LINDA: La giornata in caserma mi è piaciuta molto e mi ha colpita profondamente. Dopo la storia di Emanuela Piantadosi che ha perso circa alla nostra età suo padre in una sparatoria mentre era in servizio ho imparato che non dobbiamo rimanere in silenzio ma agire come lei ha fatto fondando l'associazione delle "vittime del dovere". Non conosco la sofferenza che lei e altre persone e famiglie che si trovano nel suo stesso stato hanno subito dopo le loro brutte perdite, ma so che queste vicende non devono essere dimenticate, anzi devono diffondersi. La legalità è una cosa importante che va protetta da ognuno di noi perché si è ottenuta dopo tanti sacrifici. Ho riflettuto anche sul fatto che questi carabinieri e le altre forze dell'ordine mettono a rischio la propria vita ogni giorno per proteggerci e questo coraggio è da ammirare.
GIULIA: La giornata in Caserma e l’Associazione Onlus “Vittime del dovere” è stata un’esperienza molto bella ma soprattutto significativa e importante.Il Comandante Raffaele Vitale e i suoi uomini ci hanno accolti come studenti curiosi, desiderosi di comprendere il valore della legalità e il sacrificio che comporta. Ho ascoltato le loro storie, i rischi che affrontano e le sfide quotidiane che li mettono a dura prova. La loro determinazione e il senso di responsabilità che trasmettono non possono che suscitare rispetto e ammirazione.L’incontro con i cani della squadra cinofila invece ha rappresentato un momento di incredibile complicità tra uomo e animale. Vedere quei pastori tedeschi, addestrati a svolgere compiti così fondamentali, mi ha fatto riflettere su quanto lavoro e dedizione ci siano dietro ogni missione.La visita all’appartamento confiscato al narcotrafficante Robin Ayala Ramos è stata un’esperienza secondo me ancora più importante. Vedere come quel luogo, un tempo simbolo di illegalità e sofferenza, fosse ora trasformato in un centro di sostegno per le famiglie che hanno pagato un prezzo altissimo, mi ha fatto capire che la speranza può rinascere anche dalle cicatrici più profonde.Alla fine di questa giornata posso dire non solo che ho appreso cose nuove, ma ho visto e toccato con mano il valore della vita, del sacrificio e della speranza. Quando penso ai carabinieri, alle vittime, alle famiglie, sento la responsabilità di non rimanere in silenzio, ma di agire e parlare, far sì che le loro storie non vengano dimenticate. Perché alla fine, la legalità è qualcosa che riguarda ognuno di noi.
LORENA: Da questa uscita ho capito che la lotta contro la mafia non é solo un compito delle forze dell’ordine ma un impegno che riguarda tutti, soprattutto noi giovani. Siamo il futuro e abbiamo il potere di costruire una società più giusta e libera. Come ci ricorda Paolo Borsellino, dobbiamo parlare della mafia senza paura perché anche i piccoli gesti aiutano nel cambiamento.
La storia della signora Piantadosi e delle altre famiglie vittime del dovere mi ha colpito molto. Ho imparato che non dobbiamo dimenticare le loro sofferenze ma trasformare il loro dolore in forza. La legalità é un bene da proteggere e trasmettere alle altre generazioni, perché é stata conquistata con tanti sacrifici. I carabinieri che abbiamo incontrato mettono a rischio la propria vita ogni giorno per proteggere la nostra. Dobbiamo farci guidare dal loro coraggio e la loro determinazione. Ognuno di noi può fare la sua parte, dobbiamo scegliere la parte giusta, quella della giustizia.
Tornati nella sala relax, abbiamo conosciuto Emanuela Piantadosi, presidente e fondatrice dell’associazione “Vittime del dovere”, figlia di un Maresciallo ucciso il 15 giugno 1980 per aver fermato un ergastolano uscito in permesso premio. Quando il padre è stato assassinato, lei aveva solo 14 anni e il fratellino 5.
