Valutazione dell'Efficacia del Trattamento Elettromagnetico atermico dell'Acqua (Urtica dioica) sulla Stimolazione del Radicamento e della Germinazione in Pisum sativum
Author: Roberto Neri
Date: August 15, 2026
For English version: https://doi.org/10.5281/zenodo.21966741
1. Obiettivo della Ricerca e Scopo del Lavoro
Lo scopo principale di questa indagine sperimentale è verificare se l'acqua sottoposta a un trattamento elettromagnetico atermico, veicolante l'impronta frequenziale di Urtica dioica, mantenga e trasferisca un'efficacia biologica capace di promuovere l'imbibizione, anticipare lo spunto radicale e stimolare lo sviluppo delle radichette primarie nei semi di pisello (Pisum sativum).
L'ortica (Urtica dioica) è nota in agronomia e per le sue proprietà fitostimolanti e rinvigorenti dell’apparato radicale. In questo esperimento non è stato impiegato alcun estratto fisico o chimico: l'acqua minerale è stata esposta esclusivamente al campo elettromagnetico generato da una bobina pilotata dal software Resofield, impostato sul profilo frequenziale caratteristico dell'ortica.
L'ipotesi di lavoro intende dimostrare che il trattamento induce modificazioni biofisiche nella struttura e nell'interfaccia, tali da tradursi in uno stimolo fisiologico concreto sul metabolismo del seme.
2. Protocollo Sperimentale e Trattamento Frequenziale
Per garantire l'omogeneità della matrice idrica di partenza, è stata impiegata un'unica bottiglia di acqua minerale Sant'Anna per riempiere due provette identiche:
Campione Trattato (T): Acqua sottoposta a imprinting frequenziale tramite inserimento in una bobina a bassa impedenza, pilotata a una potenza atermica di 50 mW per 25 minuti con segnale generato da software Resofield (profilo Urtica dioica).
Campione di Controllo (C): Acqua della stessa bottiglia e volume, conservata nelle medesime condizioni ambientali (temperatura, pressione, contenitore), priva di esposizione al campo elettromagnetico.
Entrambi i campioni d'acqua (15 ml) sono stati successivamente impiegati per l'idratazione e la germinazione di 16 + 16 semi secchi di Pisum sativum appartenenti allo stesso lotto. I semi sono stati adagiati su 4 strati di carta assorbente all'interno di coppe di vetro e sigillati con pellicola trasparente per garantire un microclima ad altissima umidità e privo di correnti d'aria.
3. Inquadramento Teorico e Caratterizzazione Fisico-Visiva
Prima dell'applicazione sui semi, le provette contenenti l'acqua sono state analizzate tramite interferometro ottico per tracciarne i livelli energetici:
Vediamo la curva delle energie registrate:
1 il controllo C, 2 il campione T prima del trattamento, 3 il controllo C, 4 il campione T dopo il trattamento.
L'analisi interferometrica ha evidenziato che il campione trattato T presenta un livello energetico circa 3 volte superiore rispetto al controllo C.
L'analisi visiva delle provette a riposo, dopo 12 ore dal trattamento, evidenzia una netta differenza nella gestione dei gas disciolti e nell'interazione all'interfaccia liquido-solido.
I gas naturalmente disciolti nell'acqua (azoto, ossigeno) tendono a uscire dalla soluzione sfruttando le micro-imperfezioni delle pareti come punti di nucleazione.
A sinistra (Controllo): Sulla superficie interna del contenitore si osserva la formazione di macro-bolle sferiche da coalescenza (processo di fusione) dei gas disciolti.
A destra (Trattato): Sulla medesima superficie si rileva una fitta presenza di bolle di diametro significativamente ridotto (micro-bolle). Il trattamento elettromagnetico inibisce il processo di fusione tra le bolle, dimostrando una variazione della tensione d'interfaccia e dell'energia di superficie del liquido.
