DOMENICA INSIEME - COSA E' SUCCESSO
Riportiamo le sensazioni e quanto è accaduto nella DOMENICA INSIEME
I partecipanti all'incontro sulla Tappa 2 sono stati numerosi, considerando che per la prima volta abbiamo invitato i genitori e ragazzi a partecipare tutto il giorno. C'erano titubanze, perplessità ma queste sono state allontanate fin da subito in virtù di una risposta forte. Infatti i ragazzi presenti sono stati 60 su 99. Lo stesso vale per i genitori, anzi alcuni erano presenti entrambi, mentre altri si sono aggiunti durante il pranzo causa motivi di lavoro.
Non abbiamo dato spiegazioni di come avremmo vissuto la giornata, ma prima di iniziare un'attività indicavamo come e dove ogni singolo gruppo (raqgazzi o genitori) sarebbe dovuto andare. Così per prima cosa suddivisi nei rispettivi gruppi di catechismo (7 gruppi) ci siamo recati in chiesa per la celebrazione e anche don Samuele non ha svelato molto di quanto avremmo fatto.
alcuni ragazzi hanno letto la preghiera dei fedeli mentre altri hanno partecipato alla presentazione dei doni portando all'altare due ceste con i doni offerti alla Caritas.
Al termine della Messa siamo ritornati in oratorio e ci siamo divisi in due gruppi, i ragazzi in palestra per il laboratorio "Merenda dei popoli", mentre i genitori in cappellina per il loro 1 momento sui 10 comandamenti (le 10 parole di Dio).
Vediamo per primo il gruppo dei ragazzi. Come sempre qualcuno ha cercato di scambiare il foglietto colorato perché voleva essere con il proprio/a amico/a. Ma questo era vietato e così secondo il colore sono entrati in palestra dove hanno trovato 6 tavoli, ciascuno con un colore differente e, senza toccare nulla di quanto era sul tavolo si sono messi attorno al tavolo. Poi una catechista ha spiegato loro che innanzitutto avrebbero dovuto guardare come erano composti i tavoli e che al via avrebbero potuto mangiare quanto imbandito. Inoltre non c'erano delle regole precise, quindi erano liberi di affrontare i diversi momenti che si sarebbero creati liberamente.
Allo stupore iniziale di vedere i tavoli imbanditi in modo differente e trovarsi in un gruppo di pochi o molti con tabto o poco cibo sulla tavola, subito si sono accordati per capire come muoversi in una situazione strana.
Alcuni hanno diviso i biscotti in modo che tutti i componenti delk gruppo potessero mangiare
Altri si sono recati al tavolo dove c'erano più biscotti e con gentilezza hanno chiesto se potevano avere dei biscotti perché il loro gruppo ne aveva pochi, così facendo è stato dato quanto chiesto
Altri invece hanno cercato di prendere i biscotti senza chiedere ma così facendo i proprietari si sono fatti valere rincorrendo i "ladri" e riprendendo quanto era stato loro prelevato.
A questo punto ogni gruppo di catechismo si è ritrovato e hanno cercato di raccontare le proprie sensazioni ed emozioni che hanno provato nell'esperienza appena vissuta.
Vediamo invece che cosa hanno fatto i genitori.
Dopo aver dato il benvenuto e ringraziato per la loro presenza, don Samuele ha lasciato la parola a due catechisti, lui è andato a vivere l'esperienza con i ragazi.
Ai lati della cappellina c'erano due cartelloni con le scritte dei 10 comandamenti. E' stato chiesto loro di pensare come li vivono, che rapporto hanno, se hanno ancora senso oggigiorno e poi sono stati invitati a creare dei gruppetti di 5/6 persone e di raccontare quanto pensato. In seguito è stato chiesto se volevano condividere alcuni pensieri e c'è stato un bel dialogo. Allora i catechisti hanno indicato che i 10 comandamenti dovevano essere sostituiti dalle 10 parole di Dio e la perplessità è balenata subito nei loro occhi. Con questo nuovo sguardo queste parole hanno avuto un nuovo significato per ciascuno.
Poi alle 12.30 abbiamo condiviso il pranzo. La comunità ha offerto le lasagne per tutti mentre poi è stato condiviso quanto ciascuna famiglia aveva portato. Inutile dire che i ragazzi facendo memoria del laboratorio appena ultimato hanno mangiato tutto e, terminando prima, si sono recati in palestra per giocare liberamente ma poi per fare dei giochi che riguardavano le 10 parole, giochi preparati dagli animatori.
Nel secondo incontro con i genitori habbiamo cercato di continuare il discorso sull'educazione morale dei figli e ognuno guardando le immagini proposte ha pensato a cosa succede in famiglia nel vederle insieme. Poi è stato chiesto di condividere qualche pensiero.
Al termine del tempo prestabilito anche loro, come i ragazzi al mattino, hanno vissuto la merenda dei popoli e qui lo stupore di far parte di un gruppo numeroso con pochi biscotti li ha colpiti maggiormente. Non abbiamo chiesto di "avventarsi" sul cibo ma abbiamo chiesto di pensare che cosa era successo al mattino, infatti i ragazzi avevo l'obbligo di non raccontare nulla durante il pranzo e così è stato. Quasi tutti hanno pensato che ci fosse stata una specie di battaglia per accaparrarsi il cibo. Invece sono stati colpiti dal racconto che le catechiste hanno fatto nell'esporre quanto accaduto.
Alle ore 15.50 ci siamo recati davanti alla grotta posta al centro dell'oratorio per la pregheira finale e con il volto radioso abbiamo fatto ritorno a casa
Un grazie a quanti hanno partecipato alla realizzaione di una giornata stupenda.
Le catechsite della Comunità Pastorale Maria Ausiliatrice di Cardano al Campo (4 anno - Cristiani)
DOMENICA INSIEME - LA PROPOSTA - PREPARAZIONE
Riportiamo l'esperienza della Comunità Pastorale Maria Ausiliatrice di Cardano al Campo della DOMENICA INSIEME vissuta il 3 dicembre sulla Tappa 2 del percorso di I.C.
Indichiamo il progetto che è stato preparato in tutte le diverse fasi
Proposta incontro DOMENICA INSIEME 3 dicembre 2023
Ore 9.30/9.45 Ritrovo
10.oo Ingresso in chiesa
10.15 Celebrazione (indicazioni a parte)
11.15 incontro ragazzi “la merenda dei popoli” (vedere indicazioni al fondo)
1° incontro genitori (10 comandamenti) vedere in seguito
12.30 pranzo
13.30 organizzare giochi per i ragazzi in palestra (pre-ado/animatori)
14.45 2° incontro genitori:
ruolo genitoriale nella formazione etica dei figli
merenda dei popoli
16.oo conclusione
Questo è stato il filo conduttore della preparazione. Ora vediamo come è stato strutturato ogni singolo momento
1° incontro con i ragazzi (merenda dei popoli)
Ai ragazzi viene dato un foglietto colorato (a lato il numero di foglietti per 100):
Troveranno 6 tavoli apparecchiati con le indicazioni sotto riportate.
Senza alcuna introduzione, possono annunciare che, in questo Tempo, hanno pensato di offrire una buona merenda ai ragazzi: sarà una merenda un po’ speciale e ciascuno avrà il suo posto assegnato da alcuni biglietti.
colore Continente n. ragazzi n. biscotti Quantità acqua succo
rosso Cina 20 6 poca acqua
indaco Asia e Oceania 40 20 poca acqua
marrone Africa 15 3
verde Europa Occ 10 5 ½ bicchiere
giallo America Latina 10 10 bicchiere vuoto
blu Nord America 5 15 1 bicchiere pieno 1
1. Cosa vogliamo vivere
Si vuole iniziare ad approfondire il senso dei comandamenti legati al rapporto con le cose e al loro uso: “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri”.
In primo luogo si vogliono aiutare i ragazzi a comprendere il valore di ciò che già possiedono: anziché fissare l’attenzione (e lamentarsi) per ciò che non hanno, essi sono invitati ad accorgersi che non è scontato poter avere così tante cose, come spesso accade nella loro vita; di conseguenza, sono invitati anche a vivere la riconoscenza per ciò che scoprono essere gratuitamente messo a loro disposizione.
In secondo luogo, si aiutano i ragazzi a percepire che dall’essere persone mai contente di ciò che hanno, si arriva in fretta all’essere persone in preda a desideri smodati, che rendono schiavi e portano persino a compiere azioni da tutti riconosciute come sbagliate (come, ad esempio, il rubare)1.
1 L’ordine tradizionale dei comandamenti fa sì che “non rubare” arrivi prima dei comandamenti sul desiderio (smodato); e anche nel Sussidio, per ragioni grafiche, si è mantenuto tale ordine. Tuttavia, dal punto di vista esperienziale è evidente che l’ordine di precedenza è l’inverso: dal desiderio “sregolato” per le cose alle azioni sbagliate per ottenerle (come, p.es., rubare); per questa ragione nel presente Tempo si lavorerà a partire dal “Non desiderare…”.
