TAPPA 1 – tempo 1
LA VITA NUOVA NELLO SPIRITO
Per proporre la scena di Nicodemo siamo partiti dall’immagine del catechismo, facendo notare le posizioni dei personaggi e il loro atteggiamento: Nicodemo ripiegato su se stesso, pensoso, con un’aria interrogativa; Gesù che si protende verso Nicodemo con un atteggiamento accogliente.
Dietro a Nicodemo c’è la finestra da cui si vede la notte, anche il suo abito ha colori piuttosto scuri, dà una sensazione di buio, che rappresenta i suoi dubbi in cerca di risposte.
Vicino a Gesù c’è invece una lampada che rappresenta la luce; anche la figura di Gesù è rappresentata con colori caldi e luminosi.
Far notare questo ai bambini li aiuta a capire che Nicodemo ha bisogno dell’aiuto di Gesù per trovare la luce dentro di sé, per trovare la felicità.
Dopo questo primo momento abbiamo fatto entrare nella stanza un animatore vestito come Nicodemo, il quale, salutando i bambini, ha cominciato a raccontare loro quello che gli era accaduto la notte precedente, dichiarandosi sconvolto e al tempo stesso felice di aver incontrato Gesù.
Questo è il testo che abbiamo arrangiato prendendo spunto da quello proposto nel materiale della diocesi:
IL DIALOGO NOTTURNO DI NICODEMO
Catechista: Ciao Nicodemo…(Nicodemo non risponde)
Ehi. Nicodemo! A cosa stai pensando?
Nicodemo: Oh ciao! Ciao ragazzi! …stavo pensando…
Beh ecco, (rivolto ai bambini) voi conoscete Gesù? (lasciare che i bambini rispondano e impostare tutto come un dialogo con loro)
Da quando l’ho visto ho sentito che lui è un tipo speciale, … il suo modo di parlare…le cose che dice…come sa voler bene a tutti…e così ho deciso!
Stanotte, quando nessuno mi vedeva, sono andato da lui e abbiamo parlato.
Abbiamo parlato insieme tutta la notte, mi ha parlato di un sacco di cose, per forza che adesso sono pieno di pensieri…
Lui ha parlato di quando nascono i bambini. Anzi, no, di quando sono dentro nella pancia della mamma, e piano piano si formano e diventano proprio bambini.
(rivolto ai bambini) avete mai visto una mamma col pancione? (bambini rispondono)
Ecco, Gesù mi ha detto che bisogna rinascere anche se si è grandi. Ma come si fa da grandi a entrare nella pancia della mamma??!!!
Ma lui mi ha spiegato che è come entrare dentro nella pancia di Dio…
Gesù dice che quando uno inizia a conoscere Dio davvero, succede come un bambino nella pancia della mamma…il bambino cresce e si forma fino al momento di nascere…così quando uno incontra l’amore di Dio sente che diventa un po’ per volta un uomo nuovo, diverso da prima, più vivo e buono e più contento di prima, perché Dio lo trasforma da dentro con il suo Respiro, che si chiama Spirito. E così quell’uomo diventa come il respiro di Dio, misterioso e buono.
(rivolto ai bambini) Voi avete capito?
N – Beh, neanche io, per adesso, ma voglio capire di più. Mi ha parlato del vento…dell’acqua…(rivolto ai bambini) Voi sapete cosa fa il vento? E cosa fa l’acqua?
Cavolo, prima di questa notte pensavo di avere ben chiaro in testa tutto quel che serve sapere su Dio. Con tutto quello che ho studiato, con tutte le parole che ho letto… Ma dopo aver parlato con Gesù mi sento molto vecchio, un po’ stanco…
(con dolcezza) Gesù invece ha il cuore di un bambino, pieno di gioia e di entusiasmo.
Io sento il vento e mi scoccio perché mi porta via il mantello, lui sente il vento ed esulta di gioia perché ci sente dentro il respiro di Dio, la forza della vita che scorre.
Lui vede le cose in profondità. E in fondo alle cose ci vede Dio, ed è contento. E a parlare con lui, ti viene voglia di diventare giovane dentro, come lui: di cominciare a meravigliarti delle cose ovvie, come il vento e le mamme con il pancione, e di vedere all’opera il respiro di Dio, che fa diventare nuove e più vive tutte le cose. Io voglio diventare nuovo, un Nicodemo nuovo, più vivo di prima!