Con la riduzione della tensione d'interfaccia ed eliminando i "cuscinetti d'aria" formati dalle macro-bolle, l'acqua T ottiene un angolo di contatto inferiore sul tegumento del seme. Il liquido dovrebbe aderisce in modo omogeneo a tutte le micro-crepe della buccia, aumentando l'efficienza dell'imbibizione capillare.
4. Dinamica di Imbibizione e Sviluppo dei Semi (Pisum sativum)
A 5 ore dall'inizio dell'esperimento, l'analisi visiva delle due ciotole mostra:
A sinistra (Trattato T): I semi mostrano una iniziale distensione delle rughe superficiali e un rigonfiamento volumetrico nettamente più omogenei.
A destra (Controllo C): La maggior parte dei semi mantiene un tegumento contorto e profondo, evidenziando una fase di assorbimento più lenta.
A 28 ore dall'inizio dell'imbibizione, l'analisi visiva delle due ciotole mostra un quadro ancora più chiaro:
A Sinistra (Trattato T): Quasi la totalità dei semi ha completato l'assorbimento d'acqua. La forma è ben arrotondata, il volume è visibilmente aumentato e il tegumento appare disteso e liscio. I semi sono nella fase finale di imbibizione e pronti per la rottura del tegumento in corrispondenza dell'ilo.
A Destra (Controllo C): Un numero significativo di semi conserva ancora evidenti pieghe, grinze e avvallamenti superficiali. La velocità di assorbimento procede a ritmi differenti tra i singoli elementi del gruppo.
Analisi visiva delle rilevazioni a 64 ore dall'inizio dell'esperimento
A sinistra (Trattato T) Il seme al centro-destra ha nettamente bucato il tegumento ed emesso una radichetta primaria ben sviluppata (lunga già diversi millimetri). Altri semi (come quello immediatamente sotto a quello germinato) mostrano la spaccatura gialla dell'ilo, pronta per l'uscita della radice. I semi sono completamente rigonfi, sferici e in piena fase metabolica attiva.
A destra (Controllo C) Nessun seme mostra ancora l'uscita evidente della radichetta primaria. I semi hanno finalmente raggiunto il turgore volumetrico completo, ma l'attivazione della radichetta risulta in ritardo temporale netto rispetto al campione trattato.
Analizzando gli scatti a circa 96 ore (4 giorni) dall'inizio dell'esperimento
A sinistra (Trattato T) Si contano chiaramente almeno 4 semi con radichetta primaria ben sviluppata e allungata (lunghezza compresa tra i 3 mm e oltre 8 mm sui soggetti più attivi). Diversi altri semi mostrano il tegumento chiaramente spaccato e l'ilo aperto con il germoglio bianco pronto a emergere.
A destra (Controllo C) Si osservano solo 2 semi con un accenno di radichetta primaria appena spuntata (lunghezza 1--2 mm). La maggior parte del lotto mantiene il tegumento chiuso, seppur perfettamente turgido.
Sul trattato abbiamo una percentuale di attivazione complessiva (inclusi gli ili spaccati) superiore al 50% mentre sul controllo si evidenzia un ritardo di sviluppo rispetto al trattato.
A 4 giorni dal via, lo scarto biologico tra l'acqua trattata e il controllo è del tutto evidente e quantificabile a 24–36 ore a favore di T.
Le macchie scure o nerastre che compaiono sulla carta di supporto dopo circa 4 giorni (96 ore) in ambiente chiuso e ad altissima umidità sono causate da un fenomeno biologico del tutto naturale legato alla fisiologia del seme e al microclima dell'esperimento.
Il contenitore sigillato con la pellicola infatti mantiene un'umidità costante creando un ambiente perfetto per lo sviluppo di spore fungine o batteri saprofiti già naturalmente presenti sulla superficie del tegumento dei piselli secchi (non trattati con anticrittogamici chimici).
