Il titolo di questo capitolo “15 12 11” ci porta in una dimensione dove la numerologia, la simbologia e le forme hanno un ruolo determinante.
Piu' di un anno è passato da quando ho cominciato ad indagare sugli indizi del Conte Mattei ma tutte le volte che credevo di essere arrivato ad un punto mi accorgevo che ero solo all’inizio.
Durante le ricerche sulla parte elettrica della medicina del conte mentre traducevo i lavori del Reichembach ho trovato un riferimento a lui e al Conte Mattei in un articolo del chimico Henri Carrington Bolton “Il Revival dell'alchimia” pubblicato nel dicembre del 1897 sulla prestigiosa rivista internazionale Science,
Henry Carrington Bolton (1843–1903) era un noto chimico e bibliografo della scienza .
Science è una rivista scientifica pubblicata dall'American Association for the Advancement of Science, ed è considerata una delle più prestigiose riviste in campo scientifico, insieme a Nature È stata fondata nel 1880, con la collaborazione dal punto di vista finanziario prima di Thomas Edison, poi quella di Alexander Graham Bell.
Nell’articolo Bolton dopo aver elencato tutti i progressi fatti dalla scienza del periodo, parla del grande interesse in quegli anni e soprattutto in Francia, per l’alchimia e l’ ermetismo.
Traduco:
...“Il movimento di rianimazione delle dottrine e delle pratiche alchemiche ha avuto particolare successo in Francia, dove ci sono oggi quattro società e una università che presumono di possedere la conoscenza occulta dei misteri ermetici.
Queste società segrete sono: L’ Ordine dei Rosacroce, L' Ordine Martinista, La Società di Omeopatia Ermetica e L' Associazione Alchimista di Francia.
Le prime due di queste società sembrano funzionare su linee simili alla massoneria, e affermano che i loro misteri segreti sono stati lasciati in eredità dagli ultimi saggi di Atlantide e dal Lemuri ai loro fratelli in Asia e in Egitto, gli abitanti dei santuari da dove vengono Krishna, Zoroastro , Hermes, Mosè, Pitagora e Platone. Ai Magi sacerdoti che conservano queste tradizioni nei templi di Tebe, Heracleopolis, Afrodite, Pthah e Serapide erano successe delle società segrete alchemiche dei primi secoli della nostra era; poi seguite dalle logge ermetiche degli arabi, e questi hanno dato origine ai Templari, ai Rosacroce e ai Martinisti.
La terza società (La Società di Omeopatia Ermetica) coltiva una terapeutica particolarmente occulta, un sistema di medicina inventato negli anni sessanta da Conte Cesare Mattei, di Bologna, che unisce i principi di Hahnemann con quelli dei discepoli iatrochimici di Paracelso.”
Da wiki:
Iatrochimica: Corrente della medicina rinascimentale che trasse ispirazione dall’insegnamento di Paracelso. L'idea di fondo della iatrochimica consiste nella convinzione che la salute dell'organismo dipenda essenzialmente da uno specifico bilancio tra i componenti chimici dei fluidi corporei.
Sembra quindi che la medicina del conte sia stata l’ispiratrice di una societa’ segreta chissa se il conte ne era un adepto?
Cercando sull’argomento ho trovato questo libro "Il Gran Libro della Natura” di Vincenzo Soro edizione del 1921. Nella lunga prefazione Soro descrive le particolarita’ delle varie societa’ segrete del periodo e in particolar modo dei Rosacroce e Martinisti illustrandone i gradi essenziali di insegnamento . (La prima edizione del libro e’ del 1790).
Dalla prefazione:
..“L'ORDINE MARTINISTA non è, come alcuni credono, un Rito Massonico, ma un Ordine Illuministico: in altri termini, è semplicemente una Scuola Superiore di studi ermetici, una vera e propria Università Occulta, ove con forme liturgiche di austera bellezza mistica si commenta, si sviluppa, si integra e si applica l’insegnamento iniziatico dei gradi scozzesi. Esso è quindi in realtà il completamento illuministico del Rito Scozzese…
Il RITO SCOZZESE ANTICO ED ACCETTATO si basa sulla Tradizione mistico-ermetica dei Rosa+Croce.
Ebbe la sua forma definitiva nell'anno 1887 a Parigi da un gruppo di Alti Iniziati membri del Supremo Consiglio dell'Ordine Kabbalistico della Rosa+Croce. L'Ordine comprende tre gradi essenziali di insegnamento:
Nel 1° grado si studia profondamente la Massoneria Blu in tutta la sua simbologia, liturgia e dottrina, l'alfabeto ebraico e la sua significazione geroglifica, la struttura biologica dell'uomo, i primi elementi di storia delle associazioni segrete ecc. ecc.
Nel 2° grado: studio profondo della Massoneria Rossa, con speciale riguardo al grado di Rosa+Croce; primi elementi di scienze ermetiche, teosofiche e kabbalistiche; storia delle iniziazioni dal secolo XIV ai giorni nostri, ecc. ecc.
Nel 3° grado: lettura e commento del Sepher-Jetzirah e degli altri testi kabbalistici; Scienza dei Numeri, aritmetica teosofica ecc. Studio delle tradizioni iniziatiche da Ram (vedi pagg. 257-270 Guida Romantica) a Cristo: Tradizione Rossa, Tradizione Nera (Mosè), esoterismo dei Vangeli e del Nuovo Testamento, ecc. ecc.
