Si tratta di piccoli bocconcini morbidissimi e umidi all’interno, costituiti principalmente da tre ingredienti – mandorle dolci tritate, zucchero e limone – e sono cosparsi di zucchero. Vengono avvolti in foglietti di carta velina colorata e chiusi come fossero delle caramelle. Le dimensioni possono variare e in alcune parti della Sardegna, invece della copertura dello zucchero, troviamo un rivestimento di glassa reale e vengono perciò chiamati "gueffus incappaus". Possono essere aromatizzati con diversi liquori, ad esempio col maraschino. Nella Barbagia esiste una versione di dimensione ridotta chiamata "sos bucconettes" con nocciole anziché mandorle, miele e aromi naturali, sempre incartati a mo’ di caramelle.
In alcune zone della Sardegna questi dolcetti a base di mandorle sono anche conosciuti come “sospiri”, intendendo un prodotto simile ai gueffus, ma con qualche differenza. Con questo nome tipico sono chiamati, in particolar modo, nella zona di Ozieri.
I sospiri erano considerati i dolci degli innamorati, perché, si sa, che l’amore fa appunto “sospirare”. E infatti questi dolcetti sardi erano preparati in casa soprattutto in occasione di annunci di fidanzamenti o matrimoni o per celebrare altre occasioni speciali, come la nascita di un bambino. Consistono in praline sempre a base di mandorle, che prevedono l’aggiunta del miele nell’impasto e vengono passati al forno per farli asciugare e poi ricoperti con una glassa di colore bianco. Si presentano sempre avvolti in carta colorata e con una forma meno tondeggiante, più schiacciata.
500 g di mandorle
500 g di zucchero
25 ml di acqua
1 bicchierino d’acqua di fiori d’arancio
1 bicchierino di maraschino (facoltativo)
la scorza grattugiata di un limone