Non si daranno spiegazioni ulteriori ai ragazzi, ma si cercherà di osservare le loro reazioni, per poterne discutere in gruppo, in un secondo tempo dell’attività: il gioco infatti innescherà inevitabilmente alcuni sentimenti, come l’invidia, il senso di ingiustizia o al contrario la gioia di possedere molto e di sentirsi più fortunati di altri.
Si può anche provare a tenere alcuni biscotti da parte, per poi passare, quando tutti avranno terminato di mangiare, ad offrirli ai ragazzi dell’America del Nord e dell’Europa occidentale; se costoro non ne vorranno più, si fingerà di buttarli via.
In un secondo momento, finita la merenda, si chiederà ai ragazzi di ciascun gruppo di reagire a questa situazione, evidentemente ingiusta: cosa faranno i ragazzi dell’America del Nord e quelli dell’Europa occidentale? E quelli dell’Africa? Si invitano tutti “a muoversi”, cioè a fare qualcosa per cambiare la propria posizione, mantenendo al tempo stesso il silenzio: devono essere le loro azioni a parlare per loro. Probabilmente alcuni ragazzi tra i gruppi “poveri” sceglieranno di spostarsi nei gruppi delle regioni più “ricche” per avere da mangiare, oppure andranno a prendere del cibo in altre regioni, oppure inizieranno a immaginare degli scambi tra i diversi paesi, oppure ancora altri ragazzi tra i “ricchi” sceglieranno di donare del cibo a quelli delle regioni più povere.
(dalla guida e dal materiale web CON TE!)
2. Riflessione su quanto vissuto
Terminato il gioco, è bene dedicare del tempo per riprendere l’esperienza vissuta e in particolare i sentimenti che i ragazzi hanno provato: li si suddividerà quindi in gruppetti, in modo che tutti abbiano la possibilità di parlare nel tempo disponibile, e si chiede a ciascuno di esprimere quanto ha vissuto nella situazione proposta dal gioco di ruolo: si può partire, ad esempio, dai sentimenti che i ragazzi hanno provato (è probabile che qualcuno abbia sperimentato gioia, altri invece rabbia o invidia…).
Raccolte le impressioni di tutti si chiede poi di esprimere un giudizio su questa situazione di disparità, che sul Sussidio (p. 27) viene rappresentata attraverso una spartizione sproporzionata di una torta.
Infine il catechista può far emergere non solo le logiche che caratterizzano il mondo attuale, ma anche il senso profondo dei comandamenti su cui si sta riflettendo: il Signore chiedendo di non desiderare la roba d’altri sta mettendo in guardia da un’ingordigia che trasforma in persone mai contente di ciò che hanno e che non sanno aprire gli occhi sui bisogni degli altri. Quando il desiderio diventa bramosia una persona non è più padrona di se stessa: per possedere l’oggetto dei suoi desideri, potrebbe arrivare a compiere azioni universalmente ritenute riprovevoli, come rubare. Quando invece si sa dialogare con i propri desideri – assecondandoli o ridimensionandoli secondo il caso –, con il mondo e con gli amici che stanno intorno, ci si può rendere conto di quanto già si possiede, esserne grati e anche metterlo a disposizione e farlo fruttare per il bene di tutti.
I comandamenti sul rubare e il desiderare, allora, non si limitano a vietare dei comportamenti “sbagliati”, ma vogliono far nascere uno stile di vita rinnovato, attento ad un uso responsabile e sobrio delle cose, e capace anche di attenzione agli ultimi e a chi non è altrettanto fortunato.
Alle pp. 26 e 27 del Sussidio si trovano alcune domande per l’esame di coscienza secondo lo schema della “rosa dei venti”, e una spiegazione sintetica dei due comandamenti, nel loro ordine tradizionale, per aiutare ciascuno a comprenderli nella propria esperienza.
NON RUBARE: Le cose che possediamo sono doni che abbiamo ricevuto e per questo motivo DESIDERIAMO che tutti abbiano il necessario per vivere bene: RISPETTA le persone e le cose intorno a te e non appropriarti di ciò che non è tuo.
NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI: Tutti noi DESIDERIAMO possedere qualcosa, ma se il desiderio di avere le cose diventa troppo grande, non siamo più liberi, perché il pensiero di ciò che vogliamo finisce per condizionarci, fino a non tenere più conto di quanto non ci appartiene: RISPETTA ciò che non è tuo.
(dal sussidio, dalla guida e dal materiale web CON TE!)
3. Preghiera conclusiva e rilancio
Si può concludere il Tempo introducendo i ragazzi ad un momento di preghiera, invitandoli cioè a ringraziare per ciò che già possiedono, a domandare perdono per le volte in cui non hanno usato con attenzione i propri beni e a chiedere al Signore di essere capaci d’impegnarsi per un mondo più giusto, portando fattivamente qualche frutto di vita buona.
Si possono quindi sollecitare i ragazzi ad aggiungere qualche invocazione personale a quelle già riportate nel Sussidio, a p. 27, e a scegliere, come impegno da realizzare nei giorni seguenti, uno dei frutti di vita buona riportati nella pagina precedente.
(dalla guida e dal materiale web CON TE!)
Tempo stimato 65 minuti (a disposizione 75 minuti)
Vediamo ora la struttura dei due incontri per i genitori
1° incontro con i genitori (i 10 comandamenti)
Accoglienza e presentazione dell’incontro (5 min.)
Preghiera iniziale
Vissuto si chiede di rispondere alla domanda: “che cosa sono i 10 comandamenti”
Che significato hanno i 10 comandamenti nella tua vita? (5 min.)
Proiezione mostrare il tabellone con i 10 comandamenti
Che significato hanno i 10 comandamenti nella tua vita?
Chiedere se qualcuno vuole condividere la risposta alla domanda. (15 min.)
Approfondimento 10 Parole per volare in alto. Perché attraverso queste parole posso vivere l’amore verso Dio (i primi 4 comandamenti) e verso il prossimo (gli altri) vedere quello che è riportato a pag 21, oppure leggere la spiegazione di ogni singolo comandamento da pag 22 – 29 (25 min.)
Riappropriazione Esempi a misura di adulto dei 10 comandamenti (10 min.)
3 o 4 esempi per verificare se è stato recepito il messaggio
Tempo stimato 65 minuti (a disposizione 75 minuti)
2° incontro con i genitori (formazione etica dei figli - merenda dei popoli)
Accoglienza: entrando nella stanza i genitori sono invitati a prendere un cartoncino colorato (5 colori – 5 continenti) presentazione dell’incontro (5 min.)
Preghiera iniziale
Proiettare diverse immagini di situazioni che è possibile vedere al TG
- Immigrati su un barcone
- Corteo di protesta
- Terremoto
- Immagine di guerra
- Ammalato terminale
- Senza tetto
Per ultimo viene proiettata la domanda:
“che cosa dico ai miei figli quando vediamo queste immagini?”
Vissuto Divisione dei genitori in gruppi da 5/6 chiedendo di raccontare agli altri la
risposta (5 min.)
Proiezione Chiedere se qualcuno condivide la risposta alla domanda. (10 min.)
Approfondimento invitare i genitori a dividersi in gruppi in base al colore del cartoncino ricevuto all’ingresso. Poi prendere posto attorno al tavolo in base al colore.
Chiediamo di scoprire la disuguaglianza che troviamo sui tavoli e come ci comporteremmo se, trovandoci in quella situazione, pensando alla famiglia e al suo sostentamento, cosa diremmo ai nostri figli? Che cosa farei di concreto? Quali azioni intraprenderei? Sarei disposto a pagare le eventuali conseguenze? (25 min.)
Riappropriazione Ritornati a posto chiediamo se qualcuno vuole raccontare le proprie emozioni (10 min.)
Tempo stimato 55 minuti (a disposizione 75 minuti)
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Altro materiale da utilizzare negli incontri:
NOTE PARTICOLARI
LOCATION:
- Merenda dei popoli (ragazzi) in palestra
- 1° incontro genitori in cappellina
- 2° incontro genitori stanza lavori 1° piano (a dx scale)
PERSONALE:
- Catechisti e Aiutocatechisti
- Pre-ado
- Ado
- Giovani
- Personale per distribuzione pranzo e pulizie
N.B.: - Chi ha un compito, non può averne un secondo. In questo modo saremo concentrati sull’attività a cui saremo chiamati
I ragazzi mangeranno nella sala a destra salendo le scale. Siccome termineranno prima di mangiare (esperienze anni precedenti) sarà la stanza ad essere pulita per prima perché servirà per l’incontro con i genitori e sarà preparata con le stesse caratteristiche dell’incontro di ragazzi
I giochi pomeridiani per i ragazzi saranno svolti in palestra (evitiamo di uscire a meno che non ci siano 27°)
Possiamo tranquillamente fare giochi sui 10 comandamenti (cruciverba, rebus……)
Chiedere l’aiuto dei pre-ado, ado, giovani…. in questo modo potremo fare diversi gruppi.