Tutto il suo insegnamento è volto ad un altissimo fine : cioe’ alla reintegrazione dell' Uomo nella sua primitiva purezza, il suo riavvicinamento a Dio e la Spiritualizzazione dell' Umanità. Si propone di raggiungere la Grande Opera della Solidarietà Universale attraverso la Fratellanza dei Popoli e l'Alleanza di tutti i Credenti e di tutte le Fedi (pag 77 Guida Romantica).
Profondo è l'esoterismo del nome GESÙ, che racchiude in sé la Sintesi di tutta la Dottrina Segreta. Infatti, questo nome nella sua forma originale ebraica suona Jehoshua, e si ottiene mettendo la lettera Shin (Verbo) in mezzo alle quattro lettere formanti il Nome Indicibile JHVH (iod-he-vau-he) : sommando i valori numerici di queste cinque lettere, si ottiene il numero 11”
Considerando che l’ebraico si legge da destra a sinistra il nome di Gesu’ diventa:
he (5) vau(6) shin(21) he(5) iod(10) = 47 da cui 4+7=11
(Nell' alfabeto ebraico le lettere hanno anche un valore numerico.)
Leggendo l'articolo ho trovato molti argomenti che ho dovuto approfondire nelle precedenti relazioni e che mi inducono a continuare la ricerca.
Dopo l’interessante introduzione il libro prosegue con l’esposizione del testo originale del 1790 ne estraggo alcuni frammenti:
“Prima di entrare in materia, debbo prevenire il lettore che farò di tutto per mettere quest'opera alla sua portata; se talvolta sembrerò inintelligibile, sarà sempre per colpa di quelli che mi leggeranno. Ogni capitolo sarà spiegato da un altro. Il titolo dell'opera farà ridere qualche falso sapiente, e gli impedirà di scorrerla immerso in tenebre fitte, egli non potrà neppure supporre l'esistenza della Luce…..
Riporterò, sotto i vostri occhi, le prime età del mondo, i disegni del Creatore i rapporti degli esseri creati, e le leggi della Natura. Spiegherò alcune allegorie che voi chiamate sacre o profane, secondo il vostro interesse. In fine, penetreremo in tutto il regno delle Scienze Occulte…..
Il passo principale di questo libro è l’ Apocalisse Ermetica : ci si vedono la teoria e la pratica delle scienze inventate e perfezionate dai Saggi Egiziani. Le altre parti del Libro ne son l' interpretazione : leggendolo tutto con attenzione, si resterà sorpresi dell' utilità e dell' immensità delle materie che vi sono trattate…….
Tutto ciò che si legge in Paracelso, in Van Helmont, in Raimondo Lullo, in Glauber, Trevigiano, Swedenborg ecc. non è effetto né di errore né d' impostura : i precetti delle scienze occulte dobbiamo dunque cercarli in questi scrittori. Col libro che io do alla luce, gli scritti degli adepti sono facili a comprendersi. Court de Gébelin ha dato nelle sue opere la spiegazione dei segni e dei geroglifici degli antichi : bisogna dunque studiare il suo Mondo Primitivo…..
Io vedo già la terra animarsi per l' influenza del calore. I pianeti si mettono al loro posto ; il fuoco agisce ; l'acqua evapora ; le nozze si compiono : e il Fanciullo vede la luce.
Tutte queste allegorie sono sotto un velo assai meno fitto nella mia Apocalissi ermetica ; e in queste allegorie bisogna riporre le vere conoscenze dei Fratelli della Rosa+Croce. Non resta da conoscere che un punto essenziale, prima di essere iniziati ai grandi misteri, ed è la Scienza dei Numeri. Il calcolo è la prima chiave della vera scienza.
“I numeri non sono che la traduzione abbreviata o la lingua concisa delle verità e delle leggi il cui testo e le cui idee sono in Dio, nell' uomo e nella natura.”….
Ogni scienza si attiene a linee rette e a linee curve : emblemi del vero e del falso. I caratteri usuali non sono stati fatti a caso : perché uno non potrebbe essere due se a sua volta due non potesse essere quattro. Il giorno si calcola quattro ; la notte si aggiunge tre ; il giorno dopo si dice nove, per venire a sette. Si mette due volte sette, si leva nove, e rimane cinque. Quando si leggerà tutto questo libro, si sarà in condizioni di combinare e di valutare questo calcolo.
È questo lo studio dei Fratelli della Rosa+Croce. Io ho tratto da loro tutte le verità che consegno in quest'opera.”
La verità è ben mimetizzata ma non è soltanto nascosta, essa è anche abilmente spezzata, e i pezzi sono sparsi qua e là.
Non basta quindi trovare uno o più frammenti, bisogna trovarli tutti, e, trovati, bisogna saperli ricomporre.
Come gli indizi del Conte
Il libro continua con alcune ricette di alchimia (sarebbero da provare ma non è questo il momento) e successivamente con una storia allegorica che durerà per tutto il libro:
“1 — Dal giorno della mia nascita io non avevo mai goduto del più bello dei sensi : ed erano già trentasei anni — contando alla maniera ordinaria — che mi trovavo fra gli uomini.
2. — Benché privo della vista………………….
Non avevo ancora visto la luce così da vicino………...
16. — Il vecchio mi insegnò la scienza dei numeri. Calcolammo il numero tre : appresi il sette e trovai il numero nove. .
17. — Mi si insegnò l'uso del compasso. Così tentai di misurare e dividere le dodici figure dello Zodiaco. Il mondo planetario non ebbe più nessun velo per me, perché il tempo della prima operazione era ormai venuto…..”
Siamo arrivati fino a questo punto del libro di Soro per tentare di entrare in questo mondo e per cercare di comprendere l’importanza dei simboli, dei numeri, delle lettere.