Sapete che vi dico? Voglio conoscere il segreto di Gesù, del suo modo di stare al mondo, il suo segreto di vita. Come si fa ad avere un cuore come il suo?
“Rinascere dall’alto”. Rinascere di nuovo. Ma questa volta non stando dentro nella pancia della mamma, ma stando dentro nella pancia di Dio, nel cuore di Dio, nella parola di Dio. Nel respiro di Dio. Come si fa?
Voglio tornare da Gesù e continuare il nostro discorso, ho bisogno che lui mi aiuti a capire come si fa…
Dice che “se uno non rinasce da acqua e da Spirito non può entrare nel Regno di Dio”. Beh, io ci voglio entrare.
Voglio tornare ancora da Gesù…voglio stare con lui.
Beh adesso vado…Ciao ragazzi!
Dopo l’uscita di Nicodemo abbiamo ripreso coi bambini quanto lui ha detto, lasciandoli liberi di esprimersi e di fare domande.
TAPPA 1 – tempo 2
RINASCERE DALL’ALTO
Abbiamo proposto il gioco a stand: i bambini, a piccoli gruppi, dovevano passare da tutti gli stand e, dopo aver superato una prova, potevano avere un indizio scritto (oppure da scrivere sul catechismo a pag. 6-7.
1° stand
Gioco: comporre un puzzle che rappresenta la scena di Nicodemo con Gesù.
Indizio: “Rinascere significa prendere forma poco alla volta per opera dello Spirito Santo, come un bambino prende forma nella sua mamma”
2° stand
Gioco: mostrare delle figure che rappresentano la parola “Regno” intesa in modi diversi, alcune come la intende Gesù, altre come la intende il mondo. I bambini devono scegliere quelle che rappresentano il regno di Dio. (aiuto ai poveri, un re, persone che stanno insieme, altre che litigano ecc.)
Indizio: “Il regno di Dio è la vita di Dio donata agli uomini”
3° stand
Gioco: dare un secchio d’acqua e lasciare che i bambini mostrino cosa si può fare con l’acqua. Oppure: far semplicemente dire alcune azioni che l’acqua compie (lavare, pulire, dissetare ecc)
Indizio: “Lo Spirito è come l’acqua: rigenera e dà vita”
4° stand
Gioco: il gruppetto deve imparare un ritornello di un canto allo Spirito Santo e cantarlo.
Indizio: “Lo Spirito è il respiro di Dio che mette in noi forza e vitalità”
5° stand
Si mostra la rosa dei venti e si lascia spiegare a loro cosa rappresenta. Si chiede poi di individuare da che parte sta soffiando il vento, oppure si descrivono le azioni del vento (dà respiro, fa volare…)
Indizio: “Lo Spirito Santo è come il vento: si sente ma non si vede; chi rinasce dallo Spirito è un uomo nuovo, più vivo di prima”.
Al termine, divisi in piccoli gruppi, abbiamo raccolto le riflessioni dei bambini sugli indizi trovati.
E’ possibile concludere con una piccola celebrazione o preghiera intorno al fonte battesimale
(MILENA)
TAPPA 1 – tempo 3
LA VITE, I TRALCI E IL FRUTTO
Nel nostro incontro abbiamo parlato della tappa 1 . LA VITE, I TRALCI E IL FRUTTO, e il perché della figura di Madre Teresa.
Questa tappa era già stata fatta da alcune catechiste del gruppo nel proprio incontro di catechismo in parrocchia.
Nel raccontare l'incontro si è riscontrata la difficoltà che c'è stata nel proporre la scheda a pag. 9 e, da questa difficoltà si è capito l'importanza della GUIDA.
La guida è un sussidio valido per superare ogni difficoltà, dato che è stata preparate da esperti nel campo educativo ( insegnanti, psicologi ecc..) per far comprendere al meglio gli argomenti.
Infine seguendo alcune idee di laboratorio sulla guida si sono dati ulteriori spunti su attività di laboratorio, magari da riprendere nell'incontro successivo per riprendere l'argomento (FILO ROSSO).
