Un cucchiaio in uso nel medioevo
Nel Medioevo le stoviglie erano costituite solo da piatti e ciotole.
Erano di legno per i poveri, mentre nelle tavole dei ricchi potevano essere anche di ceramica o di metallo, in argento e stagno.
Nel Rinascimento, nelle case aristocratiche la dotazione di stoviglie divenne più complessa e raffinata: iniziò a esserci una grande abbondanza di vasellame di ceramica, spesso finemente decorata e personalizzata con gli stemmi della casata.
Per tutto il Medioevo i convitati mangiavano la carne con le mani, dopo averla tagliata con il coltello, spesso portato al banchetto da loro stessi.
Per gli alimenti liquidi si utilizzava il cucchiaio, il cui nome deriva dal latino cochlea, “chiocciola”, in quanto nell’antichità venivano usati i gusci delle lumache.
Una forchetta in uso nel Medioevo
Benché già i Romani e i Greci ne facessero uso, la forchetta scomparve in Europa dopo la caduta dell’Impero romano, anche se si utilizzava ancora una posata lunga a due rebbi per infilzare la carne.
Essa continuò a essere usata in Oriente, da dove sembra sia giunta a Venezia all’inizio dell’XI secolo.
Osteggiata inizialmente dalla Chiesa, che la considerava demoniaca, la forchetta cominciò a comparire sulle mense signorili italiane dalla fine del ‘300.
Se nel Medioevo si usava mangiare direttamente sulla tavola, nel Rinascimento l’uso di tovaglie presso le classi dominanti divenne simbolo di prestigio. In genere si usavano bianche ed erano di lino. In alcuni casi si utilizzavano tovaglie colorate, che venivano cambiate tra una portata e l’altra per intonarsi alle vivande.
Anche le tovaglie seguivano le mode. Nel ‘300 avevano decorazioni di pizzo, nel ‘400 erano realizzate con stoffe di lino ornate con fasce colorate. Il gusto per i ricami tornò nel ‘500, mentre nel ‘600 si affermarono i tessuti damascati, talvolta intessuti di fili d’oro e arricchiti da frange.
Sembra che i tovaglioli siano stati introdotti da Leonardo da Vinci nella corte milanese degli Sforza. Prima di allora ci si pulivano mani e bocca con l’acqua o con i lembi della tovaglia.