Ritorniamo ora ai 3 gradi di apprendimento:
Per poter officiare le cerimonie di iniziazione nel 1700 veniva "TRACCIATO" sul pavimento con un gesso o un pezzo di carbone un quadro di loggia che conteneva tutti i simboli del grado. Al termine del rito il quadro di loggia veniva cancellato.
In seguito, per comodità, questa modalità venne sostituita con disegni raffigurati su tappeti o su stoffe in modo da essere pronti per tutte le occasioni chiamate Tavole di Tracciamento.
Andiamole ad analizzare
Gli Elementi principali della tavola di tracciamento del primo grado sono :
Le colonne Boaz e Jachin Situate a sinistra e a destra dell’ingresso del Tempio di Salomone
(sono descritte nella Bibbia 1 Re 7:21).
Boaz (a sinistra, per il neofita che entra) simboleggia la forza.
Jachin (a destra) simboleggia la stabilità intesa come guida spirituale verso la luce
La loro posizione all'ingresso del tempio simboleggia il passaggio dall’ignoranza alla luce.
Il neofita, passando tra le due colonne, entra nel cammino iniziatico.
Si trovano su un pavimento a scacchi bianchi e neri che simboleggia la dualità del mondo (luce/tenebre, bene/male, spirito/materia) e Indica la condizione dell’uomo in cerca dell’equilibrio.
Sul pavimento una Squadra e Compasso gli strumenti del mestiere, ma cosa rapprentano? La squadra simbolizza la rettitudine morale, il compasso indica i limiti entro cui agire e ancora insieme squadra e compasso rappresentano il percorso di crescita interiore dove la squadra che rappresenta la dimensione materiale sta sotto al compasso che rappresenta la dimensione spirituale alla quale tendere.
Sul fondo una ripida scala che conduce al Tempio, percorso iniziatico che l’Apprendista è chiamato a seguire, rappresenta una progressione simbolica verso la Luce. La pendenza richiama la difficoltà del cammino verso la Conoscenza
In cima sopra la scala la stella fiammeggiante che indica la meta spirituale dell’iniziato.
Sempre nella parte alta a sinistra Il Sole Luce attiva.
Nella loggia massonica, il Maestro Venerabile è spesso associato al Sole, come colui che dispensa la luce della conoscenza.
Il Sole è posto a Est, da dove nasce la luce e da dove “inizia” simbolicamente il viaggio dell’Apprendista.
A destra la Luna , Luce riflessa, simboleggia la conoscenza indiretta, come quella dell’Apprendista che riceve la luce del Maestro e della Tradizione.
“Come la Luna riflette la luce del Sole, così l’Apprendista riceve e riflette la conoscenza”.
Nel 1850, la Massoneria europea (soprattutto francese, tedesca e italiana) era profondamente influenzata dalla mistica, l’alchimia e le scienze occulte.
Aveva una forte componente simbolica negli spazi fisici (castelli, logge, giardini esoterici) e incorporava elementi della tradizione templare, ermetica, spesso reinterpretando i simboli classici.
Il conte non rappresenta la scena in modo esplicito, ma la dissemina negli spazi del castello, integrando i simboli massonici nell’architettura e nella decorazione in modo discreto ma coerente. Distribuisce la scena in un ambiente cosi’ vasto da non essere notata.
Le colonne Boaz e Jachin diventano i telamoni all'ingresso uno a sinistra rosso affaticato con la lingua fuori che rappresenta ciò che è da superare: l’ignoranza, la paura, l'ego, la materia.
L'altro a destra bianco con la faccia serena e le gambe incrociate rappresenta l’armonia dell’anima risvegliata, la parte spirituale dell’uomo, equilibrio interiore, dominio sul corpo.
La squadra e il compasso dellla Tavola di Primo Grado sono simboleggiati sul portone di ingresso con un grande cerchio e 12 squadre ad esso inscritte. Le squadre che rappresentano l'operosita' dell'uomo che sono delimitate dal cerchio limite da non superare.
Il pavimento del cortile (che e' stato sostituito con della granigli) era costituito da un mosaico di tessere bianche e nere ne vediamo un frammento recuperato durante gli ultimi lavori di restauro:
Dal cortile si accede alla ripida e faticosa scala che porta alla cappella:
Nella foto di sinistra la ripida scala con le colonne , in quella di destra l’ultima rampa, prima di accedere alla cappella, è di 7 gradini.
Giunti all’ingresso della piccola chiesa notiamo sull’architrave raffigurati in bassorilievo un fiore a 12 raggi e il bucranio .
In ambito cristiano, il bucranio può essere visto come simbolo di sacrificio e morte, ma anche di rinascita e immortalità, poiché il teschio di un animale sacrificato spesso simboleggiava il passaggio dalla vita alla morte e il ciclo della vita.
Il fiore a 12 petali può simboleggiare la perfezione divina.
Insieme, questi simboli sopra il portone della cappella possono essere interpretati come un richiamo al sacrificio (bucranio) che porta alla perfezione e all'armonia divina (rosone con fiore a 12 petali).
Il portate quindi ci ricorda che stiamo entrando in un ambiente dove incontreremo la luce divina.
Varchiamo la soglia e subito ci colpisce la luce della portafinestra di fronte. (La luce entra da li, la portafinestra e’ a sud sempre illuminata dal sole)
Sul pavimento due file di mattonelle nere e di colonne ci portano verso la fonte di luce. Se varchiamo la porta finestra, foto a destra, notiamo che le 2 file di mattonelle nere che ci guidavano sul pavimento continuano sulla parete all’esterno verso l’alto.
