La chiesa di San Giovanni Battista, conosciuta anche come chiesa dei Corallini è il monumento più importante della città di Cervo. La costruzione fu iniziata nel 1686 e durò ben cinquantotto anni. Il campanile fu realizzato successivamente La facciata è leggermente concava: sembrerebbe voler accogliere i fedeli o forse abbracciare il mare e i naviganti. I pescatori di corallo (i corallini) durante i periodi invernali misero a disposizione barche e lavoro per la costruzione e destinarono ad essa persino donazioni extra.
I PESCATORI DI CORALLO ROSSO:
Verso la fine di marzo, i proprietari delle imbarcazioni si dividevano gli uomini migliori e formavano delle “compagnie”. Ogni compagnia costituiva l’equipaggio di una barca, in tutto nove o dieci persone. Uno di loro, spesso lo stesso armatore, faceva da comandante.
Il proprietario forniva anche il capitale iniziale, che tratteneva poi come rimborso al termine del viaggio.
Il Festival
Il Festival di Cannes è un festival cinematografico che si svolge annualmente, a maggio, per la durata di due settimane, al Palais des Festivals et des Congrès della città di Cannes.
Storia
A causa delle ingerenze del governo fascista italiano e di quello nazista tedesco nella selezione dei film per la Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia, Jean Zay, ministro francese della pubblica istruzione e delle belle arti, alla fine degli anni trenta del ventesimo secolo, propose la creazione, a Cannes, di un festival cinematografico di livello internazionale. La prima edizione doveva svolgersi nel giugno 1939, ma, a causa della dichiarazione di guerra della Francia e del Regno Unito alla Germania, si svolse solo nel mese di Settembre del 1946.
La Struttura
Il Festival è diviso in due sezioni: Il Concorso e Un Certain Regard. Il Concorso accoglie le opere degli autori più affermati e rivela i talenti emergenti. Esso culmina nella cerimonia di chiusura durante la quale la giuria, formata da personalità cinematografiche internazionali, assegna i premi principali: la Palma d'oro per il miglior film, il Grand Prix, i premi per la migliore interpretazione maschile e femminile, il premio per la miglior regia, il premio per la miglior sceneggiatura e il premio della giuria. Un Certain Regard presenta una selezione di opere originali per contenuti o estetica, che rappresentano il rinnovamento dell'espressione cinematografica.
Le Lezioni
A partire dal 1991 il Festival, per iniziativa di Gilles Jacob, inaugurò le "Lezioni di cinema": si tratta di un incontro tra un importante regista e un pubblico appassionato formato da critici, cinefili, studenti di cinema, con l'obiettivo di approfondire la scoperta di un'opera attraverso l'incontro con il suo autore e di avvicinare lo spettatore del film a chi lo ha concepito.
L'Italia al Festival
L'Italia a Cannes si è aggiudicata 12 premi nella categoria "miglior film". Tra i tanti ricordiamo "La dolce vita" di Fellini, "Il Gattopardo" di Visconti o, in tempi più recenti, "La stanza del figlio" di Moretti.
I tre patronimici che ricorrono continuamente nella storia del profumo di Grasse sono "Fragonard", "Molinard" e "Galimard", sebbene il primo di questi non fosse un profumiere, bensì un pittore!
Nel Medioevo, Grasse, oggi considerata la "Capitale mondiale del profumo", era il regno dei conciatori. Galimard per non offendere le narici dei propri clienti con l'odore sgradevole legato alla sua attività ebbe l'idea di temprare i propri guanti in bagni profumati ai sentori di giardini provenzali.
Visitando il Workshop di Tarinologia di Molinard è possibile vivere un'iniziazione unica alla scienza del profumo e confezionare una fragranza nostra al 100%.
La Rosa di Maggio è il fiore super-star di Grasse: fiorisce solo in Maggio, il mese ideale per scoprire Grasse. Essa ha un profumo inebriante ed effimero: infatti dura solo qualche ora: proprio per questo motivo viene raccolta al mattino presto appena sbocciata e distillata direttamente nel pomeriggio. Prenotata dai più grandi creatori ancor prima della raccolta, è impossibile da riprodurre artificialmente.
La quasi totalità della produzione della regione è però destinata al gelsomino di Grasse, l'ingrediente indispensabile di Chanel Nº5. Quando infatti Coco Chanel incontrò a Grasse nel 1921 Ernest Beaux, gli ordinò "un profumo femminile che avesse l'odore della donna". E al problema del nome stesso della fragranza, la stilista gli avrebbe risposto: “Lancio la mia collezione il 5 maggio, il 5° mese dell'anno. Lasciamogli il nome che già porta e il numero 5 gli porterà fortuna.”
La Francia è conosciuta soprattutto per la sua cucina molto raffinata e particolare, ma non bisogna dimenticare la semplicità di alcuni dei suoi ingredienti, che sono un po' anche il simbolo di questo paese, come la baguette, i formaggi, i vini, il burro e le salse.