Poiché i semi nella ciotola trattata T si sono idratati prima e hanno avviato il metabolismo con 24-36 ore di anticipo rispetto al controllo, i cotiledoni e le prime radichette spuntate hanno iniziato a rilasciare nella carta umida sostanze organiche (zuccheri semplici, amminoacidi ed essudati). Questa materia organica disciolta diventa il nutrimento ideale per i micro-funghi ambientali, che iniziano a manifestarsi visivamente prima dove il metabolismo è più avanzato (ovvero nella ciotola T).
Analizzando gli scatti a 116 ore (5 giorni) dall'inizio dell'esperimento
A sinistra (Trattato T): Le radichette primarie in basso e al centro mostrano un importante accrescimento sia in lunghezza (alcune superano il centimetro) che in spessore, con una chiara curvatura geotropica. Almeno 5 semi hanno radichette lunghe ed evidenti, e altri mostrano lo spunto dell'ilo aperto. Al centro si notano le macchie scure sulla carta, dovute al precoce e abbondante rilascio di essudati organici ripartito in ambiente saturo d'umidità.
A destra (Controllo C) Si osservano circa 4 semi che hanno iniziato a far emergere la radichetta (lunghezza attorno a 1--3 mm, ma lo sviluppo medio e la massa radicale complessiva sono nettamente inferiori rispetto a T. La maggior parte dei semi rimane turgida ma con il tegumento ancora sostanzialmente chiuso o appena spaccato. Confermando un ritardo di sviluppo di circa 36 ore rispetto al trattato.
A 6 giorni (144 ore) dall'inizio dell'esperimento:
A sinistra (Trattato T): Le radichette hanno continuato ad allungarsi in modo vistoso, irrobustendosi alla base. Quasi la totalità dei semi vitali (14 su 16) presenta ormai radichette sviluppate e ben visibili. Come previsto, il seme centrale scuro ha terminato il suo processo di necrosi e la muffa è rimasta confinata nel suo perimetro senza compromettere l'allungamento delle radichette sane circostanti.
A destra (Controllo C): Molti semi hanno finalmente iniziato a spaccare il tegumento ed emettere le prime radichette(11 su 16) (dimostrando che il lotto era sano), ma la lunghezza media e lo spessore delle radici sono nettamente inferiori rispetto a T. C si trova oggi all'incirca nello stato in cui T si trovava 28–36 ore fa.
A 168 ore (7 giorni) si evidenziano caratteristiche fisiche ben distinte tra i due campioni sperimentali:
A sinistra (Trattato T):Le radici primarie mostrano un chiaro orientamento geotropico, un evidente ingrossamento basale e un vigore di sviluppo superiore. Un singolo seme centrale non vitale ha subito un completo decadimento fisiologico. Il micelio saprofita e le conidiospore scure risultanti sono rimasti strettamente circoscritti al perimetro del seme necrotico e alla matrice di carta imbevuta di essudati, senza inibire l'allungamento o la vitalità delle radici sane circostanti.
A destra (Controllo C): Sebbene l'emissione radicale sia ampiamente osservata (confermando la vitalità complessiva del lotto), la lunghezza media delle radici e la biomassa totale risultano significativamente inferiori. Abbiamo 2 semi non vitali ricoperti di muffa e uno che non ha prodotto radici. La formazione della macchia fungina centrale è parimenti presente nel Controllo C a conferma che la proliferazione saprofita è una naturale conseguenza biologica del microclima chiuso ad umidità satura 100% che agisce sulla microflora della superficie del seme, indipendente del trattamento elettromagnetico.
Raccogliamo i dati in una tabella riepilogativa:
Grafichiamo i valori salienti:
Il grafico mostra chiaramente la distanza tra le due curve di germinazione. Il Trattato (linea blu) parte a 64 ore e impenna verso 96–144 ore, mentre il Controllo (linea arancio tratteggiata) insegue sempre con un evidente shift temporale di 24–36 ore. A 168 ore hanno germinato 14 su 16 semi sul Trattato e 12 su 16 sul Controllo.