Alzando lo sguardo, quello che vediamo sono tre croci quadrate (a bracci uguali) sovrapposte verticalmente, contenenti rispettivamente 36, 9 e 9 formelle circolari dipinte di nero.
Proviamo a decifrare questo schema usando la lente dell'astronomia esoterica e della iatrochimica di paracelso cercando di pensare come un alchimista erudito allievo di Paolo Costa.
Questa struttura risponde a una precisa legge della filosofia ermetica: la Legge della Condensazione dell'Energia (la discesa dello spirito nella materia).
Il Conte Mattei ha disegnato sul muro un vero e proprio "imbuto cosmico" diviso in tre livelli gerarchici:
Il primo livello : la croce in alto con 9 formelle rappresenta l'Origine Spirituale. Essendo la più piccola e la più vicina all'infinito, entra nella pura metafisica delle dottrine martiniste. Il 9 qui rappresenta l'Enneade, le nove sfere dello Spirito Puro e i cori della creazione invisibile. È il punto in cui l'Energia Divina, l'Invisibile, si manifesta per la prima volta prima di scendere e densificarsi.
Essendo il punto più vicino al Cielo, è geometricamente il più piccolo. È l'antenna che capta la vibrazione divina o l'energia cosmica grezza prima che venga alterata.
Man mano che l'energia scende verso la Terra, inizia a organizzarsi e a prendere una forma.
Il secondo livello e’ quello della croce mediana Il 9 qui rappresenta il numero dei pianeti del nostro sistema cosmico conosciuti all’epoca, che influiscono sulla terra. Escludendo il Sole e la Terra (intesa come il piano materiale della porta sottostante), il cielo è governato da 9 corpi celesti: Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno, Urano, Nettuno e Cerere (allora catalogato a tutti gli effetti come pianeta principale).
Il terzo livello e’ quello Materiale/Terapeutico (La croce grande in basso).
Il 36 e’ il Quadrato Magico del Sole: Nella iatrochimica paracelsiana e nell'astrologia esoterica, il 36 è il numero del Sole. Lo zodiaco è diviso in 36 decani. Il Sole rappresenta l'Oro alchemico, il principio vitale e la sorgente della luce e della vita sulla terra nel disegno è il più basso, il più “vicino” alla terra.
Questa disposizione verticale non è una scelta estetica, ma descrive il processo con cui Mattei intendeva creare i suoi rimedi elettromeopatici.
L'energia pura dello spirito viene captata in alto (croce piccola), viene filtrata e organizzata attraverso le leggi dei pianeti al centro (croce media), e infine si "scarica" e si materializza nella grande croce solare in basso. Da questa grande riserva solare, l'energia fluisce direttamente sull'architrave della porta come una cascata.
Se applichiamo lo stesso metodo di calcolo che abbiamo usato all’interno del capitolo (aritmetica teosofica che ricordiamo essere un antico metodo che riduce qualsiasi numero grande a una sola cifra, da 1 a 9, sommandone i componenti per scoprirne il significato simbolico e spirituale) otteniamo che:
Croce grande: 36 → 3 + 6 = 9
Croce media: 9
Croce piccola: 9
L'intera facciata vibra sull'archetipo del 9 (il numero del compimento e dell'Iniziazione). La somma totale di tutti i pallini è 36 + 9 + 9 = 54, la cui riduzione finale ci riporta a 5 + 4 = 9.
Ricordiamo infine l'anno di nascita del Conte Mattei, il 1809. Sommiamo le singole cifre:1 + 8 + 0 + 9 = 18
1 + 8 = 9
Per chi studiava queste discipline nell'Ottocento, quel 9 finale era l'anima "nascosta" di quel numero, la sua vera vibrazione energetica.
Torniamo all'interno della cappella soffermiamoci sulla porta di ingresso con la scala ripida alle spalle e alziamo lo sguardo, vediamo a destra il cielo azzurro stellato con una mezza luna e sulla sinistra una finestra illuminata dal sole :
La finesta, e quindi la parete, e’ orientata a 124° SE cioe’ dove sorge il sole al solstizio di inverno (chiaro simbolo di rinascita). Questa Finestra ha un ruolo importante sia in questa scena dove rappresenta il Sole nella tavola di tracciamento di primo grado che per il luogo di sepoltura del Conte.
Ricordo che il sarcofago del Conte si trova al piano superiore dell' ambiente che stiamo esaminando, sopra l'altare.
A riportare la cappella e la ripida scala d'ingresso ad un unica scena e' la piantina che ci mostra come la scala, gli archi interni e tutta la pianta della cappella siano sullo stesso asse.
I muri che delimitano la cappella sono invece costruiti con una angolazione diversa allo scopo di orientare la tomba del Conte, che si trova nello stesso ambiente ma al piano superiore, verso il sorgere del sole al solstizio di inverno.
Entriamo quindi al piano superiore della cappella dove e' posto il sarcofago. Quello che vediamo è :
L’effetto è quello della foto subito a destra la tomba (a ovest), la finestra è di fronte coperta dalle colonne. Solo se ci spostiamo davanti alla tomba la vediamo tra le colonne:
Le due foto sono state scattate dalla stessa posizione ma in direzione opposta: nella prima si vede la finestra tra le colonne nella seconda si vede la tomba (ovviamente il sole cade in mezzo alle stelle ).
Analizzeremo in dettaglio il sarcofago quando arriveremo al terzo grado.
