Apice è un paese della provincia di Benevento distante un quindicina di chilometri dal capoluogo sannita. Il Comune di Apice, situato ad un’altitudine di 245 m.s.l.m, è lambito da tre corsi d’acqua, il Calore, il Miscano e l’Ufita che, unitamente al clima mite e ad una morfologia collinare favorevole, garantiscono eccellenti colture della vite, dell’ulivo e degli ortaggi.
Forse il nome "Apice" deriva dalla collocazione geografica dell’abitato posto sulla sommità di una collina, oppure dal console romano Marco Apicio che ebbe l'incarico di ripartire alcune terre sannite tra i legionari reduci delle campagne di guerra.
Il borgo di Apice Vecchia vide interrompere la sua storia il 21 agosto 1962 a seguito di un forte terremoto che determinò l'inagibilità delle case costringendo le autorità ad ordinarono l’evacuazione dei suoi 6500 abitanti i quali edificarono le nuove abitazioni sulla collina prospiciente dove sorge Apice Nuovo.
Il borgo di Apice Vecchia è sovrastato dal Castello dell’Ettore, attualmente sede di esposizione di reperti archeologici, di museo d’arte contemporanea e contadina e di varie attività culturali di meeting e sale ristoro.
Il borgo, attualmente in fase di ristrutturazione, presenta anche una struttura ricettiva e non mancano alcuni ristoranti-pizzeria dove poter passare piacevoli momenti di relax, da soli o in compagnia.
Poco distante , si trovano i resti del convento di San Francesco, distrutto dal terremoto 1546. Durante la costruzione dello stesso, secondo la leggenda, i frati chiesero aiuto al Santo per spostare un grosso macigno. Il Santo, con solo tre dita lo sollevò lasciando impresse le proprie impronte da cui sgorgò acqua. Tuttavia, il simbolo della religiosità apicese è rappresentato dal convento di S.Antonio, edificato nel 1530.