le condizioni che abilitano le opportunità della società dell’informazione, e mettono le scuole in grado di praticarle: accesso, qualità degli spazi e degli ambienti, iidentità digitale e amministrazione digitale.
● realizzazione/ampliamento di rete, connettività, accessi (Captive portale, possibilità di gestire accessi temporanei, BYOD)
● coordinamento con le figure di sistema e con gli operatori tecnici (Team, tecnici, DSGA, Docenti, Amministrativi, ATA)
● ammodernamento del sito internet della scuola, anche attraverso l’inserimento in evidenza delle priorità del PNSD; (Priorità: accessibilità, trasparenza, accessi differenziati, aree protette, aree formative, aree amministrazione trasparente, Area raccolta dati, Collegamento con SN e mini siti)
● registri elettronici e archivi cloud (Oltre ai registri ipotizzare la realizzazione di intranet tramite un semplice NAS o server di rete)
● acquisti e fundraising. Parole chiavi: (raccolta fondi a lungo termine, No-Profit, fidelizzazione, sensibilizzazione, relazione continua, rendicontare, augurare). Henry Rosso: "l'arte di insegnare alle persone la gioia di donare" fundraising VS Croundfounding unaerredueti.it
● sicurezza dei dati e privacy
● ambienti di apprendimento per la didattica digitale integrata
● laboratori per la creatività e l’imprenditorialità (FABLAB, Making, Robotica, Coding, ecc)
● biblioteche scolastiche come ambienti mediali (promozione del digitale sul territorio, piattaforme di gestione automatizzate)
● sperimentazione di nuove soluzioni digitali hardware e software
Il Piano Nazionale Scuola Digitale, all'interno del quale rientrano gli atelier creativi, concepiti come spazi didattici non più come unici e dedicati, ma che grazie agli arredi con molteplici configurazioni permettono lo svolgimento di prassi didattiche differenti, sia frontali che attive, di classe, individuali e di gruppo. Grazie alla mobilità e alla modularità gli spazi si adeguano in maniera flessibile alla metodologia didattica adottata dal docente o dalla scuola.
Tavoli e/o banchi modulari, dalla forma concava, a fagiolo, configurabili, ad isola. Il Layout tradizionale di banchi tutti orientati nella stessa direzione alla cattedra non fa parte della progettazione di questi ambienti. Hub per custodire e caricare tablet, carrelli mobili per laboratori, monitor PC dalle generose dimensioni, 32-42 pollici, ecc.
Alla base degli Atelier Creativi promossi dal MIUR ci sono proprio i Fablab, i laboratori dove è possibile per gli studenti seguire tutti i passi per la progettazione e la costruzione di oggetti fisici anche di elevata complessità. Un ambiente didattico eccellente per stimolare la partecipazione, un modo empirico, induttivo per apprendere complessi concetti di natura scientifica.
Il MIUR, nella circolare del 11 marzo, li definisce "ambienti attrezzati con tecnologie di fabbricazione digitale volti alla prototipazione, votati all'invenzione e all'innovazione. Sono ambienti di apprendimento per creare, giocare, apprendere, educare, inventare. Un Fab Lab è un laboratorio equipaggiato con software per la modellazione e la progettazione, schede e accessori elettronici, strumentazione tradizionale e macchine a controllo numerico capaci di lavorare con materiali diversi. Un FabLab è aperto e quindi aiuta la crescita di comunità di studenti, educatori, tecnologi, ricercatori, maker e innovatori, all'interno della quale è possibile collaborare e scambiare tecniche e conoscenza".
Obiettivo del PNSD è riportare al centro la didattica laboratoriale, come punto d'incontro essenziale tra sapere e saper fare, in laboratori inclusivi, innovativi e al tempo stesso creativi. In un Mix di robotica educativa, stampa 3D, artigianato digitale, materiale povero combinato ad elettronica e schede di prototipazione (tinkering).
Per "tappeto digitale" il MIUR intende le "condizioni digitali" comuni a tutti gli atelier da implementare nella scuola.
In particolare il MIUR precisa che questa base comune e abilitante ad ogni atelier va concepita anche in vista di una apertura al BYOD (Bring Your Own Device), ossia alla possibilità che gli studenti portino a scuola un proprio dispositivo (tablet, computer portatile, etc.) e lo usino insieme ai dispositivi (fissi e mobili) presenti nell'ambiente, in base alle necessità didattiche, fornendo all'insegnante un più ampio ventaglio di possibilità.
L’acronimo STEM, nei paesi anglosassoni, si riferisce ad un curricolo sviluppato per preparare gli studenti delle scuole primarie e secondarie ad affrontare gli studi universitari nei campi delle Scienze, della Tecnologia, dell’Ingegneria e della Matematica.
Questo curricolo prevede di essere sviluppato utilizzando momenti formali (le lezioni a scuola) ed informali (doposcuola, campi estivi…)
Lo studio degli argomenti disciplinari si propone di sviluppare:
Tipicamente questo viene declinato nello sviluppo di un set composto da 7 capacità:
Ambienti virtuali per l'apprendimento. Minecraft