Come preannunciato dal bassorilievo all’ingresso entrando abbiamo trovato in un unico luogo 2 ambienti il primo che ci porta dal livello terreno a quello spirituale e uno nel quale dalla morte si passa alla risurrezione.
La foto che segue e' stata scattata alle 9:00 del 21 dicembre 2021 il sole ha appena valicato le montagne e illumina la parete della cappella.
Continuiamo la nostra ricerca verificando se sono presenti nel castello analogie con gli altri 2 gradi di apprendimento:
Globo con Rete
Colonne
Monte a piramide
Cascata d’acqua
Pianta
Camera di Mezzo
Scritta caratteri ebraici
Colonne
Tenda
Cartiglio con simboli
Scala curva di 15 gradini
“Quando il Tempio di Gerusalemme fu terminato dal Re Salomone, la sua sontuosità e splendore divennero oggetto di ammirazione nelle vicine nazioni e la sua rinomanza si sparse fino alle regioni più remote del mondo allora conosciuto.
Niente in questa magnifica struttura, era di più notevole, e che maggiormente colpisse l’attenzione, delle due grandi colonne, che erano poste nel portico. Esse erano vuote, per meglio servire da archivio poiché là erano depositati i rotoli costituzionali.
i capitelli erano arricchiti da intrecci a rete, gigli e melograni. Gli intrecci a rete, con il loro reticolato, a simboleggiare l’unione; i gigli per il loro candore, la pace; i melograni, con la sovrabbondanza dei loro semi, per simboleggiare la copiosità. Quelle colonne erano inoltre ornate da due sfere, sulle quali erano tracciate le mappe del globo celeste e di quello terrestre. Esse furono considerate terminate quando vennero ricoperte dall’intreccio a rete.
Per la costruzione del Tempio di Re Salomone venne impiegato un numero immenso di Muratori. Essi erano stati suddivisi in Apprendisti Ammessi e Compagni di Mestiere. Gli Apprendisti Ammessi ricevevano una razione settimanale di grano, vino e olio. I Compagni di Mestiere ricevevano la loro ricompensa in spezie, che essi andavano a riscuotere nella camera di mezzo del Tempio. Essi vi pervenivano passando per il portico o ingresso situato a Sud. Dopo che i nostri antichi Fratelli erano entrati dal portico, si trovavano ai piedi della scala curva, che conduceva alla camera di mezzo. La loro salita era ostacolata dal Sorvegliante che chiedeva la parola di passo che conduce dal primo al secondo Grado. La parola di passo che confido vi ricordiate è Shibboleth; significa spiga ed è qui simboleggiata da una spiga di grano vicino ad una cascata d’acqua.
Re Salomone fece così che, in seguito, essa venisse adottata come parola di passo, per evitare che una qualsiasi persona non qualificata potesse salire la scala curva, che conduce alla camera di mezzo del Tempio.
Essi quindi salivano la scala curva, formata da tre, cinque, sette o più gradini. Sette o più rendono la loggia perfetta, Dopo che i nostri antichi Fratelli avevano raggiunto la sommità della scala curva, essi giungevano alla porta della camera di mezzo, che trovavano aperta.
Quando i nostri antichi Fratelli erano nella camera di mezzo del tempio, la loro attenzione veniva particolarmente attratta da certi caratteri ebraici che sono qui rappresentati dalla lettera G”.
Dal libro di Jules Boucher: “La simbologia massonica”
“La “Camera di Mezzo” è pure la “Quintessenza” degli alchimisti, il punto di intersezione dei due bracci della croce, la sommità della “Pietra cubica a punta”.
Vi si accede per mezzo di 15 gradini: tre + cinque + sette. Questi numeri sono quelli dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro.
Tre è il Triangolo; cinque la Stella Fiammeggiante(Sirio); sette il Sigillo di Salomone con il punto centrale che è l’uomo giunto a realizzare l’equilibrio perfetto tra la Materia e lo Spirito.
Associando il “Sigillo di Salomone” e la “Stella Fiammeggiante” (Sirio), forma la figura da lui definita l’Esagramma pentalfico che é l’unione del Microcosmo col Macrocosmo.
E’ interessante notare che l’addizione di 5 (pentagramma) e 6 (esagramma) dà per totale 11. Undici è dieci più uno. E i 33 gradi dello Scozzesismo possono essere divisi in tre serie di undici. (...).
Il numero 11 rappresenta il numero mistico della Cabala ebraica dalla quale dipendono tutti i segreti e la simbologia della Massoneria.
La “Camera di Mezzo” può essere paragonata all’esagono racchiuso all’interno dell’esagramma. In questa Camera, l’Uomo, l’Iniziato, diventa Adepto.
La “Camera di Mezzo” e deve avere due locali per le iniziazioni. (...). Ancora poco tempo fa, si divideva il Tempio in due parti con una tenda. La prima parte era lo Hikal, la seconda il Debhir. Lo Hikal è la camera dove Hiram muore, il Debhir (la parte illuminata) quella in cui risuscita. (...). Hiram risuscitato! Tale è lo scopo dell’iniziazione al grado di Maestro: l’iniziato diventa Adepto, è raggiante di Luce.”
Da wiki:
Hiram è l'architetto capo della costruzione del tempio di Salomone.
Vediamo dove potrebbe essere la "Camera di Mezzo" nel nostro castello.
Se entriamo nella parte privata del conte, dopo il ponte levatoio a sinistra troviamo la sua camera da letto (nella torre quadrata) mentre se continuiamo a destra ci troviamo davanti ad una scala curva di 15 gradini che ci porta nella camera di mezzo delle 3 presenti nella torre tonda.