(MONICA)
TAPPA 1 – tempo 4
IL COMANDAMENTO DELL'AMORE
La proposta concreta di Gesù del "comandamento nuovo dell'amore", fare riferimento al tempo precedente, pone i ragazzi davanti ad una scelta: accogliere questo dono, decidendosi di innestarsi con Lui, portando così molto frutto. Questa decisione avviene attraverso la lettura pregata della Scrittura con il metodo della "frase tesoro" che andremo a spiegare loro e con loro cercheremo di viverla ogni qual volta incontreremo un brano che ci verrà proposto.
Il metodo ricalca quello della "lectio divina" e si struttura in 4 elementi, sul testo a pag. 12-13 abbiamo dei disegni che ci aiutano a capire meglio i diversi passaggi.
1 - mani che sorreggono un libro - lettura e commento del Vangelo (leggo)
Questa prima azione si propone di leggere il testo di Gv 15, 1-17 e a pag. 12 troviamo delle parole già sottolineate e a lato il significato . Questo è importante per iniziare a far capire il senso della ricerca del lavoro che stiamo facendo.
2 - mano con una matita - ricerca della "frase tesoro" e riflessione (cerco e penso)
Si tratta di cercare e sottolineare quelle parole preziose, rivolte proprio a me; quelle parole che in quel momento mi suggeriscono qualcosa di importante. Poi riflettere sul perchè sono significative per la propria vita
3 - mani giunte - preghgiera personale (prego)
Cerchiamo di creare un clima di silenzio e di raccoglimento per permettere una preghiera personale. In seguito invitiamo i rgagazzi a scrivere la loro preghiera sul testo a pag. 13 oppure su dei foglietti. Questa preghiera è la risposta personale alla Parola del Signore.
4 - mani che sorreggono un grappolo d'uva - celebrazione della vite e dei frutti (vivo)
E' il momento di una micro-celebrazione. Quindi portarsi in processione nel luogo dove abbiamo creato l'angolo della preghiera, dove abbiamo abbellito la stanza con un leggio dove riporre il Vangelo, se è possibile dei fiori, un piatto dove posizionare il cero che precede la piccola processione (se invece l'incontro viene vissuto già nel luogo indicato, allora basterà un canto, un ritornello per avviare il tutto). Anche la cappellina è idonea.
I ragazzi potranno porre i fogli della loro preghiera in una scatola, oppure leggere le preghiere per farle condividere dagli altri componenti del gruppo. A conclusione è opportuno proporre alcuni semplici impegni di vita per far capire che la preghiera diventa azione, mettendo in pratica quanto meditato con la "frase tesoro".
A pag 13 vengono indicate alcune proposte. Ciò non toglie che se ne creino delle altre, ma soprattutto è importante che nell'incontro successivo ognuno riporti se l'impegno è stato portato.
In questo caso potrebbe essere di aiuto il tabellone creato del tralcio e utilizzando un tappo di sughero e un tampone d'inchiostro stampare gli impegni portati a termine creando così un grappolo d'uva. Oppure ritagliare delle mani di cartoncino e incollarle sempre per formare un grappolo d'uva.
Questi esempi di impegno non si esauriscano con la conclusione della tappa ma sia un progetto da portare avanti per tutto il percorso.
(MASSIMO)
Il filo rosso : Si inizia l’incontro, riprendendo la testimonianza del Card. Angelo Comastri (allora parroco) – “La prima volta che vidi Madre Teresa, ella mi guardò con due occhi limpidi e penetranti. Poi mi chiese: “Quante ore preghi ogni giorno?”. Rimasi sorpreso da una simile domanda e provai a difendermi dicendo: “Madre, da lei mi aspettavo un richiamo alla carità, un invito ad amare di più i poveri. Perché mi chiede quante ore prego?”. Madre Teresa mi prese le mani: “Figlio mio, senza Dio siamo troppo poveri per poter aiutare i poveri! Ricordati: io sono soltanto una povera donna che prega”. Ci siamo rivisti tante altre volte, ma ogni azione e decisione di Madre Teresa dipendeva dalla preghiera: «Pregando, Dio mi mette il suo amore nel cuore, e così posso amare i poveri».