Il grafico evidenzia un netto incremento del vigore germinativo nel campione trattato (T). A partire dal 5° giorno (116 h) si osserva un'accelerazione dello sviluppo: al 7° giorno tutti i 14 semi del gruppo T superano la soglia dei 10 mm di lunghezza, mentre nel gruppo di controllo quasi la metà dei semi germinati mostra una crescita ritardata sotto i 10 mm.
L'insieme di questi due pannelli offre un'immediata evidenza visiva sia della precocità che del vigore radicale indotti dal trattamento.
5. Conclusioni
L'indagine condotta sulla dinamica di imbibizione, germinazione e sviluppo radicale di Pisum sativum su un campione complessivo di 32 semi (16 per ciascuna ciotola) ha evidenziato differenze nette, sistematiche e quantificabili tra il lotto irrigato con acqua trattata elettromagneticamente (impronta frequenziale di Urtica dioica) e il lotto di controllo (C).
I risultati emersi a 7 giorni (168 ore) si sintetizzano come segue:
Su ciascuna ciotola di 16 semi, 2 elementi hanno mostrato un tentativo iniziale di sviluppo senza poi completare la germinazione (semi non vitali/morti). Nel lotto trattato (T), tutti i 14 semi vitali residui hanno germinato con successo (100% dei vitali, 87,5% del totale). Nel lotto di controllo (C), oltre ai 2 elementi non vitali, 2 ulteriori semi non sono spuntati, portando il totale a 12 germinati su 16 (85,7% dei vitali, 75% del totale).
Il campione T ha registrato la rottura del tegumento e l'uscita della radichetta primaria già al 3° giorno (64 h), con un anticipo di 24-32 ore rispetto al controllo (C), i cui primi segnali si sono manifestati solo al 4° giorno (96 h).
Al 7° giorno, l'analisi morfometrica mostra che il 100% dei semi germinati nel lotto T (14 su 14) ha raggiunto la classe di vigore superiore 10 mm di radichetta). Nel lotto di controllo soltanto il 58,3% dei germinati (7 su 12) ha raggiunto i 10 mm, mentre i restanti 5 elementi vitali sono rimasti bloccati su dimensioni inferiori (2–6 mm).
I dati confermano che il trattamento elettromagnetico atermico e a contatto zero induce una modificazione funzionale dell'acqua idonea a stimolare la riattivazione metabolica dell'embrione, massimizzando il potenziale dei semi vitali e accelerando le prime fasi vegetative.
L'ipotesi di impiegare l'impronta frequenziale di Urtica dioica per favorire lo sviluppo radicale trova riscontro empirico diretto nella maggiore velocità di accrescimento, nella precocità di germinazione e nell'uniformità di vigore riscontrate nel lotto trattato.
Rob ricerche 15 agosto 2026
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Si allegano le fotografie scattate a 12 giorni dall'inizio della prova. Al 9° giorno (3 giorni prima dello scatto) è stata rimossa la pellicola trasparente di copertura per consentire lo sviluppo verticale dei germogli. In contestualità, è stata effettuata un'integrazione idrica di 5 ml per ciascun recipiente: il gruppo di Controllo è stato irrigato con l'acqua della provetta "C", mentre il gruppo Trattato ha ricevuto l'acqua sottoposta a trattamento elettromagnetico (preparata a inizio esperimento)
A sinistra il campione Trattato mostra uno sviluppo omogeneo ed eretto, con 12 germogli che hanno già strutturato l'espansione fogliare verde e superato lo stress causato dalla contaminazione fungina.
A destra il campione di Controllo presenta una crescita disomogenea e stentata, con soltanto 7 germogli giunti alla fase di sviluppo fogliare e un'alta incidenza di semi bloccati o inibiti.
Il che dimostra l'efficacia del trattamento non solo nel velocizzare la fase embrionale di germinazione, ma anche nel sostenere la risposta fisiologica della pianta sul lungo periodo. Il trattamento conferisce ai germogli una maggiore resilienza biologica, consentendo uno sviluppo strutturale omogeneo ed eretto anche in presenza di forte stress ambientale e contaminazione fungina.