Per introdurre e spiegare i comandamenti “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri” abbiamo organizzato la cena dei popoli, la quale è un'esperienza collettiva che serve per rendersi conto dell'iniqua distribuzione delle risorse del pianeta e capire come, dietro alle statistiche che riportano i morti per fame e malnutrizione, ci siano persone in carne e ossa.
Prima dell’incontro abbiamo sistemato 5 postazioni che rappresentavano i 5 continenti. I continenti più ricchi, come l’America e l’Europa, avevano una maggiore quantità di cibo (anche più di quello che sarebbero riusciti a mangiare) ma erano anche quelli con meno posti a sedere, mentre i continenti più poveri come l’Africa e l’Asia erano quelli con più posti ma con meno cibo, solo del pane con dell’acqua. Questa disparità serviva per far sì che i bambini si rendessero conto dell'iniqua distribuzione delle risorse del pianeta.
A questo punto, per smistare i ragazzi nei continenti, abbiamo fatto pescare loro un bigliettino colorato, il quale rappresentava il colore del continente. Una volta che tutti i bambini si erano seduti, abbiamo incominciato l’incontro partendo dalle loro domande: “Perché così poco cibo?”, “Perché abbiamo così tanto cibo?”
Successivamente abbiamo chiesto perché secondo loro erano divisi in 5 gruppi con quantità di cibo diversa. I ragazzi hanno subito risposto che rappresentavano i 5 continenti, affermando di averlo capito sia dalla quantità di cibo, sia dall’allestimento delle 5 postazioni. Abbiamo fatto ragionare i bambini su quelle che sono le disparità tra continenti, le quali non sono solo causate dall’iniqua distribuzione delle risorse del pianeta, ma anche dall’avidità e dalla continua ricerca di potere degli uomini.
Infine, per concludere, abbiamo chiesto ai bambini a quali comandamenti potesse essere ricollegata questa esperienza e loro, oltre ad avere collegato i comandamenti “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri”, hanno anche aggiunto “Non uccidere” e “Non commettere atti impuri”. Hanno collegato il “Non uccidere” affermando che, non aiutando gli altri continenti e rubando loro le risorse, si causa la morte di molte persone, mentre il “Non commettere atti impuri” sempre perché non aiutando gli altri continenti e rubando loro le risorse si vanno a compiere degli atti che non sono puri, ma malvagi.
AURORA E MONICA (CATECHISTE COPS -MARIA AIUTO DEI CRISTIANI)
Per introdurre la tappa della liberazione dall’Egitto e della consegna delle tavole della legge (UNA LEGGE PER VOLARE), cerchiamo di rivedere insieme gli eventi-episodi che mettono in luce l’amore e l’alleanza di Dio per il suo popolo nel corso della storia partendo dal principio dal primo libro della Bibbia la Genesi.
Dio ha creato il mondo: la luce, il sole, la luna, il mare, i mostri marini, gli animali, le piante, tutto il creato e infine l’uomo a sua immagine. Esso però ha infranto l’unico comando che Dio gli aveva dato cioè di non mangiare la mela dell’albero ma essi disubbidirono e questo scateno la prima rabbia di Dio che maledisse il serpente.
Proseguendo negli anni, l’uomo continuò a procrearsi e a crescere ma tra di essi nacque anche gelosia, rabbia e odio che provocarono le prime lotte tra i vari popoli. Dio essendo Amore e desiderando amore e pace tra gli uomini e non odio e guerre, scelse una coppia quella di Noè e la sua donna nei quali vedeva un amore diverso simile al suo e per questo scelse loro per costruire l’ARCA.
Con questo episodio ci fu il diluvio universale che durò per 40 giorni e poi la vita ricominciò sulla terra e gli uomini vissero con maggiore armonia.
Con il passare degli anni Dio scelse un altro uomo per liberare un popolo schiavo.
Sapete chi è? Di quale popolo stiamo parlando?
Stiamo parlando di Mosè e del popolo di Israele liberato dalla schiavitù in Egitto.
Da quindi riprendiamo il discorso lasciato in sospeso.
Ripartendo dalla guida del catechismo, si riprende il discorso presenza di Dio raffigurata tramite l’aquila che conduce Mosè al popolo alla terra promessa, luogo dove Dio consegnerà a Mosè le leggi dell’alleanza meglio note come i 10 comandamenti.
A pag. 20-21 del catechismo, dove sono elencati i comandamenti, si è voluto far capire con esempi molto semplici che Dio ci indica una strada per la nostra felicità, (non punizioni come si pensa ) ma , per essere il suo popolo che vive nell’armonia e nell’amicizia.
Abbiamo poi elencato e spiegato i comandamenti e li abbiamo abbinati a dei segnali stradali (per memorizzarli meglio).
Li riprenderemo poi uno alla volta nei prossimi incontri.
1 IN ALLEGATO TROVATE LE FOTO DEL CARTELLONE CON I SEGNALI STRADALI E NON.
2 IL CARTELLONE SENZA CARTELLI STRADALI LO ABBIAMO RIUSATO RIMETTENDO VOLTA PER VOLTA I CARTELLI STRADALI IN BASE AL COMANDAMENTO .
DORY e ORIETTA
CATECHISTE DELLA COMUNITA’ MARIA AIUTO DEI CRISTIANI (COPS)
TAPPA 2
Riportiamo l'esperienza che Maria Ede, che collarabo con Rosa, hanno effettuato nel loro gruppo con i ragazzi/e del 4 anno di catechesi, ci ha inviato in merito ad alcuni tempi di questa TAPPA.
Itinerario di iniziazione cristiana
riferimento al testo ITL "Con Te! Cristiani", Tappa 2
CHE COS'E' UN'ALLEANZA
Attraverso le scene scelte appositamente i ragazzi sono stimolati ad arrivare, attraverso una deduzione logica al vero significato della parola Alleanza, ed infine all'Alleanza di Dio con il suo popolo.
Il video è introduttivo alla trasmissione del significato dei 10 comandamenti.
Il video "Che cos'è un'alleanza" è visibile qui
DUE ALI PER VOLARE ALTO
Il video fa riferimento all'aquila come immagine di Dio nella Bibbia. Perché i ragazzi comprendano questo abbinamento, viene descritta, attraverso frame di video presi dal web, le caratteristiche di questo rapace:
la sua possenza,
la sua fedeltà (le coppie di aquile restano insieme tutta la vita),
la cura per i propri pulcini,
la particolarità che li porta sulle sue ali per proteggerli.
Le immagini dell'aquilotto al suo primo volo vogliono rimandare alla premura che Dio ha per il suo popolo, e nello specifico, per ogni suo figlio, al quale, attraverso un'alleanza, rappresentata dalle ali, vuole dare la vera libertà.
L'ultimo frame del video e preso dalla clip della canzone "Birds"del gruppo Imagine Dragons.
Il video "Due ali per volare alto" è visibile qui
ABACUC ed EFRAIM
Siamo soliti DIMENTICARE le cose che hanno prodotto del bene alla nostra vita: a prescindere dalla storia di ognuno, l’uomo è in generale smemorato riguardo al bene ricevuto mentre ricorda perfettamente ogni male.
Questo è accaduto al popolo d'Israele che Dio liberò dall'Egitto per mano di Mosè e che poi guidò nel deserto.
Il dialogo tra il fiducioso e positivo Abacuc, e lo sfiduciato e negativo Efraim, sono lo specchio di due stati d'animo che vivono solitamente nell'anima della stessa persona che, davanti alle difficoltà della vita si scoraggia dimenticando i prodigi e l'aiuto ricevuto nel passato.Ricordi per i quali invece, la memoria dovrebbe essere lo stimolo a proseguire fiduciosi nel cammino della vita.
I ragazzi sono chiamati ad indentificarsi in uno o nell'altro personaggio, e a riconoscere nella propria quotidianità quando sono stati più come Abacuc o più come Efraim, trendone le conseguenze e scoprendo quale sia l'atteggiamento del testimone del Vangelo: la memoria e la fiducia nel Bene che Dio vuole donare ad ognuno di noi.
In questa predisposizione positiva i ragazzi saranno pronti a riceve i 10 Comandamenti dell'Alleanza. Oggi come allora.
Qui il link del video "Non dimenticare! Abacuc ed Efraim"
(MARIA EDE - Parrocchia sant'Anastasio - Cardano al Campo)
IL DONO DI DIO PER VIVERE L'ALLEANZA
Invitiamo a leggere quanto riportato nell'incontro del 2021, (cliccare qui)
Ci limitiamo a fare delle sottolineature oppure delle integrazioni.
Innanzitutto riportiamo quanto indicato dalla guida a pag 48 al punto "c":
"...Sarà buona cosa ripetere insieme il Decalogo, anche nei prossimi Tempi, in un clima giocoso e sereno, ma che permetta poco alla volta di impararne a memoria il testo" .
Come sempre è importante ascoltare quanto i ragazzi diranno per le immagini presenti sul sussidio partendo da pag 14-15 chiedendo loro di descrivere ciò che vedono.
Alcuni aspetti: la folla che cammina nel deserto, è la stessa che vedremo poi a pag 18-19 (la folla sarà un particolare molto imortante quando toccheremo la tappa successiva , vedere pag 32-33)
L'aquila che voltegga nel deserto, presente ancora a pag 18-19 sembra voglia abbracciare la folla.