“Ragazzi, cosa ne dite: è vero che è solo nella preghiera che noi possiamo imparare a vivere come ci ha insegnato Gesù, ad amare come ha fatto Lui? E’ vero – come ci suggerisce Madre Teresa – che per accogliere da Gesù il comandamento nuovo dell’amore come proposta concreta di vita e, quindi, decidere di innestarsi in Cristo, come i tralci nella vite, per produrre molto frutto, è necessario pregare? (Ascoltare le risonanze dei ragazzi)
“Ragazzi, la preghiera è davvero importante per potersi innestare in Cristo!!! Ma bisogna imparare a pregare bene, cioè imparare a dialogare realmente con Gesù, ad ascoltarlo!!! Se la nostra preghiera è fatta da vuote parole, a nulla serve se non …
Ed allora, che cosa ne dite di … imparare come pregare? Cosa ne dite di … leggere Il Vangelo, facendolo diventare davvero il nostro … tesoro? Leggiamo quanto scrive Sant’Agostino: “La tua preghiera è un discorso con Dio. Quando leggi la Parola, Dio parla con te; quando preghi, tu parli con Dio”. Solo vivendo un contatto diretto con la Scrittura, potrete imparare a sostare e a pregare!!!
Nel Sussidio a p. 76-77 sono indicati i passi da compiere: leggo, cerco e penso, prego, vivo.
Vd. anche, nel materiale online, la scheda “ALLA RICERCA DELLA FRASE TESORO” – Lettura pregata della Sacra Scrittura
1. Leggo
La prima azione è “leggo”. Si propone, quindi, ai ragazzi di leggere insieme il testo evangelico: (Gv 15,1-17). (è bene che i ragazzi imparino ad usare il proprio libro dei Vangeli)
Dopo la lettura, si consiglia di seguire il Sussidio che, alle pp. 12-13, offre degli approfondimenti a partire della parole evangeliche. Come accennato, sono riportati solo alcuni versetti del brano con alcuni brevi commenti. In questo modo, dialogando con i ragazzi, si entra nel “cuore” del testo.
Riportiamo di seguito alcuni elementi fondamentali del discorso di Gesù.
-La parabola della vite e dei tralci (Gv 15,1-11) presenta la vita cristiana come vita “in” Cristo: è infatti lui stesso che dona a quanti sono “innestati in lui” la possibilità di rispondere al dono di vita che egli offre.
-Solo se si rimane vicino al Signore si produce molto frutto: come la vite trasmette la linfa al tralcio per fare frutto, così il Signore comunica la forza di vivere per compiere il bene; non è cosa semplicemente alla portata di tutti.
-Si approda così ad una duplice domanda fondamentale: “Quali frutti si aspetta Gesù da noi? Quali frutti genera la nostra vita quando si è innestati in Gesù, come un tralcio nella vite?”.
-Si farà notare che la parabola sfocia nella rivelazione del “comandamento nuovo” di Gesù: “che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi” (Gv 15,12-17).
-Questo comandamento è “il mio comandamento”, cioè il comando proprio del Maestro che riassume e compie tutti gli altri comandamenti e che è affidato da Gesù stesso ai discepoli.
-La capacità di amarsi gli uni gli altri è il tratto distintivo del cristiano, come dice Gesù stesso: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35).
-Il “come” va inteso nella linea dell’imitazione di un modello: “amate proprio come ha fatto Gesù”, cioè date la vita, perdonate, condividete … (è opportuno lasciare che i ragazzi stessi indichino ulteriori verbi tipici dell’agire del Maestro).
-Il “come” va inteso nella linea del primato dell’agire di Dio, che è fonte dell’agire dell’uomo: “con l’amore con cui vi ho amato, amatevi gli uni gli altri”, “amate nella scia dell’amore che avete ricevuto”. Scrive l’evangelista Giovanni: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1Gv 4,19). L’agire di Dio abilita, rende cioè abili, capaci, di agire allo stesso modo.
2. Ricerca della frase tesoro e riflessione (cerco e penso)
Il secondo momento è “cerco e penso”. Si può proporre il lavoro da compiere, introducendolo con queste o simili parole: Rileggo il testo e cerco la mia “frase tesoro”, cioè quelle parole preziose che sento come rivolte proprio a me, che sento più mie. Sottolineo o riscrivo quelle parole o espressioni che mi “vengono incontro”, perché mi piacciono, oppure perché colpiscono la mia attenzione, o anche perché mi toccano profondamente.
