Nato a Pisa nel 1564, Galileo era astronomo, matematico, fisico, filosofo e letterato. È un personaggio chiave della rivoluzione scientifica, soprattutto per aver teorizzato e formalizzato per la prima volta il metodo, che è alla base dell’intera conoscenza scientifica. Grazie a questo approccio alla realtà, viene considerato anche uno dei precursori dell’empirismo: con lui per la prima volta la conoscenza abbandona la visione metafisica che fino ad allora aveva l’egemonia del sapere. A questo proposito conduce una vera e propria battaglia ideologica contro gli aristotelici e il dogmatismo cristiano, limitando per la prima volta l’influenza della religione alla sola spiritualità e condannando l’ipse dixit. Questa sua ideologia è esposta in modo completo in una delle sue opere maggiori: “Il dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”.
A lui sono attribuite anche moltissime scoperte in ambito astronomico, tanto che è uno dei protagonisti della rivoluzione astronomica che stava avvenendo in quegli anni. Egli definiva l’universo come un libro scritto in caratteri matematici, comprensibile solo a chi si era impegnato in tali studi. Alcune delle sue principali scoperte sono i quattro satelliti di Giove, chiamati anche satelliti galileiani e alcune macchie sulla superficie del sole. Ma ciò che sconvolse totalmente i saggi dell’epoca, fu il sostegno da parte di Galileo della teoria eliocentrica copernicana, e la dimostrazione che i corpi celesti fossero soggetti a fenomeni di alterazione e mutamento. Questa visione, che sappiamo oggi essere corretta, era in contrasto con quella geocentrica biblica, e proprio per questo Galileo fu accusato di eresia dalla Santa Inquisizione. Nonostante ciò, il sistema astronomico sostenuto dall’illustre scienziato rivoluzionò totalmente la conoscenza dell’epoca, tanto che alcuni critici definiscono questo processo come “Il funerale della scienza aristotelica”
È considerato il fondatore della poesia barocca, nonché il suo massimo esponente italiano. La sua influenza sulla letteratura italiana ed europea del Seicento fu immensa. L'opera del Marino è all'origine di una concezione poetica che andò presto affermandosi in tutti i maggiori paesi del continente, sfociando in correnti letterarie quali il preziosismo in Francia, l'eufuismo in Inghilterra e il culteranismo in Spagna.
Nella letteratura barocca l’aspetto contenutistico perde importanza, argomenti e personaggi delle liriche diventano secondari, mentre dal punto di vista stilistico il nuovo modello che s’impone è rappresentato dalle Rime del Tasso, votato alla ricerca della forma ingegnosa, del lessico artificioso, all’uso di registri diversi che meglio potevano rappresentare il mondo della corte ed i suoi usi.
La produzione lirica di Marino si caratterizza per l’ampollosità e per un’attenzione formale che dona alla sua poesia un’eleganza e musicalità particolari, accentuate da giochi di parole tipici del Barocco.
Tra i maggiori poeti italiani del Cinquecento, nelle sue opere appaiono già rappresentate le aspirazioni e le contraddizioni dell'uomo moderno. Dopo la composizione della favola pastorale Aminta, in cui riprese i motivi sentimentali e idillici della tradizione bucolica classica, Tasso rinnovò il poema cavalleresco con la Gerusalemme liberata, rielaborazione di un evento storico in cui l'autore inserì temi diversi per presentare la visione di un mondo pieno di conflitti e contraddizioni. Tasso dedicò gli ultimi anni di vita alla riscrittura delle sue opere e alla composizione di nuovi testi di soggetto religioso.
La figura di Tasso si colloca nel momento di passaggio dal Rinascimento al Barocco e nella sua opera si possono individuare elementi che la riconducono all’uno o all’altro di questi due differenti movimenti culturali. Per l’opera di Tasso si usa spesso la definizione di manierismo, indicando con questo termine mutuato dalla storia dell’arte le caratteristiche spesso ambivalenti delle sue creazioni letterarie, sempre in bilico tra il classicismo umanistico-rinascimentale e la tentazione della trasgressione che sarà tipica della sensibilità barocca.