Porta ingresso camera di mezzo
Cartiglio del Conte
Scala curva a 15 gradini
Dietro la scala, l’ingresso del labortorio
Che si trova sotto la camera di mezzo
“Quando i nostri antichi Fratelli erano nella camera di mezzo del tempio, la loro attenzione veniva particolarmente attratta da certi caratteri ebraici che sono qui rappresentati dalla lettera G”.
Entriamo nella stanza che e' a pianta esagonale, se alziamo lo sguardo vediamo 11 lettere ebraiche che potrebbero quindi essere la lettera shin ruotata ripetuta 11 volte per farcene capire il significato.
Ricordate: Considerando che l’ebraico si legge da destra a sinistra il nome di Gesu’ diventa: he (5) vau(6) shin(21) he(5) iod(10) = 47 da cui 4+7= 11
In fondo alla camera di mezzo (foto di sinistra) si vede un altro piccolo ambiente illuminato dall’unica finestra e separato da una tenda il Debhir.
La foto a destra mostra il particolare della camera di mezzo della tavola di tracciamento del secondo grado.
Vi mostro ora il Pentacolo Universale simbolo dell’Ordine Martinista. E’ composta da un esagono inscritto in una circonferenza che pone al centro del simbolo e sotto nel nome di Dio, la lettera shin.
La circonferenza (poligono con infiniti lati) è il simbolo dell’eternità. Il suo raggio proiettato sei volte all’interno del cerchio produce l’esagono simbolo dei sei periodi della creazione. Al suo interno lo sviluppo della Natura attraverso le sue due grandi correnti di Involuzione (triangolo nero discendente) ed evoluzione (triangolo bianco ascendente). Il triangolo con la punta in alto rappresentante tutto ciò che ascende, è in particolare il simbolo del fuoco, del calore. Quello con la punta in basso rappresenta ciò che discende ed è in particolare il simbolo dell’acqua, dell’umido.
L’unione dei due triangoli (la stella a sei punte) rappresenta la combinazione di caldo e umido, del sole e della luna, il movimento perpetuo, la costante generazione e rigenerazione attraverso il fuoco e l’acqua.
Vediamo ora una foto panoramica della camera di mezzo (sala della visione) cosi’ come e’ oggi.
La stanza e’ esagonale inscritta in un cerchio (la torre tonda) proprio come il pentacolo martinista con la lettera shin ben visibile ripetuta 11 volte.
Foto panoramica a 360° Tra i tubi che puntellano il soffitto si intravvedono le colonne 12 tonde e nere.
Se apriamo la portafinestra a Est (al centro della foto sopra) quello che vedremo una splendida vista sulla valle del Limentra col monte Vigese che svetta proprio davanti a noi (ricordate il monte a piramide con sotto il fiume sulla tavola del secondo grado).
Tornando all'interno della sala sul Debhir troviamo un globo composto da un telaio di legno, rivestito di carta catramata e ricoperto da dischi colorati (stelle?)
Il globo nero di 2 m di diametro oltre a far parte della macchina del conte (che descriveremo in un altro capitolo) potrebbe rappresentare una delle sfere descritte precedentemente:
Nella vecchia foto i globi, quello celeste in alto
e quello terrestre potrebbero essere questi
“Quelle colonne erano inoltre ornate da due sfere, sulle quali erano tracciate le mappe del globo celeste e di quello terrestre, per simboleggiare l’universalità della Muratoria. Esse furono considerate terminate quando vennero ricoperte dall’intreccio a rete.”
Ho visto un globo terrestre retato sulla colonna a sinistra del portone di ingresso al castello. Lo vediamo qui illuminato dall’ultimo sole estivo:
In alto il ramo di Acacia
Gli strumenti del maestro
I simboli che rappresentano A e E ( pigpen cipher )
Il teschio
Pergamena srotolata con lettere e numeri
Altra pergamena srotolata dove si vede:
Il tempio e dietro la tenda l’arca dell’alleanza
Pavimento a scacchi bianchi e neri
la lettera ebraica He ( ה )
Notare che sulla bara non c’e’ nessun nome ma solo i simboli che rappresentano il defunto.
“Nella parte superiore un arbusto di Acacia. L'origine di questo simbolo è legata al mito di Hiram, l'architetto del Tempio di Gerusalemme. Dopo la sua morte, infatti, i suoi assassini ne nascosero il cadavere, ma sulla sua tomba germogliò un ramo di acacia che ne rivelò la presenza, simboleggiandone al tempo stesso la rinascita a nuova vita . Al di sotto vi è una bara di legno, sulla cui parte superiore sono visibili i simboli muratori propri del grado, soprattutto il cerchio o centro che simboleggia la perfezione raggiunta nella costruzione. In tutte le immagini alchemiche questa fase è sempre raffigurata con uno scheletro ed un sole nero (12 raggi) " (raffigurati all'ingresso della cappella). "Qui invece tutto è sintetizzato dal teschio con i femori incrociati. Ci sono poi dei segni che nell’alfabeto massonico rappresentano rispettivamente la lettera A e la lettera E, nella targa è riportata la data dell’anno iniziatico a cui vanno aggiunti gli anni storici. In entrambi i lati la lettera ebraica He ( ה ) .
Nel centro della tavola una pergamena srotolata con l’immagine del tempio di Re Salomone, la tenda del tabernacolo è aperta e si vede chiaramente l’arca dell’alleanza con i due cherubini inginocchiati sopra. Questo significa che in questa fase si è raggiunto quel livello spirituale che permetteva ai sacerdoti del tempio di presentarsi al cospetto del Signore.”