Quindi s’invitano i ragazzi a sottolineare la frase prescelta sul proprio libro dei Vangeli.
Dopo averla riletta, ciascuno prova a riflettere in silenzio. Si può introdurre questa seconda parte di attività con le parole che seguono o con altre simili: Mi chiedo ora perché questa frase sia così importante per me: che cosa mi sta dicendo il Signore attraverso queste parole preziose che mi rivolge?
3. Preghiera personale (prego)
La terza azione è “prego”: è bene invitare i ragazzi a creare un clima di raccoglimento e di silenzio per favorire la preghiera. Poi si apre il nuovo passaggio di lavoro con queste parole o altre simili: Quando ho letto, il Signore mi ha rivolto la sua parola: ora rispondo io a lui, con la mia preghiera. Prego a partire da ciò che ho ascoltato, esprimendo il mio grazie e chiedendo qualcosa per me, per i miei cari o per il mondo. Scrivo parole semplici e personali per rispondere a Gesù e dialogare in amicizia con Lui. Nel Sussidio c’è lo spazio per scrivere una preghiera personale in risposta a quanto il Signore ha detto a ciascuno.
4. Celebrazione della vite e dei frutti (vivo)
Al termine, si invitano i ragazzi a disporsi in atteggiamento di preghiera, così da poter vivere insieme una piccola celebrazione che raccolga il frutto della loro riflessione e della loro preghiera e li aiuti ad esprimere il loro desiderio di essere uniti a Gesù. Ogni ragazzo potrà leggere la propria preghiera a voce alta, condividendola con i presenti. A conclusione di questo momento, ognuno potrà decidere di “scegliere” uno o più impegni di vita, così da giungere a sviluppare anche la quarta azione del metodo della frase tesoro, cioè “vivo”.
Il filo rosso : La scorsa volta, Gesù ci ha detto: “Io sono la vera vite, voi siete i tralci.” Se Lui è come la vite, noi siamo come i rami sottili di questa pianta, i tralci. Se il tralcio non è unito alla pianta, da solo non può dare frutto. Secca e muore. Se invece resta unito alla pianta, riceve il giusto nutrimento e porta molto frutto.
Ma, come fare a produrre molto frutto, a produrre frutti buoni? Che cosa ci spinge a scegliere di restare uniti a Gesù, chi o che cosa guida la nostra vita? (Ascoltare i ragazzi). Ciò che ci spinge a scegliere una via piuttosto che un’altra è il DESIDERIO DI ESSERE FELICI!!!! Ma, come si fa ad essere felici?
Proporre ai ragazzi il racconto “LA VERA FELICITÀ” (Allegato n.^ 1) e, al termine della narrazione, riflettere con loro sul suo significato.
Il giovane della storia, cercava la sua felicità in qualcosa di grande, di importante ... ma non può esserci gioia, se manca ciò che è essenziale e indispensabile, come l'aria per respirare e vivere!
Con Dio, molte volte, è un poco come per l'aria: rischiamo di darlo per scontato, di pensare che è ovvio che Lui ci ricolmi di doni e di attenzione, fino a non considerare più un regalo specialissimo il suo amore per noi. E invece abbiamo bisogno di Lui, come abbiamo bisogno dell'aria per respirare. Per questo, nel Vangelo, Gesù dice: senza di me, è come se vi mancasse il respiro, come se vi togliessero l'aria. Senza di me, non potete fare nulla.
Ciò che muove l’agire di ogni uomo e di ogni donna, di ognuno di noi, è dunque la ricerca della felicità!!! Se ciascuno di noi ha un “sincero” desiderio di Dio, del Suo amore, delle sue attenzioni – proprio come ha bisogno dell’aria da respirare - allora non potrà che scegliere di rimanere unito a Lui e non potrà che produrre frutti buoni!!!
Questo desiderio sincero di Dio è ciò che ha animato l’agire dei santi ed in particolare di Santa Madre Teresa di Calcutta!!!! Partendo dalla testimonianza di Santa Teresa di Calcutta e dai frutti di carità che ha prodotto nella sua vita, accompagniamo i ragazzi a comprendere il segreto della vita cristiana: innestati in Gesù, anche noi possiamo produrre molto frutto.
