Il toponimo “Varese” deriverebbe dal nome del torrente Vara: nei documenti conservati presso l’archivio arcivescovile di Genova si ritrova la denominazione della “Plebes da Varia”, poi “Plebe Variensis”, come importante centro religioso e amministrativo sulla strada per il Passo delle Cento Croci, che mette in comunicazione la Liguria con l’Emilia
Immerso nel verde di valli e boschi nell’Appennino spezzino, questo borgo medievale sorge in posizione strategica all’incrocio di alcune strade transappenniniche nell’alta val di Vara. Qui il tempo scorre lentamente e si respira un’aria di tranquillità e pace. Poche sono le persone che si incontrano percorrendo i portici presenti in tutto il borgo rotondo che i cartelli definiscono come “Borgotondo”.
Questo borgo “rotondo” nasce nel XIII secolo grazie ai conti Fieschi che furono investiti del titolo di feudatari dall’imperatore Federico I. L’idea dei Fieschi era quella che il borgo fungesse anche da fortificazione per cui il progetto portò alla realizzazione di una serie di edifici in muratura, senza aperture esterne, secondo un disegno ellittico. Poco dopo sorse anche il castello con la sua alta torre e il torrione cilindrico ancora oggi visibili. Con il trascorrere del tempo le cose cambiarono e il castello perse la sua funzione militare e venne usato come carcere.
Nella piazza principale del paese esterna al borgo antico primeggia quanto rimane del castello dei Fieschi, un edificio militare di cui oggi si può ammirare la possente torre offensiva e la torre più piccola a forma cilindrica. Entrambi gli edifici sono stati ben restaurati e mantenuti e attualmente sono di proprietà privata ma vengono concessi per ospitare eventi, mostre e manifestazioni. Portandosi alle spalle di queste due fortificazioni si può imboccare il vicolo mediano dell’antico borgo rotondo.
Caratteristico lo scorcio iniziale con le scale che portano ai piani superiori, lo stretto vicolo sormontato da diversi architravi di rinforzo con i due portici laterali, bassi a dalle ampie volte. Alla fine del vicolo si apre un piccolo slargo dal quale si inizia ad apprezzare anche dal basso la struttura ellittica del borgo.
Sul lato sinistro si trova un tratto che rispecchia maggiormente quella che doveva essere la versione originale, un vicolo strettissimo affiancato da un ampio portico interno su cui si affacciano cantine e magazzini mentre le abitazioni sono poste ai piani superiori. Un cartello ricorda il punto in cui sorgeva il palazzo del Capitano.
A due passi dal centro del paese scorre il piccolo torrente Crovana che poi confluisce nel fiume Vara. Su questo torrente è ancora presente il cinquecentesco ed elegante Ponte di Grexino che collega il centro del paese con il piccolo quartiere Grecino.