FRANCESCO PETRARCA:
Nacque ad Arezzo nel 1304 e morì ad Arquà nel 1374.
Figlio di Pietro di Parenzo, un notaio guelfo bianco esiliato da Firenze, Petrarca visse in toscana per qualche anno per poi trasferirsi ad Avignone, dove entrò al servizio della curia papale. In Provenza intraprese gli studi giuridici, in seguito prese anche gli ordini minori per garantirsi benefici economici e proseguire gli studi.
Viaggiò molto in Europa alla riscoperta della classicità latina. Nel 1340 scelse di farsi incoronare poeta a Roma. Tra le sue opere più importanti ricordiamo, oltre al Canzoniere, il Secretum, in cui immagina di dialogare con S. Agostino alla presenza della Verità.
Nel 1370 acquistò una casa ad Arquà sui Colli Euganei, dove si dedicò al completamento del Canzoniere e proprio ad Arquà morì, per le sue condizioni di salute precaria, e lì venne sepolto.
MATTEO MARIA BOIARDO:
Nacque a Scandiano nel 1441 e morì a Reggio Emilia nel 1494.
Di famiglia nobile (possedeva un feudo) trascorse molto tempo della sua infanzia a Ferrara presso la corte Estense dove ricevette una completa educazione umanistica. Lesse molto i poeti della tradizione volgare tra cui Dante e Petrarca e in seguito produsse dei versi latini per elogiare l'amico Ercole d'Este. Nel 1476 entrò stabilmente al servizio del duca d'Este e compose vari testi a tema politico e amoroso per elogiare la casata Estense, ma soprattutto scrisse il suo capolavoro: l'Orlando Innamorato, un poema epico che riuniva i temi della tradizione carolingia e di quella bretone.
Quando, nel 1494 l'Italia fu invasa dalle truppe francesi del re Carlo VIII, Boiardo si trovava a Reggio come governatore, qui fu costretto a interrompere la composizione del poema, che rimase incompiuto. Morì per malattia nello stesso anno.
LUDOVICO ARIOSTO:
Nacque a Reggio Emilia nel 1474 e morì a Ferrara nel 1533.
Fu uno dei più importanti poeti italiani dell'epoca rinascimentale.
Studiò legge a Ferrara per volere del padre ma con scarso successo, per poi passare agli studi umanistici. Dopo la morte del padre per occuparsi della numerosa famiglia si mise a lavorare alle dipendenze del cardinale Ippolito d'Este, con il quale sperimentò gli aspetti positivi e negativi della vita di corte e a cui dedicò il poema.
Il poeta ruppe definitivamente i legami con il cardinale Ippolito nel 1517, quando si rifiutò di seguirlo in Ungheria; passò quindi al servizio del duca Alfonso e dovette accettare l'incarico di governatore della Garfagnana, una regione remota e selvaggia sotto il dominio Estense, dove riuscì comunque a svolgere il suo compito in maniera dignitosa.
Solo nel 1525 riuscì a ritornare a Ferrara, dove comprò un casa, che per il poeta diventò un simbolo di indipendenza economica (parva sed apta mihi); qui trascorse gli ultimi anni della sua vita insieme alla moglie Alessandra Benucci.
Si cimentò in vari generi poetici tra cui rime, satire e commedie, ma la sua opera più importante rimane l'Orlando Furioso, il poema epico-cavalleresco che prosegue idealmente il racconto dell'Orlando Innamorato di Boiardo, e che Ariosto adatta al nuovo pensiero rinascimentale, rivelando la propria visione del mondo attraverso l'ironia e la maestria nell'utilizzo della lingua.
Nasce a Sorrento nel 1544 e muore a Roma nel 1595.
Il padre era di origini nobili ed era poeta di corte, mentre la madre discendeva da una nobile famiglia toscana; quindi Tasso fin da giovane ebbe la possibilità di studiare e osservare la vita di corte.
Inizia i suoi studi a Napoli, successivamente segue suo padre verso il nord Italia, dove prosegue gli studi di filosofia e letteratura a Padova e Bologna dove entra in contatto con varie figure della nobiltà italiana.
Nel 1565 Tasso diventa cortigiano dei duchi d'Este a Ferrara.
In questo periodo scrive la Gerusalemme liberata, un poema eroico con motivo encomiastico, dedicato al duca di Ferrara Alfonso d'Este.
È un'opera importantissima che il poeta revisiona continuamente fin quasi alla pazzia, motivo per il quale viene allontanato dalla corte di Ferrara e rinchiuso nell'Ospedale di Sant'Anna; nel frattempo la pubblicazione della Gerusalemme liberata verrà realizzata a sua insaputa.
Oltre alla Gerusalemme liberata, di Tasso ricordiamo l'Aminta: un'opera a tema pastorale, dove si elogia il tempo passato, un'età dell'oro, in cui gli uomini vivevano a contatto con la natura senza complicazioni di carattere sociale.