Presentiamo quindi la figura di Madre Teresa, utilizzando il percorso proposto dalla Diocesi: proponiamo ai ragazzi di guardare un breve video: “Storia e biografia di Madre Teresa di Calcutta”.
Riprendiamo poi quanto visto e, utilizzando le immagini di pag. 10 del sussidio, tracciamo le tappe della vita di Madre Teresa.
- Nel 1910 nacque a Skopie, in Albania (oggi è la capitale della Macedonia). Fu battezzata col nome di Agnese. Era figlia di genitori cattolici.
- A 18 anni avvertì la vocazione a farsi suora missionaria. Decise di entrare nella congregazione delle Suore Missionarie di Nostra Signora di Loreto. Per questa ragione lasciò definitivamente la sua famiglia e si recò in Irlanda per completare i suoi studi.
- Celebrata la professione religiosa, assunse il nome di Teresa e fu destinata all’India, come insegnante (1931).
- Il contatto con l’India, allora colonia britannica, fu drammatico a ragione dell’estrema povertà della popolazione locale.
- Il primo servizio svolto da Madre Teresa fu l’insegnamento in una scuola della congregazione. Le sue alunne erano tutte indiane, di diverse fedi religiose, e provenivano da famiglie agiate. Molto forte era il contrasto tra la realtà della scuola e la povertà dei quartieri immediatamente confinanti con la casa delle suore.
- Madre Teresa si sentì attratta a visitare i poveri e dopo qualche tempo, con fatica, ottenne dai suoi superiori il permesso di potersi dedicare alla loro cura (1946). Per questo scelse di abbandonare l’abito delle suore e di vestire un semplice sari, come le donne indiane.
- Diverse donne seguirono l’esempio di Madre Teresa e cominciarono a vivere come lei e insieme a lei. Nacque così una congregazione religiosa: le Missionarie della carità (1950).
- La fama di Madre Teresa si diffuse in tutto il mondo, fino al punto da vincere il premio Nobel per la pace (1979). In quell’occasione tenne un memorabile discorso contro l’aborto.
- Godette della stima e dell’amicizia di san Giovanni Paolo II, il papa che la proclamò beata nel 2003, a soli 6 anni dalla sua morte, avvenuta il 5 settembre 1997. Nel 2016 papa Francesco l’ha proclamata santa.
Madre Teresa incarna il modello di vita rivelato da Gesù: lei si è consumata nella carità. Ha vissuto e poi proposto quanto disse lei stessa, ricevendo il premio Nobel: «Lo abbiamo letto molto chiaramente nel Vangelo: “Amatevi come io vi ho amato, come io vi amo, come il Padre ha amato me così io amo voi”. Non è abbastanza per noi dire: “Amo Dio, ma non amo il mio prossimo”. San Giovanni dice che sei un bugiardo se dici di amare Dio e non il prossimo. Come puoi amare Dio che non vedi se non ami il prossimo che vedi, che tocchi, con cui vivi? E per essere sicuro che ricordassimo il suo grande amore si fece pane della vita per soddisfare la nostra fame del suo amore, la nostra fame di Dio, perché siamo stati creati per questo amore. Siamo stati creati a sua immagine. Siamo stati creati per amare ed essere amati ed Egli si è fatto uomo per permettere a noi di amare come Lui ci ha amato». Gesù in realtà prima ci ha amati gratuitamente, poi ci ha invitati ad amare a nostra volta. L’amore non è mai una nostra “iniziativa”, ma è una risposta al bene di cui da sempre la nostra vita è circondata. Nello scorso anno di cammino, allo stesso modo, abbiamo ricevuto da Gesù il dono della eucaristia e ora egli ci rivolge l’invito ad amarlo come lui ci ha amati.
Potrebbe però sorgere una domanda: ma è possibile amare così? La risposta è affermativa, ma ci chiede di contare non sulle nostre forze, bensì sulla grazia di Dio. Madre Teresa ci dà a questo proposito una grande lezione: raccomandava infatti alle sue suore di sostare lungamente in preghiera davanti all’eucaristia prima di andare a visitare i poveri. Prima occorre lasciarsi amare da Dio per poter andare a servire i fratelli.
