L'inquinamento europeo e mondiale sta progressivamente peggiorando. È emerso che il mondo della mobilità è decisamente responsabile delle eccessive emissioni di gas serra. Si stanno dunque discutendo delle opzioni sostitutive più sostenibili rispetto all’odierno.
In questi ultimi 150 anni, l’uso eccessivo di combustibili fossili ha portato conseguenze critiche nel mondo. Infatti il processo di rilascio dei gas nell’atmosfera, come l’anidride carbonica, aumenta notevolmente l’effetto serra e porta dunque ad un innalzamento della temperatura media della superficie del pianeta.
Questo innalzamento è talmente sopra la norma che per tornare a un livello normale (si parla di una media di circa +2°) gran parte dei combustibili fossili dovrebbero rimanere sepolti e quindi inutilizzati, ma per ottenere questo risultato è fondamentale che ciascun settore responsabile delle emissioni di CO2 modifichi radicalmente le proprie modalità di lavoro.
E’ quindi fortemente necessario avviarsi a questa inevitabile inversione di tendenza, partendo dal singolo cittadino, consapevole dell’attuale situazione ambientale.
Nel 2021 è stato pubblicato un report da parte dell’Ufficio delle Pubblicazioni dell'Unione Europea con il nome di “Transport and environment 2020”; esso ha come obiettivo informare i responsabili delle decisioni sullo stato attuale e sull'impatto ambientale di tutti viaggi europei analizzati sotto differenti aspetti, tra cui la sostenibilità. Da quest’ultimo, è risultato che nel 2018 i trasporti in Unione Europea hanno costituito 1⁄4 delle emissioni di gas ad effetto serra, a loro volta prodotte per il 72% dal trasporto su gomma, per il 14% da quello marittimo e infine per il 13% da quello aereo.
Possibili soluzioni
Con il tempo si stanno sviluppando nuove tecnologie innovative con lo scopo di rendere le abitudini odierne più sostenibili.
Basta pensare a tutte le comuni stoviglie in plastica rese di carta riciclata e/o di legno: hanno la stessa funzionalità, ma una sostenibilità differente.
Dato il forte impatto della mobilità, sono state valutate diverse opzioni per rimpiazzare in un futuro tutti i veicoli fortemente inquinanti. Un primo esempio è il passaggio ai veicoli elettrici, ossia veicoli alimentati esclusivamente da un motore elettrico, che funziona grazie all'energia immagazzinata all'interno di una batteria. Essi sono noti per essere molto leggeri, silenziosi e dotati di una maggiore autonomia. Differenti, ma valide opzioni sono le auto a idrogeno che sprigionano solamente acqua nell’atmosfera, o le auto ibride che emettono circa il 40% di CO2 in meno rispetto alle auto a carburante.
Un altro esempio, è lo sviluppo dei cosiddetti modelli “a servizio”, che puntano a trasformare il singolo veicolo da un bene di proprietà e di uso privato ad uno condiviso e di fruizione pubblica, per ridurre la quantità di auto in circolazione.
Infine, si sta puntando molto anche allo sviluppo della tecnologia dei veicoli autonomi, sulla quale sorgono ancora dubbi e discussioni.
Un forte vantaggio dei veicoli autonomi è sicuramente il basso impatto ambientale, infatti questo tipo di autovetture offre la possibilità di ridurre in modo significativo le emissioni di gas serra e l'inquinamento atmosferico. Questo si traduce in un impatto positivo sull'ambiente, contribuendo così alla lotta contro il cambiamento climatico e migliorando la qualità dell'aria nelle aree urbane congestionate.
In secondo luogo, i veicoli autonomi hanno tutte le carte in gioco per ottimizzare l'uso delle risorse attraverso modelli di mobilità condivisa. Con l'implementazione di servizi di ride-sharing e flotte di veicoli autonomi condivisi. Questo, non solo riduce l'impatto ambientale associato alla produzione e alla manutenzione di veicoli, ma favorisce anche l'efficienza del trasporto pubblico, rendendo più accessibile e conveniente la mobilità per tutti.
Infine questa tipologia di veicoli può offrire una guida più efficiente e un’ottimizzazione del traffico. Gli algoritmi utilizzati nei veicoli autonomi sono in grado di guidare in modo più efficiente rispetto agli esseri umani, riducendo gli sprechi dovuti a frenate brusche, accelerazioni eccessive e altri comportamenti inefficienti causati dall’uomo. I veicoli autonomi inoltre potrebbero essere progettati per ottimizzare il flusso del traffico, riducendo il tempo trascorso in coda e quindi le emissioni generate dall'attesa incolonnata.
Come con qualsiasi nuova tecnologia, diverse parti si sono schierate con opinioni differenti riguardo la tecnologia dei veicoli autonomi. Tra le diverse fonti esaminate, spicca l'analisi condotta nel "Transport and Environment Report 2020", la quale getta un'ombra su questa innovazione. Il rapporto, elaborato dai ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) di Boston, riflette l'impegno di una comunità votata a migliorare il mondo attraverso l'istruzione, la ricerca e l'innovazione.
Secondo i risultati di questa indagine, se l'intero mondo delle mobilità fosse gestito esclusivamente da sistemi dalla guida autonoma, i computer necessari per il funzionamento di tali sistemi potrebbero generare emissioni di gas serra pari a quelle prodotte da tutti i data center attualmente presenti nel mondo. È logico che la potenza di calcolo necessaria per eseguire i complessi algoritmi e per far funzionare tutta la varietà di sensori, videocamere e radar richieda anche un’enorme quantità di energia. Si stima che ogni impianto computer a bordo di un veicolo autonomo consumerebbe circa 840 watt solo per l'elaborazione dei dati, senza considerare l'energia utilizzata dai sensori.
Per evitare che le emissioni generate da questi sistemi informatici superino i limiti nei prossimi decenni, ogni veicolo autonomo dovrebbe ridurre il consumo di energia per l'elaborazione dei dati a meno di 1,2 kilowatt. Ciò però richiederebbe un aumento dell'efficienza dell'hardware del veicolo ogni anno fino al 2050, un obiettivo difficilmente realizzabile data l'attuale velocità di sviluppo tecnologico. Inoltre considerando che il ciclo di vita medio dei veicoli è di almeno 10 anni e che qualsiasi aggiornamento dell'hardware sarebbe gravemente inefficiente in futuro.