Insieme a lei e al Comandante Vitale, ci siamo recati in via Santa Marcellina n. 4 a visitare un appartamento confiscato al narcotrafficante Robin Ayala Ramos, dove ha sede l'Associazione Onlus fondata dalla Dott.ssa Piantadosi. Siamo venuti a conoscenza della storia di questo narcotrafficante, che adesso è latitante e di come, grazie ad una legge voluta da Pio La Torre, la sua casa confiscata abbia potuto essere restituita alla società. In questo caso è stata data in prestito all’Associazione “Vittime del dovere”, che fa opera di sensibilizzazione sul tema della legalità e mantiene viva la memoria delle vittime; oltre ad offrire sostegno psicologico e materiale alle famiglie vittime del dovere, che attualmente sono circa 500.
E’ stata una mattinata molto interessante, che ci ha permesso di conoscere tanti aspetti legati alla lotta alla criminalità, e che si è conclusa con un gradito aperitivo offerto gentilmente dall’Associazione. Ma soprattutto siamo orgogliosi di aver dato seguito alle parole di Paolo Borsellino, citate su una delle pareti della casa visitata: “PARLATE DELLA MAFIA, PARLATENE ALLA RADIO, IN TELEVISIONE, SUI GIORNALI, PERO' PARLATENE"
3^C - 3^D VERGA
REBECCA: mi è piaciuta molto questa uscita perché è stato molto interessante conoscere come lavorano i carabinieri, le diverse unità che compongono la caserma, e la vita di Emanuela che è riuscita a rialzarsi dopo il bruttissimo incidente che ha subito suo padre. Però la mia parte preferita è stata quando ci hanno mostrato come vengono addestrati i cani dell’ unità cinofila, perchè solitamente vediamo le scene dei cani che fiutano la pista lasciata dalle sostanze stupefacenti, solo nei film e noi abbiamo avuto la possibilità di vederli in azione dal vivo. Un altro aspetto che mi ha interessato molto è quando il ragazzo ed Emanuela ci hanno raccontato dell’associazione “le vittime del dovere”, perchè ci hanno raccontato diversi aspetti della mafia che non mi sarei minimamente sognata.
GIORDANO: mi ha molto impressionato il lavoro dei carabinieri e il loro modo di risolvere casi; il loro è un lavoro sia impegnativo che bello. Per me il lavoro che fanno è da stimare perché senza di loro ci sarebbero tante ingiustizie in più
NOAH: questa gita di classe mi è piaciuta molto, negli spostamenti si poteva parlare tra di noi e anche mentre i carabinieri spiegavano non ci si annoiava, hanno spiegato molto bene in cosa consiste il loro lavoro e come è fatta la Caserma. Quando ci hanno portati fuori mi sono divertito e mi è piaciuta molto la spiegazione dei vari oggetti di lavoro (moto,sirene, manette,teaser,ecc…) Anche vedere i cani che facevano vari giochini era bello.
EUGENIA: Mi è piaciuto particolarmente perchè sono riuscita a scoprire nuove curiosità sulla vita in Caserma che fino a quel momento mi erano sconosciute
EDOARDO: È stato molto bello in particolare la parte dei cani e quando abbiamo visto le moto della polizia
GIOELE: È stato molto interessante scoprire nuove cose sui Carabinieri oltre a quelle che già sapevo. L'attività la consiglio a tutti e spero di farne un’altra simile
PIETRO: La giornata in Caserma mi ha colpito di come riescono a tenere un grande autocontrollo con chi con chiunque abbiano davanti che sia un narcotrafficante o un mafioso e di come gli parlino con calma facendoli sentire a loro agio provando a farsi dire informazioni importanti.
ALESSANDRO: Mi è piaciuta molto la storia dell’associazione e mi ha colpito la storia che aveva la presidentessa e mi dispiace molto per suo padre.