Nella nostro castello, nella parte alta della cappella, a ovest, sopra l’altare abbiamo la tomba del conte (forse e’ per questo che troviamo il teschio di bue e il sole a 12 raggi al suo ingresso).
La tomba e' stata posizionata nel piano superiore della cappella quindi in alto, il terzo e' il grado piu' alto.
Anche qui nessun nome.
La tomba ha una forma che ricorda l’arca dell’alleanza (arca raffigurata nella tavola di tracciamento), in alto dietro la croce 2 rami di palma potrebbero sostituire il ramo d’acacia ?
Gli strumenti del muratore sepolto sono le piante rappresentate nei riquadri ai lati ?
Abbiamo 2 pergamene srotolate sul sarcofago una su ogni fianco, sulla prima si fa riferimento all’infinito partendo dalla dimensione della nostra galassia, i numeri romani usati nella descrizione potrebbero essere il contenuto della targa sulla tavola ?
Nella pergamena sul lato lungo del sarcofago abbiamo 2 quadrati neri su fondo bianco nelle descrizioni della tavola di tracciamento di terzo grado si vede una pergamena srotolata dove è rappresentato il pavimento a quadri bianchi e neri del tempio. In questa stanza l'alternaza del bianco e del nero e' presente ovunque come si vede dalle foto.
Analizziamo ora le scritte che troviamo sulle 2 pergamente della tomba:
"Diconsi stelle di IX grandezza e tanto sono lontane che solo nel corso di XIII secoli il loro raggio arriva a noi pur correndo la luce a CCC chilometri al secondo, l’orbita annuale della terra attorno il sole orbita di CCXVI milioni di chilometri, vinta da quelle stelle, apparirebbe un punto e noi uomini, atomi di questo punto dell’universo, ci vantiamo di essere!"
"Diconsi stelle di XVI grandezza e tanto più lontane sono che la luce loro solo dopo XXIV secoli arriva a noi. Visibili furono esse con telescopi di Haerschel. Ma chi narrerà delle stelle anche più remote: atomi percepibili solo con le più meravigliose lenti che la scienza possegga o trovi? Quale cifra rappresenterà tale distanza che solo correndo per milioni d'anni la luce alata valicherebbe? Uomini udite: oltre quelle spaziano ancora i confini dell'universo!"
L'assenza del nome sulla tomba suggerisce che l'identità del defunto debba essere "scoperta" attraverso la decrittazione dei simboli e dei numeri come descritto sulla tavola di 3 grado. Le "date richieste" per identificare l'uomo che vi riposa sono la sua data di nascita (1809) e la sua data di morte (1896).
Nel 1850, la dimensione media dell'orbita terrestre attorno al Sole (definita come Unità Astronomica) era stimata in circa 153 milioni di chilometri: il valore di 216 milioni riportato sulla tomba è quindi chiaramente e volutamente sbagliato.
Analizziamo i numeri romani alterati ad arte dal Conte presenti nelle due pergamene:
Prima pergamena: IX (9), XIII (13), CCC (300), CCXVI (216)
Seconda pergamena: XVI (16), XXIV (24)
Per trovare l'anno di nascita (1809), il Conte sembra aver utilizzato una combinazione basata sul numero dei valori in gioco e sui dati della prima pergamena. Concentriamoci sul valore errato dell'orbita: 216.
Usando la tecnica dell' aritmetica teosofica 2+1+6 = 9 e anche dalla data di nascita del conte abbiamo 1+8+9 = 18 da cui 1+8=9 siamo sulla strada giusta
216 è esattamente il cubo di 6 (6^3), e 6 coincide proprio col numero totale delle cifre romane presenti sulle due pergamene.
(il cubo rappresenta la materia densa, il corpo fisico che si incarna, la vita)
Prendiamo quindi il valore della velocità della luce, ovvero CCC (300), e moltiplichiamolo per 6. Aggiungiamo infine il primo numero citato nella tomba, le stelle di grandezza IX (9). La formula matematica occulta ci restituisce esattamente l'anno di nascita:
300 * 6 + 9 = 1809
Per la data di morte (1896), la base del secolo rimane la stessa (1800), ma l'attenzione si sposta sui numeri della seconda pergamena, che parlano di distanze ancora più remote.
Prendiamo la grandezza delle stelle della seconda pergamena: XVI (16). Esattamente come fatto per il valore dell'orbita, il vero moltiplicatore non è il valore scritto, ma la sua radice: la radice quadrata di 16 è 4 (4^2 = 16).
(questa volta il quadrato, il ritorno alla terra)
Moltiplichiamo questo valore per i secoli citati nella stessa frase, ovvero XXIV (24). Applicando l'equazione, otteniamo l'anno della sua scomparsa:
1800 + (4 *24) = 1896
Oltre ai numeri, anche il testo presenta alterazioni volontarie. Nella seconda pergamena, il celebre astronomo William Herschel è citato con un evidente errore ortografico HAERSCHEL. Questa aggiunta della lettera "A" non è casuale. In primo luogo, porta il computo delle lettere del nome da 8 a 9, richiamando il numero chiave (IX) con cui si apre l'enigma e che serve a chiudere il calcolo del 1809. In secondo luogo, la vicinanza forzata delle lettere "A" ed "E" richiama direttamente i segni dell'alfabeto massonico presenti sulla tavola di tracciamento del 3° grado (quello di Maestro), confermando la matrice iniziatica dell'intera struttura.