Mentre nell'immagine di pag 18-19 è un'anticipazione dell'immagine di pag 32-33. Qui abbiamo Mosè che dona al popolo le tavole della legge, lì vedremo Gesù che ammaestra le folle - Beatitudini.
Il testo del brano dell'Esodo indicato a pag 15 (Es 19,3-8) è possibile leggerlo a pag 16 mentre il testo di Esodo 20 è riporato a pag 19-20 in forma ristretta
Il Decalogo
Per imparare in modo giocoso i comandamenti riportiamo un gioco che può essere trasmesso ai ragazzi come audio oppure come video. Ringraziamo Mariarosa per l'ideazione e crediamo che possa essere un modo anche per ascoltare a casa insieme ai genitori
LA MERENDA DEI POPOLI
A pag 27 viene presentato il comandamento "NON DESIDERARE LA ROBA D'ALTRI", cioé il desiderio di possedere qualcosa snza accontentarci di quello che già si possiede. Questo comandamento deve insegnarci a RISPETTARE ciò che non è mio
Allora per rendere maggiormente visibile questo comandamento abbiamo sperimentato il gioco "la Merenda dei popoli". Facciamo sperimentare ai ragazzi la stessa situazione di disagio, disuguaglianza, e proviamo a chiedere loro quali sentimenti suscita una situazione simile (rabbia, invidia....). Chiediamo cosa faremmo per avere un qualcosa in più oppure per donare agli altri
Riportiamo il video di Mariarosa che ringraziamo per la collaborazione
Un grazie alle catechiste che hanno partecipato attivamente agli incontri e si sono lasciate mettere in discussione dai diversi laboratori
Un grazie a ELENA, MANUELA, MILENA, SARA
CON TE! CRISTIANI - IL LIBRO DIGITALE
Ed ecoo, infine, il 4° libro digitale che, pur non sostituendo la catechesi in presenza, può essere proficuamente usato contemporaneamente a quest'ultima, non solo per i bambini assenti, che in questo modo avrebbero la possibilità di recuperare la catechesi a casa, ma anche per quei bimbi che amano riascoltare ciò che hanno sentito durante l'incontro, insieme ai genitori, i quali in questo modo vengono coinvolti nel cammino di fede dei figli.
Si creano così in famiglia tempi di condivisione attiva molto piacevoli e, seguendo le indicazioni delle catechiste, si costruiscono esperienze familiari di preghiera, di apprendimento e di svago, affettivamente seducenti; si tratta di percorsi che possono essere poi ripresi durante gli incontri con i genitori.
Come abbiamo già detto, inoltre, questo strumento è sicuramente molto utile ai bambini con disturbi nella letto-scrittura, i quali evitano così di misurarsi con il testo scritto, attività la cui fatica potrebbe annullare la gioia dell'incontro con Gesù. Per analoghe ragioni, esso potrebbe servire ai bambini non vedenti.
Quanto alle catechiste, possono trovare suggerimenti e stimoli per migliorare il loro servizio.
Questo post, verrà modificato in seguito, in quanto per il momento è disponibile solo ia 1° Tappa, visto l'avvicinarsi dell'inizio degli incontri dell'Iniziazione Cristiana.
Ecco il link della prima Tappa
IL DONO DI DIO PER VIVERE L'ALLEANZA
Introduzione TAPPA 2
In questa seconda Tappa s’introducono i ragazzi a conoscere i Comandamenti come dono
della legge di Dio agli uomini, nel loro significato e valore provvidenziale ed esistenziale.
I ragazzi conoscono già delle regole e ne apprezzano il valore perché ne intuiscono la finalità positiva e sono aiutati nella comprensione e distinzione tra ciò che è bene e ciò che è male.
E’ anche vero che oggi le regole, attraverso i media vissuti senza filtri, portano i ragazzi ad essere disorientati e da parte degli educatori, genitori in prima fila, il dire dei “no” li rassicura perché esprime la volontà dell’adulto di “prendersi cura” di loro: ponendo dei limiti, dei paletti, il genitore, l’educatore insegna soprattutto a non danneggiare se stessi e gli altri.
Nello stesso tempo i ragazzi dovrebbero conoscere il valore della legge per la civiltà di un popolo attraverso lo studio della storia
E’ in questo contesto che si inseriscono i Comandamenti di Dio donati al popolo nel deserto evitando di cadere nella trappola di farlo percepire come un indebito ed arbitrario vincolo da parte di Dio, un attentato alla nostra libertà.
Per far comprendere meglio sarebbe opportuno, se c’è tempo e volontà oppure parlarne attorno ad un tavolo, farli giocare a calcio, o a pallavolo, o altro gioco, indicando che non ci sono regole: si può giocare con i piedi e con le mani, tenere la palla più del dovuto, anziché tre passaggi se ne possono fare di più.....Dopo un pò la forza bruta prende il sopravvento e inizieranno litigi. Se invece si gioca con le regole che vengono stabilitte prima tutto fila liscio perché saranno consci di ciò che si può o non si può fare.
Per comprendere meglio questo concetto vi rimandiamo al racconto che si trova nel materiale web: “Vissuto-tappa-2-il-dono-di-dio-per-vivere-alleanza” .
Sempre parlando dei Comandamenti di Dio ci si imbatte nel termine “ALLEANZA” termine che non viene usato molto dai ragazzi anche perché non appartiene al loro linguaggio. Ma possiamo far comprendere questo termine parlando di alleanza tra i genitori nel momento del matrimonio e le altre alleanze familiari, amicali. Così facendo conduciamo i ragazzi a comprendere il significato del Decalogo, perché definisce un patto d’amore, in cui i doveri di una parte rispondono ai diritti dell’altra e viceversa: i genitori amano, si preoccupano dei figli e in seguito questi si prenderanno cura nel momento del bisogno dei propri genitori.
Tempo 1 e 2
Dopo un momento di preghiera e l’introduzione di Massimo sulla 2° TAPPA sulle parole chiave: Alleanza e Regole, Rispetto e Desiderio che sono il filo conduttore dei 10 Comandamenti, ci si divide in gruppi
GRUPPO DI MONICA
Osservazioni ed interventi del gruppo
Monica chiede come si potrebbe introdurre e spiegare le pagine 14 e 15 del sussidio:
- far osservare e leggere le immagini delle pagine;
- lasciare che i bambini dicano cosa rappresenta, secondo loro, l’illustrazione e prendere spunto per soffermarci sul significato dell’aquila che è in primo piano e pare guardare la fila di persone
- soffermarci sul significato dell’aquila, fra gli uccelli, il più grande in natura e l’unico che non tiene i suoi piccoli tra le zampette, ma li trasporta sulle ali, perché così evita i predatori
-l’aquila, simboleggia un essere superiore, l’aquila ama la libertà, non teme la solitudine, cerca le vette più alte per vedere più lontano (riferimento al libro dell’Esodo” vi ho portato su ali d’aquila”, ho vegliato su di voi, sul mio popolo...”) Le ali dell’aquila rimandano alla forza, alla potenza, all’osare, a volare alto.
-incentivare i bambini a cercare immagini e notizie sull’aquila o raccontare se le hanno viste
-osservare i colori delle immagini, il colore della fila di persone, del popolo, cosa rappresentano? Le diversità...
-leggere il brano dell'Esodo proposto dalla pag. 15 e sottolineare le parole: REGOLE E ALLEANZA (pag 39 della Guida)
-si può proporre il gioco delle regole: immaginiamo o proviamo a fare un gioco, ma senza regole...spontaneamente verrà fuori che non si può, le regole sono indispensabili.
-Soffermarsi su cosa significa, per loro, la parola “alleanza”
Monica si sofferma sull’importanza di lavorare in equipe, si vedrà lo scambio di idee che è opera dello Spirito Santo che illumina le nostre proposte.
Si passa ad analizzare le pagine 16 e 17
- sono in evidenza le due figure di Abacuc e Efraim ( pag 47 guida)
- perché Abacuc è in piedi? E’ autorevole, sicuro di sé, ha una fede incondizionata in Dio
- Efraim è seduto in atteggiamento sconfortante, è insicuro, scoraggiato
- si può drammatizzare il dialogo
- proporre: in quale personaggio mi identifico? (escono i caratteri dei bambini)
- chi è il più vecchio dei due personaggi? Osservare che il più vecchio ha più esperienza, si può fare accenno ai nonni che sono saggi e danno buoni consigli…
Monica sottolinea l’importanza della nostra postura, dovremmo stare in piedi o camminare in mezzo ai bambini per sottolineare l’importanza di quanto si racconta o si legge, del resto anche Gesù, predicava posizionandosi in un luogo più alto dei discepoli e della folla che lo ascoltava.
- se abbiamo fatto un buon lavoro negli anni precedenti, seguendo lo stesso metodo, i bambini si sono abituati ad ascoltare e a lavorare correttamente.