Bella a questo proposito la testimonianza del cardinale Angelo Comastri - “L’importanza della preghiera per Madre Teresa nella testimonianza del card Comastri”,
Madre Teresa ha vissuto “in Gesù”: amando Gesù, stando con lui, ha ricevuto la forza e la capacità di amare come lui. È quanto Gesù ha insegnato ai suoi discepoli con una famosa parabola, quella della vite (Gv 15,1-11): Lui è la vite, noi i tralci; solo uniti in lui portiamo frutti di vita buona.
Presentare ai ragazzi il gioco del Memory di Madre Teresa (Allegato n.^ 2), invitandoli a giocare in famiglia, con i genitori, oppure trovandosi fra di loro!!!
Per introdurre l’argomento, se nel gruppo c’è qualche ragazzo/a che collabora con i genitori a tenere un orto, si può coinvolgerlo, chiedendo come si fa a coltivare e a tenere in ordine un orto …. che cosa ci vuole, quali atteggiamenti bisogna avere, …. Perché è necessaria la potatura!!!
In mancanza, si può introdurre l’argomento, facendo vedere il seguente video (clicca per vedere) ed ascoltando poi le risonanze dei ragazzi
Gesù, per spiegare come produrre “frutti di vita buona” utilizza – come era solito fare quando doveva spiegare le “cose del cielo” – una similitudine, quella della VITE e dei TRALCI!!! Ancora una volta il nostro Maestro e Signore lascia correre la sua fantasia così ricca per creare una nuova parabola. Stavolta parla della vite: della pianta della vite e dei suoi rami, i tralci; del grappolo e delle radici che lo nutrono. Usa un'immagine semplice: se il tralcio non è unito alla pianta, da solo non può dare frutto. Secca e muore. Se invece resta unito alla pianta, riceve il giusto nutrimento e porta molto frutto. Anche noi che non siamo contadini, capiamo subito questo paragone: se il ramo non resta unito alla pianta che gli dona il nutrimento, in breve tempo secca e non c'è possibilità che dia dei frutti. Il Maestro Gesù stabilisce un paragone: “Io sono la vera vite, voi siete i tralci.” Semplice, no? Se Lui è come la vite, noi siamo come i rami sottili di questa pianta, i tralci. E se non siamo ben collegati alla vite che è Gesù, finiremo con l'appassire. Il nostro Rabbi afferma con sicurezza e decisione: “Senza di me non potete far nulla.” Certe volte, pensiamo sì di aver bisogno dell'aiuto di Dio, di aver bisogno della sua forza, di aver bisogno della sua Grazia, ma non sempre ci rendiamo conto di quanto abbiamo bisogno di Lui. Non possiamo vivere senza di Lui, non possiamo esistere. Veramente, senza di Lui non possiamo far nulla.
E come l’agricoltore pota la vite affinchè i tralci possano portare più frutti, così Dio Padre fa con noi: ci accompagna e ci guida, indicandoci la via migliore da seguire, quella dell’amore!!! E, anche se percorrere questa strada, qualche volta ci può portare ad affrontare fatiche e dolori, non dobbiamo mai dubitare che Egli non ci lascia soli e ci sorregge sempre!!! Solo rimanendo attaccati a Lui, che ci ama alla follia, potremo riamare gli altri e produrre frutti di vita buona!!!
Proposta di attività da fare a casa con i genitori: REALIZZARE UN GRAPPOLO D’UVA, come segno del nostro desiderio di rimanere attaccati a Gesù!!! Il grappolo potrà essere realizzato come i ragazzi preferiscono (ecco alcuni link con proposte diverse per la sua realizzazione:
Grappolo d'uva con la pasta polimerica
Come realizzare un grappolo d'uva di pasta di zucchero
ed in allegato anche il disegno di un grappolo d’uva da colorare. Il grappolo dovrà essere portato poi in oratorio - quando ricominceranno gli incontri di persona – dove realizzeremo una vite!!!
Infine, si propone ai ragazzi una scheda, da utilizzare durante l’intero anno: la scheda de I MIEI FRUTTI BUONI e de LE MIE POTATURE ; servendosi di queste schede, i ragazzi potranno rendersi conto che scegliere di seguire Gesù non è sempre semplice (potature), anche se, quando si sceglie di amare, i frutti sono certamente buoni!!!