E ancora la "H" unita ad "A" ed "E" riproduce foneticamente la lettera ebraica He ( ה ), che nella tradizione cabalistica rappresenta il soffio vitale, lo Spirito Universale e l'essenza del Grande Architetto. Inserendo la A e la E sulla sua tomba, il Conte sta simbolicamente "esalando" il suo ultimo respiro terreno per riconsegnarlo a Dio. Questo dà un significato pratico e tangibile alla pergamena laterale che recita ANIMA REQVIESCAT IN MANV DEI. Il respiro (He/HAE) torna nelle mani del Creatore.
Rimane scoperto un numero il 13 ma (da wiki)
Nei tarocchi, l'Arcano Maggiore numero 13 è La Morte. Nonostante il nome e la paura popolare, non indica una fine fisica, ma il potente simbolo della trasformazione. Rappresenta la fine di un ciclo, il rinnovamento e il distacco necessario per evolversi.
Abbiamo visto come il conte abbia giocato con i simboli nel suo castello.
Ma tra tutti i simboli quello più importante e centrale del sapere occulto è rappresentato dalla stella Sirio.
Viste dalla Terra Il Sole e Sirio sono le stelle più luminose del cielo e i loro giochi di luce sono da sempre ammirati dall’uomo.
Nell’ antico Egitto quando Sirio sorgeva all’orizzonte poco prima del sorgere del Sole alla mattina di mezza estate, il Nilo straripava irrigando i campi coltivati regalando così il raccolto al popolo.
Anche per questa ragione Sirio veniva adorata dagli Egizi.
Marshall Adams nel suo libro "La casa dei luoghi nascosti" pubblicato nel 1895 sostiene che la Grande Piramide di Giza corrisponde architettonicamente al rituale dell'iniziazione descritto nel papiro chiamato "Libro dei morti" trovato nella bara di un sacerdote di nome Auf Ankh ed ora conservato nel museo archeologico di Torino.
Nel libro si descrive il rito che si svolgeva nella piramide sotto la luce di Sirio.
Traduco:
“la Grande Piramide fu costruita in modo tale che durante la sacra congiunzione astrale la luce della Stella del Cane (Sirio) andasse a posarsi sull'altare della Pietra di Dio nel lembo superiore della Grande Galleria, illuminando il capo del sommo sacerdote, il quale ricevuta la Forza Solare Superiore, attratta dal suo perfetto Corpo Solare, poteva poi trasmetterla agli altri iniziati in funzione della loro evoluzione”
Sopra la testa dell’ illuminato veniva poi posta una corona:
“La corona dell’illuminazione o "Atf" corona dei monarchi modellata a forma della luce zodiacale che a volte corona il circolo supremo dello lo Zodiaco, prima dell'alba estiva. Quella corona che apprendiamo dal Rituale è stata posta sulla testa dell'Illuminato per aver realizzato il "Passaggio del Sole", nella ascesa nei misteri di cui era stato iniziato e illuminato dal Maestro”
Rappresentazione della corona dell’illuminazione dal libro di Adams.
Troviamo nel castello un simbolo o meglio una serie di simboli incastonati in una cornice dorata, proprio come una corona, che contorna tutta la camera di mezzo (sala della visione).
Particolare del simbolo
Parete a ovest davanti alla porta della terrazza
Dalla piccola porta nella parete ad est della sala di mezzo si vede il monte Vigese a forma piramidale, dalla cui cima sorge Sirio. Da qui entra la luce di Sirio come descritto nel rito .
Vista dal castello, Sirio sorge dalla stessa posizione, tutti i giorni ad orari diversi, sul monte Vigese.
Per vedere sorgere Sirio dal Vigese allego una tabella con gli orari
Levata del Sole e di Sirio mese - ora alla rocchetta (il giorno del mese considerato e' il 15):
Sole: 1 - 10 2 - 9 3 - 8 4 - 8 5 - 7 6 - 7 7 - 7 8 - 8 9 - 8 10 - 9 11 - 9 12 - 10
Sirio: 1 - 20 2 - 18 3 -16 4 - 15 5 -13 6 - 11 7 - 9 8 - 7 9 - 5 10 - 3 11 - 0 12 - 22
Quindi se vogliamo vedere Sirio sorgere prima dell'alba dovremo farlo in agosto -settembre se invece vogliamo vederlo di sera come nella foto sopra in dicembre-gennaio
Torniamo all'interno della sala
Anche la frase del rito:
“E così secondo l'insegnamento egizio la luce visibile non era che l'ombra della Luce invisibile, era l’anno dell’Altissimo”
Mi fa pensare alla scritta in latino sulla stessa parete della camera di mezzo sopra la corona:
FINXERAT HAEC DEUS HUC IMMIŜA LUCE SUPERNE
Dio ha creato queste cose, qui ha fatto entrare la luce superna
SIGNAVITQUE UMBRAS LUMINE DUCTA MANUS
che disegna le ombre, dalla luce divina viene condotta la mano.
Per la traduzione dal latino ho usato quella dal libro “IL SEGRETO DI MATTEI” dell’ Archivio Museo Cesare Mattei edizione 2016.
Ho solo cambiato la traduzione della parola superne in superna
Leggo dal “Dizionario de’ sinonimi” di Niccolo Tommaseo edizione del 1840
“La Suprema indica il grado, La Superna indica l’origine; La superna dicesi delle cose che riguardano il cielo; La superna Gerusalemme, la luce superna.
La Luce suprema e quella oltre la quale non e’ luce piu alta; La Luce superna viene dall’alto; La luce superna e’ da Dio o dagli spiriti mossi da lui.”