- pag 17, si rivede la figura dell’aquila, rivedere il simbolo dell'aquila
- leggere e spiegare il salmo (pag 47 Guida)
- Pag 18-19 mettere in risalto la figura di Mosè, leggere l’immagine, cosa vedi?
- Mosè ha in mano le tavole, leggere il brano dell'Esodo 20,1-17
- la popolazione ascolta Mosè, qual è la loro posizione?
- Il popolo ha cercato le regole (fare un cenno alle leggi dei popoli, chiedere se a scuola hanno studiato i popoli che hanno chiesto le leggi per vivere meglio…. Es. codice di Hammurabi)
- le tavole diventano un dono
- proposta di scrivere delle regole che potrebbero farci star meglio (si possono fare dei gruppi…)
- allestire un grande cartellone con le regole.
(MARIELLA)
Tempo 3 e 4
Questi due momenti prendono in considerazione i primi 4 comandamenti. Innazitutto è doveroso ricordare che ai bordi delle pagine del testo troviamo la rosa dei venti, che i ragazzi hanno già conosciuto lo scorso anno in occasione della cerlebrazione del sacramento della Riconciliazioen.
Questa ci viene in aiuto perché ci indica verso chi è rivolto il comandamento (Dio, io, gli altri, il mondo) e ci pone delle domande per approfondire meglio il dialogo con i ragazzi.
E' anche vero sottolineare che i comandamenti toccano due aspetti importanti che si ripetono sempre: DESIDERIO e RISPETTO. Il prospetto in ogni pagina colloca il comandamento in questa relazione tra Dio e l'uomo.
Indichiamo solo alcuni punti in quanto nel materiale web è possibile trovare le indicazioni e suggerimenti per lo svolgimento dell'incontro
1° comandamento - mettere in risalto la figura di Elia come "difensore" di Dio ma poi casca nel medesimo errore facendo di Dio un idolo. Quindi dialogare con i ragazzi chiedendo loro cos'è un idolo per loro, e se c'è qualche idolo che è nel loro cuore prendendo così il posto di Dio.
2° comandamento - importanza del nome. Dio si rivela agli uomini indicando il proprio nome. Dialogare con loro sull'importanza di essere chiamati con il proprio nome e non con nomignoli a volte dispreggiativi. Chiedere di prendere in considerazione la proposta presentata a pag. 23 in basso.
3° comandamento - Dio ci dà la possibilità di alimentare la nostra fede ogni settimana invitandoci a prendere parte alla celebrazione Eucaristica (un'autostrada verso il cielo diceva il beato Acutis). Dialogare cercando e chiedendo loro di essere sinceri, senza giudicare nessuno, sul perché vado a messa oppure non ci vado. Sarebbe opportuno se tra i ragazzi uno di loro esponesse la propria esperienza del "perché vado a messa" (magari un cherichetto, o un cantore).
4° comandamento -I genitori sono il segno vivo dell'Alleanza. Essi collaborano per il bene del proprio figlio. Quindi chiediamo se li rispettiamo in tutto ciò che ci chiedono (mettere a posto la stanza, apparecchiare...). Chiediamo loro di pensare se un domani si prenderanno cura dei propri genitori in caso di necessità (allora perché non iniziare a farlo già da ora).
Nel materiale web viene presentato un racconto di B. Ferrero. Possiamo chiedere ai ragazzi di scrivere cosa ha indicato la mamma ogni volta che legge ciò che lei ha fatto per il suo bambino e poi confrontare i risultati tra i ragazzi stessi e il conto "reale" indicato dalla mamma.
Tempo 5
Abbiamo impostato tutto a partire dalla parola “desiderio”: è il desiderare qualcosa o qualcuno in modo possessivo che genera comportamenti sbagliati, cioè il “non-amore”.
Si faranno riflettere i bambini su quello che hanno e su quello che desidererebbero avere, cercando di far capire la differenza tra il desiderare qualcosa, accettando di non poter avere tutto e invece il pretendere di avere sempre qualcosa in più.
Da questo discorso si può facilmente far capire che l’esagerazione può portare ad appropriarsi delle cose degli altri (es. il mio amico ha una figurina che io non ho, quando la appoggia e si gira la prendo). Questo non è amore.
GIOCO: la merenda dei popoli.
Il gioco può essere proposto come una merenda, ma in qualche parrocchia è stato vissuto come una cena.
Si dà a ciascun partecipante un cartellino con il nome di un continente. I continenti più ricchi (America, Europa) avranno pochi rappresentanti; i continenti più poveri (Asia, Africa) avranno un numero maggiore di bambini che li rappresentano.
Nel frattempo si sono preparati dei tavoli, ciascuno con la denominazione del continente a cui si riferisce.
Sulla tavola dell’America metteremo tanto cibo e varietà di cose da mangiare e da bere; sulla tavola dell’Europa molto cibo ma un pochino meno rispetto all’America; per l’Asia mancheranno alcuni cibi e gli altri saranno in quantità minore; per l’Africa pochissimo cibo e niente bevande.
I bambini verranno invitati a sedersi al proprio continente e si dirà di mangiare.
Ci sarà sgomento e qualcuno comincerà a lamentarsi (l’Africa dovrà dividere ad esempio pochi biscotti tra tante persone) e tutti guarderanno la sproporzione.
Si inviteranno i bambini a trovare una soluzione (qualcuno si sposterà dai Paesi poveri a quelli ricchi; forse qualcuno dei Paesi ricchi darà qualcosa agli altri…)
Si rifletterà insieme su quello che si è vissuto, cercando di far passare il messaggio che quello che abbiamo si può condividere e che Dio ha creato le risorse perché siano divise tra tutti.
Dall’esperienza vissuta si passa poi alla preghiera (vedi catechismo pag. 27) e anche a qualche gesto concreto.
Tempo 6
Attraverso la vicenda di re Davide si andranno a scoprire vari comandamenti.
Si può vedere il video o raccontare la storia guardando le immagini del catechismo (pag. 28-29-30).
Dal desiderio di Davide nei confronti di Betsabea e dallo sviluppo successivo si incontreranno i comandamenti:
- “Non desiderare la donna d’altri”
- “Non commettere atti impuri”
- “Non dire falsa testimonianza”
- “Non uccidere”
Al termine del racconto si rifletterà insieme sull’accaduto e verrà nuovamente in evidenza il fatto che il desiderio non controllato produce scelte sbagliate con conseguenze gravi.
Per la riflessione sono utili anche le strisce colorate (rosa dei venti) a bordo pagina, aiutano ad identificarsi con gli errori commessi da Davide e a capire che, anche se i nostri non sono così gravi, portano comunque a non volere il bene nostro e degli altri.
A questo punto si può vedere o ascoltare l’ultima parte riguardante il profeta Natan che fa capire a Davide i suoi errori.
Si possono allora rileggere insieme i 10 comandamenti (pag. 31), guardando anche la figura dei due bambini, che tengono i comandamenti come fossero una mappa: sono strumenti per indicarci il percorso sicuro.
(MILENA)
Riferimenti sussidio: pp. 26 – 27.
· Riferimenti guida: pp. 52 – 54.
Strumenti e materiale: materiale per una merenda, tabelle con i dati popolazione mondiale.
· Cosa vogliamo vivere
Si vuole iniziare ad approfondire il senso dei comandamenti legati al rapporto con le cose e al loro uso: “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri”.
In primo luogo si vogliono aiutare i ragazzi a comprendere il valore di ciò che già possiedono: anziché fissare l’attenzione (e lamentarsi) per ciò che non hanno, essi sono invitati ad accorgersi che non è scontato poter avere così tante cose, come spesso accade nella loro vita; di conseguenza, sono invitati anche a vivere la riconoscenza per ciò che scoprono essere gratuitamente messo a loro disposizione.
In secondo luogo, si aiutano i ragazzi a percepire che dall’essere persone mai contente di ciò che hanno, si arriva in fretta all’essere persone in preda a desideri smodati, che rendono schiavi e portano persino a compiere azioni da tutti riconosciute come sbagliate (come, ad esempio, il rubare)1.
L’esperienza descritta può essere vissuta anche nel quadro di una domenica insieme2.
· Esperienze: gioco di ruolo e riflessione successiva.
· Svolgimento base
È possibile prevedere uno svolgimento in tre momenti:
1. gioco di ruolo: la merenda dei popoli;
2. riflessione su quanto vissuto;
3. preghiera e rilancio.
1. Gioco di ruolo: la merenda dei popoli
Il gioco di ruolo da proporre consiste in una merenda un po’ speciale che coinvolge tutti i ragazzi: con un numero maggiore di partecipanti, infatti, l’effetto dell’esperienza è certamente più accentuato.
Per attuare questa attività occorre previamente dividere i ragazzi in sette gruppi, ciascuno de quali viene denominato secondo le varie regioni del mondo, e stabilire una certa quantità di cibo e bevande da dare ad ognuno di questi. Per farlo, si possono utilizzare due tabelle, disponibili nello spazio web nei file “Calcolo popolazione mondiale” e “Gioco merenda dei popoli”3.
