Giovedì 24 aprile, le classi 2^LES e LSU si sono recate a Brescia a visitare il Museo di Santa Giulia, al Parco Archeologico e infine a Peschiera del Garda.
Arrivati a destinazione verso le ore 10 circa, ci siamo recati inizialmente al Museo di Santa Giulia, che sorge sui resti di un monastero femminile usato durante la guerra come ospedale e giunto fino a noi con reperti interessanti.
Per prima cosa ogni classe ha condotto un’attività particolare.
La 2^LES ha approfondito l’aspetto lavorativo dei metalli durante l’alto medioevo, quindi la figura dell’orafo, il suo ruolo sociale e l’importanza dell’oreficeria per i Longobardi.
La parte pratica consisteva nello sperimentare la tecnica dello sbalzo su rame che prevedeva la ricalcatura su un foglietto di rame di figure di decorazione longobarde con dei pennelli in legno o ferro che alla fine venivano personalizzate da ogni alunno.
Finita l’attività abbiamo fatto un giro del museo e abbiamo visto la Croce Gemmata.
Per quanto riguarda l'attività del LSU prevedeva la traduzione di lapidi, dal latino all'italiano.
Dopo essere state smistate dal LES, la guida ci ha introdotto un po' la storia del monastero di Santa Giulia (ora museo), dove ci trovavamo e preparandoci all'attività parlando dei materiali per incidere e costruire le lapidi, spiegandoci le principali abbreviazioni utilizzate visto i piccoli spazi e infine la struttura dei nomi.
Su quest'ultima vorrei riportarvi ciò che abbiamo appreso, i Romani avevano tre nomi: il praenomen che era il loro nome effettivo, il nomen ovvero il nome della gens e il cognomen che era un soprannome.
Per gli schiavi si aveva solo il nomen ossia il luogo di origine e se venivano liberati acquisivano il praenomen e il cognomen del loro ex padrone.
Detto ciò ci siamo divise in 4 gruppi, con ognuno un foglio per analizzare le lapidi: misure, descrizione, trascrizione, scioglimento delle abbreviazioni, traduzione e commento basato sulle spiegazioni della guida della lapide in questione.
Il lavoro stranamente è stato svolto velocemente e bene consentendoci così nel tempo rimanente di visitare il museo.
Dopo la pausa pranzo LSU e LES hanno raggiunto il Parco Archeologico in cui venivano tenuti tutti i reperti che non potevano stare all’interno del museo, tra cui: dei resti del Teatro Romano, Il tempio di Giove, Giunone e Atena, dei resti del colosso di Giove, delle lapidi in latino di vespasiano e altri alti funzionari e ultima ma non per importanza la Vittoria Alata che è abbastanza recente visto che all’inizio era al Museo di Santa Giulia, ma a causa di un problema di stabilità fu sistemata e spostata al Parco Archeologico.
La guida ci spiegò come la Vittoria Alata al tempo dell’imperatore Teodosio fu nascosta dai pagani ai romani cristiani e ai longobardi in seguito, poi fu ritrovata recentemente.
Alla fine della visita abbiamo ripreso il viaggio per Peschiera sul Garda, località nei pressi del Lago di Garda per chiudere in bellezza la giornata.
Una piccola curiosità dalle lapidi è che Polla (cognomen) veniva utilizzato per definire una persona non stupida, come pensavamo di aver intuito, ma bassa e minuta.
Scritto da Hajar Ammad e Serena Smanio