È sempre stata una delle più grandi fantasie dell' uomo progettare macchine in grado di spostarsi autonomamente. Si sognava infatti un'auto in grado di accelerare, frenare e salvaguardare la sicurezza delle persone in autonomia. I primi esperimenti riguardo questa tipologia di veicoli sono molto più antichi di quanto si pensi.
Prima ancora dell'automobile possiamo parlare di guida autonoma riferendoci ai siluri semoventi inventati da Robert Whitehead nella seconda metà dell'800. In aeronautica già 10 anni dopo il primo volo dei fratelli Wright, gli aerei venivano dotati di auto pilota.
Più complicato invece è stato applicare questa tecnologia alle automobili.
I primi esperimenti riguardo i veicoli autonomi risalgono a metà degli anni 20, a New York. Nel 1925 fu creato da un’azienda americana il primo veicolo autonomo, radio controllato, che non necessitava di guidatore, fece un giro di prova nella città di New York e l’anno successivo fu sperimentato a Milwaukee.
FONTI IMMAGINI: Associazione Navimodellisti Bolognesi, Tomorrow Bio, Wired
In seguito, nel 1939, General Motors presentò il progetto “Futurama”, dove illustrava i possibili scenari del futuro automobilistico. Il progetto prevedeva la guida del veicolo fino all’ingresso dell’autostrada, e in seguito l'inserimento del pilota automatico, cosicché il veicolo avrebbe mantenuto la corsia fino all’uscita.
In seguito, General Motors e RCA (Radio Corporation of America) costruirono una rete di sensori su un tratto di strada, che era in grado di controllare le macchine che circolavano su quel tragitto, permettendo loro di accelerare, frenare e sterzare in autonomia.
In Inghilterra negli anni ’60 si creò un veicolo, il quale, tramite sensori posti nell’asfalto, era in grado di spostarsi da solo e raggiungere anche velocità elevate. Tra il 1984 ed il 1986, Germania e Stati Uniti presentarono i primi veicoli completamente autonomi, senza alcun intervento umano, grazie ad un complesso lavoro di rielaborazione dei dati esterni, catturati dai numerosi sensori e telecamere di cui erano dotati. In seguito nel 1994, è stata presentata a Parigi la VaMP, un veicolo robot a guida autonoma che ha percorso lunghi tratti di autostrada in mezzo al traffico, grazie alla C.D. computer vision. Essa ha raggiunto persino i 2000 km/h, con pochissime occasioni in cui è stato necessario l'intervento umano.
Durante gli anni '90, l’Italia ha dato un buon contributo nel settore tecnologico grazie all’innovazione del professor Alberto Broggi dell’Università di Parma. Il suo progetto chiamato “Argo”, una versione modificata della Lancia Thema, ha compiuto un viaggio di quasi 2000 chilometri in soli sei giorni nel 1998. Questo veicolo ha dimostrato una notevole autonomia, gestendo il 94% del tragitto senza intervento umano, grazie all’utilizzo di un sistema di visione che analizzava i dati ambientali, operando con due telecamere economiche.
Dal 2009, sono state realizzate le prime macchine a guida autonoma. Grandi aziende come Google, Uber, Lyft e Tesla hanno iniziato a sviluppare queste tecnologie innovative. Ora, tutte le maggiori case automobilistiche stanno lavorando intensamente per migliorare i software e l’intelligenza artificiale necessari per sviluppare queste auto del futuro. Entro il 2030 si stima che saranno presenti autoveicoli automatizzati di livello 5, ovvero veicoli in grado di circolare in qualsiasi tipo di strada, in qualunque condizione metereologica e nei quali i passeggeri a bordo potranno disinteressarsi completamente della guida durante il viaggio.
C'è molta competizione tra i grandi nomi del settore della mobilità per produrre il perfetto veicolo autonomo. Con l’espansione dell’intelligenza artificiale e la rete mobile 5G, la tecnologia sta facendo grandi passi avanti, e i test sperimentali stanno aiutando molto. Non solo le aziende di auto, ma anche quelle di tecnologia stanno investendo in questo campo. Ad esempio Volkswagen ha annunciato piani ambiziosi per avere taxi robot entro il 2030. Tuttavia, si è consapevoli che ci sono ancora molte sfide tecnologiche da affrontare. Inoltre sono presenti leggi che limitano l’uso di queste auto e la società non ha ancora un parere univoco sulla presenza di questi veicoli .