I catechisti, senza alcuna introduzione, possono annunciare che, in questo Tempo, hanno pensato di offrire una buona merenda ai ragazzi: sarà una merenda un po’ speciale e ciascuno avrà il suo posto assegnato da alcuni biglietti. Ad ogni ragazzo verrà quindi distribuito un biglietto che lo assegna ad una regione del mondo (Cina, Asia e Oceania, Africa, Russia, Europa occidentale, America latina, America del Nord); poi a ciascuno verrà offerta la razione di biscotti e di bevande corrispondente alla propria provenienza e si inviteranno tutti a mangiare e bere. Non si daranno spiegazioni ulteriori ai ragazzi, ma si cercherà di osservare le loro reazioni, per poterne discutere in gruppo, in un secondo tempo dell’attività: il gioco infatti innescherà inevitabilmente alcuni sentimenti, come l’invidia, il senso di ingiustizia o al contrario la gioia di possedere molto e di sentirsi più fortunati di altri.
Si può anche provare a tenere alcuni biscotti da parte, per poi passare, quando tutti avranno terminato di mangiare, ad offrirli ai ragazzi dell’America del Nord e dell’Europa occidentale; se costoro non ne vorranno più, si fingerà di buttarli via.
In un secondo momento, finita la merenda, si chiederà ai ragazzi di ciascun gruppo di reagire a questa situazione, evidentemente ingiusta: cosa faranno i ragazzi dell’America del Nord e quelli dell’Europa occidentale? E quelli dell’Africa? Si invitano tutti “a muoversi”, cioè a fare qualcosa per cambiare la propria posizione, mantenendo al tempo stesso il silenzio: devono essere le loro azioni a parlare per loro. Probabilmente alcuni ragazzi tra i gruppi “poveri” sceglieranno di spostarsi nei gruppi delle regioni più “ricche” per avere da mangiare, oppure andranno a prendere del cibo in altre regioni, oppure inizieranno a immaginare degli scambi tra i diversi paesi, oppure ancora altri ragazzi tra i “ricchi” sceglieranno di donare del cibo a quelli delle regioni più povere.
Questo gioco di ruolo può essere realizzato in modo semplice ed è molto efficace, perché permette ai ragazzi di sperimentare alcune dinamiche del rapporto tra i popoli, ma anche di percepire l’ingiustizia subita dalle regioni più povere.
Qualche comunità educante potrebbe anche elaborare l’attività in modo ancora più curato, enfatizzando la differenza di situazione (ad esempio: preparando dei posti comodi da sedere per le regioni più ricche, lasciando invece sedere per terra tutti gli altri); questo gioco di ruolo si presta bene anche ad un inserimento nel quadro di una domenica insieme con i genitori, diventando così uno spunto di riflessione anche per gli adulti4.
In questo tempo di emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid – 19 è impossibile pensare, di qualsiasi colore sia dipinta la nostra regione – sia essa di colore giallo, arancione o rosso - di poter vivere la merenda dei popoli così come proposta sopra. Anche se possiamo riprendere a vivere gli incontri di catechesi “in presenza”, tuttavia, il distanziamento a cui sia tenuti ci obbliga a rinunciare, nostro malgrado, a vivere questa bellissima esperienza (sappiamo che è un’ esperienza davvero “edificante” perché l’abbiamo già proposta in altro gruppo)
https://lagioiadellannuncio.jimdofree.com/4-anno-quinta-elementare/2-tappa/
Ed allora, rinunciamo? Sarebbe un vero peccato!!! Ed allora, abbiamo pensato di realizzare un video – ecco il link per poterlo vedere https://youtu.be/AkwLl6mv5V4 - che ci potrebbe aiutare!!! Il video, che è un po’ lungo, può essere comodamente presentato ai ragazzi dividendolo in due parti:
Ø la prima, ci può aiutare nell’accompagnare i ragazzi a comprendere il valore di ciò che già possiedono: anziché fissare l’attenzione (e lamentarsi) per ciò che non hanno, essi sono invitati ad accorgersi che non è scontato poter avere così tante cose, come spesso accade nella loro vita!!! Nella riflessione, che proporremo loro al termine della visione del primo spezzone, li potremo accompagnare anche a vivere la riconoscenza per ciò che scoprono essere gratuitamente messo a loro disposizione.
Ø la seconda parte invece è un invito per i ragazzi – anche se solo virtuale – a sedersi alle “tavole” dei ricchi e dei poveri!!! Dopo aver visto quanto proposto nella parte finale del video, li potremo facilmente accompagnare nella riflessione di cui al punto 2 della presente scheda.
Ma – si potrebbe obiettare – in questo modo i ragazzi non avranno la possibilità di “fare esperienza reale” di sedersi alle tavole dei ricchi e dei poveri e, quindi, il messaggio difficilmente potrà diventare bagaglio del loro vissuto!!! Per ovviare a questo possibile inconveniente, si potrebbe proporre ai genitori di “preparare realmente” in famiglia la merenda dei popoli. Come? Beh, si potrebbe inviare loro il video - accompagnandolo con alcune parole di spiegazione – per poi invitarli a preparare in casa le due tavole!! Sarebbe davvero una “bella e buona” occasione di dialogo e di confronto familiare!!!
Se proprio non si avesse la possibilità di realizzare la merenda, e quindi il gioco di ruolo, ci si può limitare a leggere insieme la testimonianza di una giovane, che ha vissuto questa stessa esperienza nell’Arsenale della Pace a Torino e che condivide i propri pensieri di fronte ad essa, ma anche le scelte che ha compiuto in seguito:
http://www.sermig.org/nponline/166-np/1425-arsenale-della-pace-il-mondo-a-tavola). Questa testimonianza può risultare utile anche per la fase di riflessione che segue.
1. Riflessione su quanto vissuto
Terminato il gioco, è bene dedicare del tempo per riprendere l’esperienza vissuta e in particolare i sentimenti che i ragazzi hanno provato: li si suddividerà quindi in gruppetti, in modo che tutti abbiano la possibilità di parlare nel tempo disponibile, e si chiede a ciascuno di esprimere quanto ha vissuto nella situazione proposta dal gioco di ruolo: si può partire, ad esempio, dai sentimenti che i ragazzi hanno provato (è probabile che qualcuno abbia sperimentato gioia, altri invece rabbia o invidia…).
Raccolte le impressioni di tutti si chiede poi di esprimere un giudizio su questa situazione di disparità, che sul Sussidio (p. 27) viene rappresentata attraverso una spartizione sproporzionata di una torta.
Infine il catechista può far emergere non solo le logiche che caratterizzano il mondo attuale, ma anche il senso profondo dei comandamenti su cui si sta riflettendo: il Signore chiedendo di non desiderare la roba d’altri sta mettendo in guardia da un’ingordigia che trasforma in persone mai contente di ciò che hanno e che non sanno aprire gli occhi sui bisogni degli altri. Quando il desiderio diventa bramosia una persona non è più padrona di se stessa: per possedere l’oggetto dei suoi desideri, potrebbe arrivare a compiere azioni universalmente ritenute riprovevoli, come rubare. Quando invece si sa dialogare con i propri desideri – assecondandoli o ridimensionandoli secondo il caso –, con il mondo e con gli amici che stanno intorno, ci si può rendere conto di quanto già si possiede, esserne grati e anche metterlo a disposizione e farlo fruttare per il bene di tutti.
I comandamenti sul rubare e il desiderare, allora, non si limitano a vietare dei comportamenti “sbagliati”, ma vogliono far nascere uno stile di vita rinnovato, attento ad un uso responsabile e sobrio delle cose, e capace anche di attenzione agli ultimi e a chi non è altrettanto fortunato.
Alle pp. 26 e 27 del Sussidio si trovano alcune domande per l’esame di coscienza secondo lo schema della “rosa dei venti”, e una spiegazione sintetica dei due comandamenti, nel loro ordine tradizionale, per aiutare ciascuno a comprenderli nella propria esperienza.
NON RUBARE: Le cose che possediamo sono doni che abbiamo ricevuto e per questo motivo DESIDERIAMO che tutti abbiano il necessario per vivere bene: RISPETTA le persone e le cose intorno a te e non appropriarti di ciò che non è tuo.
NON DESIDERARE LA ROBA D’ALTRI: Tutti noi DESIDERIAMO possedere qualcosa, ma se il desiderio di avere le cose diventa troppo grande, non siamo più liberi, perché il pensiero di ciò che vogliamo finisce per condizionarci, fino a non tenere più conto di quanto non ci appartiene: RISPETTA ciò che non è tuo.
1. Preghiera conclusiva e rilancio
Si può concludere il Tempo introducendo i ragazzi ad un momento di preghiera, invitandoli cioè a ringraziare per ciò che già possiedono, a domandare perdono per le volte in cui non hanno usato con attenzione i propri beni e a chiedere al Signore di essere capaci d’impegnarsi per un mondo più giusto, portando fattivamente qualche frutto di vita buona.
Si possono quindi sollecitare i ragazzi ad aggiungere qualche invocazione personale a quelle già riportate nel Sussidio, a p. 27, e a scegliere, come impegno da realizzare nei giorni seguenti, uno dei frutti di vita buona riportati nella pagina precedente.
