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//art credit: Timur Novikov
La tecnologia a servizio dell'agroalimentare.
Un settore che si rinnova e che potrebbe creare ancora più lavoro, attirando soprattutto le nuove generazioni.
Data analyst, green manager e biodiversity champion, ma anche agrinfluencer: sono i profili più richiesti.
L'accesso alla terra, però, sfiora quota 29mila euro a ettaro ed è ancora per pochi. Va superato ogni stereotipo sul comparto e fare davvero spazio a nuove generazioni di agricoltori.
Il digitale è una delle chance necessarie per dare un futuro all'agricoltura, ma anche il gancio più forte per richiamare i giovani.
Servono sempre di più figure professionali altamente specializzate e con competenze trasversali, capaci di coniugare l'esperienza alle tecnologie agro-meccaniche disponibili, in grado di sperimentare sul campo, leggere i dati e fornire feedback ai fornitori di prodotti e macchinari. Occorrono esperti di sistemi satellitari, robotica e Ia-Intelligenza artificiale, climate smart advisor promotori di strategie per l'adattamento al climate change, agronomi e biologi ambassador contro il consumo di suolo e lo spreco, custodi di biodiversità e social media marketer. Una serie di professionalità di grande appeal sulle nuove generazioni, che anche nel settore primario sono sempre più qualificate, come dimostrano gli oltre 20mila laureati under 40 titolari di aziende agricole oggi in Italia.
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