Questi ingredienti sono solo apparentemente semplici, se si pensa al fatto che, in Francia, sono presenti ben 350 tipi di pane e 400 di formaggi.
Uno dei luoghi in cui è possibile fermarsi a mangiare qualcosa, senza spendere molto ed aspirando ad un pasto semplice e veloce, è la Brasserie (pronuncia [bʁas.ʁi]) .
Le Brasserie nascono come fabbriche di birra, trasformatesi in ristoranti in seguito alla rivoluzione industriale.
Le prime Brasserie sono Alsaziane.
È in Alsazia che si produceva la birra artigianale (in francese “brasser”) ma gli abitanti del posto, per lo più agricoltori, non ne erano dei grandi consumatori.
La birra inizia a diventare molto più popolare quando, nel diciottesimo secolo, il costo del vino sale, di conseguenza la produzione di birra inizia ad aumentare e ad essere esportata in tutta la Francia.
Durante la guerra franco-prussiana numerosi rifugiati si stabiliscono a Parigi e i locandieri alsaziani iniziarono ad aprire le prime Brasserie.
Poco dopo capiscono di dover offrire anche qualcosa da mangiare (come pane, formaggio e salumi) per meglio accompagnare la loro birra.
La prima Brasserie parigina risale al 1864: era situata nei pressi della Bastiglia.
In questa zona, al tempo, diversi alsaziani lavoravano nelle falegnamerie.
Il luogo diventò, quindi, presto molto frequentato dai clienti, che dopo una lunga giornata di lavoro si fermavano per riposare, godendosi una buona birra artigianale alla spina.
La birra veniva servita in bicchieri di terracotta che i consumatori portavano da casa e veniva accompagnata con delle “delicatessen”, salumi e crauti.
A poco a poco, le brasserie divennero anche dei veri e propri luoghi di intrattenimento, frequentati dagli artisti del tempo, si pensi al pittore Édouard Manet e al suo celebre dipinto "La serveuse de bière dans la brasserie de Reichshofen".
Nel diciannovesimo secolo le Brasserie diventano delle vere e proprie istituzioni.
Le persone iniziano ad incontrarsi qui, dandosi appuntamenti ad orari stabiliti, per chiacchierare in un ambiente tranquillo e alla mano.
Oggi è possibile trovare diverse tipologie di Brasserie, alcune con arredamenti più raffinati, curati da designer, altre invece che conservano il loro stile semplice.
Le brasserie offrono generalmente un ampio menù fisso e qualche suggerimento del giorno legato alla stagione. Molte, soprattutto a Parigi e nelle grandi città, possiedono un banco di frutti di mare. I crauti, retaggio delle vecchie brasserie alsaziane, sono un piatto classico di questi locali. Sono inoltre disponibili piatti unici per pasti veloci, salumi, insalate miste, e piatti a base di carne con contorno di patate fritte. Qualunque cosa si scelga di mangiare, si raccomanda di accompagnarla con un'ottima birra artigianale.
Qui di seguito vi consigliamo alcune delle migliori brasserie in Provenza:
Brasserie Le Californie, 65 Av. Maréchal Juin, 06400 Cannes
La Brasserie Des Artistes, 2 Pl. de la Foux, 06130 Grasse
La brasserie de l’horloge, 26 Pl. de l'Horloge, 84000 Avignon
Brasserie Les Ateliers, 31 Av. Victor Hugo, 13200 Arles
Brasserie Des Arts, Rue Portalis, 13100 Aix-en-Provence
Questo anfiteatro romano a due livelli situato lungo il Rond-Pont des Arènes è probabilmente l’attrazione turistica più importante della città di Arles, che prosperò in epoca romana.
Costruito alla fine del I secolo d.C. (90 d.C. ca ), è il più grande anfiteatro romano della Gallia, nonché uno dei monumenti romani meglio conservati in Provenza ed è spesso considerato come la più antica plaza de toros del mondo; viene infatti attualmente utilizzato per corride e altri spettacoli.
L'edificio presenta due ordini di archi (circa 60), sorretti da colonne doriche e corinzie. Attualmente può contenere 12.000 spettatori, mentre in epoca romana ne poteva ospitare fino a circa 21.000.
Nel corso del Medioevo, l'edificio fu dotato di tre torri, diventando una vera e propria cittadella fortificata abitata.
L'edificio si "spopolò" soltanto nel corso del XIX secolo e fu quindi utilizzato per gli spettacoli di tauromachia.
L'anfiteatro fu appositamente restaurato e consolidato dall'architetto Jean Camille Formigé nel 1908-1911, e da suo figlio Jules.
L'arena di Arles è raffigurata nel dipinto di Vincent van Gogh "Spettatori nell'arena".