____________________________________________________________
1 L’ordine tradizionale dei comandamenti fa sì che “non rubare” arrivi prima dei comandamenti sul desiderio (smodato); e anche nel Sussidio, per ragioni grafiche, si è mantenuto tale ordine. Tuttavia, dal punto di vista esperienziale è evidente che l’ordine di precedenza è l’inverso: dal desiderio “sregolato” per le cose alle azioni sbagliate per ottenerle (come, p.es., rubare); per questa ragione nel presente Tempo si lavorerà a partire dal “Non desiderare…”.
2 Si veda quanto detto a proposito della dimensione Chiesa per la Tappa 2 nella Guida, a p. 44. Si trovano nel materiale on line tutti i dettagli del laboratorio da proporre a genitori e figli.
3 Per utilizzare il primo file è necessario anzitutto aprirlo con un programma come Excel (Calc della suite LibreOffice dovrebbe funzionare ugualmente). Una volta caricato il file, occorre inserire il numero dei ragazzi coinvolti nel gioco nella casella in rosso: il foglio di calcolo calcolerà automaticamente la divisione numerica dei ragazzi, che comparirà nell’ultima riga della tabella.
4Si veda nel materiale on line nella dimensione “Chiesa: comunità e famiglia”.
Vietata la riproduzione, anche parziale o ad uso interno didattico, con qualsiasi mezzo, non autorizzata.
Copyright Arcidiocesi di Milano
Riferimento sussidio: pag. 30-31
Riferimento guida: pag. 55-56
Strumenti / materiale: racconto
Come abbiamo più volte indicato i comandamenti non sono aspetti negativi che ci impediscono di fare alcune cose, al contrario essi sono orientamento per la vita. Ne è esempio la figura di Natan, il profeta che ha indicato la Parola di Dio a Davide e questi, riconoscendo i suoi errori ha chiesto perdono a Dio. Ecco perché i comandamenti possono diventare un aiuto per orientare le nostre decisioni, le nostre scelte.
Anche qui è possibile utilizzare il suggerimento della diocesi che ci propone l’audio racconto di Natan e Davide, oppure possiamo raccontare la vicenda.
Davide è il peccatore. Natan è l’amico prezioso di Davide che lo corregge nel momento dell’errore per farlo ritornare a camminare sulla retta via per essere il grande re d’Israele.
Possiamo chiedere ai ragazzi se siamo reali e veri amici per gli altri. Se abbiamo il coraggio di indicare l’errore non per punire o giudicare, ma perché vogliamo il bene del nostro amico. Oppure se siamo rimasti incerti su alcune decisioni da prendere e se abbiamo avuto un vero amico accanto che ci ha suggerito cosa fare.
Quindi questo tempo, questo incontro altro non è che una riflessione sulle nostre azioni, sul capire il dono che Dio ha fatto al popolo ebraico nel deserto e che ancora oggi ci aiutano a capire quale strada intraprendere.
Se i ragazzi riusciranno a far penetrare in loro quest’aspetto positivo dei comandamenti la tappa successiva, le Beatitudini, non faranno altro che rafforzare questo bisogno interiore di avere indicazioni certe, precise per camminare sulla strada percorsa da Gesù, da discepoli e da tutte le donne e uomini che hanno formato la Chiesa in questi secoli.
E' opportuno terminare questo incontro con una piccola celebrazione ripercorrendo i 10 comandamenti come aiuto per essere più vicinio a Dio, per essere veri amici per gli altri e per iniziare a "volare" in alto sulle ali dell'aquilia.
Riferimento sussidio: pag. 28-29
Riferimento guida: pag. 54-55
Strumenti / materiale: racconto
In questo tempo approfondiremo i restanti comandamenti in quanto legati dalla storia del re Davide.
Vedremo come il comportamento di Davide tocchi il comandamento del “Non uccidere”, “Non commettere atti impuri”, “Non dire falsa testimonianza”, “Non desiderare la donna d’altri”. Una bella “fedina penale”, ma poi vedremo anche la sua richiesta di perdono e la misericordia di Dio.
Come procediamo? Possiamo scegliere l’audio racconto (materiale web) oppure possiamo raccontarla partendo dalle immagini che troviamo a pag 28-29. La bussola ci guida a capire la tipologia dell’errore, cioè se è rivolto verso gli altri oppure se è per il mondo che ci circonda. Ma in realtà, come evidenziato più volte nei riquadri alle pagine già citate troviamo che questi comandamenti toccano due aspetti fondamentali della vita dell’uomo: il DESIDERIO e il RISPETTO. Il desiderio è ciò a cui si tende e a volte siamo spinti da qualcosa di irrefrenabile, ma intervieni il rispetto verso l’altro e le cose che ci circondano a farci capire che non siamo soli, che non dobbiamo essere egoisti pensando solo a noi stessi.
Dopo il racconto chiediamo ai ragazzi se Davide avrebbe potuto agire diversamente. Quali suggerimenti dare?
Poi chiudere l'incontro con un momento di preghiera spontanea.
A questo punto possiamo consegnare ai ragazzi il gioco degli acronimi utilizzando le due parole DESIDERIO e il RISPETTO (collegamento ai giochi)
Riferimento sussidio: pag. 26-27
Riferimento guida: pag. 52-54
Strumenti / materiale: gioco
Approfondiamo il senso dei due comandamenti legati al rapporto come le cose e il loro uso: “Non rubare” e “Non desiderare la roba d’altri”.
Innanzitutto cerchiamo di capire il senso del possesso delle cose che abbiamo: giochi, vestiario, attrezzature…questo ci aiuterà a capire che forse (senza il forse) abbiamo molte cose e, purtroppo, ci lamentiamo che non abbiamo abbastanza. Se continuiamo a lamentarci di tutto questo, che è poco, più avanti, da grandi, saremo persone in preda a desideri smodati e incontentabili portando il nostro essere a compiere azioni riconosciute come errate, rubare, accaparrarsi ciò che non è proprio….
GIOCO DI RUOLO a distanza
La frase da anagrammare potrebbe essere:
“Il desiderio smodato di possedere rende schiavi” (2.9.7.2.9.5.7)
Dividiamo il gruppo in due squadre (vedere schema) e attraverso la chat della piattaforma in forma privata 3 lettere alla squadra con più componenti e 14 lettere a quella con pochi elemnti.
SQUADRA COMPONENTI LETTERE
A 3 14
B 9 3
Domande Risposte lettere squadra A B
Quanti sono i comandamenti 10 8 5
Quanti sono gli evangelisti 4 8 5
Quanti sacerdoti ci sono nella tua parrocchia?
2 8 5
Le squadre dovranno uitilizzare le lettere che ricevono prima dell'inizio e poi le altre in seguito alle domande. Le risposte dovranno essere inviate utilizzando la chat e indirizzate al catechista. Non è possibile collaborare tra squadre, pena la squalifica.
E’ possibile contrattare il numero delle lettere tra i diversi gruppi prima di iniziare il gioco con le domande.
Alla fine vincerà chi indovina la frase.
Questo attiverà alcuni sentimenti, come l’invidia, il senso di ingiustizia o la gioia del possedere molto sentendosi fortunati.
Terminato il gioco, è bene dedicare del tempo per riflettere sull’esperienza vissuta. Sui sentimenti che sono nati nei confronti degli altri facendo emergere le logiche che caratterizzano il mondo odierno.
Cercheremo di far capire che il Signore non ci chiede di non possedere ma di possedere il giusto, di non avere sentimenti di ingordigia trasformandoci in persone mai contente di ciò che abbiamo. Nello stesso tempo se alcuni giocatori hanno voluto cedere delle lettere ai componenti della squadra che ne avevano poche mettiamo in risalto tale gesto di generosità in quanto si realizza il sentimento di condivisione.
Possiamo così concludere l’incontro con un momento di preghiera per ringraziare per ciò che si possiede, per chiedere perdono per le volte in cui non si sono usate le cose in modo opportuno e perché si possa ricevere l’aiuto a compiere sempre le azioni corrette.
Utilizzaimo quanto riportato a pag 27
Riferimento sussidio: pag. 22-25
Riferimento guida: pag. 49-52
Strumenti / materiale: racconto, attività, preghiera
Per il primo comandamento vedremo l'episodio di Elia contro i sacerdoti del dio Baal mentre per il secondo vivremo un momento di preghiera.
La storia del profeta Elia è nota (vedere percorso 2° anno) e attraverso le immagini a pag 22 siamo aiutati a rivire la vicenda. Si presenta Elia come il "difensore" di Dio. Egli con zelo estremo predicava il Signore d'Israele contro il cunto degli altri dei. Ma il profeta si è messo al servizio di un dio inventato e immaginato da lui stesso (un dio vendicativo che dovrebbe far scendere dal cielo un fuoco vendicativo per annientare gli adoratori di altri culti) e così quando ciò che si aspetta non accade, scappa nel deserto.
Allora far emergere dal dialogo che, partendo dall'esperienza del profeta, il primo comandamento non si limita a vietare gli "idoli" che prendono il posto di Dio. Questo primo comandamento chiede di non piegare Dio a ciò che desideriamo noi ma lasciare che sia il Signore a mostrasi per ciò che è. Iniziamo a far capire che non possiamo costruirci un dio a "nostro uso e consumo" (domani ho il compito in classe, prego perché vada bene - ma ho studiato?.......). Inoltfe Dio ci chiede di metterlo al primo posto nella nostra vita e di rispettarlo per ciò che Egli è.
Altra azione che è possibile compiere con i ragazzi è quella di rispondere alle domande poste a margine di ogni pagina facendo riferimento alla bussola a quattro punte.
Dio ci ha rivelato il suo nome per poterlo conoscere e avvicinarci a Lui. Quindi è possibile chiedere ai ragazzi se per caso ognuno viene chiamato con altro nome o nomigliolo. Questo può essere un aspetto buono oppure potrebbe creare fastidio. Quindi partendo da questa "etichetta" aiutare i ragazzi che ci deve essere "rispetto". Quindi il nome di Dio merita rispetto. E' stato Gesù a chiamare Dio con il nome di "Padre" quindi impariamo a non usare il nome di Dio in modo banale e irrispettoso.
Per fare questo possiamo seguire il momento di preghiera proposto nel materiale web. In questo modo mettiamo il nome al primo posto fin dall'inizio della nostra giornata.
- Ricordati di santificare le feste. Onora tuo padre e tua madre.
Dialoghiamo con i ragazzi in merito al terzo comandamento che non deve essere proposto come invito positivo aiutandoli a capire che devono ritagliarsi un memontoper Dio, mentre nel quarto chiediamo il rispetto verso i propri genitori in quanto ci hanno donato la vita.
Partiamo dal loro vissuto chiedendo di indicare che cosa è per loro la domenica e come la vivono (in un certo senso elencare le dfasi della giornata come proposto per la tappa 5 del 1° anno).
Il secondo momento è quello di leggere un brano della Bibbia: Dio creatore (Gn 2,1-4), Dio liberatore (Es 12,1-14), la presenza del Risorto (Gv 20,19-29) e dialogando con loro si chiede se cambierebbero qualcosa di quanto scritto in precedenza.
Per aiutarli a comprendere ciò proponiamo di scrivere nelle nuvolette a pag 24-25 quanto i personaggi stanno pensando. Un'altra proposta è quella di fare una testimonianza. Se nel proprio gruppo c'è un ragazzo/a che partecipa alla celebrazione della domenica inivtarlo ad indicare ai propri amici perché va a messa, perché prega (è opportuno concordare questo prima dell'incontro in modo che il ragazzo/a sia preparato).
Per il quarto comandamento possiamo utilizzare quanto proposto nel materiale web.
Prendendo spunto dal racconto di "B. FERRERO, A volte basta un raggio di sole" leggiamo solo la prima parte quella riguardante le richieste del ragazzo. Poi chiediamo loro: "Come dovrebbe comportarsi la mamma?" solo dopo continuare con il racconto. Questo per far crescere in noi l desiderio di rispettarli e onorarli.
Riferimento sussidio: pag. 16-21
Riferimento guida: pag. 46-48
Strumenti / materiale: drammatizzazione (Abacu ed Efraim) - materile web
Prima di donare la Legge Dio vuole che il suo popolo prenda coscienza della sua situazione attuale: un “popolo libero” pensando a ciò che era nel paese d’Egitto: un “popolo schiavo” e nello stesso vuole che il popolo accolga il dono della Legge come indicazioni per rimanere fedeli all’Alleanza e camminare nelle sue vie. E’ quanto abbiamo scoperto nella Tappa precedente: l’azione dello Spirito ci rende forti e ci rende capaci di agire come Gesù.
Nella situazione attuale di incontri a distanza si suggerisce di inviare prima dell’incontro il testo tra i due schiavi Abacuc ed Efraim (materiale web). Nell’incontro chiediamo ai ragazzi cosa direbbero oggi i personaggi, e loro, oggi, stanno vivendo una situazione simile?.
Poi li invitiamo ad inserire le loro sensazioni (pag. 16).
Chiediamo che cosa ha fatto Dio per loro nella loro vita, se hanno vissuto esperienze simili a quelle dei due schiavi. Quindi come momento di preghiera di memoria e di ringraziamento rivolgiamo a Dio le parole del salmo 136 (pag. 17) per poi inserire il nostro grazie e condividerlo con gli altri.
Facendo così conduciamo i ragazzi a vivere l’esperienza del popolo ebraico nel deserto che riceve da Dio il dono della Legge. Mosè sale sul monte Sinai e nel frattempo il popolo ebraico attende. Anche noi attendiamo e cerchiamo di scoprire qualcosa di più attraverso i giochi (cartella apposita riferita alla tappa).
Al termine di questo incontro leggiamo quanto riportato a pag. 20 (Israele, nella scrittura, viene paragonata ad una colomba...) per far capire come i comandamenti non sono un peso da portare ma sono “ali” che ci permettono di prendere il volo rendendo così più grande la nostra “libertà” e interroghiamo i ragazzi se hanno qualche esempio della loro vita che indichi questo senso di “libertà”.
Solo al termine dell’incontro riprendiamo i punti della Legge, del Decalogo, perché siano “memorizzati”, logicamente non subito, ma piano piano, tanto verranno ripetuti nei prossimi incontri.
Nel materiale web troviamo alcuni giochi enigministici. Volendo è possibile invitare i ragazzi a giocare con altri che trovate in rete: “Una legge per volare” oppure il "cruciverba" o il crucipuzzle
Il filo rosso : La vita etica del cristiano, animata dallo Spirito di Gesù, è quanto abbiamo vissuto nell’incontro precedente. Ora vogliamo scoprire i comandamenti come dono di Dio nel contesto dell’Alleanza.
Che cosa vogliamo vivere : Partendo dai comandamenti, visti nel quadro della liberazione dalla schiavitù, piuttosto che “obblighi” negativi di vita, Dio stringe un’Alleanza con il suo popolo che orami è libero. Quindi i comandamenti non sono altro che indicazioni per rimanere nell’Alleanza.
Questi comandamenti, la Legge, devono essere colti come aspetti che accendono il desiderio e si è orientati verso il bene e nello stesso tempo richiamano rispetto per Dio, per gli altri e per il mondo
Narrazione : Quando si parla di Legge, di Comandamenti, i ragazzi indicano subito aspetti propri del vivere quotidiano, di ciò che regola gli aspetti familiari, nella scuola, nel gioco, ecc.. Questi aspetti sono positivi perché essi stessi ne hanno bisogno in quanto intuiscono le finalità positive facendo cogliere ciò che è bene e ciò che è male, ciò che porta ad essere felici o infelici.
E’ importante perché, con questi aspetti, si gioca la “libertà” propria dell’essere umano. Anche se scontrosi nel loro agire, ad ogni richiamo, in realtà cercano e hanno bisogno di questi “NO” perché li porta a capire che l’adulto vuole prendersi cura di loro. Anche nel proporre un gioco, solo loro stessi a chiedere le regole del gioco stesso e il non averne significa dare sfogo alle prepotenze oppure a essere indifferenti facendo così fallire il gioco stesso. Nello stesso tempo al termine “comandamento” associamo un altro: “ALLEANZA”. E’ un termine che non suona bene alle loro orecchie, non fa parte del linguaggio corrente. Ma è importante parlarne e darne il significato corretto partendo da situazioni che loro conoscono e che vivono quotidianamente: il gioco di cui parlavamo prima (alleanza tra i diversi giocatori per vincere), all’interno della famiglia (il matrimonio dei propri genitori segno di amore tra l’uomo e la donna), l’ambito scolastico (simbiosi tra sciola e famiglia per il bene del ragazzo)
La tappa è suddivisa in 7 tempi, 7 momenti che cercano di richiamare l’attenzione su quanto Dio ha consegnato al popolo nel deserto e che oggi sono consegnati a noi. Momenti in cui il ricordo delle proprie vicissitudini di popolo schiavo che prima viene liberato e poi riceve il dono del Decalogo. Il Decalogo, la Legge è un dono per rimanere nell’amore di Dio. Abbiamo diversi livelli tanto che possiamo dividere queste indicazioni in due parti.
Nel primo è Dio stesso che ha desiderio di stringere un’Alleanza con il suo popolo, e gli chiede di custodire, di dedicare un memento specifico a Lui. Chiede di avere il desiderio di amare i propri genitori perché da essi abbiamo ricevuto la vita.
Nella seconda parte, la Legge, si sposta su un piano sociale: l’incontro con gli altri e le cose. Ci dice che il desiderio smodato di possedere ci rende schiavi delle cose stesse ma si diventa liberi condividendo con gli altri.
Nell’ultimo tempo vediamo la figura di Davide che, con il suo comportamento e attraverso il suo peccato, possiamo approfondire diversi comandamenti: infatti il desiderio di un cuore egoista piega l’uomo ai suoi bisogni.
In questo avremo argomenti a sufficienza per indicare ai ragazzi che i comandamenti sono l’orientamento per la vita quotidiana.